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Alla ricerca dell’idea di bellezza attraverso la luce

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articolo scritto da: Giacomo

LA MIA PAURA E’ BIANCA è il progetto artistico di Eleonora Avino, laureata in Lingue Orientali presso la Sapienza di Roma ,  con una forte propensione verso l’astratto mondo dei pensieri, e Martina Frattura, laureata in Lighting design al Master del KTH di Stoccolma, con una forte propensione verso la magia segreta del mondo reale.

Il Progetto, nato nel settembre 2012 sulla piattaforma tumblr, è un mezzo per fondere le tante passioni delle due ragazze, in quel momento ancora studentesse, ed esorcizzare le loro inquietudini creando suggestioni attraverso il mezzo della fotografia, migliorata ed impreziosita dalla scrittura e dalla presenza fissa di luce.

Da sempre fortemente ispirato dalle vicende della vita quotidiana, il progetto si è esteso fino ad indagare la matrice delle sensazioni condivise.

LA MIA PAURA E’ BIANCA, ha recentemente presentato a Manchester un’installazione intitolata Noi cerchiamo la bellezza Ovunque dove, attraverso l’utilizzo della luce applicata all’architettura, viene rappresentata l’idea di bellezza per le due artiste.

Qua sotto una sintesi dell’intervista che ho realizzato, dove Martina ed Eleonora mi raccontano del proprio progetto e dell’ultima installazione.

La luce quale mezzo per affascinare

Ogni giorno si è soggetti ad una serie infinita di stimoli, le persone sono chiamate ad essere intraprendenti, socievoli ed attente per incorporare tutti gli input che l’ambiente offre.

Lo spazio intorno a noi, da involucro delle nostre azioni, si erge a causa primaria dell’esaurimento delle nostre risorse mentali. L’ambiente, veicolando tutti gli stimoli, regola la facilità  di interpretazione di questi e, di conseguenza ed in maniera relativa, le nostre reazioni.

Secondo la psicologia ambientale e una delle sue teorie, ART (Attention Restoration Theory, Kaplan 1995 2001), ci si solleva dall’eccesso di attenzione tramite il sentirsi affascinati. Un interesse innato o un atto di curiosità verso certi oggetti o determinate azioni, senza necessità di impegnare la nostra concentrazione, in un momento di attrazione istintiva per qualcosa che consideriamo affascinante, senza un motivo specifico. Pertanto risulta semplice che essere affascinati dalla bellezza possa essere considerato come un vero atto di liberazione.

L’idea di bellezza non deriva da qualcosa che è fuori di noi, ma risiede nel cervello (Semir Zeki, 1999). La bellezza diventa, quindi, un’emozione che, in psicologia, è sia la risposta ad uno stimolo esterno che una creazione completamente generata all’interno della mente e non in relazione al mondo fuori (Ochsner, Gross, 2005).

La luce in quanto radiazione nonché creatrice di spazi ed atmosfera, è uno stimolo potente per le persone, ma anche un mezzo per impressionare creando qualcosa di bello, di nuovo, di cui rimanere affascinati.

 

Noi cerchiamo la bellezza Ovunque

l’installazione Noi cerchiamo la bellezza Ovunque è ispirata dallo spazio stesso e dalla sua decadenza, in particolare dall’architettura del soffitto, dal ritmo delle travi ed I travetti, dal lento insinuarsi del tempo e il suo percepibile sgretolarsi.

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Foto di Elena_Arnedo

Il deterioramento della costruzione è stato utilizzato come un compromesso per vedere la struttura “più da vicino”, per diminuire la distanza in modo da aumentare la messa a fuoco, facendo in modo che improvvisamente proprio il soffitto diventasse il simbolo della bellezza in quello spazio.

“La Bellezza risiede in ogni cosa: nel mare; in un fiore; nelle rocce; nelle albe e nei tramonti; in un disegno; in un bacio; in una bici; in un cerchio; nel cielo; in un libro; nella musica; nella pioggia; in una vecchia palazzina. La meraviglia è nella capacità di guardare oltre, di trovare il buono anche lì dove sembra lontano, avvicinando a noi gli oggetti e le persone che abbiamo deciso di amare. In cui abbiamo deciso di vedere tutta la Bellezza del mondo. “ Affermano le artiste “L’installazione ha voluto così rappresentare la nostra idea della bellezza, o meglio, l’oggetto nel quale abbiamo visto la bellezza, con l’aggiunta di luce e leggerezza.”

Il desiderio di scavare alla radice dei sentimenti è la ragione che sta dietro alla domanda posta a tutti i visitatori della mostra, ed estesa a chiunque voglia collaborare: “In cosa vedi la bellezza?”

Per maggiori info sui lavori de La Mia Paura è Bianca vi rimando al profilo su tumblr , al sito ufficiale qua oppure sulla pagina facebook del Progetto di Martina ed Eleonora.  Email: lapaurabianca@gmail.com

Davvero interessante! Brave ragazze.

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3dsMax e Mental Ray algoritmi di calcolo a confronto Daylighting in outdoor

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articolo scritto da: Luca

Qualche mese fa ho pubblicato un articolo introduttivo di una seconda serie, sulla simulazione foto-realistica della luce secondo parametri fisicamente corretti, realizzati con 3dsMax e Mental Ray. Nello specifico, in questa nuova serie, voglio mettere a confronto i diversi algoritmi di calcolo Final Gather e Photon Map  e porre l’accento su pro e contro di uno e dell’altro nella verifica.

Per gli altri articoli sulla simulazione della luce con 3ds Max vi rimando alla sezione su Luxemozione

Nella immagine in header, courtesy LDT Lighting Design Team, una simulazione di luce naturale ed artificiale che ho realizzato per un cliente.

Dopo le premesse fatte nel precedente articolo introduttivo è il momento di analizzare il comportamento degli algoritmi di calcolo Final Gather e Photon Map e quale sia la soluzione migliore da adottare,  in una ambientazione esterna con luce naturale .

Tenendo conto che uno degli scopi di tale comparazione è anche la ricerca del miglior compromesso fra qualità grafica  e tempi di calcolo, tenendo come punto fermo  l’attendibilità dei dati ottenuti, è fondamentale considerare  le caratteristiche della work station utilizzata per eseguire tali test, in quanto l’hardware incide in modo determinante per quanto riguarda il “Render Time” .  

