27 Maggio 2014 / / Interior Break

Non appena ho visto questa casa sul blog amorelou, me ne sono innamorata. L’incredibile luce naturale, i pezzi di recupero, i tessuti in lino e gli accenti verdi hanno immediatamente catturato il mio sguardo. Uno spazio delicato e pieno di poesia! Non mi stupisce che sia l’appartamento di un’artista: la scenografa e scultrice tessile Emilie Faïf. E indovinate un po’ dove si trova? A Parigi. Lo so, ultimamente sto postando tante perle scoperte nella Ville Lumière. Ma come si fa a rimanere indifferenti allo stile parigino? Un’eleganza rilassata che mi incanta ogni giorno di più. J’adore!

Se volete vedere il tour completo, andate qui.

When I saw this home on amorelou, I fell in love with it. The amazing natural light, the flea market finds, the linen textiles and the soft green accents have immediately caught my eye. A space full of poetry! I’m not surprised that it’s the apartment of an artist: the set designer and sculptor Emilie Faïf. And do you guess where it is? In Paris. I know, lately I’ve posted many pearls discovered in the Ville Lumière. But how can you resist to the Parisian style? A relaxed elegance that enchants me every day. J’adore!

If you want to see the full home tour, go here 

Photo: Morten Holtum.

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L’articolo Home tour: un appartamento pieno di poesia sembra essere il primo su Interior Break.

27 Maggio 2014 / / Architettarte

Uno specchio da appoggiare a terra… antico, moderno, vecchio, rovinato, poetico.

via web

27 Maggio 2014 / / Design

dettagli home decor
Una vera e propria cucina in miniatura firmata Joe Colombo e riproposta in Corian da Boffi con la medesima funzionalità dell’originale. L’idea è davvero geniale, un monoblocco completamente autosufficiente e alimentato elettricamente che in mezzo metro cubo di legno, acciaio inox e materiali plastici racchiude stoviglie e utensili per sei persone oltre agli elettrodomestici necessari per cucinare. Questa straordinaria mini cucina è dotata di piano di cottura in vetroceramica, mini frigorifero, cassetto contenimento, sportelli vari per stoccaggio, cassettini portaposate, prese di corrente per i piccoli elettrodomestici, tagliere e piano estraibile di servizio. Bella e compatta, Minikitchen è una soluzione innovativa e attualissima.


dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli

27 Maggio 2014 / / Design

Sono in partenza per Bolzano, la bellissima e ordinata Bolzano, per passare una notte nell’hotel più piccolo del mondo.
Ma questa è un’altra storia e ve la racconterò domani.
Comunque sia l’auto è piena di benzina, la playlist per il viaggio è pronta e così anche il mio zainetto con il necessario per sopravvivere una notte fuori casa e non vedo l’ora di inforcare l’Autostrada del Brennero.
L’aria limpida del Südtirol e un pranzo a base di wurstel e kren mi aspettano e, già da ieri sera, sono entrata nel mood giusto per godermi a pieno questa mini vacanza a pochi chilometri da casa.
E siccome voglio rendervi partecipi di questa bella giornata, provo a farvi sentire un po’ boscaioli dentro con il Woodsman Axe Table di Duffy London, disegnato a partire dalla favola di Cappuccetto Rosso dei fratelli Grimm.
Un tavolo per scongiurare la paura del lupo cattivo, per cene e aperitivi non troppo “affettati”, un tavolo da duri, da tovaglie di flanella.
Come piace a me.

Disponibile in quercia noce e frassino, tavolo da pranzo, coffee table, console, per stragi del lunedì mattina e ritocchi alla barba.

Emily

27 Maggio 2014 / / Decor

Potevo rimanere indifferente a questo trend, cominciato a dilagare nel 2013, che sta influenzando tutti i designer del momento e le blogger del settore? Assolutamente no.
Proprio per questo quando il posatore mi ha chiesto di che materiale volessi la soglia tra il corridoio e il balconcino non ho avuto dubbi… E marmo sia!
Ed è così che è cominciata l’ossessione e l’amore per questo materiale, una volta snobbato dalla sottoscritta perchè “troppo raffinato”, pretenzioso… Forse anche un po’ freddino.

