Retrò and Design






 
 
 

PRIMA – DOPO di una vecchia veranda

Pubblicato da blog ospite in Idee, Retrò and Design
Iniziamo subito con un “disclaimer”: questo post è a prova di imbranati.
Perchè se ce l’ho fatta io ce la potete fare anche voi.
In questa calda estate ho pensato di osare, di provare a superare i limiti che la mia scarsa manualità mi impone e…buttarmi sì in un progetto, ma stavolta di faidate.
Il fatto che non vi siano fotografie dettagliate delle fasi di lavoro la dice lunga su quanto contassi davvero di poter pubblicare un simile intervento.
Francamente mi davo chance Z E R O.
Curiosi di sapere di cosa si tratta?
Buona lettura!
Capita a volte di visitare una casa e guardarsi attorno, ma di rendersi conto che quello che si sta vedendo…non è veramente davanti agli occhi!
È ciò che mi è accaduto quando ho visto questa veranda: se sulla mia retina si rifrangevano uno spazio trascurato, un vecchio ripostiglio malandato, pieno zeppo di cianfrusaglie da buttare, muffa e ruggine…al mio cervello arrivavano altri input…

La veranda prima dei lavori

Veranda in fase di rimozione muffe e vernici al parapetto

Io ci vedevo un divanetto o una poltroncina, del verde, la luce perfetta, un buon libro o un angolo per fare quei lavoretti che in casa non sai mai dove.
C’è voluto un po’ per trovare il tempo e…sì…anche il coraggio, ma alla fine posso dirlo: l’ho fatto io!
Già, perchè quando stai troppo sulle scartoffie la voglia di sporcarti le mani ogni tanto ce l’hai.
Presa da questa insana voglia, mi sono recata nel mio colorificio di fiducia, uno di quelli dove trovi i prodotti giusti e una pacca sulla spalla.
Il negoziante mi ha congedato con “è un lavoretto facilissimo, che può fare anche una casalinga!”.
Con un guizzo d’autostima mi sono detta “se lo fa una casalinga, lo può fare anche una progettista dalla manualità zero…che ci vuole?!”.
Appunto.
Diciamo che nella stesura della prima mano della vernice epossidica (ligiamente miscelata con diluente e catalizzatore – insomma, l’indurente- come “prescritto” dal mio solerte negoziante di fiducia) ho proprio pensato che forse come casalinga aveva in mente tipo “Barbara di Paint Your Life” [che poi gli devo spiegare che QUELLA non è una casalinga, ma una   d e c o r a t r i c e].
La vernice si presentava estremamente liquida e per nulla coprente. Qualche schizzo qua e là già aveva sporcato il parapetto della veranda, che avevo con fatica liberato da varie insistenti muffe, scrostato e ritinteggiato con antimuffa bianca (ben due mani di fondo – primer- previe).
Trascorse 3 ore di asciugatura mi sono detta, poco convinta, “O la va o la spacca”; ormai a metà lavoro non potevo sottrarmi, anche se sarei scappata volentieri persino per discutere con il più pedante dei tecnici comunali dello sportello edilizia. E invece è successo. Il miracolo.
A volte capitano.
Mentre stendevo la seconda mano, diversa diluizione, tutto ha iniziato a prendere forma: la vernice ad indurirsi, le macchie a coprirsi, il colore si è fatto pieno e la consistenza quasi plastica.
Ho toccato il cielo con un dito: ce l’avevo fatta!
Veranda dopo la stesura della vernice epossidica

Il resto è stato facile: il divanetto di sempre, un po’ di verde che chissà quanto durerà, tendine filtranti di battaglia (perchè si tratta di uno spazio di confine indoor-outdoor) una candela profumata di quelle che ti sembra di stare al mare (immancabile Yankee Candle).

La veranda: angolo di pace e relax
La veranda: vernice epossidica a pavimento…e un po’ di verde
Dettagli
Dettagli

Ecco, morale della favola? Più d’una, a mio parere. 

