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Simulazione della luce con 3dsMax: addio Mental Ray, lunga vita a V-Ray

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articolo scritto da: Luca

Negli ultimi anni qua su Luxemozione, sono stati dedicati una serie di articoli sul tema della simulazione foto-realistica della luce fisicamente corretta, prendendo in considerazione Autodesk 3dsMax con il suo modulo dedicato all’analisi luminosa ovvero il “lighting Analysis”  abbinato al motore di render nVidia Mental Ray.

Qua tutti gli articoli dedicati alla simulazione foto-realistica della luce con 3dsMax

Per molti anni questo sistema, nell’ambito specifico della simulazione luminosa foto-realistica, ha rappresentato un punto di riferimento a livello internazionale, poichè è stato in grado di offrire la possibilità eseguire sia una analisi di tipo qualitativo, ovvero il render foto-realistico, ma anche di tipo quantitativo, ovvero analisi dei parametri illuminotecnici (Illuminamenti, Luminanze, ecc).

Mental-Ray + Light-Analysis da la possibilità di creare immagini in falsi colori, con valori di illuminamento o luminanza e griglie di punti, con valori di illuminamento su uno o più piani impressi nel render. Tutto questo è possibile attraverso un work-flow fisicamente corretto, ovvero il procedimento in grado di garantire il rispetto delle caratteristiche fisiche di materiali e fonti luminose, naturali ed artificiali.

Fig.2 Esempio immagine Falsi Colori in Lux
Fig.1 Esempio Griglia di punti con valori in Lux

Poter affiancare al contenuto grafico anche contenuti di tipo analitico,  ha contraddistinto Mental Ray per molti anni nel panorama mondiale del mercato dei motori di render.

Tuttavia,  mentre per Autodesk 3dsMax  possiamo registrare un continuo e progressivo (e a volte discutibile)  sviluppo, non possiamo dire altrettanto di Mental Ray, di fatto mai realmente sviluppato ed aggiornato dal 2009 ad oggi , se non in poche e spesso ininfluenti features.

La fine dell’era Mental Ray

Purtroppo qualche settimana fa nVidia ha annunciato la chiusura definitiva del progetto Mental Ray, terminando la commercializzazione delle licenze.

Al seguente Link la notizia ufficiale da nVidia

Già dalla versione 2017 di 3dsMax si era dovuto registrare un sostanziale cambiamento di rapporto tra 3dsMax (Autodesk) e Mental Ray (nVidia) , il secodo è passato infatti da motore di render integrato, a plug-in esterno, al pari dei vari motori di render in commercio. Questo, a tutti gli effetti, ha decretando il divorzio fra Autodesk ed nVidia.

Dunque dalla versione attuale di 3dsMax 2018,  Mental Ray è definitivamente scomparso, implementabile solo come plug-in esterno ed  acquistabile separatamente, direttamente da nVidia.

Sebbene il modulo Lighting Analysis  sia tutt’oggi presente nella versione 2018 di 3dsMax, esso rimane ancora (inspiegabilmente) legato all’utilizzo di Mental Ray ,ma non si esclude che in futuro esso possa essere  riconfigurato per poterlo abbinare da altri motori di render.

Naturalmente  chi possiede versioni di 3dsMax dalla 2009 alla 2017 , può continuare ad utilizzare tranquillamente la versione di Mental Ray integrata, senza nessun vincolo, salvo limiti imposti dalle licenze annuali in possesso.

Questa situazione paradossale ha generato un’inevitabile vuoto nel mercato e un più che comprensibile disorientamento da parte di Lighting Designers ed altri, che utilizzavano il sistema di 3dsMax-Lighting Analisys-Mental Ray per effettuare simulazioni luminose foto-realistiche , potendo contare come detto sia su contenuti grafici che analitici.

V-ray come come possibile alternativa

Quali potrebbero essere dunque le alternative? Mantenendo naturalmente inalterate le premesse che ci siamo posti, di simulazione della luce secondo parametri fisicamente corretti, subordinati ad un work flow rigoroso, in grado di salvaguardare le caratteristiche fisiche di fonti luminose e dei materiali.

Si può dire che, potenzialmente, tutti i motori di render moderni potrebbero rappresentare una buona alternativa a Mental Ray nella simulazione della luce, questo perché tutti sono basati sull’algoritmo di calcolo Ray Tracing al pari di Mental Ray, con più o meno controllo su tutte le variabili in gioco e con features di volta in volta differenti.

Il vero problema, tuttavia, è dato dalla mancanza di strumenti per una vera e propria analisi dei parametri illuminotecnici, in grado di generare contenuti di carattere analitico, così come le immagini in falsi colori, griglie di punti, ecc,  di Mental Ray.

V-Ray , motore di render sviluppato da Chaos Group , è attualmente una delle migliori soluzioni alternative per diversi motivi, uno su tutti è rappresentato dal fatto che, senza dubbio, è in grado di garantire un work flow fisicamente corretto oltre che ad una qualità grafica molto elevato. È in grado,  inoltre,  di mettere a disposizione alcuni strumenti utili in fase di analisi luminosa, anche se attualmente non al pari del sistema precedentemente descritto in Mental Ray.

Uno di questi strumenti è costituito dal “VRay Light Meter” molto simile al light meter di 3dsmax utilizzato con Mental Ray , oppure e il modello di Sky CIE Clear ed Overcast che consente il calcolo del Fattore di luce diurna. Manca invece totalmente il modello Perez Sky All-Weather, presente invece in Mental Ray.

SImulazione della Luce Vray 02

Questa somma di cose è a mio avviso il vero valore aggiunto,  in grado di mettere a disposizione di Lighting Designers strumenti dalle enormi potenzialità come i V-Ray Light Select ai quali dedicheremo un intero articolo.

Di seguito un video dimostrativo realizzato con la miscelazione dei V-Ray Light Select :

Ciò che contraddistingue V-Ray è uno sviluppo costante da parte di Chaos Group, volto non solo al miglioramento dei tempi di calcolo, ma anche all’implementazione di features, rivolte a diversi campi di applicazione. Le caratteristiche appena accennate  lo rendono, di fatto, il principale indiziato a coprire il vuoto lasciato da Mental Ray  nella simulazione luminosa Foto-realistica e fisicamente corretta.

Per questi motivi nei prossimi appuntamenti analizzerò il motore di render di Chaos Group V-Ray,  in funzione di una simulazione luminosa foto-realistica , ponendo l’attenzione da un lato sugli strumenti che esso mette a disposizione di un Lighting Designer e i limiti di analisi della luce. Arrivederci al prossimo appuntamento.

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Oltre il campo elettromagnetico: la prima foto a colori di James Maxwell

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articolo scritto da: Giacomo

Gli scorsi giorni, navigando sulla pagina Facebook di Artsy, ho avuto il piacere di leggere un articolo interessante sull’esperienza realizzata a metà ‘800 da James Maxwell, volta ad analizzare il fenomeno della percezione tristimolo, attraverso la realizzazione di quello che viene comunemente definita “prima fotografia a colori”.

Un fatto che mi ha particolarmente affascinato e che ho pensato di riportarvi, traducendo e integrando con altre fonti l’articolo originale pubblicato su Artsy.

James Maxwell, è uno dei più grandi scienziati mai vissuti, noto per le sue teorie sul campo elettromagnetico e postulazioni sulla radiazione della luce.
“Abbiamo ragione di concludere che la luce stessa (incluso calore radiante ed altre radiazioni) è una radiazione che si propaga nel campo elettromagnetico in forma d’onda, in accordo con le leggi dell’elettro-magnetismo” JK Maxwell A Dynamic Theory of the Electro-Magnetic Field – Royal Society 1864.

