28 Febbraio 2014 / / Interior Break

Un delizioso appartamentino dallo stile minimale a Berlino. Un’altra bella scoperta sul sito dell’agenzia immobiliare Fantastic Frank. Lo styling che dà carattere allo spazio è di Sarah del blog Coco Lapine Design.

A lovely minimal apartment in Berlin. Another beautiful home tour from the real estate agency Fantastic Frank. The fab styling is by Sarah of Coco Lapine Design.

Avete un divano che non sopportate più, ma non prevedete di cambiarlo al momento? Guardate che magia può fare un semplice telo di lino.

Have you a sofa in bad shape but you don’t want to change it? A simple white linen cover can be a magic temporary solution.

via Netta Natalias

Un interessante uso del colore in questa casa a Melbourne, in Australia.

P.S.: Quanto è bella quella porta scorrevole verde menta!

An interesting color palette in this home in Melbourne, Australia.

P.S.: How beautiful that mint sliding door!

via Est Magazine

Amo questa camera da letto! Lo styling è stato realizzato da Riikka Kantinkoski di Weekday Carnival con prodotti del brand danese Ferm Living.

I love this bedroom! The styling is made by Riikka Kantinkoski of Weekday Carnival with products from Ferm Living.

Un bel mix di recupero e design in questo appartamento in Svezia. La sorgente? Ancora una volta Fantastic Frank.

A beautiful mix of repurposing and design in this apartment in Sweden. The source is again Fantastic Frank.

Buon fine settimana a tutti! Ci rivediamo lunedì!

Have a nice weekend everyone! See you on Monday!

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28 Febbraio 2014 / / Interior Break

Missione per il weekend: cercare qualche pianta per il mio living. Eh sì, sarà per la primavera che si avvicina. Sarà per la bellissima rubrica Urban Jungle Bloggers (un appuntamento mensile con tanti suggerimenti green) promossa da Igor di Happy Interior Blog e Judith di JOELIX.com. Fatto sta che le piante hanno invaso la blogosfera e questa mania sta contagiando in maniera irreparabile anche me. A questo punto, pur non avendo un grande pollice verde, non mi rimane che affrontare la sfida e raccogliere qualche idea su come mostrare il frutto della mia difficile impresa. Pronti a seguirmi?

via Pinterest

via A cup of Jo

via Turbulences Déco

via sfgirlbybay

via vtwonen

via time of the aquarius

via Studio Bjorn

Se cercate altri spunti sul mondo green, date uno sguardo quiqui, qui e qui.

Mission for the weekend: add some plants to my living room. Oh yes, maybe because the spring is approaching. Maybe for the wonderful Urban Jungle Bloggers (a monthly column with many green tips) promoted by Igor of Happy Interior Blog and Judith of JOELIX.com. However that may be, the plants are everywhere and I’m loving this trend too. So, although I haven’t green fingers, I will face the challenge. And here are some ideas for displaying plants. Are you ready to follow me?

And if you look for other green ideas, take a look herehere, here and here

Foto in alto: Ikea Livet Hemma.

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28 Febbraio 2014 / / Decor

AHA Arts è il brand della designer americana Ashley Goldberg, che di suo pugno ha disegnato 14 kit di stampi dal design davvero accattivante. All’interno di questi kit trovate diversi stampi in fotopolimero, che una volta appoggiati su un supporto adatto (tipo plexi o legno ad esempio) possono essere colorati della tinta che più vi piace e poi utilizzati per decorare tessuti, carta, bigliettini e cose del genere.

Via 
Per avere un’idea di come possono essere usati questi stampini possiamo guardare il bellissimo lavoro di Made by Marzipan, che ha realizzato delle bamboline proprio con le grafiche di Ashley.
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Belle vero?
Buon week end!
English text
AHA Arts is the brand of the American designer Ashley Goldberg, who drew 14 stamp kits with a truly captivating design. Within these kits you will find several molds in photopolymer, which once backed on a suitable support (such as Plexiglas or wood) can be colored in the tint that you like and then used to decorate textiles, paper, cards and everything you want.
To get an idea of how these stamps can be used we can look at the beautiful work of Made by Marzipan, who made fabric dolls with Ashley‘s graphics. 
Beautiful, isn’t it?
Happy week end! 

28 Febbraio 2014 / / diotti.com - ArredaClick

Scrivanie operative: tasselli fondamentali per operatività ed efficienza.
Un piano d’appoggio per svolgere alcune attività è fondamentale, ancor più per chi lavora in ufficio. Computer e relativi accessori, telefono, calcolatrice, fogli e documenti, articoli di cancelleria, lampada sono solo alcuni oggetti indispensabili presenti in una postazione di lavoro. Per organizzare al meglio le proprie attività bisogna organizzare anche la propria scrivania. E allora ecco Büro

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Scrivania per ufficio disponibile nella forma rettangolare o quadrata con un sottile piano in cristallo che poggia su quattro gambe in acciaio. La sua forma è molto semplice e lineare, tanto che Büro ad un primo sguardo sembrerebbe un normalissimo tavolo. Il vero valore aggiunto sono gli accessori di cui può essere dotata. Un kit di quattro ruote che ne permettono il movimento; un porta tower sospeso lateralmente in cui appoggiare l’hardware del computer; un porta tastiera estraibile posizionato sotto il piano; un passacavi a foro o a canalina per ordinare i fili.

