Una Casa Su Misura…per Loro






 
 
 

Cheesecake senza Cheese (e senza cottura)

Pubblicato da blog ospite in Idee, Una Casa Su Misura...per Loro
Non pubblico da mesi ormai e sto scrivendo un post relativo a questo [sempre che a qualcuno interessi ;) ]
Nel frattempo, durante le ferie, ho sperimentato una cheesecake senza latte vaccino e senza glutine.
Una sorprendente sorpresa per le papille gustative che hanno detto: “ancora ancora!!!!”
Non potevo quindi non condividerla, è buonissima, golosissima e sanissima…?? ahaha
Dai, una cheese-cake non può e non deve essere sana, anche se non c’è il burro. Possiamo invece dire che è “meno” grassa.
Quindi è:
buonissima, golosissima e poco grassa.
Nella ricetta che segue le dosi non sono proprio corrette al gr, perchè sono andata a “cappella” e, secondo i miei esperimenti, potete fare un pò come volete.


INGREDIENTI
200gr biscotti senza glutine ( io anche senza burro e senza uova) 
100gr cioccolato fondente
olio di semi q.b.

per la farcia
250gr di yogurt di soia bianco
300gr ricotta di pecora 
200ml panna Valsoia 
100gr zucchero
1 banana (se volete) 
12gr di colla di pesce
2 cucchiai di latte di soia bollente 
marmellata q.b. (di prugne o frutti di bosco) 
teglia da 26cm


PREPARAZIONE

1- tritate i biscotti nel mixer e aggiungete il cioccolato che avrete fatto sciogliere a bagnomaria o nel microonde. Quando il cioccolato è ben amalgamato, aggiungete l’olio a filo finchè l’impasto non diventa un pochino umido e lavorabile..tipo sabbia bagnata per capirci.

2-rivestite il fondo di una teglia con cerniera apribile, con della carta forno e fare la base con i biscotti sbriciolati. Fate in modo che sia tutta alta uguale aiutandovi con il dorso di un cucchiaio per spalmarla.
Ora mettete in freezer il tempo necessario per preparare la crema.

3- montate la panna e tenetela da parte in frigo

4- lavorate la ricotta con lo zucchero finchè non diventa una crema liscia e senza grumi (io uso il mixer o la planetaria con gancio a K)

5- aggiungete lo yogurt e mescolate molto bene.
 a questo punto assaggiate se i 100gr di zucchero vanno bene per voi (la panna della valsoia è già zuccherata!!) 

6- mettete in ammollo in acqua fredda, la colla di pesce per 5 minuti, poi strizzatela e fatela sciogliere in un bicchiere con il latte bollente, mescolate e versate nella ricotta e yogurt mescolando molto, ma davvero molto, bene.

7- aggiungete ora la panna mescolando senza preoccuparsi di “smontare” niente, tanto è panna vegetale.

8-Tirate fuori la base di biscotti, ricopritela con la banana tagliata a fettine e poi versate la crema.
Mettete in freezer per 2 ore e poi passate in frigo per altre 2-3 ore.
Prima di servirla ricopritela con la marmellata che avete scelto.

Adesso però devo fare le mie solite considerazioni:
1-potete usare panna – yogurt – ricotta in proporzioni variabili, o eliminare un ingrediente, l’importante è che la quantità totale (per la dose di biscotti e per una teglia da 26 cm) sia più o meno la stessa , non saranno 50gr a fare la differenza!

2-potete omettere le banane ( io le odio di cuore, ma Gabriele voleva la totta con le bananeee) e usare altra frutta a piacere o anche niente

3- usate una marmellata aspra, perchè la crema è dolce..oppure usate della frutta fresca, insomma date spazio alla fantasia e al vostro gusto, come sempre!

A presto
Silva


 
 

UNA CUCINA FUNZIONALE

Pubblicato da blog ospite in Design, Una Casa Su Misura...per Loro
E’ tanto che non parlo di cucine, pur essendo il mio primo e vero amore.
Questo articolo sarà un pò tecnico ma molto utile a tutti coloro che sono in procinto di acquistare una nuova cucina o modificarne una vecchia.
Di cosa parliamo? Parliamo dell’interno, di come, a parità di spazi e di estetica esterna, possiamo avere una cucina più comoda e funzionale.
Ciò che possiamo fare all’interno di una cucina va al di là del modello/stile/colore.


Prima di tutto dobbiamo prendere in esame le azioni quotidiane che svolgiamo in cucina, pensando alla cucina divisa in aree di lavoro:
Dispensa (per alimenti)
Spazio utensili (piatti, bicchieri, ciotole ecc..)
Lavaggio (spazio per detergenti, lavastoviglie e lavello)
Preparazione (spezie, posateria, taglieri, piccoli elettodomestici ecc)
Cottura (pentole, padelle ecc..vicino al piano cottura e al forno)
Già in fase progettuale, dobbiamo far in modo di aver risposto tutto, proprio lì dove serve.
Ci sono soluzioni per rendere il lavoro semplice e funzionale.


Due consigli sempre utili:
1- cercare di ridurre le aperture con anta a cerniera per le basi con ripiani fissi interni (una serve sempre secondo me, ma non di più) perchè è scomoda, e le cose si ammucchiano in fondo rendendoci difficile una visuale completa e una facile accessibilità.
cassettone vs anta a battente @valcucine


2-  Pensili con apertura a ribalta (vasistas, vela,libro ecc..) permettono di non avere ostacoli (ad altezza tempie per capirci) mentre si lavora in cucina.
Se proprio non potete fare a meno delle ante con cerniera, fatevi inserire quelle con apertura a 180°
apertura a battente

apertura a ribalta

Quando parliamo di attrezzature interne, dobbiamo distinguere tra le TIPOLOGIE DI APERTURA, MECCANISMI INTERNI e ORGANIZZAZIONE INTERNA.