A testimoniare l’importanza delle equazioni di Maxwell, lo stesso Einstein disse: “ La teoria della relatività speciale deve le sue origini alle equazioni di campo elettromagnetico di Maxwell”

Per maggiori info sulla natura ondulatioria della luce: Natura ondulatoria della luce, omaggio a Hertz

Oltre il campo elettromagnetico: percezione e visione

In realtà, le attività di ricerca svolte da Maxwell durante la sua vita, vanno oltre le postulazioni legate al campo elettromagnetico. Tra le altre, da ricordare, le sue ricerche in materia di percezione e visione, oltre che contributi nel campo dell’astronomia ed ingegneria.

Dovete sapere che nel 1860 Maxwel accettò di la docenza al King’s College di Londra, dove continuò ed approfondire i suoi esperimenti in materia di percezione e visione, che lo condussero alla lezione sulla teoria dei 3 colori primary, che presentò al the Royal Institution of Great Britain nel maggio del 1871. Durante la lezione Maxwell presentò una prima dimostrazione di fotografia a colori.

Durante la lezione Maxwell presentò innanzitutto la teoria della visione di Young (Young, 1845, pp. 344-345; Helmholtz, 1924, pp. 142-146) e i principi di miscelazione dei colori. In conclusione illustrò questi concetti posizionando 3 lastre fotografiche positive in 3 proiettori differenti, ognuno con filtri colorati rosso, verde e blu. Il risultato proiettato fu una foto a colori, ottenuta dalla miscelazione di 3 primari.

(Clerk Maxwell, James (1855): “Experiments on Colour”. In: Transactions of the Royal Society Edinburgh, Vol. XXI., part II, pp. 283-284.) Qua la fonte originale

Clerk Maxwell, James (1860): On the Theory of Compound Colours. In: Philosophical Transactions of the Royal Society, No. 150 Qua la fonte originale.

La fotografia mostrata da Maxwell venne preparata con il supporto di Thomas Sutton, secondo professore di fotofrafia al King’s College. Va ricordato infatti che il King’s fu pioniere  nello studio della fotografia, Sutton ad esempio inventò la camera reflex a lente singola e compilò il  British Dictionary of Photography nel 1858.

Fotografia a colori did Maxwell

Fotografia a colori did Maxwell

Nel video qua sotto una spiegazione dell’esperimento di Maxwell ad opera del J.K. Maxwell Foundation.

Dunque Sutton, sotto la supervisione di Maxwell realizzo 3 esposizioni del medesimo soggetto: un fiocco colorato con decorazione tartan. Queste fotografie vennero realizzate utilizzando supporti in vetro ricoperti con materiale foto-sensibile, i filtri blu, verde e rosso vennero realizzati con una soluzione di Solfato di Ammonio di Rame, Cloruro di Rame e Tiocianato Ferrico, rispettivamente.

Louis Ducos Du Hauron’s Chromographoscope
Nella foto uno strumento concettualmente simile ai proiettori utilizzati da Maxwell. Louis Ducos Du Hauron’s Chromographoscope in 1874. Image via Coote, Jack H. (1993).

Va detto che il risultato finale non fu particolarmente buono dal punto di vista fotografico, molto probabilmente a causa del materiale foto-sensibile adoperato all’epoca per preparare le lastre fotografiche, poco sensibile alla regione spettrale  del verde e del rosso.

Va però sottolineato che, l’esperimento condotto da Maxwell non aveva come fine ultimo la tecnica di fotografia in sé, ma la percezione della luce e la visione dell’uomo.

Passarono più di 30 anni prima che venissero raccolti i concetti apportati da Maxwell per produrre risultati pratici; solo nel 1906 furono disponibili supporti fotografici sensibili all’intero spettro di visione, da 380 a 780 nm.

Oggi le tre lastre fotografiche utilizzate durante l’esperimento sono conservate al Maxwell’s Museum di Edinburgh.

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Shift happens PLDC 2017: riflessi di un mercato in continua evoluzione

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articolo scritto da: Helena

I primi di Novembre si è svolto il PLDC Professional Lighting Design Convention, che in quest’edizione 2017 ha avuto luogo a Parigi, presso il Palais des Congrês.

Anche quest’anno ho avuto modo di partecipare  alla Convention  che, per chi non lo sapesse, è l’evento biennale di riferimento per il settore lighting, mirato  sia alla categoria dei progettisti indipendenti, che  alle aziende produttrici  ed  altri  attori connessi al campo dell’architectural lighting design.

Come dicevo, quest’anno il PLDC si è svolto  Parigi, non a caso  sopranominata la Ville Lumière,  in ricordo del ruolo pionieristico che ha svolto la capitale francese nella sperimentazione dell’illuminazione pubblica, ad inizio del XX secolo.

Questa sesta edizione del PLDC:ha contato la presenza record di 2165 partecipanti da 72 nazioni differenti. L’organizzazione dell’evento biennale è stato realizzato grazie alla collaborazione con la Città di Parigi e con l’associazione locale dei lighting designer, ACE – Association des Concepteurs lumière et Eclairagistes

Entro fine del 2017 sarà comunicata la prossima città europea che ospiterà PLDC 2019.

Vi segnalo in merito, per chi avesse voglia di approfondire l’argomento, che APIL Associazione dei Professionsiti dell’illuminazione ha organizzato un evento il 5 Dicembre prossimo, durante il quale si parlerà di PLDC e del Manifesto della Professione proposto da ACE.  Qua maggiori dettagli: Come diventare ricchi (dentro) con il lighting design.

Conferenze, confronti e networking professionale

Durante le tre intense giornate di congresso, sono state seguite quattro tracce (Tracks) riguardanti temi differenti:

  1. pratica professionale;
  2. ricerca, filosofia & dibattito;
  3. applicazioni di illuminazione Case Studi;
  4. Vita Urbana 4.0.

Inoltre si sono svolte discussioni moderate, organizzate durante le pause pranzo di due ore, così da dare ai partecipanti l’opportunità di discutere su argomenti pertinenti ai temi diversi: dallo sviluppo dei LED nella sfera pubblica, alle facciate multimediali, illuminazione per gli uffici e suoi nuovi paradigmi. Si è parlato anche di temi legati all’inquinamento luminoso e livelli di illuminazione per gli spazi pubblici, ma anche di neuroscienze ed illuminazione artistica.

Oltre alle attività che dicevo sopra, si sono svolti anche esclusivi Think Tank, questi incontri si sono concentrati su argomenti chiave ed hanno offerto ai progettisti esperti e agli educatori la possibilità di confrontare i successi e le sfide affrontate in ambito accademico, così da collaborare in modo più stretto ed aumentare la qualità dell’educazione sul tema della luce ed illuminazione.

Durante le conferenze si è discusso parecchio del  ruolo della professione del lighting designer, a volte, devo dire, in modo ripetitivo o sommario, forse questa l’unica nota negativa della conferenza. Vista proprio la continua reiterazione del tema già più volte dibattuto anche durante le precedenti edizioni e spesso trattato, nuovamente, in modo poco approfondito da parte di alcuni relatori. Non dimentichiamoci che la maggior parte dei partecipanti di PLDC sono lighting designers.

In futuro, si potrebbero trattare, ad esempio, argomenti più specifici sulla professione, invece del solito “vocabolario luminoso”, che davvero non si può più sentir nominare.