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Büro è l’esempio di una scrivania funzionale e operativa che offre tutto il necessario per il lavoro senza concedere distrazioni. Se le esigenze lo richiedono e se lo spazio disponibile lo permette si può scegliere una scrivania angolare che offre ulteriori superfici d’appoggio od optare per un sistema di scrivanie affiancate per un vero ufficio operativo. Ecco una gallery di immagini di altre scrivanie.

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28 Febbraio 2014 / / Coffee Break

Scarica il calendario di marzo FREE per tutti i nostri lettori!

Scegli la dimensione adatta al tuo schermo, in formato 4:3 o 16:9.

  


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CAFElab | studio di architettura


28 Febbraio 2014 / / La Tazzina Blu

Nonostante non abbia aggiornato il diario dei lavori da due settimane le novità non sono molte…
Come al solito i progressi più importanti sono quelli che non si percepiscono a occhio nudo (come può una profana come me notare il perfetto funzionamento degli scarichi dell’acqua se non ci sono ancora ne i sanitari nè le rubinetterie??) ma almeno qualcosina ve la posso mostrare 😉

28 Febbraio 2014 / / Architettarte

Ingredienti:
190 gr di Pasta Madre
70 gr di olio evo
100 gr di acqua (o succo mela)
180 gr di malto di riso
3 cucchiai di semi di anice
450 gr di farina circa
un pizzico di sale


Preparazione:
Rinfrescare la sera prima la Pasta Madre.
La mattina pesare 190 gr di pasta madre rinfrescata e scioglierla con l’acqua, l’olio e il malto. Mescolare bene, aggiungere i semini di anice, il sale e a poco a poco la farina (io ho usato una farina tipo 2). A questo punto impastare fino ad ottenere un panetto liscio e omogeneo che non si appiccica alle mani. Lasciare lievitare in uno stampo da plumcake per 6/8 ore. Cuocere in forno già caldo a 170° per 40 minuti circa.
Quando il filone si è ben freddato, tagliarlo a fette e tostare a 120° fino a doratura.

28 Febbraio 2014 / / News

Questo è il compito più difficile che abbia dovuto eseguire per il primo laboratorio de Il Blog Lab (non per niente l’ho rimandato fino all’ultimo :P): scrivere un post su come voglio far crescere questa mia attività e su come mi vedo tra tre anni. E non perchè non abbia progetti, ma perchè per carattere mi piace tenermeli ben segreti finchè non si siano attuati. Ma s’ha da fare a quanto pare! Siccome sono una persona che va molto a sensazioni e mi sento ancora nella fase di rodaggio come blogger, non ho una pianificazione schematica sotto mano con dati precisi da proporvi. Ma ho dei sogni ben chiari, perciò non ci penserò troppo e scriverò di getto quali sono. Quando ho deciso di aprire questo blog, l’ho fatto perchè qualcuno una volta ha detto che se segui le tue passioni non lavorerai mai un giorno nella tua vita: e questo è ciò che mi muove in tutto quello che faccio. Voglio far crescere e definire meglio questo interesse che mi è nato per l’interior design, per vedere se per me è veramente importante come credo, e in tal caso investirci per il mio futuro. Una volta che avrò appurato questo e mi sentirò abbastanza sicura delle mie capacità e dei miei mezzi, farò di tutto per portarlo a livello di professione: voglio scrivere per riviste di settore, voglio ricevere richieste di consigli su misura dai miei lettori, voglio collaborare con aziende e altre blogger. La terra della menta piperita non dovrà più essere solo una raccolta di ispirazioni e di appunti, ma uno strumento di condivisione di progetti realizzati nel concreto, una piattaforma sociale di lavoro per connettermi con colleghi e followers… perchè no, anche a livello internazionale. Per realizzare tutto questo mi piacerebbe moltissimo seguire un corso per diventare arredatrice, e spero proprio di poterlo fare il prima possibile. Che ne dite, volo troppo in alto con la fantasia? Non so se le mie maestre saranno contente del tono idealistico di questo post, ma… questa sono io, e infatti mi sono fabbricata un bel mantra da appendere sopra la mia postazione di lavoro per non dimenticarmene. Insomma, spero che tra tre anni vi scriverò un altro post come questo, dove riderò delle mie sciocche insicurezze e potrò finalmente dire: CE L’HO FATTA!