Essendo Mental Ray un motore di render basato su tecnologia CPU , sfrutta essenzialmente le potenzialità del processore e in parte della Ram per operazioni correlate, per questo motivo di seguito vengono descritte le caratteristiche di questi due componenti inseriti nella work station utilizzata :

  • Processore : Intel Core i7 4930K – 3,4GHz (OK – 4,15 GHz)
  • Ram : 30 Gb – 1333 MHz

Analisi della scena

Prima di tutto è essenziale di volta in volta, valutare le caratteristiche dell’ambiente e il tipo di fonte luminosa che si intende utilizzare. 

Normalmente un ambiente esterno è costituito da aree più o meno ampie e poco circoscritte, caratteristica che influenza in modo determinante il comportamento dei  Fotoni (nel caso della Photon Map) , come dei Bounce e Rays (nel caso del Final Gather) , che come abbiamo visto sono i soggetti incaricati del reperimento ed analisi delle informazioni tridimensionali dell’ambiente virtuale,  dai due algoritmi di calcolo Photon Map e Final Garher.

Questa caratteristica è una discriminante fondamentale, ma ovviamente non è l’unica in quanto se da un lato è importante tenere in considerazione appunto le caratteristiche dell’ambiente, è a pari modo determinante  tenere in considerazione quale fonte luminosa vogliamo utilizzare.

Ricordiamo che il Final Gather è considerato view dipendent, ovvero dipendente dal punto di osservazione in quanto i Rays partono dalla camera , mentre  i Fotoni sono strettamente legati alla sorgente luminosa, in quanto dipendenti da essa.

La scena utilizzata per eseguire i seguenti  test , è composta da strutture che delimitano gli spazi sia verticali che orizzontali (nella parte inforiore) , e da una ampia apertura sulla parte superiore. Questo tipo di ambiente, se pur considerato esterno  consente di poter ottenere  una serie di risultati utili ad una migliore comprensione del comportamento di antrambe gli algoritmi di calcolo e delle fonti luminose .

Per poter ridurre i tempi di calcolo e circoscrivere gli aspetti da analizzare, è stato utilizzato un materiale unico per ogni oggetto e superficie ,  le componenti , Riflessione , Trasparenza/Rifrazione non sono state tenute in considerazione, tranne per quanto riguarda i vetri dei serramenti .

Case A : Daylighting Outdoor  –  Final Gather

Il primo caso preso in considerazione vede  l’utilizzo dello strumento  “Daylighting System” , con mrSun e mr Sky , per simulare il comportamento fisico del sole e della volta celeste, attraverso il modello di sky Perez con file .epw , riferito alla località Venezia.

Vedi articolo Fonti luminose artificiali e naturali:

Come detto più volte nei precedenti articoli, una delle condizioni imposte dal Lighting Assistant (strumento utilizzato per compiere l’analisi illuminotecnica della scena – vedi articolo LINK)  è appunto l’attivazione e dunque utilizzo,  del Final Gather.

L’immagine seguente è stata ottenuta utilizzando appunto questo algoritmo di calcolo e con le seguenti impostazioni dei parametri :

3ds Max light symulation 01-dl_fg_interpolate100j

  • FG Dansity : 0,8
  • Rays : 350
  • Interpolate : 100
  • Bounce : 6
  • Render Time : 20’ 15’’

Dal punto di vista grafico, il rendering risulta pulito, ovvero privo dell’effetto “noise” o chiazze irregolari, e una buona qualità dei particolari delle superfici e degli oggetti.  

I Bounce , ovvero il numero di rimbalzi, incidono sia in termini qualitativi che quantitativi in quanto influenzano sia i valori forometrici che la qualità del rendering, ed è opportuno individuare il limite tale ove l’incremento dei valori può essere considerato irrisorio e trascurabile dal lato analitico .  

Il Rendering  è ulteriormente influenzato dal valore di interpolate che aiuta a gestire un aspetto unicamente grafico/qualitativo ovvero l’effetto “noise” che si verifica soprattutto in condizioni particolarmente critiche, ovvero con una forte componente di luce indiretta e una scarsa componente di luce diretta, come nella condizione proposta in questo caso.

L’interpolazione è sicuramente il maggior limite del sistema, in quanto più essa è elevata (dunque più alto è il valore di interpolate) maggiore sarà la perdita dei dettagli , e di conseguenza minore sarà la qualità grafica.  Non influisce in alcun modo sull’aspetto quantitativo ma solo ed unicamente dal lato qualitativo, per questa serie di motivi, deve essere trovato un buon  compromesso fra  pulizia dell’immagine  e qualità dei dettagli.

Le due seguenti immagini , offrono una panoramica dal punto di vista “quantitativo” ,  sulla distribuzione luminosa grazie ai falsi colori, e sui valori di illuminamento ottenuti su di un piano posto a 20 cm dalla superficie inferiore. 

3ds Max light symulation 3ds Max light symulation

Case B : Daylighting Outdoor   Final Gather  + Photon Map

La caratteristica principale della Photon Map è sicuramente l’indipendenza  dal punto di osservazione in quanto strettamente legata alle fonti luminose , e se abbinata al Final Gather  riduce notevolmente i tempi di calcolo.

Questa caratteristica se da un lato offre notevoli vantaggi , dall’altro ne è sicuramente un grande limite , come nel caso appunto di una  condizione luminosa naturale,  dove le fonti luminose utilizzate sono il sole e cielo fisico, mrSun e mrSky, in quanto sono proprio loro a dover controllare quantità e  distribuzione spaziale dei Fotoni.

 Impostando il numero di fotoni nel render setup, nel parametro “Average GI Photons per Light”    esso agirà direttamente su ogni fonte luminosa presente in scena,  nel caso specifico mr Sun e mrSky , ma quest’ultimo  non è in grado di generare fotoni , quindi il numero di fotoni impostato interesserà solo ed unicamente il mrSun.  

Già questo aspetto  risulta determinante nel considerare la Photon Map non idonea nel caso di dover analizzare la luce naturale ma oltre a questo aspetto , seppur molto importante vi è anche un altro fattore legato alla natura stessa della fonte luminosa, ovvero il sole.

