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Che cos’è l’Indice di Resa Cromatica

Pubblicato da blog ospite in Design, Luxemozione

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articolo scritto da: Giacomo

La valutazione della resa cromatica di una sorgente è divenuta negli anni argomento molto sentito. Soprattutto noto lo sviluppo della tecnologia LED nell’illuminazione: ormai da anni è stata operata una scelta volta a migliorare la qualità della luce emessa dai LED.

Ormai  tutti (o quasi) i produttori di LED propongono sul mercato soluzioni tecnologiche evolute, con specifiche di resa cromatica davvero elevate: in applicazioni d’interno è normale parlare di CRI (Color Rendering Index) Ra >90.

Sebbene siano noti i limiti di questo indice nella valutazione della Resa Cromatica di una sorgente LED, ho deciso  rinfrescare un po’ quest’articolo, dedicato proprio alla descrizione dell’indice di Resa Cromatica CIE CRI Ra così come è stato definito dal CIE Commission Internationale de l’Éclairage per la prima volta negli anni ’60 del 900 e poi successivamente modificato.

Per maggiori info sulle evoluzioni degli indici di Resa Cromatica e perchè il CRI Ra non è adeguato a valutare una sorgente LED, rimando a questi articoli:

L’indice di Resa Cromatica CIE Ra

L’Indice di Resa Cromatica (Spesso citato con la dizione anglosassone Color Rendering Index – CRI) è un indice adimensionale che varia da 0 a 100, che descrive la capacità di una sorgente di restituire fedelmente i colori di un oggetto illuminato.

Da non confondere con la temperatura di colore (spesso citata con il termine inglese Correlate Color Temperature CCT ) che rappresente il colore apparete di una sorgente, :due sorgenti con temperatura (correlata) di colore identiche possono avere un Ra molto diverso tra loro.

Temperatura di colore
La temperatura di colore di una sorgente si esprime in Kelvin (K) e descrive il colore apparente di una sorgente (tonalità di bianco)

L’Indice di Resa Cromatica Ra è definito secondo la procedura CIE 13.3 del 1995 , ma formulato originariamente in sede CIE Commission Internationale de l’Éclairage nel 1964.

Orignariamente venne ideato per spingere commercialmente le lampade fluorescenti, che proprio negli anni ’60 del ‘900 iniziarono ad essere largamente diffuse sul mercato.

Si può dire pertanto che l’ indice di resa cromatica (Ra) di una sorgente è misura sia dello spostamento cromatico reale (variazione di luminanza e cromaticità), sia dovuto all’adattamento cromatico di un oggetto illuminato da sorgenti diverse.

Esso varia in una scala da 0 a 100, dove 0 rappresenta il minimo e 100 indica il massimo di resa cromatica, generalmente alle sorgenti ad incandescenza corrisponde un Ra=100, le lampade a risparmio energetico hanno Ra=80 (circa), le sorgenti al sodio bassa pressione (quelle arancioni che si usavano negli incroci) Ra= -47

L’indice di resa cromatica (Ra) per costituzione si basa sul diagramma del colore UCS (Uniform Color Space) CIE 1960 (u,v), preferito al precedente diagramma CIE del 1930 in quanto caratterizzato da una migliore uniformità cromatica (ciò significa che una uguale distanza di punti sul diagramma corrisponde molto da vicino ad un equivalente variazione cromatica percepita dall’occhio umano).CIE CRI Ra color diagram ellissi mac adams 1931 

 

ellissi mac adams 1960

Nel 1964 la Cie, estese il diagramma u,v anche nella terza dimensione: sistema U*,V*,W*, introducendo la coordinata W*, indice di luminosità, che ci da’ informazioni sulla luminanza.

Gli scostamenti di colore (ΔE) possono essere in questo modo valutati sia come variazioni cromatiche (U*,V*), che come variazioni della luminanza (W*): ΔE=(ΔW*+ΔU*+ΔV *)1/2

Dopo aver definito lo spazio colorimetrico, importante è definire la sorgente campione di riferimento alla quale verranno confrontate le sorgenti incognite: CIE stabilisce che le sorgenti campione debbano avere temperatura colore simile alle sorgenti incognite, così da evitare problemi legati all’adattamento cromatico dati dalla diversa temperatura di colore dell’illuminante incognito e campione.

  • Fino ai 5000K si usa come referente un illuminante tipo A che corrisponde ad un radiatore di Plank,
  • per temperatura colore maggiore di 5000K si usano illuminanti tipo CIE illuminant D, che simulano la temperatura di colore della luce diurna.

Infine si procede ad illuminare le 8 piastrine di colore campione, scelte secondo standard CIE dall’atlante di Munsell e caratterizzate tutte da una saturazione non elevata e da una luminanza di valore 6.

E’ possibile inoltre utilizzare in aggiunta altre 6 piastrine di riferimento, per ampliare la verifica dell’Ra: 4 di saturazione molto elevata e altre due rappresentanti un color carnagione caucasica (light yellow pink) e un verde foglia (moderate olive green). Qua un documento con le riflettanze spettrali di ciascun campione

Campioni IRC Indice di Resa Cromatica

Oggi la calcolazione del CRI Ra non avviene più illuminando delle piastrine colore reali, ma attraverso modelli matematici in cui è considerato lo spettro di emissione di ogni sorgente e le caratteristiche risposte spettrali di ogni singola piastrina.

Si procede quindi alla valutazione degli scostamenti cromatici per ciascuna piastrina, e per ciascuna di essa è definito un Ri cioè un indice di resa cromatica specifico per ciascuna piastrina esaminata:

si definisce Ri

il fattore 4.6 nella formula dell’Ri deriva dalla calibratura operata con utilizzando come lampada di riferimento una fluorescente standard con Ra=50.

ed infine Ra

Si ottiene in questo modo un indice generale di resa cromatica Ra che varia da 0 a 100, dove 100 è il massimo (esistono lampade caratterizzate da valori negativi: le sodio bassa pressione e le mercurio a bulbo trasparente).

Categorie commerciali e Ra specifiche

Le principali aziende produttrici di lampade tradizionali (Osram e Philips) adottarono  una classificazione qualitativa della resa cromatica, molto utile a far capire a tutti, soprattutto a chi non è tecnico, a cosa corrispondono in termini pratici i valori indicati dalla scala di riferimento :

  • di grado 1A (ottimo) se Ra compreso tra 90 e 100;
  • di grado 1B (molto buono) se Ra compreso tra 80 e 89;
  • di grado 2A (buono) se Ra compreso tra 70 e 79;
  • di grado 2B (discreto) se Ra compreso tra 60 e 69;
  • di grado 3 (sufficiente) se Ra compreso tra 40 e 59;

scarso se Ra inferiore a 40.

Oggi questa classificazione, vista la diffusione della tecnologia LED, non è più utilizzata.

Le principali sorgenti tradizionali sono caratterizzate dai seguenti indici di Resa Cromatica CRI Ra. Dati estrapolati da CRI, What Does it Really Mean? – Part 1 di Mike Wood Consultig.

CRI Ra light sources

Qua sotto alcuni dati di rilievo:

CRIRa incandescenzaCRI Ra vapori di mercurioCRI ra SAP

Da notare che il dato CRI Ra=100 nelle incandescenza è nella realtà leggermente più basso a causa dell’ampolla in vetro che racchiude il filamento di tungsteno. Ra=100 è riferita al solo filamento nudo.

