30 Luglio 2013 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor
Tra gli alberi, in un
patio, la doccia open air è la soluzione ideale per rinfrescarsi nelle ore più calde
della giornata, mentre si prende il sole.

Lasciatevi ispirare
dalle 8 soluzioni che abbiamo scelto per voi!

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immagini via Pinterest
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30 Luglio 2013 / / Design

Link all’articolo originale: Un software illuminotecnico tagliato su misura
articolo scritto da: Michele

Questo articolo è diretto principalmente a voi, amici lighting designer, o progettisti in genere, che utilizzate i software di simulazione illuminotecnica quale strumenti di verifica a supporto della progettazione.

L’argomento di oggi  riguarda appunto i “software CAD illuminotecnici  e di come  questi potrebbero essere migliorati con  funzioni aggiuntive o altre modifiche a caratteristiche esistenti, dettate dal basso dei Lighting Designer (o altri utilizzatori),  maturate dall’esperienza di utilizzo degli stessi.

I software di simulazione illuminotecnica  sono mezzi di grande ausilio soprattutto per chi svolge la professione di lighting designer, il loro utilizzo rappresenta solo una fase dell’intero progetto: ovvero quella di verifica delle prestazioni illuminotecniche da raggiungere.

Oltre a ciò, grazie alla funzione di creazione di immagini 3D renderizzate, sono di aiuto nella fase di comunicazione e presentazione del progetto.

L’intento di tale articolo è quello di creare un dibattito sull’appena presentato argomento e sulla seguente idea per una funzione aggiuntiva.

Immaginate di dover progettare un impianto di illuminazione per un ambito in cui ci sono delle task area specifiche in cui occorre tenere sott’occhio il livello di illuminamento medio e l’uniformità di illuminamento in base a quanto prescritto dalle normative di riferimento.

Avete ben presente, in seguito ad un sopralluogo ed ad uno studio dell’ambiente, un concept di impianto e avete già abbozzato un progetto preliminare; ovvero avete già ben chiaro: con quali tecnologie di sorgente luminosa volete lavorare, con quali tipologie di apparecchi e più o meno indicativamente quanti, di che potenza, come e dove installarli.

Quindi siete pronti per passare al lavoro di verifica su software  illuminotecnico. Prima di inserire gli apparecchi, avete ricostruito l’ambiente e definito le superfici i cui risultati illuminotecnici devono essere in linea con le normative di riferimento.

Sapete tutti che l’illuminamento medio su una superficie è frutto della quantità del flusso luminoso incidente sulla stessa.

Ora la mia domanda è la seguente:

Partendo dal risultato di illuminamento medio su una superficie di vostro interesse per il progetto in questione, pensate possa essere interessante ed utile ad una progettazione più consapevole e controllata, conoscere in che percentuale ogni apparecchio concorre alla realizzazione di un determinato livello di illuminamento medio e di uniformità di illuminamento su una certa superficie?

Magari sia in maniera diretta che indiretta in seguito a delle riflessioni su altre superfici (come pareti ad esempio).

Oggi, con i software illuminotecnici, è possibile attuare un’analisi del genere, ma dovrei creare una scena di luce per ogni apparecchio presente nell’ambiente, per ogni scena di luce tenere acceso un apparecchio e spenti tutti gli altri e lanciare il calcolo per ogni scena di luce. Infine dovrei analizzare i risultati separatamente per ogni scena definita.

Ciò rende questo processo di analisi macchinoso, lento e con una scomoda modalità di confronto dei dati tra le varie scene che si traduce in una difficoltosa capacità di sintesi su quanto appena indagato.

E’ per questo, almeno credo, quello sopra, sia un percorso poco battuto dai progettisti illuminotecnici.

Da qui l’esigenza di uno strumento che consenta di effettuare tale verifica in maniera più fluida, veloce e con una capacità di sintesi superiore.

Ciò potrebbe essere utile per una serie di motivi, quali ad esempio:

  • una più accurata scelta dell’angolo di apertura del fascio degli apparecchi
  • una più accurata scelta dei puntamenti dei vari apparecchi?
  • potrebbe essere utile per ottimizzare il numero degli apparecchi da installare
  • modulare con precisione la potenza di ogni apparecchio impiegato
  • evitare di sprecare flusso luminoso dove non serve
  • arrivare al setup di impianto definitivo in maniera più rapida
  • capire se sono state sfruttate tutte le potenzialità di un apparecchio d’illuminazione

Personalmente non consoco nel dettaglio tutti i CAD illuminotecnica presenti sul mercato, quindi smentitemi in caso già esistesse uno strumento del genere.

