28 Febbraio 2011 / / Blog Arredamento

Spesso un tocco di retrò nell’arredo moderno rende tutto più accogliente e più “vissuto”: un frigorifero freestanding anni ’50 ad esempio, potrebbe regalare alla cucina quel sapore rassicurante e magico delle atmosfere di una volta. Senza dimenticare l’ausilio delle tecnologie di ultima generazione, Franke ha pensato a questo sapore, con la nuova collezione di frigoriferi […]

26 Febbraio 2011 / / diotti.com - ArredaClick

Ci proviamo continuamente. 
Lavoriamo per avere un sito sempre più navigabile, un catalogo arredamento sempre più completo, per offrire un Servizio Clienti sempre più efficace…a volte però non riusciamo ad esaudire le esigenze di tutti i nostri visitatori! 

Ecco cosa ha cercato un nostro utente sul motore di ricerca interno di ArredaClick.com

Inevitabilmente i risultati trovati sono stati “pochini”…certo ci diamo da fare ma non arriviamo proprio a tutto! 😉
Ringraziamo l’ignoto utente che ha testato in modo così “estremo” la completezza della nostra informazione, ci godiamo un sorriso per la simpatia di questo “screenshot” ed auguriamo a tutti buona domenica! 
Alla prossima!
25 Febbraio 2011 / / Blog Arredamento

Tutte le notizie più interessanti riguardo all’arredamento e alla casa, provenienti dalle realtà più autorevoli del panorama online. Per capire le tendenze e rimanere al passo con le novità, per conoscere gli eventi e per non perdersi cose incredibili, è bene tenersi informati; soprattutto se l’ambito è quello dell’arredamento e della casa, in continuo divenire, […]

25 Febbraio 2011 / / Arredamenti Diotti A&F

Settimini e cassettere sono il punto di forza delle nostre camere da letto, risorse indispensabili della cui importanza spesso non ci rendiamo conto: salvano letteralmente lo spazio, aggiungendo però nel contempo stile e praticità a tutto l’ambiente.

Dal punto di vista estetico infatti, le cassettiere lasciano maggiore libertà allo sguardo e non minacciano di soffocare con monolitiche presenze, come accade invece per i guardaroba: cassettiere e settimini possono trovarsi a loro agio anche in quelle camere essenziali, dove soltanto il letto è protagonista perchè la funzione di storage di vestiti e biancheria è demandata a cabine armadio separate.

Cassettiere e settimini infatti non alterano il senso di ariosità e spazio di un ambiente, prestandosi però ad assolvere importantissime funzioni: contenere, fungere da piani d’appoggio, organizzare, tenere a portata di mano.

Naturalmente gli oggetti che meglio si prestano a essere contenuti dalle cassettiere e dai settimini sono tipologie di capi d’abbigliamento che possono essere facilmente piegati, e tutti gli accessori di cui si può necessitare; soprattutto quelli femminili, che abbondano e riempiono solitamente ogni angolo possibile.

E un complemento che si addice ad accompagnare degnamente una cassettiera, sia per completarla a livello estetico, sia soprattutto funzionale, è uno specchio, dove la giusta vanità femminile (ma anche quella maschile), possano trovare sfogo nel consentire di ammirarsi con indosso tutti gli accessori di cui sopra.

I settimini inoltre, per le loro dimensioni contenute che utilizzano la verticalità senza togliere visivamente respiro, possono adattarsi perfettamente a sfruttare angoli altrimenti inutilizzabili e in questo senso salvano decisamente lo spazio.

Importante per la resa estetica della camera da letto (se si sceglie uno stile uniforme) è l’appartenenza di cassettiere e settimini a uno stesso gruppo letto, con medesime caratteristiche formali e visive, che coinvolgono quindi anche comodini ed eventualmente guardaroba. Discorso diverso per coloro che scelgono stili mixati e che quindi possono permettersi anche di preferire elementi fra loro dissimili.

Le cassettiere dei gruppi Zenith e Up si distinguono esteticamente per una spiccata linearità, accompagnata da incavi orizzontali o verticali che oltre a costituire un motivo visivo non indifferente, fungono da maniglie che non alterano la formalità della figura, che così appare uniformata e deliziosamente essenziale.

Le cassettiere del gruppo Crossnight invece lasciano spazio alla fantasia, per creare grazie agli elementi da combinare a piacere, configurazioni sempre nuove, funzionali secondo le esigenze e belle secondo il gusto personale.


Le cassettiere del gruppo Macro infine si adattano a uno spazio che vuole essere accogliente e avvolgente, e che concili il riposo e il relax grazie ai colori soft e agli angoli arrotondati che suggeriscono forme dolci e prive di qualunque aggressività formale.

