Rooms Interior Design Lab






 
 
 

Vuoi una casa su misura? Ci pensa il falegname!

Pubblicato da blog ospite in Design, Rooms Interior Design Lab

Quando si compra una casa oppure si è in procinto di farlo, si inizia a pensare anche a come arredarla e renderla accogliente: stile moderno o gusto classico, shabby chic o un tocco country? Si iniziano a sfogliare, allora, riviste di arredamento e cataloghi, si visitano centri di esposizione e megastore dei marchi più grandi, alla ricerca di qualcosa che rispecchi i propri gusti e, soprattutto, il proprio budget a disposizione. La scelta del giusto arredamento e dei mobili da acquistare non è mai semplice perché è sempre legata alla struttura della casa, se per esempio è oppure ha una mansarda, se ha particolari sporgenze e divisioni degli spazi e degli ambienti, se ha piccole dimensioni oppure grandi. Nonostante tutte le particolarità che può presentare la struttura di una casa, però, esistono tantissimi modi per arredarla come più si desidera. Rivolgersi ad una falegnameria artigianale per realizzare un arredamento su misura, per esempio, potrebbe essere la soluzione a questo tipo di problema. 
   
Molto spesso non si prende in considerazione l’idea di rivolgersi ad una falegnameria artigianale, poiché si è portati a pensare che la realizzazione di mobili su misura possa richiedere un investimento troppo cospicuo e non adatto alle “proprie tasche”. Certamente un mobile realizzato da un falegname può comportare a volte un costo anche elevato, ma la qualità che lo caratterizza lo rende anche un investimento per il futuro, data la sua lunga durata nel tempo.
Arredare la casa con mobili su misura realizzati da una falegnameria artigianale significa esprimere il proprio gusto: l’arredamento su misura va ad esaltare, infatti, l’identità unica della casa con colori, forme, stili e design personalizzati. Un mobile su misura è un pezzo unico di arredamento, un risultato difficile da realizzare con i mobili prodotti in serie dai grandi marchi e dalle fabbriche.


Un arredamento su misura consente di sfruttare ogni angolo ed ogni ambiente della casa in modo pratico e funzionale. Per il salone, per esempio, si possono realizzare pareti attrezzate come librerie su misura, boiserie su misura e di varie tipologie e altri elementi di arredo; se non si ha molto spazio a disposizione nella zona notte, invece, si può optare per un armadio su misura che riesca a sfruttare ogni centimetro dell’ambiente, oppure si può realizzare una camera da letto su misura, a ponte oppure a scomparsa. Poi, ancora, se la casa si presenta con scale interne oppure con tetto a spiovente, si possono creare dei vani ripostiglio, dove sistemare oggetti vari che non siano di uso quotidiano.


Un mobile su misura realizzato da una falegnameria artigianale, realizzati quindi da veri artigiani, è un mobile che prende vita da una semplice idea e si sviluppa in base alle esigenze del committente. Si può scegliere qualsiasi elemento, il tipo di legno, il colore e persino le sfumature di colore, la foggia, lo stile, le finiture o anche l’abbinamento a materiali diversi dal legno come vetro, ferro, marmo. Si può ottenere, insomma, una personalizzazione a 360°. Scegliendo un mobile su misura si possono realizzare anche le forme più insolite, si possono arredare gli spazi difficili della propria casa, per sfruttare al meglio anche gli angoli più angusti delle stanze. Ovviamente la qualità sarà superiore a quella dei mobili prefabbricati e l’arredamento sarà più duraturo negli anni.


Tutte le immagini sono splendide realizzazioni di Bucefalo Arredamenti, falegnameria a Roma, che valorizza la cultura artigiana del made in Italy realizzando mobili su misura, librerie, armadi, boiserie, camere da letto e complementi di arredo, frutto di una lunga tradizione, di professionalità, qualità e una particolare attenzione “al centimetro”.