TIPOLOGIE DI APERTURA: sono le diverse soluzioni di apertura per ante e cassetti.
Possono incidere nella praticità di utilizzo della cucina (vedi esempio sopra) ma sono separate da quello che è il meccanismo interno. Possiamo avere un cassetto con apertura “push pull” (e non push up come dicono molti clienti..ehehe) piuttosto che apertura normale, possiamo avere diversi meccanismi per l’apertura e chiusura delle ante dei pensili, o delle cerniere con apertura a 180° piuttosto che la classica apertura a 90°.
E’ opportuno valutare anche questo aspetto, al momento della progettazione.
Voi potete scegliere il meccanismo di apertura che preferite dopo che il rivenditore vi ha mostrato le varie possibilità sulle sue cucine.

MECCANISMI INTERNI:
Qui il discorso si fa più complesso, nella sua semplicità.
Parto con il dire che ovviamente costa meno una base con apertura a cerniera e ripiani interni fissi, piuttosto che una base, sempre con apertura a cerniera ma con ripiani interni scorrevoli.
Quindi sono scelte che, senza negarlo, incidono sul prezzo finale di una cucina. Questo però non deve fermarvi, a seconda della vostra disponibilità di spesa per l’acquisto, valuterete in quali moduli inserire meccanismi, non è detto che debbano essere inseriti su tutte le basi e colonne della cucina ovviamente.
Cerchiamo solo di utilizzarli per migliorare la vivibilità dell’ambiente cucina, in base al nostro utilizzo quotidiano.
Ecco perchè, come dicevo all’inizio, la prima cosa da fare è analizzare i nostri gesti quotidiani in cucina e il nostro utilizzo: siamo sempre fuori a cena? ci sono bambini in casa? amiamo cucinare? siamo più per preparazioni complesse (fare la pasta fresca, pane pizza ecc..in casa) o per la velocità in cucina?
Questo vi aiuterà molto a far comprendere al vostro progettista/rivenditore quali dovranno essere i punti forti della Vostra cucina.

Come vedete dall’immagine, l’esterno di una cucina a volte è solo questione di estetica finale.
Infatti possiamo fare cassetti e cassettoni con apertura esterna (da basi L.30 cm fino a L.90cm) oppure una semplice anta che non significa per forza apertura a battente.
Vediamo insieme alcune possibilità.

cestone con fissaggio all’anta
In questo caso, esternamente abbiamo un’anta da 60cm, ma al suo interno troviamo due cestoni fissati proprio all’anta che ci permettono una visuale totale e una facile accessibilità.
Soluzione fattibile con moduli da 15-30-45-60cm 
cestello estraibile L.15 @hafele
Stesso discorso della prima immagine ma montata su base L. 15cm 

cassettone fissato all’anta + 2 cassetti interni @blum

Qui invece abbiamo la stessa estetica dell’anta liscia esterna, ma all’interno è stata suddivisa in 1 cassettone fissato all’anta più 2 cassetti interni.

Soluzione fattibile con moduli da L.30-45-60-90 cm.
cassettoni interni @hafele

Anche qui estetica liscia esterna, con 1 cassettone fissato all’anta (sempre quello inferiore!!) e un cassettone estraibile. In questo caso cambia solo il fondo che è tubolare in acciaio e non chiuso.

A questo punto la differenza la fanno le base e le sponde del cassetto: acciaio-tubolare-vetro ecc..

Ora passiamo alla base  più antipatica della cucina, che con questi accorgimenti, vi risolleverà il morale. La base ad angolo!
Ci sono diversi tipi di scocche ad angolo: rettangolari (60×90-105-110-120 ecc..) oppure quadrate (90×90 -105×105-120×120 ) poi le misure dipendono sempre dal mobiliere.
Vediamo però come possiamo sfruttare questa base

twin corner @hafele

Questa soluzione è per le basi ad angolo rettangolari, ma non per tutte le dimensioni, infatti il meccanismo deve avere una certa dimensione di apertura anta per poter funzionare. 

Si tratta di due ripiani ad estrazione e rotazione, in pratica uscendo completamente dalla base ci danno una visuale e accessibilità davvero totale, con fissaggio su base e fianco del mobile.
WaCo @hafele

Altra soluzione simile alla precedente, per mobili ad angolo rettangolari, con apertura anta da min. 45cm. Estrazione totale con ancoraggio all’anta e al fianco. Anche in questo caso perfetta ergonomia.

recorner Maxx @hafele

 Questa soluzione invece è per le basi quadrate ad angolo, sono due piatti girevoli fissati al fianco del mobile che permettono una buona visuale e si possono prendere gli oggetti comodamente.

cassettiera angolo @blum

Questo è la soluzione a cassetti per l’angolo quadrato, davvero pratica!

Sistemati anche gli angoli, passiamo alle colonne.
Voi penserete che una colonna non abbia bisogno di meccanismi, perchè è grande, comoda ecc..invece secondo me potrete trovare soluzioni interessanti.

meccanismo ad estrazione e rotazione @hafele

meccanismo scorrevole @hafele

Anche le colonne hanno una profondità e così come per le basi, le cose riposte in fondo tendono ad essere dimenticate e inutilizzate.
Per non parlare poi di quelle riposte in alto e se come me, sei alto 1.60 non ci arriverai mai se non con una sedia. In questo caso un meccanismo vi aiuta ad avere una visuale completa e a non stipare cose che poi non userete più per la loro scomodità.

ORGANIZZAZIONE INTERNA:
Ora che avete scelto come dividere internamente la cucina, vi mostro come suddividere gli spazi dei cassetti e cassettoni in base agli oggetti che intendete riporre.

@blum divisione per zona cottura

 Nei pressi della zona cottura (forno – piano cottura) è bene avere a portata di mano pentole, teglie e utensili necessari.

spezie e condimenti @blum

 Nei pressi del piano di lavoro (la parte libera) che verrà utilizzata per le preparazioni, è utile avere taglieri, condimenti spezie

stoviglie e posateria @blum

Cassetto per le  posate ben organizzato, piatti perfettamente ordinati e riposti, e anche un cassetto jolly, per tutti gli accessori “inclassificabili” in giro per la cucina. 

contenitori e ciotole @blum

Contenitori per  alimenti, ciotole per la preparazione, tutto a portata di mano e ben suddiviso.

zona lavaggio @blum

Anche nel sottolavello ci può essere ordine (deve esserci ordine) detersivi, sacchetti per la differenziata ecc.. tutto a portata di mano.