Nelle immagini seguenti  si può notare  quali risultai possiamo ottenere con in sequenza, 500000 – 1000000 – 5000000 fotoni , attivando la Photon Map in abbinamento al Final §Gather, nel quale abbiamo provveduto ad abbassare i valori dei parametri, in quanto in questo caso ha solo una funzione di rifinitura dell’immagine finale, e soprattutto non dovrà più sobbarcarsi l’oneroso lavoro effettuato dai bounce, perchè se ne occuperà appunto i Fotoni :

3ds Max light symulation

Come potete notare a prescindere dal numero di fotoni il risultato non cambia, ma soprattutto perchè la componente indiretta  è solo in parte calcolata e rappresentata.

Il sole è una fonte luminosa molto particolare, completamente diversa da un corpo illuminante artificiale , per natura fisica e per caratteristiche tecniche facilmente comprensibili, di conseguenza il lavoro dei fotoni in questo caso è incontrollabile ed ingestibile in quanto solo una piccola parte dei fotoni uscenti dal mrSun  arriva a colpire le superfici della nostra scena, la maggior parte di essi è inesorabilemte dispersa nell’ambiente circostante  , e questo a prescindere dal numero di fotoni inpostato.

Teniamo presente che in un ambiente interno, sono sufficienti  250000 / 300000 fotoni suddivisi fra le varie fonti luminose per determinae una Photon Map omogenea e ben definita, quindi un numero pari a 1000000 o 5000000 è un valore spropositato, volutamente utilizzato per far comprendere la criticità e l’inutilità di questo algoritmo di calcolo in questa condizione luminosa.

Per quanto riguarda la condizione mista , ovvero luce naturale con luce artificiale, presenta le medesime criticità e limitazioni, quindi non verrà analizzata.

Nel prossimo articolo sarà considerata  una condizione luminosa artificiale in un ambiente esterno.

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Luce e Luoghi, nuova edizione del video contest Riprenditi la Città

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articolo scritto da: Giulia

Anche quest’anno prende il via il video contest, organizzato da AIDI , Riprenditi la Città, riprendi la LUCE . Le città si trasformeranno in palcoscenico per le riprese video dei concorrenti: il concorso richiede ai partecipanti di rappresentare e raffigurare la luce nella sua completezza e quotidianità di spazio/tempo, attraverso il loro punto di vista e la loro sensibilità. 

L’iniziativa ha l’obiettivo, come nelle scorse edizioni, di divulgare e promuovere la cultura della luce attraverso lo sguardo attento e sensibile dei giovani, facendo emergere l’importanza che l’elemento luce riveste nella loro vita quotidiana.

Per vedere chi ha vinto la scorsa edizione vi rimando a quest’articolo che ho pubblicato in occasione della premiazione dell’ 2016 dell’evento. I vincitori del concorso “Riprenditi la Città”

Riprenditi la Città : le novità della IV edizione

Le novità della IV edizione sono molteplici: non vi saranno più le categorie tematiche ma bensì tre fasce di età ed un unico tema:

LUCE E LUOGHI. La partecipazione è aperta ai giovani under 30, giovani lighting designer under 35 e anche agli under 18, proprio per coinvolgere direttamente le scuole secondarie, e più in particolare gli istituti professionali, dove la luce può diventare oggetto di studio e analisi.

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 Saranno infatti organizzati durante l’anno scolastico eventi collaterali al concorso, in modo da coinvolgere direttamente gli studenti con le aziende ed i professionisti della luce.

Questa novità rende molto interessante il confronto fra i lavori e il metodo di approccio per le differenti categorie di giovani.

I giovani lighting designer, come sempre, sono chiamati a partecipare al concorso, importante opportunità per far conoscere il loro lavoro e permette un importante confronto con altri interessanti progetti.

I video e le categorie

Il video, della durata di 60 secondi, potrà essere realizzato con qualsiasi strumento di riprese (dispositivo portatile, tablet, smartphone, videocamera, macchina fotografica digitale..) e sarà suddiviso secondo le categorie anagrafiche:

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  • Luce e Giovani Under 18: categoria dove i giovanissimi hanno la possibilità di raccontare la personale percezione della luce negli ambienti che vivono ogni giorno. Il concorso può anche essere presentato sotto forma di progetto didattico.
  • Luce e Giovani Under 30: Categoria dove i giovani raccontano, con brevi sceneggiature, la percezione personale della luce nella propria città, evidenziandone il valore di riqualificazione dello spazio urbano in cui vivono.
  • Luce e Giovani Lighting Designer Under 35: Categoria dove i giovani lighting designer raccontano come cambierebbero la luce del luogo scelto o il design dell’oggetto luminoso presente in quello stesso luogo, simulando con il video l’elaborazione del progetto e del risultato che si vuole ottenere.

La partecipazione è gratuita, si può presentare un lavoro individuale o di gruppo, composto al massimo di tre persone.

 La premiazione a Palazzo Vecchio

La cerimonia di premiazione della IV edizione si terrà a Firenze, nella splendida scenografia del Palazzo Vecchio.

Firenze è stata scelta come meta finale del concorso perché rappresenta uno dei luoghi più importanti del panorama culturale italiano, rispecchiando inoltre i parametri di una buona progettazione illuminotecnica. Inoltre dal 20 al 23 Maggio, al Palazzo dei Congressi si svolgerà un grande evento internazionale: “Showlight” che vede coinvolti oltre 500 lighting designer ed esperti di settore dello show ligthing provenienti da tutto il mondo. Un’occasione unica per unire le due manifestazioni in cui si celebra il valore della luce, in tutti i suoi aspetti.

riprenditi-la-citta-i-premi 

I premi verranno assegnati ai corti che sapranno meglio comunicare le potenzialità estetiche, emozionali, scenografiche e tecniche dell’illuminazione notturna dei luoghi e delle città. Vi saranno due vincitori per le prime due categorie, un unico vincitore per la terza e due premi speciali scelti dalla giuria.

Il concorso è patrocinato da importanti enti e istituzioni come il Ministero per lo sviluppo economico, il Miur, l’Enea, la Regione Lombardia, la Regione Toscana, Assil, Apil, il Comune di Milano e quello di Firenze, il Politecnico di Milano e quello di Torino,l’Accademia delle Belle arti di Milano, l’Università di Firenze, Confindustria Firenze e della Camera di Commercio di Firenze. L’evento è realizzato in collaborazione con la Cineteca di Milano, con la Toscana Film Commission.