Sarebbe stato più interessante, invece, comprendere più in profondità le diverse metodologie di analisi e d’approccio al progetto o ancora, esempi di buone pratiche tra designers e clienti, ad esempio da parte dei relatori più noti, già presenti alle precedenti edizioni della conferenza.

Si è discusso anche dell’impatto che una buona progettualità della luce può avere in relazione alla nostra salute e benessere; nuove tendenze e futuri sviluppi per l’illuminazione urbana. Tema strategicamente trattato vista l’espansione verso il mercato dei LED, da parte di molti comuni in tutto il mondo e al potenziale che questa tecnologia offre.

Si è dibattuto parecchio di digitalizzazione dei sistemi e degli effetti collaterali che questi possono portare e che stanno diventando sempre più evidenti. Temi e sfide nuove che i progettisti della luce devono affrontare.

L’importanza di partecipare ad eventi internazionali come questi, risiede nella possibilità di scambiare idee ed opinioni con diversi professionisti del settore e creare nuove connessioni profesisonali, sia durante le presentazioni mirate della conferenza , ma anche durante i momenti di svago o di pausa.

Shift Happens un momento di cambiamento per la professione.

Tutti i partecipanti, dai più premiati e noti designers , agli studenti e  nuove generazioni, hanno cercato di dare interpretazione al tema cardine del PLDC 2017, intitolato  “Shift Happens” ovvero, “il cambiamento è in corso”, a celebrare il decimo anniversario della prima edizione di PLDC, svoltosi a Londra nel 2007.

“Shift Happens” , un tema che ha coinvolto tutti professionisti proprio in vista della situazione attuale del mondo globalizzato e della società contemporanea in riferimento all’illuminazione in generale.  Il cambiamento, infatti, non riguarda solo aspetti tecnologici, ma anche le strutture del mercato e le nuove sfide che, noi lighting designers affrontiamo ogni giorno.

E’ importante imparare ad essere multidisciplinari, o come ha definito Tapios Rosenius durante il suo intervento: “Antidisciplinary”,  per spiccare sia nella comunicazione del progetto. O ancora,   tramite nuove forme di presentazione, come la realtà virtuale presentata da Mark Major o la programmazione ed integrazione della luce ai sistemi Internet of Things IOT ed altri molto ben descritti da Carlo Ratti durante la sua presentazione sulle Senseable cities.

Perché, senza ombra di dubbio, la professione del progettista di illuminazione sta cambiando, e velocemente, prima che abbia persino ottenuto un riconoscimento ufficiale.

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Chiarezza sul Progetto Illuminotecnico nei CAM Illuminazione Pubblica 2017

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articolo scritto da: redazione luxemozione

Gli scorsi giorni è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo ed aggiornato Decreto in materia di Criteri Ambientali Mininimi per Illuminazione Pubblica.
Il Decreto, pubblicato il 27 settembre 2017 (in copertina il refuso indica 2007), che sostituisce la precedente edizione del dicembre 2013, è intitolato:
Criteri Ambientali Minimi per l’acquisizione di sorgenti luminose per illuminazione pubblica, l’acquisizione di apparecchi per illuminazione pubblica, l’affidamento del servizio di progettazione di impianti per  illuminazione pubblica.

Qua il testo integrale del Decreto

Il testo del nuovo decreto contiene numerose novità, introdotte a seguito di una revisione che ha visto coinvolti diversi attori del settore illuminotecnico, lavori pubblici, associazioni di categoria. Coordinate dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Tra le novità, oltre ad aggiornamenti dei dati tecnici, resi necessari dall’innovazione portata dalla tecnologia LED, sono stati portati adeguamenti degli indici di qualità energetica IPEI ed IPEA per impianti ed apparecchi  d’illuminazione, rispettivamente.

Sono state inoltre introdotte interessanti novità relative alla selezione delle figure professionali, coinvolte nella progettazione illuminotecnica per illuminazione pubblica ed ulteriori evoluzioni sull’applicazione di criteri di controllo del fenomeno di inquinamento luminoso.

Naturalmente per una comprensione più chiara delle novità inserite nel Decreto rimando alla lettura integrale del testo

Il Progetto illluminotecnico e selezione dei Candidati

Nel testo del Decreto viene tolto finalmente ogni dubbio sulla distinzione tra Progetto Elettrico ed Illuminotecnico.

Come già sottolineato nel testo della UNI 11630 Criteri di Stesura del Progetto Illuminotecnico, esiste una chiara distinzione tra progetto elettrico e progetto della luce: ognuno con norme di riferimento, procedure e competenze specifiche.UNI 11630

All’interno del Decreto CAMP IP si fa chiaro riferimento al testo della UNI 1630 dove, nel paragrafo 4.3.3.2  Elementi del progetto illuminotecnico si legge:

Il progetto illuminotecnico comprende aspetti fotometrici, ergonomici ed energetici e per ciascuno di questi debbono essere messe in evidenza le soluzioni adottate e le relative motivazioni. Il progetto illuminotecnico deve tener conto della norma UNI 11630 per quanto conforme alle disposizioni del D.Lgs n.50/2016

In particolare nel nuovo testo dei CAM Illuminazione Pubblica sono state confermate o chiarite la distinzione tra progettista dell’impianto elettrico e progettista illuminotecnico:

Il progettista dell’impianto elettrico,

interno od esterno all’organizzazione dell’offerente, dovrà essere regolarmente iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste e aver esercitato la professione per almeno cinque anni.

Il progettista illuminotecnico

inteso come colui che redige il progetto illuminotecnico, interno od esterno all’organizzazione dell’offerente, deve possedere i seguenti requisiti:

deve essere iscritto all’ordine degli ingegneri/architetti o all’ordine dei periti, ramo elettrico o associazione di categoria del settore dell’illuminazione pubblica, regolarmente riconosciuta dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della L. 4/2013 (ad esempio APIL Associazione dei Professionisti dell’Illuminazione)

Deve inoltre dare garanzie di esperienza: ovvero aver svolto negli ultimi 5 anni prestazioni di progettazione o assistenza alla progettazione di impianti di illuminazione pubblica come libero professionista ovvero come collaboratore/associato/dipendente di uno studio di progettazione o società e che tali  prestazioni comprendano uno o più progetti di realizzazione/riqualificazione energetica di impianti di illuminazione pubblica per un numero di punti luce complessivo pari o superiore a metà di quello dell’impianto da progettare;

In grassetto qua sopra le modifiche e principali e conferme dei criteri contenuti nel precedente testo del 2013.

I progettista deve inoltre: non essere dipendente né avere in corso contratti subordinati o parasubordinati con alcuna ditta che produca/commercializzi/pubblicizzi apparecchi di illuminazione o sistemi di telecontrollo o telegestione degli impianti.

Nel caso in cui il progettista risulti coinvolto a qualsiasi livello nella realizzazione di un determinato apparecchio di illuminazione o sistema di telecontrollo o tele-gestione, egli non potrà in alcun modo utilizzare tale apparecchio o tecnologia all’interno del progetto di realizzazione/riqualificazione di impianti di illuminazione pubblica a meno che non dimostri che abbia caratteristiche di qualità energetica di rilievo, ovvero:

  1. l’apparecchio rientra nella classe IPEA* A++ e la realizzazione dell’impianto rientra nella classe IPEI* A++, se prima del 31/12/2020,
  2. l’apparecchio rientra nella classe IPEA* A3+ e la realizzazione dell’impianto rientra nella classe IPEI* A3+, se prima del 31/12/2025,
  3. l’apparecchio rientra nella classe IPEA* A4+ e la realizzazione dell’impianto rientra nella classe IPEI* A4+, se dopo il 1/1/2026.

