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INSPIRATION MOOD | westwing now

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Con l’arrivo della bella stagione ci è venuta voglia di pensare a un re-styling degli spazi esterni, che sia un terrazzo, un giardino oppure un cortile il mondo del design offre tantissime ispirazioni. Abbiamo dato un’occhiata al sito westwing, vi sono proposte di design ad prezzo contenuto ma dal gusto ricercato al passo coi tempi.

Anche le nostre tavole hanno bisogno di un occhio di riguardo, la soluzione ideale è colorarle con piatti in terracotta decorati con stampe pattern tropical.
LA POLTRONA
CROISETTE by HONORÉ DECO

Poltrona fatta a mano, i cuscini come seduta e come schienale sono rimovibili e il rivestimento è idrorepellente. Ideale per un uso esterno per dare colore e confort ad ogni spazio della casa
LA LAMPADA
LAMPADA solare LED by SONNENGLAS

Lampada solare deco LED a forma di vaso con coperchio rimovibile, composta da 4 apparecchi a LED ad alta luminosità, che vengono caricati tramite le celle solari nel coperchio. È possibile inserire oggetti decorativi nella lampada. L’aspettativa di vita della batteria è di circa 5 anni per il normale uso domestico, ideale per un uso interno ed esterno. La sua peculiarità è nell’essere un prodotto artigianale fatto in Sud Africa con il 70% di materiali locali in condizioni di commercio equo e solidale Premiato con design Awards.
IL TAVOLO
HARD & ELLEN by CINAS

Tavolo da giardino pieghevole, ideale per un uso esterno adattabile a qualsiasi spazio e stile per via del suo design minimal ma raffinato.
IL CUSCINO
ODISHA by EIGHTMOOD

Cuscino reversibile double face, perfetto per colorare dei maxi divani in terrazza grazie a innumerevoli fantasie e colori.
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LIFE IN PLASTIC IT’S FANTASTIC. Oggetti di design in plastica

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La PLASTICA non è solamente il materiale per eccellenza del boom economico degli anni 50 e 60 che, attraverso la sua nuova tecnologia, ha risvegliato la produzione di oggetti non solo appartenenti alla quotidianità ma anche come piccoli elementi preziosi creati da maestri del design. Sicuramnte a tutt’oggi è ancora un argomento contrastante e se ne parla molto soprattutto come “second life.” Spesso denigrata, perché considerata come materiale inquinante e nemica dell’ambiente, la plastica viene sdoganata come “nobile” appena diventa sostanza di recupero. Anche se, a dire il vero, spesso la funzione a cui viene destinata è la stessa che aveva nell’altra vita: sedie, tavoli, elementi di design e accessori.
Noi abbiamo deciso di sceglierne alcuni, molti iconici altri frutto della creatività di nuovi designer.
COMPONIBILE
Kartell da sempre leader nella produzione di arredi interamente in plastica, nobilita questo materiale donandogli una finitura metallizzata e reinventando gli iconici componibili.

Ideata nel 1960 da Verner Panton, fu la prima sedia a essere realizzata interamente con un unico foglio di plastica. Declinata negli anni in numerosi colori resta tra i componenti di arredo più eclettici, a suo agio in un ambiente moderno, eccentrica in un contesto antico.

Disegnata nel 1968 da Elio Martinelli per i suoi 50 anni si è tinta di rosso. Il Cobra rappresenta uno dei primi apparecchi illuminanti in resina prodotti con un particolare sistema di stampaggio. Formata da due corpi, quello superiore ruota ricordando così un cobra pronto a sferrare un attacco.

Disegnato da Joe Colombo, vincitore del primo premio SMAU e parte della collezione permanente sia del Museum of Modern Art di New York che della “Triennale” di Milano, Boby ha contribuito a scrivere la storia del design. Adatto sia ad un uso domestico che lavorativo l’anima pop di Boby incontra gusti e funzioni differenti.

Interamente in plexiglass PMMA che viene drappeggiata a mano ad alte temperature, il risultato è un tavolino unico e adatto sia per l’outdoor che l’indoor.