Bene, cosa aspettate dunque? L’evento è come sempre di tutto rispetto e partecipare è d’obbligo. Buona partecipazione a tutti!

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False Sunset, il tramonto impossibile di Giulianova

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articolo scritto da: Giacomo

Qualche mese fa, non so se ricordate, è stata pubblicata qua su Luxemozione unintervista all’amico Romano Baratta, in cui ci  ha raccontato un po’ di tutto su di sé e la sua attività come lighting designer e light artist.

In particolar modo, tra le opere  di cui si parla nell’intervista, mi ha particolarmente colpito False Sunset, lavoro davvero emozionante realizzato da Romano per il Comune di Giulianova, che tra le altre cose è stato finalista quest’anno sia al Darc Awards, sia al Premio Codega 2016.

Ecco dunque qua sotto, per iniziare, un video che mostra la realizzazione finale: in questo caso il video è essenziale a comprendere al meglio la potenza dell’installazione, vi consiglio di dare un occhio prima di continuare la lettura.

LIGHT#20. sunmoonarchitecture. (False Sunset) versione integrale. Italiano from Romano Baratta Lighting Studio on Vimeo.

mentre di seguito un approfondimento dettagliato sulle modalità di progetto, dal concept fino alla realizzazione.

False sunset: l’idea

Osservare un tramonto è sempre una esperienza straordinaria, in qualsiasi luogo e contesto ci si trovi. La sua bellezza è evidente a tutti.

Quando si pensa al tramonto, solitamente, si immagina il Sole e le sue sfaccettature in rapporto alle nuvole e al cielo, ma uno degli aspetti più belli è il riflesso del tramonto sulle cose, qualsiasi esse siano. Le infinite sfumature che si vengono a creare, i rapporti cromatici con le superfici e le ombre riportate. Osservare il cambiamento cromatico nel tempo e l’inclinazione d’incidenza della luce. Sarà che la luce calda è rilassante per l’uomo per via di retaggi antropologici, ma quando si osserva al riflesso di un tramonto non solo ci si rilassa ma si entra in un momento contemplativo e poetico difficile da rivivere.

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False sunset: il concept

Sulle coste del Mare Adriatico non è possibile ammirare il tramonto. Il Sole, tramontando ad ovest dietro la catena montuosa appenninica, non riesce a riflettere la sua luce dorata sugli edifici. Con questo intervento si offre un momento magico: far vivere e vedere il riflesso di un tramonto sulla facciata del Kursaal. Produrre quell’emozione furtiva di luce dorata e seminare gioia nelle persone.

nuovi paesaggi visivi per differenti suggestioni ed esperienze del vivere.

Gioia che accompagna i cittadini fino alla notte assistendo non solo al variare del riflesso solare ma nel vedere sopraggiungere il riflesso della luce lunare a cullare il Sole a riposo sotto al portico del Kursaal. Il Kursaal, simbolo della città, come nido del Sole. Quest’opera, commissionata dal Comune di Giulianova, fa parte di una nuova ricerca tra l’interazione della luce artificiale e quella naturale. Nell’ambito urbano la luce artificiale non viene utilizzata per variare il paesaggio diurno.

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False sunset: tecnica e realizzazione

La realizzazione dell’installazione ha previsto un approfondito studio delle dinamiche solari nel periodo di esposizione dell’opera in modo da ottenere il più possibile un riflesso solare reale sia per le tempistiche che per le cromie riscontrabili. Studi effettuati mediante analisi in presa diretta che mediante diagrammi solari. La simulazione computerizzata ha permesso di stabilire nel dettaglio le varie fasi di luce da ricreare in loco mediante un software di programmazione. Il tramonto ricreato si svolgeva in contemporanea con il vero tramonto visibile sul Mar Tirreno.

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Fondamentale è stato studiare il posizionamento e il puntamento degli apparecchi illuminanti. Non bisognava rendere visibili gli apparecchi alla vista degli osservatori per annullare l’effetto realistico del finto tramonto e bisognava evitare che si creassero ombre disturbanti sulla facciata.

Sono stati scelti apparecchi molto performanti, per riuscire a rendere visibile la luce artificiale di giorno, con tecnologia LED RGBW, con ottiche adeguate, precise e diversificate per ottenere una copertura perfetta dell’intera facciata suddivisa su diversi livelli orizzontali necessari alla simulazione del tramonto.

Il sistema di gestione DMX wireless ha permesso di nascondere più facilmente i cablaggi ed ottimizzare i tempi di installazione.

Un progetto di luce dalla A alla Z, dal concept alla realizzazione. Davvero un lavoro stupendo, bravo Romano!!

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Italians do it better, oscar della luce a Raffaele De Vita

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articolo scritto da: Giacomo

Una settimana eccezionale quella passata per noi Lighting Designers Italiani. Oltre al primo premio di Massimo Iarussi  al Codega Awards, ottenuto per il magnifico progetto d’illuminazione del Museo dell’Opera di Firenze, vi segnalo anche che l’eccezionale traguardo ottenuto da Raffaele De Vita, Lighting Designer Italiano, da anni trapiantato in Australia, che giusto l’altro ieri ha ricevuto  l’ Oscar dell’eccellenza ai “2016 Australian Lighting Design Awards NSW Chapter per Il progetto di lighting per l’ Hotel Ovolo Woolloomooloo  Sydney.

OVOLO HOTEL raffaele-de-vita

Mi sembra doveroso, (più che altro perché del progetto dell’ Opera di Firenze ho già scritto)  approfondire il progetto per Hotel Ovolo Woolloomooloo  Sydney, realizzato da Raffaele De Vita, lighting designer di origine pugliese responsabile del dipartimento d’ lighting design della socità  d’ingegneria Medland Engineering, con sedi a Sydney, Melbourne, Brisbane e Londra.

Raffaele ha una laurea in Architettura (Firenze), un Master in Lighting Design (Roma La Sapienza) ed un Master in Industrial Design (Firenze).Ha lavorato su progetti in Italia, Medio Oriente, Asia e Australia. Maggiori informazioni sono disponibili suo sito: lightitdesign.com

Il Progetto per l’ Hotel Ovolo Woolloomooloo  

Per questo progetto Raffaele, ha lavorato a stretto contatto con gli architetti dello Studio internazionale Hassell con il compito di contribuire al  re-branding dello storico edificio sul molo di Woolloomooloo a Sydney. Un tempo crocevia di migranti, l’edificio dei primi del 900 è stato riconvertito in Hotel negli anni 70 ed è vincolato come patrimonio di interesse culturale e storico dell’ Australia.