In particolare l’ultimo passaggio chiarisce una volta per tutta l’obbligatorietà d’indipendenza tra chi progetta e chi fornisce e/o produce.

Criteri di Controllo dell’Inquinamento Luminoso

In tema di qualità del progetto d’illuminazione e controllo degli sprechi energetici ed inquinamento luminoso, notevoli sono le novità introdotte nel nuovo testo del Decreto, dove, riassumendo per sommi capi una parte molto articolata (a cui rimando per approfondimenti), viene più volte sottolineata l’importanza del controllo del fenomeno dell’inquinamento luminoso.

Personalmente come Lighting Designer considero l’inquinamento luminoso quale importante elemento da considerare in fase di progettazione, non solo come applicazione di una specifica tipologia di apparecchio e di una sorgente, ma come parametro di controllo della qualità generale dell’illuminazione, riferita al contesto e all’utilizzatore dello spazio urbano.

La selezione delle sorgenti

Nello specifico nel testo dei CAM IP 2017 si leggono disposizioni chiare sulla selezione delle sorgenti, sottolineando in modo esplicito la differenza tra Temperatura di Colore e Composizione spettrale emessa da una sorgente luminosa:

Occorre tener presente che una corretta valutazione degli effetti dell’inquinamento luminoso ovvero dell’illuminazione sulla componente animale e vegetale deve essere basato sulle caratteristiche spettrali della luce emessa e non su grandezze derivate, come la temperatura di colore correlata (Tcc), poiché sorgenti con medesima Tcc potrebbero ad esempio presentare distribuzioni spettrali differenti e quindi effetti diversi.[…] Nel caso in cui risultasse impossibile ottenere le caratteristiche spettrali delle sorgenti luminose o moduli LED impiegati ovvero determinare una corretta valutazione degli effetti dell’inquinamento luminoso sulla base delle caratteristiche spettrali delle sorgenti luminose o dei moduli LED impiegati, si consiglia di utilizzare all’interno dei centri abitati (corrispondenti alle zone LZ3 e LZ4) sorgenti luminose ovvero moduli LED con Tcc non superiore a 4000K nominali.

La selezione dei corpi illuminanti

Viene inoltre definita una diversa strategia volta a selezionare corpi illuminati e relativa emissione luminosa sopra i 90°, andando definire una zonizzazione riferita al PRG ognuna caratterizzata da diverse specifiche tipologiche.

[…]gli apparecchi di illuminazione devono essere scelti ed installati in modo da assicurare che il flusso luminoso eventualmente emesso al di sopra dell’orizzonte rispetti i limiti indicati nella tabella che segue.

Cam Illuminazione Pubblica 2017 In cui le zone sono definite come segue:

LZ1: ZONE DI PROTEZIONE

Zone protette e zone di rispetto come definite e previste dalla normativa vigente. Sono ad esempio aree dove l’ambiente naturale potrebbe essere seriamente danneggiato da qualsiasi tipo di luce artificiale ovvero aree nei dintorni di osservatori astronomici nazionali in cui l’attività di ricerca potrebbe essere compromessa dalla luce artificiale notturna. Queste zone devono essere preferibilmente non illuminate da luce artificiale o comunque la luce artificiale deve essere utilizzata solo per motivi legati alla sicurezza.

LZ2: ZONE A BASSO CONTRIBUTO LUMINOSO

(Aree non comprese nella LZ1 e non comprese nelle Zone A, B o C del PRG) Aree rurali o comunque dove le attività umane si possono adattare a un livello luminoso dell’ambiente circostante basso.

LZ3: ZONE MEDIAMENTE URBANIZZATE

(Aree comprese nelle Zone C del PRG) Aree urbanizzate dove le attività umane sono adattate a un livello luminoso dell’ambiente circostante medio, con una bassa presenza di sorgenti luminose non funzionali o non pubbliche.

LZ4: ZONE DENSAMENTE URBANIZZATE

(Aree comprese nelle Zone A e B del PRG) Aree urbanizzate dove le attività umane sono adattate a un livello luminoso dell’ambiente generalmente alto, con una presenza di sorgenti luminose non funzionali o non pubbliche.

Cam Illuminazione Pubblica 2017

Per la definizione degli angoli solidi sopra riportati viene utilizzata la seguente classificazione (da notare che nella tabella sopra si parla di flusso luminoso in lm e non di intensità espresse in cd/Klm come in alcune Leggi Regionali)

UL (Up Low): questa zona comprende gli angoli steradianti (in questa parte c’è un refuso che riporta steriradianti) compresi tra  90° e 100° verticali e 360°orizzontali. Questa parte contribuisce a larga parte dell’inquinamento luminoso, in assenza di ostacoli e se osservata da grandi distanze;

UH (Up High): questa zona comprende gli angoli steradianti compresi tra 100° e 180° verticali e 360° orizzontali. Questa parte contribuisce all’inquinamento luminoso sopra le città.

Quanto sopra non esclude che esistano Leggi Regionali che prescrivono valori ancora più restrittivi di flusso luminoso emesso direttamente dall’apparecchio di illuminazione verso l’emisfero superiore; in tal caso le Amministrazioni sono tenute ad applicare tali norme più restrittive in materia di inquinamento luminoso.

Concludendo

A mio modo di vedere un ottimo  lavoro svolto dai redattori della norma e dal tavolo di confronto coordinato dal Ministero, sicuramente perfezionabile in successive modifiche, ma con contenuti degni di nota. Oltre che per gli aspetti legati al contenimento degli sprechi energetici ed ambientali, un toccasana per la progettazione della luce.

 

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Cos’è successo al Workshop di Lighting Design Luci in Riviera

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articolo scritto da: Giacomo

Dal 18 al 23 settembre scorsi si è svolta la prima edizione del Workshop Internazionale di Lighting Design Luci In Riviera tenutosi a Dolo, ridente cittadina della Riviera del Brenta, a pochi chilometri da Venezia.

Il Workshop Luci in Riviera, unico nel suo genere in Italia, si ispira ad altri più noti realizzati all’estero, tra cui il famosissimo Light in Alingsås . Il programma si articola in 6 giorni, durante i quali i partecipanti, divisi in gruppi  guidati da Workshop Heads (di solito lighting designers professionisti), sviluppano un’installazione di luce in ogni sito dato a disposizione, partendo dal concept fino alla realizzazione ed inaugurazione dell’opera.

Un percorso che pone in evidenza l’importanza dell’idea o concept che si nasconde dietro ogni progetto d’illuminazione: ogni progetto di luce senza un’idea e una storia forte perde di significato.

Quest’anno ho avuto il piacere di partecipare all’evento come Workshop Head, assieme ad altri 3 colleghi lighting designers professionisti: Marco Palandella (Italia), Andrea Hartranft (USA) e il prof. Zhang Lin dell’Università Cinese di Comunicazione di Pechino.

Un’esperienza che, oltre l’aspetto didattico, si è rivelata unica grazie allo spirito di collaborazione e coesione di tutti: organizzazione, workhsop heads e partecipanti che, durante la sei giorni di Dolo, sebbene divisi in gruppi, hanno lavorato spalla a spalla così da rendere possibile la buona riuscita dell’evento.