Appendiabiti free-standing che si erge solitario, ricordando le tipiche piante grasse del deserto.‎ Dotato di 6 appigli, Lapsus è un oggetto ornamentale per la casa ma allo stesso tempo funzionale.‎ La base in metallo permette una salda stabilità.‎

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OGNI COSA AL SUO POSTO! OGGETTI DI DESIGN PER ORGANIZZARE IL TUO SPAZIO

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Ogni cosa al proprio posto!
Quante volte abbiamo sentito questa frase?
Questa regola vale più che mai in cucina, dove spesso si accumulano oggetti, utensili e contenitori, la stanza per eccellenza in cui praticità e l’estetica devono coincidere. Ecco alcuni suggerimenti di prodotti che vi aiuteranno ad avere una cucina più ordinata con un occhio di riguardo al design e alla funzionalità.
L’ordine in casa e in questo caso in cucina passa anche per l’organizzazione dei rifiuti, spesso difficile per la mancanza di spazio o perché non si vuole rovinare l’estetica della stanza. La pattumiera è spesso un elemento che tendiamo a nascondere ma abbiamo pensato di mostrarvi un cestino porta rifiuti che si adatta, grazie alle numerose finiture, a ogni tipologia di arredo per passare inosservata o spiccare grazie a un design che riesce ad essere elegante o divertente.

Singoli ma modulari questi portabottiglie in fibrocemento, riescono ad adattarsi facilmente a ogni ambiente, il design seppur lineare ed essenziale riesce a contenere diverse bottiglie, per un bicchiere di vino sempre a portata di mano.

Per sfruttare anche in altezza lo spazio tra top e pensile, questa struttura è l’ideale si fissa senza viti si possono scegliere gli accessori e permette di organizzare al meglio utensili e oggetti.

Per chi non ama o non possiede pensili in cucina, uno scolapiatti d’appoggio è l’unica soluzione. Interamente in polipropilene stampato il design di questo scolapiatti disegnato da Marc Newson ha un pratico design pop, disponibile in diverse tonalità.

Spesso e volentieri i porta posate non sono della misura esatta dei cassetti. Per sfruttare al massimo tutto lo spazio a disposizione il marchio Joseph e Joseph ha pensato a un porta posate allungabile e quindi adattabile a ogni dimensione.

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LAMPADE DA TAVOLO icone di design

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La lampada da tavolo è sicuramente uno tra i complementi di arredo soggetto a più rivisitazioni, dalle più iconiche alle più contemporanee, spaziando tra le diverse forme geometriche. Negli ultimi anni si è puntato alla realizzazione lampade da tavolo sempre più versatili e multiuso, trasportabili e trasformabili, adattabili ai nuovi ritmi del vivere contemporaneo. Caratteristica fondamentale è la sua versatilità che gli permette di inserirla in una molteplicità di ambienti, anche grazie alle sue dimensioni compatte. La più classica delle lampade da tavolo è sicuramente l’abat-jour, con base fissa e paralume in tessuto, tradizionalmente utilizzata in camera da letto per creare una luce soffusa. Non mancano, però, elementi originali che utilizzano materiali innovativi come policarbonato, carta e materiali con finiture cromate.
Ecco alcune delle nostre preferite…
TEO | CAP
design by Yuno Design

Cap è una lampada da tavolo costituita da una copertura superiore in metallo che consente di riflettere la luce e di diffonderla attraverso il vetro che ne costituisce la parte inferiore.‎ E’ ideale da usare come lampada da comodino e come luce notturna nella camera dei bambini.‎
FABBIAN | ARMILLA
design by Lorenzo Truant

Armilla, disegnata da Lorenzo Truant, prende ispirazione dalle prime rappresentazioni rinascimentali del moto delle stelle e dei pianeti.‎ In quel tempo, l’uomo usava costruire delle macchine gioiello delimitate da anelli, chiamati armillari, con al centro, inizialmente la terra, poi col passare del tempo e con l’arrivo delle teorie copernicane, il sole, fonte illimitata di luce e nuovo centro dell’universo.‎ I cerchi di Armilla richiamano questa consuetudine, sostengono la sfera ed esaltano la grande massa di vetro opale che diffonde la luce della sorgente luminosa posta al centro della composizione, proprio come le sfere armillari immaginate dai cosmografi copernicani di fede eliocentrica.‎ Nel dettaglio, i tre preziosi anelli di metallo, opportunamente fissati tra loro, contengono il diffusore, che, grazie ad un anellino fissato all’equatore, si aggancia al cavo di sostegno anch’esso in metallo.‎
VIBIA | PALMA
design by Antoni Arola

