Arredare la camera in mansarda: prima e dopo

Pubblicato da blog ospite in Interiors, Interni, VDR Home Design

Le mansarde sono belle ma difficili da arredare, soprattutto se si ha poco budget. Noi siamo riusciti ad arredare la camera in mansarda a budget ridotto.


Come fare ad arredare una camera in mansarda senza andare in bancarotta? E’ davvero molto difficile trovare armadi alti abbastanza, da permettere di sfruttare appieno le diverse altezze di queste tipologie abitative. 

O sono troppo bassi o sono troppo alti e il risultato è un sacco di spazio sprecato. Anche il letto può diventare un tasto dolente: se i punti più bassi della mansarda sono troppo bassi, si rischia di sbattere la testa quando ci si alza. 

Nel progettare la nostra camera, abbiamo pensato a più soluzioni, tutte fai-da-te a basso costo, dato il budget davvero risicato. In totale abbiamo speso intorno ai €4oo. Volete vedere com’è venuta?

Arredare la camera in mansarda, spendendo poco

Vi dico la verità: quando abbiamo comprato casa, il pensiero di arredare QUELLA camera mi ha dato non poca ansia. Soffitto altissimo, tanto spazio potenziale per gli armadi.. ma pochissimo budget. Non vedevo come avremmo fatto, nel breve periodo. 

arredare la camera in mansarda
| Il progetto|

Poi si sa che la necessità aguzza l’ingegno.. e mi sono venute in mente un po’ di idee, non facilissime da realizzare, ma che ci avrebbero consentito di risparmiare. La prima su tutti: la struttura del letto fatta con i pallet. 

Avendo già il materasso, ci mancava solo quella. Per fortuna noi siamo riusciti a recuperare i pallet (quelli da 80 x 120 cm) gratuitamente, per cui non c’è stata spesa. Solo olio di gomito per scartavetrarli e dipingerli (noi abbiamo dato solo il fondo).

arredare la camera in mansarda
|Prima e Dopo|

I precedenti proprietari ci hanno lasciato dei cassettoni bassi, per cui anche questa voce di spesa è stata eliminata (anche perché i cassetti hanno costi piuttosto elevati). Ci rimaneva da pensare all’armadio. 

Abbiamo escluso gli armadi chiusi classici e abbiamo optato per un armadio aperto, stile cabina. I tubi appendiabiti li abbiamo comprati su Amazon, così come le staffe reggi mensole in vetro. Originariamente volevamo ricoprire la parete con l’OSB, ma poi abbiamo deciso di andare direttamente a parete. I tubi appendiabiti sono a 120 cm di distanza, ma potete fare anche di più per i vestiti lunghi. 

arredare la camera in mansarda
|Prima e Dopo|

Il tappeto è un regalo, anche se originariamente avevamo pensato di mettere il tappeto di stracci che sto realizzando. Ma penso che andrà in cameretta 😉 

Il resto è tutta questione di accessori e contenitori per tenere ordine nella cabina armadio ovviamente, ma anche nella camera in generale. Mi raccomando, quando li scegliete attenetevi allo schema colore originale, per avere coesione e armonia. 

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Cameretta in mansarda: il nostro progetto

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Idee, VDR Home Design

Come si arreda una cameretta in mansarda? Vi faccio vedere il progetto che abbiamo pensato per la nostra, a budget contenuto.

……….

Come ormai saprete bene, abbiamo cambiato casa ed avuto un bimbo. Un sacco di novità insomma, per essere solo a settembre di questo 2018. E in questi cambiamenti ci sono due variabili abbastanza complicate, che oltretutto si presentano insieme. Arredare una mansarda e arredare una cameretta. Mettete insieme le due cose e il livello di difficoltà diventa incalcolabile.

Che mobili scelgo per sfruttare al meglio l’altezza della mansarda? Quanti armadi mi serviranno per il neonato che poi diventerà adolescente? Dove li trovo dei mobili che si trasformino nel tempo?

Dopo aver spremuto le meningi per mesi su queste e altre duemila domande, siamo arrivati ad una soluzione pratica ed economica che ci permettesse di realizzare una cameretta che resistesse alla crescita del nostro piccolo.

