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I MAESTRI DEL PAESAGGIO 2018 landscape, garden & design

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L’edizione 2018 si presenta in maniera differente dalle precedenti, viene proposto un ritorno dal generale al particolare, ripartendo dal vocabolario caleidoscopico di cui si compone il Paesaggio, ovvero dalle “parole” originarie poste alla base della natura e di qualsiasi “narrazione” di paesaggio: le piante. I miliardi di piante presenti oggi sul pianeta giocano un ruolo fondamentale per il miglioramento delle condizioni microclimatiche, per contrastare l’inquinamento, consolidare il suolo e regimare i corsi delle acque. Prelevate dal loro ambito naturale, tuttavia, e invitate a diventare la materia prima naturale per la realizzazione di un giardino, di un parco, di un paesaggio urbano a piccola o grande scala, spesso non riescono a rivestire lo stesso ruolo di protagoniste che hanno in natura.Infatti, le piante, una volta sottratte dal loro habitat naturale selvaggio, o dalla natura addomesticata di un vivaio, per ripartire come protagoniste della nuova vita, hanno bisogno del supporto di un’azione consapevole e fondamentale che le aiuti: il progetto.
PIAZZA VECCHIA
Per l’ottava edizione della Green Square, l’allestimento trasforma Piazza Vecchia e i diversi angoli di Città Alta in uno straordinario giardino. Protagonista è Piet Oudolf, riconosciuto a livello internazionale come il maestro del plant design, protagonista di un nuovo movimento, il New Perennial, che predilige nel giardinaggio l’utilizzo di fiori ed erbe perenni.

Paesaggista Olandese, la voce più importante di un nuovo movimento nell’utilizzo delle erbe e dei fiori perenni. Ha realizzato centinaia di giardini pubblici e privati in tutto il mondo. Tra i più celebri ricordiamo la High Line di New York e il Lurie Garden al Millennium Park di Chicago, le istallazioni temporanee alla Biennale di Venezia e al Serpentine Gallery Pavilion.

Probabilmente la figura più importante del giardinaggio moderno. I suoi paesaggi, sapientemente composti, evocano il passato del luogo, celebrando l’estetica del mondo vegetale e invitando il visitatore a fermarsi, osservare, riflettere.

Profondo conoscitore del comportamento delle piante, Oudolf progetta paesaggi accostando diverse specie di piante e valorizzandone le specifiche metamorfosi in ogni periodo dell’anno, anche prima e dopo la fioritura.
PORTICO DELLA BIBLIOTECA ANGELO MAI
Il progetto di Zenucchi arredamento si è ispirato al tema guida della manifestazione I Maestri del Paesaggio: PLANT LANDSCAPE, un ritorno dal generale al particolare, ripartendo dalle “parole” originarie poste alla base della natura e di qualsiasi “narrazione” di paesaggio: le piante ed i fiori. Grazie alla preziosa collaborazione con Kettal, è stato allestito il portico della Biblioteca progettando ambientazioni outdoor con l’inserimento di arredi di design firmati da architetti internazionali come Patricia Urquiola e Rodolfo Dordoni.

La location si affaccia su Piazza Vecchia, trasformata per l’occasione in uno straordinario giardino che accoglie diverse specie di piante e fiori settembrini. Di fronte ad un panorama simile, l’allestimento di Zenucchi non poteva non avere un legame con il concept intrapreso da Piet Oudolf. Le alte piante che l’anno scorso hanno caratterizzato il portico della Biblioteca, quest’anno lasciano il posto a graminacee e fiori settembrini, sempre accolti dai vasi di Atelier Vierkant: un tocco di colore dato dalla natura stessa.