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White in the City – Milano Design Week 2017

Pubblicato da blog ospite in Rooms Interior Design Lab
Siamo ormai a marzo inoltrato, e il sole tiepido e l’aria frizzantina non annuncia solo l’arrivo della primavera, ma anche l’avvicinarsi dell’evento più importante nel mondo del design: la Milano Design Week, che renderà la città un laboratorio creativo a cielo aperto dal 4 al 9 Aprile. 
Tra i tantissimi eventi in programma il più interessante è sicuramente White in the City, che vede la collaborazione di Giulio Cappellini, in qualità di art director, e Claudio Balestreri, fondatore e presidente di Oikos, main sponsor dell’evento.

White in the City è un progetto diffuso che coinvolge ben quattro location di eccezione all’interno del Brera Design District (La Pinacoteca e l’Accademia di Belle Arti di Brera, la ex chiesa di San Carpoforo e Palazzo Cusani) più una in Corso Italia (il loft di Class editori Space, che farà da sfondo alla mostra White Young), in cui il bianco verrà raccontato in un itinerario tematico che comprenderà le sue mille sfaccettature cromatiche e simboliche. 

Il bianco è infatti il (non) colore che più degli altri ha retaggi antichi e trasversali in tutte le culture del mondo, e che è riuscito a mantenere nei secoli il significato, radicato nell’immaginario comune, di benessere e di serenità. Questo a causa di una caratteristica fisica che lo contraddistingue: contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico, non ha nessuna tinta, e quel che resta è solo luce. 
La cover di Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, avete presente?
Via

Il bianco è anche una tinta molto amata da architetti e designer d’interni poiché riesce a dare un carattere scultoreo agli edifici e a conferire luminosità e ampiezza agli spazi. Ci sono numerosi esempi di architetture bianche che sono diventate icone, il più famoso dei quali è Ville Savoy di Le Corbusier, ma molta del”architettura tradizionale del sud europa è bianca, segno di una propensione a questo colore che ci portiamo dietro da tempo. 

Trulli ad Alberobello                                                      Chiesa a Santorini 

Con la nascita dell’ International Style a cavallo delle due guerre mondiali, poi, il bianco è diventato la base su cui pensare la forma degli edifici moderni.

Adolf Loos, Casa Müller, 1928 (foto di Chiara Quinzii)
Jørn Utzon, Opera House, 1973
Santiago Calatrava, Museo delle Scienze, 1996

Interior decor in bianco in diversi contesti: antico e moderno

Curioso, perché il bianco è anche il colore dei capelli degli anziani, che quindi ci rimanda alla vecchiaia, ma anche alla saggezza. Bianca è la purezza, sia quella dei bambini appena nati che quella di un manto di neve non calpestata, e per estensione di significato è anche diventato sinonimo di pulizia (la biancheria si chiama così proprio per questo).

Personalmente il bianco è un colore che amo molto perché è quello che più di tutti riesce a far risaltare quello che gli sta intorno, e soprattutto ciò a cui fa da sfondo: le persone. È una caratteristica molto evidente nelle arti visive:

Arancia Meccanica
Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante
Parsifal in scena al Teatro Regio di Torino nel 2011
Jack Vettriano, Dance me to the end of Love, 1998

E infine una delle mie canzoni preferite, che mi rimette in pace col mondo e che ovviamente vanta una bella dose di bianco:


Stay white, ci vediamo al salone!

 
 

White in the City – Milano Design Week 2017

Pubblicato da blog ospite in Rooms Interior Design Lab
Siamo ormai a marzo inoltrato, e il sole tiepido e l’aria frizzantina non annuncia solo l’arrivo della primavera, ma anche l’avvicinarsi dell’evento più importante nel mondo del design: la Milano Design Week, che renderà la città un laboratorio creativo a cielo aperto dal 4 al 9 Aprile. 
Tra i tantissimi eventi in programma il più interessante è sicuramente White in the City, che vede la collaborazione di Giulio Cappellini, in qualità di art director, e Claudio Balestreri, fondatore e presidente di Oikos, main sponsor dell’evento.

White in the City è un progetto diffuso che coinvolge ben quattro location di eccezione all’interno del Brera Design District (La Pinacoteca e l’Accademia di Belle Arti di Brera, la ex chiesa di San Carpoforo e Palazzo Cusani) più una in Corso Italia (il loft di Class editori Space, che farà da sfondo alla mostra White Young), in cui il bianco verrà raccontato in un itinerario tematico che comprenderà le sue mille sfaccettature cromatiche e simboliche. 