Il valore fortemente negativo di Ra per le sorgenti a Sodio Bassa Pressione è dato dalla completa perdita di “fedeltà” del colore di un oggetto illuminato con una sorgete SBP.

Limiti applicativi e nuovi sviluppi

Purtroppo, nonostante il procedimento sopradescritto sia oggi ancora quello più usato, aggiornato con nuovi e più estesi spazi di riferimento (ad esempio il L u’v’ e il CIE L*a*b*), ciò non toglie che il sistema Ra da una lettura molto ridotta della variazione cromatica: ad esempio non ci dice nulla sulla direzione nella quale avviene lo scostamento di colore.

Non va dimenticato  che l‘Indice di Resa Cromatica , essendo di fatto una media dei valori specifici di scostamento ottenuti sui diversi campioni non da nessun informazione sulla risposta del singolo campione.

Indice di Resa Cromatica samples

Da questo l’inadeguatezza dell’indice con sorgenti moderne: ad esempio come,  indicato nel documento del CIE 177:2007 Colour Rendering of White LED Light Sources,  l’utilizzo dell’indice di resa cromatica così come concepito dallo standard definito nel documento CIE 13.3 95 non è applicabile a sorgenti tipo LED ad emissione di luce bianca.

The conclusion of the Technical Committee is that the CIE CRI is generally not applicable to predict the color rendering rank order of a set of light sources when white LED light sources are involved in this set

Già prima della diffusione dei LED si stava lavorando verso nuovi indici in grado di valutare la resa dei colori delle diverse sorgenti. Nessun indice “alternativo”è stato ad oggi adottato ufficialmente dal CIE.

Ad esempio qualche anno fa venne proposto da alcuni costruttori il Vettore di Resa Cromatica (CRV), che si basava su un diagramma a 215 colori anziché 8+6 e uno spazio di riferimento CIE L*a*b* sul quale sono rappresentati in forma vettoriale gli spostamenti (proiezione su un piano bidimensionale di un vettore 3d), che possono essere anche letti come variazione di tinta e saturazione in funzione della tinta: e visto che un colore, da un punto di vista percettivo più è saturo più è attraente, allora ci da informazioni legate alla piacevolezza (o meno) di un colore illuminato da una data sorgente.

Successivamente  sono stati proposti numerosi  indici preposti alla valutazione della risposta cromatica, tra questi il CQS (COLOR Quality Scale)  del NIST e il Memory Color Rendering Index dell’università cattolica di Gent e, nell’agosto 2015 un nuovo indice IES TM-30  che molto probabilmente riuscirà sostituire l’ormai obsoleto CIE CRI Ra .

 

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I vincitori del video contest Riprenditi La Città edizione 2017

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articolo scritto da: Giacomo

Domenica 21 maggio si è svolta a Firenze, presso Palazzo Vecchio, la premiazione della IV edizione del video contest Riprenditi la Città, riprendi la luce evento organizzato da AIDI Associazione Italiana di Illuminazione.

ll concorso, vi ricordo, chiedeva ai tanti giovani di rappresentare la luce nella sua quotidianità di spazio/tempo attraverso il loro sguardo attento e la loro sensibilità.

Un’iniziativa che, come per le passate edizioni si proponeva di divulgare la “cultura della luce”, partendo proprio dai giovani, per stimolare in loro l’importanza che questo elemento riveste nella vita quotidiana e per conoscere e capire come, attraverso la luce, interagiscono con la città dove vivono, studiano o lavorano.

Il concorso è stato organizzato grazie al contributo economico di aziende leader che operano nel campo dell’illuminazione: Cariboni Group, Enel Sole, Gewiss e Performance in Lighting come Sponsor Gold, Clay Paky e Neri come Award Supporter, iGuzzini, IREN e Osram come sponsor Silver, DGA e Welt Electronic come sponsor tecnici.

Quest’anno il tema del concorso era LUCE E LUOGHI ,  tre le categorie di partecipanti: gli under 18, gli under 30 e i lighting designer under 35, al fine di poter confrontare l’approccio differente delle diverse fasce di età per avere un palinsesto narrativo ancora più ricco e interessante.

“I giovani sono i principali fruitori dell’illuminazione pubblica – spiega Margherita Suss – e per AIDI è fondamentale capire come percepiscono la luce e il loro rapporto con la città. Per noi è molto importante capire i messaggi che i ragazzi ci inviano attraverso i loro video in modo da poterli cogliere e interpretare”

Anche quest’anno ci sono state parecchie adesioni, in numerosi  hanno risposto: oltre 100 video e 200.000 le visualizzazioni sul canale youtube dedicato sono solo alcuni numeri che chiudono questa IV edizione del concorso “Riprenditi la città” e che confermano il grande successo dell’iniziativa.

Riprenditi La Citta 2017 premiazioneRiprenditi La Citta 2017 premiazioneRiprenditi La Citta 2017 premiazioneRiprenditi La Citta 2017 premiazioneRiprenditi La Citta 2017 premiazioneRiprenditi La Citta 2017 premiazione

 

La giuria

Igiurati di questa IV edizione sono stati:

Margherita Suss, presidente di AIDI, Marco Filibeck, lighting direttore delle luci del Teatro alla Scala, Marinella Patetta, lighting designer, Nicoletta Gozo, responsabile per ENEA del Progetto Lumiere, Alessandro Calosci, produttore cinematografico, Carla Balocco, docente all’Università di Firenze, Gisella Gellini, architetto e docente di light art al Politecnico di Milano, Roberto Mutti, critico fotografico, Claudio Bini, consigliere di AIDI, Alessandra Reggiani, Lighting designer, Domenico Nicolamarino, docente Accademia di Brera, Marco Frascarolo, Lighting designer.

I vincitori del premio

Nove sono i giovani che sono stati premiati tra i 19 video che sono arrivati in finale: due vincitori per le prime due categorie (under 18 e under 30) e un unico vincitore per la terza (lighting designer under 35)

Per la prima categoria (under 18) i due vincitori (il 1° e il 2° classificato) hanno ricevuto un buono di 500 euro da spendere in libreria e un iPad il primo, un buono di 300 euro e un iPod il secondo.

Per la seconda categoria (under 30) il primo classificato è stato premiato con 2.000 euro e il secondo con 1.200 euro. Per la terza categoria (giovani lighting designer) il vincitore ha ricevuto 2.000 euro. Inoltre, ai quattro vincitori dei premi speciali “Premio speciale della giuria”, “Educare alla cultura”, “Luce e Teatro”, “Energy Saving” sono stati dati premi di 1.000 euro ciascuno.

Questi i nomi dei vincitori della IV edizione del concorso video:

Categoria “Under 18”

  • Primo classificato: Ombre luminose di Diego Valenzise e Massimo De Laurentis, 16 anni, studenti del liceo classico “Carducci” di Milano
  • Secondo classificato: Light into us di Giorgio Ghiotto,18 anni di Roma, studente del liceo scientifico “Cavour” di Roma

Categoria “Under 30”

  • Primo classificato: Bright it up! di Tommaso Giacomin, 27 anni di Venezia
  • Secondo classificato: Lux Florentia di Daniel Prestifilippo , 24 anni di Prato, studente al Dams di Bologna

Categoria “Giovani lighting designer”

  • Vincitore: Mettiti in luce di Elisabetta Paiano, 33 anni di Gattinara (Vercelli)

Premi speciali

  • Premio “Educare alla cultura”: Spazio senza luce di Gueorgui Boyanov Djarov, 26 anni di Pazardzhik (Bulgaria) studente del Politecnico di Torino
  • Premio “Luce e Teatro”: Le terme della luce di Aigherim Urazbayeva, 22 anni di Almaty (Kazakistan), studente all’Accademia delle Belle Arti di Brera
  • Premio “Energy Saving”: Fiat Lux di Alice Artico, 28 anni di Latisana (Udine), studentessa di architettura presso l’Università degli studi di Trieste
  • Premio speciale della Giuria: Nighthawk di Francesco Pietro Devitini, 29 anni di Milano

Complmenti dunque ai vincitori e, naturalmente all’organizzazione che anche in questa quarta edizione dell’evento è riuscita a replicare il successo degli scorsi anni.