1) Crederci sempre, volere è potere: superare i propri limiti fa sentire davvero vivi.
2) La vernice epossidica è strepitosa: continua, plastica nella consistenza, piacevole al tatto, tutto sommato facile da stendere con un semplice rullo, impermeabilizzante.
Soprattutto…
3) Ad ognuno il proprio mestiere…ma se proprio insistete io posso darvi l’indirizzo del famoso buon colorificio…e anche la mia personale pacca sulla spalla! 😉
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Il progetto più “progetto”

Pubblicato da blog ospite in Design, Retrò and Design
Chi ogni tanto legge (c’è ancora qualcuno in linea?) avrà notato l’assordante assenza dal blog negli ultimi mesi. In effetti qualcosa ho combinato, oltre alla mia normale attività lavorativa, per essere COSÍ distratta dall’operoso aggiornamento. Ecco allora una serie di scatti che sintetizza (più o meno), l’impegno extra che questi mesi hanno richiesto per dedicarmi, oltre che alle case degli altri, anche alla mia…
La “nostra storia” è iniziata così: con amore a prima vista.
Di questo immobile mi hanno colpita molti aspetti, pur dovendo fare i conti con alcuni difetti.
Ma si sa, nessuno è perfetto!
Mi è piaciuta la presenza di un ingresso ampio: è uno spazio sempre prezioso, anche se negli immobili di recente progettazione è caduto in disuso, vista la necessità di ridurre all’osso gli spazi di transito. Ma se avete la fortuna di possedere un immobile datato non trascurate questo spazio, ancor più utile se sono presenti o vi si progettano delle nicchie, utilizzabili come guardaroba o ripostiglio.

L’ingresso immette al vano scale.

Il salotto, alla prima visita, era un po’ affollato…ma la potenzialità degli spazi e il vecchio parquet in rovere sono riusciti a farsi notare comunque.
Il bagno era un (bel) po’ vintage, ma dal vivo davvero ricco di fascino, con i suoi rivestimenti a mosaico dalla particolare forma simil giglio fiorentino in ceramica verde cangiante…
La cucina con l’ingresso dall’antibagno lasciava un po’ a desiderare…e la carta da parati onnipresente faceva parlare di sè anche qui!
Ma ovunque mi girassi vedevo una meravigliosa pavimentazione in misto battuto e seminato, alla veneziana, che mi faceva tirare un sospiro di sollievo (tutto stava nel salvaguardarla in fase di riprogettazione impianti, ma di questo parleremo un’altra volta).

Insomma, alla fine il fascino del camino dalla gigantesca bocca è prevalso!

Così è iniziata questa avventura ancora in corso: già, perchè molto ci vorrà prima di poter produrre delle immagini editabili del risultato finale. Ma le belle avventure vanno assaporate piano piano, perchè quel che rende le esperienze indimenticabili non è la meta, ma il viaggio.
E per chi fa suo questo motto, non c’è miglior modo per assaporare il viaggio che cercare con cura una casa da ristrutturare con amore e pazienza.
Possiamo assistervi fin dalla ricerca/scelta dell’immobile (con verifica della regolarità edilizia e studio di fattibilità), alla progettazione e direzione lavori.

Ehm sì, avrete anche una spalla su cui piangere, con un buon caffè in mano, nei momenti di sconforto! 😀
La verità è che sarà un’avventura stupenda e la gioia e l’entusiasmo supereranno di gran lunga qualsiasi preoccupazione.
Se state per salire sulla barca di questa avventura, scrivete a retroanddesign@tiscali.it.

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Buon 2017! Si riparte!

Pubblicato da blog ospite in Idee, Retrò and Design
BUON 2017 A TUTTI!

