Luxemozione






 
 
 

Il workshop di lighting quale strumento per imparare a progettare la luce.

Pubblicato da blog ospite in Design, Luxemozione

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articolo scritto da: Giacomo

L’autunno del 2017 è stato un periodo ricco di eventi dedicati all’illuminazione, in particolare si sono svolti workshop di lighting design (più o meno noti), tutti volti a spiegare l’importanza della progettazione della luce, intesa come complesso processo di ideazione, volto ad identificare una soluzione d’illuminazione specifica, unica, perfetta per il contesto in cui s’inserisce.

La progettazione della luce e il workshop

La luce (sia naturale, che artificiale), come ci ricordano anche  i Maestri che studiamo all’università, è materiale fondamentale nel design degli spazi d’architettura e, come tale, deve essere progettata in modo preciso e rigoroso, e non relegata alla mera funzione di complemento d’arredo. Chi si limita a scegliere un lampadario o un faretto a catalogo e spacciare questo per lighting design, a mio parere, non ha compreso molto bene ciò che, ad esempio, Le Corbusier intendeva quando affermava “L’Architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi sotto la luce”.

Questa premessa a sottolineare, ancora una volta, il ruolo centrale che la luce, e la progettazione di questa, gioca nel processo di design dell’architettura.

L’ iter di progetto della luce segue (o dovrebbe seguire) i normali step di ideazione di un progetto così come avviene in un qualsiasi ambito creativo.

Processo di progeto munari
Immagini tratte dal libro Da Cosa Nasce Cosa di Bruno Munari

“Il metodo progettuale non è altro che una serie di operazioni necessarie, disposte in ordine logico dettato dall’esperienza. Obiettivo è quello di giungere al massimo risultato col minimo sforzo” B.Munari Da cosa Nasce Cosa.

Il progetto della luce parte dunque dal concept, passando attraverso il complesso processo di genesi, che risponde alle canoniche domande Who, What, When, Where, Why, How. seguendo poi fasi successive di approfondimento ed infine i test e la  realizzazione finale.

L'iter del Progetto della Luce
L’iter del Progetto della Luce. Immagine cortesia APIL Associazione dei Professionisti dell’Illuminazione

Per un approfondimento sull’iter di progetto della luce rimando nello specifico alla normativa UNI11630 2016 Criteri di Stesura del Progetto illuminotecnico.

Quelli elencati sopra sono i valori che vengono trasmessi in modo forte durante i Workshop in lighting design, quali ad esempio il noto Lights in Alingsås , che si svolge in Svezia da oltre 10 anni, o il workshop Luci in Riviera, a cui ho avuto il piacere di partecipare come workshop head lo scorso settembre, o ancora il workshop Essentials of Light: moments che si è svolto in Messico nell’autunno 2017 e che approfondirò di seguito nell’articolo.

Essentials of Light: moments

Essentials of Light: moments è un workshop organizzato dal Brandi Institute for Lighting Design, che si è svolto dal 6 al 9 Ottobre 2017 presso la Ex-hacienda San Gabriel Ixtla, Valle de Bravo in Messico.

Essentials of Light moments 11

In questa edizione il workshop è stato condotto dai lighting designer Luca Salas (Messico), Romano Baratta (Italia) e Christine Brandi (Germania), che hanno guidato il gruppo di partecipanti provenienti da tutto il mondo.

Workshop heads
Nella Foto C.Brandi, R.Baratta e L.Salas

Obiettivo della tre giorni messicana è stata la realizzazione di installazioni  di luce temporanee in grado di funzionare sia con luce naturale , che artificiale.

Nel video sotto alcuni momenti salienti del workshop.

Durante il workshop si sono svolte lezioni teoriche di approfondimento, affiancate dalla parte pratica e conoscenza dei mezzi a disposizione e del luogo. Coniugando dunque la comprensione teorica degli aspetti tecnici ed artistici della luce ad una parte pratica di realizzazione.

Il workshop, strumento per diffondere la cultura della luce

Ho chiesto all’amico Romano Baratta, parte del team dei workshop heads di raccontarmi brevemente ciò che per lui è stata l’esperienza messicana.
Romano mi scrive: “È stata una bella esperienza professionale e di vita. Una totale immersione nei colori, nei paesaggi, nella natura e nei sapori forti del Messico. Il workshop con residenza è totalizzante perché si può lavorare meglio e più profondamente, entrando in sintonia anche umanamente. Si condividono le ricerche, le storie, le lingue ma soprattutto tanti momenti assieme. Mi sono divertito ma soprattutto ho potuto apprezzare l’importanza di lavorare assieme a professionisti con un’altra cultura e background. E’ stato eccezionale conoscere meglio Luca Salas e Christine Brandi, due persone di grande valore. Questo workshop è stato secondo me l’esempio ideale di come dovrebbe essere strutturato uno studio di progettazione della luce. Sviluppare un progetto partendo tutti assieme dal concept mediante brainstorming per poi procedere alle varie fasi fino alla realizzazione organizzando gruppi di lavoro. Un lavoro corale per ottenere un progetto che genera Sensazioni, Emozioni, Esperienza e Significato. Il workshop verteva sul tema a me molto caro: la coesistenza della luce artificiale durante le ore diurne con quella naturale in luoghi aperti. Non si pensa mai alla luce elettrica come elemento per alterare il paesaggio visivo diurno, per alterare, per esempio, la visione di un monumento. È vero che non serve funzionalmente per vedere, ma può essere utile per narrare qualcosa che solo la luce naturale non può fare. Luce come pura forma di comunicazione. Come modificazione ambientale per nuove esperienze del vivere.”

Quindi, per finire, un’esortazione a tutte le scuole di design che insegnano la progettazione della luce o associazioni di categoria: in futuro è fondamentale riporre risorse in questo tipo di eventi. Quale modo migliore per diffondere la cultura della progettazione della luce?

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Al via l’edizione 2018 del concorso Riprenditi la Città Riprendi la Luce

Pubblicato da blog ospite in Interiors, Luxemozione

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articolo scritto da: Giacomo

La scorsa settimana, in qualità di Media Partner, ho partecipato alla giornata di lancio dell’edizione 2018 del video concorso Riprenditi la Città Riprendi la Luce. Come di consueto l’evento si è svolto alla Triennale di Milano, luogo di riferimento del design, dell’architettura e dell’arte.

Riprenditi la Città Riprendi la Luce è una rassegna di cortometraggi, organizzata e promossa dall’associazione culturale no profit AIDI (Associazione Italiana di Illuminazione) in collaborazione con la Fondazione Triennale.  Il concorso chiede ai giovani di rappresentare la luce nella sua quotidianità di spazio/tempo attraverso il loro sguardo attento e la loro sensibilità.

Qua sotto i video vincitori della IV edizione, la cui giornata di premiazione si è svolta nel 2017 presso Palazzo Vecchio a Firenze.

Anche quest’anno i protagonisti sono la luce, i giovani e le città, il video è lo strumento attraverso il quale raccontare la luce. Un breve filmato di 60 secondi realizzato con qualsiasi strumento (video camere, smartphone, tablet, …).

La partecipazione al concorso video è gratuita e avviene inviando i video al sito dedicato al concorso Riprenditi la Città Riprendi la Luce fino alla scadenza prevista per il 30 aprile 2018.

