18 Dicembre 2012 / / Rosso Papavero

Non c’è cucina che non ne abbia uno. E nei migliori dei casi anche due.
Indispensabile per chi ama cucinare, ma anche per chi sopravvive. E’ un elemento d’arredo oltre che un elettrodomestico. L’attenzione delle aziende, infatti, è rivolta oltre che alle caratteristiche tecnologiche anche all’aspetto estetico, sempre più essenziale e pratico.
Il forno è una necessità, c’è poco da fare. Anche se siete di quelli che si limitano a scaldare il piatto pronto portato via da casa di mamma.
Le loro caratteristiche variano a seconda di quelle che sono le vostre necessità. Ci sono forni con tecnologie specifiche per cuocere pizze e lievitati, funzioni per la pasticceria e il top, la cottura a vapore.
Partendo da un forno ventilato si arriva al combinato vapore. Il massimo della vita.
Innanzitutto, cosa vuol dire “ventilato”? 
Bene, sul fondo del vostro forno vi è una ventolina che ha la funzione importantissima di spargere il calore e la stessa temperatura di cottura in tutto il vano del forno. Niente più problemi di cottura avendo il calore che arriva solo dal basso.
Ormai tutti i forni hanno questa caratteristica, neanche più segnalata sui listini proprio perchè ovvia.
Le funzioni dei forni sono molteplici, sebbene io consiglio sempre ai miei clienti di non esagerare, voglio dire, avere un forno con 12 funzioni e non utilizzarle non ha senso. Tendenzialmente l’utilizzo è limitato alle più comuni a meno che non siate degli chef.
A mio parere le caratteristiche più importanti di un forno sono: capacità di portata litri, ossia la possibilità di cuocere anche più pietanze insieme, un vano forno più ampio, insomma.
Altra cosa importante è l’apertura della porta, se possiamo permettercelo scegliamo un forno con la porta a scomparsa (Neff) che rientra, quindi non ci intralcia minimamente nei momenti. Nulla è peggio di avere un anta bollente che ci punta lo stomaco mentre tentiamo di estrarre la nostra pesantissima teglia di lasagne alla bolognese! Oppure si potrebbe scegliere l’apertura a bandiera, ossia l’anta si apre a destra o a sinistra.
Altra particolarità sono le guide telescopiche che consentono l’estrazione completa della griglia su cui poggiamo la teglia. Evitiamo quindi di infilarci noi dentro al forno, mica male!
Punto in più è la pulizia. Nessuno di noi ama infilare la testa dentro il forno, armati di spugnetta abrasiva e  prodotti vari per pulire il fondo e le pareti del forno.
Allora è importante scegliere forni dotati di funzione eco clean (Siemens), la pulizia delle pareti. O dotati di pulizia pirolitica grazie alla quale il forno raggiunge una temperatura talmente alta da incenerire lo sporco e il grasso depositato sul fondo e sulle pareti. Un colpo di spugna e via!
Se siete poi amanti della cottura sana ed equilibrata sceglierete un combinato con vapore. Un serbatoio carico d’acqua vi consentirà di cucinare a vapore mantenendo inalterate le caratteristiche dei cibi. C’è n’è per tutti i gusti.
Ricordati sempre, indipendentemente dalle caratteristiche tecniche-estetiche che sceglierete per il vostro forno, di posizionarlo ad un’altezza comoda. Non sotto il piano cottura o comunque troppo in basso, ma neppure eccessivamente alto. La “mezza altezza” è ideale perchè vi consente, a forno aperto, di vederne il contenuto senza piegarvi o senza mettervi sulle punte dei piedi. Questa comodità batte tutte le funzioni dei forni!

18 Dicembre 2012 / / Una casa non a caso

taize_logo copia

Aprire la nostra casa ad un ospite inatteso. Come ci fa reagire? Non è scontato che tutti noi si sia pronti ad accogliere e offrire un posto per  dormire ad uno sconosciuto.

Quest’ anno è Roma la città europea che la Comunità di Taizè ha scelto per organizzare il consueto Pellegrinaggio di fiducia sulla Terra; durante le feste natalizie  dal 28 dicembre al 2 gennaio, si muoveranno  giovani che provengono da tutta Europa.

In occasione dell’anno della Fede, indetto da Papa Benedetto XVI, si prevede l’arrivo a Roma di circa 40-50mila giovani che le parrocchie romane dovranno ospitare.

Le parrocchie stanno mettendo a disposizione le loro strutture per alloggiare i pellegrini e dare loro una colazione, ma chiedono alle famiglie un aiuto visto il numero così elevato di giovani che arriveranno.

Ogni famiglia romana si trova nella condizione di doversi interrogare se offrire o no la propria disponibilità ad ospitare, dando un letto ed una colazione ad uno o più giovani che durante il giorno andranno a pregare nelle Basiliche e sulle tombe degli Apostoli.

Aprire la nostra casa non è sempre facile; condividere i nostri spazi, i nostri oggetti.

Provo a fare un’analisi dei pro e dei contro.

I pro sono tutti legati al valore dell’ospitalità: allarga gli orizzonti, regala gioia di vivere, allevia la solitudine.

I contro prevedono che dal 28 dicembre al 2 gennaio non si debba lasciare la città, che tutte le mattine ci si svegli presto per preparare la colazione all’ospite, che la nostra casa inevitabilmente venga “occupata” stravolgendo i ritmi e le abitudini quotidiane.

Questi contro non sono, ovviamente, considerati tali da coloro che danno all’accoglienza un valore aggiunto alla loro vita e sono abituati ad ospitare amici e parenti in transito nella propria città.

Certamente in questo caso parliamo di ragazzi estranei che forse non parlano neanche  la nostra lingua.

La nostra casa, il nostro nido. Fermiamoci un momento a pensare.

Sono disponibile ad ospitare un pellegrino? Sono pronto a condividere la mia cucina, il mio bagno?

Se i pellegrini fossero accolti dalle famiglie le parrocchie sarebbero sollevate dallo sforzo di servire migliaia di colazioni con tutta l’organizzazione che richiede: quella dei  volontari che le devono preparare, servire e rassettare i locali; quella per garantire il  fabbisogno di latte, zucchero, biscotti, piatti, bicchieri e quanto serve per una semplice accoglienza.

Per comunicare la disponibilità ad accogliere i giovani vi invitiamo a dare l’adesione andando sul sito http://www.taize.fr/it_article14267.html