9 Aprile 2013 / / Luxemozione

Obsolescenza programmata, la lampada ad incandescenza la prima vittima
Luxemozione.

Bentrovati cari lettori sabato 6 Aprile su RaiTre all’interno del programma in prima serata Metropoli  si è toccato l’argomento dell’obsolescenza programmata .

Pensate che la prima vittima di questa affascinante e tragica politica industriale è stata la “lampadina” ad incandescenza. A Ginevra, il 23 dicembre del 1924 i principali produttori europei e statunitensi di lampade ad incandescenza si riuniscono e fondano il Cartello Phoebus.

Tra i principali produttori europei figurano gli olandesi della Philips, i tedeschi della Osram, i francesi della Compagnie des Lampes, gli ungheresi della Tungsram (acquisita nel 1990 dalla General Electric), gli austriaci della Kremenezky, gli inglesi della A.E.I./G.E.C. e gli italiani della Società Edison Clerici. I produttori statunitensi presenti sono quelli della General Electric.

Scopo unico di questa associazione è quello di concordare una riduzione della vita delle lampadine da vendere al dettaglio. Fino a quel giorno tale “vita” era stimata in un totale di 2500 ore. Il neonato Cartello impose una radicale diminuzione di tale valore, portando il tetto massimo a 1000 ore. Il cartello affermava che 1000 ore era un valore ragionevole per la vita ottimale e che una vita maggiore avrebbe inficiato,  in maniera non conveniente per il consumatore, l’efficienza complessiva del dispositivo. Il cartello Phoebus sarebbe dovuto durare fino al 1955, ma a causa dell’avvento della Seconda Guerra Mondiale è cessato nel 1939.

Al seguente link potete rivedere la puntata della trasmissione. Dal minuto 37 circa si inizia a parlare di tale argomento.

Metropoli al contrario asserisce come tutto ciò sia stato architettato per standardizzare e controllare maggiormente il mercato a favore di un maggiore profitto per i produttori grazie alla limitazione della vita della lampadina.

Paranoia o meno, mi domando se finora nel mondo delle sorgenti luminose, quella a incandescenza sia stata l’unica ad essere soggetta a una tale politica.

Vi segnalo questo singolare video proveniente da un tg Americano che annuncia una notizia proveniente dalla California, della lampada ad incandescenza accesa da 100 anni, di cui tra l’altro esiste un articolo anche su Luxemozione. Quindi quello della lampada ad inscandescenza è davvero un caso reale  di obsolescenza programmata? o “dietrologia spiccia e infondata” come scritto in uno dei commenti al video?

Oggi, in continua evoluzione della tecnologia LED e del mercato a essa legato, sentire a parlare del Cartello Phoebus non può non indurre a pensare alla standardizzazione in ambito di tecnologia LED promossa dal consorzio Zhaga Consortium.

Il consorzio Zhaga oggi è costituito da 282 aziende membre e non solo da poche multinazionali. Inoltre non ci sono solo i produttori della sorgente luminosa (in questo caso LED). Si va dai costruttori di LED ai costruttori di apparecchi finiti, passando per i diversi costruttori di tutti i componenti ed accessori impiegati nella realizzazione di un “motore” LED piuttosto che di un apparecchio (connettori, dissipatori, ottiche, socket…). Non mancano nemmeno alcune aziende distributrici e certificatrici. Lo scopo primario del consorzio Zhaga creare una standardizzazione per consentire l’intercambiabilità tra “motori” LED.

Tale articolo, naturalmente, non vuole assolutamente veicolare il messaggio che il consorzio Zhaga sia la proiezione contemporanea del Cartello Phoebus. Anzi, l’elevata quantità di soggetti presenti al consorzio e la sua vasta pluralità spero possa costituire una maggior garanzia per uno sviluppo democratico più corretto tecnicamente ed eticamente di tale tecnologia, quindi infine migliore per il consumatore….speriamo!