Il Concorso in questa nuova edizione, che  parte da Milano, si concluderà il 17 maggio a Roma presso il MAXXI, il Museo nazionale delle Arti del XXI secolo all’interno dei lavori del prossimo Congresso Nazionale di AIDI.

Qua un video che ricapitola i temi e lo spirito del concorso.

Categorie e premi

In questa nuova edizione possono partecipare due categorie di giovani: gli under 18 e gli under 30, che potranno raccontare la luce nell’ambito di tre diverse sezioni tematiche:

LUCE E ARTE, LUCE E LUOGHI, LUCE E PAROLE. Tra i premi speciali ci sarà anche la nuova sezione LUCE E FOTOGRAFIA al fine di far emergere l’importanza della luce nella fotografia e nelle immagini.

Luce e luoghi e parole Riprenditi la città

Per ciascuna categoria saranno riconosciuti tre vincitori, uno per ogni sezione tematica.

  • I tre vincitori della categoria dei “giovani under 18” riceveranno ciascuno rispettivamente un buono di 500 euro da spendere in libreria e un iPad
  • I tre vincitori della categoria dei “giovani under 30” riceveranno un premio di 2.000 euro ciascuno.
  • Inoltre sono previsti due premi speciali (“Luce e Fotografia” e “Premio speciale della giuria”) di 1.000 euro ciascuno.

La giuria

I filmati saranno valutati da una giuria formata da esponenti del mondo della luce e della cultura: un panel di eccezione che rappresenta le diverse tematiche del concorso:

Margherita Suss, Presidente di AIDI, Antonella Ranaldi Soprintendente dei beni architettonici e monumentali di Milano, Aldo Solbiati, direttore della fotografia, Alessandro Calosci, produttore cinematografico, Marco Filibeck, lighting designer del Teatro alla Scala, Marinella Patetta, lighting designer, Nicoletta Gozo, responsabile per ENEA del Progetto Lumière, Francesca Migliorato architetto e consigliere AIDI, Domenico Nicolamarino, docente all’Accademia delle Belle Arti di Brera, Silvano Oldani, direttore della rivista LUCE, Maurizio Melis, giornalista di Radio 24 e Sebastiano Romano, scenografo e regista teatrale.

Sponsor, patrocini e media partner

L’iniziativa è organizzata grazie al contributo economico di aziende leader che operano nel settore dell’illuminazione e, visto il valore del messaggio e delle tematiche coinvolte, anche questa nuova edizione del concorso ha il patrocinio e l’appoggio di importanti istituzioni e media partner. Qua sotto un’immagine che li riassume tutti.

Sponsor patrocini e media

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Congresso Nazionale AIDI. Luce e luoghi: cultura e qualità.

Pubblicato da blog ospite in Luxemozione

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articolo scritto da: Giacomo

Lo scorso articolo si parlava dell’importanza, per ogni professionista, di partecipare ad eventi come PLDC Professional Lighting Design Convention, o analoghi, perché fonte di accrescimento personale, oltre che professionale. Parlando nello specifico del settore dell’illuminazione, visti i cambiamenti tecnologici in atto, ogni lighting designer dovrebbe essere obbligato a seguire un percorso di formazione continua, così da rimanere aggiornato e proporre soluzioni innovative ogni volta che progetta la luce.

Queso premessa per segnalarvi che Il 17 e 18 maggio 2018 si svolgerà a Roma, presso l’Auditorium del MAXXI, il Congresso Nazionale AIDI  dal titolo “Luce e luoghi: cultura e qualità” e sarà un’occasione per approfondire le tematiche più importanti che afferiscono al mondo della luce. In particolare si parlerà di innovazione sia tecnologica che di progetto e delle nuove applicazioni dell’illuminazione. Saranno affrontati anche tutti gli aspetti legati all’illuminazione artistica e museale e quella dei luoghi pubblici e della rivoluzione culturale e tecnologica che è in atto con i modelli di Smart City.

Sul sito AIDI tutti i dettagli

Le tematiche che verranno trattate durante la conferenza seguiranno 3 percorsi principali:

  1. Illuminazione beni artistici e architettonici (luce e arte)
  2. L’illuminazione nelle smart city
  3. Nuove frontiere e applicazioni dell’illuminazione: innovazione tecnologica e di approccio al progetto

Per partecipare al Congresso AIDI è necessario compilare il form che trovate qua

Il Call for Papers.

Il Congresso Nazionale di AIDI si propone quindi di realizzare attraverso sessioni, tavole rotonde e dibattiti un ragionamento, un confronto e approfondimento comune, ad oggi doveroso, date le importanti trasformazioni ed evoluzioni del settore dell’illuminazione.

Il congresso sarà aperto a tutti e saranno invitati a partecipare con le loro memorie sia il mondo accademico che quello professionale. Saranno inoltre invitati importanti e autorevoli personaggi pubblici interessati al mondo della luce a intervenire durante i lavori congressuali come “invited speakers” . Le presentazioni potranno essere orali o pubblicate come poster.

Per partecipare alla conferenza come relatore è necessario inviare all’organizzazione la documentazione necessaria indicata nel documento che trovate qua

Gli abstract dovranno essere inviati alla Segreteria AIDI al seguente indirizzo email: aidi@aidiluce.it entro il 10 gennaio 2018.

La selezione dei materiali inviati verrà effettuato dal  Comitato scientifico, che  procederà alla valutazione e selezione delle memorie sulla base degli extended abstract pervenuti.

  • Entro il 8 febbraio 2018 verrà data notizia agli autori degli abstract selezionati.
  • Entro il 28 marzo 2018 il testo definitivo delle memorie dovrà pervenire in AIDI.
  • Entro il 15 aprile 2018 verrà comunicata agli Autori la collocazione delle rispettive memorie nelle diverse sessioni e se la presentazione avverrà per esposizione orale o poster.

Oltre il Congresso: il Concorso Riprenditi la città, Riprendi la luce

In occasione del Congresso nel pomeriggio del 17 maggio si svolgerà la cerimonia di premiazione della V edizione del concorso video internazionale “Riprenditi la città, Riprendi la luce” organizzato e promosso sempre da AIDI dove i protagonisti sono i giovani, la luce e le città. In particolare si chiede ai ragazzi dai 14 ai 30 anni di raccontare la loro percezione della luce in un video di 60 secondi realizzato con qualsiasi strumento allo scopo di divulgare la cultura della luce anche tra i giovanissimi.
Un’iniziativa che conferma anno dopo anno il suo successo con oltre 600 video arrivati e oltre 120.000 visualizzazioni del sito dedicato riprenditilacitta.it.

 Enti e Istituzioni patrocinanti

Inoltre, per l’evento coinvolgeremo con il loro patrocinio importanti enti e istituzioni che ci aiuteranno in particolare nella comunicazione e promozione delle iniziative come il Ministero dello Sviluppo Economico, il Consiglio Nazionale degli Architetti, l’EneaApil, L’Unione Nazionale Consumatori, il Politecnico di Milano e quello di Torino, l’Università La Sapienza e Roma 3, l’Università di Firenze, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia delle Belle Arti di Brera e l’Ordine degli Architetti e degli Ingegneri di Roma, solo per citarne alcuni. Tra i partner ci sarà anche ForumLED Europe 2017 che comunicherà l’iniziativa durante la loro manifestazione che si svolgerà il prossimo 13 e 14 dicembre a Lione.