Questa collezione, creata dal designer di lampade Antoni Arola per Vibia, incarna i valori tradizionali e l’eredità del passato, trasformandosi magistralmente per acquisire una grande leggerezza e naturalità.‎ La collezione PALMA presenta delicate lampade che emanano una luce calda che invade gli spazi interni con una luminosità avvolgente e riconfortante.‎ Le sfere di luce si compongono con audacia, flottando nell’aria e crescendo nelle pareti circostanti.‎ L’elemento naturale invade lo spazio.‎ L’atmosfera interna acquisisce vita propria, offrendo la possibilità di integrare le piante nelle composizioni.‎ Le lampade consistono di due mezze sfere in vetro soffiato traslucido, unite da un cerchio e da strutture in alluminio.‎ L’illuminazione è LED, ad intensità regolabile.‎ L’installazione di questa collezione può essere individuale o multipla e permette la creazione di diverse composizioni a sospensione, parete e terra.
BONALDO | BARDOT
design by Laura Cazzaniga e Ilaria Limonta

Lampada da tavolo in metallo verniciato ottone opaco.‎ Eleganza e fascino: la lampada da tavolo Bardot, disegnata da Laura Cazzaniga e Ilaria Limonta, è un oggetto di design ricercato e di gran classe.‎ Grazie alle sue linee essenziali e intramontabili, Bardot è l’elemento adatto in qualsiasi occasione in cui si voglia dare un tocco di nuova luce agli arredi.‎ E’ possibile personalizzare lo stelo scegliendo fra sei diverse colorazioni: bianco, grigio antracite, racing green, bordeaux, azzurro artico, mattone.‎
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SOFT CHAIR

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Scopriamo insieme le tendenze nel mondo del complemento d’arredo, che quest’anno vede come protagonista la poltroncina. Avvolgente, curvy e soprattutto imbottita.
Ecco le nostre preferite ideali per qualsiasi ambiente, dal living al contract!
NOVAMOBILI | ORIGIN
design by Makoto Kawamoto

Disegnata da Makoto Kawamoto, la poltrona Origin si ispira alle donne, sia per le forme sinuose sia per la capacità poliedrica di cambiare e combinarsi in modo differente, rivestendosi di cromie, tessuti e trame che esaltano i volumi e le linee.
MOLTENI&C | ELAIN
design by Vincent Van Duysen
Elain, dalle forme tonde ed avvolgenti, è una poltroncina progettata per essere inserita in ogni ambiente grazie alle sue dimensioni contenute. Composta da due soli elementi, la seduta e lo schienale, che unendosi danno vita ad un oggetto a tutto tondo dove accomodarsi viene spontaneo.
PEDRALI | BUDDY 215S
design by Busetti Garuti Redaelli
Linee morbide e un design pulito contraddistinguono la collezione di pouf e tavolini Buddy che, grazie al suo carattere amichevole e versatile, può essere collocata in qualsiasi ambiente completandone l’arredo.
PORRO | KITE
design by GamFratesi Design
La poltroncina Kite, design GamFratesi, è un prodotto dall’estetica pura e avvolgente, studiata nel confort e nelle proporzioni, ideale per le zone di attesa cosi come in ambienti domestici, dal living alla zona notte. Kite e composta da una struttura in tondino metallico verniciato nero che disegna un semplice tracciato nello spazio, su cui si appoggiano un confortevole cuscino e un’avvolgente schienale che si ripiega sulla struttura dando vita al dettaglio peculiare del prodotto: un invitante bracciolo che ricorda il bavero ripiegato di un cappotto.
BLå STATION| BOB JOB
design by Stefan Borselius, Thomas Bernstrand
Il lavoro non deve legare necessariamente ad una scrivania. Le riunioni non hanno bisogno di sale conferenze. BOB Job è la soluzione perfetta per uno spazio di lavoro casual e creativo: un sistema di divani che può essere configurato in qualsiasi modo immaginabile.
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I MAESTRI DEL PAESAGGIO 2018 landscape, garden & design

