Rooms Interior Design Lab






 
 
 

5 passi per organizzare un trasloco al meglio

Pubblicato da blog ospite in Idee, Rooms Interior Design Lab

Di questi tempi l’anno scorso ero totalmente presa da pacchi e scatole. Stavo cominciando a raccogliere tutto in vista del trasloco che avrei dovuto affrontare nel giro di qualche mese, giusto il tempo di una ristrutturazione lampo. Non è stato il primo trasloco della mia vita, sono stata una studentessa fuori sede durante gli anni dell’università, ma sicuramente è stato il più impegnativo perché non si trattava di una stanza sola ma di una intera casa, la casa che è stata di famiglia per più di vent’anni.
Ve lo dico onestamente: è stato uno dei periodi più stressanti della mia vita. Ma anche uno dei più istruttivi: mi ha fatto capire che abbiamo davvero più di quanto abbiamo bisogno, e che le cose che ci sembrano necessarie nella maggior parte dei casi non lo sono.
Quindi, visto che ormai mi sono fatta un po’ di esperienza sull’argomento (casa mia conteneva letteralmente almeno altre due case!), cercherò di stilare un vademecum per chiunque si appresta a cambiare casa.

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1. Occorrente

Se non vi affidate ad una ditta di traslochi che prenderà in carico il vostro fornendovi anche il materiale da imballaggio, sappiate che avrete bisogno di una quantità di scatole maggiore di quelle che avete preventivato. Anche se siete minimalisti indefessi, la vostra casa vi restituirà una quantità di oggetti che mai avreste pensato di avere. Non vi consiglio di comprarli perché qualsiasi supermercato sarà ben lieto di disfarsi del cartone in eccesso, e a voi costerà zero. Oltre a questo vi serviranno pennarelli, post-it, scotch di carta e da pacco, pluriball e carta di giornale come se non ci fosse un domani.

2.  Planning
Potete decidere di organizzarvi per stanze o per tipo di oggetto. Ad esempio, potete cominciare dai ripostigli e via via impaccare gli oggetti contenuti in ogni stanza, oppure partire dalle cose che non usate quotidianamente, come i soprammobili, per poi proseguire fino alle cose indispensabili, tipo i piatti che usate tutti i giorni. L’importante è utilizzare delle categorie: assegnate un colore (post-it o pennarello) ad ogni stanza o ad ogni tipologia di oggetto e usatelo per scrivere sul pacco di cosa si tratta. Vi sarà utile nel momento in cui dovrete riposizionare il tutto in casa nuova, perché saprete già dove andranno le cose.
Avere un piano di organizzazione è fondamentale per i traslochi internazionali. Cambiare casa non è mai un’operazione facile, e si complica ulteriormente se si deve cambiare anche Paese di destinazione, quindi meglio pianificare prima il tutto.

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3. Decluttering

Un trasloco è una incredibile opportunità per liberarsi di cose vecchie e fare spazio al nuovo.  Abbiamo una incredibile quantità di cose che non usiamo e che stanno lì a occupare spazio vitale; questo è il momento buono per capire cosa effettivamente usiamo e se abbiamo qualcosa che magari può essere utile a qualcun’altro. Possiamo infatti vendere gli oggetti superflui o – perché no – fare una buona azione e donare a chi ha più bisogno di noi. Ve ne parlo anche qui.


4. Impacchettamento

Fate pacchi medio-piccoli. Sono più leggeri e quindi più facili da trasportare (vale soprattutto per libri e oggetti pesanti). Per quanto riguarda i tessili (quindi abiti e biancheria da casa), io ho usate le molte valigie che avevo. In alternativa anche i sacchetti per il sottovuoto vanno benissimo.
Tutto ciò che si può rompere andrebbe avvolto nel pluriball: l’ho usato per le cose di un certo valore, ma poi ho optato per la carta di giornale perché ne avevo parecchia in casa. L’accortezza è usarne molta e riempire i vuoti che si creano tra un oggetto e l’altro. In particolare, per piatti e bicchieri io mi ero procurata quelle scatole tipo cassetta della frutta di cartone molto rigido. Queste scatole possono essere impilate una sull’altra e permettono di mantenere le stoviglie in ordine.
Se l’arredo di casa vostra traslocherà con voi, e quindi andrà smontato e rimontato nella nuova abitazione, ricordatevi di attaccare le varie viti alle rispettive parti di mobile con dello scotch di carta. Inoltre non è necessario svuotare i cassetti: possono essere tolti, ricoperti con del cellophane e rimessi una volta che i mobili saranno rimontati.

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5. Trasloco

Se la casa in cui dovete trasferirvi è già disponibile, ovviamente vi conviene portare i pacchi mano a mano. Se invece per qualsiasi motivo dovete aspettare qualche tempo prima di poter travasare le cose, cercate di ritagliarvi un angolo della vostra attuale casa in cui appoggiare i pacchi in modo che siano ordinati e distinguibili. Quando comincerete a portare le vostre cose nella casa nuova, andrete a colpo sicuro sapendo quale gruppo di pacchi è destinato ad una specifica stanza. È inevitabile che qualcosa vada temporaneamente smarrito tra i vari scatoloni, ma così limiterete i “danni”.
Preparate una valigia, una per ogni componente della famiglia, con gli indispensabili – abiti, biancheria, spazzolino e dentifricio ecc – come se doveste partire per una vacanza, in modo da avere il necessario per la sopravvivenza nel momento clou. 
Organizzatevi per tempo con le questioni burocratiche come utenze, cambio di residenza, assicurazione dell’auto.