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Nuova era per la Professional Lighting Design Convention, prossimo step Singapore 2018.

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articolo scritto da: Giacomo

La settimana passata si è svolto un Light Talk In APIL Associazione Dei Professionisti dell’Illuminazione, dedicato al PLDC Professional Lighting Design Covention 2017, svoltosi a Novembre a Parigi.

Per maggiori dettagli sul PLDC 2017 vi rimando all’articolo:
Shift happens PLDC 2017: riflessi di un mercato in continua evoluzione

Durante l’evento di APIL, dal titolo volutamente provocatorio “Come Diventare Ricchi (dentro) con il Lighting Design”  è stata sottolineata l’importanza  di partecipare al PLDC o eventi analoghi, perché fonte di accrescimento personale, oltre che professionale.

A chiusura della serata è stato comunicato, in anteprima assoluta, il cambio strutturale che PLDC subirà nelle prossime edizioni, passando da evento biennale europeo ad evento annuale globale.

Ciò significa che PLDC si svolgerà, da ora in poi, in modo alternato in Asia, Europa e America con cadenza annuale.

Le motivazioni che hanno spinto a questo cambiamento, secondo le dichiarazioni ufficiali di VIA Verlag, società che organizza PLDC da dieci anni, sono state primariamente date da una volontà volta a rafforzare il ruolo del lighting design a livello globale.

PLDC

PLDC

A ben vedere, visto il crescente successo di PLDC Europa in questi anni, la decisione è quasi certamente stata mossa anche da interessi che vanno oltre il mero interesse verso la nostra professione. Ma va bene così , purché  poi non si perda d’occhio l’obiettivo ultimo, così come è sempre stato propugnato dall’organizzazione. E forse a dar sicurezza in questa direzione il legame con il programma proposto da The Professional Lighting Design Alliance, di cui vorrei parlare prossimamente su Luxemozione.

Quindi l’anno prossimo il PLDC si terrà a Singapore (Asia) dal 25 al 27 ottobre 2018, nel 2019-20 in Europa con locations ancora da definire e, infine, nel 2021 l’evento si terrà a New York City (USA).

Questo il ricco programma proposto da VIA per PLDC nel prossimo triennio, noi di Luxemozione saremo naturalmente presenti ,come Media Partner dell’evento.

Call For Paper PLDC Singapore 2018

Come di consueto per partecipare alla conference come relatore è necessario passare attraverso un processo di selezione chiamato Call for Papers, i tracks previsti in occasione di PLDC a Singapore 2018 saranno:

  • Pratica Professionale,
  • Illuminazione nell’Hospitality
  • Internet of Things (IoT)
  • Ambienti esperienziali

In aggiunta sono accettati papers da studenti su temi specifici e per l’ideazione delle Experience Rooms.

Qua il documento completo in cui troverete tutte le info utili per partecipare al Call for Papers PLDC 2018

La deadline per la sottoscrizione al Call For Papers 2018 è già iniziata e terminerà il 17 gennaio 2018. Affrettatevi dunque!

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Simulazione della luce con 3dsMax: addio Mental Ray, lunga vita a V-Ray

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articolo scritto da: Luca

Negli ultimi anni qua su Luxemozione, sono stati dedicati una serie di articoli sul tema della simulazione foto-realistica della luce fisicamente corretta, prendendo in considerazione Autodesk 3dsMax con il suo modulo dedicato all’analisi luminosa ovvero il “lighting Analysis”  abbinato al motore di render nVidia Mental Ray.

Qua tutti gli articoli dedicati alla simulazione foto-realistica della luce con 3dsMax

Per molti anni questo sistema, nell’ambito specifico della simulazione luminosa foto-realistica, ha rappresentato un punto di riferimento a livello internazionale, poichè è stato in grado di offrire la possibilità eseguire sia una analisi di tipo qualitativo, ovvero il render foto-realistico, ma anche di tipo quantitativo, ovvero analisi dei parametri illuminotecnici (Illuminamenti, Luminanze, ecc).

Mental-Ray + Light-Analysis da la possibilità di creare immagini in falsi colori, con valori di illuminamento o luminanza e griglie di punti, con valori di illuminamento su uno o più piani impressi nel render. Tutto questo è possibile attraverso un work-flow fisicamente corretto, ovvero il procedimento in grado di garantire il rispetto delle caratteristiche fisiche di materiali e fonti luminose, naturali ed artificiali.

Fig.2 Esempio immagine Falsi Colori in Lux
Fig.1 Esempio Griglia di punti con valori in Lux

Poter affiancare al contenuto grafico anche contenuti di tipo analitico,  ha contraddistinto Mental Ray per molti anni nel panorama mondiale del mercato dei motori di render.

Tuttavia,  mentre per Autodesk 3dsMax  possiamo registrare un continuo e progressivo (e a volte discutibile)  sviluppo, non possiamo dire altrettanto di Mental Ray, di fatto mai realmente sviluppato ed aggiornato dal 2009 ad oggi , se non in poche e spesso ininfluenti features.

La fine dell’era Mental Ray

Purtroppo qualche settimana fa nVidia ha annunciato la chiusura definitiva del progetto Mental Ray, terminando la commercializzazione delle licenze.

Al seguente Link la notizia ufficiale da nVidia

Già dalla versione 2017 di 3dsMax si era dovuto registrare un sostanziale cambiamento di rapporto tra 3dsMax (Autodesk) e Mental Ray (nVidia) , il secodo è passato infatti da motore di render integrato, a plug-in esterno, al pari dei vari motori di render in commercio. Questo, a tutti gli effetti, ha decretando il divorzio fra Autodesk ed nVidia.

Dunque dalla versione attuale di 3dsMax 2018,  Mental Ray è definitivamente scomparso, implementabile solo come plug-in esterno ed  acquistabile separatamente, direttamente da nVidia.

Sebbene il modulo Lighting Analysis  sia tutt’oggi presente nella versione 2018 di 3dsMax, esso rimane ancora (inspiegabilmente) legato all’utilizzo di Mental Ray ,ma non si esclude che in futuro esso possa essere  riconfigurato per poterlo abbinare da altri motori di render.

Naturalmente  chi possiede versioni di 3dsMax dalla 2009 alla 2017 , può continuare ad utilizzare tranquillamente la versione di Mental Ray integrata, senza nessun vincolo, salvo limiti imposti dalle licenze annuali in possesso.

Questa situazione paradossale ha generato un’inevitabile vuoto nel mercato e un più che comprensibile disorientamento da parte di Lighting Designers ed altri, che utilizzavano il sistema di 3dsMax-Lighting Analisys-Mental Ray per effettuare simulazioni luminose foto-realistiche , potendo contare come detto sia su contenuti grafici che analitici.

V-ray come come possibile alternativa

Quali potrebbero essere dunque le alternative? Mantenendo naturalmente inalterate le premesse che ci siamo posti, di simulazione della luce secondo parametri fisicamente corretti, subordinati ad un work flow rigoroso, in grado di salvaguardare le caratteristiche fisiche di fonti luminose e dei materiali.

Si può dire che, potenzialmente, tutti i motori di render moderni potrebbero rappresentare una buona alternativa a Mental Ray nella simulazione della luce, questo perché tutti sono basati sull’algoritmo di calcolo Ray Tracing al pari di Mental Ray, con più o meno controllo su tutte le variabili in gioco e con features di volta in volta differenti.