Il brief del cliente e nuovo proprietario dell’albergo, Ovolo, era di costruire un’immagine fresca, eclettica e coinvolgente che rispecchiasse il nuovo brand e che al tempo stesso fosse accessibile non solo dagli gli ospiti dell’hotel ma che attraesse visitatori nella zona lounge dell’atrio al piano terra.

Dialogo tra Architetti e Lighting Designer

La chiave per il successo di questo progetto è stato il dialogo tra gli architetti e il lighting designer (cosa che da noi in Italia esiste solo in rari casi) che ha permesso di “cucire su misura” il progetto d’illuminazione sul corpo bellissimo e ricco di storia dell’edificio.

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L’atrio centrale, su cui si affacciano 5 livelli di corridoi che portano alle camere, è stato diviso in padiglioni il cui design richiama la geometria e i materiali della struttura dell’edificio. L’uso della luce è stato cruciale nel reinterpretare uno spazio d’epoca con un sapore moderno:

 l’illuminazione è il fattore sorpresa che con l’uso della moderna tecnologia LED rimane comunque fedele ai materiali e al periodo dell’architettura.

L’atrio centrale è immerso nel cuore dell’Hotel che doveva essere accessibile giorno e notte. A causa dei vincoli della locale soprintendenza dei Beni Culturali non è stato possibile forare nessun elemento della struttura dell’edificio.

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Di conseguenza, con le luci installate  allo stesso livello dei padiglioni centrali, è stato possibile riportare la percezione dell’ambiente ad una scala ad altezza “umana” e creare un livello di intimità  che prima non esisteva.

Gli apparecchi d’illuminazione su misura

Ottone, nero satinato e vetro sono i colori/materiali  principali degli apparecchi illuminotecnici. LED come principale sorgente luminosa impiegata, anche per le lampade a filamento che richiamano uno stile d’epoca. Catodo freddo per le insegne luminose decorative che si integrano con l’arredamento e contribuiscono a rinorzare il look eclettico e frizzante del nuovo brand.

La scalinata all’ingresso funge da catalizzatore,  con i LED flessibili che creano un effetto di sospensione  dei gradini visibile dalla strada, grazie alla grande vetrata all’ingresso che lascia percepire anche l’atmosfera a metà fra il Pop e  il feeling da red carpet incorniciato da alberi con foglie LED.

Le principali difficoltà sono state: riuscir a selezionare  la temperatura di colore di apparecchi di diversi fornitori, in modo che non fossero evidenti le differenti tonalità di bianco, il budget, e la realizzazione degli apparecchi custom, oltre naturalmente ai rigidi vincoli della soprintendenza.

Bravo Raffaele davvero complimenti!

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Ri-pensa Ri-cicla-Ri-lighting, la luce quale strumento di recupero sociale.

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articolo scritto da: Giacomo

La luce è uno strumento potente di design dell’architettura, in grado di rendere migliori ( o peggiori se non c’è progettazione) gli spazi in cui viviamo. La luce progettata a regola d’arte è in grado, davvero, di migliorare i modi con cui viviamo la nostra città, la nostra casa e gli spazi che percorriamo ogni giorno.

Rimando ad un articolo di approfondimento che potrebbe interessare, pubblicato su Luxemozione tempo fa: Social Lighting, luce che riqualifica lo spazio urbano

Oggi si parla parecchio (spesso a sproposito) di Human Centric Lighting (HCL) come se fosse una novità, un po’ come se esistesse una progettazione della luce non Human Centric, semplicemente non è così!

La progettazione della luce non differisce dalle altre materie (architettura, design ,ecc), non  è una materia oggettiva, non è applicazione di una normativa, ma significa pensare prima di tutto alle esigenze dell’individuo che utilizzerà lo spazio, ideando soluzioni in grado di migliorare lo sazio in quanto tale e la fruizione dello stesso, e garantire sempre il massimo del benessere di chi ne fa uso.

Per i cultori delle citazioni colte, l’anno passato, in occasione di International Year of Light 2015, Joseph Niemela, Senior Research Scientist presso l’Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics e coordinatore del Segretariato Globale dell’IYL 2015, affermava:

Anno internazionale della luce è stato proclamato dall’UNESCO anche per suggerire delle soluzioni migliorative per il benessere di tutti. L’approccio Human Centric Lighting e la progettazione della luce in generale possono migliorare la qualità degli ambienti in cui viviamo. La luce può dare un contributo importante per rendere le nostre città più vivibili e migliorare la qualità della vita delle persone. La scienza non è sufficiente per affrontare le sfide globali di quest’epoca, è necessario un coinvolgimento e una collaborazione tra ricercatori, designer e industria per trovare insieme delle soluzioni efficaci. Bisogna continuare a lavorare in questa direzione, ampliare il raggio della ricerca e creare un sistema di collaborazione fra i protagonisti del settore. L’innovazione è la capacità di far dialogare la parte tecnologica con quella creativa.

Ri-pensa Ri-cicla-Ri-lighting.

Una premessa doverosa, per introdurre un’iniziativa molto bella proposta da APIL Associazione dei Professionisti dell’Illuminazione, chiamata Ri-pensa Ri-cicla-Ri-lighting, che si fonda proprio sui concetti esposti sopra: un evento organizzato con fini socialmente utili, volta a  realtà emarginate dove la committenza difficilmente potrebbe pagare la consulenza di un lighting designer, in cui però, la straordinaria atmosfera che la luce può creare, apporterebbe al luogo un enorme beneficio umano.

Così APIL ha pensato di donare il progetto d’illuminazione a Enti e o Associazioni no profit , che sul territorio Italiano hanno spazi e realtà emarginate (ricoveri per anziani, alle comunità di accoglienza e recupero, ecc). Scopo dell’iniziativa è dare valore aggiunto allo spazio e alle persone che lo frequentano, la luce in questi ambienti deve diventare un segno forte, contribuendo al far vivere o lavorare meglio.

Ma la progettazione non basta, per questo motivo Ri-pensa Ri-cicla-Ri-lighting coinvolge aziende di illuminazione volonterose, che donano agli Enti ed Associazioni no-profit la merce che giace abbandonata nei magazzini, tecnologie perfettamente funzionanti ed efficienti che il mercato non vuole più.