Gli arbusti vengono invece posti in alto: il verde pende dal cielo grazie a strutture circolari in specchio sospese che accolgono diverse tipologie di piante. L’allestimento di Zenucchi arredamento nasce quindi dalle “parole” originarie che quest’anno stanno alla base di tutta la narrazione della manifestazione: piante e fiori sono i protagonisti del Portico e gli arredi contribuiscono a creare un ambiente in cui queste “parole” possono esprimersi.Proprio per questo motivo sono stati scelti colori tenui e neutrali per gli arredi Kettal, che riprendono i toni del cielo e del prato, per creare uno sfondo in cui il colore si manifesta tramite i fiori: una sola vivace nuance che dà vita alla Biblioteca Angelo Mai.
PIAZZA LORENZO MASCHERONI
Il giardino effimero che Gardenia, con Sarah Eberle e Anna Sbokou, creano quest’anno in Piazza Mascheroni, viene denominato “Mirrored Landscape – Il Paesaggio Rispecchiato”.Una Green Square che sarà il fulcro del Green Design, di cui Gardenia è media partner, che si snoda in nove luoghi, fra piazze, palazzi e cortili suggestivi.
Sarah Eberle gioca con le interazioni fra cespugli e alberi che caratterizzano l’Italia. All’estremità meridionale della piazza le combinazioni di piante riecheggiano le forme montuose; da qui partono elementi illuminanti appositamente realizzati per l’allestimento di forma tubolare, forati, che emergono dalle chiome diffondendo una luce che crea un effetto notte stellata.
In questa zona della piazza l’arredo di Ethimo della linea Flower è nei colori verde salvia e azzurro plumbago. Al centro, i mobili della stessa linea sono in un mix di rosso papavero e arancio. Le aree sotto gli alberi sono pacciamate con mulch colorati che si abbinano con gli arredi mentre dagli alberi pendono piante aeree. A rafforzare l’effetto riflettente si staglia la scultura Torus di David Harber.

L’intervento di lighting designer di Anna Sbokou gioca ad adattarsi con il paesaggio, migliorandone la percezione: gli alberi divengono dei corpi illuminanti, il grande muro di pietra si colorerà in varie tinte, in sintonia con le zone progettate da Sarah, al fine di creare un effetto riflesso di stelle e luna tra le piante. La scultura Torus, realizzata da David Harber, la scultura ha una superficie liscia e specchiata per una forma perfetta, il cerchio, ma forata al centro. L’opera in acciaio inossidabile e alta due metri, è un invito a guardare in modo diverso il paesaggio.

La pacciamatura pop sotto alberi, tavoli e sedie, il cippato di legno della inea Orgacolor di Agresta crea tappeti che definiscono gli spazi e danno continuità cromatica al progetto.
ll progetto di Obi per Piazza Mascheroni si sviluppa attraverso un percorso d’ispirazione naturale che si snoda tra la vegetazione per giungere ad un fulcro centrale. Il percorso, attraversando trasversalmente l’area di progetto, è caratterizzato da un ingresso «in punta di piedi» lungo l’arteria principale di collegamento a Piazza Vecchia e da degli ingressi secondari pavimentati. Tutt’intorno si apre una natura via via sempre più spontanea e rigogliosa, caratterizzata dall’utilizzo di piante perenni, per lo più graminacee e piante cosmopolite molto rustiche e dalla grande adattabilità.

Addentrandosi nel percorso il visitatore avrà modo di scoprire e vivere le quattro isole, che sono state pensate come aree segrete e, proprio per questo motivo, realizzate con una pavimentazione diversa per enfatizzare la differente funzione di sosta e relax. I tre accessi conducono allo snodo centrale, che è stato caratterizzato dall’ utilizzo di una pergola e vuole essere luogo di incontro e di unione tra le altre diverse esperienze, quindi un punto di snodo per raggiungere le isole di relax e contemplazione dove sostare e leggere un buon libro.

Qui trova luogo l’elemento acqua all’interno di un laghetto artificiale delimitato da piante e dalla forma irregolare, in quanto simbolo della spontaneità della natura, che si contrappone al rigore del percorso. Allontanandosi dal nucleo centrale regolare ci si addentra all’interno di una vegetazione più casuale e spontanea, ma allo stesso tempo armonica.La presenza dell’acqua, insieme a questa cornice, vuole regalare momenti di pace e serenità con l’ausilio della vegetazione che circonda l’intero progetto.
ANTICO LAVATOIO DI VIA MARIO LUPO
Un polmone verde nel cuore della città, progettato da Lucia Nusiner. Pedrali abbraccia la filosofia della manifestazione e trasforma la suggestiva piazza dell’Antico Lavatoio in un giardino conviviale, all’interno del quale arredi e vegetazione si fondono armonicamente con l’ambiente circostante.