Obsolescenza programmata, la lampada ad incandescenza la prima vittima
Luxemozione.

9 Aprile 2013 / / News

Siamo così entusiasti dei risultati acquisiti da #divanoXmanagua che anche le parole del nostro lavoro ci sembrano bellissime.

La baslètta, per esempio: dopo la serata del 2 aprile scorso, dopo aver visto l’appassionata dedizione dei presenti, ci sembra diventata qualcosa di importante.

Ma se davvero dobbiamo parlare di cose importanti, eccole: la maturità dei ragazzi del Corso di Tappezzieri del centro AFOL Meda; le dichiarazioni di Florindo Cereda, presidente dei Tappezzieri di Confartigianato; il ricordo affettuoso del nostro co-cofondatore Fioravante Berto.

Buona visione.

9 Aprile 2013 / / Design

Pouf! Normalmente si dice quando qualcosa sparisce, noi lo diciamo quando ci sediamo su una di queste piccole poltroncine, complementi d’arredo che fanno tendenza.
Tendenza perché non esiste un concetto univoco di pouf, i designer si sono sbizzarriti reinterpretandolo in migliaia di soluzioni. Risultato? Data la tua naturale tendenza, troverai un pouf in grado di assecondarla.
Quando diciamo che ne abbiamo di ogni, non esageriamo. Dodo di Magis, ad esempio, è un pouf decisamente non convenzionale, dedicato al pubblico dei più piccoli ed è anche un dondolo!
Cambiamo completamente genere: Echo è un pouf poggiapiedi dalle linee classiche ed eleganti con design curato nei minimi particolari.

Un altro elemento che ben interpreta il design moderno è Barcelona. Un pouf ideato da Mies Van Der Rohe nel 1929 in occasione della Fiera dell’Arte Mondiale.

Esistono, però, declinazioni divertenti e colorate del pouf non dedicate solo ai bambini. Date un’occhiata a Bidi-Bodi, che è già un classico con la sua forma a “sacco” e il suo rivestimento in tessuto colorato, e a Gomitolo, il cui nome parla da solo!

Un’altra tendenza ben salda è quella del design futuristico. A tal proposito, Lipari non vi ricorda le piccole navicelle spaziali che si vedevano nei cartoni animati dei Pronipoti?

E Meganet non sembra quasi una stazione spaziale? Eppure credeteci, è proprio un pouf, disegnato in tandem da Paolo Chiantini e Gualtiero Sacchi.

Ma questi sono solo alcuni esempi di quali e quante tendenze si possano trovare in fatto di pouf! C’è solo l’imbarazzo della scelta e il piacere della scoperta!

 

9 Aprile 2013 / / News

Il tanto atteso #divanoXmanagua sta per uscire dal Laboratorio Berto per arrivare al FuoriSalone

Non potevamo che augurargli un buon viaggio e, per l’occasione, abbiamo pensato anche a… un passaporto!

E’ un’etichetta intelligente cucita direttamente sul divano, sulla quale è stampato un QR CODE che vi rimanderà a tutte le informazioni e le caratteristiche del prodotto.

Il Passaporto del mobile in Brianza è un progetto della Camera di Commercio di Monza e Brianza  con l’obiettivo di dare alle imprese e al distretto del legno-arredo e design la possibilità di associare al valore materiale dei prodotti il valore immateriale, costituito da contenuti informativi favorendo e tutelando la produzione Made in Brianza. 

#divanoXmanagua è il divano delle prime volte:

  • è il primo divano co-costruito se non al mondo, sicuramente in Brianza
  • è il primo divano che ha permesso al laboratorio Berto di aprire le proprie porte a chiunque volesse vedere come si costruisce un divano di tradizione artigiana
  • è il primo divano che ha dato la possibilità agli studenti della scuola per tappezzieri Afol Meda di fare un’esperienza non solo in laboratorio, ma anche di comunicazione e di relazioni
  • è il primo divano che ci permette di contribuire a una nobile causa: aiutare la scuola per falegnami di Managua, in Nicaragua, grazie al nostro partner Terre des Hommes Italia
  • è il primo divano Berto ad avere un passaporto, grazie al progetto della Camera di Commercio di Monza e Brianza.