Il bianco è infatti il (non) colore che più degli altri ha retaggi antichi e trasversali in tutte le culture del mondo, e che è riuscito a mantenere nei secoli il significato, radicato nell’immaginario comune, di benessere e di serenità. Questo a causa di una caratteristica fisica che lo contraddistingue: contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico, non ha nessuna tinta, e quel che resta è solo luce. 
La cover di Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, avete presente?
Via

Il bianco è anche una tinta molto amata da architetti e designer d’interni poiché riesce a dare un carattere scultoreo agli edifici e a conferire luminosità e ampiezza agli spazi. Ci sono numerosi esempi di architetture bianche che sono diventate icone, il più famoso dei quali è Ville Savoy di Le Corbusier, ma molta del”architettura tradizionale del sud europa è bianca, segno di una propensione a questo colore che ci portiamo dietro da tempo. 

Trulli ad Alberobello                                                      Chiesa a Santorini 

Con la nascita dell’ International Style a cavallo delle due guerre mondiali, poi, il bianco è diventato la base su cui pensare la forma degli edifici moderni.

Adolf Loos, Casa Müller, 1928 (foto di Chiara Quinzii)
Jørn Utzon, Opera House, 1973
Santiago Calatrava, Museo delle Scienze, 1996

Interior decor in bianco in diversi contesti: antico e moderno

Curioso, perché il bianco è anche il colore dei capelli degli anziani, che quindi ci rimanda alla vecchiaia, ma anche alla saggezza. Bianca è la purezza, sia quella dei bambini appena nati che quella di un manto di neve non calpestata, e per estensione di significato è anche diventato sinonimo di pulizia (la biancheria si chiama così proprio per questo).

Personalmente il bianco è un colore che amo molto perché è quello che più di tutti riesce a far risaltare quello che gli sta intorno, e soprattutto ciò a cui fa da sfondo: le persone. È una caratteristica molto evidente nelle arti visive:

Arancia Meccanica
Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante
Parsifal in scena al Teatro Regio di Torino nel 2011
Jack Vettriano, Dance me to the end of Love, 1998

E infine una delle mie canzoni preferite, che mi rimette in pace col mondo e che ovviamente vanta una bella dose di bianco:


Stay white, ci vediamo al salone!

 
 

White in the City – Milano Design Week 2017

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Siamo ormai a marzo inoltrato, e il sole tiepido e l’aria frizzantina non annuncia solo l’arrivo della primavera, ma anche l’avvicinarsi dell’evento più importante nel mondo del design: la Milano Design Week, che renderà la città un laboratorio creativo a cielo aperto dal 4 al 9 Aprile. 
Tra i tantissimi eventi in programma il più interessante è sicuramente White in the City, che vede la collaborazione di Giulio Cappellini, in qualità di art director, e Claudio Balestreri, fondatore e presidente di Oikos, main sponsor dell’evento.

White in the City è un progetto diffuso che coinvolge ben quattro location di eccezione all’interno del Brera Design District (La Pinacoteca e l’Accademia di Belle Arti di Brera, la ex chiesa di San Carpoforo e Palazzo Cusani) più una in Corso Italia (il loft di Class editori Space, che farà da sfondo alla mostra White Young), in cui il bianco verrà raccontato in un itinerario tematico che comprenderà le sue mille sfaccettature cromatiche e simboliche. 

Il bianco è infatti il (non) colore che più degli altri ha retaggi antichi e trasversali in tutte le culture del mondo, e che è riuscito a mantenere nei secoli il significato, radicato nell’immaginario comune, di benessere e di serenità. Questo a causa di una caratteristica fisica che lo contraddistingue: contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico, non ha nessuna tinta, e quel che resta è solo luce. 
La cover di Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, avete presente?
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Il bianco è anche una tinta molto amata da architetti e designer d’interni poiché riesce a dare un carattere scultoreo agli edifici e a conferire luminosità e ampiezza agli spazi. Ci sono numerosi esempi di architetture bianche che sono diventate icone, il più famoso dei quali è Ville Savoy di Le Corbusier, ma molta del”architettura tradizionale del sud europa è bianca, segno di una propensione a questo colore che ci portiamo dietro da tempo. 

