17 Dicembre 2013 / / Detail of Us

Cubi, alzatine, cupole, scatole… tante sono le tipologie di “protezioni” in vetro che si vedono in molti interni in quel del web. Questi vetri esaltano il contenuto interno “protetto”, attraggono l’attenzione di chi li osserva e incuriosiscono. Oggi ci siamo innamorati del “sotto vetro” 😉

Dettaglio di una vetrina del ristorante “Museet” (Il Museo) a Stoccolma. Il nome lo si deve alle numerose vetrine in vetro situate in tutto il locale. Il ristorante ha un arredamento molto semplice, e le protagoniste della scena sono queste scatole espositive, grazie alle quali, modificando il contenuto interno si ottengono ogni volta diverse atmosfere. Via Richard Lindvall
Box per la cucina, per il bagno o per lo studio. Le scatole non assolvono più la sola funzione di contenitore, ma esaltano il contenuto elevandolo dal semplice ruolo di oggetto di uso quotidiano. Via House Doctor
Oggetti a noi cari, delicati ricordi, impalpabili emozioni, fragili suppelletili o pezzi di design tanto desiderati vengono protetti ed esaltati sotto campane in vetro. Via Fru Fly

17 Dicembre 2013 / / Design

divano-moderno-time-break-pelle

Mancano pochi giorni a Natale e con questo post vorremmo condurvi nell’atmosfera più immacolata dell’anno, immaginando di trascorrere le festività all’insegna del relax e dell’eleganza.

Abbiamo chiuso gli occhi e ci siamo chiesti: “su quale candido divano vorremmo trascorrere il Natale?”

E’ stato facile riaprirli e trovarci di fronte un Time Break in pelle.

Beh, perché vorremmo trascorrere proprio qui le festività?

Р̬ un divano componibile dai volumi generosi ed ̬ in grado di accogliere tutta la famiglia.

– è estremamente comodo grazie all’imbottitura in piuma d’oca con un inserto in poliuretano espanso indeformabile, in grado di accontentare le esigenze di comfort dei parenti più esigenti.

– ha un design seducente: linee leggere ed eleganti e piedini in acciaio cromato nero lucido.

– in questa veste garantisce un’esperienza sensoriale senza precedenti: pelle pieno fiore color light grey, morbidissima e accogliente.

– la morbidezza dell’imbottitura e del rivestimento valorizza  le cuciture pizzicate e i dettagli sartoriali che fanno del Time Break un divano di gran classe.

Per questi e per mille altri motivi a Natale ci immaginiamo qui, a divorare film o semplicemente a goderci qualche ora di totale relax. Time Break ci fa sognare e rilassare alla sola vista, ma  può essere personalizzabile nelle dimensioni, nel comfort, nei dettagli e anche nel rivestimento. Insomma, può diventare il tuo divano dei sogni!

Se proprio non riuscite a resistergli, venite a trovarci: siamo aperti durante le festività sia a Meda che a Roma. Scopri qui i giorni e gli orari.

E voi, su quale candido divano trascorrerete il Natale? :-)

17 Dicembre 2013 / / Arredabook

Oggi vi vorrei far vedere le meravigliose ristrutturazioni di una designer americana  molto famosa, Candice Olson, non servono molte parole,  allego le immagini e capirete da soli che meravigliosi effetti si possono creare con le luci e con i colori giusti!

Candice Olson design Candice Olson design Candice Olson design Candice Olson design Candice Olson design Candice Olson designCandice Olson design Candice Olson design Candice Olson design

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17 Dicembre 2013 / / Idee

Le feste natalizie sono proprio dietro l’angolo, con tutto il loro seguito di abbondanti pranzi e cene, in famiglia o con gli amici. Se per la scelta del menu saprete bene affidarvi alla tradizione culinaria della nonna, MayDayCasa vi propone oggi alcune semplici idee per preparare con gusto una tavola festosa, per stupire gli invitati a partire da un accogliente colpo d’occhio.