Il vero problema, tuttavia, è dato dalla mancanza di strumenti per una vera e propria analisi dei parametri illuminotecnici, in grado di generare contenuti di carattere analitico, così come le immagini in falsi colori, griglie di punti, ecc,  di Mental Ray.

V-Ray , motore di render sviluppato da Chaos Group , è attualmente una delle migliori soluzioni alternative per diversi motivi, uno su tutti è rappresentato dal fatto che, senza dubbio, è in grado di garantire un work flow fisicamente corretto oltre che ad una qualità grafica molto elevato. È in grado,  inoltre,  di mettere a disposizione alcuni strumenti utili in fase di analisi luminosa, anche se attualmente non al pari del sistema precedentemente descritto in Mental Ray.

Uno di questi strumenti è costituito dal “VRay Light Meter” molto simile al light meter di 3dsmax utilizzato con Mental Ray , oppure e il modello di Sky CIE Clear ed Overcast che consente il calcolo del Fattore di luce diurna. Manca invece totalmente il modello Perez Sky All-Weather, presente invece in Mental Ray.

SImulazione della Luce Vray 02

Questa somma di cose è a mio avviso il vero valore aggiunto,  in grado di mettere a disposizione di Lighting Designers strumenti dalle enormi potenzialità come i V-Ray Light Select ai quali dedicheremo un intero articolo.

Di seguito un video dimostrativo realizzato con la miscelazione dei V-Ray Light Select :

Ciò che contraddistingue V-Ray è uno sviluppo costante da parte di Chaos Group, volto non solo al miglioramento dei tempi di calcolo, ma anche all’implementazione di features, rivolte a diversi campi di applicazione. Le caratteristiche appena accennate  lo rendono, di fatto, il principale indiziato a coprire il vuoto lasciato da Mental Ray  nella simulazione luminosa Foto-realistica e fisicamente corretta.

Per questi motivi nei prossimi appuntamenti analizzerò il motore di render di Chaos Group V-Ray,  in funzione di una simulazione luminosa foto-realistica , ponendo l’attenzione da un lato sugli strumenti che esso mette a disposizione di un Lighting Designer e i limiti di analisi della luce. Arrivederci al prossimo appuntamento.

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Oltre il campo elettromagnetico: la prima foto a colori di James Maxwell

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articolo scritto da: Giacomo

Gli scorsi giorni, navigando sulla pagina Facebook di Artsy, ho avuto il piacere di leggere un articolo interessante sull’esperienza realizzata a metà ‘800 da James Maxwell, volta ad analizzare il fenomeno della percezione tristimolo, attraverso la realizzazione di quello che viene comunemente definita “prima fotografia a colori”.

Un fatto che mi ha particolarmente affascinato e che ho pensato di riportarvi, traducendo e integrando con altre fonti l’articolo originale pubblicato su Artsy.

James Maxwell, è uno dei più grandi scienziati mai vissuti, noto per le sue teorie sul campo elettromagnetico e postulazioni sulla radiazione della luce.
“Abbiamo ragione di concludere che la luce stessa (incluso calore radiante ed altre radiazioni) è una radiazione che si propaga nel campo elettromagnetico in forma d’onda, in accordo con le leggi dell’elettro-magnetismo” JK Maxwell A Dynamic Theory of the Electro-Magnetic Field – Royal Society 1864.

A testimoniare l’importanza delle equazioni di Maxwell, lo stesso Einstein disse: “ La teoria della relatività speciale deve le sue origini alle equazioni di campo elettromagnetico di Maxwell”

Per maggiori info sulla natura ondulatioria della luce: Natura ondulatoria della luce, omaggio a Hertz

Oltre il campo elettromagnetico: percezione e visione

In realtà, le attività di ricerca svolte da Maxwell durante la sua vita, vanno oltre le postulazioni legate al campo elettromagnetico. Tra le altre, da ricordare, le sue ricerche in materia di percezione e visione, oltre che contributi nel campo dell’astronomia ed ingegneria.

Dovete sapere che nel 1860 Maxwel accettò di la docenza al King’s College di Londra, dove continuò ed approfondire i suoi esperimenti in materia di percezione e visione, che lo condussero alla lezione sulla teoria dei 3 colori primary, che presentò al the Royal Institution of Great Britain nel maggio del 1871. Durante la lezione Maxwell presentò una prima dimostrazione di fotografia a colori.

Durante la lezione Maxwell presentò innanzitutto la teoria della visione di Young (Young, 1845, pp. 344-345; Helmholtz, 1924, pp. 142-146) e i principi di miscelazione dei colori. In conclusione illustrò questi concetti posizionando 3 lastre fotografiche positive in 3 proiettori differenti, ognuno con filtri colorati rosso, verde e blu. Il risultato proiettato fu una foto a colori, ottenuta dalla miscelazione di 3 primari.

(Clerk Maxwell, James (1855): “Experiments on Colour”. In: Transactions of the Royal Society Edinburgh, Vol. XXI., part II, pp. 283-284.) Qua la fonte originale

Clerk Maxwell, James (1860): On the Theory of Compound Colours. In: Philosophical Transactions of the Royal Society, No. 150 Qua la fonte originale.

La fotografia mostrata da Maxwell venne preparata con il supporto di Thomas Sutton, secondo professore di fotofrafia al King’s College. Va ricordato infatti che il King’s fu pioniere  nello studio della fotografia, Sutton ad esempio inventò la camera reflex a lente singola e compilò il  British Dictionary of Photography nel 1858.

Fotografia a colori did Maxwell

Fotografia a colori did Maxwell

Nel video qua sotto una spiegazione dell’esperimento di Maxwell ad opera del J.K. Maxwell Foundation.

Dunque Sutton, sotto la supervisione di Maxwell realizzo 3 esposizioni del medesimo soggetto: un fiocco colorato con decorazione tartan. Queste fotografie vennero realizzate utilizzando supporti in vetro ricoperti con materiale foto-sensibile, i filtri blu, verde e rosso vennero realizzati con una soluzione di Solfato di Ammonio di Rame, Cloruro di Rame e Tiocianato Ferrico, rispettivamente.

Louis Ducos Du Hauron’s Chromographoscope
Nella foto uno strumento concettualmente simile ai proiettori utilizzati da Maxwell. Louis Ducos Du Hauron’s Chromographoscope in 1874. Image via Coote, Jack H. (1993).

Va detto che il risultato finale non fu particolarmente buono dal punto di vista fotografico, molto probabilmente a causa del materiale foto-sensibile adoperato all’epoca per preparare le lastre fotografiche, poco sensibile alla regione spettrale  del verde e del rosso.

Va però sottolineato che, l’esperimento condotto da Maxwell non aveva come fine ultimo la tecnica di fotografia in sé, ma la percezione della luce e la visione dell’uomo.

Passarono più di 30 anni prima che venissero raccolti i concetti apportati da Maxwell per produrre risultati pratici; solo nel 1906 furono disponibili supporti fotografici sensibili all’intero spettro di visione, da 380 a 780 nm.

Oggi le tre lastre fotografiche utilizzate durante l’esperimento sono conservate al Maxwell’s Museum di Edinburgh.

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Shift happens PLDC 2017: riflessi di un mercato in continua evoluzione

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articolo scritto da: Helena

I primi di Novembre si è svolto il PLDC Professional Lighting Design Convention, che in quest’edizione 2017 ha avuto luogo a Parigi, presso il Palais des Congrês.