I visitatori potranno sedersi su sedie, poltrone e sgabelli della nuova collezione Tribeca, disegnata da Mandelli Pagliarulo; prendersi una pausa dalla frenesia quotidiana sostando sul divano Reva, di Patrick Jouin o immergersi nell’atmosfera di questo angolo di Città Alta resa ancor più magica dalla luce di Giravolta e Happy Apple, lampade disegnate da Basaglia Rota Nodari.
GIARDINO DI CONDOMINIO TRESOLDI
Il Giardino Tresoldi anche quest’anno ospiterà le lampade della collezione Outdoor di Catellani&Smith, studiate per illuminare spazi esterni e terrazzi, giardini verticali e piccole o ampie aree verdi, dove si integrano nell’ambiente circostante. Vicino all’ingresso, gli archi inseriti nelle due strutture laterali sono illuminati da lampade a parete Mora e Syphasfera,che rendono l’ambiente accogliente, come un grande salotto verde.
Numerose Syphaduepassi sono inserite nelle fitte siepi che disegnano l’area interna del giardino, per illuminare il percorso ai visitatori che si inoltrano nei vialetti, dove altre versioni ‘custom’ spuntano dalle aiuole.Un suggestivo Albero di Luce completa l’arredo, simile ad un salice piangente.In una zona dedicata del giardino si accende invece Medousê, realizzata in vetro industriale lavorato a mano, qui proposta in una nuova finitura. Syphasera, Syphaduepassi, Syphasfera, More e Medousê sono alcuni degli articoli a disposizione di architetti e progettisti, per creare nuovi ambienti in cui la luce gioca in perfetta sintonia con la natura.

PORTICO DI PIAZZA DELLA CITTADELLA
Casanova Interior Designers in collaborazione con l’Architetto Katuscia Ratto e Giardini Arioldi, nel progetto che verrà presentato sotto il porticato di Piazza della Cittadella a Bergamo Alta, metteranno insieme tante piante fino a formare un Bosco: il luogo dove avranno luogo favole d’arredo.

Nell’emozionante e vibrante location verranno inseriti arredi dal sapore magico e divertente come i pouf Brioni di Kristaliadai colori discreti e naturali; ricreate zone contemplative con l’accogliente Kokoon di Royal Botania e la raffinata rusticità della collezione Nara progettata da Louis Benech per la medesima azienda; ed allestite zone più consone ad esaltare la convivialità del vivere all’aria aperta con gruppi di tavoli e sedie della collezione outdoor di Kristalia.Tutti gli ospiti che vorranno farci visita saranno accolti sotto l’elegante e raffinata copertura frangisole Opera di Pratic.


 
 

Alexander Lamont Collezione Pleiades

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Collezione Pleiades
le tradizionali tecniche di lavorazione europee del metallo
incontrano le tecniche di laccatura giapponesi
Questa è la storia della creazione di una collezione di vasi che è stata nel cuore e nella mente di Alexander Lamont per molti anni. Da tempo infatti desiderava cimentarsi nella progettazione di oggetti sinuosi e intriganti usando tecniche che sposassero le tecniche e lavorazioni europee e giapponesi.
Alexander è stato profondamente ispirato dalle tecniche di Jean Dunand, visto prima al Musée des Arts Decoratifs di Parigi, e più tardi nelle gallerie di Rue de Seine e alla famosa casa d’asta Christie durante la quale, nel 2009, venne battuta la collezione personale di Yves Saint-Laurent. La produzione artistica di Jean Dunand include molteplici esempi di vasi dalle forme semplici, decorati con metalli preziosi, patinature e, in seguito, dopo che Eileen Gray presentò Dunand all’ artista giapponese Sugiwara, con l’urushi e il guscio d’uovo, tipici della tradizione asiatica.
Alexander dichiara:
“Lavorando con lacca e guscio d’uovo, ho scoperto modi per riprodurre pianeti, costellazioni e carte celesti su vasi. Da soli, in gruppo e come coppie, evocano la leggerezza e l’oscurità dei cieli notturni. “
Alexander Lamont
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COME TRASFORMARE UNA SALA RELAX MONOTONO CON I GIUSTI ACCESSORI BAGNO ?