Trulli ad Alberobello                                                      Chiesa a Santorini 

Con la nascita dell’ International Style a cavallo delle due guerre mondiali, poi, il bianco è diventato la base su cui pensare la forma degli edifici moderni.

Adolf Loos, Casa Müller, 1928 (foto di Chiara Quinzii)
Jørn Utzon, Opera House, 1973
Santiago Calatrava, Museo delle Scienze, 1996

Interior decor in bianco in diversi contesti: antico e moderno

Curioso, perché il bianco è anche il colore dei capelli degli anziani, che quindi ci rimanda alla vecchiaia, ma anche alla saggezza. Bianca è la purezza, sia quella dei bambini appena nati che quella di un manto di neve non calpestata, e per estensione di significato è anche diventato sinonimo di pulizia (la biancheria si chiama così proprio per questo).

Personalmente il bianco è un colore che amo molto perché è quello che più di tutti riesce a far risaltare quello che gli sta intorno, e soprattutto ciò a cui fa da sfondo: le persone. È una caratteristica molto evidente nelle arti visive:

Arancia Meccanica
Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante
Parsifal in scena al Teatro Regio di Torino nel 2011
Jack Vettriano, Dance me to the end of Love, 1998

E infine una delle mie canzoni preferite, che mi rimette in pace col mondo e che ovviamente vanta una bella dose di bianco:


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Siamo ormai a marzo inoltrato, e il sole tiepido e l’aria frizzantina non annuncia solo l’arrivo della primavera, ma anche l’avvicinarsi dell’evento più importante nel mondo del design: la Milano Design Week, che renderà la città un laboratorio creativo a cielo aperto dal 4 al 9 Aprile. 
Tra i tantissimi eventi in programma il più interessante è sicuramente White in the City, che vede la collaborazione di Giulio Cappellini, in qualità di art director, e Claudio Balestreri, fondatore e presidente di Oikos, main sponsor dell’evento.

White in the City è un progetto diffuso che coinvolge ben quattro location di eccezione all’interno del Brera Design District (La Pinacoteca e l’Accademia di Belle Arti di Brera, la ex chiesa di San Carpoforo e Palazzo Cusani) più una in Corso Italia (il loft di Class editori Space, che farà da sfondo alla mostra White Young), in cui il bianco verrà raccontato in un itinerario tematico che comprenderà le sue mille sfaccettature cromatiche e simboliche. 

Il bianco è infatti il (non) colore che più degli altri ha retaggi antichi e trasversali in tutte le culture del mondo, e che è riuscito a mantenere nei secoli il significato, radicato nell’immaginario comune, di benessere e di serenità. Questo a causa di una caratteristica fisica che lo contraddistingue: contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico, non ha nessuna tinta, e quel che resta è solo luce. 
La cover di Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, avete presente?
Via

Il bianco è anche una tinta molto amata da architetti e designer d’interni poiché riesce a dare un carattere scultoreo agli edifici e a conferire luminosità e ampiezza agli spazi. Ci sono numerosi esempi di architetture bianche che sono diventate icone, il più famoso dei quali è Ville Savoy di Le Corbusier, ma molta del”architettura tradizionale del sud europa è bianca, segno di una propensione a questo colore che ci portiamo dietro da tempo. 

Trulli ad Alberobello                                                      Chiesa a Santorini 

Con la nascita dell’ International Style a cavallo delle due guerre mondiali, poi, il bianco è diventato la base su cui pensare la forma degli edifici moderni.