Adesso che avete letto (se avete letto) tutto questo, andate nella vostra cucina e mentre preparate la cena pensate a cosa cambiereste per rendervi la vita più facile.
Vi ho portato in esempio due (uno in realtà) dei tanti produttori di meccanismi interni, e quindi acquistabili solo tramite rivenditore, e non ci sono negozi Hafele per capirci, ma se volete fare dei piccoli cambiamenti in cucina Home made, tra l’altro cosa fattibilissima perchè qualsiasi azienda ha delle perfette istruzioni di montaggio, e se vi siete fatti un pò di ossa con Ikea siete a cavallo, potete trovare molti di questi articoli su Tuttoferramenta, che rivende anche al dettaglio.

Silvia 
Fonti: Hafele -  Blum - Tuttoferramenta 

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Una CasaSuMisura..per Voi: La Cucina di Ernesto

Pubblicato da blog ospite in Design, Una Casa Su Misura...per Loro
Torno a pubblicare qualche progetto e inizio dal più recente.
Mi ha scritto qualche settimana fa Ernesto chiedendomi aiuto per arredare l’ambiente cucina, un piccolo ambiente aperto sulla zona giorno.

RICHIESTA:
Buongiorno,
vorrei chiederle di aiutarci a progettare il nostro spazio cucina. La casa è di nuova costruzione ma ci sono alcuni vincoli architettonici da tenere in considerazione.

abbiamo in mente uno stile moderno, senza maniglia
colori chiari (basi legno+ pensili lucidi e top a contrasto) 
il piano cottura sarà ad induzione
il frigo potrebbe essere a libera installazione
microonde ad incasso 
ci piacerebbe avere un bancone snack
 la cucina può essere a L, a U, a G ma non vogliamo spendere troppo
abbiamo messo in conto piccole opere murarie
 la casa, come ha visto, è piccolissima, quindi tutto quello che riusciamo a mettere in cucina è guadagnato!

planimetria inviata dal cliente
La cucina, nonostante le dimensioni si presta a diverse soluzioni di composizione, ma bisogna tener conto di tutte le richieste fatte e della posizione dell’ acqua (il gas in questo caso non lo consideriamo perchè inseriranno il piano cottura ad induzione) e che solo gli elettrodomestici portano un’ingombro di circa 165-180 cm più l’ingombro degli angoli. 
Dopo aver presentato ad Ernesto due bozze, ho sviluppato il progetto. 

Lo sviluppo in altezza permette di sfruttare la capacità massima della cucina. 
I colori chiari, ma senza contrasti forti, illuminano l’ ambiente che è privo di luce naturale se non quella proveniente dalla sala.
Il top a contrasto rischierebbe di schiacciare la cucina verso il basso, rendendola tozza, l’idea invece è quella di creare una cucina slanciata e luminosa, che comunichi con la sala ma senza invaderla, visto gli spazi ridotti. 
Chi lavora in cucina ha la giusta privacy e spazio di movimento, ma non è separato dal resto della famiglia (o amici a cena ecc..) perchè rimane una cucina conviviale. 

Dei piccoli consigli in questi casi sono: 
Lavello sottotop per recuperare piano lavoro.
Illuminazione sottopensile, anche per tutta la lunghezza della cucina e se la cucina non ne presenta, prese di corrente sempre sottopensile.
In cucina le prese servono e almeno 3 sono necessarie. 
Questa è una soluzione economica (all’ikea costano solo 20€), pratica e non richiede lavori. 
Ad ognuno la sua cucina!
Silvia

Immagini e Concept by Silvia Di Gioia.Don’t copy or use whitout permission

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WEEK END A PARIGI #4 (last day)

Pubblicato da blog ospite in Una Casa Su Misura...per Loro
Rieccomi qui, a concludere questo racconto di viaggio, avevo detto che è stato un lungo week end.
Ultimo giorno, ma l’aereo è alle 20:55 quindi abbiamo quasi tutto il giorno per godercela ancora un pò.
Dopo aver lasciato la camera ed essere usciti dall’albergo, ci accorgiamo che, pur essendo le 9:00 è tutto silenzioso e passano davvero poche macchine, anche se è domenica è pur sempre Parigi. Come sono calmi questi francesi..

Prendiamo la metro e andiamo subito verso l’Arc de Triomphe.
La domanda che mi sono sempre posta, guardando questo monumento sulle foto, che più che una piazza è solo una grande rotatoria è: come si arriva li nel mezzo? 
L’avrei scoperto a breve.
Quando arrivi con la metro, dopo un gran labirinto sotterraneo alla ricerca dell’uscita giusta, esci direttamente sotto il grande arco.
Bisognerebbe salire fino in cima per ammirare la perfetta divisione delle strade, ma come al solito io non ve voglio sapere.

 Quindi dopo aver mirato e rimirato il monumento nella sua “grandiosità”, ci facciamo una passeggiata sul famosissimo viale : Champs Elysées.
Era freddo, freddissimo grazie al venticello gelido e non ce la siamo goduta come volevamo.
Come si esce dal place de Charles De Gaulle? eheheh…anche se intorno passano un migliaio di macchine alla velocità della luce, anche se ho detto che attraversare a Parigi era semplice e non pericoloso, bè qui la situazione cambia perchè non sono presenti strisce pedonali e o tenti il suicidio o cerchi un’alternativa. Che poi non è un’alternativa ma un’obbligo , sono io che non avevo visto il sottopasso..oops!
Bene eccoci qui sull’Avenue più famosa. Negozi chic, ristoranti, bar ecc..ecc.. la via è lunga e porta direttamente a place de la concorde, dove vi ricordate? c’ero già stata!

L’ultimo pezzo però sembra non finire mai e non c’è niente. Solo terra e alberi. Sembra quelle stradine non asfaltate che ti portano dal parcheggio alla discoteca, o dal parcheggio al luna park.
Come al solito alle 14:00 ancora stomaco vuoto e allora proviamo ad andare dietro la ruota panoramica e……woooow!
Panini, churros (li cercavo) ,mele caramellate, hot dog ecc..
Una pacchia quando hai famissima.
Io come al solito ho avuto la brillante idea di prenderci una baguette e poi andare a sederci in una panchina nei giardini delle Tuileries (ricapitolando, alle nostre spalle Champs Elysées, siamo in place de la concorde e davanti a noi il Louvre in pratica siamo sempre qui).
Siccome quel churros mi faceva una gran gola, decido di prendere anche il churros in modo da non dover tornare indietro.
Ahahahaha mi danno churros stracolmo di nutella che fuoriusciva da tutte le parti, che non puoi appoggiare da nessuna parte.Così braccia in alto in una mano la baguette e nell’altra il churros.
Che complicazione!