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Il bagno della vostra abitazione non vi soddisfa più? Troppo bianco? Troppo scuro? Inserendo i giusti accessori bagno, potrai renderlo attuale e di design.
Per creare bagni davvero originali e allontanarsi da quello che viene definito uno stile minimal e monotono, bastano davvero pochi accorgimenti e il gioco è fatto!
Partendo da basi più economiche, gli interventi che possono essere fatti all’interno della sala relax sono per lo più su accessori bagno. Infatti con piccoli dettagli, un accostamento cromatico audace e una luce installata in un punto strategico, si creeranno vere e proprie opere di design.

Un altro spunto interessante, visto che i lavabi d’appoggio sono molto in voga di questi tempi, è quello di scegliere come base un mobiletto vintage oppure riutilizzare un vecchio mobile, verniciarlo del colore che più si preferisce abbinandolo con il resto dell’ ambiente.

In tema di colori, tutto è permesso! Si possono utilizzare infatti colori pastello o colori più accesi che renderanno la sala relax molto più audace e originale. Se il colore non vi spaventa, scegliete lavabi sempre d’appoggio ma colorati. Accostati a mobili vintage e ad accessori bagno di design, sapranno dare quel tocco retrò alla sala relax.

Se tutto ciò non vi soddisfa e volete ancora più colore, allora dipingete la parte dietro al lavello, quella tra il lavandino e la specchiera e posizionate una luce a led. Potete acquistare o una vernice ad acqua oppure anche una semplice pittura lavabile. Il risultato sarà assicurato.

Se al contrario, il colore non vi rispecchia del tutto, ma vi piacerebbe arricchire la vostra sala da bagno con dettagli in tonalità pastello, allora optate per tappeti, asciugamani, candele, porta biancheria e sgabelli. In questo modo si avranno macchie di colore che sarà possibile togliere se dovessero stancarvi, oppure solamente sostituirle con altro, al cambio di stagione!
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Sol LeWitt, Between the Lines