Adolf Loos, Casa Müller, 1928 (foto di Chiara Quinzii)
Jørn Utzon, Opera House, 1973
Santiago Calatrava, Museo delle Scienze, 1996

Interior decor in bianco in diversi contesti: antico e moderno

Curioso, perché il bianco è anche il colore dei capelli degli anziani, che quindi ci rimanda alla vecchiaia, ma anche alla saggezza. Bianca è la purezza, sia quella dei bambini appena nati che quella di un manto di neve non calpestata, e per estensione di significato è anche diventato sinonimo di pulizia (la biancheria si chiama così proprio per questo).

Personalmente il bianco è un colore che amo molto perché è quello che più di tutti riesce a far risaltare quello che gli sta intorno, e soprattutto ciò a cui fa da sfondo: le persone. È una caratteristica molto evidente nelle arti visive:

Arancia Meccanica
Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante
Parsifal in scena al Teatro Regio di Torino nel 2011
Jack Vettriano, Dance me to the end of Love, 1998

E infine una delle mie canzoni preferite, che mi rimette in pace col mondo e che ovviamente vanta una bella dose di bianco:


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Siamo ormai a marzo inoltrato, e il sole tiepido e l’aria frizzantina non annuncia solo l’arrivo della primavera, ma anche l’avvicinarsi dell’evento più importante nel mondo del design: la Milano Design Week, che renderà la città un laboratorio creativo a cielo aperto dal 4 al 9 Aprile. 
Tra i tantissimi eventi in programma il più interessante è sicuramente White in the City, che vede la collaborazione di Giulio Cappellini, in qualità di art director, e Claudio Balestreri, fondatore e presidente di Oikos, main sponsor dell’evento.

White in the City è un progetto diffuso che coinvolge ben quattro location di eccezione all’interno del Brera Design District (La Pinacoteca e l’Accademia di Belle Arti di Brera, la ex chiesa di San Carpoforo e Palazzo Cusani) più una in Corso Italia (il loft di Class editori Space, che farà da sfondo alla mostra White Young), in cui il bianco verrà raccontato in un itinerario tematico che comprenderà le sue mille sfaccettature cromatiche e simboliche. 

Il bianco è infatti il (non) colore che più degli altri ha retaggi antichi e trasversali in tutte le culture del mondo, e che è riuscito a mantenere nei secoli il significato, radicato nell’immaginario comune, di benessere e di serenità. Questo a causa di una caratteristica fisica che lo contraddistingue: contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico, non ha nessuna tinta, e quel che resta è solo luce. 
La cover di Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, avete presente?
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Il bianco è anche una tinta molto amata da architetti e designer d’interni poiché riesce a dare un carattere scultoreo agli edifici e a conferire luminosità e ampiezza agli spazi. Ci sono numerosi esempi di architetture bianche che sono diventate icone, il più famoso dei quali è Ville Savoy di Le Corbusier, ma molta del”architettura tradizionale del sud europa è bianca, segno di una propensione a questo colore che ci portiamo dietro da tempo. 

Trulli ad Alberobello                                                      Chiesa a Santorini 

Con la nascita dell’ International Style a cavallo delle due guerre mondiali, poi, il bianco è diventato la base su cui pensare la forma degli edifici moderni.

Adolf Loos, Casa Müller, 1928 (foto di Chiara Quinzii)
Jørn Utzon, Opera House, 1973
Santiago Calatrava, Museo delle Scienze, 1996

Interior decor in bianco in diversi contesti: antico e moderno

Curioso, perché il bianco è anche il colore dei capelli degli anziani, che quindi ci rimanda alla vecchiaia, ma anche alla saggezza. Bianca è la purezza, sia quella dei bambini appena nati che quella di un manto di neve non calpestata, e per estensione di significato è anche diventato sinonimo di pulizia (la biancheria si chiama così proprio per questo).