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Workshop in Lighting Design al Bauhaus

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articolo scritto da: Giacomo

La luce è materia di design dell’architettura. Quale luogo migliore imparare i fondamenti della progettazione della luce, se non presso il  Bauhaus di Weimar, sì proprio la Scuola fondata nel 1919 da Walter Gropius e che ancora oggi mantiene vivi i principi su cui venne costitutita. Qua maggiori info sulla storia della Scuola, oggi Bauhaus-Universität Weimar.

Il corso, che sarà tenuto in lingua inglese, si svolgerà dal 6 a l 8 agosto 2017, è parte del programma di Summer School dell’ Università Bauhaus di Weimar, si propone di esplorare la tensione che esiste tra luce visione, spazio e come la nostra percezione spaziale è influenzata dalla luce.

Termine ultimo per inviare l’applicazione per partecipare al corso è il 14 di maggio, quindi affrettatevi, i posti sono limitati.

Qua per mandare la richiesta

La partecipazione al corso prevede il versamento di un importo di:

  • 700 EURO
  • 500 EURO per studenti
  • 300 EURO per studenti della BUW (Bauhaus-Universität Weimar)  

Il docente e programma del corso

Docente del workshop sarà la Lighting Designer di origine belga Sabine De Schutter,  titolare dello studio di progettazione con base a Berlino  Studio De Schutter 

Per maggiori info sulla docente e altre info vi rimando al sito ufficiale della Scuola

Durante il corso introduttivo all’architectural lighting design verranno esplorate scienze e estetica della luce, oltra che analizzati gli effetti che la luce ha sulla percezione e il comportamento umano.

Summer School Lighting Bauhaus

Summer School Lighting Bauhaus

Verranno esplorati i canoni estetici dello spazio architettonico e analizzati i modi in cui il lighting design può aggiungere emozione e generare senso di benessere.

Il corso prevede sia una parte teorica, che una parte di progettazione pratica. I partecipanti verranno introdotti al metodo di progettazione della luce, analizzando lo spazio architettonico e comunicando l’idea d’illuminazione. Le esercitazioni saranno svolte in piccoli gruppi e individualmente, le giornate di workshop verranno suddivise in 3: lavoro, condivisione ed apprendimento.

Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione e verranno assegnati 3 crediti ECTS.

Per info aggiuntive, oltre a quelle che potete trovare sul sito, potete contattate direttamente la scuola.

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Luccicando Insieme, il Lighting Workshop di Luci in Riviera vi aspetta

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articolo scritto da: redazione luxemozione

Anche quest’anno, dopo il successo della prima edizione del 2016, ho deciso di supportare, come media partner, la manifestazione Luci in Riviera. A dire il vero con l’aggiunta una chicca interessante che mi riguarda direttamente: una sfida (in positivo ovviamente) che mi ha lanciato Roberto Corradini, organizzatore dell’evento, ad inizio 2017.

Quest’anno, infatti, sarò parte dei “Workshop Heads” che coordineranno i partecipanti al lighting workshop, previsto in occasione di Luci in Riviera 2017.

Luci in Riviera, vi ricordo,  è un evento a carattere pluriennale, volto alla promozione della cultura della luce e alla valorizzazione del patrimonio culturale della Riviera del Brenta. Un evento promosso dal Comune di Dolo, dalle Pro Loco “Pisani” di Stra, organizzato da Impresa Futura Eventi e il cui progetto creativo è affidato al lighting designer Roberto Corradini.

Qua sotto un video che ho realizzato montando alcuni scatti di Luci in Riviera 2016

Il lighting workshop

Dal 18 al 23 settembre 2017, il comune di Dolo ospiterà studenti universitari e giovani professionisti per il lighting workshop di cui vi dicevo, un momento educativo il cui scopo principale è di realizzare un progetto di illuminazione in scala reale attraverso la guida e l’esperienza di lighting designer professionisti.

ll motto del workshop sarà #luccicandoinsieme che richiama la volontà di scoprire le bellezze del territorio grazie a giochi di luce inediti e non convenzionali. Le installazioni luminose saranno progettate in modo da mettere in evidenza l’importante ruolo che gioca la luce (progettata) nella valorizzazione degli spazi dell’uomo: “illuminare bene” non è mai sinonimo di “illuminare tanto”.

La necessità di diversificare l’offerta turistica del territorio, contribuendo alla sua promozione culturale, trova nella luce uno strumento emozionale dal grande potenziale comunicativo.

Le adesioni per partecipare al Lighting Workshop sono aperte fino al 5 maggio 2017

Le installazioni, realizzate in occasione del lighting workshop, saranno visitabili gratuitamente ed aperte al pubblico dal 23 settembre all’8 ottobre 2017. Inoltre, un ricco programma di eventi collaterali coinvolgerà le altre città con eventi di luci non convenzionali, per riscoprire monumenti famosi, ma anche scorci poco conosciuti e restituire, ai cittadini ed ai turisti, la storia e l’arte della Riviera del Brenta.

Sul sito Luci in Riviera 2017 è disponibile il programma dettagliato. Luci in Riviera è presente su Facebook /LuciinRiviera e su Twitter e Instagram @LuciinRiviera

Per ulteriori informazioni:  contattare arch. Roberto Corradini, responsabile creativo +39 348 773 1055 info@luciinriviera.com

Mi raccomando, l’evento è davvero da non perdere, partecipate numerosi!

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BIM Building Information Modelling e il futuro del Lighting Design

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articolo scritto da: Giacomo

Una decina di giorni fa sono stato alla conferenza Progettare il Progettista 2017, organizzata da APIL – Associazione dei Professionisti dell’Illuminazione. Come già vi avevo accennato in un precedente articolo, obiettivo dell’incontro era far luce sulla tematica calda del BIM, Building Information Modeling; ovvero analizzare  quali sono i pro e i contro di  questa nuova strategia di progettazione e quale lo stato dell’arte in Italia dove, ad oggi, già operano in BIM  (non senza difficoltà) alcuni studi di progettazione d’eccellenza.

Nonostante la complessità del tema, devo dire, sono uscito con le idee un po’ più chiare sull’argomento, ma anche con un po’ di punti di domanda sull’effettiva possibilità d’introduzione di questo complesso metodo di progetto, all’interno studi di progettazione medio-piccoli.

Suggerimento dei relatori , durante il dibattimento finale, è stato quello di muoversi verso la costituzione di gruppi di lavoro, studi associati, ecc, così da essere più competitivi sul mercato internazionale e non, che sempre di più, anche per il Lighting Design, ha richieste specifiche per progettazione BIM compliant.