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presenta
Sol LeWitt. Between the Lines
a cura di Francesco Stocchi e Rem Koolhaas
Dal 17 novembre 2017 al 24 giugno 2018 la Fondazione Carriero è lieta di presentare Sol LeWitt. Between the Lines, una mostra a cura di Francesco Stocchi e Rem Koolhaas organizzata in stretta collaborazione con l’Estate of Sol LeWitt. Nel decennale della scomparsa di Sol LeWitt (Hartford, 1928 – New York, 2007), Between the Lines intende offrire un punto di vista nuovo sulla pratica dell’artista statunitense, esplorandone i confini – nel rispetto di quelle norme e di quei principi alla base del suo pensiero – e isolando i momenti fondanti del suo metodo di indagine e dei processi che ne derivano.
Attraverso un nutrito corpus di opere che ripercorrono l’intero arco della sua carriera – da 7 celeberrimi Wall Drawings a 15 sculture come Complex Form e Inverted Spiraling Tower, fino alla serie fotografica Autobiography – e partendo dalla peculiarità degli spazi della Fondazione, il progetto espositivo esplora la relazione del lavoro di LeWitt con l’architettura. Between the Lines si basa su una chiave di lettura forte e innovativa, tesa innanzitutto a riformulare l’idea che sia l’opera a doversi adattare all’architettura, fino ad arrivare a sovvertire il concetto stesso di sitespecific.
Con la collaborazione dell’architetto Rem Koolhaas – per la prima volta nella veste di curatore – in dialogo con il curatore Francesco Stocchi, Between the Lines affronta ampi aspetti dell’opera di LeWitt, con l’obiettivo ambizioso di superare quella frattura che tradizionalmente separa l’architettura dalla storia dell’arte e che caratterizza l’intera pratica dell’artista, rivolta più al processo che al prodotto finale, e scevra di qualsiasi giudizio estetico o idealista.
Nel 1967 LeWitt pubblica sulla rivista Artforum il testo “Paragraphs on Conceptual Art” – considerato tutt’oggi basilare per la comprensione dell’arte concettuale – che sancisce il primato dell’idea sull’esecuzione, attribuendo così maggior rilievo al concetto e al processo rispetto all’oggetto, segnando l’inizio della progressiva riduzione al grado primordiale dell’opera d’arte. Nel testo LeWitt conia il termine “concettuale”, aprendo la strada a un’idea di arte e a un modo di lavorare che sarà – e continua a essere – rilevante per le successive generazioni di artisti. Il compito dell’artista è dunque quello di formulare il progetto, la sua esecuzione invece può essere affidata a chiunque, purché si rispettino le istruzioni stabilite.
Il suo credere nell’artista come generatore di idee ha aggiunto una nuova dimensione al suo ruolo, avvicinandola alla figura di un architetto che crea un progetto per un edificio e poi delega la produzione effettiva ad altri. Tuttavia, il teorema che LeWitt professava è più ampio di quanto s’immagini: è quel certo, misurato, grado di casualità determinato dall’individualità dell’esecutore ad aprire l’opera al pathos della creazione artistica, al senso determinato dalla coerenza interna del sistema linguistico, e dunque dal metodo e non dall’esito di per sé. Muoversi liberi all’interno di regole. Quando ad esempio, in memoria dell’amica Eva Hesse, l’artista introduce nei suoi Wall Drawings “le linee non dritte”, si abbandona alla comprensione (e all’interpretazione) dell’esecutore, rafforzando ulteriormente il disinteresse per ogni forma di estetica a favore dell’attenzione per la regola, rendendo così le sue opere immortali perché capaci di rinnovarsi ogni volta.
È a questo punto che si inserisce il ruolo dell’architettura (e dell’architetto) nella valutazione dell’opera di LeWitt, non solo per l’affinità nella progettualità delle idee, ma per la capacità che entrambi hanno di rimodellare lo spazio.
Le opere di Sol LeWitt non possono essere considerate sculture, né opere pittoriche e neanche strutture architettoniche, si tratta piuttosto di Structures forme inserite nello spazio, a metà tra la bidimensionalità e la tridimensionalità. La loro regolarità geometrica le rende “basi” perfette per i suoi disegni a parete, moltiplicabili, trasformabili in pattern e replicabili in un numero infinito di forme bianche, nere, o colorate, solide o aperte. Sono forme che rivelano il loro attaccamento all’immagine piatta ma al tempo stesso sfidano la gravità, innescando una riflessione che unisce dipinti a parete e sculture, creando una porta d’accesso tra “dimensionalità” e “costruzione”.
Molte di queste forme sono incuranti dell’ambiente e delle sue caratteristiche, attraversano porte e pareti in continuità con l’architettura senza essere condizionate dalla specificità del luogo in cui si sviluppano, ripercorrendo in questo modo l’intera storia della pittura murale.
L’opera si permea di quel luogo ma non è necessariamente pensata per esso, e in questo modo rivela un nuovo spazio metafisico fatto non di linee, cubi o altre forme geometriche, bensì dell’idea di quelle stesse linee, cubi o forme.
La mostra alla Fondazione Carriero nasce dunque dal desiderio di esplorare i confini dell’opera di LeWitt, considerando i suoi postulati all’interno di un nuovo e più libero sistema di verifica, e di proporre una nuova armonia tra figura tridimensionale e superficie bidimensionale.
La mostra è resa possibile grazie alla stretta collaborazione con l’Estate of Sol LeWitt e a prestiti provenienti da prestigiose istituzioni pubbliche, come il Whitney Museum of American Art (New York), e importanti collezioni private, come la Collezione Panza. I Wall Drawings esposti negli spazi della Fondazione Carriero sono eseguiti con la collaborazione di giovani artisti e studenti milanesi, sotto la fondamentale supervisione della Estate Sol LeWitt.
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HAPPY MOTHER’S DAY, WITH DESIGN