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L’edizione 2018 si presenta in maniera differente dalle precedenti, viene proposto un ritorno dal generale al particolare, ripartendo dal vocabolario caleidoscopico di cui si compone il Paesaggio, ovvero dalle “parole” originarie poste alla base della natura e di qualsiasi “narrazione” di paesaggio: le piante. I miliardi di piante presenti oggi sul pianeta giocano un ruolo fondamentale per il miglioramento delle condizioni microclimatiche, per contrastare l’inquinamento, consolidare il suolo e regimare i corsi delle acque. Prelevate dal loro ambito naturale, tuttavia, e invitate a diventare la materia prima naturale per la realizzazione di un giardino, di un parco, di un paesaggio urbano a piccola o grande scala, spesso non riescono a rivestire lo stesso ruolo di protagoniste che hanno in natura.Infatti, le piante, una volta sottratte dal loro habitat naturale selvaggio, o dalla natura addomesticata di un vivaio, per ripartire come protagoniste della nuova vita, hanno bisogno del supporto di un’azione consapevole e fondamentale che le aiuti: il progetto.
PIAZZA VECCHIA
Per l’ottava edizione della Green Square, l’allestimento trasforma Piazza Vecchia e i diversi angoli di Città Alta in uno straordinario giardino. Protagonista è Piet Oudolf, riconosciuto a livello internazionale come il maestro del plant design, protagonista di un nuovo movimento, il New Perennial, che predilige nel giardinaggio l’utilizzo di fiori ed erbe perenni.

Paesaggista Olandese, la voce più importante di un nuovo movimento nell’utilizzo delle erbe e dei fiori perenni. Ha realizzato centinaia di giardini pubblici e privati in tutto il mondo. Tra i più celebri ricordiamo la High Line di New York e il Lurie Garden al Millennium Park di Chicago, le istallazioni temporanee alla Biennale di Venezia e al Serpentine Gallery Pavilion.

Probabilmente la figura più importante del giardinaggio moderno. I suoi paesaggi, sapientemente composti, evocano il passato del luogo, celebrando l’estetica del mondo vegetale e invitando il visitatore a fermarsi, osservare, riflettere.

Profondo conoscitore del comportamento delle piante, Oudolf progetta paesaggi accostando diverse specie di piante e valorizzandone le specifiche metamorfosi in ogni periodo dell’anno, anche prima e dopo la fioritura.
PORTICO DELLA BIBLIOTECA ANGELO MAI
Il progetto di Zenucchi arredamento si è ispirato al tema guida della manifestazione I Maestri del Paesaggio: PLANT LANDSCAPE, un ritorno dal generale al particolare, ripartendo dalle “parole” originarie poste alla base della natura e di qualsiasi “narrazione” di paesaggio: le piante ed i fiori. Grazie alla preziosa collaborazione con Kettal, è stato allestito il portico della Biblioteca progettando ambientazioni outdoor con l’inserimento di arredi di design firmati da architetti internazionali come Patricia Urquiola e Rodolfo Dordoni.

La location si affaccia su Piazza Vecchia, trasformata per l’occasione in uno straordinario giardino che accoglie diverse specie di piante e fiori settembrini. Di fronte ad un panorama simile, l’allestimento di Zenucchi non poteva non avere un legame con il concept intrapreso da Piet Oudolf. Le alte piante che l’anno scorso hanno caratterizzato il portico della Biblioteca, quest’anno lasciano il posto a graminacee e fiori settembrini, sempre accolti dai vasi di Atelier Vierkant: un tocco di colore dato dalla natura stessa.

Gli arbusti vengono invece posti in alto: il verde pende dal cielo grazie a strutture circolari in specchio sospese che accolgono diverse tipologie di piante. L’allestimento di Zenucchi arredamento nasce quindi dalle “parole” originarie che quest’anno stanno alla base di tutta la narrazione della manifestazione: piante e fiori sono i protagonisti del Portico e gli arredi contribuiscono a creare un ambiente in cui queste “parole” possono esprimersi.Proprio per questo motivo sono stati scelti colori tenui e neutrali per gli arredi Kettal, che riprendono i toni del cielo e del prato, per creare uno sfondo in cui il colore si manifesta tramite i fiori: una sola vivace nuance che dà vita alla Biblioteca Angelo Mai.
PIAZZA LORENZO MASCHERONI
Il giardino effimero che Gardenia, con Sarah Eberle e Anna Sbokou, creano quest’anno in Piazza Mascheroni, viene denominato “Mirrored Landscape – Il Paesaggio Rispecchiato”.Una Green Square che sarà il fulcro del Green Design, di cui Gardenia è media partner, che si snoda in nove luoghi, fra piazze, palazzi e cortili suggestivi.
Sarah Eberle gioca con le interazioni fra cespugli e alberi che caratterizzano l’Italia. All’estremità meridionale della piazza le combinazioni di piante riecheggiano le forme montuose; da qui partono elementi illuminanti appositamente realizzati per l’allestimento di forma tubolare, forati, che emergono dalle chiome diffondendo una luce che crea un effetto notte stellata.
In questa zona della piazza l’arredo di Ethimo della linea Flower è nei colori verde salvia e azzurro plumbago. Al centro, i mobili della stessa linea sono in un mix di rosso papavero e arancio. Le aree sotto gli alberi sono pacciamate con mulch colorati che si abbinano con gli arredi mentre dagli alberi pendono piante aeree. A rafforzare l’effetto riflettente si staglia la scultura Torus di David Harber.