Anche quest’anno ho avuto modo di partecipare  alla Convention  che, per chi non lo sapesse, è l’evento biennale di riferimento per il settore lighting, mirato  sia alla categoria dei progettisti indipendenti, che  alle aziende produttrici  ed  altri  attori connessi al campo dell’architectural lighting design.

Come dicevo, quest’anno il PLDC si è svolto  Parigi, non a caso  sopranominata la Ville Lumière,  in ricordo del ruolo pionieristico che ha svolto la capitale francese nella sperimentazione dell’illuminazione pubblica, ad inizio del XX secolo.

Questa sesta edizione del PLDC:ha contato la presenza record di 2165 partecipanti da 72 nazioni differenti. L’organizzazione dell’evento biennale è stato realizzato grazie alla collaborazione con la Città di Parigi e con l’associazione locale dei lighting designer, ACE – Association des Concepteurs lumière et Eclairagistes

Entro fine del 2017 sarà comunicata la prossima città europea che ospiterà PLDC 2019.

Vi segnalo in merito, per chi avesse voglia di approfondire l’argomento, che APIL Associazione dei Professionsiti dell’illuminazione ha organizzato un evento il 5 Dicembre prossimo, durante il quale si parlerà di PLDC e del Manifesto della Professione proposto da ACE.  Qua maggiori dettagli: Come diventare ricchi (dentro) con il lighting design.

Conferenze, confronti e networking professionale

Durante le tre intense giornate di congresso, sono state seguite quattro tracce (Tracks) riguardanti temi differenti:

  1. pratica professionale;
  2. ricerca, filosofia & dibattito;
  3. applicazioni di illuminazione Case Studi;
  4. Vita Urbana 4.0.

Inoltre si sono svolte discussioni moderate, organizzate durante le pause pranzo di due ore, così da dare ai partecipanti l’opportunità di discutere su argomenti pertinenti ai temi diversi: dallo sviluppo dei LED nella sfera pubblica, alle facciate multimediali, illuminazione per gli uffici e suoi nuovi paradigmi. Si è parlato anche di temi legati all’inquinamento luminoso e livelli di illuminazione per gli spazi pubblici, ma anche di neuroscienze ed illuminazione artistica.

Oltre alle attività che dicevo sopra, si sono svolti anche esclusivi Think Tank, questi incontri si sono concentrati su argomenti chiave ed hanno offerto ai progettisti esperti e agli educatori la possibilità di confrontare i successi e le sfide affrontate in ambito accademico, così da collaborare in modo più stretto ed aumentare la qualità dell’educazione sul tema della luce ed illuminazione.

Durante le conferenze si è discusso parecchio del  ruolo della professione del lighting designer, a volte, devo dire, in modo ripetitivo o sommario, forse questa l’unica nota negativa della conferenza. Vista proprio la continua reiterazione del tema già più volte dibattuto anche durante le precedenti edizioni e spesso trattato, nuovamente, in modo poco approfondito da parte di alcuni relatori. Non dimentichiamoci che la maggior parte dei partecipanti di PLDC sono lighting designers.

In futuro, si potrebbero trattare, ad esempio, argomenti più specifici sulla professione, invece del solito “vocabolario luminoso”, che davvero non si può più sentir nominare.

Sarebbe stato più interessante, invece, comprendere più in profondità le diverse metodologie di analisi e d’approccio al progetto o ancora, esempi di buone pratiche tra designers e clienti, ad esempio da parte dei relatori più noti, già presenti alle precedenti edizioni della conferenza.

Si è discusso anche dell’impatto che una buona progettualità della luce può avere in relazione alla nostra salute e benessere; nuove tendenze e futuri sviluppi per l’illuminazione urbana. Tema strategicamente trattato vista l’espansione verso il mercato dei LED, da parte di molti comuni in tutto il mondo e al potenziale che questa tecnologia offre.

Si è dibattuto parecchio di digitalizzazione dei sistemi e degli effetti collaterali che questi possono portare e che stanno diventando sempre più evidenti. Temi e sfide nuove che i progettisti della luce devono affrontare.

L’importanza di partecipare ad eventi internazionali come questi, risiede nella possibilità di scambiare idee ed opinioni con diversi professionisti del settore e creare nuove connessioni profesisonali, sia durante le presentazioni mirate della conferenza , ma anche durante i momenti di svago o di pausa.

Shift Happens un momento di cambiamento per la professione.

Tutti i partecipanti, dai più premiati e noti designers , agli studenti e  nuove generazioni, hanno cercato di dare interpretazione al tema cardine del PLDC 2017, intitolato  “Shift Happens” ovvero, “il cambiamento è in corso”, a celebrare il decimo anniversario della prima edizione di PLDC, svoltosi a Londra nel 2007.

“Shift Happens” , un tema che ha coinvolto tutti professionisti proprio in vista della situazione attuale del mondo globalizzato e della società contemporanea in riferimento all’illuminazione in generale.  Il cambiamento, infatti, non riguarda solo aspetti tecnologici, ma anche le strutture del mercato e le nuove sfide che, noi lighting designers affrontiamo ogni giorno.

E’ importante imparare ad essere multidisciplinari, o come ha definito Tapios Rosenius durante il suo intervento: “Antidisciplinary”,  per spiccare sia nella comunicazione del progetto. O ancora,   tramite nuove forme di presentazione, come la realtà virtuale presentata da Mark Major o la programmazione ed integrazione della luce ai sistemi Internet of Things IOT ed altri molto ben descritti da Carlo Ratti durante la sua presentazione sulle Senseable cities.

Perché, senza ombra di dubbio, la professione del progettista di illuminazione sta cambiando, e velocemente, prima che abbia persino ottenuto un riconoscimento ufficiale.

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Link al post originale: Shift happens PLDC 2017: riflessi di un mercato in continua evoluzione pubblicato su Luxemozione Luxemozione – News dal mondo della luce

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Chiarezza sul Progetto Illuminotecnico nei CAM Illuminazione Pubblica 2017

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articolo scritto da: redazione luxemozione

Gli scorsi giorni è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo ed aggiornato Decreto in materia di Criteri Ambientali Mininimi per Illuminazione Pubblica.
Il Decreto, pubblicato il 27 settembre 2017 (in copertina il refuso indica 2007), che sostituisce la precedente edizione del dicembre 2013, è intitolato:
Criteri Ambientali Minimi per l’acquisizione di sorgenti luminose per illuminazione pubblica, l’acquisizione di apparecchi per illuminazione pubblica, l’affidamento del servizio di progettazione di impianti per  illuminazione pubblica.

Qua il testo integrale del Decreto

Il testo del nuovo decreto contiene numerose novità, introdotte a seguito di una revisione che ha visto coinvolti diversi attori del settore illuminotecnico, lavori pubblici, associazioni di categoria. Coordinate dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Tra le novità, oltre ad aggiornamenti dei dati tecnici, resi necessari dall’innovazione portata dalla tecnologia LED, sono stati portati adeguamenti degli indici di qualità energetica IPEI ed IPEA per impianti ed apparecchi  d’illuminazione, rispettivamente.

Sono state inoltre introdotte interessanti novità relative alla selezione delle figure professionali, coinvolte nella progettazione illuminotecnica per illuminazione pubblica ed ulteriori evoluzioni sull’applicazione di criteri di controllo del fenomeno di inquinamento luminoso.