LA NOSTRA SOLUZIONE PER ARREDARE LA CAMERETTA IN MANSARDA

Cominciamo da un punto che può sembrare scontato ma non lo è. Le dimensioni (larghezza e altezza) della cameretta che avete in mansarda. Molto spesso le mansarde hanno altezze quasi ridicole, nel senso che sono troppo basse per rendere davvero vivibile (e arredabile) la stanza. Tenete conto che in Lombardia una mansarda per essere abitabile deve avere altezza minima di 1,5 mt e altezza media di 2,4 mt.

Ma anche l’altezza massima è un dato importante, perché sarà proprio sulle pareti più alte che troveranno posto la gran parte degli armadi e degli arredi in generale. I metri quadri minimi per una cameretta sono 9, per cui attenzione anche a questo dato.

Nel nostro caso, l’altezza massima che abbiamo è di 3,8 mt per un totale di quasi 13,5 mq. Per cui non abbiamo molti vincoli, a parte il tetto inclinato in legno.

cameretta in mansarda

Abbiamo valutato la possibilità di far fare armadiature su misura ma il budget non lo permetteva. Abbiamo perso un po’ di mesi alla ricerca di armadi più alti di 2,4 mt che non costassero una fortuna, ma non abbiamo trovato molto. Finché qualche mese fa ci siamo imbattuti in una novità di Ikea: il sistema Platsa. Si tratta di un sistema modulare componibile, con strutture disponibili in quattro altezze: 40 cm, 60 cm, 120 cm, 180 cm. Le strutture sono sovrapponibili ed attrezzabili con ante e cassetti, oppure si possono lasciare aperte come scaffali.

Potete capire quanto sia flessibile questo sistema e quanto sia perfetto per noi e per chi come noi abita in mansarda. Combinando un modulo da 180 cm, con uno da 60 cm e uno da 40 cm riusciamo ad arrivare a ben 2,8 mt di altezza! Che per un armadio è davvero notevole.

I tre moduli che vedete (due larghi 80 cm e uno largo 60 cm) sono attrezzati con tubi appendiabiti ma soprattutto cassetti ed hanno un prezzo che si aggira intorno agli € 800. Ovviamente noi per gli armadi abbiamo scelto la parete più alta, mentre su quella opposta (che ha altezza sotto trave di 1,1 mt) abbiamo pensato ad una serie di cassetti e scaffali (sempre serie Platsa). Si tratta di moduli da 40 cm di altezza sovrapposti, in cui inseriremo alcuni cassetti.

Il letto è il modello Flekke sempre di Ikea che ha due cassetti sotto e un doppio materasso, in quanto all’occorrenza può diventare letto matrimoniale. Di giorno invece funziona come comodo divano.

In tutto la spesa per una cameretta del genere è intorno ai € 1200, ma si tratta di un arredo che non necessita di essere cambiato man mano che il bimbo cresce. Al massimo si possono sostituire gli accessori interni degli armadi, ma direi che si tratterebbe di una spesa assolutamente accessibile.

 

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Ottimizzare gli spazi con un soppalco!

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Interiors, Interni, Voglia Casa

Negli edifici di antica costruzione le stanze hanno un’altezza notevole, tanto che a volte si può pensare di sfruttarla costruendo un soppalco. Inoltre il soppalco costituisce un’ importantissima risorsa per moltiplicare lo spazio di un locale ed è certo un elemento di grande attualità, anche per l’utilizzo nel panorama immobiliare di loft, che prevede il recupero e il riutilizzo di edifici di tipo industriale o artigianale.

Non esistono limitazioni nell’ uso dello spazio del soppalco anche se, per caratteristiche progettuali e per ragioni di accessibilità, è preferibile disporre funzioni che non richiedano spostamenti continui. Meglio quindi un angolo lettura che uno spazio cucina, la zona notte rispetto a quella giorno.