Un ringraziamento dunque a tutti, oltre ai sopra citati colleghi, a tutti i partecipanti, provenienti da Italia, Cina, Cile, Iran e Russia: Floriana Imperiale (Italia) , Zhihong Suna aka Jack Sun (Cina), Maurizio Mora (ITA); Ines Olea Sierralta (Cile), Zahra Ebrahimi (Iran), Maria Klochkova (Russia), Kaili Xu (Cina); Armaghan Rahimi (Iran) , Francesca Dematteis (Italia), Yang He Qi (Cina); Wei Qiu (Cina), Xiao Sun (Cina), Davide Rostellato (Italia), Yansong Chen (Cina); Giulia Lucatello (Italia), Andrea Furlanetto (Italia), Patrizia Margioni (Italia) e  Sergio Felleti (Italia).

Naturalmente un ringraziamento all’organizzazione dell’evento: Roberto Corradini , Giuseppe Barruzzo, Patrizia Callegari e Federico Schiavo ; a tutte le strutture che ci hanno ospitato in questi giorni e agli sponsor e partner che hanno reso possibile la realizzazione del Workshop.

Qua un’immagine con sponsor, enti patrocinanti, e partner vari.

Luci in Riviera sponsor e partner

Cosa è successo durante il Workshop

Come dicevo più sopra il workshop si è dipanato in sei giorni, attraverso un denso programma di attività: da lunedì 18 settembre giorno delle presentazioni, introduzione e visita ai siti oggetto di progetto, fino a sabato 23 settembre, giorno in cui sono state presentate ufficialmente le installazioni alla comunità di Dolo.

Giorno 1: presentazione e visita ai siti. Dopo l’incontro alla mattina di confronto e presentazione abbiamo fatto un primo sopralluogo assieme ai partecipanti per conoscere i siti su cui intervenire.

Noi workshop heads durante la presentazione e a seguire uno scatto durante i sopralluoghi.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN
Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN 016
I primi sopralluoghi sui siti.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Giorno 2: si inizia a lavorare. I worhshop heads decidono su quali siti intervenire e i partecipanti si dividono in gruppi e iniziano a sviluppare  i concept alla base delle installazioni su ciascun sito.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Giorno 3:una prima presentazione dei concept e poi si inizia a testare. Ciascun gruppo, dopo una breve presentazione in cui vengono messe in evidenza le idee salienti del concept ideato, si passa all’azione: si selezionano i  coprpi illuminanti e la sera si svolgono i primi test d’illuminazione.

Una breve presentazione.
Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN
E poi si inizia a fare i primi tests…

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Giorno 4 e 5 Si Presentazione delle idee alla comunità di Dolo e poi si inizia ad installare e provare. Grazie alla condivisione di risorse è stato possibile risolvere alcune criticità impreviste.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN
Durante la presentazione alla comunità di Dolo
Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Giorno 6 l’inaugurazione.  Ultimo giorno durante il quale si è svolta l’inaugurazione e presentazione delle installazioni alla comunità di Dolo.

Durante la serata d’inaugurazione sono stati consegnati i diplomi ai partecipanti e workshop heads.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN diplomi

Qua il video con i momenti salienti del Workshop di Dolo, realizzato da Davide Ultini, che ci ha seguito con la sua preziosa camera, per immortalare ogni istante dell’evento.

Le installazioni nel dettaglio

Sito numero 1 Squero Monumentale e ponte sulla Conca.

MEMORY TRIP

Workshop Head Zhang Lin; Partecipanti: Wei Qiu, Xiao Sun, Davide Rostellato, Yansong Chen

Persone famose hanno compiuto un viaggio memorabile dalla città natale di Marco Polo fino in Cina. Due diverse culture sono state collegate da questo viaggio straordinario. In ricordo di questa gente audace e coraggiosa ha avuto inizio il nostro viaggio speciale a Dolo. Qui è stata creata l’illusione di grandi navi che entreranno in Dolo e che evocheranno nelle persone memorie intense del passato della cittadina sulle rive del Brenta.

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Sito numero 2 Giardino Case Popolari

WELCOME HOME

Workshop Head Andrea Hartranft; Partecipanti: Ines Olea Sierralta, Maria Klochkova, Kaili Xu, Zahra Ebrahimi

Vogliamo creare uno spazio caloroso e accogliente per gli orgogliosi residenti del giardino case popolari e dei passanti occasionali. Abbiamo usato il potere della luce per trasformare lo spazio in un salotto e portarlo alla vita di notte. Godetevi i colori ed i dettagli colorati del giardino. Scoprite questo piccolo gioiello di Dolo.

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Sito numero 3 Area verde via Guolo 

WALKING IN THE WAY OF MEMORY 

Workshop Head Marco Palandella; Partecipanti: Floriana Imperiale, Zhihong Sun, Maurizio Mora. 

Vogliamo ricreare l’idea del tempo che passa, in contrasto con l’atmosfera cupa del cimitero vicino. Abbiamo quindi scelto di ricreare un passaggio pedonale che collega diversi scenari, rappresentanti le diverse fasi del giorno, cosi come le fasi della vita dell’uomo. Ogni scenario è rappresentato da un colore. Quindi, l’alba simboleggia l’infanzia, il mattino l’adolescenza, il tramonto la mezza età e la notte stellata la vecchiaia.

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Sito numero 4 Piazzetta Aldo Moro

TRAVERSAL SEASON

Workshop Head Giacomo Rossi; Partecipanti: Armaghan Rahimi, Francesca Dematteis, Yang He Qi

Vogliamo riportare attenzione al centro della piazzetta, che oggi è esclusivamente un’area di passaggio:  I 4 alberi si trasformano nei simboli delle stagioni, ognuno è caratterizzato da una soluzione di illuminazione diversa per colori e tecnica, che riporta alla mente l’idea delle 4 stagioni: luce colorata rossa e gialla per l’autunno, Luce fredda che richiama fili di ghiaccio tra i rami per l’inverno, colori gioiosi che vengono riflessi da farfalle che si muovono tra i rami, che ricordano la primavera, e luce calda ed avvolgente come un raggio di sole, per l’estate.

Inoltre i passanti potranno giocare con le ombre colorate, proiettate sulle superfici circostanti e sul terreno, ad enfatizzare il passaggio che ogni giorno avviene in quest’area, durante l’anno, attraverso le stagioni.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Sito numero 5 Largo Pinelli

STREET ART FESTIVAL

Team Giulia Lucatello, Andrea Furlanetto, Patrizia Margioni, Sergio Felleti, partecipanti all’evento Luci in Riviera 2016 Desideriamo riempire questa strada conuna festa di luci e colori. Il circo come metafora del gioco della vita trova nel funambolo il suo attore protagonista. L’altalena, rappresentata nel vicino murale diventa simbolo di equilibrio in un passaggio continuo dal bambino all’adulto, in una festa di emozioni.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

In conclusione

Come dicevo un’esperienza unica, sia dal punto di vista didattico, che personale e professionale, che mancava davvero in Italia. Sono certo l’organizzazione, per la prossima edizione, saprà migliorare e risolvere alcuni aspetti critici, dati inevitabilmente dalla “giovane età” dell’evento. Non vedo l’ora della prossima edizione del Workshop di Lighting Design Luci in Riviera 2018! A presto.

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Cos’è il Grado di Protezione IP per l’illuminazione

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articolo scritto da: Giacomo

Il Grado di Protezione IP dei corpi illuminanti è un parametro importante, da tenere in considerazione già nelle fasi iniziali del progetto d’illuminazione, poichè la selezione di un apparecchio d’illuminazione caratterizzato da un Grado di Protezione IP non adeguato all’applicazione specifica, può portare all’insorgere di problematiche, anche gravi, di messa in sicurezza dell’impianto d’illuminazione.