Personalmente il bianco è un colore che amo molto perché è quello che più di tutti riesce a far risaltare quello che gli sta intorno, e soprattutto ciò a cui fa da sfondo: le persone. È una caratteristica molto evidente nelle arti visive:

Arancia Meccanica
Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante
Parsifal in scena al Teatro Regio di Torino nel 2011
Jack Vettriano, Dance me to the end of Love, 1998

E infine una delle mie canzoni preferite, che mi rimette in pace col mondo e che ovviamente vanta una bella dose di bianco:


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Siamo ormai a marzo inoltrato, e il sole tiepido e l’aria frizzantina non annuncia solo l’arrivo della primavera, ma anche l’avvicinarsi dell’evento più importante nel mondo del design: la Milano Design Week, che renderà la città un laboratorio creativo a cielo aperto dal 4 al 9 Aprile. 
Tra i tantissimi eventi in programma il più interessante è sicuramente White in the City, che vede la collaborazione di Giulio Cappellini, in qualità di art director, e Claudio Balestreri, fondatore e presidente di Oikos, main sponsor dell’evento.

White in the City è un progetto diffuso che coinvolge ben quattro location di eccezione all’interno del Brera Design District (La Pinacoteca e l’Accademia di Belle Arti di Brera, la ex chiesa di San Carpoforo e Palazzo Cusani) più una in Corso Italia (il loft di Class editori Space, che farà da sfondo alla mostra White Young), in cui il bianco verrà raccontato in un itinerario tematico che comprenderà le sue mille sfaccettature cromatiche e simboliche. 

Il bianco è infatti il (non) colore che più degli altri ha retaggi antichi e trasversali in tutte le culture del mondo, e che è riuscito a mantenere nei secoli il significato, radicato nell’immaginario comune, di benessere e di serenità. Questo a causa di una caratteristica fisica che lo contraddistingue: contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico, non ha nessuna tinta, e quel che resta è solo luce. 
La cover di Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, avete presente?
Via

Il bianco è anche una tinta molto amata da architetti e designer d’interni poiché riesce a dare un carattere scultoreo agli edifici e a conferire luminosità e ampiezza agli spazi. Ci sono numerosi esempi di architetture bianche che sono diventate icone, il più famoso dei quali è Ville Savoy di Le Corbusier, ma molta del”architettura tradizionale del sud europa è bianca, segno di una propensione a questo colore che ci portiamo dietro da tempo. 

Trulli ad Alberobello                                                      Chiesa a Santorini 

Con la nascita dell’ International Style a cavallo delle due guerre mondiali, poi, il bianco è diventato la base su cui pensare la forma degli edifici moderni.

Adolf Loos, Casa Müller, 1928 (foto di Chiara Quinzii)
Jørn Utzon, Opera House, 1973
Santiago Calatrava, Museo delle Scienze, 1996

Interior decor in bianco in diversi contesti: antico e moderno

Curioso, perché il bianco è anche il colore dei capelli degli anziani, che quindi ci rimanda alla vecchiaia, ma anche alla saggezza. Bianca è la purezza, sia quella dei bambini appena nati che quella di un manto di neve non calpestata, e per estensione di significato è anche diventato sinonimo di pulizia (la biancheria si chiama così proprio per questo).

Personalmente il bianco è un colore che amo molto perché è quello che più di tutti riesce a far risaltare quello che gli sta intorno, e soprattutto ciò a cui fa da sfondo: le persone. È una caratteristica molto evidente nelle arti visive:

Arancia Meccanica
Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante
Parsifal in scena al Teatro Regio di Torino nel 2011
Jack Vettriano, Dance me to the end of Love, 1998

E infine una delle mie canzoni preferite, che mi rimette in pace col mondo e che ovviamente vanta una bella dose di bianco:


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L’importanza della sicurezza nelle nostre case

Pubblicato da blog ospite in Rooms Interior Design Lab
Diciamocelo, a noi addetti ai lavori piace tantissimo dare consigli quando si tratta di case. Siamo sempre pronti a dare suggerimenti di stile su rivestimenti, tinteggiature, tessuti e oggetti di design all’ultima moda, e non ci tiriamo indietro quando dobbiamo analizzare quale impianto di riscaldamento fa risparmiare di più o quale tipo di faretto consuma meno energia.  
C‘è un tema, importantissimo, su cui però si spendono davvero poche parole, ed è quello della protezione delle nostre abitazioni. Me ne sono resa conto perché sono nella fase preliminare di un progetto importante – la ristrutturazione della futura  casa di famiglia – e una delle prime richieste da parte di mia madre è stato appunto l’inserimento di un sistema di antifurto perimetrale 

