11 Dicembre 2013 / / Design

Questa volta un post velocissimo per mostrarvi il living mooolto eclettico di una casa israeliana. L’ architettura è autentica, gli infissi d’epoca neri risaltano sulle pareti bianche insieme al parquet dall’aria vissuta. Pietre a vista e stucchi al soffitto. Quando la struttura offre già tanti bei dettagli non c’è alcun bisogno di appesantirla con troppi mobili, e infatti gli arredi sono essenziali ma eleganti.

Via Airbnb

11 Dicembre 2013 / / Design

Vasca o doccia… è l’eterno dilemma che ci affligge al momento di arredare il bagno. E non è una banale questione di stile od opportunità planimetrica: Giorgio Gaber, ad esempio, rintracciava nello strumento della nostra igiene una chiara identità politica.

“Fare il bagno nella vasca è di destra /Far la doccia invece è di sinistra” – da “Destra sinistra”, 1984

Luciano De Crescenzo, tra gli altri, riconosceva alle due alternative un’origine territoriale.

“L’uomo produttivo, il milanese, preferisce la doccia: consuma meno acqua, meno tempo e si lava meglio. Il napoletano invece, se si decide, preferisce il bagno: s’intallea come si dice a Napoli, cioè si attarda e tiene tutto il tempo che vuole per pensare” – da ”Così parlò Bellavista”, 1980

A risolvere questa dicotomia, vi segnaliamo due nuove soluzioni che permettono di mantenere entrambe le dottrine nella stessa stanza da bagno, senza rinunciare alle peculiarità né di un metodo né dell’altro: la pratica e veloce doccia insieme a una vasca rilassante e “rigenerante”, con idromassaggio.

Buone abluzioni!

soluzione con porta apribile by Teuco

Soluzione con porta apribile by Teuco

doccia-vasca_6

installazione sopra pavimento by rexite

Installazione sopra pavimento by rexite

UNICO - vasca DOCCIA (7)

Unico di rexite- modello a incasso pavimento

vasca doccia by bette.de

Vasca doccia by bette.de

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11 Dicembre 2013 / / Coffee Break

CODE è un progetto ampio, flessibile, con due anime molto forti: il COLORE ed il LEGNO.
CODE COLOUR vede il colore come protagonista progettuale, ed elemento decisivo nell’arredamento di una casa giovane e fortemente personalizzata, forte di una sorprendente quanto inedita tavolozza cromatica.
Il colore si sviluppa attraverso degli originali mobili-contenitori a giorno, che disponibili in tutta la gamma dei laccati Snaidero, permettono infiniti giochi compositivi: una scansione di vuoti e pieni che disegna la composizione e conferisce grande personalità e leggerezza allo spazio domestico.
CODE NATURAL è, invece, un’interpretazione del progetto, che parla ad un pubblico dove i valori della naturalità nelle forme e nei materiali sono decisivi nella scelta. Si tratta di un cliente alla ricerca di una maggiore essenzialità nell’esperienza quotidiana che si traduce con l’apprezzamento per prodotti di qualità artigianale, contraddistinti da materiali autentici, con una storia ed una tradizione alle spalle.
CODE è flessibilità compositiva, green style, accesibile economicamente,un raffinato progetto di industrial design dove il denominatore comune è una proposta al servizio di chi la sceglie, rispetto alle scelte estetiche, infinite nei materiali e nei colori, alle scelte progettuali che attraverso il concetto di “su misura al cm” rendono il progetto adatta a ogni spazio e alle scelte di funzionalità, garantite da un progetto che pone realmente al centro di tutto la persona e la qualità della sua vita in cucina.

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CAFElab | studio di architettura


11 Dicembre 2013 / / News

berto-salotti-roma-fabio-asnaghiCon questo post continuiamo il dialogo con Fabio Asnaghi, direttore dello showroom Berto di Roma. Nella puntata precedente ci ha raccontato il suo incontro con l’azienda e cosa l’ha spinto a portare la Brianza nella capitale.

Berto Salotti: Quali sono, a tuo parere, le caratteristiche distintive di un prodotto Berto?

Fabio Asnaghi: In quattro semplici parole Lavorazione Artigiana, Qualità, Comfort, Personalizzazione.

Lavorazione Artigiana: il prodotto è fatto completamente a mano senza utilizzare processi produttivi industrializzati, impiegando la manodopera sapiente dei nostri Maestri Artigiani Flavio, Luigi, Pierluigi e Carlo Berto ovviamente.