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Vuoi qualche idea per la festa della mamma? Se cerchi un regalo originale e di design, eccoci qua in tuo aiuto per darti qualche dritta! Pezzi unici per persone speciali…
NOMESS COPENHAGEN | BALSABOX PERSONAL

Una scatola multifunzionale progettata per riporre i tuoi oggetti personali. Il vassoio scorrevole integrato facilita l’organizzazione e aiuta a localizzare tutti gli oggetti piccoli ma importanti. Il coperchio funge anche da specchio – sollevare il coperchio e posizionarlo verticalmente nella parte posteriore della scatola e si dispone di una stazione di bellezza portatile. È realizzato in legno di balsa leggero.

Servizio in porcellana e oro 24 carati realizzati da Marcantonio Raimondi Malerba per la linea Kintsugi di Seletti. Marcantonio, che prosegue una collaborazione ormai da anni con il brand, utilizza per queste opere la tecnica del Kintsugi che ha origine in Giappone e che prevede l’utilizzo di metalli preziosi come l’oro per riparare vasellame in porcellana. Dietro questa tecnica orientale di riparazione si nasconde una più profonda filosofia: un oggetto datato e in frantumi si trasforma in un oggetto di alto valore, maggiore rispetto al nuovo orignario, acquisendo una nuova vita ed una nuova estetica.
GARDECO | THE VISITOR design by Guido Deleu

The Visitor è un progetto dell’artista belga Guido Deleu. Il visitatore incarna una figura gentile e amichevole, che vorresti accogliere a casa tua. Questo pezzo di ceramica è fatto a mano nello studio Cores da Terra in Brasile usando pigmenti naturali.
PAOLA LENTI | BAGS

Serie composta da borse a mano e shopping bags; le borse a mano sono realizzate cucendo e modellando una corda in filato Rope tinta unita o bicolore; le shopping bags sono prodotte in tessuto Light.
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Kiasmo+Marras

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La collezione Kiasmo per la Milano Design Week diventa un esempio di collaborazione unica dove l’arte, il design, la moda, si trasformano in un grande laboratorio di idee.

Ma queste idee non rimangono tali, l’ossessione grafica di Kiasmo, incarnata da Vincenzo D’Alba e la vocazione alla materia dello stilista Antonio Marras si fondono in una quantità di prodotti e di opere inconfondibili: vasi, piatti, cuscini, tavoli, piastrelle e frames.

Kiasmo+Marras sembra un connubio perfetto per affermare, ancora oggi, il potere del fare, del dialogo, della bellezza. Osservando questa collezione, oggi visitabile nello spazio Nonostantemarras in via Cola di Rienzo 8 a Milano, si percepisce anche il fascino delle differenze e delle affinità geografiche; l’isola sarda e la penisola pugliese sembrano rimandarsi i segni, le forme e le figure della tradizione; proprio la tradizione e la storia sono infatti i caratteri distintivi delle due aziende. Kiasmo+Marras è quindi la dimostrazione di come il passato possa essere letto con i disegni del contemporaneo.

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IMBIANCARE CASA: il colore giusto per ogni stanza

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Cambiare il colore delle pareti ti permette di giocare con lo stile di una stanza e ottenere un effetto che si addice meglio ai tuoi gusti e alla tua personalità. Come imbiancare una stanza con la tonalità giusta? Ecco alcuni consigli per fare la scelta migliore.

In cucina
In questa stanza è spesso difficile conciliare la praticità e i gusti personali. Per scegliere la tonalità adatta, bisogna guardare alla pavimentazione e cercare di abbinare a questa un colore adatto. Se si tratta di parquet, il verde o colori della natura come il beige o un marrone molto chiaro si addicono perfettamente. Per pavimenti in ceramica colorati, invece, meglio avere pareti neutre ma evitando il bianco, che si sporca facilmente, e preferendo le tonalità chiare del giallo o del beige. Studi dimostrano come i sensi non agiscano in maniera distaccato e, pertanto, il colore delle pareti può influenzare il gusto del cibo. Consigliati, quindi, i colori pastello con toni caldi, prediligendo i colori più chiari.