24 Febbraio 2011 / / Blog Arredamento

Hemma Second Hand non è il nome di un nuovo mobile Ikea (anche perchè non suonerebbe così “inglese”), ma una sezione della community hemma di Ikea, che fra pochi giorni darà la possibilità di vendere e acquistare mobili Ikea usati, anche fuori catalogo e ormai appartenenti a una significativa categoria “vintage”, sempre targata Ikea. Si […]

23 Febbraio 2011 / / diotti.com - ArredaClick

Il living moderno è un tripudio di multifunzionalità in uno spazio profondamente devoto all’open: tutto è aperto su tutto e ogni cosa si compenetra. La zona pranzo è ormai un tutt’uno con la zona conversazione e soggiorno, a loro volta comprese nell’affaccio della cucina o dell’angolo cottura, reso in questo modo molto più ampio di quanto potrebbe apparire se chiuso. Verrebbe quasi da dire che la metratura è una questione di muri, ma la praticità dei fatti si fonderebbe troppo con le questioni concettuali e filosofiche.

Basti sapere che uno degli elementi immancabili di questi ambienti profondamente contemporanei è il tavolo da pranzo, che non può essere sacrificato nelle sue dimensioni, e che riveste un ruolo centrale nelle multifunzionalità del living.

Il tavolo da pranzo infatti deve essere abbastanza ampio per permettere una seduta comoda a tutti i componenti della famiglia e anche agli ospiti, invitati o inattesi. E questo anche se la metratura di fatto non è delle più ampie. Ma se come abbiamo detto, lo spazio è una questione di muri, tolti questi dovremmo poter ottenere una metratura adeguata al nostro tavolo da pranzo, anche se l’ambiente non è particolarmente grande.

Rimane comunque ovvio che i muri non possono essere “tolti” dalla bacchetta di Harry Potter e che quindi lo spazio a disposizione ci impone comunque delle regole da seguire e delle dimensioni da rispettare. Ma c’è una possibilità che trasforma tutto anche senza la magia di Harry: il tavolo allungabile, un arredo che chiuso ci offre tutte le sue potenzialità come solido punto d’appoggio per incontri quotidiani, e che aperto ci permette di organizzare feste, pranzi, cene, occasioni formali ed informali per qualunque situazione.

Il tavolo è fondamentale per la riuscita di una festa, di qualunque genere sia: fulcro di ogni incontro è sempre il cibo, che si tratti di una colazione, di un pranzo, di una cena, di un caffè o di un aperitivo; e il cibo trova il suo naturale podio di presentazione nel tavolo; in secondo luogo sono conversazione e giochi ad animare una festa, formale nel primo caso, informale in entrambi i casi: e i giochi da tavolo, che spesso ci fanno divertire con gli amici, implicano proprio la presenza di quest’ultimo, come dice la locuzione stessa che li definisce.

E’ chiarissimo dunque come il tavolo sia l’indiscutibile centro della vita quotidiana e delle occasioni speciali: la sua presenza è indispensabile, anche nei living più piccoli, anche in metrature non troppo ampie. Ed è proprio in questi casi che i tavoli allungabili ci vengono in aiuto, tavoli da scegliere in misure adeguate allo spazio a disposizione, soprattutto quando chiusi.

Le allunghe poi possono essere di vario genere e permettere di raggiungere diverse dimensioni; è importante capire qual è la misura massima raggiungibile e quindi sopportabile dal proprio spazio, e scegliere di conseguenza. I tavoli che meglio si prestano a diventare i protagonisti di piccoli, ma eleganti living pronti ad accogliere gli ospiti, sono i quadrati e i rettangolari, con allunghe che mantengono la loro posizione perimetrale anche quando il tavolo è aperto, in modo da conservare maggior spazio possibile per sedie e commensali.

E’ il caso ad esempio del tavolo allungabile Baron in metallo e vetro, estremamente elegante e contemporaneo; le sue misure, adattabili a qualunque spazio, possono variare da 110×70 cm (adatte ad ospitare anche 6 persone) a 150×70 cm (adatte per 8 persone).

Il tavolo allungabile Ciack in metallo e cristallo è un altro esempio perfetto per i living di piccole dimensioni, ma con grandi aspirazioni: gli 80×80 cm della versione quadrata ospitano perfettamente 4 persone, che possono diventare tranquillamente 6 con l’allunga fino a 140 cm di larghezza; i 70×100 cm della versione rettangolare invece si trasformano in ben 70×180 cm.

Se i tavoli Baron e Ciack si adattano perfettamente allo spirito contemporaneo dei living odierni, il tavolo allungabile Michelangelo in legno si ancora alla tradizione, data dalle essenze noce e rovere moro, ma non disdegna la praticità delle soluzioni moderne, grazie all’allunga che mantiene le gambe sempre perimetrali e alle linee essenziali, quasi minimali. Anche le misure di questo tavolo, aperto e chiuso, si adattano a living di piccole dimensioni, ma con grandi aspirazioni.