Naturalmente per una comprensione più chiara delle novità inserite nel Decreto rimando alla lettura integrale del testo

Il Progetto illluminotecnico e selezione dei Candidati

Nel testo del Decreto viene tolto finalmente ogni dubbio sulla distinzione tra Progetto Elettrico ed Illuminotecnico.

Come già sottolineato nel testo della UNI 11630 Criteri di Stesura del Progetto Illuminotecnico, esiste una chiara distinzione tra progetto elettrico e progetto della luce: ognuno con norme di riferimento, procedure e competenze specifiche.UNI 11630

All’interno del Decreto CAMP IP si fa chiaro riferimento al testo della UNI 1630 dove, nel paragrafo 4.3.3.2  Elementi del progetto illuminotecnico si legge:

Il progetto illuminotecnico comprende aspetti fotometrici, ergonomici ed energetici e per ciascuno di questi debbono essere messe in evidenza le soluzioni adottate e le relative motivazioni. Il progetto illuminotecnico deve tener conto della norma UNI 11630 per quanto conforme alle disposizioni del D.Lgs n.50/2016

In particolare nel nuovo testo dei CAM Illuminazione Pubblica sono state confermate o chiarite la distinzione tra progettista dell’impianto elettrico e progettista illuminotecnico:

Il progettista dell’impianto elettrico,

interno od esterno all’organizzazione dell’offerente, dovrà essere regolarmente iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste e aver esercitato la professione per almeno cinque anni.

Il progettista illuminotecnico

inteso come colui che redige il progetto illuminotecnico, interno od esterno all’organizzazione dell’offerente, deve possedere i seguenti requisiti:

deve essere iscritto all’ordine degli ingegneri/architetti o all’ordine dei periti, ramo elettrico o associazione di categoria del settore dell’illuminazione pubblica, regolarmente riconosciuta dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della L. 4/2013 (ad esempio APIL Associazione dei Professionisti dell’Illuminazione)

Deve inoltre dare garanzie di esperienza: ovvero aver svolto negli ultimi 5 anni prestazioni di progettazione o assistenza alla progettazione di impianti di illuminazione pubblica come libero professionista ovvero come collaboratore/associato/dipendente di uno studio di progettazione o società e che tali  prestazioni comprendano uno o più progetti di realizzazione/riqualificazione energetica di impianti di illuminazione pubblica per un numero di punti luce complessivo pari o superiore a metà di quello dell’impianto da progettare;

In grassetto qua sopra le modifiche e principali e conferme dei criteri contenuti nel precedente testo del 2013.

I progettista deve inoltre: non essere dipendente né avere in corso contratti subordinati o parasubordinati con alcuna ditta che produca/commercializzi/pubblicizzi apparecchi di illuminazione o sistemi di telecontrollo o telegestione degli impianti.

Nel caso in cui il progettista risulti coinvolto a qualsiasi livello nella realizzazione di un determinato apparecchio di illuminazione o sistema di telecontrollo o tele-gestione, egli non potrà in alcun modo utilizzare tale apparecchio o tecnologia all’interno del progetto di realizzazione/riqualificazione di impianti di illuminazione pubblica a meno che non dimostri che abbia caratteristiche di qualità energetica di rilievo, ovvero:

  1. l’apparecchio rientra nella classe IPEA* A++ e la realizzazione dell’impianto rientra nella classe IPEI* A++, se prima del 31/12/2020,
  2. l’apparecchio rientra nella classe IPEA* A3+ e la realizzazione dell’impianto rientra nella classe IPEI* A3+, se prima del 31/12/2025,
  3. l’apparecchio rientra nella classe IPEA* A4+ e la realizzazione dell’impianto rientra nella classe IPEI* A4+, se dopo il 1/1/2026.

In particolare l’ultimo passaggio chiarisce una volta per tutta l’obbligatorietà d’indipendenza tra chi progetta e chi fornisce e/o produce.

Criteri di Controllo dell’Inquinamento Luminoso

In tema di qualità del progetto d’illuminazione e controllo degli sprechi energetici ed inquinamento luminoso, notevoli sono le novità introdotte nel nuovo testo del Decreto, dove, riassumendo per sommi capi una parte molto articolata (a cui rimando per approfondimenti), viene più volte sottolineata l’importanza del controllo del fenomeno dell’inquinamento luminoso.

Personalmente come Lighting Designer considero l’inquinamento luminoso quale importante elemento da considerare in fase di progettazione, non solo come applicazione di una specifica tipologia di apparecchio e di una sorgente, ma come parametro di controllo della qualità generale dell’illuminazione, riferita al contesto e all’utilizzatore dello spazio urbano.

La selezione delle sorgenti

Nello specifico nel testo dei CAM IP 2017 si leggono disposizioni chiare sulla selezione delle sorgenti, sottolineando in modo esplicito la differenza tra Temperatura di Colore e Composizione spettrale emessa da una sorgente luminosa:

Occorre tener presente che una corretta valutazione degli effetti dell’inquinamento luminoso ovvero dell’illuminazione sulla componente animale e vegetale deve essere basato sulle caratteristiche spettrali della luce emessa e non su grandezze derivate, come la temperatura di colore correlata (Tcc), poiché sorgenti con medesima Tcc potrebbero ad esempio presentare distribuzioni spettrali differenti e quindi effetti diversi.[…] Nel caso in cui risultasse impossibile ottenere le caratteristiche spettrali delle sorgenti luminose o moduli LED impiegati ovvero determinare una corretta valutazione degli effetti dell’inquinamento luminoso sulla base delle caratteristiche spettrali delle sorgenti luminose o dei moduli LED impiegati, si consiglia di utilizzare all’interno dei centri abitati (corrispondenti alle zone LZ3 e LZ4) sorgenti luminose ovvero moduli LED con Tcc non superiore a 4000K nominali.

La selezione dei corpi illuminanti

Viene inoltre definita una diversa strategia volta a selezionare corpi illuminati e relativa emissione luminosa sopra i 90°, andando definire una zonizzazione riferita al PRG ognuna caratterizzata da diverse specifiche tipologiche.

[…]gli apparecchi di illuminazione devono essere scelti ed installati in modo da assicurare che il flusso luminoso eventualmente emesso al di sopra dell’orizzonte rispetti i limiti indicati nella tabella che segue.

Cam Illuminazione Pubblica 2017 In cui le zone sono definite come segue:

LZ1: ZONE DI PROTEZIONE

Zone protette e zone di rispetto come definite e previste dalla normativa vigente. Sono ad esempio aree dove l’ambiente naturale potrebbe essere seriamente danneggiato da qualsiasi tipo di luce artificiale ovvero aree nei dintorni di osservatori astronomici nazionali in cui l’attività di ricerca potrebbe essere compromessa dalla luce artificiale notturna. Queste zone devono essere preferibilmente non illuminate da luce artificiale o comunque la luce artificiale deve essere utilizzata solo per motivi legati alla sicurezza.

LZ2: ZONE A BASSO CONTRIBUTO LUMINOSO

(Aree non comprese nella LZ1 e non comprese nelle Zone A, B o C del PRG) Aree rurali o comunque dove le attività umane si possono adattare a un livello luminoso dell’ambiente circostante basso.