L’intervento di lighting designer di Anna Sbokou gioca ad adattarsi con il paesaggio, migliorandone la percezione: gli alberi divengono dei corpi illuminanti, il grande muro di pietra si colorerà in varie tinte, in sintonia con le zone progettate da Sarah, al fine di creare un effetto riflesso di stelle e luna tra le piante. La scultura Torus, realizzata da David Harber, la scultura ha una superficie liscia e specchiata per una forma perfetta, il cerchio, ma forata al centro. L’opera in acciaio inossidabile e alta due metri, è un invito a guardare in modo diverso il paesaggio.

La pacciamatura pop sotto alberi, tavoli e sedie, il cippato di legno della inea Orgacolor di Agresta crea tappeti che definiscono gli spazi e danno continuità cromatica al progetto.
ll progetto di Obi per Piazza Mascheroni si sviluppa attraverso un percorso d’ispirazione naturale che si snoda tra la vegetazione per giungere ad un fulcro centrale. Il percorso, attraversando trasversalmente l’area di progetto, è caratterizzato da un ingresso «in punta di piedi» lungo l’arteria principale di collegamento a Piazza Vecchia e da degli ingressi secondari pavimentati. Tutt’intorno si apre una natura via via sempre più spontanea e rigogliosa, caratterizzata dall’utilizzo di piante perenni, per lo più graminacee e piante cosmopolite molto rustiche e dalla grande adattabilità.

Addentrandosi nel percorso il visitatore avrà modo di scoprire e vivere le quattro isole, che sono state pensate come aree segrete e, proprio per questo motivo, realizzate con una pavimentazione diversa per enfatizzare la differente funzione di sosta e relax. I tre accessi conducono allo snodo centrale, che è stato caratterizzato dall’ utilizzo di una pergola e vuole essere luogo di incontro e di unione tra le altre diverse esperienze, quindi un punto di snodo per raggiungere le isole di relax e contemplazione dove sostare e leggere un buon libro.

Qui trova luogo l’elemento acqua all’interno di un laghetto artificiale delimitato da piante e dalla forma irregolare, in quanto simbolo della spontaneità della natura, che si contrappone al rigore del percorso. Allontanandosi dal nucleo centrale regolare ci si addentra all’interno di una vegetazione più casuale e spontanea, ma allo stesso tempo armonica.La presenza dell’acqua, insieme a questa cornice, vuole regalare momenti di pace e serenità con l’ausilio della vegetazione che circonda l’intero progetto.
ANTICO LAVATOIO DI VIA MARIO LUPO
Un polmone verde nel cuore della città, progettato da Lucia Nusiner. Pedrali abbraccia la filosofia della manifestazione e trasforma la suggestiva piazza dell’Antico Lavatoio in un giardino conviviale, all’interno del quale arredi e vegetazione si fondono armonicamente con l’ambiente circostante.

I visitatori potranno sedersi su sedie, poltrone e sgabelli della nuova collezione Tribeca, disegnata da Mandelli Pagliarulo; prendersi una pausa dalla frenesia quotidiana sostando sul divano Reva, di Patrick Jouin o immergersi nell’atmosfera di questo angolo di Città Alta resa ancor più magica dalla luce di Giravolta e Happy Apple, lampade disegnate da Basaglia Rota Nodari.
GIARDINO DI CONDOMINIO TRESOLDI
Il Giardino Tresoldi anche quest’anno ospiterà le lampade della collezione Outdoor di Catellani&Smith, studiate per illuminare spazi esterni e terrazzi, giardini verticali e piccole o ampie aree verdi, dove si integrano nell’ambiente circostante. Vicino all’ingresso, gli archi inseriti nelle due strutture laterali sono illuminati da lampade a parete Mora e Syphasfera,che rendono l’ambiente accogliente, come un grande salotto verde.
Numerose Syphaduepassi sono inserite nelle fitte siepi che disegnano l’area interna del giardino, per illuminare il percorso ai visitatori che si inoltrano nei vialetti, dove altre versioni ‘custom’ spuntano dalle aiuole.Un suggestivo Albero di Luce completa l’arredo, simile ad un salice piangente.In una zona dedicata del giardino si accende invece Medousê, realizzata in vetro industriale lavorato a mano, qui proposta in una nuova finitura. Syphasera, Syphaduepassi, Syphasfera, More e Medousê sono alcuni degli articoli a disposizione di architetti e progettisti, per creare nuovi ambienti in cui la luce gioca in perfetta sintonia con la natura.