Infine, sappiate che un trasloco senza stress è pura utopia.  Non solo per la fatica fisica che comporta, ma soprattutto per le energie mentali che andranno investite. Si cambia casa per i motivi più disparati: l’indipendenza appena conquistata, una convivenza o un matrimonio, l’arrivo di un figlio, e a volte, purtroppo, perché le vite delle persone prendono strade diverse. Per tutto questo una casa nuova è il simbolo di qualcosa che inizia, di una nuova avventura, della possibilità di fare le cose, finalmente, a modo nostro.
Buon trasloco!

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L’importanza dell’arredamento per le attività commerciali

Pubblicato da blog ospite in Interiors, Rooms Interior Design Lab

L’arredamento per le attività commerciali come bar, gelaterie, ristoranti, pasticcerie e comunque negozi del settore food deve trasmettere le giuste emozioni al cliente. Solo trasmettendo una propria identità si può arrivare dritto al cuore di un pubblico che poi è portato inevitabilmente ad esprimere una precisa preferenza.
E se si tratta di un arredamento d’impatto la comunicazione è immediata e spinge il consumatore a comunicare istintivamente il proprio pensiero. Scopriamo perché l’arredamento è così importante per le attività commerciali e in particolare per quelle che operano nel settore food.

Gli spazi espositivi devono mettere in risalto il brand
L’arredamento riveste un’importanza cruciale in un’attività commerciale, in quanto è la prima cosa che colpisce il consumatore: proprio per questo è fondamentale che sia strutturato in modo da comunicare esattamente il brand, ovvero il marchio che identifica l’attività. 
Tutto deve essere ben visibile e deve arrivare al cuore delle persone, in parole povere deve intercettare ciò che interessa realmente al consumatore. Grazie a delle ricerche di mercato e a metodi scientifici creati apposta per scoprire le preferenze e i gusti del pubblico target, oggi è possibile arredare un’attività commerciale creando degli spazi in cui il cliente si sente a proprio agio e può vivere un’esperienza unica di acquisto.
La perfetta disposizione dei banconi, una vetrina ben curata nei minimi dettagli, frighi ben posizionati e dove tutto è in bella mostra sono fattori determinanti per attirare il consumatore. Un arredamento di gusto, con vetrine in grado di far leva su meccanismi inconsci ed emozionali che fanno parte del processo mentale, arriva al cliente molto prima di quanto possa farlo qualsiasi altro tipo di pubblicità.


Ogni angolo deve essere curato nei dettagli
Ogni attività commerciale deve quindi essere riconoscibile non appena si varca la soglia del negozio: per questo motivo nulla deve essere lasciato al caso, sia che si tratti di una gelateria, di un ristorante o di un bar. 
La scelta sullo stile da scegliere deve essere dettata dalla tipologia dell’attività che si intende aprire o rinnovare: può essere in stile classico, moderno, rustico, ma in ogni caso deve rispecchiare il prodotto in vendita e comunque in accordo anche con le esigenze del titolare. 
Per un migliore sviluppo dell’arredamento è consigliabile affidarsi a progettisti specializzati che sanno come cogliere le necessità del cliente. Per questo potrebbero interessarti i lavori eseguiti da Milazzo Shop Design, leader nell’arredamento negozi Catania.

Personalizzare l’arredamento in base al brand
Per definire un design d’impatto bisogna fare in modo che scaffali, banconi, vetrine, frighi e tutta l’attrezzatura necessaria per l’attività sia in linea con lo stile scelto, qualunque esso sia. Il risultato deve essere un’armonia di colori e forme, che faccia percepire al cliente la bontà dei cibi non appena mette piede all’interno del negozio.
Un locale ben organizzato, luminoso, con la merce ben esposta e con un design inconfondibile attira la clientela che, oltre ad essere attratta dalla qualità della merce, si accorge anche dell’armonia e della professionalità del personale che lavora in perfetta sinergia. Perché l’ambiente condiziona anche i dipendenti, che con un arredamento disposto a regola d’arte lavora meglio per il successo dell’attività!

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Come dipingere le pareti di casa: dalla scelta del colore alla realizzazione

Pubblicato da blog ospite in Rooms Interior Design Lab

Dare nuovo smalto ai muri delle nostre case è spesso la scelta vincente se si vuole rinnovare gli spazi in cui si vive senza stravolgerli completamente. Tinteggiare le pareti è infatti una operazione che si dovrebbe fare periodicamente per far sì che gli spazi mantengano una sensazione di “nuovo”, ma è anche un espediente efficace per portare una ventata di novità e cambiare radicalmente l’aspetto della nostra abitazione.  Ma, come si dice, tra il dire e i fare c’è di mezzo il mare, e quella della scelta del colore non è per nulla un’operazione facile come potrebbe sembrare. Gli aspetti da considerare sono infatti sia di tipo pratico/tecnico, sia soprattutto di tipo progettuale, poiché il mercato ci offre tantissimi tipi di pittura e colori tra cui scegliere ma non tutti sono adatti al contesto in cui devono essere inseriti. Vediamo insieme i vari step da affrontare prima di cimentarci in questa stimolante operazione di restyling!