Chi già conosce questo angolino del web si sarà (forse) chiesto che fine abbia fatto…
In effetti più volte mi sono rimproverata di non scrivere da lungo tempo, ma avevo bisogno di una pausa. Una pausa per fare che?!
Ufficialmente portare a termine delle scadenze lavorative importanti che richiedevano una consegna entro il 2016 (e intendo proprio…31 Dicembre 2016!). E così è stato, ma non solo.
Ma di fatto in questo periodo, dopo aver scritto del nuovo trend 2017 (lo stile Hygge), ho deciso che era tempo di applicarlo non solo nella sfera lavorativa (progettare mettendo sempre al centro la PERSONA e traducendone le reali necessità), ma anche un po’ nella vita.
Insomma, ho deciso di razzolare, non solo predicare bene.
Ecco allora che ho fatto una pausa dal web, in particolare dal blog che richiede sempre taaante energie e, oltre al lavoro, mi sono data alla riscoperta di quel che è il motore primo della vita: la passione.
Passione per la famiglia, passione per l’arte, passione per i viaggi, passione per nuovi hobby, passione per la lettura.
A ciò ho dedicato questo tempo…ed ho scoperto che:
– senza allontanarmi troppo da casa, come amo di solito invece fare,  ci sono meraviglie che aspettano una gita in famiglia (MART, il Vittoriale, il Lago di Garda, Brescia Musei…)
– se ci credo fermamente, posso (I can!) cucire addirittura dei rettangoli…e farne ciò che somiglia a dei cuscini con i tessuti preferiti comprati nei miei amati viaggi
– posso leggere anche qualcosa che non sia un manuale tecnico e che non abbia a che fare con l’architettura o l’interior design
last, but not least, la mia famiglia è e resta sempre la mia benzina, oltre che il cuore del mio cuore!
E così, carica di idee e progetti, mi appresto ad affrontare il Nuovo Anno.
Che questo 2017 sia prospero per tutti voi di passioni, buone idee, nuovi progetti e tanta benzina, qualunque essa sia.
Ah! Quasi dimenticavo! In tutto ciò, il 2017 mi ha riservato la prima bella sorpresa: un’intervista sul Giornale di Sicilia, il cui testo riporto qui sotto…Per iniziare il nuovo anno con il sorriso!
Buon Hygge anno a tutti!

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La felicità di una casa stile Hygge

Pubblicato da blog ospite in Design, Retrò and Design
In questi giorni mi sono imbattuta in un termine danese: hygge.
Incuriosita, ne ho approfondito il significato e ho scoperto che si tratta di un termine che ha un significato piuttosto ampio che va oltre il senso del “cosy” inglese, ma che si avvicina al concetto di “accogliente”, “confortevole”, “intimo”.
Hygge è uno stile di vita, nato in Danimarca, un Paese in cui lo scarso numero di ore di luce nella maggior parte dell’anno induce i suoi abitanti a vivere la casa molto più di quanto non la si viva alle nostre latitudini.
Chiunque abbia speso qualche giorno nei paesi del nord, specie ospite in una vera casa (se siete curiosi ne trovate una qui) ha certamente notato con quale piacere gli abitanti di questi Paesi amino indulgere non solo in attività domestiche (cucito creativo, DIY, cucina…), ma anche, in generale, in tutto ciò che è connesso all’abitare la casa.
Hygge è proprio l’amore per la lentezza domestica, ma anche il saper godere delle piccole cose in generale.
In casa amore per il decoro: piccole file di luci, ghirlande in carta o tessuto, morbidi tessili in texture diverse, portici e balconi arredati come piccoli salotti, luci soffuse, lanterne e piccoli punti luce. Amore per uno stile di vita domestico: il piacere di ospitare, le cene con gli amici, un bicchiere di vino in compagnia, una tazza di tè bollente e una buona lettura, i lavoretti in casa con i bimbi.
Tutto ciò è hygge dentro casa.
Ma si può essere hygge anche fuori casa: una camminata in montagna,  un picnic al parco, un giro in bicicletta in un luogo tranquillo, un plaid nel prato, un pranzo all’aperto appena il sole fa capolino.
Insomma, hygge è uno stile di vita che si riflette sul modo di concepire la casa stessa: pensata non per stupire o piacere agli altri, ma per se stessi, per il semplice piacere di trovarvi ciò che vi scalda il cuore.
Credits
Sono convinta che il progetto che noi progettisti studiamo debba nascere dalla voce dei nostri clienti: deve essere capace di tradurre in spazi l’idea che essi hanno di “casa”.
Infatti, solo comprendendo i loro modi di vivere la casa, le abitudini e la visione che hanno di se stessi nei propri spazi, il progettista può dare forma ai desideri di chi vivrà in quel luogo.