Per allestire la nostra tavola è d’obbligo anzitutto tenere a mente alcuni semplici norme del galateo. La quantità di piatti e posate da disporre sulla tovaglia dipenderà certamente dal menu, ma la loro collocazione deve rispettare qualche regola: a destra di ogni piatto vanno il cucchiaio e il coltello, a sinistra la forchetta e il tovagliolo, nella parte superiore, fra piatto e bicchieri, le posate per la frutta e i dolci. I bicchieri andrebbero disposti nell’ordine in cui saranno serviti i vini. L’immagine qua sotto ci suggerisce una disposizione tipo:  piattino per il pane (1), bicchiere per l’acqua (2), bicchiere da vino rosso (3), bicchiere da vino bianco (4), bicchiere da vino dessert (5), cucchiaio da dolce (6), forchetta da dolce o frutta (7), tovagliolo (8), forchetta 1^ portata (9),  forchetta 2^ portata (10), piatti (11), coltello (12), cucchiaio per la minestra (13).

come si apparecchia per una cena

Come si apparecchia per una cena

Detto questo, se lo schema è fisso, la nostra creatività potrà trovare spazio nella scelta degli elementi che lo compongono, smorzandone il tono formale.

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Keytlery by Seletti

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Una passeggiata tra i piatti by Seletti

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Per non perdersi a tavola by Seletti

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Di Design: Patricia Urquiola disegna un momento per il tè davvero di classe

la tavola dal gusto etnico proposta da "villad'Este home"

La tavola dal gusto etnico proposta da Villa d’Este Home

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Un altro tocco di design da Marcel Wanders, che per Alessi disegna questo servizio davvero ricco… è un peccato coprirlo con il cibo

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Il designer polacco boguslaw sliwinski e i suoi piatti che “interagiscono con il cibo”, molto divertenti

colore epois per una tavola un pò da "pin up" by Villa D'Este Home

Colore e pois per una tavola un po’ da pin up, by Villa d’Este Home

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Tartan anche a tavola

una tavola coloratissima e informale quella proposta da Sentou

Una tavola coloratissima e informale quella proposta da Sentou

Un’idea per la nostra tavola potrebbe essere di accomodare i commensali utilizzando dei segnaposto, colorati o a tema. Il bon ton in questo ambito suggerisce di disporre ai due capi della tavola il padrone e la padrona di casa, e alla loro destra gli ospiti più importanti.

Andiamo infine a pensare al centro tavola. I fiori sono ornamenti sempre apprezzati: devono essere freschi, intonati nel colore al servizio di piatti e disposti in modo da non dare fastidio ai commensali o da impedirne la visuale. Ma l’atmosfera natalizia ci perdonerà anche l’utilizzo di candelabri o ornamenti a tema.

molto chic e raffinata la proposta di Villeroy

Molto chic e raffinata la proposta di Villeroy

Abbiamo quindi deciso come agghindare la nostra tavola delle feste, preparato il menu, invitato gli ospiti… ma il tavolo? Se ci manca anche questa materia prima, o non è all’altezza delle aspettative, dobbiamo al più presto rimediare, e a MayDayCasa ne parleremo a brevissimo!

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17 Dicembre 2013 / / Design

Le grandi firme dell’architettura vengono raramente prese in seria considerazione quando si ha l’esigenza di intervenire su luoghi votati alla scienza e che prevedono progetti di alta tecnologia: questo perché, a torto, non vengono considerate in grado di leggere correttamente tutte le peculiari esigenze di questo tipo di spazi, i quali devono sottostare a tutta una serie di precise e rigidissime norme e rispondere a specifici criteri funzionali.

In Spagna, precisamente nei Paesi Baschi, la società Arteche ha scelto di andare controcorrente per la realizzazione del suo Laboratorio di Altissima Tensione nella città di Mungia, affidandosi ad uno studio di architetti nazionale tra i più importanti al mondo, ACXT, ed ottenendo in cambio un risultato che deve far ricredere circa le ritrosie cui accennavamo in apertura.

Il Laboratorio, recentemente inaugurato, è uno dei luoghi più avanzati al mondo dal punto di vista tecnologico per lo studio e la misurazione di materiali elettrici e di componenti ed impianti legati al tensioni mostruose: si parla di valori fino a 1200 kilovolt, per i quali sono stati ad esempio necessari i globi a superficie specchiata montati nella Gabbia di Faraday, il cuore pulsante del laboratorio, posizionata nella navata centrale.

Non mancano certo gli spazi di accoglienza, quelli operativi e di riunione, tutti allestiti con l’approccio innovativo che ha fatto le fortune dello studio ACXT, caratteristica che giunge poi alle sue vette se ammiriamo gli esterni dell’edificio, che richiamano le operazioni svolte al suo interno sfruttando fogli in leghe di metallo a comporre le pareti che cambiano colore a seconda del punto di osservazione: l’effetto specchio di queste pareti increspate va a compensare una certa dose di “estraneità” dell’intero complesso rispetto all’ambiente circostante, e lo fa apparire meno fuori scala.