PORTICO DI PIAZZA DELLA CITTADELLA
Casanova Interior Designers in collaborazione con l’Architetto Katuscia Ratto e Giardini Arioldi, nel progetto che verrà presentato sotto il porticato di Piazza della Cittadella a Bergamo Alta, metteranno insieme tante piante fino a formare un Bosco: il luogo dove avranno luogo favole d’arredo.

Nell’emozionante e vibrante location verranno inseriti arredi dal sapore magico e divertente come i pouf Brioni di Kristaliadai colori discreti e naturali; ricreate zone contemplative con l’accogliente Kokoon di Royal Botania e la raffinata rusticità della collezione Nara progettata da Louis Benech per la medesima azienda; ed allestite zone più consone ad esaltare la convivialità del vivere all’aria aperta con gruppi di tavoli e sedie della collezione outdoor di Kristalia.Tutti gli ospiti che vorranno farci visita saranno accolti sotto l’elegante e raffinata copertura frangisole Opera di Pratic.

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Alexander Lamont Collezione Pleiades

Pubblicato da blog ospite in Design, Room by Room, Stili
Collezione Pleiades
le tradizionali tecniche di lavorazione europee del metallo
incontrano le tecniche di laccatura giapponesi
Questa è la storia della creazione di una collezione di vasi che è stata nel cuore e nella mente di Alexander Lamont per molti anni. Da tempo infatti desiderava cimentarsi nella progettazione di oggetti sinuosi e intriganti usando tecniche che sposassero le tecniche e lavorazioni europee e giapponesi.
Alexander è stato profondamente ispirato dalle tecniche di Jean Dunand, visto prima al Musée des Arts Decoratifs di Parigi, e più tardi nelle gallerie di Rue de Seine e alla famosa casa d’asta Christie durante la quale, nel 2009, venne battuta la collezione personale di Yves Saint-Laurent. La produzione artistica di Jean Dunand include molteplici esempi di vasi dalle forme semplici, decorati con metalli preziosi, patinature e, in seguito, dopo che Eileen Gray presentò Dunand all’ artista giapponese Sugiwara, con l’urushi e il guscio d’uovo, tipici della tradizione asiatica.
Alexander dichiara:
“Lavorando con lacca e guscio d’uovo, ho scoperto modi per riprodurre pianeti, costellazioni e carte celesti su vasi. Da soli, in gruppo e come coppie, evocano la leggerezza e l’oscurità dei cieli notturni. “
Alexander Lamont
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COME TRASFORMARE UNA SALA RELAX MONOTONO CON I GIUSTI ACCESSORI BAGNO ?

Pubblicato da blog ospite in Idee, Room by Room
Il bagno della vostra abitazione non vi soddisfa più? Troppo bianco? Troppo scuro? Inserendo i giusti accessori bagno, potrai renderlo attuale e di design.
Per creare bagni davvero originali e allontanarsi da quello che viene definito uno stile minimal e monotono, bastano davvero pochi accorgimenti e il gioco è fatto!
Partendo da basi più economiche, gli interventi che possono essere fatti all’interno della sala relax sono per lo più su accessori bagno. Infatti con piccoli dettagli, un accostamento cromatico audace e una luce installata in un punto strategico, si creeranno vere e proprie opere di design.

Un altro spunto interessante, visto che i lavabi d’appoggio sono molto in voga di questi tempi, è quello di scegliere come base un mobiletto vintage oppure riutilizzare un vecchio mobile, verniciarlo del colore che più si preferisce abbinandolo con il resto dell’ ambiente.