Che cos’è il grado di protezione IP

Il grado di protezione di un corpo illuminante  è un indice le cui specifiche sono definite all’interno dello standard IEC 60598-1 LUMINAIRES – Part 1: General requirements and tests

Esprime la capacità di un apparecchio di illuminazione di resistere agli agenti atmosferici: sia solidi che liquidi.

Grado di Protezione

Importante che tutto l’apparato elettrico/ottico del nostro prodotto sia adeguatamente protetto dagli agenti atmosferici (polvere, moscerini, pioggia, umidità ,ecc) in modo da preservarne il funzionamento nel tempo.
Il grado di protezione IP è espresso da una sigla, costituita dalle lettere IP (International Protection) seguite da due cifre.

La protezione contro la penetrazione di corpi solidi

  • La prima cifra indica la protezione contro il rischio di penetrazione di corpi solidi e dunque anche contro la possibilità di contatti accidentali da parte di un utilizzatore.
Grado di protezione IP
Immagine fonte IEC 60598-1

La protezione contro la penetrazione di liquidi

  • La seconda cifra indica la protezione contro la penetrazione di sostanze liquide.
    Qua sotto trovate due tabelle nelle quali è indicato il significato di ciascuna cifra utilizzata nella definizione dell IP.
Grado di protezione IP
Immagine fonte IEC 60598-1

Comunque in generale gli apparecchi d’illuminazione non possono avere grado di protezione inferiore a IP20.

In linea generale il massimo grado di protezione per gli apparecchi d’illuminazione è IP68 per corpi illuminanti da sommersione (anche se in condizioni di pressione dichiarate dal costruttore), esiste un ulteriore grado IP69K che specifica la resistenza alla penetrazione di getti ad alta pressione e temperatura (vedi lavaggi ad alta pressione) che di solito è utilizzato per applicazioni molto paticolari, non specifiche del settore illuminotecnico.

IP 9K

Grado di protezione agli urti

A volte è possibile trovare indicazione di una terza cifra IPXYZ , o più comunemente  indicato come grado di protezione IK,  definito secondo la IEC 62262 2002.

Il grado di protezione IK definisce il grado di protezione agli urti. Questa può diventare una caratteristica molto importante per alcune applicazioni specifiche (apparecchi carrabili da esterni per incasso a terra, apparecchi esposti ad atti di vandalismo, ecc.).
La resistenza agli urti è espressa in funzione dell‘energia dell’impatto (Joules) che l’apparecchio può tollerare senza subire danni.

IPurti

IK rating ex IEC62262 2002

La scelta del Grado IP

In generale, per normali  installazioni in esterno si trovano in commercio prodotti con grado di protezione che varia da IP44 a IP68, ovviamente a voi la scelta a seconda dell’installazione: ad esempio corpo illuminante caratterizzato da IP44 ha una protezione meno valida contro la penetrazione d’aqua di un IPX5 o un IPX6, ma magari è indicatissimo qualora non esposto direttamente alla pioggia.

I corpi illuminanti per applicazione in in interni non critiche, possono essere caratterizzati da Grado di Protezione IP inferiore ad IP44, salvo appunto applicazioni particolari, quali ad esempio illuminazione di cuicine professionali, o illuminazione di capannoni industriali, dove, a causa dei vapori o delle sostanze in sospensione, possono essere richieste specifiche differenti.

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Perchè il cielo appare rosso al tramonto

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articolo scritto da: Giacomo

Quanti di voi si sono domandati perchè il cielo è blu e al tramonto è rosso? sicuramente molti, così come parecchie  sono state le teorie che nel tempo sono state formulate cercando di spiegare il fenomeno: particelle in sospensione, cristalli di ghiaccio, gocce di acqua sospese, ecc.

Solo nell’1985 gli studi condotti da Craig Bohren e Alistair Fraser  dell’università della Pensylvania , riuscirono confermare che, la causa principale  di questo fenomeno, risiede nelle teorie che lord  Rayleigh, fisico britannico, espose agli inizi del già alla fine del XIX secolo. L’articolo originale di  Bohren e Fraser intitolato Colors of Sky è stato pubblicato nel 1985 in Phisics Teacher. Ma vediamo più nel dettaglio

Scattering di Rayleigh

Nel 1871 Lord Rayleigh, all’età di  29 anni , pubblicò un primo documento intitolato “On the light from the sky, it’s polarization and colour.” e poi successivamente nel 1899 un altro testo “On the Transmission of Light through an Atmosphere Containing Small Particles in Suspension and on the Origin of the Blue of the Sky”, In cui veniva analizzato il colore del cielo e relazione con la diffusione (scattering) della luce attraverso particelle di dimensione inferiore alla lunghezza d’onda mininma della luce.

Si ricorda che il range del visibile varia da 380nm a 780 nm, ad ogni lunghezza d’onda corrisponde un colore.

La parte di spettro visibile

Egli studiò il fenomeno della diffusione (scattering) della luce incidente su una molecola avente dimensione minore di 0,1 μm – micrometri (corrispondenti a 100nm) ovvero una dimensione molto inferiore a quella della lunghezza d’onda più piccola della luce. Ovvero centinaia di  volte più piccolo della sezione media di un capello ( circa 70 μm).

Va fatto notare che, sebbene al fenomeno descritto da Rayleigh, sia associato in modo prevalente alla modalità con cui  appare il colore del cielo, a questo fenomeno partecipano, con un ruolo generalmente minore,  anche allo strato di Ozono che circonda la terra tra 10 e i 40 km di quota: lo strato di questo gas ha la banda di assorbimento nella parte rossa dello spettro. Inoltre, le particelle in sospensione nell’aria di dimensione maggiore, sia solide che liquide, che diffondono la luce secondo un meccanismo più complesso, noto come Effetto Mie (Mie Scattering). Descritto agli inizi del XX secolo dal fisico tedesco Gustav Mie.

Rayleigh scattering cielo blu 

Ma ritorniamo al principio esposto da Rayleigh. Si consideri un raggio di luce bianca policromatica, cioè composto dai vari colori spettrali, che incide su una molecola di diametro 0,1 μm o inferiore, ebbene la luce è diffusa in tutte le direzioni con intensità diverse a seconda della direzione, secondo la seguente espressione:

 
Rayleigh scattering cielo blu

 

rayleigh scattering

dove

I0= intensità del raggio incidente,

I= intensità della luce diffusa,

R = la distanza della particella,

θ = l’angolo di diffusione,

N =indice di rifrazione della particella

d =  diametro della particella

(1+cos2 θ) è un coefficiente simmetrico rispetto al piano normale alla direzione incidente della luce; pertanto la luce diffusa in avanti ha la stessa intensità della luce diffusa indietro.

Osservando la formula si può notare che il fattore “1/λ4″ ci dice che l’intensità è  inversamente proporzionale alla quarta potenza della lunghezza d’onda  (λ).

Dunque, ad esempio, la radiazione blu (circa 460nm) ha un’intensità di diffusione maggiore del rosso (circa 700nm).