L’appuntamento è giovedì 11 aprile alle ore 10.00 per la sesta e ultima sessione di lavoro artigiano aperto. Ci troverete presso Coworking Cowo Milano/Otto Film (di fronte a Radio 101), Via Ventura 3.

Qui la pagina ufficiale del progetto per le iscrizioni alla sesta sessione.

Nell’attesa, buon viaggio… #divanoXmanagua!

9 Aprile 2013 / / Blog Arredamento


Prospettive è un’azienda ma è soprattutto un progetto in divenire. Non è una start-up, perché nasce da un’esperienza artigianale decennale, ma l’approccio e l’energia sono quelle di chi ha voglia di innovare e rinnovarsi continuamente. Proprio come ci immaginiamo dovrebbe essere una start-up! Prospettive, proprio come descritto da suo nome, si muove su più fronti, con diramazioni che si occupano di arredamento zona notte e zona giorno caratterizzati da design totalmente differenti: dal classico al contemporaneo, passando per il moderno. Il design classico si sviluppa in un’ottica di rivisitazione di arredi che sono diventati nel tempo vere e proprie icone del design: Ball Chair di Eero Aarnio, la Barcelona di Mies Van der Rohe, la Brno Chair, la poltrona chaise longue di Charles Eames, il Marshmallow Sofa di George Nelson, la poltroncina Wassily, la Wire Chair di Bertoia, la Tulip di Saarinen…potrei davvero andare avanti all’infinito, ma mi fermerò qui sottolineando la versatilità di un’azienda che è capace di unire la maestria artigianale, l’esperienza, l’innovazione e la passione per il design d’autore. Gli accostamenti tra materiali differenti sono una costante che accompagna la produzione di Prospettive, insieme ad un uso virtuoso del tubolare in acciaio.
In particolare la linea Esedra Design è una fucina di idee e forme assolutamente inedite. Come dimenticare il design organico del divano Morfo e delle poltroncine Polis?

Per le sedie vince il design contemporaneo di ispirazione minimalista: Aria e Abarth sembrano rubate dal set di 2001 Odissea nello Spazio. La sedia Meganet, trasformabile in chaise longue con l’aggiunta di un pouf, completamente realizzata in acciaio, si ispira chiaramente alla Wire Chair di Bertoia: design contemporaneo sì, ma sempre con un occhio di riguardo per i Big del passato.

L’arredamento di design di Esedra propone dettagli di stile irrinunciabili per chi vuole una casa davvero unica, in cui dettagli, materiali e lavorazioni sono un valore aggiunto che non può e non vuole essere un optional.

Potete trovare gli arredi di design di Prospettive e Esedra Design al Salone del Mobile di Milano, dal 9 al 14 aprile, Padiglione 8, Stand D39.
È inoltre possibile acquistare i mobili di design della linea Prospettive Classic Design ed Esedra Design Collection online su www.arredaclick.com

9 Aprile 2013 / / Design

Aprile è ormai iniziato, e con esso ci aspettiamo presto che le temperature inizino a salire, avvicinandoci al pensiero di ferie estive, tuffi in mare e docce rigeneranti.
Solo guardare l’immagine di questa scultura, creazione dell’italiano Diego Granese, ci mette di buon umore e ci fa sognare di emozionarci sfruttandola, dopo essere risaliti dal mare carichi di salsedine. Si chiama Loop ed è un sistema doccia pensato principalmente per esterni, per chi ha un giardino o una piscina, ma può essere naturalmente allestito anche indoor, a patto di avere spazio a sufficienza.
Al suo centro si viene avvolti da luci ed acqua, lasciandosi andare al piacere di una tecnologia Made In Italy.

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