A panze piene decidiamo che è ora di comperare qualche ricordino, così ci rifacciamo rue de rivoli e avenue de l’operà per andare da Pierre Hermè e qualche altro negozietto. (di nuovo)
Siamo vicini all’hotel e inizia ad avvicinarsi l’ora di prendere la navetta per l’aeroporto, così ultima tappa in fretta alla Basilica del Sacro Cuore..con la metro questa volta!
Scendiamo a Goutte d’Or, uno degli Arrondissement più poveri della città, me ne accorgo solo quando alla fermata della Metro gli unici turisti/bianchi siamo noi. Ma qui, non ho avuto l’ansia che mi ha accompagnato per i primi giorni e che finchè non sarà a casa mia non mi lascerà.
Non so come spigarlo, per carità noi abbiamo fatto solo due vie, ma erano abbastanza degradate e c’era molto silenzio…bò..
Noi seguiamo le indicazioni per la basilica e l’unico modo è una funicolare, ma non dove siamo noi, era un’altra fermata della metro, oppure una lunga scalinata..e famose sta salita che ho un churros da smaltire!

E’ davvero stupendo finire questo week end quassù, vedere tutta la città dall’alto in una giornata fredda ma soleggiata. Solo la musica di un artista di strada come sottofondo..non è neanche male. Pazzo ma davvero bravo.
Cinque minuti per riprendere fiato….
Dopo la basilica, la salita, l’artista, il freddo è ora.
Torniamo giù a piedi..di nuovo, anche se lontano è tutta in discesa e non fa paura
Prendiamo le nostre valige e andiamo verso casa..all’aeroporto una signora mi dice che quella pace, il poco traffico e la metro non affollata sono la conseguenza delle ultime vicende, di cui ormai non parla nessuno..capisco, ma secondo me questa città la calma ce l’ha nell’anima, non per merito/colpa di chi non voglio nemmeno nominare. 

Mappa Google ultimo giorno
TOT 7km a piedi + 1300km per il rientro

Silvia

 
 

WEEK END A PARIGI #3

Pubblicato da blog ospite in Una Casa Su Misura...per Loro
Ma io non ce la faccio più, dicono che il primo anno di asilo è così. Questi fine settimana sia io che G. siamo stati abbattuti dal virus, e non so se è peggio te che stai bene e i figli male (scombinandoti la settimana, oltre al cuore di mamma, poveri cuccioli stanno male) , o te che stai male e i figli fin troppo bene..Eh, no pensandoci bene, la seconda è peggio!
Notre-Dame

Tornando sulla Senna…
Il terzo giorno mi sono svegliata decisa ad abbattere la mia paura della Metro così, organizzo una giornata bella piena. Si parte direzione Notre-Dame.
Siamo arrivati la mattina abbastanza presto, a Parigi alle 9:00 è ancora presto, in Italia è già tardi e le Poste sono già stracolme di pensionati in fila.
Non so cosa mi aspettassi davvero ma all’uscita della Metro (una tra le più belle) non c’era nessuno!
Davanti alla Cattedrale, non c’era quasi nessuno.

Non saprei nemmeno dire quale sensazione ho davvero provato, stupidamente condizionata da Victor Hugo. Nessuna volta dipinta o affrescata..è tutto grigio e decisamente Gotico! Ricco di dettagli, in ogni angolo, sembra una gigante miniatura, ti lascia stupefatto.
Appena usciti c’era una gran file di persone pronte..meno male che siamo arrivati presto!
Ci siamo fatti un giretto tutt’intorno alla cattedrale e poi direzione Pont Neuf, il ponte più antico di Parigi che collega l’isola con le due estremità.

La nostra prossima tappa è (di nuovo) L’hotel des Invalides, per andare a visitare il Museé de L’armeè. Ci mettiamo pochissimo grazie al treno.

museè de l’Armeè

Finalmente possiamo vederlo e andiamo subito a visitare la tomba, o meglio, le tombe, di Napoleone. Un immenso buco all’interno della Cappella Reale degli Invalidi (non ridete!) . Una specie di grande terrazzo..dove al centro troneggia una enorme tomba, ma proprio enorme. Sono 6 tombe, una dentro l’altra, che la prima cosa che ti chiedi è: ma quant’era grosso Napoleone? Insomma, a dirla tutta, sono stata colpita dalla maestosità ed imponenza, ma…niente di che.

tomba di Napoleone I 

Il tuor però è appena iniziato, infatti dobbiamo ancora visitare il museo, e con il senno di poi dico: meno male che non siamo andati il giorno prima, dopo aver visto il Louvre, altrimenti a me avrebbero dovuto fare 10 tombe, 5 solo per i piedi!
Il museo è davvero interessante ma davvero immenso. Si parte delle armature e le prime armi, con tante maschere, lunghissime spade, strane carabine, e tanti davvero tanti cannoni. Forse troppi.

Mentre G. continuava ad ammirare ogni singola teca, io mi ero già annoiata, dai visto un pugnale, visti tutti no? ;) Sant’uomo G.! 
In alcune occasioni la differenza maschi/femmine si sente. Io ero più interessata a cercare cose strane e divertenti, surreali per i giorni nostri. Come le armature per bambini, un cazzotto nello stomaco ad essere sinceri, o armature terrificanti di guerrieri orientali, grandi omoni su grandi cavalli corazzati o la  meglio, l’armatura con il “proteggi gioielli” incorporata. Davvero grottesca! 

Poi si entra nella parte dedicata alle 2 Guerre Mondiali, anche qui troppo lunga!! Il museo ospita tutte le divise, di tutte le nazioni, di tutti i reggimenti, dal 1913 al 1945.
Io sempre alla ricerca di qualcosa di diverso, vi mostro una chicca..una Mood Board della seconda guerra. Non mancava proprio niente eh?!