Il Primo Progetto a Meina

 Il 1° evento di Ri-pensa, Ri-cilcla, Ri-lightng è stato realizzato a Meina (NO). Domenica 25 settembre in piazza Martiri della Libertà il taglio del nastro del bar-ristorante Ristoro Primavera, ex circolo del paese restaurato, sogno che diventa realtà e lavoro per 12 ragazzi con sindrome di Down dell’Associazione genitori bambini Down di Arona AGBD. Il Ristoro Primavera è gestito dai ragazzi con sindrome di  down che hanno frequentato i laboratori di scuola alberghiera.

Ri-pensa Ri-cicla-Ri-lighting meina

Il progetto di lighting è stato realizzato grazie alla partecipazione di Lighting Designer (giovani e meno giovani): grazie dunque a Bianca Tresoldi, Marta Anelli, Susanna Antico, Silvia Perego, Romano Baratta, Simona Cosentino, Giulia Gobino, Else Caggiano.

Ri-pensa Ri-cicla-Ri-lighting meina
Il team dei Lighting Designers: i primi sopralluoghi
ripensa ricicla rilighting
Lo spazio prima dell’intervento
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Le prime prove luci
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Uno schizzo di progetto courtesy APIL

Ri-pensa Ri-cicla-Ri-lighting meina

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Foto della realizzazione courtesy APIL

E grazie al prezioso e generoso contributo di aziende di illuminazione volonterose: Modular, Luce Plan, Arcluce, Soraa, Osram, Bticino che hanno donato il materiale ad AGBD. E’ stato così possibile redigere e a realizzare il progetto in sei mesi: il progetto è partito ad inizio  2016, coi primi sopralluoghi e i primi incontri in cantiere e i primi test luci, ed è stato inaugurato a fine settembre, il risultato davvero al top!

Bravi ragazzi ottimo lavoro!

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Link al post originale: Ri-pensa Ri-cicla-Ri-lighting, la luce quale strumento di recupero sociale. pubblicato su Luxemozione Luxemozione – News dal mondo della luce

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DJ ARCH NIGHT 2016 , come trovare clienti divertendosi.

Pubblicato da blog ospite in Design, Luxemozione

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articolo scritto da: Giacomo

Uno dei post più letti su Luxemozione di questo 2016 è sicuramente quello scritto ad inizio anno (poi più volte aggiornato) da Giulia Gobino, intitolato  Come trovare clienti? Suggerimenti per giovani Lighting Designer. Il motivo del successo dell’articolo è evidente, inutile stare a rimarcare (deprimendosi magari anche un po’) problemi che,  noi tutti liberi professionisti (più o meno giovani) , conosciamo a menadito.

A dire il vero l’eccezionale efficacia del pezzo nasce proprio dalla trasversalità del problema che affligge non solo i giovani e che si riversa un po’ a pioggia su tutte le categorie professionali.

I modi con cui oggi si può condividere la propria professionalità sono svariati, ovviamente sempre facendo attenzione a non violare la deontologia professionale. Ovvero facendo attenzione a non spammare come se non ci fosse un domani potenziali clienti e, naturalmente, senza ledere il codice etico di riferimento della propria categoria professionale.

Ad esempio io, come iscritto ad APIL – Associazione dei Professionisti dell’Illuminazione, sono tenuto ad attenermi, nello svolgimento della mia attività, ad un codice di condotta molto chiaro e dettagliato.

Ritornando alle modalità con cui oggi ci si può far pubblicità, vi rimando  ad un articolo che ho trovato sul sito architetto free lance, che descrive, in modo chiaro, pro e contro dell’uso dei mezzi che il web oggi ci mette a disposizione. Naturalmente il caso si può estendere in modo semplice anche alla nostra categoria di Lighting Designers.

Architetti e Pubblicità: Come Farsi Conoscere Senza Violare la Deontologia

Tuttavia,  come tiene a sottolineare Giulia nel suo articolo:inviare cover letter, e sfruttare i social network non sarà mai efficace quanto una presentazione di persona, diretta.

Il contatto umano è da sempre la forma migliore in assoluto di comunicazione.

Tra gli eventi che sicuramente possono diventare un punto di incontro tra figure professionali, quindi creare network e, magari, opportunità di lavoro, vi segnalo DJ ARCH NIGHT 2016 I party negli showroom di design dove il DJ è l’architetto, orgazizzata da Towant

DJ ARCH NIGHT 2016

Il 22 settembre a Milano gli architetti diventano DJ per una sera con la terza edizione di DJ ARCH NIGHT, iniziativa itinerante che coinvolge dieci showroom di design e trenta nomi dell’architettura contemporanea.

DJ ARCH NIGHT 2016

Un vero e proprio percorso musicale tra le maggiori vie milanesi del design, lungo il quale gli architetti, in veste di sound designer, faranno sentire i loro ‘progetti sonori’ all’interno di dieci showroom internazionali.

Tra i nomi di questa terza edizione vi sono: AXOR, ALIAS, CASALGRANDE PADANA – LUALDI, DESIGN ELEMENTI | MODULA, ELITIS, MDF ITALIA, MINOTTICUCINE, GAGGENAU, REPUBLIC OF FRITZ HANSEN, RUBELLI GROUP SHOWROOM e SEDUS.

DJ ARCH NIGHT 2016

Ogni studio partecipante ha messo a punto la propria playlist e nel corso della serata la mixa dal vivo con il supporto di DJ professionisti. Come nelle precedenti edizioni, a ogni showroom sono abbinati più studi per un totale di trenta nomi: 23 BASSI, 967 ARCH, A I M Studio, Baldessari e Baldessari, BARTOLOMEO FERNANDEZ, Caberlon Caroppi, Chapman Taylor, D2U – Design to Users, DESIGN INTERNATIONAL, GaS STUDIO, GBPA ARCHITECTS, GLA – Genius Loci Architettura, LAI STUDIO, LMA Architettura, LPA – Longo Palmarini Architecture & Partners, m2 atelier – Architetto Marijana Radovic – Marco Bonelli, MATTEO NUNZIATI, MIGLIORE + SERVETTO ARCHITECTS, MYGG ARCHITECTURE, NAUTA YACHTS, NISIMAGNONI – NM- ARCHITETTI, Nomade Architettura e Interior Design, ONE WORKS, PETER PICHLER ARCHITECTURE, Progetto CMR, RDM’S Studio Erdem Seker, Revalue, STUDIO MARCO PIVA, UNISPACE, wip architetti.