Qua sotto il video in cui sono riassunti in 5 minuti gli interventi iniziali di Susanna Antico, presidente APIL e Marinella Patetta, parte del Consiglio direttivo dell’Associazione.

Gli interventi dei relatori

Il primo intervento è stato quello del professor Andrea Cammarata, docente di Architettura presso il Politecnico di Milano

Lighting Design Buildin Information Modelling

Cammarata ha discusso degli aspetti legati alla legislazione e alla normativa di riferimento. Particolare attenzione stata data alla Normativa europea, attualmente in fase di approvazione e che avrà un peso rilevante. La normativa infatti, richiederà un grande impegno personale di adeguamento da parte dei professionisti, dando allo stesso tempo ulteriori spazi di differenziazione per la nascita di nuovi campi di specializzazione. In generale, e in Italia soprattutto (dal momento che qui esistono oggi circa 70.000 studi di architettura), segmentazione e differenziazione sono fondamentali.

Lighting Design Buildin Information Modelling

Lighting Design Buildin Information Modelling

Subito a seguire, è intervenuto Neri Lorenzetto Bologna, BIM Specialist,

Lighting Design Buildin Information Modelling

con il suo intervento ha messo l’accento sulla dirompente novità del BIM e sulla necessità assoluta di formazione continua e costante per passare al nuovo metodo di lavoro. Mostrando con esempi concreti lo sviluppo di un progetto con BIM, Neri Lorenzetto ha sottolineato come si sia di fronte ad un cambiamento di paradigma: le diverse parti al lavoro non solo possono, ma devono comunicare tra loro, in modo che il progetto realizzato sia coerente, organico e preciso. Sviluppo architettonico, strutturale, impiantistico: tutto si interseca all’interno di un’unica realizzazione. Proprio la standardizzazione e questa contemporaneità nel lavoro delle diverse squadre è la cifra del nuovo metodo di lavoro, che necessita perciò di un alto livello di preparazione e specializzazione.

Lighting Design Buildin Information Modelling

Il terzo ospite a prendere la parola è stato l’architetto Vincenzo Panasiti, BIM coordinator presso lo studio Citterio Viel & Partners,

Lighting Design Buildin Information Modelling

Pasaniti ha illustrato un case history di successo: la realizzazione full BIM del progetto dell’Hotel Bulgari di Mosca. Mettendo a fuoco i diversi livelli, l’architetto Panasiti ha brillantemente spiegato come il BIM rappresenti un insieme di procedure che tendono a massimizzare gli effetti della progettazione integrata. Mostrando i diversi strumenti a disposizione ed il funzionamento di questa integrazione, ha chiarito la necessità del coordinamento e quali siano le figure professionali necessarie a che tutto il processo rimanga fluido e ottimale.

Lighting Design Buildin Information Modelling

A chiudere l’incontro, un intervento a due voci dedicato specificamente al lighting design e all’impatto che il BIM ha e avrà sulla professione. Marinella Patetta, insieme a Zoi Katsarou dello studio Metis Lighting.

Lighting Design Buildin Information Modelling

Le relatrici hanno coinvolto la platea nella discussione su cosa significhi applicare il BIM per un lighting designer. Pur sottolineando come si sia ancora in una fase di start-up, il metodo sarà nei prossimi anni il protagonista della professione. Per questo motivo, è necessario conoscerlo bene e sapere che la formazione ricopre un ruolo cruciale. Per fare in modo che questo nuovo processo dispieghi tutta la positività che potenzialmente possiede, è importante essere preparati. È quindi necessaria una formazione tailor-made dedicata al lighting designer, che lavora sempre a stretto contatto con il team degli architetti, affinché il BIM, d’ora in avanti, divenga lo strumento per progettare al meglio e consentire la totale integrazione di luce e architettura.

Lighting Design Buildin Information Modelling

La discussione finale

Alle presentazioni ha infine fatto seguito un partecipato dibattito tra i relatori e il pubblico in sala che ha mostrato vivo interesse per tutti i diversi aspetti affrontati durante le sessioni.

Come dicevo un bell’incontro chiarificatore in materia di BIM Building Information Modelling, spero presto APIL organizzi altri approdondimenti in materia.

 

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Concorso idee The Future of Urban Lighting

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Link all’articolo originale: Concorso idee The Future of Urban Lighting
articolo scritto da: Giacomo

La luce può essere un  potente strumento di design e riqualificazione degli spazi della città, ma solo se ben progettata. I canoni di progetto della luce in ambito urbano vanno ben oltre le sole tabelline di excel,  che oggi van tanto di moda, e che parlano solamente di “efficientamento” (parola che suona orrenda così come il valore che ne riferisce).

Per esser chiari, il risparmio energetico è nulla senza controllo, la progettazione mirata, coordinata, pianificata  ed intelligente è la chiave. Basta fare un giro per “Milano  illuminata a LED” per chiarirsi le idee e comprendere come, al contrario, può essere brutta l’illuminazione urbana se non progettata a regola d’arte.

La luce nella città è un tema a me molto caro, titolo tra le altre cose della mia tesi di laurea, entro la quale (quasi un ventennio fa) si parlava di mancanza, in Italia, di vere strategie di progettazione della luce in ambito urbano.

A ben vedere è stato anche il tema cardine del Light Ride Milano che ho organizzato, assieme ad Helena Gentili , in occasione dell’ International Year of Light indetto da Unesco nel 2015.

Su luxemozione sono state pubblicati diversi articoli sull’argomento, a cui vi rimando per non dilungarmi troppo ed arrivare velocemente al punto.

International Design Ideas Competition

Questa preambolo per presentarvi un concorso indetto dall’organizzazione di PLDC 2017  Professional Lighting Design Convention, che avrà luogo a Parigi il prossimo Autunno.

La competizione internazionale, dal titolo The future of urban lighting, ha come tema cardine proprio l’illuminazione, progettata, in ambito urbano.

Come saranno le città del futuro? Su questo argomento sono invitati ad intervenire, con progetti mirati, Lighting Designer, Architetti, ingegneri, uniti possibilmente in team multidisciplinari di progettazione.

La modalità rimanda, molto chiaramente, al concorso Urban Lightscape, che si è svolto in occasione della scorsa edizione di PLDC 2015 a Roma.

Concorso vinto dal team di amici e colleghi composto da Helena Gentili, Daria Casciani e Carlo D’Alesio. Vi rimando in merito alla bella intervista che pubblicai subito dopo la premiazione.

·         Intervista a Genius Luci vincitori di Urban Lightscape

I dieci migliori progetti d’idea inviati, con proposte di soluzioni innovative ed intelligenti, in supporto e sviluppo degli spazi sociali della città, verranno mostrati in occasione di PLDC, durante la settimana di convention parigina dal 27 ottobre, al 5 novembre prossimi.

I primi tre progetti selezionati saranno premiati con 5000€, 3000€ e 1500€ rispettivamente, ed i nominativi saranno annunciati alla serata conclusiva di Gala il 4 di novembre 2017.

prize PLC Professional Lighting Design Convention

Il concorso di idee è globale ed aperto a tutti, il bando di partecipazione può essere scaricato liberamente cliccando qua

per accedere al concorso è necessario versare:

  1. per i professionisti, una quota di iscrizione di 75€,
  2. per studenti 35€ più tessera di riconoscimento.

Per le sottoscrizioni dev’esere utilizzato il form di registrazione accessibile al seguente link entro il  31 di marzo ed inviare i materiali non oltre la mezzanotte del 15 maggio 2017.

prize PLC Professional Lighting Design Convention

Sono partner dell’evento

prize PLC Professional Lighting Design Convention

Mi raccomando, participate numerosi!