In caso non esistesse, potrebbe aiutare? Cosa ne dite?  Avete mai pensato a nuove funzioni che vi piacerebbe fossero inserite nei software  illuminotecnici?

Questo è solo uno spunto su un’idea che mi è venuta personalmente. Generalmente la bontà di qualsiasi software va pesata in base a molteplici aspetti (come l’usabilità, la funzionalità, l’interfaccia, l’intuitività ecc.), quindi ben vengano vostre idee (dato che voi siete i maggiori fruitori) su come potrebbero essere arricchiti e/o migliorati i software CAD illuminotecnici.

Chissà che si riesca a diffondere un’idea dal basso fino a definirla più nello specifico ed a farla arrivare alle orecchie dei produttori di software.

E chissà se quest’ultimi sarebbero aperti ad una valutazione ed a mettere in campo, in caso fosse ritenuta valida, tale idea.

Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all’articolo originale.
Link al post originale:Un software illuminotecnico tagliato su misura
Copyright © Giacomo Rossi.

30 Luglio 2013 / / Blogger Ospiti

Chiudete gli occhi e immaginate com’è fatto un divano letto: schienale rigido, seduta corta, non particolarmente comodo, utile all’occorrenza come letto in più.

Aprite gli occhi e dimenticate tutto questo!

Siamo davvero felici di presentarvi i nostri nuovi divani a “doppia funzionalità” , freschi freschi di produzione.

Abbiamo superato i vincoli che ogni divano letto impone per natura, causati da meccaniche ingombranti e rigide. Abbiamo lavorato su un design esclusivo e su un comfort totale, sia per il giorno che per la notte. Abbiamo voluto crearli per essere pratici e sempre perfetti. Abbiamo voluto inventarli come piacciono a voi, perché sono personalizzabili.

Quali sono dunque questi modelli nati sotto il sole di luglio 2013?

Il divano letto Robinson, proposto in pelle e dai 3 cuscini di schienale inconfondibili.

Divano letto in pelle Robinson

Il divano letto Passepartout, giovane e frizzante, nato per permettervi di giocare con accostamenti di colore e tessuti.

Divano letto Passepartout

Il divano letto Nemo. Guardandolo così, vi sembra davvero un divano letto?

Divano letto in pelle Nemo

Il divano letto Gulliver, praticissimo in tessuto completamente sfoderabile.

Divano letto in tessuto Gulliver

Cosa ne dite, belli vero?

Sono già disponibili sul nostro sito e negli showroom Berto di Meda e Roma.

Nei prossimi giorni ve li presenteremo uno per uno :-)

30 Luglio 2013 / / Una casa non a caso

murales copia

Leggevamo di un piccolo villaggio tibetano che da più di mille anni tenacemente resta ancorato al proprio modello di esistenza. Situato nell’arido altopiano del Tibet l’acqua delle rare precipitazioni viene raccolta in canali di irrigazione per garantire il fabbisogno della collettività. Gli abitanti superano i freddi inverni vestendosi con abiti tessuti filando la lana dei loro allevamenti di pecore. I tetti delle case che sono realizzati in pietra e canniccio, vengono rifatti ogni 10 anni ed il legno viene fornito dai salici che crescono lungo i canali di irrigazione. Ogni salice, quando muore, viene sostituito da una nuova pianta. Da questa lezione di sostenibilità Jonathan Rose, tra i primi pianificatori verdi degli Stati Uniti, ha dato vita ad un movimento dicendo che “la vera sostenibilità si ha quando un villaggio riesce a sopravvivere nel suo eco-sistema per mille anni”. Questo villaggio del Tibet dipende da tre forze fondamentali: la luce del sole, l’acqua piovana e la saggezza nell’utilizzare bene le risorse della natura.

Noi figli del XX secolo abbiamo perso il contatto con quella sensibilità che ci garantisce la sopravvivenza. Il nostro quotidiano va avanti meccanicamente con una modalità disconnessa dall’impatto negativo che ha sul mondo in cui viviamo.