Nella stanza da bagno
Pareti bianche per tutte le stanze, specialmente in bagno, è una scelta facile con la quale non si sbaglia mai. Tuttavia, è sempre consigliato fare una scelta più personale e originale. Tenendo sempre in considerazione il colore dei mobili, scegli una parete verde o blu, in diverse tonalità, prediligendo toni freddi. Con i colori della natura, infatti, non si sbaglia mai. Per bagni molto piccoli, invece, opta per un colore chiaro, quasi bianco: darà l’impressione di avere uno spazio più grande.

Nella camera da letto
La camera da letto è un luogo in cui bisogna scegliere con attenzione il colore della parete perché è la stanza in cui riposiamo e deve, quindi, dare un senso di accoglienza e tranquillità. Tra le tonalità più indicate, il blu e il viola chiaro sono rilassanti e stimolano la meditazione. Anche il rosa, il grigio, in diverse sfumature, sono adatti alla camera da letto, soprattutto se i mobili sono di stile classico. Il verde e il giallo, nei toni più caldi, sono invece particolarmente adatti ad una stanza moderna.

In sala
Per una sala di stile classico, meglio optare per il bianco, il beige o le tonalità più chiare del giallo e del grigio. Per mobili moderni, invece, puoi osare colori più forti, come il blu acceso o il rosso, ma anche il verde e il viola: tutti colori che rendono l’ambiente caldo e accogliente. Un’idea originale può essere realizzare dei disegni geometrici sulla parete, con colori diversi.

Adesso che hai un’idea generale dei colori più adatti alle stanze della casa, puoi contattare un imbianchino, realizzare il tuo progetto facilmente e ottenere un risultato di grande qualità.

 
 

MOBILI SU MISURA: ecco come personalizzare una casa

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Spazi ristretti oppure irregolari e, quindi, difficili per adattarvi mobili standard?
Per arredare la propria casa, sebbene l’architettura moderna preveda ambienti di dimensioni non troppo ampie e comode, esistono ugualmente valide soluzioni. Contrariamente ad un mobile prodotto dai grandi marchi o dalle grandi fabbriche, che nasce secondo un modello standard e quindi non personalizzabile, i mobili su misura rappresentano il modo migliore per sfruttare al meglio ogni angolo della casa.
Per prima cosa occorre rivolgersi ad una falegnameria artigianale: gli artigiani, una volta prese le misure al centimetro degli ambienti della casa, provvedono al progetto e alla realizzazione di mobili quali armadi su misura, librerie su misura, boiserie, camere da letto, cucine su misura e complementi di arredo di ogni genere, studiati sulla base dei gusti e delle esigenze del committente.
Commissionando la realizzazione di mobili su misura, inoltre, si ha la possibilità di scegliere la qualità del materiale da utilizzare, il colore, le dimensioni oppure le rifiniture: il prodotto finale sarà un pezzo unico di arredamento, studiato e realizzato appositamente per gli ambienti della propria casa. L’arredamento su misura ad opera di una falegnameria artigianale è un prodotto di alta qualità e duraturo nel tempo.

Per arredare un salone, sia che si possiedano ampi spazi sia che le dimensioni a disposizione siano ridotte, si può ricorrere alla realizzazione di una libreria su misura, grazie alla quale attrezzare una parete per esporvi libri o soprammobili; si può, altresì, realizzare una boiserie su misura che abbellisca l’ambiente e lo renda particolare e personalizzato. Se la casa presenta un lungo corridoio, per esempio, si può sfruttare la parete (che altrimenti non avrebbe utilità) per realizzare armadi a muro oppure una libreria.