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BIM in Light: la nuova sfida della progettazione integrata

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Link all’articolo originale: BIM in Light: la nuova sfida della progettazione integrata
articolo scritto da: Giacomo

Negli ultimi periodi si parla parecchio di Progettazione Integrata e BIM Building Information Modelling, di fatto (almeno questo è quanto narra la leggenda) nel giro di pochi anni diverrà, anche in Italia, la strategia progettuale di riferimento per tutti gli studi di progettazione: architettura, ingegneria e lighting design.

Naturalmente, come spesso accade in Italia, l’argomento è sulla bocca di tutti, ma pochi hanno davvero compreso cosa comporta nella realtà l’adozione di questa strategia di progetto.

La realtà Italiana, per esperienza personale, è abbastanza variopinta, e non sempre si riesce ad essere molto integrati. Naturalmente, fanno eccezione le eccellenze, che già da tempo operano con strategia BIM Building Information Modelling, all’estremo opposto trovano posto quelli che disegnano ancora in scala nello spazio modello di Autocad  e che non hanno ancora scoperto che, più o meno 20 anni fa, Autodesk ha introdotto l’uso dei layout.

Personalmente, non mi vergogno a dirlo, non mi sento per nulla esperto in materia di BIM, se non qualche nozione appresa da colleghi che mi hanno raccontato della propria esperienza e delle problematiche legate alla progettazione BIM Building Information Modelling. Tra queste, su tutte, la condivisione dello standard lungo tutta la linea di progetto (dall’architettura, alle strutture agli impianti), il costo di gestione e i tempi di progettazione.

Naturalmente sta a tutti noi cercare di rimanere aggiornati, quanto meno per apprendere e comprendere i pro e contro di un approccio alla progettazione totalmente nuovo che forse sarà prassi comune da qua a pochi anni.

Questa premessa per segnalarvi una conferenza sul tema, organizzata da APIL-Associazione dei Professionisti dell’Illuminazione, che si presenta davvero molto interessante e a cui, a mio avviso, vale la pena di partecipare.

Progettare il Progettista 2017 in tema di BIM

L’evento si svolgerà in seno all’edizione 2017 di Progettare il Progettista, convegno organizzato da APIL, ormai giunto alla quinta edizione, durante il quale vengono trattati temi importanti riferiti al settore illuminotecnico.

L’evento si terrà il 16 marzo 2017 a partire dalle ore 14 presso la sede di APIL in via Foro Buonaparte 65 a Milano.

Progettare il Progettista 2017 sarà dedicato alla progettazione integrata tramite BIM Building Information Modelling, sarà aperto a Lighting Designer, Architetti, Ingegneri e a tutti i professionisti che ruotano attorno al sistema di progettazione integrata.

Dopo il successo della passata edizione, dedicata al tema delle Smart City, quest’anno verrà dunque trattata una tematica importante che coinvolge non solo il mondo della luce, ma tutto il settore della progettazione.

Sono sponsor di Progettare il Progettista 2017 NKE, FLOS, SIMES, FOLIO, FLI e Luxia System.

Per l’evento è stato concesso l’accreditamento di CFP presso l’Ordine degli Architetti e presso l’Ordine degli Ingegneri di Milano.

Per iscriversi all’Evento.

Per partecipare alla conferenza è richiesto il pagamento di una quota d’iscrizione di 25€.

Per iscriversi è necessario compilare il modulo scaricabile al seguente link 

modulo iscrizione BIM in Light

ed inviarlo compilato alla segreteria di APIL (apil@federlegnoarredo.it), insieme alla copia di avvenuto bonifico.

I relatori e il programma

Progettare il Progettista 2017, intitolato BIM in Light: la nuova sfida della progettazione integrata, tratterà degli argomenti principali di questo interessante settore, sarà analizzato lo stato dell’arte e le criticità della progettazione integrata in Italia, e verranno proposti casi studio di rilievo che hanno coinvolto anche il lighting designer nelle fasi di progetto.

Per maggiori dettagli qua la locandina completa dell’evento.

bim in light locandina

Saranno relatori durante la conferenza:

  1. Prof. Arch. Andrea Cammarata del Politecnico di Milano e BIM expert
  2. Dott. Neri Lorenzetto Bologna
  3. Arch. Vincenzo Panasiti BIM coordinator presso Citterio Viel Partner
  4. Arch. Marinella Patetta e  Zoi Katsarou Metis Lighting

Ecco il programma di Progettare il Progettista 2017:

14.00  Registrazione Partecipanti

14.15  Saluti Susanna Antico Presidente Apil

14.30  Prof . Arch. Andrea Cammarata Politecnico di Milano

BIM, il mercato, la tecnologia e le nuove professionalità. Analisi dello stato dell’arte in Italia – Analisi del trend internazionale – Cos’è il BIM?  Nuove professionalità

15.30  Neri Lorenzetto Bologna

Dalla progettazione in CAD al metodo BIM: criticità, tempistiche e prospettive per la progettazione illuminotecnica. Passaggio dal CAD al BIM principali errori e tempi indicativi per raggiungere la maturità

16.30     Coffee break   

16.45 Arch. Vincenzo Panasiti BIM coordinator presso Citterio Viel Partner     

La progettazione integrata, ottimizzazione del flusso di lavoro attraverso il BIM.

La progettazione integrata di CVP. Divisione e coordinamento: BIM Leading Consultant, tipologie di incarico, aggiornamento in tempo reale, modello unico. Le modalità di coordinamento, le criticità del processo e la questione delle competenze, gli strumenti del processo (LOD, BEP, etc); Il BIM per ottimizzare il flusso di lavoro

17.45  Marinella Patetta / Zoi Katsarou Metis Lighting

Il lighting designer incontra il BIM: dalla teoria alla pratica. Overview sull’intero processo: formazione, uso del software BIM e di calcolo illuminotecnico, elaborati ecc. Le criticità e i punti ancora da indagare

18.45  Dibattito Finale

Come dicevo la conferenza ha tutti i numeri per essere molto interessante, io ci sarò, ci si vede il 16! Da non perdere.

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La luce quale strumento per generare benessere

Pubblicato da blog ospite in Design, Luxemozione

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articolo scritto da: Giacomo

Nelle ultime settimane, a seguito della trasmissione Presa Diretta in cui si è trattato il tema della luce nelle città ed altri argomenti correlati, si sta parlando parecchio di problemi legati all’illuminazione.

[Nella foto in header Tom Merton via Getty Images]

Purtroppo, a mio avviso, a causa di una informazione poco precisa o corretta data nel corso servizio  in prima serata, sono  fioriti sui vari social network articoli dai toni apocalittici tipo “LED=BLU=CANCRO”.

Nella maggioranza dei casi si tratta di pezzi past and copy di articoli presi qua e là, alcuni molto datati o imprecisi o che fanno riferimento a normative o documenti che non sono stati nemmeno letti. Ma come meravigliarsi siamo nell’era della post-verità no? Ognuno porta l’interesse dove fa più comodo senza badare a spese e senza interessarsi della conseguenze.

Questa premessa non è per sminuire eventuali criticità della tecnologia LED, o altre utilizzate nell’illuminazione. Chi mi segue sa benissimo che sono sempre stato molto duro con chi, in tempi non sospetti, proponeva i LED come panacea per tutti i mali.