Il termine hygge interpreta proprio questo pensiero; se lo si trasla nella progettazione si traduce in un progetto che abbracci le reali tendenze di chi lo vivrà, prima ancora che le nuove tendenze del settore.
Premesso che non ci sono regole per vivere lo stile hygge, eccovi qualche spunto per far proprio questo modo di intendere la casa.
1. Creare comfort: che sia vivere il divano con tutta la famiglia o gli amici o vivere la tavola non solo come luogo per consumare il pasto, ma anche per svolgere attività ludiche o lavorative.
2. Infrangere qualche regola: regalarsi ogni tanto il lusso di una colazione a letto, immersi in un mondo un po’ sognante fatto di morbidi cuscini, luce, buona compagnia e un buon libro.

3. Minimal + ricordi: mixare una base minimalista con la ricchezza di ricordi e oggetti che ci stanno a cuore. Che fanno tanto “casa nostra”.

Credits

4. Decorare con i tessili: solo tessili  che vi piacciano e che rispecchino il vostro stile. Pochi ma buoni.

Foto su www.instagram.com/retroanddesign
5. Creare piccoli spazi per grandi interessi: l’angolo lettura, la mini serra, l’angolo craft per fare lavoretti da soli o con i bambini. Parola d’ordine, trovare non solo tempo, ma anche (un piccolo) spazio per ciò che ci appassiona!
Credits
Se lo stile di vita hygge vi ha incuriosito, non vi resta che approfondirne la conoscenza leggendo “The little book of Hygge“: già la sola copertina vale la lettura! 😉
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La felicità di una casa Hygge Style

Pubblicato da blog ospite in Retrò and Design, Stili
In questi giorni mi sono imbattuta in un termine danese: hygge.
Incuriosita, ne ho approfondito il significato e ho scoperto che si tratta di un termine che ha un significato piuttosto ampio che va oltre il senso del “cosy” inglese, ma che si avvicina al concetto di “accogliente”, “confortevole”, “intimo”.
Hygge è uno stile di vita, nato in Danimarca, un Paese in cui lo scarso numero di ore di luce nella maggior parte dell’anno induce i suoi abitanti a vivere la casa molto più di quanto non la si viva alle nostre latitudini.
Chiunque abbia speso qualche giorno nei paesi del nord, specie ospite in una vera casa (se siete curiosi ne trovate una qui) ha certamente notato con quale piacere gli abitanti di questi Paesi amino indulgere non solo in attività domestiche (cucito creativo, DIY, cucina…), ma anche, in generale, a tutto ciò che è connesso all’abitare la casa.
Hygge è proprio l’amore per la lentezza domestica, ma anche il saper godere delle piccole cose in generale.
In casa amore per il decoro: piccole file di luci, ghirlande in carta o tessuto, morbidi tessili in texture diverse, portici e balconi arredati come piccoli salotti, luci soffuse, lanterne e piccoli punti luce. Amore per uno stile di vita domestico: il piacere di ospitare, le cene con gli amici, un bicchiere di vino in compagnia, una tazza di tè bollente e una buona lettura, i lavoretti in casa con i bimbi.
Tutto ciò è hygge dentro casa.
Ma si può essere hygge anche fuori casa: una camminata in montagna,  un picnic al parco, un giro in bicicletta in un luogo tranquillo, un plaid nel prato, un pranzo all’aperto appena il sole fa capolino.
Insomma, hygge è uno stile di vita, che si riflette sul modo di concepire la casa stessa: pensata non per stupire o piacere agli altri, ma per se stessi, per il semplice piacere di trovarvi ciò che vi scalda il cuore.
Credits
Sono convinta che il progetto che noi progettisti architettiamo nasca dalla voce dei nostri clienti: deve essere capace di tradurre in spazi l’idea che essi hanno di “casa”.
Infatti, solo comprendendo i loro modi di vivere la casa, le abitudini e la visione che le persone hanno di se stesse nei propri spazi il progettista può dare forma ai desideri di chi vivrà in quel luogo.
Il termine hygge secondo me interpreta proprio questo pensiero, se lo si trasla nella progettazione:un progetto che abbracci le reali tendenze di chi lo vivrà, prima ancora che le nuove tendenze del settore.
Premesso che non ci sono regole per vivere lo stile hygge, eccovi qualche spunto per far proprio questo modo di intendere la casa.
Sono sicura che voi ne avete molti altri; se vi va, condivideteli sulla pagina Facebook di Retrò and Design!