Se il rapporto tra la lunghezza d’onda del rosso e del blu è circa 1,5 allora il blu è 1,54 volte più intenso del rosso nel processo di diffusione. Si può affermare che il colore riferito ad una lunghezza d’onda di 460nm (blu) ha 5 volte (da 5 a 8 volte per la precisione)  più probabilità di essere diffuso di una lunghezza d’onta di 700nm (rosso)

Questo è quanto accade quando osserviamo una porzione di cielo: ogni singola particella ha una diffusione prevalente blu, naturalmente il colore risultante non è blu puro a causa del contributo di altre lunghezze d’onda.

Rayleigh Scattering
Dipendenza della diffusione della luce attraverso molecole atmosferiche. Fonte C. F. Bohren and A. B. Fraser, “Color of the Sky 1985

Perchè il cielo è rosso al tramonto

Ma allora perchè il colore del cielo al tramonto ha dominante rossa? Ciò è dovuto al fatto che la componente blu è completemente diffusa, e la luce che viene rimessa in direzione di incidenza (in avanti) è prevalente rossa, che però non è percepibile a mezzogiorno in quanto la distanza che attraversa la luce del sole è relativamente ridotta, mentre quando il sole è all’orizzonte la distanza è tale che la componente di radiazione blu è completamente diffusa lungo il tragitto.

Rayleigh scattering cielo blu

Vediamo meglio: consideriamo un fascio di luce composto da 1000 fotoni di luce blu e 1000 di luce rossa. 

Quando sono diffusi da un gruppo di molecole i fotoni blu sono circa  cinque volte (1,54) più numerosi di quelli rossi. Supponiamo quindi tra gli 50 fotoni blu e i 10 rossi diffusi in ogni direzione 5  blu e 1 rosso lo sono in direzione di incidenza. Quindi il fascio di luce iniziale che si propaga in direzione incidente (verso chi osserva) sarebbe composto da 955  (1000-45) fotoni blu  e 991 (1000 – 9)  fotoni rossi quindi la dominante in direzione incidente è rossa.

Nel video qua sotto il o prof. Walter Lewin del MIT spiega il principio dello cattering di Raileigh. Il video è parte della lecture tenuta al MIT nel 2011.

Perchè il cielo non ci appare violetto?

Dunque il colore del cielo è blu proprio perchè la luce si diffonde con maggior intensità secondo l’inverso della quarta potenza della lunghezza d’onda (1/λ4), ma allora perche il cielo non ci appare violetto? Come si evince dall’immagine che ho inserito ad inizio articolo la lunghezza d’onda spettrale del colore viola è più piccola del blu.

Spettro solare Cielo blu

Bohren e  Fraser diedero una spiegazione anche a questo: dal punto di vista fisico infatti la componente violetta nello spettro solare è molto meno intensa di quella blu, quindi la componente violetta diffusa è comunque inferiore.

curva di visibilità

Inoltre, dal punto di vista punto di vista percettivo, l’occhio umano, in visione fotopica (vedi immagine sopra) è più  sensibile alle lunghezze d’onda dei blu che non su quelle dei violetti (tra 380 e 450nm).

 

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Premio Codega 2017 premia il lighting design

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articolo scritto da: Giacomo

Cari amici bentrovati, dopo un una lungo silenzio, tra lavoro ed altri impegni, eccomi di ritorno con una news dal mondo della luce che, sono certo, sarà di vostro interesse.

Dovete sapere che il Codega Award, premio internazionale che celebra eccellenze del lighting design, è tornato anche quest’anno.

Il premio, che nel 2017 celebra i 5 anni di vita,  si svolgerà il prossimo 13 ottobre presso la Villa Foscarini a Stra – Venezia, dove  professionisti della luce si riuniranno per celebrare le eccellenze del lighting design e dell’illuminazione a LED.

Vi ricordo che il Premio  Codega viene assegnato alle soluzioni di eccellenza basate sulla tecnologia SSL – Solid State Lighting che si sono distinte per una progettualità avanzata e innovativa o un uso “intelligente” e integrato dell’illuminazione a LED.

Il Premio intende diffondere gli aspetti di qualità, controllo e versatilità della illuminazione a LED così come di efficienza e risparmio energetico tramite un riconoscimento assegnato alle migliori soluzioni e realizzazioni proposte.

L’evento è  promosso da Assodel (Federazione Distretti Elettronica – Italia) con il patrocinio di APIL (Associazione Professionisti della Illuminazione), AILD (Associazione Italiana Lighting Designer), A-PDI (Asociacion Disenadores de Illuminacion) e IDEA (International Distribution of Electronics Association).

 Vincitori dell’Edizione 2016

Primo premio della passata edizione è stato assegnato allo stupendo progetto di Massimo Iarussi per l’illuminazione del Museo del Duomo di Firenze, di cui ho pubblicato un articolo completo l’anno passato.

Premio Codega Premi 01

Secondo premio al progetto d’illuminazione per Bolon Eyewear di Shangai, realizzato da Gerd Pfarrè – Pfarrè Lighting

 https://www.luxemozione.com/gaianorm/2017/07/Premio-Codega-Premi-02.jpg

Come partecipare

Il premio prevede tre categorie principali, i candidati dovranno inviare gli elaborati richiesti dal regolamento, che potete trovare qua, entro e non oltre il 1° settembre 2017.

 1A – Lighting Design:

Installazioni e realizzazioni più interessanti e innovative di lighting designer/illuminotecnici indipendenti e liberi professionisti;

1B – Lighting Design Concept

Premio al migliore concept/idea mai realizzato

Le candidature per queste due prime categorie possono essere presentate soltanto da lighting designer/illuminotecnici indipendenti e liberi professionisti (sono esclusi gli uffici tecnici di aziende e/o rivenditori)

 2 – Soluzioni LED:

Premio che verrà assegnato ai prodotti, ai sistemi e ai corpi illuminanti innovativi e di design basati sulla tecnologia LED.

Il materiale dovrà essere inviato seguendo le istruzioni indicate all’interno del regolamento.

La giuria

I lavori che verranno inviati, verranno selezionati da una Giuria composta da  esperti internazionali del mondo dell’illuminazione e dell’elettronica:

  • Silvio Baronchelli – Presidente Assodel
  • Stefano Catucci – Direttore Master Lighting Design Università La Sapienza di Roma
  • Paul James – Editor di mondo*arc
  • Francesco Iannone – Lighting designer
  • Massimo Malaguti – già Direttore Univeneto
  • Fabio Peron – Docente Università IUAV di Venezia
  • Thomas Roemhild – Professore Università di Wismar, Direttore corso Architectural Lighting Design
  • Maurizio Rossi – Direttore del Master di Lighting Design & LED Technology del Politecnico di Milano
  • Esther Torello – Editor di Lightecture
  • Paola Urbano – Lighting Designer, Co-fondatore e Consigliere di APIL

I vincitori del Codega Prize saranno annunciati a ILLUMINOTRONICA – la mostra-convegno dedicata al visibile e allo smart lighting in programma dal 12 all’14 ottobre 2017 a Padova (www.illuminotronica.it) – il giorno 13 ottobre all’interno di un convegno dedicato.

Mi raccomando inviate il materiale, c’è tempo fino al primo di settembre!

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Premio Codega 2017 premia il lighting design

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Cari amici bentrovati, dopo un una lungo silenzio, tra lavoro ed altri impegni, eccomi di ritorno con una news dal mondo della luce che, sono certo, sarà di vostro interesse.

Dovete sapere che il Codega Award, premio internazionale che celebra eccellenze del lighting design, è tornato anche quest’anno.