Alcuni aspetti critici della tecnologia LED sono riportati ad esempio qua:

Le criticità esistono e vanno affrontate in modo serio, trattando un argomento per volta e non in una trasmissione confusa di poco più di un’ora e non senza utilizzare come referenti persone realmente preparate in materia.

Oggi si proponeva su Linkedin un tavolo di discussione multidisciplinare: io sono assolutamente favorevole!

Ciò che personalmente condanno è la strumentalizzazione di alcune informazioni, nel tentativo di tirare l’acqua al proprio mulino, sia esso politico o commerciale.

Luce e benessere

Questo cappello in realtà per  creare il presupposto al tema che vi propongo oggi, un video di una conferenza promossa da TEDMED e tenuta un paio di anni fa dalla dott. Prof. Mariana G. Figueiro Light and Health Program Director al LRC Lighting Research Center presso il Rensselaer Polytechnic Institute di NY. Centro di ricerca all’avanguardia sulla tecnologia allo stato solido, luce e benessere, trasporto della luce e efficienza energetica.

Nel video la professoressa Figueiro parla dell’uso della Luce quale strumento per migliorare la nostra salute e benessere.

Come promesso sul Italian Lighting Design Promotion Group di Facebook, ho trascritto e tradotto in italiano il video, in modo che fosse fruibile da tutti. Tra parentesi ho aggiungo alcune mie note che servono a comprendere meglio alcuni passaggi. Ho aggiunto anche alcune immagini tratte dal video o da una mia collezione personale.

Ecco la trascrizione in italiano:

Se spegniamo la luce non ci è più possibile di vedere, se la riaccendiamo siamo in grado di vedere nuovamente, questo è quello che generalmente si sente dire quando si parla d’illuminazione.

Sono qua per raccontarvi che c’è molto altro quando si parla di luce, oltre alla sola capacità di vedere. La luce non è solo visione, ma tocca le nostre vite in vari modi differenti, anche se, probabilmente, l’unico momento che ci accorgiamo di essa è quando la corrente viene a mancare e ci troviamo a cercare, arrancando nel buio, la torcia elettrica che non ricordiamo mai dove è stata messa.

Una volta mia madre mi disse: “ci sono solo due cose certe nella vita, la morte e le tasse”. Beh io vorrei aggiungere qualcosa di più positivo alla lista: ci sono anche albe e tramonti. In risposta a questo ciclo naturale di 24 ore, al ciclo di alternanza tra luce e buio, abbiamo sviluppato un orologio biologico di circa 24 ore che regola il nostro ritmo circadiano che, appunto, si ripete approssimativamente ogni 24 ore.

Il Sistema Circadiano

Così come il ciclo sonno-veglia, lo schema di alternanza tra giorno e notte sono strumenti che comunicano al nostro corpo di fare la cosa giusta al momento giusto. Esporsi ad una dose continua di luce al momento sbagliato della giornata, può portare all’insorgere di patologie; viceversa se gestita in modo corretta, l’esposizione, al momento giusto, può ad esempio aiutare a dormire meglio e a contribuire ad un miglioramento degli stati di depressione, ecc.

ritmi circadiani
Infografica esemplificativa dell’andamento sonno-veglia di 24 ore

Ma non tutta la luce è uguale ai nostri occhi, il nostro Sistema Circadiano è un “ricettore di cielo blu” (si ricorda che la temperatura di colore della volta celeste è caratterizzata da valori che cambiano a seconda dell’ora, della stagione e della latitudine. Che sia aggirano a valori medi attorno ai 6500K in condizione di cielo coperto e molto superiori in condizioni di cielo sereno)

Daylighting temperature colore
Nell’immagine due grafici tratti da un articolo dal titolo “Effetti visivi e non visivi
della luce naturale e artificiale”  pubblicato sulla rivista LUCE dalla professoressa Laura Bellia dell’Università Federico II di Napoli , ed altri. I grafici si riferiscono all’area di Napoli, periodo invernale.

Il nostro Sitema Circadiano è alla ricerca di “luce blu” nella quantità  necessaria  al  nostro corpo per garantire il massimo dell’allerta al momento giusto della giornata. La giusta quantità di luce durante il “mattino biologico”aiuta ad  addormentarsi prima alla sera, mentre un’esposizione non idonea alla luce durante la “sera biologica” può portare ad un ritardo del periodo di sonno.

(da notare che ci si riferisce sia ad una specifica distribuzione spettrale – luce blu- ma anche quantità e modalità e tempi d’esposizione)

La luce naturale  è la sorgente d’illuminazione ideale per mantenere inalterato il sistema circadiano: è accesa o spenta al momento giusto della giornata ed è caratterizzata dalla giusta temperatura di colore ed intensità.

Tuttavia in epoca moderna, con la diffusione della luce artificiale in ambienti indoor, abbiamo letteralmente “armeggiato”con il normale ciclo sonno-veglia. Siamo esposti a troppo poca luce durante il giorno e troppa durante la sera, e purtroppo questo ha generato delle conseguenze.

Vi porterò ora alcuni esempi per far comprendere meglio perché è così importante tener traccia dell’esposizione alla luce durante il giorno ed esporsi in modo in modo corretto alla luce giusta e al momento giusto, durante la giornata.

Il problema del Jet Lag

Molti di noi soffrono di Jet Lag, quando ad esempio voliamo da New York a Vienna. Quando di giorno, dopo una lunga notte passata sui sedili scomodi dell’aereo ,e potete capire perfettamente cosa intendo se non volate in prima classe,  la prima cosa che facciamo è tirare su le tendine e guardare fuori dal finestrino. Bene, non fatelo!

La luce del giorno, in quel momento, può ritardare il tempo del nostro orologio biologico e, per regolarci con il fuso orario di Vienna dobbiamo spostare in anvanti il nostro orologio biologico. Così la prossima volta che volate in Europa potreste considerare la possibilità di indossare un paio di occhiali gialli, simili a quelli che si vedono qua sotto.

JET LAG luce e benessere

In questo modo, riducedo le frequenze di spettro più basse della luce naturale (ricordo che il limite di visione varia da 380nm a 780nm,  frequenza del blu è circa 400nm, rosso poco prima di 780mn), in questo modo si può ridurre l’effetto del Jet Lag.

campo del visibile luce e benessere

L’utilizzo di tablet e smartphone prima di dormire

Se avete problemi a fare addormentare i vostri figli durante il periodo di scuola , perché non provate a  far spegnere loro smartphone, tablet, monitor PC, ecc. almeno un paio di ore prima del momento di andare a letto.

Anche la retroilluminazione di queste interfacce può portare ad un ritardo del periodo di sonno.

smartphone luce e benessere

La luce e la cura delle patologie

Se siete stati in contatto con pazienti affetti da Alzheimer, sapete che uno dei problemi primcipali che affligge queste persone è l’inabilità di mantere un sonno costante durante la notte.

La regolazione della luce nelle strutture assistite può migliorare la situazione. Noi (di LRC) ed altri ricercatori, abbiamo mostrato che esporre i pazienti affetti da Alzheimer con livelli elevati di luce durante il giorno, simile alla luce naturale, può aiutarli a migliorare le condizioni di sono di notte e ridurre la sensazione di depressione ed agitazione durante il giorno.

Noi ricercatori siamo soliti utilizzare animali notturni quali modelli medici e biomedici di ricerca, si è scoperto che i topi o altri animali notturni, sono da 10 a 100 volte più sensibili alla luce, rispetto all’uomo.