C’è un’altra parte che va da Luigi XIV a  Napoleone III, ma l’ho vista con un occhio solo. Ero davvero stremata e altri 200 e rotti anni di storia non li ho retti. Mi ricordo solo il cavallo mummificato di Napoleone.
Dopo qualche ora, usciamo e senza sosta, siamo pronti per la Tour Eiffel.
Non siamo saliti, io tra le altre cose, soffro di vertigini. No comment. Ma poi, pensandoci bene, se sali sopra hai una vista della città senza Tour Eiffel, e quindi è meglio salire sulla Tour Montparnasse che è anonima e bruttina, ma con una vista spettacolare.

Ma quant’è bella? 

Ci siamo fermati a mangiare qualcosa, in Place du Trocadéro, io ho preso un Croque monsieur.
Nient’altro che un tramezzino con formaggio e prosciutto, gratinato. Tra l’altro credo il peggior croque monsieur di Parigi. Ma con una vista così, e con una fame del genere (erano le 15:00 e dalla mattina eravamo ancora a stomaco vuoto) non hai più niente da dire. 
A questo punto, non sapendo bene cosa fare e avendo spuntato tutti i luoghi da visitare della lista giornaliera, decidiamo di andare a visitare il quartiere latino. 
Da qui si evince che un’organizzazione a priori è consigliabile, perchè il quartiere Latino si trova attaccato a Notre-Dame. 
Quindi ad averla ragionata bene, la giornata doveva essere: 
1-Notre-dame (mattina presto orario perfetto)
2-Quartiere Latino (per fermarsi in pausa pranzo, posto ideale con tutto quel ben di dio che c’è in giro) 
3-Museè de L’armeè (da vedere con calma dopo pranzo) e per finire, verso il calare del sole e orario aperitivo 
4-Tour Eiffel (da ammirare con le luci accese) 
Turista Fai da te? No Alpitur? Ahi ahi ahiiii
quartiere latino
Il quartiere latino è davvero caratteristico, piccole stradine piene di negozietti e posti per saziare le panze turistiche.
Ed eccoci qui, dove abbiamo iniziato la giornata.
Ma non è ancora finita…doccia, relax, selfie in ascensore  ( va tanto di moda no?) ristorante giapponese (dove abbiamo speso pochissimo e mangiato tantissimo ) e passeggiata, eh si perchè oggi avendo preso la metro, non abbiamo consumato le scarpe ;) 
Penso che questo sia il post con maggior foto che abbia mai fatto. 
Però manca ancora un giorno a Parigi..
Buon inizio settimana e che il Virus stia lontano da tutti voi!!
Mappa Google terzo giorno
Tot a piedi (relativamente pochi visto i precedenti) + museè de l’armèe

Silvia
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WEEK END A PARIGI #2

Pubblicato da blog ospite in Una Casa Su Misura...per Loro
Ci svegliamo alle 7:30 pronti e carichi per andare a visitare le meraviglie della città..ma fuori è ancora buio (non l’avevo considerato) e dopo una classica colazione internazionale che di francese non aveva un bel niente, andiamo alla recepion per chiedere i biglietti del Louvre e del Musèe de L’armèe.  Mentre aspettiamo che una persona non ben identificata, ci porti i biglietti, ci facciamo un’altra passeggiata nei dintorni, volevamo tenere le energie per il Louvre.
Sulla mappa, la Basilica del Sacro cuore non sembrava lontana, ma poi scopriamo che non solo è mooolto lontana, ma anche (credo) l’unica zona in salita della città.
Desistiamo e arrivati a Saint Georges, facciamo dietro front. Nel tornare in Hotel noto che nella via che stiamo attraversando, non c’è una sola vetrina, portone, finestra che non abbia la scritta “je suis Charlie”. Mi è sembrato strano perchè nei Grand boulevard non l’ho vista proprio da nessuna parte.
Mi sono subito irrigidita e ho chiesto a G. di allungare il passo. Poco più avanti davanti ad un palazzo, il tipico palazzo Haussmaniano che trovi in tutta la città, ecco appostata la Gendarmerie ben armata. 
Ecco, quella parte di Parigi che temevo e speravo che, da turista, non avrei visto.
L’orgoglio, il terrore, la vigilanza, la realtà attuale Parigina.
L’istinto era di andare lontano….sono pazza lo so.
Finalmente prendiamo i nostri biglietti e andiamo al Louvre.
La strada che avevamo fatto la sera prima era, ovviamente, sbagliata ma con le giuste indicazioni in 10-15 minuti aravamo davanti alla piramide. (di nuovo)
Avendo già il biglietto non abbiamo fatto fila, ma ecco che di nuovo ripiombo nella realtà.

Il Vigipirate è attivo al Louvre. E’ solo il secondo giorno e non mi sono ancora tranquillizzata del tutto, ho già visto passare passare 18-20 camioncini/cellulari o che sia,  della polizia con altrettanto corteo di moto e macchine, la gente immobilizzata e i soliti “turisti” a far le foto con il sorriso. E mi chiedo : ma che te ridi??  Controllo, metal detector, cellulare, giacchetto, togli il cappello ecc..è assurdo ma il fatto che facciano controlli e ci siano pattuglie armate ti fa sentire sicuro e insicuro. Siamo abituati a sentirle a tg certe cose, e vedere il triangolo rosso e nero e  i controlli lo rende troppo reale. Vabbè, lasciamo stare le ansie e torniamo al Louvre.