In tema di colori, tutto è permesso! Si possono utilizzare infatti colori pastello o colori più accesi che renderanno la sala relax molto più audace e originale. Se il colore non vi spaventa, scegliete lavabi sempre d’appoggio ma colorati. Accostati a mobili vintage e ad accessori bagno di design, sapranno dare quel tocco retrò alla sala relax.

Se tutto ciò non vi soddisfa e volete ancora più colore, allora dipingete la parte dietro al lavello, quella tra il lavandino e la specchiera e posizionate una luce a led. Potete acquistare o una vernice ad acqua oppure anche una semplice pittura lavabile. Il risultato sarà assicurato.

Se al contrario, il colore non vi rispecchia del tutto, ma vi piacerebbe arricchire la vostra sala da bagno con dettagli in tonalità pastello, allora optate per tappeti, asciugamani, candele, porta biancheria e sgabelli. In questo modo si avranno macchie di colore che sarà possibile togliere se dovessero stancarvi, oppure solamente sostituirle con altro, al cambio di stagione!
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Sol LeWitt, Between the Lines

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presenta
Sol LeWitt. Between the Lines
a cura di Francesco Stocchi e Rem Koolhaas
Dal 17 novembre 2017 al 24 giugno 2018 la Fondazione Carriero è lieta di presentare Sol LeWitt. Between the Lines, una mostra a cura di Francesco Stocchi e Rem Koolhaas organizzata in stretta collaborazione con l’Estate of Sol LeWitt. Nel decennale della scomparsa di Sol LeWitt (Hartford, 1928 – New York, 2007), Between the Lines intende offrire un punto di vista nuovo sulla pratica dell’artista statunitense, esplorandone i confini – nel rispetto di quelle norme e di quei principi alla base del suo pensiero – e isolando i momenti fondanti del suo metodo di indagine e dei processi che ne derivano.
Attraverso un nutrito corpus di opere che ripercorrono l’intero arco della sua carriera – da 7 celeberrimi Wall Drawings a 15 sculture come Complex Form e Inverted Spiraling Tower, fino alla serie fotografica Autobiography – e partendo dalla peculiarità degli spazi della Fondazione, il progetto espositivo esplora la relazione del lavoro di LeWitt con l’architettura. Between the Lines si basa su una chiave di lettura forte e innovativa, tesa innanzitutto a riformulare l’idea che sia l’opera a doversi adattare all’architettura, fino ad arrivare a sovvertire il concetto stesso di sitespecific.
Con la collaborazione dell’architetto Rem Koolhaas – per la prima volta nella veste di curatore – in dialogo con il curatore Francesco Stocchi, Between the Lines affronta ampi aspetti dell’opera di LeWitt, con l’obiettivo ambizioso di superare quella frattura che tradizionalmente separa l’architettura dalla storia dell’arte e che caratterizza l’intera pratica dell’artista, rivolta più al processo che al prodotto finale, e scevra di qualsiasi giudizio estetico o idealista.
Nel 1967 LeWitt pubblica sulla rivista Artforum il testo “Paragraphs on Conceptual Art” – considerato tutt’oggi basilare per la comprensione dell’arte concettuale – che sancisce il primato dell’idea sull’esecuzione, attribuendo così maggior rilievo al concetto e al processo rispetto all’oggetto, segnando l’inizio della progressiva riduzione al grado primordiale dell’opera d’arte. Nel testo LeWitt conia il termine “concettuale”, aprendo la strada a un’idea di arte e a un modo di lavorare che sarà – e continua a essere – rilevante per le successive generazioni di artisti. Il compito dell’artista è dunque quello di formulare il progetto, la sua esecuzione invece può essere affidata a chiunque, purché si rispettino le istruzioni stabilite.
Il suo credere nell’artista come generatore di idee ha aggiunto una nuova dimensione al suo ruolo, avvicinandola alla figura di un architetto che crea un progetto per un edificio e poi delega la produzione effettiva ad altri. Tuttavia, il teorema che LeWitt professava è più ampio di quanto s’immagini: è quel certo, misurato, grado di casualità determinato dall’individualità dell’esecutore ad aprire l’opera al pathos della creazione artistica, al senso determinato dalla coerenza interna del sistema linguistico, e dunque dal metodo e non dall’esito di per sé. Muoversi liberi all’interno di regole. Quando ad esempio, in memoria dell’amica Eva Hesse, l’artista introduce nei suoi Wall Drawings “le linee non dritte”, si abbandona alla comprensione (e all’interpretazione) dell’esecutore, rafforzando ulteriormente il disinteresse per ogni forma di estetica a favore dell’attenzione per la regola, rendendo così le sue opere immortali perché capaci di rinnovarsi ogni volta.
È a questo punto che si inserisce il ruolo dell’architettura (e dell’architetto) nella valutazione dell’opera di LeWitt, non solo per l’affinità nella progettualità delle idee, ma per la capacità che entrambi hanno di rimodellare lo spazio.
Le opere di Sol LeWitt non possono essere considerate sculture, né opere pittoriche e neanche strutture architettoniche, si tratta piuttosto di Structures forme inserite nello spazio, a metà tra la bidimensionalità e la tridimensionalità. La loro regolarità geometrica le rende “basi” perfette per i suoi disegni a parete, moltiplicabili, trasformabili in pattern e replicabili in un numero infinito di forme bianche, nere, o colorate, solide o aperte. Sono forme che rivelano il loro attaccamento all’immagine piatta ma al tempo stesso sfidano la gravità, innescando una riflessione che unisce dipinti a parete e sculture, creando una porta d’accesso tra “dimensionalità” e “costruzione”.
Molte di queste forme sono incuranti dell’ambiente e delle sue caratteristiche, attraversano porte e pareti in continuità con l’architettura senza essere condizionate dalla specificità del luogo in cui si sviluppano, ripercorrendo in questo modo l’intera storia della pittura murale.
L’opera si permea di quel luogo ma non è necessariamente pensata per esso, e in questo modo rivela un nuovo spazio metafisico fatto non di linee, cubi o altre forme geometriche, bensì dell’idea di quelle stesse linee, cubi o forme.
La mostra alla Fondazione Carriero nasce dunque dal desiderio di esplorare i confini dell’opera di LeWitt, considerando i suoi postulati all’interno di un nuovo e più libero sistema di verifica, e di proporre una nuova armonia tra figura tridimensionale e superficie bidimensionale.
La mostra è resa possibile grazie alla stretta collaborazione con l’Estate of Sol LeWitt e a prestiti provenienti da prestigiose istituzioni pubbliche, come il Whitney Museum of American Art (New York), e importanti collezioni private, come la Collezione Panza. I Wall Drawings esposti negli spazi della Fondazione Carriero sono eseguiti con la collaborazione di giovani artisti e studenti milanesi, sotto la fondamentale supervisione della Estate Sol LeWitt.
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HAPPY MOTHER’S DAY, WITH DESIGN