Toni caldi o freddi?
Sto per darvi una pessima notizia, ma il vostro gusto in fatto di colori non c’entra nulla con l’interior decoration. Lo so, sono spietata.
Per scegliere la tinta giusta bisogna che teniate in considerazione prima di tutto la dimensione dello spazio: vale infatti la regola generale per la quale i colori scuri e quelli caldi rimpiccioliscono mentre quelli chiari e freddi allargano. Inoltre, non sempre quella di dipingere tutte le pareti dello stesso colore è una scelta azzeccata. Se avete necessità di rimpicciolire una stanza dispersiva o dare ariosità ad un monolocale ci si può concentrare su una o due pareti per raggiungere l’effetto desiderato. Io comunque consiglio sempre di stare sui toni neutri, che non vuol dire rinunciare al carattere:  un tortora scuro sulla parete corta di una stanza lunga e stretta sarà sicuramente d’effetto!

immagini via Pinterest


Fare attenzione al pavimento

Il pavimento viene bistrattato da tutti quando si sceglie il colore dei muri, ma incide moltissimo sulla percezione della stanza. Pavimenti con effetto pietra o marmo si armonizzano con una varietà  maggiore di tinte, mentre se avete un pavimento sui toni del beige con fuga grigia o scura state particolarmente attenti perché sta male con quasi tutti i colori. In questo caso più che mai una palette neutra è la vostra migliore alleata.

immagini via Pinterest


Stile dell’arredamento

Se siete pazzi per lo stile classico ma anche amanti dei colori brillanti beh, è ora di trovare un compromesso. Se qualcuno vi dice che un bel colore acceso ravviva un ambiente dall’aspetto antiquato, non dategli troppo ascolto. Anche in presenza di un arredamento moderno, che solitamente ha materiali che si prestano maggiormente ad accostamenti più arditi, sconsiglio sempre di scegliere colori forti per pitturare la propria casa se non si è seguiti da un professionista. Se proprio non volete rinunciare ai rossi e ai verdi allora optate per le tinte polverose, non brillanti. I muri (così come il pavimento) dovrebbero essere come una quinta scenica pensata per far risaltare gli arredi e quindi gli spazi; se il colore è talmente invadente da “mangiarsi” tutto quello che gli sta attorno allora è il caso di valutare altre scelte: l’effetto pugno in un occhio è dietro l’angolo.

immagini via Pinterest


Tessili

Non dimentichiamoci delle tende, dei cuscini e dei tappeti, tutte cose che contribuiscono molto a dare carattere alle nostre case. Anche in questo caso vale lo stesso discorso fatto per i mobili: i toni dei muri devono esaltare gli oggetti presenti nelle stanze, quindi cercate di scegliere tinte che si armonizzino con questi fondamentali complementi d’arredo.

immagine via Pinterest


Materiali ed effetti

Come dicevo prima, i materiali a disposizione per tinteggiare le nostre pareti sono veramente moltissimi. Per la scelta di quello più adatto fatevi consigliare dal rivenditore, a volte la scelta del materiale sbagliato ha delle conseguenze sulla salubrità dei muri. Inoltre non lanciatevi in tecniche che non conoscete, se desiderate avere un effetto particolare e volete che sia fatto a regola d’arte c’è bisogno di un professionista.

immagini via NaturaboyaBericalce 


Realizzazione

Una volta scelta il colore, stabilito quali muri tinteggiare e che tipo di effetto vogliamo siamo pronti per iniziare a pitturare la casa. Ricordatevi che i muri vanno preparati prima di essere tinteggiati, potete vedere come qui. Controllate di avere tutti gli attrezzi necessari prima di cominciare così da non dovere lasciare lavori a metà: teli di plastica e carta di giornale, rullo e pennelli, scotch di carta e carta vetrata, ma anche una mascherina e dei guanti.

Per prima cosa mettete i teli a terra e radunate i mobili nel centro della stanza, coprendoli.  Lo scotch servirà a delimitare la parte che andrete a dipingere, cercate di metterlo il più dritto possibile. Si dipinge prima il soffitto e poi le pareti, per non rischiare di macchiare i muri quando si passa il rullo. Per ottenere un bell’effetto omogeneo ci vogliono almeno due mani di colore, ma se la parete di partenza non è bianca o intonacata potrebbero volercene qualcuna in più.
Buon lavoro!