Il Louvre è quasi terrificante. Un labirinto d’arte infinito..e un brack ci vuole ogni tanto.
Sapevate che si può uscire e poi rientrare con lo stesso biglietto? Noi l’abbiamo fatto, per una pausa tra il primo e secondo round, e siamo andati da Angelina ad assaggiare i macarons. Eh no, non si può non fare anche perchè una delle sale da tè si trova proprio su Rue dei Rivoli, a poche (centinaia) di metri dal Louvre. 
una delle decisioni più difficili della giornata
Come già detto, non avevo programmato niente, nessuna visita, vista l’intenzione di non partire, ma converrebbe farlo e sul sito del Louvre ci sono alcuni percorsi tematici da poter seguire per entrare e uscire in 2-3 ore. 
Una cosa da non perdere secondo me, sono gli appartamenti di Napoleone III , i fossati del Louvre del medioevo , la mummia e ovviamente la nostra Gioconda..ma non vi aspettate che sia un granchè..non ci si può nemmeno avvicinare, ma un salutino è d’obbligo!
Sua altezza la Gioconda e le stanze di Napoleone
Usciti dal museo, decidiamo di andare sulla rive Gauche, perchè il Musèe de l’Armèe (o Hotel des Invalides) non sembra essere troppo distante. Sulla guida Lonely avevo letto che chiudeva alle 18:00..eravamo assolutamente in tempo.
A piedi invece non s’arrivava mai. strade e stradine, poco traffico e solo camioncini della Polizia con tanto di teste di cuoio che passano a tutta velocità. 
Insomma il Louvre di spiezza in due e questa scampagnata non ci voleva proprio.
Arriviamo all’Hotel des Invalises, questo magnifico palazzo, imponente e snello, l’occhio non lo prende tutto, è impossibile. 
Entriamo, controlli (ma questa volta ce li fa direttamente la gendarmerie) ci perdiamo anche qua perchè è davvero immenso e troviamo l’entrata del museo.
Un baldo giovincello in divisa da vigilante, ci spiega in francese/inglese/ mimo che è chiuso.
Cosa mi stai raccontando scusa? vuoi dire che ho fatto 1000miglia a piedi per senza niente? 
Il museo chiude alle 17:00 quindi dalle 16:30 non fanno più entrare nessuno. Sapete che ora era? le 16:31. 
Stanchi, piedi e gambe a pezzi, roba che se per sbaglio ti siedi per più di 45secondi non ti rialzi più..e adesso? 
Sempre dell’idea di non prendere la Metro, mannaggia a me mannaggia!
Sorridi: 
Gambe in spalla e torniamo indietro, ma ovviamente non passando per la strada già fatta, facciamone una nuova  che non conosciamo e che potrebbe essere più lunga. Ok, sarà fatto.
Dopo una giornata così…così…Così, dopo un aperitivo, e una bella doccia, mi sono messa a cercare i ristoranti/bistrot e quant’altro vicino all’hotel. Ho scoperto che il Aux Lyonnais, uno dei ristoranti di Alain Ducasse era proprio dietro l’angolo.
Atmosfera parigina, tavoli minuscoli, tutti ti chiedono se parli francese, gli dici che più o meno ti arrangi e ti parlano in inglese, bè vabbè..fai tu. Poi ti dicono tre cose veloci in francese e tu hai solo capito di aver accettato un bicchiere di Champagne. Ah, bene.
Leggere il menù non è stato facilissimo, ma alla fine è andata meglio di quanto pensassi..abbiamo mangiato divinamente, dei piatti abbondanti di carne serviti direttamente in pentola o in cocotte..meraviglioso!
Gran finale con un soufflè alla vaniglia e un dolce al cioccolato che non so proprio come si chiami.
si, la cocotte del souffle potevano anche pulirla.
Mappa Google Secondo giorno
TOT 10km a piedi + Louvre 
Silvia

 
 