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17 Dicembre 2013 / / Coffee Break

Una casa dall’approccio razionale quella di Erik Spiekermann e sua moglie, la designer Susanna Dulkinys.
Divertente la libreria a cui accedere sospesi con l’imbracatura!

Via Dwell


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CAFElab | studio di architettura


17 Dicembre 2013 / / News

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Spesso mi sorprendo nell’immaginare la vita che si svolge al di là delle facciate degli edifici. Case vissute solo di sera oppure piene di quotidianità o di un regolare e programmato svolgersi della vita… o, anche, case alternative in cui il fermento creativo le rende uniche. Vite pulsanti che, se non si lasciano aprire, possono restare Open studio Laura Grosso 3 copianascoste per sempre. Case in cui si abita, si vive e si crea rappresentano una realtà al di fuori dei canoni tradizionali e convenzionali. Sono  le case-studio degli artisti, dei creativi che segnano, come tante piccole tessere, la costruzione di un inaspettato mosaico di idee e bellezza all’interno dei nostri quartieri. Mi piace DSCN6477 copialavorare e impegnarmi nell’atto creativo nella casa in cui vivo, forse perché sono stato sempre affascinato dallo studio del papà architetto del mio amico d’infanzia o da quello di Giovanni, scultore che ha guidato la mia formazione. In queste case non riuscivo a definire il confine tra lo spazio creativo e quello abitativo che si fondevano e si invadevano reciprocamente. Un laboratorio di continua ricerca che non permetteva l’ordine convenzionale dove anche un pranzo o prendere un tè sembrava diventare una performance artistica.

Open studio Laura GrossoE’ per questo che mi piace l’iniziativa di Laura Grosso che ha permesso ai più curiosi di scoprire il suo spazio privato, aprendo al pubblico la casa-studio al Nuovo Salario, dove vive e lavora insieme al marito Antony Lombardi, con l’obiettivo di aiutare a far superare la naturale ritrosia che molti dimostrano nei confronti dell’arte facendo leva proprio sulla curiosità. Con i suoi Open-Studio Laura dà la possibilità a molti di mettere piede nella sua realtà privata, altrimenti celata, compiendo anche un passo psicologicamente da non sottostimare: l’artista accetta di manifestare se stessa ed il proprio spazio di lavoro. Amici, qualche critico, altri artisti avevano il privilegio di muoversi in questo spazio, 8 copiama con l’apertura dello studio ecco che anche il visitatore occasionale può diventare protagonista e la sua curiosità diventa momento di ricerca e approfondimento, occasione per prendere contatto con l’arte, veicolato con l’artista, oltre che attraverso il suo lavoro. Mi muovo tra i suoi quadri  e vengo coinvolto nei colori, nella materia e nella luce. La luce è la protagonista della realtà fino a trasfigurarla. La luce è l’elemento che più di ogni altro spiega l’essenza del luogo destinatoOpen studio Laura Grosso 4 copiaal particolare lavoro del pittore: la luce varia la sua intensità ed il suo carattere nel trascorrere delle ore, delle stagioni, relazionandosi con le qualità dimensionali e materiche delle superfici che incontra. La grande finestra corre lungo tutta una parete dello studio proprio perché è in questo spazio in cui prevalgono il fare, la sperimentazione e i tentativi. Circondato dai suoi lavori mi sembra essere al di fuori dei condizionamenti accademici in una dimensione che allontana l’imposizione dell’uomo sulla natura riempiendosi di echi che rimandano alla lezione di Cézanne e alla pittura “en plain air”.  L’open-studio si presenta così come l’occasione di un viaggio, una esperienza di vivere l’arte nel cuore segreto dell’artista. E’ un invito a fermarsi, a sostare perOpen studio Laura Grosso 9 copia chiacchierare e conoscersi, per conoscere la sua officina, con il suo ordine e disordine. Lo studio dell’artista è la sua vera e propria casa, il suo spazio vitale, dove si propone più autenticamente e dove è osservatore di se stesso, del suo lavoro e del suo incessante operare.

La casa di un artista è il ritratto di chi la vive, probabilmente il più riuscito autoritratto, il più introspettivo, il più autentico.