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Come dipingere le pareti di casa: dalla scelta del colore alla realizzazione

Pubblicato da blog ospite in Rooms Interior Design Lab

Dare nuovo smalto ai muri delle nostre case è spesso la scelta vincente se si vuole rinnovare gli spazi in cui si vive senza stravolgerli completamente. Tinteggiare le pareti è infatti una operazione che si dovrebbe fare periodicamente per far sì che gli spazi mantengano una sensazione di “nuovo”, ma è anche un espediente efficace per portare una ventata di novità e cambiare radicalmente l’aspetto della nostra abitazione.  Ma, come si dice, tra il dire e i fare c’è di mezzo il mare, e quella della scelta del colore non è per nulla un’operazione facile come potrebbe sembrare. Gli aspetti da considerare sono infatti sia di tipo pratico/tecnico, sia soprattutto di tipo progettuale, poiché il mercato ci offre tantissimi tipi di pittura e colori tra cui scegliere ma non tutti sono adatti al contesto in cui devono essere inseriti. Vediamo insieme i vari step da affrontare prima di cimentarci in questa stimolante operazione di restyling!

Toni caldi o freddi?
Sto per darvi una pessima notizia, ma il vostro gusto in fatto di colori non c’entra nulla con l’interior decoration. Lo so, sono spietata.
Per scegliere la tinta giusta bisogna che teniate in considerazione prima di tutto la dimensione dello spazio: vale infatti la regola generale per la quale i colori scuri e quelli caldi rimpiccioliscono mentre quelli chiari e freddi allargano. Inoltre, non sempre quella di dipingere tutte le pareti dello stesso colore è una scelta azzeccata. Se avete necessità di rimpicciolire una stanza dispersiva o dare ariosità ad un monolocale ci si può concentrare su una o due pareti per raggiungere l’effetto desiderato. Io comunque consiglio sempre di stare sui toni neutri, che non vuol dire rinunciare al carattere:  un tortora scuro sulla parete corta di una stanza lunga e stretta sarà sicuramente d’effetto!

immagini via Pinterest


Fare attenzione al pavimento

Il pavimento viene bistrattato da tutti quando si sceglie il colore dei muri, ma incide moltissimo sulla percezione della stanza. Pavimenti con effetto pietra o marmo si armonizzano con una varietà  maggiore di tinte, mentre se avete un pavimento sui toni del beige con fuga grigia o scura state particolarmente attenti perché sta male con quasi tutti i colori. In questo caso più che mai una palette neutra è la vostra migliore alleata.

immagini via Pinterest


Stile dell’arredamento

Se siete pazzi per lo stile classico ma anche amanti dei colori brillanti beh, è ora di trovare un compromesso. Se qualcuno vi dice che un bel colore acceso ravviva un ambiente dall’aspetto antiquato, non dategli troppo ascolto. Anche in presenza di un arredamento moderno, che solitamente ha materiali che si prestano maggiormente ad accostamenti più arditi, sconsiglio sempre di scegliere colori forti per pitturare la propria casa se non si è seguiti da un professionista. Se proprio non volete rinunciare ai rossi e ai verdi allora optate per le tinte polverose, non brillanti. I muri (così come il pavimento) dovrebbero essere come una quinta scenica pensata per far risaltare gli arredi e quindi gli spazi; se il colore è talmente invadente da “mangiarsi” tutto quello che gli sta attorno allora è il caso di valutare altre scelte: l’effetto pugno in un occhio è dietro l’angolo.

immagini via Pinterest


Tessili

Non dimentichiamoci delle tende, dei cuscini e dei tappeti, tutte cose che contribuiscono molto a dare carattere alle nostre case. Anche in questo caso vale lo stesso discorso fatto per i mobili: i toni dei muri devono esaltare gli oggetti presenti nelle stanze, quindi cercate di scegliere tinte che si armonizzino con questi fondamentali complementi d’arredo.

immagine via Pinterest


Materiali ed effetti

Come dicevo prima, i materiali a disposizione per tinteggiare le nostre pareti sono veramente moltissimi. Per la scelta di quello più adatto fatevi consigliare dal rivenditore, a volte la scelta del materiale sbagliato ha delle conseguenze sulla salubrità dei muri. Inoltre non lanciatevi in tecniche che non conoscete, se desiderate avere un effetto particolare e volete che sia fatto a regola d’arte c’è bisogno di un professionista.

immagini via NaturaboyaBericalce 


Realizzazione

Una volta scelta il colore, stabilito quali muri tinteggiare e che tipo di effetto vogliamo siamo pronti per iniziare a pitturare la casa. Ricordatevi che i muri vanno preparati prima di essere tinteggiati, potete vedere come qui. Controllate di avere tutti gli attrezzi necessari prima di cominciare così da non dovere lasciare lavori a metà: teli di plastica e carta di giornale, rullo e pennelli, scotch di carta e carta vetrata, ma anche una mascherina e dei guanti.

Per prima cosa mettete i teli a terra e radunate i mobili nel centro della stanza, coprendoli.  Lo scotch servirà a delimitare la parte che andrete a dipingere, cercate di metterlo il più dritto possibile. Si dipinge prima il soffitto e poi le pareti, per non rischiare di macchiare i muri quando si passa il rullo. Per ottenere un bell’effetto omogeneo ci vogliono almeno due mani di colore, ma se la parete di partenza non è bianca o intonacata potrebbero volercene qualcuna in più.
Buon lavoro!






 
 

Vuoi una casa su misura? Ci pensa il falegname!