1. Creare comfort: che sia vivere il divano con tutta la famiglia o gli amici, o vivere la tavola non solo come luogo per consumare il pasto, ma anche per svolgere attività ludiche o lavorative.
2. Infrangere qualche regola: regalarsi ogni tanto il lusso di una colazione a letto, immersi in un mondo un po’ sognante fatto di morbidi cuscini, luce, buona compagnia e un buon libro.

3. Minimal + ricordi: mixare una base minimalista con la ricchezza di ricordi e oggetti che ci stanno a cuore. Che fanno tanto “casa nostra”.

Credits
4. Decorare con i tessili: solo tessili  che vi piacciano e che rispecchino il vostro stile. Pochi ma buoni.
Foto su www.instagram.com/retroanddesign
5. Creare piccoli spazi per grandi interessi: l’angolo lettura, la mini serra, l’angolo craft per fare lavoretti da soli o con i bambini. Parola d’ordine, trovare non solo tempo, ma anche (un piccolo) spazio per ciò che ci appassiona!
Credits
Se lo stile di vita hygge vi ha incuriosito, non vi resta che approfondirne la conoscenza leggendo “The little book of Hygge“: già la sola copertina vale la lettura! 😉
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Hometour di un tipico cottage inglese

Pubblicato da blog ospite in Interiors, Retrò and Design
Se seguite Retrò and Design su Facebook avete già avuto un assaggio di questo post… 🙂
L’estate volge decisamente al termine, ma la voglia di sognare un autunno che riesca ad essere comunque rilassante nonostante gli impegni lavorativi resta.
Allora cosa c’è di meglio del programmare la sistemazione della propria casa in questo periodo, che è il tempo della ripresa? Sono tante le attività a cui ci si può dedicare nel tempo libero per “fare bella” la propria casa; una tra queste ripensarne lo stile e, nel tempo, avvicinarsi all’ideale che abbiamo in mente.
E se siete affascinati dall’eleganza dello stile British, questo delizioso cottage nel quale si può soggiornare tramite Airbnb, situato nel delizioso villaggio di Farnham, nelle campagne del Surrey, sarà di sicura ispirazione per voi!
Anche se trovate fuori luogo ricalcarne lo stile al 100% in un appartamento di città, il consiglio è sempre lo stesso: prendete un pizzico qua un pizzico là di ciò che vi piace, mixate e create il vostro personale stile. Buona lettura!
La varietà cromatica delle fioriture preannuncia lo stile di questa casa, eclettica, mai noiosa, ricca di sorprese.
Il portoncino è incorniciato dal rigoglioso rampicante: verde e fioritura non hanno un aspetto troppo artificioso e danno quasi l’impressione di nascere dalla spontaneità della natura. Tutto merito delle sapienti mani della proprietaria, che sanno mescolare con stile e maestria gli elementi botanici.
Affascinante e romantica la campanella da far tintinnare al posto del campanello elettrico. Se avete la fortuna di vivere in una villetta, perchè no? Altra idea che fa molto “campagna” è la targa incorniciata dall’edera. Molto country!
La facciata è quasi nascosta dalla rigogliosa, rigenerante vegetazione. Un sogno!
All’ingresso ci attende una zona filtro: una semplice panca in abete ingentilita da un mix di cuscini dai pattern variegati…e una piccola libreria per acchiappare al volo un libro da leggere in treno verso Londra; d’altra parte le sue seduzioni sono solo ad un’ora di viaggio in treno. Una gita fuori porta imperdibile, per poi fare ritorno nella tranquillità della vita campestre.
L’angolo studio è delimitato dall’immancabile verde salvia, che fa tanto British! I toni in salotto sono sobri ma caldi. La sovrapposizione dei tappeti, sul pavimento a stuoia, dà colore.
Scampoli di vecchi kilim sono stati riciclati per creare dei cuscini che si sposano con i tappeti a terra. Un’idea originale ed ecologica per non buttare nulla.
Anche nella stanza della televisione non manca il sistema originario di riscaldamento a caminetto di questo delizioso cottage.
La personalità estrosa della padrona di casa si nota nella scelta di dare movimento al tutto introducendo un rosa che ricorda il colore Pantone “Honeysuckle Rose”.
Gli stencil riproposti sul caminetto -come all’ingresso- sono la “firma” della proprietaria, amante della creatività e del DIY.
L’enorme cucina è un trionfo di legno naturale, colori crema e verde.