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Vuoi qualche idea per la festa della mamma? Se cerchi un regalo originale e di design, eccoci qua in tuo aiuto per darti qualche dritta! Pezzi unici per persone speciali…
NOMESS COPENHAGEN | BALSABOX PERSONAL

Una scatola multifunzionale progettata per riporre i tuoi oggetti personali. Il vassoio scorrevole integrato facilita l’organizzazione e aiuta a localizzare tutti gli oggetti piccoli ma importanti. Il coperchio funge anche da specchio – sollevare il coperchio e posizionarlo verticalmente nella parte posteriore della scatola e si dispone di una stazione di bellezza portatile. È realizzato in legno di balsa leggero.

Servizio in porcellana e oro 24 carati realizzati da Marcantonio Raimondi Malerba per la linea Kintsugi di Seletti. Marcantonio, che prosegue una collaborazione ormai da anni con il brand, utilizza per queste opere la tecnica del Kintsugi che ha origine in Giappone e che prevede l’utilizzo di metalli preziosi come l’oro per riparare vasellame in porcellana. Dietro questa tecnica orientale di riparazione si nasconde una più profonda filosofia: un oggetto datato e in frantumi si trasforma in un oggetto di alto valore, maggiore rispetto al nuovo orignario, acquisendo una nuova vita ed una nuova estetica.
GARDECO | THE VISITOR design by Guido Deleu

The Visitor è un progetto dell’artista belga Guido Deleu. Il visitatore incarna una figura gentile e amichevole, che vorresti accogliere a casa tua. Questo pezzo di ceramica è fatto a mano nello studio Cores da Terra in Brasile usando pigmenti naturali.
PAOLA LENTI | BAGS

Serie composta da borse a mano e shopping bags; le borse a mano sono realizzate cucendo e modellando una corda in filato Rope tinta unita o bicolore; le shopping bags sono prodotte in tessuto Light.
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