LZ3: ZONE MEDIAMENTE URBANIZZATE

(Aree comprese nelle Zone C del PRG) Aree urbanizzate dove le attività umane sono adattate a un livello luminoso dell’ambiente circostante medio, con una bassa presenza di sorgenti luminose non funzionali o non pubbliche.

LZ4: ZONE DENSAMENTE URBANIZZATE

(Aree comprese nelle Zone A e B del PRG) Aree urbanizzate dove le attività umane sono adattate a un livello luminoso dell’ambiente generalmente alto, con una presenza di sorgenti luminose non funzionali o non pubbliche.

Cam Illuminazione Pubblica 2017

Per la definizione degli angoli solidi sopra riportati viene utilizzata la seguente classificazione (da notare che nella tabella sopra si parla di flusso luminoso in lm e non di intensità espresse in cd/Klm come in alcune Leggi Regionali)

UL (Up Low): questa zona comprende gli angoli steradianti (in questa parte c’è un refuso che riporta steriradianti) compresi tra  90° e 100° verticali e 360°orizzontali. Questa parte contribuisce a larga parte dell’inquinamento luminoso, in assenza di ostacoli e se osservata da grandi distanze;

UH (Up High): questa zona comprende gli angoli steradianti compresi tra 100° e 180° verticali e 360° orizzontali. Questa parte contribuisce all’inquinamento luminoso sopra le città.

Quanto sopra non esclude che esistano Leggi Regionali che prescrivono valori ancora più restrittivi di flusso luminoso emesso direttamente dall’apparecchio di illuminazione verso l’emisfero superiore; in tal caso le Amministrazioni sono tenute ad applicare tali norme più restrittive in materia di inquinamento luminoso.

Concludendo

A mio modo di vedere un ottimo  lavoro svolto dai redattori della norma e dal tavolo di confronto coordinato dal Ministero, sicuramente perfezionabile in successive modifiche, ma con contenuti degni di nota. Oltre che per gli aspetti legati al contenimento degli sprechi energetici ed ambientali, un toccasana per la progettazione della luce.

 

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Cos’è successo al Workshop di Lighting Design Luci in Riviera

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articolo scritto da: Giacomo

Dal 18 al 23 settembre scorsi si è svolta la prima edizione del Workshop Internazionale di Lighting Design Luci In Riviera tenutosi a Dolo, ridente cittadina della Riviera del Brenta, a pochi chilometri da Venezia.

Il Workshop Luci in Riviera, unico nel suo genere in Italia, si ispira ad altri più noti realizzati all’estero, tra cui il famosissimo Light in Alingsås . Il programma si articola in 6 giorni, durante i quali i partecipanti, divisi in gruppi  guidati da Workshop Heads (di solito lighting designers professionisti), sviluppano un’installazione di luce in ogni sito dato a disposizione, partendo dal concept fino alla realizzazione ed inaugurazione dell’opera.

Un percorso che pone in evidenza l’importanza dell’idea o concept che si nasconde dietro ogni progetto d’illuminazione: ogni progetto di luce senza un’idea e una storia forte perde di significato.

Quest’anno ho avuto il piacere di partecipare all’evento come Workshop Head, assieme ad altri 3 colleghi lighting designers professionisti: Marco Palandella (Italia), Andrea Hartranft (USA) e il prof. Zhang Lin dell’Università Cinese di Comunicazione di Pechino.

Un’esperienza che, oltre l’aspetto didattico, si è rivelata unica grazie allo spirito di collaborazione e coesione di tutti: organizzazione, workhsop heads e partecipanti che, durante la sei giorni di Dolo, sebbene divisi in gruppi, hanno lavorato spalla a spalla così da rendere possibile la buona riuscita dell’evento.

Un ringraziamento dunque a tutti, oltre ai sopra citati colleghi, a tutti i partecipanti, provenienti da Italia, Cina, Cile, Iran e Russia: Floriana Imperiale (Italia) , Zhihong Suna aka Jack Sun (Cina), Maurizio Mora (ITA); Ines Olea Sierralta (Cile), Zahra Ebrahimi (Iran), Maria Klochkova (Russia), Kaili Xu (Cina); Armaghan Rahimi (Iran) , Francesca Dematteis (Italia), Yang He Qi (Cina); Wei Qiu (Cina), Xiao Sun (Cina), Davide Rostellato (Italia), Yansong Chen (Cina); Giulia Lucatello (Italia), Andrea Furlanetto (Italia), Patrizia Margioni (Italia) e  Sergio Felleti (Italia).

Naturalmente un ringraziamento all’organizzazione dell’evento: Roberto Corradini , Giuseppe Barruzzo, Patrizia Callegari e Federico Schiavo ; a tutte le strutture che ci hanno ospitato in questi giorni e agli sponsor e partner che hanno reso possibile la realizzazione del Workshop.

Qua un’immagine con sponsor, enti patrocinanti, e partner vari.

Luci in Riviera sponsor e partner

Cosa è successo durante il Workshop

Come dicevo più sopra il workshop si è dipanato in sei giorni, attraverso un denso programma di attività: da lunedì 18 settembre giorno delle presentazioni, introduzione e visita ai siti oggetto di progetto, fino a sabato 23 settembre, giorno in cui sono state presentate ufficialmente le installazioni alla comunità di Dolo.

Giorno 1: presentazione e visita ai siti. Dopo l’incontro alla mattina di confronto e presentazione abbiamo fatto un primo sopralluogo assieme ai partecipanti per conoscere i siti su cui intervenire.

Noi workshop heads durante la presentazione e a seguire uno scatto durante i sopralluoghi.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN
Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN 016
I primi sopralluoghi sui siti.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Giorno 2: si inizia a lavorare. I worhshop heads decidono su quali siti intervenire e i partecipanti si dividono in gruppi e iniziano a sviluppare  i concept alla base delle installazioni su ciascun sito.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Giorno 3:una prima presentazione dei concept e poi si inizia a testare. Ciascun gruppo, dopo una breve presentazione in cui vengono messe in evidenza le idee salienti del concept ideato, si passa all’azione: si selezionano i  coprpi illuminanti e la sera si svolgono i primi test d’illuminazione.

Una breve presentazione.
Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN
E poi si inizia a fare i primi tests…

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Giorno 4 e 5 Si Presentazione delle idee alla comunità di Dolo e poi si inizia ad installare e provare. Grazie alla condivisione di risorse è stato possibile risolvere alcune criticità impreviste.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN
Durante la presentazione alla comunità di Dolo
Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Giorno 6 l’inaugurazione.  Ultimo giorno durante il quale si è svolta l’inaugurazione e presentazione delle installazioni alla comunità di Dolo.

Durante la serata d’inaugurazione sono stati consegnati i diplomi ai partecipanti e workshop heads.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN diplomi

Qua il video con i momenti salienti del Workshop di Dolo, realizzato da Davide Ultini, che ci ha seguito con la sua preziosa camera, per immortalare ogni istante dell’evento.

Le installazioni nel dettaglio

Sito numero 1 Squero Monumentale e ponte sulla Conca.