Qualità: sia per i materiali impiegati nella costruzione dei nostri prodotti sia per l’uso sapiente delle tecniche di confezionamento artigiane.

Comfort: ogni prodotto Berto Salotti nasce con un Comfort specifico, un proprio DNA unico, studiato per soddisfare le più varie esigenze della clientela.

Personalizzazione: non solo nel senso di modificare le dimensioni dei prodotti, ma anche delle imbottiture e dei rivestimenti, per costruire il divano attorno alla persona, come il sarto confeziona l’abito sulle persone, noi confezioniamo il divano.

Tutto questo è a disposizione sia a Meda (sede centrale della produzione) che a Roma. La nostra più grande sfida è quella di offrire la qualità artigiana Berto anche a 500 km di distanza dal nostro laboratorio. Tutto questo è #BertoRoma.

Berto Salotti: grazie Fabio!

11 Dicembre 2013 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Per tutti i creativi è nata una piattaforma web attraverso la quale è possibile presentare, promuovere e commercializzare gratuitamente, le proprie creazioni e lavori a tutto il mondo!

ezebee.com é una piattaforma giovane e in forte crescita che si rivolge ad un’utenza internazionale, una vera e propria community dove piccole imprese, artigiani, designer, creativi e appassionati del handmade possono parlare di sé e proporre i propri lavori. 
La registrazione è completamente gratuita e, una volta registrati, sempre gratuitamente è possibile creare il proprio Showroom inserendo, oltre al materiale fotografico, tutte le informazioni utili per promuovere la propria attività nel web. Per chi desidera commercializzare i prodotti realizzati è disponibile la funzione SHOP nella quale  si possono caricare le foto dei singoli articoli, la relativa  descrizione, le condizioni di vendita e le modalità di pagamento.
dettagli home decor
dettagli home decor
ezebee.com fornisce a tutti gli utenti i mezzi necessari per promuovere con la massima facilità la propria attività e monitorarne l’andamento attraverso le statistiche. Sono inoltre disponibili due utilissime applicazioni gratuite che permettono di integrare il proprio Showroom alla pagina Facebook oppure al proprio Blog/Sito.

dettagli home decor
dettagli home decor
www.ezebee.com
La registrazione, così come la creazione dello showroom, sono estremamente semplici, in pochi passaggi  la vostra attività sarà on line e visibile in tutto il mondo!

dettagli

11 Dicembre 2013 / / Decor

Ciao, oggi vi porto in Danimarca, in uno splendido appartamento d’epoca,  che affascina per la modernità dell’arredamento ela semplice, accurata atmosfera natalizia  Un grande salone luminosissimo ospita un abete splendidamnete decorato, amo il contrasto fra lo scuro del pavimento a listoni e il bianco delle pareti e delle grandi finestre

vasi della stessa misura e forma, 
rallegrati da oggetti diversi : candele, fiori freschi e decorazioni di Natale

e ancora fiori, candele e un gioco di pigne e piccole stelle

credits Un abbraccioCiao

11 Dicembre 2013 / / Coffee Break

Questo hotel di charme, chiamato 4 Floors Istambul, si compone di quattro appartamenti dislocati su quattro piani di un edificio storico del 19° secolo  perfettamente restaurato a Istanbul, Turchia .

La ristrutturazione, in chiave contemporanea, è stata effettuata dal proprietario e progettista Sema Topaloglu, uno dei designer più originali di Istanbul.
L’ispirazione è chiaramente dalla cultura storica di Istanbul e dalle tradizioni locali di artigianato; gli spaziosi interni comprendeno mobili dalle collezioni uniche di Topaloğlu e di altri progettisti leader contemporanei come Marc Newson , Ingo Maurer e Marcel Wanders.

Via One Kind Design | 4 Floors Istambul


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CAFElab | studio di architettura


10 Dicembre 2013 / / Luxemozione

Link all’articolo originale: Il mio diario della Fête des Lumières
articolo scritto da: Alessandra

Ciao a tutti, spero di riuscire a farvi fare  un bel giro per le vie di illuminate Lione, assieme  a noi, con questo breve racconto, senza scendere troppo in dettagli tecnici, ma cercando di trasmettere la magia delle installazioni della Fête des Lumières che mi hanno fatto rimanere letteralmente incantata, assieme alle migliaia di spettatori che osservavano stupefatti.