Pubblicato da blog ospite in Design, Rooms Interior Design Lab

Quando si compra una casa oppure si è in procinto di farlo, si inizia a pensare anche a come arredarla e renderla accogliente: stile moderno o gusto classico, shabby chic o un tocco country? Si iniziano a sfogliare, allora, riviste di arredamento e cataloghi, si visitano centri di esposizione e megastore dei marchi più grandi, alla ricerca di qualcosa che rispecchi i propri gusti e, soprattutto, il proprio budget a disposizione. La scelta del giusto arredamento e dei mobili da acquistare non è mai semplice perché è sempre legata alla struttura della casa, se per esempio è oppure ha una mansarda, se ha particolari sporgenze e divisioni degli spazi e degli ambienti, se ha piccole dimensioni oppure grandi. Nonostante tutte le particolarità che può presentare la struttura di una casa, però, esistono tantissimi modi per arredarla come più si desidera. Rivolgersi ad una falegnameria artigianale per realizzare un arredamento su misura, per esempio, potrebbe essere la soluzione a questo tipo di problema. 
   
Molto spesso non si prende in considerazione l’idea di rivolgersi ad una falegnameria artigianale, poiché si è portati a pensare che la realizzazione di mobili su misura possa richiedere un investimento troppo cospicuo e non adatto alle “proprie tasche”. Certamente un mobile realizzato da un falegname può comportare a volte un costo anche elevato, ma la qualità che lo caratterizza lo rende anche un investimento per il futuro, data la sua lunga durata nel tempo.
Arredare la casa con mobili su misura realizzati da una falegnameria artigianale significa esprimere il proprio gusto: l’arredamento su misura va ad esaltare, infatti, l’identità unica della casa con colori, forme, stili e design personalizzati. Un mobile su misura è un pezzo unico di arredamento, un risultato difficile da realizzare con i mobili prodotti in serie dai grandi marchi e dalle fabbriche.


Un arredamento su misura consente di sfruttare ogni angolo ed ogni ambiente della casa in modo pratico e funzionale. Per il salone, per esempio, si possono realizzare pareti attrezzate come librerie su misura, boiserie su misura e di varie tipologie e altri elementi di arredo; se non si ha molto spazio a disposizione nella zona notte, invece, si può optare per un armadio su misura che riesca a sfruttare ogni centimetro dell’ambiente, oppure si può realizzare una camera da letto su misura, a ponte oppure a scomparsa. Poi, ancora, se la casa si presenta con scale interne oppure con tetto a spiovente, si possono creare dei vani ripostiglio, dove sistemare oggetti vari che non siano di uso quotidiano.


Un mobile su misura realizzato da una falegnameria artigianale, realizzati quindi da veri artigiani, è un mobile che prende vita da una semplice idea e si sviluppa in base alle esigenze del committente. Si può scegliere qualsiasi elemento, il tipo di legno, il colore e persino le sfumature di colore, la foggia, lo stile, le finiture o anche l’abbinamento a materiali diversi dal legno come vetro, ferro, marmo. Si può ottenere, insomma, una personalizzazione a 360°. Scegliendo un mobile su misura si possono realizzare anche le forme più insolite, si possono arredare gli spazi difficili della propria casa, per sfruttare al meglio anche gli angoli più angusti delle stanze. Ovviamente la qualità sarà superiore a quella dei mobili prefabbricati e l’arredamento sarà più duraturo negli anni.


Tutte le immagini sono splendide realizzazioni di Bucefalo Arredamenti, falegnameria a Roma, che valorizza la cultura artigiana del made in Italy realizzando mobili su misura, librerie, armadi, boiserie, camere da letto e complementi di arredo, frutto di una lunga tradizione, di professionalità, qualità e una particolare attenzione “al centimetro”.

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White in the City – Milano Design Week 2017

Pubblicato da blog ospite in Rooms Interior Design Lab
Siamo ormai a marzo inoltrato, e il sole tiepido e l’aria frizzantina non annuncia solo l’arrivo della primavera, ma anche l’avvicinarsi dell’evento più importante nel mondo del design: la Milano Design Week, che renderà la città un laboratorio creativo a cielo aperto dal 4 al 9 Aprile. 
Tra i tantissimi eventi in programma il più interessante è sicuramente White in the City, che vede la collaborazione di Giulio Cappellini, in qualità di art director, e Claudio Balestreri, fondatore e presidente di Oikos, main sponsor dell’evento.

White in the City è un progetto diffuso che coinvolge ben quattro location di eccezione all’interno del Brera Design District (La Pinacoteca e l’Accademia di Belle Arti di Brera, la ex chiesa di San Carpoforo e Palazzo Cusani) più una in Corso Italia (il loft di Class editori Space, che farà da sfondo alla mostra White Young), in cui il bianco verrà raccontato in un itinerario tematico che comprenderà le sue mille sfaccettature cromatiche e simboliche. 