Le strutture dove vengono tenuti gli animali sono illuminate solitamente con tubi fluorescenti, un’illuminazione ( molto elevata in modo continuato) che appare non adeguata a noi esseri umani e  che equivale ad esporre un topo a suoni continui. Questo mi fa pensare come può essere stressante l’ambiente di ricerca per gli animali e come questo può influire sui risultati delle nostre ricerche mediche e biomediche.  Nel mio caso utilizzo una luce bassa e verde, simile a quanto si può vedere nelle foto qua sotto.

topo luce e illuminazione

Mia madre aveva 61 anni quando, 13 anni fa, le venne diagnosticato un tumore al fegato;  non si riprese mai dalla prima sessione di chemio-terapia: gli effetti collaterali della chemio sono orrendi. Dopo la diagnosi sono andata con lei dall’oncologo con una serie di documenti scientifici sulla crono-terapia in cui si mostrava come la risposta alle medicazioni poteva essere migliorata se somministrate in diverse ore del giorno.

Ad esempio è dimostrato che se un farmaco è somministrato ad un orario specifico del giorno può essere più di 5 volte efficacie nella soppressione delle cellule tumorali e gli effetti collaterali possono essere ridotti anche di 3 volte.

La luce può essere utilizzata per spostare l’orologio biologico così i pazienti possono assumere il trattamento al momento più idoneo.

L’oncologo di mia madre non cambiò mai la modalità di somministrazione, probabilmente perché non credeva che la luce avrebbe potuto aiutare nel trattamento della cura del cancro.

 la luce è uno strumento potente non farmacologico che può aiutare le persone in diversi modi a stare meglio.

Monitorare l’esposizione alla luce per trarre beneficio

Io credo che il primo step sia quello di iniziare a misurare la nostra esposizione alla luce , in quantità e tempo, durante il giorno; sfortunatamente non è semplice poiché non abbiamo accesso al nostro orologio biologico e non sappiamo se stiamo ricevendo luce a sufficienza o se siamo esposti alla luce al momento più giusto nell’arco della giornata.

Sarebbe interessante poter disporre di una strumentazione in grado di verificare la quantità di luce e riferire se abbiamo bisogno di più o meno luce, così ridurre disagi dati da un sfasamento del nostro orologio biologico.

Mentre i dati raccolti possono essere gestiti in modo da calibrare e misurare lo schema circadiano sonno-veglia nel corso di diversi giorni.

Sarebbe bello se potessimo sviluppare un’applicazione in grado di interpretare I dati raccolti e riferirci il miglior momento in cui ricevere luce così da ridurre malessere dato da uno sfasamento, un’applicazione simile a quelle che conta le calorie che magari abbiamo già installato sul nostro smartphone.

HCL sensor luce e benessere

Benchè non abbiamo accesso cosciente al nostro orologio biologico, è presente nel nostro cervello un “sensore di cielo blu” che è direttamente collegato con il mondo esterno attraverso i nostri occhi e la luce può regolarne la sincronizzazione.

David Foster Wallace una volta ha raccontato un aneddoto «Ci sono questi due giovani pesci che nuotano e incontrano un pesce più vecchio che nuota in senso contrario e fa loro un cenno, dicendo: “Salve ragazzi, com’è l’acqua?” e i due giovani pesci continuano a nuotare per un po’ e alla fine uno di loro guarda l’altro e fa: “Che diavolo è l’acqua?”» (Il senso di questa storia era che le realtà più ovvie spesso sono anche le più difficili da vedere)

Questo per invitarvi a non spendere il resto della vostra vita senza sapere, così come i giovani pesci dell’aneddoto. Siamo come pesci che nuotano in un oceano di luce, che lo vogliamo o meno il sole tramonterà stasera e sorgerà ancora domani. Così utilizziamo la nostra immaginazione per sfruttare al meglio  la luce a migliorare la nostra salute e benessere.

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Illuminazione urbana: con i LED più o meno inquinamento luminoso?

Pubblicato da blog ospite in Luxemozione

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articolo scritto da: Giacomo

Circa un mesetto fa ho pubblicato un articolo in cui riportavo alcuni commenti personali e la posizione presa da APIL, AIDI e Assil, a seguito della trasmissione Presa Diretta, dedicata all‘illuminazione urbana. Durante la trasmissione sono stati trattati parecchie tematiche, legate all’illuminazione delle Città, alcune devo dire  parecchio complesse, che probabilmente sarebbero potute essere (ognuna) oggetto di approfondimento di un’intera puntata di Super Quark.
Sono certo che il buon vecchio Piero Angela avrebbe di certo fatto un lavoro migliore di quello che,  a tutti gli effetti, è stato condotto da chi ha costruito il servizio “Luci Sprecate”.

Durante la puntata, vi ricordo, ogni tematica è stata tratta in modo superificiale o poco corretto; non è stato  intervistato nessun attore che gravita realmente attorno al settore dell’illuminazione: ne’ lighting designer, ma nemmeno nessun produttore o altri specialisti d’illuminazione o rappresentanti di laboratori di misurazione.

Esistono persone che passano un’intera vita a studiare solo una piccola parte di ogni singolo argomento trattato! L’inquinamento Luminoso, il Danno Fotobiologico, lo Human Centric Lighting, i LED, la Luce in generale, tutti argomenti che meritano decisamente di più.

In ogni caso qualcosa in questo mese si è mosso: APIL Associazione dei Professionisti dell’Illuminazione, a seguito dell’accaduto, ha deciso di organizzare un primo incontro di approfondimento sul tema, intitolato illuminazione urbana: con i LED più o meno inquinamento luminoso?

L’evento si terrà a Milano il prossimo 21 febbraio dalle 18 alle 20 presso la sede di APIL in Foro Bonaparte 65 e seguirà la formula del Light Talk, una chiacchierata informale dove gli ospiti risponderanno alle domande poste da un moderatore. Al termine è previsto un confronto con i presenti in sala.

Si discuterà con l’avv. Mario Di Sora, Presidente dell’Unione Astrofili Italiani, l’ing. Pietro Palladino, lighting designer e membro di APIL, e il dott. Andrea Bertolo di ARPA Veneto. A moderare l’incontro sarà Susanna Antico, Presidente di APIL.

La scelta del tema dell’illuminazione urbana, con un particolare focus sull’inquinamento luminoso, nasce dalle numerose richieste di spiegazione ricevute a seguito della puntata del 9 gennaio “Luci Sprecate”.

La luce è materia complessa, capace di influenzare a livello biologico il benessere fisico e psicologico dell’uomo legato all’ambiente in cui viviamo. Nello specifico dell’inquinamento luminoso e delle modalità con cui costruire la scenografia luminosa delle nostre città, il punto non risiede solo nel confinare la luce verso il basso, o almeno non in tutti i contesti urbani, ma, piuttosto, nel realizzare un progetto generale della scenografia notturna che si intende realizzare.

La scenografia, appunto, dipende dalle strategie della città o della regione, dal piano regolatore, dal modo di vivere, dal tipo di ambiente, dalle risorse a disposizione e così via. La tecnologia non si può sostituire al progetto: è il modo in cui viene applicata la tecnologia che fa la differenza, che permette di ottenere un buon risultato.