— Le immagini presenti in questo post sono state realizzate
dall’autrice di questo blog —


28 Febbraio 2014 / / diotti.com - ArredaClick

Distinguere le sedie classiche da quelle moderne è semplice anche per chi non si occupa quotidianamente d’arredamento. Il gusto un po’ retrò di certi arredi traspare dall’uso dei materiali e dalle forme. Ma rinfrescare la memoria non fa mai male e allora ho deciso di presentarvi alcun stili di sedute classiche

Sedia classica in legno

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Eritrea è realizzata in legno noce antiquariato con seduta rivestita in tessuto o pelle. La parte alta dello schienale è una sorta di fascia “piena” che sostiene le spalle, la parte inferiore è formata da tre listelli leggermente curvati, due dei quali intersecano creando una “X” e ospitano al meglio le linee naturali della schiena.

Sedia classica rivestita

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Brioche è una sedia “vestita” con una fodera in tessuto che presenta leggeri dettagli sul retro: liscia, allacciata con fiocchi, ganci, bottoni o alamari. La struttura è realizzata in legno di faggio in diverse finiture e può essere completamente o parzialmente nascosta da questa fodera, disponibile in un’ampia gamma di colori. Brioche è perfetta per ambienti classici, sale da pranzo e soggiorni di maestosi appartamenti ma, grazie alla praticità del rivestimento sfoderabile, può essere usata anche in ristoranti e agriturismi che si vogliono distinguere.

Sedia classica barocca

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Lear è una sedia classica dallo stile barocco / Luigi XVI. Struttura in faggio laccato o a foglia con schienale in metacrilato a medaglione. Seduta e schienale sono imbottiti e rivestiti in tessuto o in pelle. Le quattro gambe presentano intagli finemente pensati e lavorati, tanto che nessun dettaglio è lasciato al caso, neanche i decori damascati dello schienale. Tutti questi particolari, uniti alla scelta di una finitura a foglia oro, non solo permettono di avere una sedia dal gusto classico ma anche elegante, raffinata e di grande presenza.

Continuate ad assaporare il gusto classico di questi arredi guardano questa gallery di immagini di sedie classiche.

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28 Febbraio 2014 / / News

Ideo designer Warti TulyathornWarit (Top) Tulyathorn is an interdisciplinary designer, searching for a new language of design and objects based on architecture, digital media and design criticism at IDEO. 

We’ve had the luck of working with Top during the sofa4manhattan design workshop conceived and organized by Design-Apart a few weeks in New York.

Top has been so kind, after the workshop, to answer a few questions and share his views on design with us.

Thank you, Top!

Berto Salotti: What influence did the experience of the workshop and working with other people have on you?

Top: Personally, I appreciated the deep engagement between all the guests, Diego and you.

Learning about your company was fascinating and definitely had impacted how we designed this sofa. (I wish we could have been more engaged during the process of making too).

For the collaboration, It was a unique opportunity to get to brainstorm as influential designer like Lucas. Design-Apart was a perfect setup. It created casual atmosphere, very conversational and very intimate. At the end of the day, we are all connected and become more like a group of friends which I think that was wonderful.

The experience brought me back in the day when I was doing more furniture design. I was selected as a young designer to participate at IMM furniture show in Cologne…..still have some nostalgic feelings for that.

BS: What expertise did you bring to the project and how did you approach the workshop?

Top: With my architecture background, I always look at furniture as integral part of the whole environment.

Different pieces of objects and furniture should their own roles in a room but in an orchestrated way. Hence, my approach is to create something that has a sense of belonging. I hoped to design a piece of furniture that fits a room as if it had always been there.

I critically attempted to look at this from from New Yorkers’ point of view, to respond to their limitation of space and their nomadic nature of this extreme urban condition without overlooking the longevity of the product line itself.

BS: Can you explain your design for the sofa4manhattan?

Top: Originally, I was trying to create a very simple sectional system.

The system is based on modularity and allows residents to customize their own furniture sets, including different materials and finishes. At its best, I believe this shows the potential of Berto’s expertise in artisan furniture making.

Through time, residents can add more pieces or refinish their own sectional set as their needs change or to adapt to their new apartments.

Formally, I intended to express the purity of this product by using very streamline and minimalistic shapes.

The curvature and subtlety of the smooth transitions between straight lines and curves were meant to be very unobtrusive.

Admittedly, this was very hard to convey through just sketches. After the feedback, working with Jerome, we decided to bring back some expressive gestures for instance the petal form of the armrests and more curves overall.

As a result, we ended up creating something that is still very flexible, systematic yet sculptural. I was pleased where we had come to at the end.

BS: We feel grateful and highly appreciative of your work for the #sofa4manhattan workshop, Top!

We definitely invite you to take part in the crafting session, which will take place soon in New York City, @ the Design-Apart loft, of course!