L’evento è da non perdere: per accedere ai party è necessario accreditarsi sul sito www.towant.eu con apposito modulo scaricabile cliccando sulla sezione dedicata all’evento. Ci vediamo il 26!

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Illuminotronica 2016, verso il futuro dell’illuminazione

Pubblicato da blog ospite in Design, Luxemozione

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articolo scritto da: Giacomo

Siete tutti pronti per Illuminotronica 2016? Evento che ormai potremmo definire classica d’autunno, e che da diversi anni ci proietta verso il futuro dell’illuminazione: iniziando dalla luce allo stato solido dei LED, passando dai sistemi di gestione, fino ad evolversi (negli ultimi anni) verso quello che è il trend del momento: Internet of Things, Reti Interconnesse, Uman Centric Lighting (HCL), ecc. di cui, tra l’altro, abbiamo parlato anche qua su Luxemozione.

E proprio questi saranno gli argomenti centrali attorno ai quali ruoterà quest’edizione di Illuminotronica 2016, in programma dal 6 all’8 ottobre a Padova.

Illuminotronica, vi ricordo, è la mostra convegno promossa da Assodel per tutti coloro che installano, progettano o applicano tecnologie, sistemi e prodotti per l’illuminazione intelligente integrata a sistemi di domotica e sicurezza.

Venerdì 7 ottobre: giornata per i professionisti della luce

Giornata clou della manifestazione sarà Venerdì 7 ottobre, in cui si terranno alcuni importanti appuntamenti dedicati a lighting designer, architetti, illuminotecnici e, più in generale, professionisti della luce. Un percorso fatto di incontri, aree dimostrative e conferenze che culminerà con la cerimonia di premiazione del Premio Codega a Venezia, nella prestigiosa cornice della Peggy Guggenheim Collection.

Tra gli altri appuntamenti, Venerdì 7 ottobre, all’interno della manifestazione, si svolgerà il convegno dal titolo:

Human Centric Lighting: sistemi di illuminazione intelligente possono migliorare la qualità della vita delle persone?

L’uomo è al centro della luce: le implicazioni dell’illuminazione artificiale in termini di sicurezza, benessere e miglioramento della qualità della vita di una popolazione che sta invecchiando.

Tra gli interventi, saranno presentati i primi risultati della ricerca in corso presso il Lab. Luce del Politecnico di Milano in collaborazione con ENEA, focalizzata sulla mappatura del contesto attuale dell’illuminazione domestica, sia naturale sia artificiale, per proporre degli scenari futuribili e progetti di prodotti di illuminazione a LED intelligenti e integrati nell’IoT.

  • Sistemi di illuminazione intelligente per il benessere dell’individuo – Simonetta Fumagalli, ENEA
  • Una ricerca in corso sulla illuminazione per gli anziani e le utenze deboli – Maurizio Rossi, MSc, PhD. Politecnico di Milano, Direttore Master in Lighting Design & LED Technology, Resp. scientifico Laboratorio Luce
  • L’influenza della luce sull’uomo – Elena Pedrotti, AIDI Triveneto
  • Rapporto uomo-luce: un caso concreto – Francesco Iannone e Serena Tellini, lighting designer dello studio Consuline
  • Qualità della progettazione, qualità dell’ambiente costruito – Paola Urbano, lighting designer e co-fondatore APIL (Associazione Professionisti di Illuminazione)
  • Lo Smart Lighting per migliorare il benessere e la sicurezza delle persone – a cura del Gruppo SSL Lighting – Assodel (Federazione Distretti Elettronica – Italia)

Per maggiori informazioni e per accedere al programma delle tre giornate vi rimando al sito ufficiale dell’evento: www.illuminotronica.it . Assolutamente da non perdere!

 

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Al via i corsi di formazione ASSIL in tema d’illuminazione e normativa.

Pubblicato da blog ospite in Design, Luxemozione

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articolo scritto da: Giacomo

Come vi anticipavo gli scorsi articoli, quest’autunno sarà davvero ricco di eventi e corsi in tema d’illuminazione: insomma, come iniziare al meglio questa ripartenza post vacanziera, se non con un bel corso di approfondimento? I continui aggiornamenti tecnologici e normativi rendono indispensabile la formazione continua; nel settore della luce, più che mai, vale il detto “non si finisce mai di imparare”! Poi, parlando di professione, per non rimanere indietro, è fondamentale per ogni lighting designer continuare ad approfondire e studiare ciò che il mercato propone.

Quindi, quello che posso fare è di suggerirvi, ad esempio, i corsi di formazione organizzati da ASSIL– Associazione Nazionale Produttori Illuminazione federata ANIE Confindustria.

I corsi rappresentano un momento di approfondimento e analisi delle tematiche di maggiore interesse per gli operatori del settore illuminazione.

Gli incontri, rivolti principalmente a tecnici e progettisti di prodotto e di impianti, tecnici di laboratorio, personale Ricerca & Sviluppo e che hanno visto ad oggi oltre 1600 partecipazioni, offrono una panoramica delle più recenti novità in ambito tecnologico, normativo e legislativo.

Per supportare le aziende in queste attività, ASSIL ha elaborato un articolato programma formativo, diviso nelle due aree tematiche Normativa e Legislazione e Illuminotecnica che, a partire da settembre e fino a dicembre 2016, vede in programma 20 incontri, sia in aula presso la sede dell’Associazione (via Monte Rosa 96 Milano) sia online. Di seguito il calendario dei corsi.