22 Febbraio 2011 / / Blog Arredamento

Le cucine di oggi possono essere moderne nei materiali, nelle configurazioni e nelle funzionalità, ma nell’aspetto possono anche evocare un fascino retrò, pieno di classe e di gusto: è il caso di Montecarlo, una delle ultime proposte di Stosa Cucine. L’anima moderna di questa cucina risiede proprio nel fatto che l’estrema componibilità dei suoi elementi, […]

21 Febbraio 2011 / / Arredamenti Diotti A&F

Nel linguaggio dell’arredamento moderno, ormai soggiorno è sinonimo di parete attrezzata, locuzione che in realtà indica un insieme di diversi elementi che possono essere combinati fra loro in tantissimi modi, per soddisfare le esigenze più varie e per coniugare l’ormai indispensabile tecnologia contemporanea con l’arte dell’abitare.
Si creano così mobili “su misura“, con pareti attrezzate che rispondono a necessità sia di tipo spaziale che di tipo funzionale; naturalmente non ultima è l’estetica, cui le pareti attrezzate possono prestare molta attenzione, grazie a un’infinità di rivestimenti a disposizione.

Ma come scegliere la parete attrezzata più adatta alle proprie esigenze? Quali elementi considerare per comporre un soggiorno davvero “su misura”?

Intanto occorre ricordare che una parete attrezzata svolge diverse funzioni: contiene, mostra, offre piani d’appoggio di vario genere; in pratica con questo arredo, possiamo riporre libri, cd, dvd e oggetti vari; possiamo mostrare oggetti decorativi o di altro genere che invece vogliamo esporre; possiamo creare la nicchia adatta a ospitare tv, console di giochi, home theatre e impianti audio; infine possiamo anche ricavare degli angoli studio, da dedicare al pc e quindi al lavoro o allo svago.

Tenendo presente dunque a quante esigenze possiamo dare risposta con una parete attrezzata, occorre sapere invece di quali elementi ci può fornire quest’ultima: pensili di varie dimensioni e misure, contenitori bassi, ante, cassetti, ripiani a giorno, piani d’appoggio, mensole, librerie, vetrine…

L’elenco potrebbe continuare ancora. Appare quindi piuttosto chiaro che con le pareti attrezzate abbiamo la facoltà di inventare spazi nuovi, inediti perchè ogni volta unici, senza porci limiti che non siano dettati dalla fantasia e dalle reali possibilità date dalla metratura a disposizione.

L’ideale sarebbe poter concentrare tutte le funzioni possibili in un’unica parete attrezzata e non è detto che servano necessariamente tanti metri liberi: anche in poco spazio, si possono combinare pareti attrezzate ad hoc.

Ricordatevi di prevedere innanzitutto un ripiano per tv e accessori vari: se possedete un dvd recorder e/o una console di giochi, assicuratevi che la composizione che state per scegliere preveda degli alloggiamenti ad hoc, comodi e funzionali. Pensate poi ovviamente a quanti oggetti avrete bisogno di riporre nella parete: se sono i libri quelli che maggiormente occupano il vostro spazio, allora potete pensare a mensole o addirittura a vere e proprie librerie annesse alla parete, come nel caso del soggiorno laccato Logo; oppure potete pensare alle ante chiuse, che evitano di riempire di polvere i vostri preziosi oggetti.

Quanto di ciò che possedete volete mostrare? Le stoviglie del servizio più bello, magari vicino al tavolo da pranzo? Prevedete qualche anta in vetro, provvista anche di illuminazione interna, come nel caso del soggiorno Ego con pensili in vetro. Se invece avete degli oggetti decorativi, magari ricordi di viaggi o acquisti particolarmente preziosi, utilizzate i ripiani a giorno.


Un piano d’appoggio a metà altezza, provvisto magari di una cassettiera, potrebbe servire sia come luogo per riporre, sia come potenziale angolo studio/lavoro/svago, dove appoggiare un pc, libri o materiale per scrivere o disegnare, e dove poter inserire una sedia o uno sgabello, come nel caso della parete attrezzata Su Misura.

Se infine i fili per collegare i vari dispositivi elettronici sono davvero tanti, pensate a una boiserie, di cui molte pareti attrezzate sono provviste, per nascondere grovigli vari e per tenere sempre tutto in ordine. Il soggiorno laccato Lampo è un esempio della linearità che può regalare una composizione con boiserie.