WEEK END A PARIGI #1

Pubblicato da blog ospite in Una Casa Su Misura...per Loro
Il giorno del mio 30esimo compleanno ( io ne ho ancora 24 in realtà) il mio compagno, mi ha regalato un soggiorno a Parigi!
Volevo partire l’indomani tanto ero felice e pronta a far le valigie.
Ah, i bambini non erano compresi nel pacchetto ;) e ci voleva la giusta combinazione nonna/zia/nonno per poter decidere la data.
Durante le feste di Natale abbiamo deciso tutto e prenotato il volo per il 15 gennaio.
Ora, io sono un pò ansiosa di mio, e il giorno prima di prenotare l’hotel succede ciò che tutti ben sappiamo. 
Non sono qui a parlare di Charlie, di presunte o meno congetture e discutere l’argomento.
Il mio stato d’animo era orribile, non volevo più partire ed ero incollata al Tg tutto il giorno per seguire l’evolversi della situazione.
Ho chiamato mia mamma e mia sorella 3.000 volte e mi dicevano: vai tranquilla, non succederà nulla
Io non ero tranquilla per niente e non sconvolta dalla loro tranquillità!! 
Una parte di ansia era di natura genitoriale. Non sei più solo te, due piccoli nanetti sorridenti dipendono da te. L’altra parta era di altra natura…
Non ho organizzato niente, non ho pianificato nemmeno un giorno, ( eh, non volevo partire) e se vai in una città mozzafiato come Parigi per soli 4 giorni, non è una bella mossa non partire organizzati!
Alla fine, dopo mille pensieri e  il mercoledì arrivano i miei genitori a prendere i bambini, quindi è deciso..si parte…Bè vedremo.
L’aereo partiva alle 6.30 da Roma e la sveglia puntava alle 1.50 (circa 2 ore da casa all’aeroporto).
Accendo il cellulare e (ancora non del tutto sicura di partire) un messaggio e due chiamate perse da parte di una delle mie zie: “So che parti stanotte, non voglio allarmati ma ho sentito che a Fiumicino c’è un’allarme bomba su un volo. Tieniti informata e buon viaggio!“(hai anche il coraggio di mettere il punto esclamativo??) 
Non esiste emoticon in grado di rappresentare la mia faccia in quel momento. 
Non ho ancora risposto a quel messaggio.
In macchina volevo vomitare, piangere e tornare indietro.
Aspettavo di vedere tutte le facce degli altri passeggeri del volo, sorridenti e felici e rendermi conto di avere esagerato troppo con l’ansia e di non aver (ahimè) abusato di tranquillanti.
In realtà arrivati all’aeroporto ho visto tutt’altre facce..ma vabbè.
Ormai ci siamo imbarcati e indietro non si torna, si parte…
Arrivati a Beauvais, non c’era nessuno tranne noi passeggeri , 2 gendarmi e 1 militare, appostati all’angolo con tanto di artiglieria in mano.
Pioveva e tirava un vento fortissimo (l’atterraggio è stato quasi perpendicolare alla pista) , siamo usciti dall’aeroporto e ci siamo diretti al parcheggio per prendere la navetta direzione: Parigi! 
SMS Mamma: “sei a Parigi davvero?”
Arrivati finalmente prendiamo la metro per andare in Hotel e mi ero promessa che l’avrei presa solo per necessità e avremmo girato a piedi a costo di fondere le scarpe.
“Ma daiiii, stai tranquilla”-”sai che fine ha fatto tranquillo si? “
Metro 1 (stramoderna) in fila per il biglietto e leggo su un monitor: “la linea 6 è stata chiusa per un pacco sospetto, rischio attentato. Riaprirà alle 14:00″ (ha riaperto il giorno dopo). Visto la fine di tranquillo?? dai usciamo da sto buco di cemento e andiamo.  Stai tranquilla ok????
Arriviamo in Hotel circa alle 13:00 il tempo del check in e la sistemazione e usciamo, già stanchi visto le 12h di veglia ormai.
Facciamo un bel giretto su “Le grand boulevard” e scopriamo che a pochi mt dal nostro Hotel, c’è uno dei tanti passaggi coperti di Parigi, Le Passage des panoramas
Sono dei veri e propri passaggi (non sono vie) tra palazzi, coperti da un tetto di vetro, che riparano dal freddo e intanto puoi girare tra negozietti d’arte, librerie e bistrot in un’atmosfera unica!
passage des panoramas
Mi accorgo che da noi i supermercati e i negozi (gia dal 7 gennaio) hanno tirato fuori tutto l’armamentario per affrontare il Carnevale, mentre a Parigi ancora ci sono ovunque alberi, festoni e riferimenti al Natale…e non è pigrizia. Questa cosa mi piace!
Ci fermiamo lì, e finalmente mangiamo qualcosa. 
Tavoli piccolissimi, che giusto 4 bicchieri (2 acqua e 2 vino) ci stanno. Ed’ è così quasi ovunque.
Di fronte al Passage des panoramas c’è il Musée Grevin  (il museo delle cere), decidiamo che per oggi possiamo girare in un raggio di 100 mt dall’Hotel e andiamo.
Mi sto un pò dimenticando del perchè non volevo partire..solo un pò.
Il sistema di sorveglianza e sicurezza inizia a farsi vedere e adesso mi ricordo che non volevo partire.
Forse al Musée Grevin è sempre così, al di là del momentaneo stato di allerta, metal detector, controllo della borsa, del cellulare e del giacchetto.
Vabbè, entriamo e dopo avergli lasciato circa 50€, ci chiudono, insieme ad altri 4 visitatori, in una sala buia..oh bene! Le Palais des mirages è qualcosa di indescrivibile.
Parte una musica, si accendono delle luci..e sei nelle mille e una notte: luci, suoni, immagini che danzano in tre diverse coreografie..unico!
Finisce lo spettacolo, si accendono le luci e ti accorgi di essere in una stanza circolare, di circa 4mt di diametro con le pareti a specchi.
A questo punto inizia la visita vera e propria..
Attori, pittori, musicisti, cantanti, politici e uomini d’epoca…tutti creati alla perfezione.
A tratti ti chiedi, entrando in una stanza, se le persone sono vere o no e ci vai cauta. Non ti metti subito davanti alla statua a fare una foto..potrebbe non essere di cera! Poi capisci come accorgerti in tempo se è vero o finto ( molti sono personaggi francesi e non subito riconoscibili, e nemmeno dopo aver letto il nome) e inizio a fare la spavalda, mi siedo al tavolo con Jean Reno e un cameriere in procinto di servire da bere.
Non sono sicura, ma quel cameriere è fatto davvero bene…scatto come una molla!!! Poi mi accorgo e mi guardi intorno sperando che nessuno ti abbia visto, ma quel cameriere Ha mosso gli occhi e non l’ho sognato!! Si, era finto..
Musèe Grevin
Usciti da qui verso le 16:00, ci buttiamo in Hotel come api sul miele, e pur non volendo dormire per non perdere nemmeno un minuto di questa Parigi, ci svegliamo alle 20:30..ci guardiamo, mettiamo il pigiama e ci rimettiamo a dormire. 
No, non si può fare, così ci rivestiamo e usciamo per “fare una passeggiata”.
Ah ecco, in questo momento ci siamo resi conto di essere senza acqua, le bottiglie del frigo bar sono da 0,0000005 ml e costano 3€. 
Problema acqua: solo al supermercato ha un prezzo accessibile: 1,5l = 1€, per il resto la proporzione è 0,5l = 3€ 
Passeggiamo in una città troppo silenziosa per essere sabato sera..le strade si attraversano a piedi con estrema facilità, in Italia nemmeno con il verde puoi passare tranquillo.
Dall’Operà verso il museo del Louvre, in realtà senza una meta precisa, era tanto per “esplorare il territorio” così invece di fare una strada dritta e tutto sommato breve, ci siamo un pò persi (volontariamente) nelle stradine e traverse, allungando di circa 1 km o forse più,  il tragitto
Non avevamo fame, eravamo un pò assonnati..
Quindi finiamo la giornata in uno Starbucks, scoprendo che fa davvero ….blah! 
A nanna perchè se oggi è stata lunga, domani lo sarà di più….
Mappa Google: primo giorno 
TOT : 5km circa (a piedi )

Intanto, è un mese che i miei nani si alternano i vari malanni e virus e io non ne posso più!!!!!!
Tregua!!!

Silvia

 
 

CARBONE DOLCE DELLA BEFANA

Pubblicato da blog ospite in Idee, Una Casa Su Misura...per Loro

Stanotte passerà la befana, il che vuol dire che le feste sono finite.