L’evento è a partecipazione gratuita previa iscrizione obbligatoria inviando la richiesta di partecipazione all’indirizzo apil@federlegnoarredo.it con oggetto Partecipazione al Light Talk. L’evento sarà erogato anche in streaming, da verificare al momento dell’iscrizione.

Assolutamente da non perdere!!

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Presa Diretta e le Luci Sprecate, tanta confusione e zero progettazione.

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articolo scritto da: Giacomo

Come certamente saprete lunedì scorso, durante la trasmissione di RAI3 Presa Diretta è andato in onda un serivzio intitolato LUCE SPRECATA e di inquinamento luminoso di Lisa Iotti. Un servizio che segue uno molto simile comparso su Venerdì di Repubblica qualche giorno prima, dal titolo “Ogni cosa è Male Illuminata”

Per maggiori info sul materiale andato in onda qua la replica della puntata. di Presa Diretta  Vedi da 1 ora e 19 min di serivzio in poi.

Foto in Header courtesy NASA: Italy from Space by night @ISS

Alcuni dei temi trattati nel servizio ricordano molto da vicino un dibattito sorto qualche mese fa in ambito internazionale, a seguito di un comunicato di AMA American Medical Association che aveva allertato all’uso di led in ambito stradale con CCT (correlate color temperature) maggiore di 3000K, che potrebbe (condizionale) causare problemi sulla salute dell’uomo o altri problemi sui flussi migratori degli uccelli.

Qua uno dei primi articoli pubblicati in merito, in cui sono aggiunte argomentazioni che nel documento originale di AMA non si trovano.

Qua sotto per approfondimenti, tra cui:

In particolare nei testi di IES e LRC si parla di disinformazione e non correttezza delle argomentazioni riportate dai media.

Che fine ha fatto la progettazione della luce?

Premetto che in questo articolo, non controbatterò i contenuti tecnici del servizio, che reputo tuttavia molto scarsi o molto confusi, in particolare in riferimento ad alcune argomentazioni sollevate da un paio di rappresentanti di Cielo Buio intervistati, che non si capisce a quale titolo si sono autoproclamati grandi esperti di progettazione della luce in ambito urbano.

Purtroppo durante il servizio non sono stati coinvolti attori che gravano direttamente attorno al settore della luce, ne’ Lighting Designers, ne’ produttori o, in generale, tecnici specializzati d’illuminazione.

Senza fare troppe polemiche, ma credo che ad ognuno aspetti il suo: c’è chi guarda le stelle (o si occupa di fisica ed inquinamento luminoso) e c’è chi si occupa invece di progettare la luce. Le cose sono ben distinte: la luce non è solo un fenomeno riportabile alla fisica, ma ben altro.

D’altronde basta ricordare quelle che sono state le argomentazioni dell’Anno Internazionale della Luce 2015, proclamato da UNESCO, dove la luce protagonista era intesa  sia come fenomeno fisico, che come materia di design volta a generare benessere.

Ricordo ad esempio questo pensiero di, Joseph Niemela, Senior Research Scientist presso l’Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics e coordinatore del Segretariato Globale dell’International Year of Light 2015, che affermava:

“L’Anno internazionale della luce è stato proclamato dall’UNESCO anche per suggerire delle soluzioni migliorative per il benessere di tutti. L’approccio Human Centric Lighting e la progettazione della luce in generale possono migliorare la qualità degli ambienti in cui viviamo. La luce può dare un contributo importante per rendere le nostre città più vivibili e migliorare la qualità della vita delle persone. La scienza non è sufficiente per affrontare le sfide globali di quest’epoca, è necessario un coinvolgimento e una collaborazione tra ricercatori, designer e industria per trovare insieme delle soluzioni efficaci. Bisogna continuare a lavorare in questa direzione, ampliare il raggio della ricerca e creare un sistema di collaborazione fra i protagonisti del settore. L’innovazione è la capacità di far dialogare la parte tecnologica con quella creativa.”

La posizione di AIDI ASSIL

Prima replica alla trasmissione e all’articolo di Repubblica è avvenuta già martedì sera da parte di AIDI Associazione Italiana di Illuminazione e ASSIL Associazione Nazionale dei Produttori di Illuminazione Con una lettera che potete leggere in versione integrale qua: Lettera congiunta AIDI ASSIL.

La lettera di APIL alla Redazione di Presa Diretta

Vorrei adesso riportarvi per intero la bella lettera inviata da APIL Associazione dei Professionisti della Luce , firmata da Susanna Antico, presidente dell’Associazione. Nel testo viene descritto in modo chiaro il perchè, quando si parla di luce, inquinamento luminoso e sprechi energetici,  è importante parlare anche  di progettazione della luce, realizzata da professionisti qualificati.

Durante trasmissione, come dicevo, non si è mai parlato di Progettazione della luce.

Gentile Redazione,  in qualità di Presidente APIL, Associazione dei Professionisti di Illuminazione  che operano nel campo della luce, a seguito del servizio “Luce sprecata”, andato in ondata lunedì 9 gennaio  durante la trasmissione Presa Diretta, desidero ringraziarvi a nome di tutta l’associazione per aver trattato un tema controverso di grande attualità. La luce artificiale è sotto gli occhi di tutti ma argomento ancora sconosciuto per molti. Per questo è importante che il pubblico sappia che nel Mondo esistono figure professionali indipendenti, specializzate nella Progettazione della Luce. Il servizio ha messo a fuoco gli aspetti peculiari dell’illuminazione urbana Italiana, centrando gli obiettivi, l’unico anello mancante è l’informazione che gli spazi urbani devono essere progettati, pensati su misura da professionisti che ne abbiano le competenze. In Italia non esiste obbligatorietà di progetto illuminotecnico, esiste una norma, peraltro recente, la UNI11630 2016 che descrive i criteri di stesura del progetto di illuminazione, ma non definisce la figura professionale competente. In Italia il progettista della luce, libero professionista, raramente viene coinvolto nella progettazione degli spazi urbani. Il risultato è quanto emerso in modo chiaro nel vostro servizio, tanto spreco di luce e di potenza assorbita. Città illuminate con la semplice sostituzione delle vecchie lampade con i led, non serve ad aiutare i Comuni a risparmiare e non fa parte della corretta illuminazione degli spazi urbani.

La luce è materia complessa, capace di influenzare a livello biologico il benessere fisico e psicologico dell’uomo legato all’ambiente in cui viviamo. La tecnologia, è uno strumento, non si può sostituire al progetto; è il modo in cui viene applicata la tecnologia che fa la differenza, che permette di ottenere un buon risultato. Oggi assistiamo a interventi frammentari, ad un uso e abuso della tecnologia, senza la cultura del progetto qualsiasi discorso risulta vano. 

Una piccola nota sull’argomento nuova luce di Milano. A suo tempo la nostra associazione si è confrontata con il Comune di Milano e con i responsabili dell’intervento di sostituzione degli apparecchi illuminanti  purtroppo, con scarsi risultati, la logica di risparmio energetico immediato ha prevalso su qualunque aspetto sopra citato, Apil si era resa disponibile ad analizzare e verificare il nuovo progetto di Milano al fine di non cadere negli errori da Voi evidenziati nel servizio andato in onda. 

Apil rimane fin da subito a disposizione per eventuali approfondimenti. Anzi ci farebbe molto piacere incontrarvi al fine di approfondire l’argomento in modo costruttivo nell’ottica di una corretta informazione.

Susanna Antico, Presidente APIL

Che ne pensate? Fatemi sapere nei commenti.

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