Il bianco è infatti il (non) colore che più degli altri ha retaggi antichi e trasversali in tutte le culture del mondo, e che è riuscito a mantenere nei secoli il significato, radicato nell’immaginario comune, di benessere e di serenità. Questo a causa di una caratteristica fisica che lo contraddistingue: contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico, non ha nessuna tinta, e quel che resta è solo luce. 
La cover di Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, avete presente?
Via

Il bianco è anche una tinta molto amata da architetti e designer d’interni poiché riesce a dare un carattere scultoreo agli edifici e a conferire luminosità e ampiezza agli spazi. Ci sono numerosi esempi di architetture bianche che sono diventate icone, il più famoso dei quali è Ville Savoy di Le Corbusier, ma molta del”architettura tradizionale del sud europa è bianca, segno di una propensione a questo colore che ci portiamo dietro da tempo. 

Trulli ad Alberobello                                                      Chiesa a Santorini 

Con la nascita dell’ International Style a cavallo delle due guerre mondiali, poi, il bianco è diventato la base su cui pensare la forma degli edifici moderni.

Adolf Loos, Casa Müller, 1928 (foto di Chiara Quinzii)
Jørn Utzon, Opera House, 1973
Santiago Calatrava, Museo delle Scienze, 1996

Interior decor in bianco in diversi contesti: antico e moderno

Curioso, perché il bianco è anche il colore dei capelli degli anziani, che quindi ci rimanda alla vecchiaia, ma anche alla saggezza. Bianca è la purezza, sia quella dei bambini appena nati che quella di un manto di neve non calpestata, e per estensione di significato è anche diventato sinonimo di pulizia (la biancheria si chiama così proprio per questo).

Personalmente il bianco è un colore che amo molto perché è quello che più di tutti riesce a far risaltare quello che gli sta intorno, e soprattutto ciò a cui fa da sfondo: le persone. È una caratteristica molto evidente nelle arti visive:

Arancia Meccanica
Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante
Parsifal in scena al Teatro Regio di Torino nel 2011
Jack Vettriano, Dance me to the end of Love, 1998

E infine una delle mie canzoni preferite, che mi rimette in pace col mondo e che ovviamente vanta una bella dose di bianco:


Stay white, ci vediamo al salone!

 
 

White in the City – Milano Design Week 2017

Pubblicato da blog ospite in Rooms Interior Design Lab
Siamo ormai a marzo inoltrato, e il sole tiepido e l’aria frizzantina non annuncia solo l’arrivo della primavera, ma anche l’avvicinarsi dell’evento più importante nel mondo del design: la Milano Design Week, che renderà la città un laboratorio creativo a cielo aperto dal 4 al 9 Aprile. 
Tra i tantissimi eventi in programma il più interessante è sicuramente White in the City, che vede la collaborazione di Giulio Cappellini, in qualità di art director, e Claudio Balestreri, fondatore e presidente di Oikos, main sponsor dell’evento.

White in the City è un progetto diffuso che coinvolge ben quattro location di eccezione all’interno del Brera Design District (La Pinacoteca e l’Accademia di Belle Arti di Brera, la ex chiesa di San Carpoforo e Palazzo Cusani) più una in Corso Italia (il loft di Class editori Space, che farà da sfondo alla mostra White Young), in cui il bianco verrà raccontato in un itinerario tematico che comprenderà le sue mille sfaccettature cromatiche e simboliche. 

Il bianco è infatti il (non) colore che più degli altri ha retaggi antichi e trasversali in tutte le culture del mondo, e che è riuscito a mantenere nei secoli il significato, radicato nell’immaginario comune, di benessere e di serenità. Questo a causa di una caratteristica fisica che lo contraddistingue: contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico, non ha nessuna tinta, e quel che resta è solo luce. 
La cover di Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, avete presente?
Via

Il bianco è anche una tinta molto amata da architetti e designer d’interni poiché riesce a dare un carattere scultoreo agli edifici e a conferire luminosità e ampiezza agli spazi. Ci sono numerosi esempi di architetture bianche che sono diventate icone, il più famoso dei quali è Ville Savoy di Le Corbusier, ma molta del”architettura tradizionale del sud europa è bianca, segno di una propensione a questo colore che ci portiamo dietro da tempo. 

Trulli ad Alberobello                                                      Chiesa a Santorini 

Con la nascita dell’ International Style a cavallo delle due guerre mondiali, poi, il bianco è diventato la base su cui pensare la forma degli edifici moderni.

Adolf Loos, Casa Müller, 1928 (foto di Chiara Quinzii)
Jørn Utzon, Opera House, 1973
Santiago Calatrava, Museo delle Scienze, 1996

Interior decor in bianco in diversi contesti: antico e moderno

Curioso, perché il bianco è anche il colore dei capelli degli anziani, che quindi ci rimanda alla vecchiaia, ma anche alla saggezza. Bianca è la purezza, sia quella dei bambini appena nati che quella di un manto di neve non calpestata, e per estensione di significato è anche diventato sinonimo di pulizia (la biancheria si chiama così proprio per questo).

Personalmente il bianco è un colore che amo molto perché è quello che più di tutti riesce a far risaltare quello che gli sta intorno, e soprattutto ciò a cui fa da sfondo: le persone. È una caratteristica molto evidente nelle arti visive:

Arancia Meccanica
Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante
Parsifal in scena al Teatro Regio di Torino nel 2011
Jack Vettriano, Dance me to the end of Love, 1998

E infine una delle mie canzoni preferite, che mi rimette in pace col mondo e che ovviamente vanta una bella dose di bianco:


Stay white, ci vediamo al salone!