Ma la vera chicca di questa casa sono le collezioni straordinarie che la proprietaria, un’attrice britannica, espone con cura facendole diventare punto focale, di curiosità e interesse, nonchè un modo per non perdere mai di vista i propri ricordi: locandine di film propri e altrui, fotografie…

…e le eccezionali collezioni di piatti e ceramiche dei primi ‘900.
I piatti pervadono le pareti e strabordano nelle credenze, insieme a tazze, tazzine, mug.
Il tutto in un mix and match così affascinante da far venire il desiderio di collezione!

I colori naturali in cucina anticipano quello che si trova al di là delle finestre: un secret garden davvero degno di nota.

Certo, non è da tutti avere un giardino, per di pù ai piedi di una collina nel verde Surrey…
La conformazione del terreno ha sicuramente stimolato la fantasia della padrona di casa, appassionata di giardinaggio, che è riuscita a creare vari terrazzamenti e diverse zone, tutte sorprendenti. Percorrere questo giardino, che si sviluppa in lunghezza, è un po’ coma passeggiare in un piccolo bosco…

Gli arredi metallici sono azzeccati e in linea con lo stile d’altri tempi del cottage.

Per salire nella zona notte, al piani primo, si imbocca la scaletta in legno, dove si ritrova il rosa del camino; colore che fa da trait d’union tra le due aree della casa.

Concludiamo con la camera da letto, molto inglese! L’angolo caminetto/lettura invoglia davvero a fare una piccola pausa…
E che dire del fantastico tema tazze? Dal poster alla collezione vera e propria: qui nulla è lasciato al caso.

Quando le passioni pervadono gli spazi dell’abitare, nascono scenari del tutto personali e inimitabili dove sentirsi a casa!
Anche se le tazze d’epoca non sono la nostra passione, il consiglio è quello di prendere spunto e imparare da Abigail a rendere la casa sempre più “nostra”. Senza paura di sbagliare!

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Pubblicato da blog ospite in Design, Retrò and Design
Buongiorno a tutti!
Alla soglia del mese di Agosto, tempo di vacanze e relax, sono ad augurarvi BUONE VACANZE!
In questo mese vi lascio i “compiti delle vacanze” per non perdere le buone abitudini…
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Ma non potevo lasciarvi da soli sotto l’ombrellone…
Ecco perchè il mio augurio di buone vacanze è accompagnato, se lo gradite, da una facile lettura:
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Design nordico, ma con colore!