GIORNO 1 – Partita con entusiasmo e in ottima compagnia per la mia prima edizione del festival delle luci di Lione, sono arrivata con il TGV nella suggestiva stazione di Saint Exupery progettata da Calatrava. Inizia così il nostro breve soggiorno lionese, a testa in su, guardando come l’architetto spagnolo abbia scelto per la luce naturale un ruolo dominante. Penetrando dall’alto e lateralmente la luce esalta il ritmo continuo delle forme strutturali di questa meravigliosa stazione senza  smentisce il suo potere affascinante di creare e definire la lettura degli spazi.

Gare de Saint Exupery – Lyon alcune foto:

 

Messo piede in centro città e mollati i leggeri bagagli nella centralissima abitazione del nostro oste Maxime, siamo partiti pieni di energia, con mappa alla mano, a scoprire le numerose installazioni.

Le lanterne rivestite di gelatine rosse ci hanno guidato attraverso la città ed i suoi eventi. Arrivati in Place Bellecour, dove svetta la ruota panoramica, ma soprattutto la statua di Luigi XIV, la sensazione prevalente è stata quell’emozione da non star nella pelle che provano i bambini alla vista di un Luna Park immenso.

Sfere giganti illuminate, proiezioni video sull’imponente ruota panoramica e fuochi d’artificio per dare il via alla festa, come vuole la tradizione.

Una piccola e dovuta parentesi storica per chi non la conoscesse, la Fête des Lumières nasce l’8 Dicembre 1852 per rendere grazie alla Vergine Maria, protettrice della città dal 1643, anno in cui la peste colpì Lione. Sin da allora i cittadini fecero voto alla Vergine di salire ogni anno sulla collina di Fourvière per renderle omaggio.

I pellegrinaggi continuarono nel tempo fino ad oggi. L’8 Dicembre 1852 per inaugurare la nuova statua della Vergine erano previsti fuochi d’artificio dall’alto della collina, ma un violento temporale fece annullare i festeggiamenti, così i lionesi per ringraziare Maria della sua protezione accesero dei lampioncini sui balconi, illuminando le facciate delle proprie case e scesero nelle strade cantando e inneggiando a Maria. Da qui l’origine della festa e quello che colpisce è che ancora oggi la tradizione è molto viva  e l’inno a Maria (Merci Marie) arriva puntuale al termine di ogni videoproiezione.

A questo proposito una videoproiezione che ho visto, carica di storia e significato, è quella realizzata in Rue de la Martiniere da Theoriz Crew e BKYC Visual Mur de Lionnaise su una facciata cieca, ma resa viva da trompe l’oeil di balconi e persone affacciate, dove è stata proiettata la rivisitazione della prima festa dell’8 Dicembre ‘52, con le danze, le persone che inneggiano in strada e i famosi lumini ad ogni balcone.

Ecco alcuni scatti del Mur De Lionnaise:

Spettacolare anche l’immensa videoproiezione intitolata Le Prince des Lumieres, sulle facciate di Place des Terraux, non so quantificare il numero di persone presenti, posso solo raccontarvi la massa di persone pigiate come l’uva, ma sorridenti e con il naso all’in su per ammirare la magia dei laser sulle facciate.

Alcune foto…

E un video naturalmente…

Camminando, sempre con mappa alla mano e un buon bicchiere di vin chaud (vin brulè) che mi riscaldava le mani, sono rimasta a bocca aperta sulla riva del fiume Saone a guardare per ben tre volte lo spettacolo più suggestivo di tutti: Le Grand Orchestre de Fourviere di Jean Luc Hervé.

La basilica in cima alla collina, il parco sottostante, il maestoso palazzo del parlamento, pesino il garages che si trova sotto la strada e le riflessioni sullo specchio del fiume, tutto illuminato in un gran concerto di luci colorate… indescrivibile.

A questo punto era l’una di notte, i meno 2 gradi di Lione erano tenuti a bada dal vino caldo, le installazioni più grandi si erano spente,( con un po’ di disappunto, perchè pronti a fare molto di più) si decide quindi di andare verso casa passando dalle vie secondarie per evitare la ressa, ed è così che rimango incantata a guardare la bellezza delle installazioni più semplici, quelle che davvero, a mio modesto parere, sono opere di lighting design e se ce ne fossero di più renderebbero la notte magica anche negli angoli bui e inutilizzati nelle ore tarde. Ovviamente non riportate sulle mappe, non osservate come le grandi videoproiezioni, questi piccoli tocchi di luce “artistica” mi hanno colpito parecchio, spero vi piacciano.