 
 

White in the City – Milano Design Week 2017

Pubblicato da blog ospite in Rooms Interior Design Lab
Siamo ormai a marzo inoltrato, e il sole tiepido e l’aria frizzantina non annuncia solo l’arrivo della primavera, ma anche l’avvicinarsi dell’evento più importante nel mondo del design: la Milano Design Week, che renderà la città un laboratorio creativo a cielo aperto dal 4 al 9 Aprile. 
Tra i tantissimi eventi in programma il più interessante è sicuramente White in the City, che vede la collaborazione di Giulio Cappellini, in qualità di art director, e Claudio Balestreri, fondatore e presidente di Oikos, main sponsor dell’evento.

White in the City è un progetto diffuso che coinvolge ben quattro location di eccezione all’interno del Brera Design District (La Pinacoteca e l’Accademia di Belle Arti di Brera, la ex chiesa di San Carpoforo e Palazzo Cusani) più una in Corso Italia (il loft di Class editori Space, che farà da sfondo alla mostra White Young), in cui il bianco verrà raccontato in un itinerario tematico che comprenderà le sue mille sfaccettature cromatiche e simboliche. 

Il bianco è infatti il (non) colore che più degli altri ha retaggi antichi e trasversali in tutte le culture del mondo, e che è riuscito a mantenere nei secoli il significato, radicato nell’immaginario comune, di benessere e di serenità. Questo a causa di una caratteristica fisica che lo contraddistingue: contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico, non ha nessuna tinta, e quel che resta è solo luce. 
La cover di Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, avete presente?
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Il bianco è anche una tinta molto amata da architetti e designer d’interni poiché riesce a dare un carattere scultoreo agli edifici e a conferire luminosità e ampiezza agli spazi. Ci sono numerosi esempi di architetture bianche che sono diventate icone, il più famoso dei quali è Ville Savoy di Le Corbusier, ma molta del”architettura tradizionale del sud europa è bianca, segno di una propensione a questo colore che ci portiamo dietro da tempo. 

Trulli ad Alberobello                                                      Chiesa a Santorini 

Con la nascita dell’ International Style a cavallo delle due guerre mondiali, poi, il bianco è diventato la base su cui pensare la forma degli edifici moderni.

Adolf Loos, Casa Müller, 1928 (foto di Chiara Quinzii)
Jørn Utzon, Opera House, 1973
Santiago Calatrava, Museo delle Scienze, 1996

Interior decor in bianco in diversi contesti: antico e moderno

Curioso, perché il bianco è anche il colore dei capelli degli anziani, che quindi ci rimanda alla vecchiaia, ma anche alla saggezza. Bianca è la purezza, sia quella dei bambini appena nati che quella di un manto di neve non calpestata, e per estensione di significato è anche diventato sinonimo di pulizia (la biancheria si chiama così proprio per questo).

Personalmente il bianco è un colore che amo molto perché è quello che più di tutti riesce a far risaltare quello che gli sta intorno, e soprattutto ciò a cui fa da sfondo: le persone. È una caratteristica molto evidente nelle arti visive:

Arancia Meccanica
Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante
Parsifal in scena al Teatro Regio di Torino nel 2011
Jack Vettriano, Dance me to the end of Love, 1998

E infine una delle mie canzoni preferite, che mi rimette in pace col mondo e che ovviamente vanta una bella dose di bianco:


Stay white, ci vediamo al salone!

 
 

White in the City – Milano Design Week 2017

Pubblicato da blog ospite in Rooms Interior Design Lab
Siamo ormai a marzo inoltrato, e il sole tiepido e l’aria frizzantina non annuncia solo l’arrivo della primavera, ma anche l’avvicinarsi dell’evento più importante nel mondo del design: la Milano Design Week, che renderà la città un laboratorio creativo a cielo aperto dal 4 al 9 Aprile. 
Tra i tantissimi eventi in programma il più interessante è sicuramente White in the City, che vede la collaborazione di Giulio Cappellini, in qualità di art director, e Claudio Balestreri, fondatore e presidente di Oikos, main sponsor dell’evento.

White in the City è un progetto diffuso che coinvolge ben quattro location di eccezione all’interno del Brera Design District (La Pinacoteca e l’Accademia di Belle Arti di Brera, la ex chiesa di San Carpoforo e Palazzo Cusani) più una in Corso Italia (il loft di Class editori Space, che farà da sfondo alla mostra White Young), in cui il bianco verrà raccontato in un itinerario tematico che comprenderà le sue mille sfaccettature cromatiche e simboliche. 

Il bianco è infatti il (non) colore che più degli altri ha retaggi antichi e trasversali in tutte le culture del mondo, e che è riuscito a mantenere nei secoli il significato, radicato nell’immaginario comune, di benessere e di serenità. Questo a causa di una caratteristica fisica che lo contraddistingue: contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico, non ha nessuna tinta, e quel che resta è solo luce. 
La cover di Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, avete presente?
Via

Il bianco è anche una tinta molto amata da architetti e designer d’interni poiché riesce a dare un carattere scultoreo agli edifici e a conferire luminosità e ampiezza agli spazi. Ci sono numerosi esempi di architetture bianche che sono diventate icone, il più famoso dei quali è Ville Savoy di Le Corbusier, ma molta del”architettura tradizionale del sud europa è bianca, segno di una propensione a questo colore che ci portiamo dietro da tempo. 