Chiunque abbia mai subito un furto (come è capitato alla mia famiglia molti anni fa) conosce bene il senso di profonda insicurezza dato dal vedere le proprie cose messe sottosopra per mano di un estraneo, e la conseguente paura che qualcuno possa frugare di nuovo nelle nostre vite. La casa è per eccellenza il luogo degli affetti, ed è per questo che ci affaccendiamo tanto per renderla bella, accogliente e sempre più simile a noi. Proteggerla significa proteggere il nostro diritto a sentirci sicuri nel posto che più di tutti ci rappresenta. 
Dicevo prima che a noi architetti piace tantissimo dare consigli, e non ho nessuna intenzione di smentirmi. E quindi, ecco qualche dritta al volo per rendere più sicure le vostre case: 

  • Attenzione alla porta d’ingresso. Sembra un’ ovvietà, ma pare che soprattutto in città la maggior parte delle effrazioni sia portata a termine grazie alla vulnerabilità delle serrature. Mettere sistemi di blindatura efficaci è un obbligo. 
  • Anche nel caso delle finestre le opzioni sono varie, vi ricordo vetri antisfondamento, persiane di sicurezza e inferriate. Chiaramente quelle ai piani terreni sono più sensibili, ma se un malintenzionato fiuta la possibilità di arrivare ai piani superiori con qualche stratagemma, sono certa che diventerà un novello Spider-Man. 
  • Tenete a mente che l’illuminazione esterna è importante: evitare coni d’ombra o zone buie in cui è possibile nascondersi. 
  • Dotarsi di una polizza assicurativa non è un’idea da trascurare. 
  • Infine, ma non ultimo per importanza, considerate di installare un antifurtoPer fortuna la tecnologia ci viene incontro in tantissimi modi, e oggi sono disponibili molti sistemi di allarme diversificati in base alle esigenze di ognuno di noi. Con un occhio all’estetica: ce ne sono alcuni che si integrano perfettamente e in modo discreto anche nelle case dei più appassionati design-addicted. 

“Nessun posto è come casa”, diceva Dorothy nel Mago di Oz. Diamogli la sicurezza che si merita. 



 
 

L’importanza della sicurezza nelle nostre case

Pubblicato da blog ospite in Rooms Interior Design Lab
Diciamocelo, a noi addetti ai lavori piace tantissimo dare consigli quando si tratta di case. Siamo sempre pronti a dare suggerimenti di stile su rivestimenti, tinteggiature, tessuti e oggetti di design all’ultima moda, e non ci tiriamo indietro quando dobbiamo analizzare quale impianto di riscaldamento fa risparmiare di più o quale tipo di faretto consuma meno energia.  
C‘è un tema, importantissimo, su cui però si spendono davvero poche parole, ed è quello della protezione delle nostre abitazioni. Me ne sono resa conto perché sono nella fase preliminare di un progetto importante – la ristrutturazione della futura  casa di famiglia – e una delle prime richieste da parte di mia madre è stato appunto l’inserimento di un sistema di antifurto perimetrale 

Chiunque abbia mai subito un furto (come è capitato alla mia famiglia molti anni fa) conosce bene il senso di profonda insicurezza dato dal vedere le proprie cose messe sottosopra per mano di un estraneo, e la conseguente paura che qualcuno possa frugare di nuovo nelle nostre vite. La casa è per eccellenza il luogo degli affetti, ed è per questo che ci affaccendiamo tanto per renderla bella, accogliente e sempre più simile a noi. Proteggerla significa proteggere il nostro diritto a sentirci sicuri nel posto che più di tutti ci rappresenta. 
Dicevo prima che a noi architetti piace tantissimo dare consigli, e non ho nessuna intenzione di smentirmi. E quindi, ecco qualche dritta al volo per rendere più sicure le vostre case: 