Un soppalco abitabile rappresenta quindi un aumento della superficie lorda di pavimento, e non sempre questo è possibile.  Infatti i Regolamenti Edilizi dei comuni impongono delle indicazioni ben precise in merito, che non solo sono differenti da comune e comune, ma spesso, nell’ambito di una stessa città, variano a seconda della zona urbanistica e, a volte, anche da un edificio all’altro. E’ impossibile, pertanto, dare delle indicazioni che siano valide dovunque, ma si può fare solo una panoramica di carattere generale, rimandando poi alla consultazione della normativa locale.

La prima distinzione da fare è se si tratti di un soppalco abitabile o non abitabile.

Nel primo caso, qualora l’ampliamento sia consentito dagli indici urbanistici previsti nel Piano Regolatore, sarà possibile sfruttare questa superficie come una vera e propria stanza in più e per realizzarla bisognerà  permesso di costruire. Tra i parametri da rispettare ci saranno delle altezze minime, sia per la parte superiore che per quella inferiore, che per ambienti abitabili si aggirano, di solito, intorno ai 210 cm.

Quando le altezze sono veramente minime, il soppalco non è abitabile, ma può essere utilizzato ad esempio come ripostiglio e/o luogo dove riporre libri, giochi, scatole ben organizzate e facili da raggiungere. La sua realizzazione si configura in tal caso come un intervento di manutenzione straordinaria e, pertanto, è sufficiente una denuncia di inizio attività per eseguire le opere edili necessarie.

Uno dei vincoli contenuti di solito nei regolamenti riguarda l’ampiezza della superficie soppalcabile: in genere è espressa in percentuale della superficie totale, che non può in ogni essere coperta totalmente.

La realizzazione di un soppalco richiede ovviamente il progetto di una scala e la messa in opera di un parapetto regolamentare. Tra tutti gli elementi architettonici la scala è forse quello più ambivalente perché, certamente unisce un piano all’altro, ma in quanto elemento fisico, nella parte sottostante, essa divide fortemente.

Innumerevoli sono le possibilità costruttive e le varianti formali del soppalco. Per la realizzazione della struttura (solitamente in ferro o in legno) e del suo rivestimento si può scegliere tra diversi materiali, assoluta libertà creativa è lasciata alla ricerca della forma e all’ accostamento dei dettagli costruttivi. Scale e balaustre oltre ad essere ingredienti indispensabili, hanno un importantissimo ruolo nella definizione dell’ immagine estetica affinché sia coerente e di effetto. E’ infatti necessario studiare con attenzione il disegno della scala e della balaustra trovando corretti accostamenti di materiali, forme e colori.

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Un sottotetto a doppia altezza per una giovane famiglia

Pubblicato da blog ospite in Dettagli Home Decor, Interiors, Interni
Casa DM - arch Stefano Viganò

Un sottotetto a doppia altezza, un intervento a lavori già iniziati, una giovane famiglia che sta ristrutturando la propria casa. Il progetto di Casa DM dell’architetto Stefano Viganò è focalizzato sulla riorganizzazione dello spazio abitativo open space, mogliorandone la verticalità e preservando la disposizione dell stanze, ad esclusione dei bagni.


La zona giorno è il fulcro dello spazio, un’area conviviale organizzata attorno al camino che separa da un lato la zona pranzo e dall’altra lo studio. Lacucina a isola è caratterizzata da una pergola in ferro inserita per riequilibrare la doppia altezza. Sul lato opposto lo studio è separato dal resto dell’ambiente da un’ampia porta a quattro ante in ferro e vetro ed è dominato da una libreria che si sviluppa a tutta altezza. 
Una scala in ferro e legno collega il livello con il soppalco adibito a zona tv.
Nell’area privata della casa si trova da un lato la camera da letto principale e dall’altro quella dei bambini. Particolare attenzione è rivolta al design dei tre bagni, volutamente diversi, realizzati deliberatamente con diverse finiture in modo da poter svolgere diverse funzioni: bagno padronale, bagno per bambini e lavanderia.

Legno di abete rigenerato, rovere, ferrovetro e pietra sono i materiali scelti per il progetto volto a sottolineare la materialità di questi elementi naturali.