Per quanto riguarda la camera da letto, si può cedere al fascino di una cabina armadio oppure ad una struttura a ponte, se lo spazio è ridotto. Sempre più frequentemente ci si rivolge a falegnamerie artigianali per realizzare la cucina su misura, in quanto questo ambiente, nonostante sia il fulcro della vita domestica all’interno della casa, quasi sempre dispone di spazi limitati.
Numerosi sono i vantaggi del rivolgersi ad una falegnameria artigianale per la realizzazione dei propri mobili su misura: il primo vantaggio è rappresentato dal fatto di ottenere un pezzo unico di arredamento, frutto del proprio gusto e delle proprie esigenze; gli altri vantaggi riguardano l’ampia scelta del modello, delle dimensioni, del materiale, delle rifiniture o del colore dei mobili da realizzare.

Tutti questi aspetti non si possono riscontrare se si sceglie un prodotto standard di grandi marchi o grandi fabbriche, che può presentare a volte prezzi più contenuti, ma non può essere personalizzabile e si corre il rischio che non si adatti correttamente agli ambienti della casa.
Una falegnameria artigianale, Bucefalo Arredamenti (https:/bucefaloarredamenti.it/), crea prodotti unici, grazie ad uno studio al centimetro per capire al meglio le esigenze e progettare insieme al cliente i suoi mobili su misura. Bucefalo Arredamenti, inoltre, offre la possibilità di seguire la lavorazione all’interno del laboratorio artigiano, dove misure, forme e dettagli dell’arredo prendono forma.

 
 

Come realizzare un giardino in un appartamento o spazio urbano

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Se hai il pollice verde ma vivi in città, oppure in un appartamento che non ti consente di avere un giardino grande, non devi rinunciare ad un piccolo angolo naturale. Avere piante e fiori in casa, non solo la rendono più bella, ma anche più rilassante e sana, soprattutto perché purificano l’aria che respiriamo. Alcune specie possono anche aiutarti a combattere malesseri come il raffreddore e l’insonnia.

Come integrare un piccolo giardino nel tuo appartamento?
In primo luogo, se ne hai la possibilità, puoi sfruttare terrazzi, balconi e davanzali. Con fantasia e creatività è possibile creare dei bellissimi spazi. È importante scegliere le piante più adatte al clima e all’area in cui sorge la casa. In caso di dubbio consulta il tuo giardiniere di fiducia: un giardino ben progettato richiederà meno lavoro

La progettazione deve essere attenta, in modo da sfruttare tutto lo spazio disponibile al meglio senza correre il rischio che risulti troppo pieno o appesantito. Se lo spazio è davvero ridotto al minimo, puoi anche optare per orti o giardini verticali. Anche questo piccolo angolo verde richiede cure costanti e dovrai pianificare interventi di manutenzione del giardino periodica, soprattutto per quanto riguarda l’impianto di irrigazione.

Un’altra soluzione può essere l’idrocoltura, una tecnica basata sulla coltivazione in acqua e non nel terreno. Così avrai la possibilità di far crescere verdure ed erbe aromatiche in poco spazio e creare piccolo orto indoor. Ci sono anche sistemi con LED che simulano la luce solare, adatti soprattutto a piante commestibili come insalata, pomodorini, peperoncini, fragole selvatiche e gli odori: basilico, timo, origano o menta. Ultimamente vengono anche molto utilizzate le soluzioni verticali o sospese, che trasformano le piante in un elemento di arredo. Una volta scelta una varietà di fiori facili da innaffiare e adatti a crescere verticalmente, basta identificare un contenitore, dando libero sfogo alla tua creatività.

Puoi utilizzare i pallet usati, eventualmente con dei vasi appesi, barattoli di vetro fissati ad un’asse di legno che creano un allestimento molto suggestivo o riciclare le bottiglie di vetro o di plastica. Le piante sono un elemento di arredo elegante e raffinato e si adattano ad ogni stile, basta scegliere le specie giuste e collocarle vicino ad una fonte di luce. Grazie a queste idee, non dovrai rinunciare ad un tocco di verde nella tua casa e potrai seguire la tua passione per il giardinaggio, anche in un piccolo appartamento.

 
 

rifai il LOOK alla tua casa

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