Trulli ad Alberobello                                                      Chiesa a Santorini 

Con la nascita dell’ International Style a cavallo delle due guerre mondiali, poi, il bianco è diventato la base su cui pensare la forma degli edifici moderni.

Adolf Loos, Casa Müller, 1928 (foto di Chiara Quinzii)
Jørn Utzon, Opera House, 1973
Santiago Calatrava, Museo delle Scienze, 1996

Interior decor in bianco in diversi contesti: antico e moderno

Curioso, perché il bianco è anche il colore dei capelli degli anziani, che quindi ci rimanda alla vecchiaia, ma anche alla saggezza. Bianca è la purezza, sia quella dei bambini appena nati che quella di un manto di neve non calpestata, e per estensione di significato è anche diventato sinonimo di pulizia (la biancheria si chiama così proprio per questo).

Personalmente il bianco è un colore che amo molto perché è quello che più di tutti riesce a far risaltare quello che gli sta intorno, e soprattutto ciò a cui fa da sfondo: le persone. È una caratteristica molto evidente nelle arti visive:

Arancia Meccanica
Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante
Parsifal in scena al Teatro Regio di Torino nel 2011
Jack Vettriano, Dance me to the end of Love, 1998

E infine una delle mie canzoni preferite, che mi rimette in pace col mondo e che ovviamente vanta una bella dose di bianco:


Stay white, ci vediamo al salone!

 
 

White in the City – Milano Design Week 2017

Pubblicato da blog ospite in Rooms Interior Design Lab
Siamo ormai a marzo inoltrato, e il sole tiepido e l’aria frizzantina non annuncia solo l’arrivo della primavera, ma anche l’avvicinarsi dell’evento più importante nel mondo del design: la Milano Design Week, che renderà la città un laboratorio creativo a cielo aperto dal 4 al 9 Aprile. 
Tra i tantissimi eventi in programma il più interessante è sicuramente White in the City, che vede la collaborazione di Giulio Cappellini, in qualità di art director, e Claudio Balestreri, fondatore e presidente di Oikos, main sponsor dell’evento.

White in the City è un progetto diffuso che coinvolge ben quattro location di eccezione all’interno del Brera Design District (La Pinacoteca e l’Accademia di Belle Arti di Brera, la ex chiesa di San Carpoforo e Palazzo Cusani) più una in Corso Italia (il loft di Class editori Space, che farà da sfondo alla mostra White Young), in cui il bianco verrà raccontato in un itinerario tematico che comprenderà le sue mille sfaccettature cromatiche e simboliche. 

Il bianco è infatti il (non) colore che più degli altri ha retaggi antichi e trasversali in tutte le culture del mondo, e che è riuscito a mantenere nei secoli il significato, radicato nell’immaginario comune, di benessere e di serenità. Questo a causa di una caratteristica fisica che lo contraddistingue: contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico, non ha nessuna tinta, e quel che resta è solo luce. 
La cover di Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, avete presente?
Via

Il bianco è anche una tinta molto amata da architetti e designer d’interni poiché riesce a dare un carattere scultoreo agli edifici e a conferire luminosità e ampiezza agli spazi. Ci sono numerosi esempi di architetture bianche che sono diventate icone, il più famoso dei quali è Ville Savoy di Le Corbusier, ma molta del”architettura tradizionale del sud europa è bianca, segno di una propensione a questo colore che ci portiamo dietro da tempo. 

Trulli ad Alberobello                                                      Chiesa a Santorini 

Con la nascita dell’ International Style a cavallo delle due guerre mondiali, poi, il bianco è diventato la base su cui pensare la forma degli edifici moderni.

Adolf Loos, Casa Müller, 1928 (foto di Chiara Quinzii)
Jørn Utzon, Opera House, 1973
Santiago Calatrava, Museo delle Scienze, 1996

Interior decor in bianco in diversi contesti: antico e moderno

Curioso, perché il bianco è anche il colore dei capelli degli anziani, che quindi ci rimanda alla vecchiaia, ma anche alla saggezza. Bianca è la purezza, sia quella dei bambini appena nati che quella di un manto di neve non calpestata, e per estensione di significato è anche diventato sinonimo di pulizia (la biancheria si chiama così proprio per questo).

Personalmente il bianco è un colore che amo molto perché è quello che più di tutti riesce a far risaltare quello che gli sta intorno, e soprattutto ciò a cui fa da sfondo: le persone. È una caratteristica molto evidente nelle arti visive:

Arancia Meccanica
Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante
Parsifal in scena al Teatro Regio di Torino nel 2011
Jack Vettriano, Dance me to the end of Love, 1998

E infine una delle mie canzoni preferite, che mi rimette in pace col mondo e che ovviamente vanta una bella dose di bianco:


Stay white, ci vediamo al salone!

 
 




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