Corsi Illuminotecnica (durata 8h)

Apri il sito ai corsi d’illuminotecnica

  • Principi di illuminotecnica – 13 settembre 2016 Illuminazione di interni – 20 settembre 2016
  • Progettazione illuminotecnica – 20 ottobre 2016
  • Illuminazione stradale – 3 novembre 2016
  • Fotometria ed incertezza di misura – 16 novembre 2016

Corsi Normativa e Legislazione (durata 4h o 8h)

Apri il sito ai corsi sulle norme e leggi

  • Approfondimenti sulla Direttiva Eco-Design – 22 settembre 2016 (durata 8h)
  • Nuove norme di prestazione per apparecchi di illuminazione – 27 ottobre 2016 (durata 4h)
  • Approfondimenti sulla Direttiva di Etichettatura Energetica – 8 novembre 2016 (durata 4h)
  • Nuova EN 60598-1:2015 – 24 novembre 2016 (durata 8h)
  • Prestazione energetica nell’edilizia (EPBD 2010-31-EU e UNI EN 15193-1) – 29 novembre 2016 (durata 8h)

Corsi on-line (durata 2h)

Apri il sito ai corsi online

  • Sintesi della Direttiva Eco-Design – 8 settembre 2016
  • Elementi essenziali e aspetti comuni delle direttive europee (NLF e uova Blue Guide) – 16 settembre 2016 Direttiva LVD – 30 settembre 2016
  • Direttive ambientali – 11 ottobre 2016
  • Sintesi della Direttiva Etichettatura Energetica – 13 ottobre 2016 Direttiva EMC – 21 ottobre 2016
  • Direttiva RoHS – 7 novembre 2016
  • Approfondimenti EN 60598-1: isolamenti dei circuiti – 11 novembre 2016 Regolamento REACH – 14 novembre 2016
  • Protezione contro le sovratensioni negli apparecchi LED – 2 dicembre 2016

Per approfondimenti sui corsi in programma è possibile visitare la sezione FORMAZIONE del sito web www.assil.it. Per ulteriori info contattate Michela Focchi – Responsabile Marketing e Comunicazione Associazione Nazionale Produttori Illuminazione marketing.comunicazione@assil.it T: +39 02 97373352

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PLDC 2017 in Paris: tutti pronti per il call for paper

Pubblicato da blog ospite in Design, Luxemozione

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articolo scritto da: Giacomo

Tra poco più di un anno si svolgerà a Parigi il  PLDC 2017  Professional Lighting Design Convention, evento-conferenza rivolta al settore della progettazione della luce che, con cadenza biennale, si svolge a rotazione in una capitale europea. Come già si diceva nel precedente articolo le attività di PLDC 2017 sono già iniziate, con un primo assaggio di eventi di warm-up. Da settembre le cose si sono fatte più calde: infatti dal primo del  mese si sono aperti  ufficialmente i Call for Paper. Durante questo periodo sarà possibile inviare la documentazione relativa ad una proposta di intervento da presentare durante la convention parigina, a novembre 2017.

Immagine in header credits  Michael Loose Photography

Il Call for Papers per accedere alle conference

L’invio della docomentazione  (Call for Paper)  per partecipare come relatori al PLDC 2017, che si svolgerà a partire dal 1° di novembre 2017 a Parigi, si rivolge sia a lighting designer con attività professionali ormai affermate, che a giovani lighting designer, oltre che a  ricercatori, docenti, ed altri rappresentanti di discipline correlate, il cui lavoro o ricerca può influenzare l’attività svolta dai lighting designers professionisti.

PLDC,  vi ricordo, è un evento educativo e di confronto, volto ad incoraggiare i professionisti della luce a condividere la propria visione e il proprio sapere; durante il quale anche i “maestri” del mestiere potranno apprendere dai nuovi arrivati.

E’ importante sottolineare che i documenti inviati non dovranno essere già stati inviati o pubblicati precedentemente, quindi è fondamentale l’unicità del paper presentato. Inutile dire che i documenti presentati, visto il target professionale, dovranno garantire un ottimo livello di approfondimento dell’argomento trattato.

Ogni documento inviato sarà valutato in via anonima da tre membri del comitato di revisione, la selezione avverrà in considerazione dei contenuti e della qualità, professionalità, innovazione proposta dagli stessi. Infine il comitato direzionale di PLDC, basandosi sulla  prima selezione effettuata, definirà la lista finale dei  paper che verranno presentati durante le conferenze che si svolgeranno durante PLDC 2017.

L’invio della documentazione sarà dunque possibile a partire dal primo di settembre fino al 18 di novembre 2016. La selezione dei relatori verrà presentata il 13 di febbraio 2017.

Per maggiori informazioni sulle retribuzioni e i benefit spettanti ai relatori vi rimando al sito ufficiale dell’evento: www.pldc.com o al documento completo con il bando dei call for paper che trovate qua

I temi trattati durante le conferenze

Le conferenze, che si terranno in lingua inglese e che coinvolgeranno circa 80 speakers,  si articoleranno su 5 temi di rilievo:

  • Ricerca: che riguarderanno temi quali luce e benessere, sostenibilità, luce e ambiente, luce e sviluppo urbano, luce e psicologia, ecc. Con un tempo di esposizione di 20 minuti.
  • Applicazioni e Case Studies, che presenteranno progetti di lighting design realizzati, in cui è dimostrata l’innovazione dell’approccio, l’utilizzo di tecnologie innovative, ecc. Il tempo d’esposizione sarà 45 minuti, inclusa sessione di domande finali.
  • Problemi legati alla professione: stato dell’arte della professione di lighting designer, deontologia professionale, marketing professionale, rischi professionale, gestione delle risorse dello studio, ecc. Il tempo d’esposizione sarà 45 minuti, inclusa sessione di domande finali.
  • Urban life 4.0: illuminazione e luce in ambito urbano, lighting festival, masterplan, media facciate, interaction design, ecc. Il tempo d’esposizione sarà 45 minuti, inclusa sessione di domande finali.
  • Ricerca e Sviluppo: percorso dedicato all’industria, in cui è data possibilità di presentare progetti di ricerca e sviluppo. Con un tempo di esposizione di 20 minuti.

Experience Rooms

Oltre al call for paper per partecipare come relatori alle conference di PLDC 2017, vi segnalo che l’organizzazione metterà a disposizione degli spazi espositivi chiamati EXPERIENCE ROOMS, all’interno dei quali i partecipanti potranno raccontare la luce (e il buio) nei diversi temi d’applicazione, utilizzando diversi mezzi di comunicazione.

PLDC 2017 Experience Rooms PLDC 2017 Experience Rooms PLDC 2017 Experience Rooms PLDC 2017 Experience Rooms

Anche per accedere alle Experience Rooms sarà necessario sottoporre la propria idea, che sarà poi valutata da una giuria indipendente.

Il cal for paper è dunque aperto, non mancate! Maggiori info sulle modalità di invio della documentazione relativa ai paper vi rimando al sito di PLDC 2017.

 

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