MEMORY TRIP

Workshop Head Zhang Lin; Partecipanti: Wei Qiu, Xiao Sun, Davide Rostellato, Yansong Chen

Persone famose hanno compiuto un viaggio memorabile dalla città natale di Marco Polo fino in Cina. Due diverse culture sono state collegate da questo viaggio straordinario. In ricordo di questa gente audace e coraggiosa ha avuto inizio il nostro viaggio speciale a Dolo. Qui è stata creata l’illusione di grandi navi che entreranno in Dolo e che evocheranno nelle persone memorie intense del passato della cittadina sulle rive del Brenta.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Sito numero 2 Giardino Case Popolari

WELCOME HOME

Workshop Head Andrea Hartranft; Partecipanti: Ines Olea Sierralta, Maria Klochkova, Kaili Xu, Zahra Ebrahimi

Vogliamo creare uno spazio caloroso e accogliente per gli orgogliosi residenti del giardino case popolari e dei passanti occasionali. Abbiamo usato il potere della luce per trasformare lo spazio in un salotto e portarlo alla vita di notte. Godetevi i colori ed i dettagli colorati del giardino. Scoprite questo piccolo gioiello di Dolo.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Sito numero 3 Area verde via Guolo 

WALKING IN THE WAY OF MEMORY 

Workshop Head Marco Palandella; Partecipanti: Floriana Imperiale, Zhihong Sun, Maurizio Mora. 

Vogliamo ricreare l’idea del tempo che passa, in contrasto con l’atmosfera cupa del cimitero vicino. Abbiamo quindi scelto di ricreare un passaggio pedonale che collega diversi scenari, rappresentanti le diverse fasi del giorno, cosi come le fasi della vita dell’uomo. Ogni scenario è rappresentato da un colore. Quindi, l’alba simboleggia l’infanzia, il mattino l’adolescenza, il tramonto la mezza età e la notte stellata la vecchiaia.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Sito numero 4 Piazzetta Aldo Moro

TRAVERSAL SEASON

Workshop Head Giacomo Rossi; Partecipanti: Armaghan Rahimi, Francesca Dematteis, Yang He Qi

Vogliamo riportare attenzione al centro della piazzetta, che oggi è esclusivamente un’area di passaggio:  I 4 alberi si trasformano nei simboli delle stagioni, ognuno è caratterizzato da una soluzione di illuminazione diversa per colori e tecnica, che riporta alla mente l’idea delle 4 stagioni: luce colorata rossa e gialla per l’autunno, Luce fredda che richiama fili di ghiaccio tra i rami per l’inverno, colori gioiosi che vengono riflessi da farfalle che si muovono tra i rami, che ricordano la primavera, e luce calda ed avvolgente come un raggio di sole, per l’estate.

Inoltre i passanti potranno giocare con le ombre colorate, proiettate sulle superfici circostanti e sul terreno, ad enfatizzare il passaggio che ogni giorno avviene in quest’area, durante l’anno, attraverso le stagioni.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Sito numero 5 Largo Pinelli

STREET ART FESTIVAL

Team Giulia Lucatello, Andrea Furlanetto, Patrizia Margioni, Sergio Felleti, partecipanti all’evento Luci in Riviera 2016 Desideriamo riempire questa strada conuna festa di luci e colori. Il circo come metafora del gioco della vita trova nel funambolo il suo attore protagonista. L’altalena, rappresentata nel vicino murale diventa simbolo di equilibrio in un passaggio continuo dal bambino all’adulto, in una festa di emozioni.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

In conclusione

Come dicevo un’esperienza unica, sia dal punto di vista didattico, che personale e professionale, che mancava davvero in Italia. Sono certo l’organizzazione, per la prossima edizione, saprà migliorare e risolvere alcuni aspetti critici, dati inevitabilmente dalla “giovane età” dell’evento. Non vedo l’ora della prossima edizione del Workshop di Lighting Design Luci in Riviera 2018! A presto.

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Cos’è il Grado di Protezione IP per l’illuminazione

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articolo scritto da: Giacomo

Il Grado di Protezione IP dei corpi illuminanti è un parametro importante, da tenere in considerazione già nelle fasi iniziali del progetto d’illuminazione, poichè la selezione di un apparecchio d’illuminazione caratterizzato da un Grado di Protezione IP non adeguato all’applicazione specifica, può portare all’insorgere di problematiche, anche gravi, di messa in sicurezza dell’impianto d’illuminazione.

Che cos’è il grado di protezione IP

Il grado di protezione di un corpo illuminante  è un indice le cui specifiche sono definite all’interno dello standard IEC 60598-1 LUMINAIRES – Part 1: General requirements and tests

Esprime la capacità di un apparecchio di illuminazione di resistere agli agenti atmosferici: sia solidi che liquidi.

Grado di Protezione

Importante che tutto l’apparato elettrico/ottico del nostro prodotto sia adeguatamente protetto dagli agenti atmosferici (polvere, moscerini, pioggia, umidità ,ecc) in modo da preservarne il funzionamento nel tempo.
Il grado di protezione IP è espresso da una sigla, costituita dalle lettere IP (International Protection) seguite da due cifre.

La protezione contro la penetrazione di corpi solidi

  • La prima cifra indica la protezione contro il rischio di penetrazione di corpi solidi e dunque anche contro la possibilità di contatti accidentali da parte di un utilizzatore.
Grado di protezione IP
Immagine fonte IEC 60598-1

La protezione contro la penetrazione di liquidi

  • La seconda cifra indica la protezione contro la penetrazione di sostanze liquide.
    Qua sotto trovate due tabelle nelle quali è indicato il significato di ciascuna cifra utilizzata nella definizione dell IP.
Grado di protezione IP
Immagine fonte IEC 60598-1

Comunque in generale gli apparecchi d’illuminazione non possono avere grado di protezione inferiore a IP20.

In linea generale il massimo grado di protezione per gli apparecchi d’illuminazione è IP68 per corpi illuminanti da sommersione (anche se in condizioni di pressione dichiarate dal costruttore), esiste un ulteriore grado IP69K che specifica la resistenza alla penetrazione di getti ad alta pressione e temperatura (vedi lavaggi ad alta pressione) che di solito è utilizzato per applicazioni molto paticolari, non specifiche del settore illuminotecnico.

IP 9K

Grado di protezione agli urti

A volte è possibile trovare indicazione di una terza cifra IPXYZ , o più comunemente  indicato come grado di protezione IK,  definito secondo la IEC 62262 2002.

Il grado di protezione IK definisce il grado di protezione agli urti. Questa può diventare una caratteristica molto importante per alcune applicazioni specifiche (apparecchi carrabili da esterni per incasso a terra, apparecchi esposti ad atti di vandalismo, ecc.).
La resistenza agli urti è espressa in funzione dell‘energia dell’impatto (Joules) che l’apparecchio può tollerare senza subire danni.

IPurti

IK rating ex IEC62262 2002

La scelta del Grado IP

In generale, per normali  installazioni in esterno si trovano in commercio prodotti con grado di protezione che varia da IP44 a IP68, ovviamente a voi la scelta a seconda dell’installazione: ad esempio corpo illuminante caratterizzato da IP44 ha una protezione meno valida contro la penetrazione d’aqua di un IPX5 o un IPX6, ma magari è indicatissimo qualora non esposto direttamente alla pioggia.

I corpi illuminanti per applicazione in in interni non critiche, possono essere caratterizzati da Grado di Protezione IP inferiore ad IP44, salvo appunto applicazioni particolari, quali ad esempio illuminazione di cuicine professionali, o illuminazione di capannoni industriali, dove, a causa dei vapori o delle sostanze in sospensione, possono essere richieste specifiche differenti.

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