19 Febbraio 2011 / / diotti.com - ArredaClick

Navigando nel mare magnum internettiano mi sono imbattuta in una considerazione, sostenuta da un web magazine che tratta di design; l’articolo parlava di un coffe table con portariviste incorporato e l’autore del post si soffermava sul fatto che è curioso come i designer, anche se giovani e al passo con i tempi, si occupino ancora di ideare oggetti come i portariviste, che pare siano particolarmente gettonati dai creativi negli ultimi tempi. Il fatto appariva paradossale all’autore del post perchè appare ormai certo che le riviste e i magazine cartacei nel prossimo futuro diventeranno reperti del pleistocene: tablet e dispositivi tecnologici vari li stanno soppiantando, con grande cordoglio da parte degli amanti della carta, ma con gioia da parte degli ecologisti.

Pareri e obiezioni a parte, che si stia andando sempre più verso un mondo totalmente popolato dall’editoria digitale, è un dato di fatto; anche per i libri sarà presto così, tanto più che i costi di stampa e di distribuzione saranno abbattuti a favore di prezzi finali al pubblico più economici.

Eppure il fascino della carta perdura, intramontabile e inesauribile: irresistibile è la voglia di sentirla scivolare tra le dita, di sfogliarla, di respirarne l’odore; ineguagliabile l’esperienza di tenere fra le mani una rivista sull’argomento che più ci appassiona, fatta di colori, di parole, di qualità tattile. Tanto che la sottoscritta, per quanto ormai totalmente immersa nel mondo dell’editoria online, non riesce a resistere alla tentazione di comprarsi quintali di riviste, che parlano soprattutto di casa, oltre a desiderare fortemente (più di ogni altro obiettivo lavorativo al mondo!) di vedere una sua parola stampata e firmata su carta, da poter incorniciare, da poter toccare con mano. Soltanto una volta, vedere un solo mio articolo su una rivista stampata autorevole, mi basterebbe per coronare un sogno lungo una vita.

Ma, bando alle ciance, la questione è un’altra: come mai i designer continuano a pensare ai portariviste nonostante le riviste stiano lentamente morendo? Possibile che sia soltanto questo irresistibile fascino per la carta stampata a spingerli verso oggetti che apparentemente non hanno futuro?!? Non so darmi una risposta. Posso immaginare soltanto che probabilmente, quando lo scenario quasi apocalittico sarà delineato, quando l’inchiostro sarà totalmente sostituito da circuiti e superfici multitouch, allora le riviste saranno degli autentici cimeli da museo, da conservare e magari esibire con cura, come in una personalissima mostra domestica, come si fa ora con i quadri o con le sculture.

Questa potrà essere un’altra possibile destinazione d’uso dei portariviste: espositori d’eccezione per oggetti che diventeranno d’eccezione, magari anche nelle sale d’aspetto, dove probabilmente le riviste rimaste saranno davvero dei fossili mummificati, mentre per intrattenersi saranno presenti nell’etere delle sale d’accoglienza connessioni libere e contenuti digitali o applicazioni liberamente scaricabili nell’attesa, sul proprio supporto elettronico di turno.

Io amo la tecnologia, profondamente. Eppure non riesco a immaginare il mondo senza riviste, senza libri; e non riesco a pensare che i portariviste, anche in casa, diventino semplici soprammobili, monolitici insieme alle loro riviste-cimeli “d’epoca”, immutabili, immobili, pronti a caricarsi di acari; tanto che chi oserà provare a sfogliarle, invece del tipico e rassicurante fruscio, potrà provocare soltanto l’acre rumore dello strappo.

No, non posso dipingere questo paesaggio domestico nei miei sogni futuristici. Così continuo a pensare ai portariviste come a covi brulicanti di vita e di informazioni, coloratei dinamici, a tratti emozionanti, luoghi dove tuttavia la funzione di “display” per oggetti degni di nota, da esporre esattamente come ad una mostra, non perde di significato nemmeno nel contesto attuale.

Il portariviste Magazine in metacrilato trasparente ad esempio, sarebbe un supporto perfetto per riviste importanti, da mostrare con orgoglio nell’ingresso o nel salotto di casa.

Il portariviste di Kartell in polimetilmetacrilato antiurto colorato rappresenta invece già di per sè un oggetto da esposizione, potenziale accompagnatore di riviste altrettanto variopinte.

Più “classico” ed essenziale nella forma invece il portariviste in acciaio Press, che risulta tuttavia moderno grazie al materiale scelto.

Elegantissimo il portariviste Tom&Jerry in cuoio, per arricchire qualunque angolo della casa di carta stampata da leggere e da ammirare, ma anche di un complemento d’arredo degno di nota.

18 Febbraio 2011 / / Blog Arredamento

Ogni giorno un disegno diverso, ogni ora un colore differente: è la possibilità che potrebbe offrire “Change It!”, un concept di wall decor in grado di rispondere a tutti i nostri cambiamenti d’umore! A idearlo è stato il designer Amirkhan Abdurakhmanov, detto Amirko, probabilmente per rispondere in modo efficace alla continua necessità di cambiamenti, in […]