Oggi ci salutiamo per le vacanze  e in molti già si saranno dati da fare alla ricerca di un luogo speciale, unico, lontano dalle logiche dei villaggi turistici e delle crociere di massa; magari brevi soggiorni ma veramente capaci di offrire a tutti l’opportunità di creare delle autentiche  relazioni con i luoghi e tra le persone.

panorama copiaNoi vogliamo parlarvi di un luogo che ci ha fatto conoscere nostra cugina e dove ogni anno lei trascorre una vacanza rigeneratrice: Alcatraz.

L’eco villaggio solare di Alcatraz sorge tra le colline umbre ed è un insediamento innovativo nel campo  della bio-tecnologia,  è energeticamente indipendente ed eco-sostenibile con bassissimo impatto ambientale.

L’Unione Europea sponsorizza questo progetto e lo ha inserito tra gli eventi della Settimana Europea dell’Energia Sostenibile. In tutto questo non c’è nessuna dietrologia ideologica ma solo la volontà di promuovere un’idea per vivere in un contesto nel quale vengono posti al centro l’uomo e la natura con un basso impatto sul territorio e impostando un’organizzazione sociale diversa da quella che conosciamo e che comprende spazi propri e spazi in condivisione. Non è una “comune” come quelle che si idealizzavano negli anni ’70 ma la finalità è quella di “dare delle opportunità in cui ognuno si muove come desidera in base alle proprie esigenze”.

L’architetto Sergio Los, partecipe al progetto, sottolinea il valore del capitale sociale che definisce come”una caratterizzazione misurata della quantità di relazioni interpersonali all’interno di una società, la loro capacità di comunicare e quindi di essere responsabili”.

Dal modello di società che opera nel mondo capitalista con una visione individualista si dovrebbe passare ad una società con un capitale sociale che opera nel mondo in maniera condivisa. E’ l’architettura che, mettendo in relazione gli edifici, relaziona tra loro gli individui creando capitale sociale un po’ come accadeva  nella Civitas edificio copiaRomana in cui lo scopo era quello di promuovere l’amicizia tra le persone che la vivevano. Ecco la civiltà!

Aggiunge Los ”la modernità invece ha disconnesso le persone e distrutto il capitale sociale”.

Ad Alcatraz ci si può vivere ma anche trascorrere solo alcuni giorni di vacanza.

Si presenta come la valida alternativa alle mode che impongono di riempire per forza un tempo che per sua natura di “vacanza”, richiama ad un tempo vuoto; un “Tempo altro” da qualcosa di organizzato e finalizzato al divertimento preconfezionato. Chi ama soggiornare ad Alcatraz è  disposto a sapersi rilassare, avere il gusto di mangiare sano, non avere il bisogno della televisione e della Coca-Cola, sapersi relazionare con gli altri e saper stare anche da soli. Non esiste un’animazione che organizza ed accompagna i tempi della vacanza.
torta1 copiaA parte le iniziative in programma, tutto quello che accade in più nasce spontaneamente dall’allegria di chi ha voglia di giocare e scherzare con gli altri. Per cui anche l’animazione è qualcosa di partecipato. Insomma: tutto è come naturalmente deve essere.Tutto questo è molto interessante proprio perché per raggiungere una scopo generale non è necessario che qualcuno guidi gli sforzi di un intero gruppo, non c’è bisogno di una direzione centralizzata ma è necessario prendere consapevolezza dei propri impatti con gli altri e con l’ambiente, favorire e promuovere miglioramenti e, cosa più importante, condividere ciò che si è appreso. E’ questo che porta al nostro miglioramento: essere consapevoli delle reali conseguenze di ciò che facciamo ed essere determinati a cambiare per il meglio condividendo le nostre acquisizioni cosicché anche gli altri possano fare lo stesso.

Il paese è piccolo e la gente mormora: intorno ad Alcatraz abbiamo visto costruire una leggenda. Un luogo così distante da quanto imposto dalle convenzioni sociali viene avvolto da un’aurea misteriosa: luogo di scambio di coppie dove si balla nudi lanciandosi secchiate di vernice colorata. Riti esoterici finalizzai ad  irretire e plagiare gli iniziati, per essere accolti nella setta.

Rimarrete delusi… niente di tutto questo ma solo tanto Yoga demenziale che fa tanto tanto bene alla mente.

Buone vacanze rigeneratrici a tutti voi.