Casa DM - arch. Stefano Viganò
Casa DM - arch Stefano Viganò
Casa DM - arch. Stefano Viganò
Casa DM - arch Stefano Viganò
Casa DM - arch. stefano Viganò
Casa DM - srch. Stefano Viganò
Casa DM - arch Stefano Viganò
Casa DM - arch. Stefano Viganò
Casa DM - arch Stefano Viganò
Casa DM - arch. Stefano Viganò
Casa DM - arch Stefano Viganò
Casa DM - arch. Stefano Viganò
Casa DM - arch Stefano Viganò

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Ad ogni stanza (mansardata) la sua luce

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa, Idee

Le mansardine mi hanno sempre affascinata. Quei soffitti spioventi creano un ambiente intimo ed ospitale. E poi, mi piacciono quei ripostigli con le mini-porte: a volte collegano una stanza con un’altra, come dei passaggi segreti!


Arredarle è tanto divertente quanto impegnativo. La struttura obliqua delle pareti rende necessario scegliere mobili bassi, soluzioni su misura e sistemi intelligenti per massimizzare gli spazi. 
Un aspetto da non trascurare in una mansarda è la luce. Sì, perchè i soffitti bassi restringono visivamente gli ambientii. Per renderli più ariosi non c’è nulla di più efficace della luce naturale!
Spesso tendiamo a trascurarla, ma la scelta delle tende gioca un ruolo importante in quest’ambito.

Le tende adatte per i vasistas degli attici sono quelle a rullo oppure quelle a pacchetto. Io non avevo idea che ne esistessero di così tante tipologie in commercio, credevo fossero più o meno tutte uguali. Poi, cercando sul web una tenda a rullo per la mia cucina, ho scoperto il sito di Velux, un’azienda specializzata in finestre per mansarde. Spulciando le pagine dello shop online mi si è letteralmente aperto un mondo!
Esistono tecnologie in grado di programmare l’apertura e la chiusura delle tende, sistemi che proteggono l’attico dal calore estivo e una vasta gamma di tessuti, anche abbinabili tra loro per garantire che ogno stanza riceva la quantità di luce adatta alla sua funzione.

I materiali sono adorabili e le texture super trendy. 
Stanza per stanza, ecco la mia selezione di tende per la mansarda.

La zona giorno necessita di una buona luce che, però, deve restare piuttosto tenue, per addolcire le ore di relax  in salotto. La tenda giusta per questo ambiente è semi – trasparente. Ho scelto una tenda a pacchetto, posizionabile liberamente sulla lunghezza della finestra. Il tessuto che preferisco qui è ispirato alla natura e diffonde una luce calda senza tratenerne troppo l’intensità. Si apra il sipario, questo è Bombay beige!

In camera da letto, la tenda deve essere in grado di lasciare spazio al buio, per i pisolini pomeridiani o per concedersi qualche ora di sonno in più nei giorni di riposo, anche quando fuori il sole splende alto.
L’ideale è una tenda oscurante, che protegga non solo dalla luce, ma anche dalle temperature esterne. Si tratta del modello Blackout di Velux, che grazie ad una superficie riflettente respinge i raggi solari e permette di risparmiare energia.
Il mio colore preferito per questo prodotto? Una tinta di azzurro desaturato, molto vicino al colore dell’anno 2017, Denim Drift.

Credo che la luce abbia influenza sulle idee e sulle emozioni. Quando sono in un ambiente luminoso sono più creativa e produttiva. Ecco perchè, per la zona studio ho selezionato una tenda a rullo filtrante e total white. 
Da sostenitrice della filosofia “lagom”, accendo la luce solo quando fuori è buio. Le tende filtranti reiscono a mantenere la privacy, ma, allo stesso tempo, permettono alla luce di passare.

Il ruolo della tenda è super-imoportante nella stanza da bagno. Qui la luce serve tanto quanto la privacy. La scelta perfetta è lun sistema notte e giorno: la combinazione di due tessuti su una stessa tenda a rullo. Il primo, plissettato e filtrante, permetterà all’ambiente di essere pieno di luce. Il secondo, coprente, manterrà una certa riservatezza. Nella mia stanza da bagno ideale, le tinte sono neutre e riposanti. Per questo ho scelto una delicata sfumatura di grigio per il tessuto oscurante.