Il premio, che nel 2017 celebra i 5 anni di vita,  si svolgerà il prossimo 13 ottobre presso la Villa Foscarini a Stra – Venezia, dove  professionisti della luce si riuniranno per celebrare le eccellenze del lighting design e dell’illuminazione a LED.

Vi ricordo che il Premio  Codega viene assegnato alle soluzioni di eccellenza basate sulla tecnologia SSL – Solid State Lighting che si sono distinte per una progettualità avanzata e innovativa o un uso “intelligente” e integrato dell’illuminazione a LED.

Il Premio intende diffondere gli aspetti di qualità, controllo e versatilità della illuminazione a LED così come di efficienza e risparmio energetico tramite un riconoscimento assegnato alle migliori soluzioni e realizzazioni proposte.

L’evento è  promosso da Assodel (Federazione Distretti Elettronica – Italia) con il patrocinio di APIL (Associazione Professionisti della Illuminazione), AILD (Associazione Italiana Lighting Designer), A-PDI (Asociacion Disenadores de Illuminacion) e IDEA (International Distribution of Electronics Association).

 Vincitori dell’Edizione 2016

Primo premio della passata edizione è stato assegnato allo stupendo progetto di Massimo Iarussi per l’illuminazione del Museo del Duomo di Firenze, di cui ho pubblicato un articolo completo l’anno passato.

Premio Codega Premi 01

Secondo premio al progetto d’illuminazione per Bolon Eyewear di Shangai, realizzato da Gerd Pfarrè – Pfarrè Lighting

 https://www.luxemozione.com/gaianorm/2017/07/Premio-Codega-Premi-02.jpg

Come partecipare

Il premio prevede tre categorie principali, i candidati dovranno inviare gli elaborati richiesti dal regolamento, che potete trovare qua, entro e non oltre il 1° settembre 2017.

 1A – Lighting Design:

Installazioni e realizzazioni più interessanti e innovative di lighting designer/illuminotecnici indipendenti e liberi professionisti;

1B – Lighting Design Concept

Premio al migliore concept/idea mai realizzato

Le candidature per queste due prime categorie possono essere presentate soltanto da lighting designer/illuminotecnici indipendenti e liberi professionisti (sono esclusi gli uffici tecnici di aziende e/o rivenditori)

 2 – Soluzioni LED:

Premio che verrà assegnato ai prodotti, ai sistemi e ai corpi illuminanti innovativi e di design basati sulla tecnologia LED.

Il materiale dovrà essere inviato seguendo le istruzioni indicate all’interno del regolamento.

La giuria

I lavori che verranno inviati, verranno selezionati da una Giuria composta da  esperti internazionali del mondo dell’illuminazione e dell’elettronica:

  • Silvio Baronchelli – Presidente Assodel
  • Stefano Catucci – Direttore Master Lighting Design Università La Sapienza di Roma
  • Paul James – Editor di mondo*arc
  • Francesco Iannone – Lighting designer
  • Massimo Malaguti – già Direttore Univeneto
  • Fabio Peron – Docente Università IUAV di Venezia
  • Thomas Roemhild – Professore Università di Wismar, Direttore corso Architectural Lighting Design
  • Maurizio Rossi – Direttore del Master di Lighting Design & LED Technology del Politecnico di Milano
  • Esther Torello – Editor di Lightecture
  • Paola Urbano – Lighting Designer, Co-fondatore e Consigliere di APIL

I vincitori del Codega Prize saranno annunciati a ILLUMINOTRONICA – la mostra-convegno dedicata al visibile e allo smart lighting in programma dal 12 all’14 ottobre 2017 a Padova (www.illuminotronica.it) – il giorno 13 ottobre all’interno di un convegno dedicato.

Mi raccomando inviate il materiale, c’è tempo fino al primo di settembre!

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Dovete sapere che il Codega Award, premio internazionale che celebra eccellenze del lighting design, è tornato anche quest’anno.

Il premio, che nel 2017 celebra i 5 anni di vita,  si svolgerà il prossimo 13 ottobre presso la Villa Foscarini a Stra – Venezia, dove  professionisti della luce si riuniranno per celebrare le eccellenze del lighting design e dell’illuminazione a LED.

Vi ricordo che il Premio  Codega viene assegnato alle soluzioni di eccellenza basate sulla tecnologia SSL – Solid State Lighting che si sono distinte per una progettualità avanzata e innovativa o un uso “intelligente” e integrato dell’illuminazione a LED.

Il Premio intende diffondere gli aspetti di qualità, controllo e versatilità della illuminazione a LED così come di efficienza e risparmio energetico tramite un riconoscimento assegnato alle migliori soluzioni e realizzazioni proposte.

L’evento è  promosso da Assodel (Federazione Distretti Elettronica – Italia) con il patrocinio di APIL (Associazione Professionisti della Illuminazione), AILD (Associazione Italiana Lighting Designer), A-PDI (Asociacion Disenadores de Illuminacion) e IDEA (International Distribution of Electronics Association).

 Vincitori dell’Edizione 2016

Primo premio della passata edizione è stato assegnato allo stupendo progetto di Massimo Iarussi per l’illuminazione del Museo del Duomo di Firenze, di cui ho pubblicato un articolo completo l’anno passato.

Premio Codega Premi 01

Secondo premio al progetto d’illuminazione per Bolon Eyewear di Shangai, realizzato da Gerd Pfarrè – Pfarrè Lighting

 https://www.luxemozione.com/gaianorm/2017/07/Premio-Codega-Premi-02.jpg

Come partecipare

Il premio prevede tre categorie principali, i candidati dovranno inviare gli elaborati richiesti dal regolamento, che potete trovare qua, entro e non oltre il 1° settembre 2017.

 1A – Lighting Design:

Installazioni e realizzazioni più interessanti e innovative di lighting designer/illuminotecnici indipendenti e liberi professionisti;

1B – Lighting Design Concept

Premio al migliore concept/idea mai realizzato

Le candidature per queste due prime categorie possono essere presentate soltanto da lighting designer/illuminotecnici indipendenti e liberi professionisti (sono esclusi gli uffici tecnici di aziende e/o rivenditori)

 2 – Soluzioni LED:

Premio che verrà assegnato ai prodotti, ai sistemi e ai corpi illuminanti innovativi e di design basati sulla tecnologia LED.

Il materiale dovrà essere inviato seguendo le istruzioni indicate all’interno del regolamento.

La giuria

I lavori che verranno inviati, verranno selezionati da una Giuria composta da  esperti internazionali del mondo dell’illuminazione e dell’elettronica:

  • Silvio Baronchelli – Presidente Assodel
  • Stefano Catucci – Direttore Master Lighting Design Università La Sapienza di Roma
  • Paul James – Editor di mondo*arc
  • Francesco Iannone – Lighting designer
  • Massimo Malaguti – già Direttore Univeneto
  • Fabio Peron – Docente Università IUAV di Venezia
  • Thomas Roemhild – Professore Università di Wismar, Direttore corso Architectural Lighting Design
  • Maurizio Rossi – Direttore del Master di Lighting Design & LED Technology del Politecnico di Milano
  • Esther Torello – Editor di Lightecture
  • Paola Urbano – Lighting Designer, Co-fondatore e Consigliere di APIL

I vincitori del Codega Prize saranno annunciati a ILLUMINOTRONICA – la mostra-convegno dedicata al visibile e allo smart lighting in programma dal 12 all’14 ottobre 2017 a Padova (www.illuminotronica.it) – il giorno 13 ottobre all’interno di un convegno dedicato.

Mi raccomando inviate il materiale, c’è tempo fino al primo di settembre!

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