Un pò sono contenta in realtà, poco però..infatti i nanetti stanno male. Strano vero? Quindi il fatto che le feste volgono a termine non mi tocca molto, tanto dovranno stare a casa qualche altro giorno. 
Ieri ho deciso di fare il carbone dolce per la calza, così tanto per provare.
So che è tardi per pubblicare una ricetta per la calza (e il carbone  lo fai per la calza..o per cosa?) ma in realtà non pensavo nemmeno di poterlo pubblicare perchè l’ho fatto ieri pomeriggio tardi e credevo che ci sarebbero volute almeno 5-6 ore di raffreddamento, se non tutta la notte addirittura.
Bè in due ore totali me la sono cavata, quindi potete farlo anche oggi pomeriggio, in tempo per l’arrivo della Befanella!
OCCORRENTE
pentola larga con il fondo spesso in acciaio (o comunque non antiaderente) 
sbattitore elettrico o planetaria
termometro alimentare (opzionale) 
stampo plumcake o altra forma (per far raffreddare il carbone) 
INGREDIENTI
caramello
300 gr zucchero semolato
100 gr acqua
glassa
200 gr zucchero semolato
100 gr zucchero a velo
1 albume 
colorante
10 gr di alcool puro (io ho usato il rhum )
PREPARAZIONE
caramello

Iniziamo a preparare il caramello mettendo nella pentola 300 gr zucchero con l’acqua e lasciare sul fuoco (medio) finchè non bolle e il caramello diventa biondo ( deve arrivare a 141° ).

Questa operazione richiederà circa 10-15 minuti quindi nel frattempo facciamo la glassa.

glassa pronta
mani pronte

Montiamo con le fruste, l’albume con lo zucchero semolato, quando è bello gonfio aggiungiamo lo zucchero a velo poco alla volta e l’alcool. 

Infine il colorante fino ad arrivare alla colorazione desiderata…non è detto che vogliate fare per forza carbone nero per i vostri bimbi, potete farlo anche colorato.

pozione magica in fase di completamento
abracadabra..ecco che si gonfia!

Quando il caramello è pronto, abbassiamo la fiamma e versiamo all’interno la glassa.
Mescolate bene e lasciate riposare qualche secondo in pentola…ATTENZIONE…tutto quell’ammasso di zucchero e uova, si gonfia e potrebbe uscire dalla pentola (ecco perchè ci vuole larga e alta), lasciare riposare solo qualche secondo e poi spegnete il fuoco e versate il composto in uno stampo rivestito di carta forno a mettete a raffreddare.

Quando è freddo tagliatelo grossolanamente..e il vostro carbone è pronto!

bello e inquietante! 

Note.

Parliamo di questo alcool. La ricetta dice di metterlo ed è solo una questione di sapore, quindi potete usare anche la vodka. Io non avevo nulla tranne il Rhum e credo proprio che avrei dovuto metterne meno perchè ho un carbone molto “ubriaco”.
Non mi preoccuperei dell’alcool che in parte evapora, anche perchè con tutto questo zucchero!! 
Io l’ho fatto raffreddare in finestra in uno stampo da plumcake e in 1 ora e 1/2 era pronto, potete usare qualsiasi tipo di stampo.

Non avevo il colorante nero, ma solo blu e rosso..ho fatto un viola molto scuro, che una volta raffreddato è diventato un grigio con i riflessi viola..non male!!

Buona Befana!
Silvia


 
 

Il Natale si avvicina..la corsa ai regali è aperta!

Pubblicato da blog ospite in Idee, Una Casa Su Misura...per Loro
In questi giorni mi sento “disordinata”, mentalmente intendo.
Ho fatto tante cose eppure,mentre le facevo, non mi sentivo apposto.
Io non sono una persona metodica e ordinata, non sono precisina, vorrei esserlo ma non ci riesco e chi mi conosce davvero lo sa.
La mia cucina è un campo di battaglia, la mia little work-station è piena di cose che “Metterò a posto”..domani, nella mia camera da letto ci sono sempre un paio di calzini di fianco al comodino che più tardi metterò a posto, sulla mia lavatrice almeno un flacone vuoto di detersivo che quando esco di casa butterò..
Quindi se arrivo a dire che sento la mente disordinata è grave.
Non metto a fuoco, devo fare 100 cose? bene, mentre ne  faccio una continuo a pensare a tutte e 100 insieme e si che (come tutto il genere femminile ) ho il multitasking di serie.

gift list

Praticamente mi muovo come un uomo, con la differenza che mi preoccupo delle altre 99 cose ancora da fare, anzi di più, me le ricordo!
In più aggiungiamo che è il 16 dicembre e inizio solo ora a pensare ai regali.
Stamattina almeno ho spuntato i bambini dalla “Gift List”.
Per aiutarmi ho creato al volo una lista per scrivere tutte le idee e avere UN SOLO foglio e non post-it e foglietti sparsi ,più varie note sul cellulare che mi dimentico di guardare.
In questo modo ho almeno l’impressione di avere tutto sotto controllo.
Ho pensato di lasciarvi  la  versione stampabile della lista, un modo carino per aiutarvi negli acquisti e per tener conto delle spese.

Spero sia di vostro gradimento.

Bene, vado a continuare a cercare di metter ordine nelle mia mente. Arduo compito.

DOWNLOAD


Silvia


 
 

Codice sconto per il vostro SHOP ON LINE di Natale

Pubblicato da blog ospite in Una Casa Su Misura...per Loro
Ciao a tutti, siamo ufficialmente entrati nel “calendario dell’avvento” .
C’è chi ha fatto l’albero, chi sta già acquistando  i primi regali e chi si fa prendere dall’ansia perchè non ha voglia o tempo e già sa che girerà per negozi il 22-23 dicembre (eccomi, presente!) .
Bene, voglio aiutarvi.
FIORERIA SARTORI è un sito di e-commerce davvero fantastico, ha tantissimi prodotti molto shabby.
Dall’home decor, ai prodotti per la cosmesi, a complementi d’arredo con certificazioni BIO e VEGAN.
Ecco alcuni di questi prodotti che potete acquistare on line.

 The biologici della Tafelgut in tanti gusti e combinazioni

Ma anche Home decor….

Insomma vi consiglio di farvi un giro e se vi viene vogia di fare qualche acquisto sappiate che per i lettori di Una CasaSuMisura..per Loro c’è uno sconto del 10% sul totale.
Vi basterà inserire il codice al momento del pagamento, nell’apposito riquadro.

Sconto del 10% con il codice riservato
Ricordate, vale da oggi  fino al 16 dicembre 
Silvia


 
 




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