Pubblicato da blog ospite in Interiors, Retrò and Design, Stili
{Nota: Post ad alto tasso tasso di colore, ispirazioni e relax!}
Ben ritrovati a tutti! Come vi avevo anticipato e come ha avuto modo di vedere chi segue Retrò su Instagram o Facebook ho trascorso qualche tempo in Svezia, più precisamente a Stoccolma.
Questo viaggio mi ha permesso, oltre che di godere delle bellezze della città, anche di andare in cerca di nuove tendenze e visitare alcuni tra i più interessanti negozi di design del Paese, alternando visite a colossi del settore con la scoperta di piccoli designer, grafici o illustratori di nicchia (teniamo la sorpresa per un altro articolo…), che sposano la loro grafica con accessori ed elementi di decòr per la casa.
Cosa interessante, durante il mio soggiorno in questa città dove ogni isola ha una sfaccettatura diversa, ho avuto la possibilità di gustare il sapore di una vera casa svedese.
Mi aspettavo il classico design nordico che ci viene quotidianamente proposto dalle riviste di settore e al quale i colossi dell’arredamento (serve fare nomi?) ci hanno abituato.
Invece devo dire che -impressione confermata anche dalla “sbirciatina” ad altre case in loco- mi ero fatta un’idea errata…
Se è vero che buona parte di finiture e arredamento rispecchia lo stile a cui siamo abituati (mobilio in tinta bianca, colori di base chiari, infissi bianchi, pavimento in parquet essenza betulla), non è affatto vero che i toni sono ovattati, di solo bianco, legno naturale e colori “polverosi”.
O, meglio, accanto ad elementi “rubati” alla natura ho trovato un sapiente uso del colore nero, con tocchi decisi e ben dosati, per dare carattere; ma anche di tanti colori accesi e vivaci, che conferiscono energia agli spazi.
Vi porto dunque con me a scoprire il gusto del decoro di questo popolo!
Di questa camera mi piace molto la semplicità con la quale è stata realizzata.
La testiera è un semplice pannello multistrato in compensato, rivestita da un tessuto antracite; i comodini (che si intravedono solo) sono in legno laccato nero, in stile orientale, con doppia antina sul fronte.
L’illuminazione è sia puntuale (comodissime le lampade a braccio snodabile, che lasciano libero il comodino rispetto alla classica abat-jour) sia diffusa, grazie al lampadario sferico in tessuto arricciato.
A parete e sul secretaire d’epoca in radica, stampe oniriche e dai toni pacati, rafforzate da cornici lineari, in metallo o plastica, nere. In alternanza, un paio in legno color naturale, in tinta con la sedia vintage.
La carta da parati leggermente cangiante crea un’atmosfera intima ed esalta la luminosità della stanza.
Il tocco in stile “lettering” si fa notare, con discrezione…
Una piccola nota d’oriente fa bella vista di sè: molto efficace l’idea di accorpare per genere le stampe o i dipinti, nonchè quella di creare all’interno della stanza diversi angoli e microscenari con funzioni diverse.
Lo scrivania Micke di Ikea funge al tempo stesso da consolle, scrittoio e postazione creativa…e alloggia un cesto in vimini, colmo di riviste per coltivare i propri hobby, e un paio di funzionali sgabelli: decorano e servono come appoggio extra.
Adorabile questo modo di sfruttare lo spazio antistante la finestra. La panchetta imbottita è rivestita con un tessuti multicolor in fogge a contrasto, arricchita da due cuscini che, pur così diversi tra loro, ben si sposano e adornano questo angolo che invita al relax in compagnia di un buon libro.
A sinistra si intravede lo spazio dedicato anche all’angolo computer, complice uno sfruttamento magistrale degli spazi. Non manca il tocco verde di una piccola edera ricadente dal secretaire.
Gusto del decoro e funzionalità si sposano in questo simpatico elefantino ferma-porta: i dettagli fanno la differenza!
A tutto colore è il mood della cameretta del piccolo di casa. Un bel mixi di cuscinotti colorati per dare al letto un aspetto da divanetto e qualche decoro colorato in carta, facile e allegro.
Le scelte d’arredo rispecchiano quello che, qui in italia, definiremmo uno stile montessoriano; ovvero tutto accessibile al bimbo: libri, copertina, giochi, vestiti. Anche le stampe colorate sono appese (in cornici con plexiglass) ad un’altezza inferiore al solito per fare in modo di essere più visibili e apprezzabili dal piccolo.
I colori stimolano la creatività, le bandierine la fantasia e danno un tocco di festa che mette di buon umore.
L’angolo tv (capiente mobile Ikea) riesce a rendere la televisione un elemento che ben si inserisce tra fotografie, poster, stampe e il piatto mappamondo decorativo. Anche i ricordi dei viaggi più cari fanno bella mostra contribuendo a dare carattere, personalità e a raccontare la storia dei padroni di casa.
Funzionalità e decoro si sposano anche nella scelta di riporre i libri creando un arcobaleno di colori che dà senso di ordine e allo stesso tempo arreda in modo semplice. Un’idea da rubare!
Dal salotto si vede l’angolo pranzo.
Ancora ricorre la scelta di elementi neri smorzati da colori vivaci. Uno stile inconfondibile!
Le sedie dal design danese disegnate da Arne Jacobsen per Fritz Hansen sono da design addicted.
Giustamente sono le protagoniste della cucina. A far loro da “spalla” la tovaglia copritavolo e il poster. Entrambi con fantasie su base nera e a tema culinario: i vegetali in cucina.
Delicata, capiente e perfetta per la cucina la credenzina d’angolo in grigio polvere, ingentilita da ricordi di viaggio e da un piatto di frutta.
Anche in cucina il tocco green sul davanzale della finestra non manca mai; così come una piccola abat-jour d’illuminazione, che accende le sere estive di poetico romanticismo ed è un elemento che ricorre in ogni stanza.
Spero che questa casa vi sia piaciuta come è piaciuta a me.
Per me è stata di grande ispirazione. Mi ha insegnato:
  • a non aver paura del nero
  • a osare con il colore
  • a osare con fantasie anche a contrasto
  • a puntare ancor di più sulla scelta di micro-illuminazioni, che illuminino ma arredino anche, con la luce
  • che con poco si può fare molto (la testiera del letto) e cambiare quando cambia l’umore
  • che i ricordi non vanno conservati nei cassetti.
Allora tutti ad aprire i cassetti alla ricerca di ricordi di viaggio, ma anche di oggetti della quotidianità. A caccia del gusto estetico, che non si trova solo nei grandi nomi che hanno scritto la storia del design, ma anche nel saper cogliere il bello delle piccole cose.
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Design scandinavo: appunti per un viaggio a Stoccolma