Sul sito, sono presenti un sacco di tinte e pattern per personalizzare le tende e completare le finestre Velux. Ce n’è per tutti i gusti!



Questo post è stato scritto in collaborazione con Velux.

Credits rooms’ pics: Zona giorno, Camera da letto, Studio, Bagno
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Una mansarda di design a Torino

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break, Design

Il recupero di questo sottotetto torinese, sito in un edificio di fine ‘800, è stato curato da Massimiliano Camoletto, dello studio UdA Architetti. Una volta demolite tutte le vecchie partizioni interne e riportato la struttura in legno originaria del tetto, si è scelto di preservare il volume nella sua doppia altezza, attraverso la creazione di un open space omogeneo ma dinamico.

Via


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CAFElab | studio di architettura


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Il fascino del sottotetto: linee guida per arredare la mansarda

Pubblicato da blog ospite in Idee, Mayday Casa Blog

Le case mansardate, i sottotetti ristrutturati o i meravigliosi attici hanno un fascino particolare sia per la vista che hanno sul mondo che per la particolarità degli spazi. Tetti spioventi che ricreano particolari nicchie e spazi molto suggestivi ma altrettanto difficoltosi da arredare.  Proprio ciò che li rende unici, i muri inclinati, diventano una limitazione una volta che si inizia a pensare a dove sistemare gli arredi e come vivere questi spazi. Bisogna seguire poche regole base:

  • sfruttare ogni spazio non abitabile in altezza per mobilio su misura che possa contenere e risolvere la problematica di scarsa armadiatura
  • posizionare la zona giorno e cucina, la più vissuta, nell’area in cui le altezze ci permettono di abitarla senza dover portare un elmetto.
  • usare le nicchie con altezza media per zone dalla fruizione limitata o saltuaria come ad esempio un angolo studio oppure il letto, che può essere posizionato in modo tale da permetterci di stare seduti senza sbattere la testa quando ci svegliamo la mattina.
  • isolare bene gli spazi utilizzando serramenti efficienti come VELUX che permettono di mantenere il caldo dentro d’inverno e fuori d’estate.

Contestualmente agli arredi e ancora prima dei complementi che andranno a personalizzare la vostra casa è bene occuparci subito di tende e oscuranti, fondamentali con un appartamento mansardato e non acquistabili ovunque vista la particolarità delle finestre inclinate. VELUX Blinds offre un’ampia scelta per soddisfare ogni esigenza acquistabili anche on-line su www.veluxshop.it :

  • VELUX tende a doppio uso: giorno e notte, proteggi e oscura, proteggi e filtra
  • diversi gradi di oscuramento in base all’uso della stanza
  • protezione dal calore riducendo il caldo d’estate

Ora dopo aver pensato alle cose serie possiamo divertirci e personalizzare il nostro nido come vogliamo, vi lascio alcuni spunti tra camera da letto, soggiorno, bagno, cucina tutti rigorosamente con finestre rivolte verso il cielo.

salotto-sottotetto-nordicoattico-progettocamera-da-letto-mansarda
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Fonte immagini: VELUX, Pinterest
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Il bello di vivere in alto: le mansarde

Pubblicato da blog ospite in Idee, Tea Stylist
Abitare in mansarda è qualcosa di unico e affascinante. Con i suoi soffitti spioventi, le travi a vista, i lucernari, i rivestimenti in legno, la gran quantità di luce naturale, le viste mozzafiato su paesaggi e città, la mansarda offre sempre un’atmosfera romantica e da romanzo.

Il pensiero corre alle mansarde delle grandi città europee come Parigi, Londra, Vienna, Praga, Berlino, oppure alle mansarde di montagna, o ancora al recupero di vecchi capanni agricoli e fienili trasformati in spazi residenziali mozzafiato. 
Ma il pensiero va anche a semplici sottotetti recuperati e trasformati in mansarde grazie a progetti emozionanti che propongono atmosfere particolari e vere invenzioni residenziali con un percorso che prevede la riqualificazione energetica, lo studio degli spazi, le soluzioni decorative e l’arredamento con sistemi su misura pensati unicamente per chi sogna di vivere in mansarda. 
by Giuseppe
Via delle foto: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10

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