Peccato l’albero così piccolo e spoglio della prima foto, ma l’effetto era davvero interessante: 3 colori arancio verde e blu, che si riflettono poi sul muro opposto e sulla pavimentazione.

GIORNO 2 – Mi sveglio alle 10 di mattina e vorrei che fosse già buio, invece c’è sole a volontà e cielo terso! Aspetto Luigi, una lunga giornata di scoperte ci attende, si prende e si cammina, Lione è incantevole anche di giorno, la chiamano la piccola Parigi e fanno bene.

Capitiamo nel mercato più famoso della città, e neanche a farlo apposta ci troviamo davanti alla bancarella di ostriche più fresche e appetitose che mai.. e sia, vin blanche e ostriche a colazione, altro che cafè au lait e croissant.

Belli soddisfatti ci arrampichiamo sulla collina Fourvieres, come vuole la tradizione, a ringraziare Maria e a godere di un panorama mozzafiato. Tra un giro e l’atro arriva il tramonto e sale l’euforia, sfodero la mappa degli eventi e si parte. Il primo, nel Parc de la tete d’or a vedere il pacchianissimo Chinese Corner, nonostante le orrende lanterne rosse ovunque, l’effetto desiderato era sorprendente. Il bosco che cambia colore e sembra di entrare in una favola.

Attraversato il fiume Rodano ci siamo incamminati verso il lunghissimo tunnel della Croix Ruosse dove le video proiezioni erano protagoniste.

All’ingresso del tunnel sono stata catturata dalla vista di una piccola via, una di quelle in cui non entreresti se non per fare pipì di nascosto ( così dice Luigi)  😉 . Le sorgenti esistenti a parete sono state rivestite di gelatine verdi e posti degli apparecchi lineari blu dal basso verso l’alto. L’effetto, davvero magico, aveva un non so che di coinvolgente; a confermare ancora una volta come, con un briciolo di attenzione e cura nell’illuminazione, si possa cambiare davvero il volto anche ad un vicolo dove mai entreresti nella vita.  E questo è davvero ben evidente in molti casi qui a Lione.

Entrando invece nel tunnel sono stata travolta dalle numerose proiezioni, alcune astratte, altre riportavano le facciate dei palazzi di Lione con le prospettive impossibili di Escher, altre naturali, cieli stellati e addirittura una che mimava l’arrivo di una maratona, insomma uno stimolo dopo l’altro, davvero divertente e soprattutto con il potere di non farti pensare ai due chilometri sotto terra e di privarti del senso di claustrofobia.

Usciti dal tunnel si torna in collina, zona Croix Rousse, dove troviamo l’installazione dallo spirito più natalizio, milioni di lucine a LED poste a ricoprire gli scoscesi prati e gli alberi di Montee de la Grande Cote: la primavera d’Inverno, tanto brillante da aver fastidio agli occhi per la mezz’ora successiva.

Un’installazione molto bella, quella dei 40 Cubi nell’anfiteatro des 3 Gaules, peccato solo non si potesse entrare ma solo ammirare dall’alto. I cubi si accendevano e spegnevano a ritmo di musica, un video le renderebbe più giustizia.

Scendendo “la strada dei cubi” verso il fiume Saone, siamo arrivati in una piccola piazza (Place Sathonay) interamente dedicata ai gatti, dove abbiamo visto un’installazione incentrata su un  gioco d’ombre davvero di grand’effetto e molto simpatica: un gatto che cerca di afferrare dei colombi proiettati sul muro.

Per concludere la nostra Fête des Lumières in bellezza siamo andati a vedere l’Operà di Lione, aspettandoci meraviglie, in realtà ci siamo ricreduti appena girato l’angolo da Hotel de Ville, le statue poste sulla facciata principale sembrava stessero prendendo fuoco, che fiammate!

Ci siamo consolati entrando nella corte di Hotel de Ville ballando a Lost Paradise di Jean Charles de Castelbajac, che con la sua installazione ha voluto portare gli spettatori curiosi a ballare tra le stelle delle sue proiezioni in un’atmosfera magica e rilassante.

Fatte le due di notte la città si svuota, le luci si spengono, il nostro treno riparte la domenica mattina presto e si va a casa con un gran mal di piedi, ma entusiasti e pieni di LUCE!

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Link al post originale:Il mio diario della Fête des Lumières
Copyright © Giacomo Rossi.