Pubblicato da blog ospite in Design, Retrò and Design
Lo so, questo non è un blog di viaggi, ma che ci volete fare?
L’estate (se si convince) sta bussando alla porta e con essa l’organizzazione vacanze.
In questi giorni quindi sto iniziando a pianificare la visita di Stoccolma e, non ditelo a nessuno, sono partita dalla sezione delle guida dedicata allo shopping…
Però a mia discolpa posso dire che naturalmente quel che mi interessa è lo shopping di design: niente borse/borsette/scarpe & co. ma “cose per la casa” (mettiamola così…).
Ci sarebbe tanto, troppo, da scrivere e descrivere parlando di Stoccolma+Design, tra musei, shopping e mete cult: per citarne giusto un paio Design Stockholm House o lo storico Svenskt Tenn, una sorta di museo del design, famoso per i suoi variopinti tessuti e per gli esclusivi mobili creati da Josef Frank e da altri famosi designer.

Ma a dire il vero nel tempo libero sto studiando cosa hanno da proporre anche le nuove leve: gli studenti svedesi di design, riuniti nel marchio Design Torget .

Chissà, magari una volta là mi perderò tra la bizzarra oggettistica in legno intagliato proposta da Svensk Slöjd: dai classici cavallini intagliati a molto altro. Per scoprire dove affonda le radici il design nordico.

Certamente non potrà mancare una visita ai grandi classici proposti da Nordiska Galleriet.
Scusate se insisto, ma per me la serie PH-lamp di Louis Poulsen è icona impareggiabile!

Fosse anche solo con una sorta di tovaglioli di carta Marimekko, non posso certo andarmene a mani vuote da Stoccolma!
Che dite, vi avviso quando parto? Seguitemi su Instagram e Facebook allora!

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Il muro "di carta"

Pubblicato da blog ospite in Design, Retrò and Design
Ciao a tutti e rieccomi nel web in un periodo piuttosto intenso. Ho un po’ trascurato questo spazio, ma vi posso dedicare solo il tempo che il lavoro mi concede…spero che possa bastare!
Se seguite questo piccolo spazio sapete che non amo particolarmente pubblicare case da rivista o spazi surreali.
Non che non mi piacciano, sia chiaro!, ma trovo che poco abbiano a che vedere con la realtà professionale e con la quotidianità della progettazione.
Ma la sede dello studio di grafica Oktavilla a Stoccolma (progetto dello studio di Architettura Elding Oscarson) mi ha rapita, facendomi immaginare un’architettura che attinga a risorse del tutto inusuali.
Inusuali per usare un eufemismo, considerato che la tramezza divisoria della sala riunioni dall’area operativa  è stata rivestita da fasci di riviste sovrapposte le une alle altre, riuscendo così a garantire oltre che un effetto estetico notevole anche un miglioramento dell’isolamento acustico della stanza.

Geniale l’intuizione dei progettisti svedesi, che ha catturato l’anima di questo edificio in un progetto che dà una forma visibile e concreta di ciò che si fa in questi ambienti.
Diversamente da come molti, in rete, pensano, la struttura non è portante, ma in legno.
Le pile di riviste sono “solo” un rivestimento davvero geniale!
Così come molto interessante è vederne la realizzazione in questo filmato in time-lapse,che mostra le fasi costruttive del rivestimento, o in quello della realizzazione della parete divisoria.
Buona visione e a presto!
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