  • Attenzione alla porta d’ingresso. Sembra un’ ovvietà, ma pare che soprattutto in città la maggior parte delle effrazioni sia portata a termine grazie alla vulnerabilità delle serrature. Mettere sistemi di blindatura efficaci è un obbligo. 
  • Anche nel caso delle finestre le opzioni sono varie, vi ricordo vetri antisfondamento, persiane di sicurezza e inferriate. Chiaramente quelle ai piani terreni sono più sensibili, ma se un malintenzionato fiuta la possibilità di arrivare ai piani superiori con qualche stratagemma, sono certa che diventerà un novello Spider-Man. 
  • Tenete a mente che l’illuminazione esterna è importante: evitare coni d’ombra o zone buie in cui è possibile nascondersi. 
  • Dotarsi di una polizza assicurativa non è un’idea da trascurare. 
  • Infine, ma non ultimo per importanza, considerate di installare un antifurtoPer fortuna la tecnologia ci viene incontro in tantissimi modi, e oggi sono disponibili molti sistemi di allarme diversificati in base alle esigenze di ognuno di noi. Con un occhio all’estetica: ce ne sono alcuni che si integrano perfettamente e in modo discreto anche nelle case dei più appassionati design-addicted. 

“Nessun posto è come casa”, diceva Dorothy nel Mago di Oz. Diamogli la sicurezza che si merita. 



 
 

L’importanza della sicurezza nelle nostre case

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Diciamocelo, a noi addetti ai lavori piace tantissimo dare consigli quando si tratta di case. Siamo sempre pronti a dare suggerimenti di stile su rivestimenti, tinteggiature, tessuti e oggetti di design all’ultima moda, e non ci tiriamo indietro quando dobbiamo analizzare quale impianto di riscaldamento fa risparmiare di più o quale tipo di faretto consuma meno energia.  
C‘è un tema, importantissimo, su cui però si spendono davvero poche parole, ed è quello della protezione delle nostre abitazioni. Me ne sono resa conto perché sono nella fase preliminare di un progetto importante – la ristrutturazione della futura  casa di famiglia – e una delle prime richieste da parte di mia madre è stato appunto l’inserimento di un sistema di antifurto perimetrale 

Chiunque abbia mai subito un furto (come è capitato alla mia famiglia molti anni fa) conosce bene il senso di profonda insicurezza dato dal vedere le proprie cose messe sottosopra per mano di un estraneo, e la conseguente paura che qualcuno possa frugare di nuovo nelle nostre vite. La casa è per eccellenza il luogo degli affetti, ed è per questo che ci affaccendiamo tanto per renderla bella, accogliente e sempre più simile a noi. Proteggerla significa proteggere il nostro diritto a sentirci sicuri nel posto che più di tutti ci rappresenta. 
Dicevo prima che a noi architetti piace tantissimo dare consigli, e non ho nessuna intenzione di smentirmi. E quindi, ecco qualche dritta al volo per rendere più sicure le vostre case: 

  • Attenzione alla porta d’ingresso. Sembra un’ ovvietà, ma pare che soprattutto in città la maggior parte delle effrazioni sia portata a termine grazie alla vulnerabilità delle serrature. Mettere sistemi di blindatura efficaci è un obbligo. 
  • Anche nel caso delle finestre le opzioni sono varie, vi ricordo vetri antisfondamento, persiane di sicurezza e inferriate. Chiaramente quelle ai piani terreni sono più sensibili, ma se un malintenzionato fiuta la possibilità di arrivare ai piani superiori con qualche stratagemma, sono certa che diventerà un novello Spider-Man. 
  • Tenete a mente che l’illuminazione esterna è importante: evitare coni d’ombra o zone buie in cui è possibile nascondersi. 
  • Dotarsi di una polizza assicurativa non è un’idea da trascurare. 
  • Infine, ma non ultimo per importanza, considerate di installare un antifurtoPer fortuna la tecnologia ci viene incontro in tantissimi modi, e oggi sono disponibili molti sistemi di allarme diversificati in base alle esigenze di ognuno di noi. Con un occhio all’estetica: ce ne sono alcuni che si integrano perfettamente e in modo discreto anche nelle case dei più appassionati design-addicted. 

“Nessun posto è come casa”, diceva Dorothy nel Mago di Oz. Diamogli la sicurezza che si merita. 



 
 




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