Adesso invece lo adoro soprattutto nelle sue versioni più ironiche: dalla fodera del cuscino che decide di imitarne le venature, alla carta da parati che si sostituisce al materiale vero e proprio diventando rivestimento “cheap” ma di grande effetto…E chiaramente la moda segue a ruota.
Ecco per voi una raccolta di affascinanti spazi e prodotti che mi hanno fatto innamorare 🙂

(Dall’alto a sx in senso orario: Marble Wood – Fleux; Stil Inspiration; Design an Form

Ed ecco qui la versione tazzinosa:
27 Maggio 2014 / / Decor

I tiepidi raggi del sole che iniziano a far capolino fin dalle prime ore del giorno hanno ispirato l’oggetto dei desideri di questo martedì: set di tovagliette americane Buvette.
Siamo ormai a fine maggio e sta per iniziare ufficialmente la stagione dei pasti all’aria aperta, non vogliamo certo arrivare impreparati vero?!
Piacevoli temperature, invitante briosche e lungo caffè sono il mix quasi perfetto per iniziare al meglio la giornata ma… manca un dettaglio: la tovaglietta!

oggetti-desiderio-tovagliette-americane-buvette

La tovaglietta è utile, pratica ed elegante.
Utile perchè protegge il tavolo da eventuali graffi o macchie ed è una soluzione igienica, soprattutto se utilizzata su un tavolino all’esterno.
Pratica perchè è veloce da mettere e togliere in pochi e semplici gesti. Quando non utilizzata può essere piegata ed occupa poco spazio.
Piacevole perchè veste il tavolo con originalità e fantasia. A seconda del materiale e del colore è ideale per un pasto veloce e informale o per donare un tocco di eleganza e ricercatezza.
Buvette è tutto questo. Ha una forma standard rettangolare ma è personalizzabile per tessuto, colore e tipologia d’orlo. Panama per una tovaglietta classica in cotone colorato in diverse nuance; lino per un tocco più ricercato; lino Airo No Stiro per un effetto vissuto e per il massimo della praticità; Fiandra con decori e fantasie per un tocco più chic e di classe.

I tessili per la cucina si trasferiscono all’aria aperta e permettono di apparecchiare il tavolo in infiniti modi e soluzioni.
Buvette è il nostro oggetto dei desideri di oggi perchè “fa tanto estate” e noi abbiamo proprio voglia di goderci il bel tempo e ricaricarci all’aria aperta. Se però preferite gustarvi il vostro pasto comodamente seduti al tavolo della cucina o del soggiorno sappiate che questa tovaglietta si può posizionare anche sopra la classica tovaglia ed è abbinabile a tovaglioli della stessa collezione.

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27 Maggio 2014 / / ArchitettaMI

Buongiorno! Oggi vi voglio parlare di mobili in scena.

Cosa succede se una coppia di attori trasforma i propri personaggi in design? Tra set inaspettati, incontri bucolici e colpi di scena (e di mouse) nasce la collezione Bababuà. Arredi diretti e ironici, madie sincere, scrittoi materici ed eco-letti in legno massello giocano con la tradizione del design e le reinventano una nuova storia, con nuovi finali. Sotto l’attentissima regia creativa di Barbara Mautino e Stefano Pesce.

Si ragazze è proprio lui, ma adesso non vi distraete perché gli arredi che sto per mostrarvi sono ancora più affascinanti. Possibile? Si possibile, se siete come me, che per strada non mi accorgo se passa un uomo attraente, ma piuttosto mi fermo a guardare il design di una panchina…

Raccontiamo allora come è nato il brand.

Non avevo nessuna preparazione tecnica, se non una passione per l’arredamento e una grande curiosità. Così ho iniziato a disegnare i mobili che avrei voluto per casa mia, ma che non riuscivo a trovare nei negozi. Volevo che fossero di legno e non di agglomerati, non troppo classici, non giapponesi o etnici e non manieristi come i mobili francesi” racconta Barbara. “Immaginavo modelli d’altri tempi, probabilmente dai miei ricordi di bambina nelle case piemontesi, amavo le linee anni Trenta e Quaranta. E da attrice non avrei certo potuto farli costruire con tecniche moderne, sarebbe stato incoerente come interpretare un’antica romana con un orologio al polso”.

Mobili belli con l’anima: mobili da toccare, in legno massello, montati a incastro come si faceva una volta, ma acquistabili online, come si fa oggi per annullare quanto possibile le mediazioni tra produttore e consumatore.

Non siamo designer, ma la voglia è quella di comunicare con altri esseri umani, proprio come in teatro, senza filtri” dice Stefano Pesce, che da attore si divide tra cinema, tv e teatro, ma non dimentica mai di portare in tournée i campioni di legno Bababuà. “Anzi è stato determinante il fatto di non essere del mestiere” dice Barbara “molte cose siamo riusciti a farle proprio perché, tecnicamente, non sapevamo che non si potessero fare, quindi spesso abbiamo fatto un salto nel buio e magicamente, prova dopo prova, abbiamo scoperto che, con i dovuti accorgimenti, si sarebbe potuto“.

Gli arredi Bababuà si ispirano al vintage ma hanno una personalità estroversa e leggera, sanno stare a proprio agio in qualsiasi ambiente. Uno stile divertente, nostalgico, molto diretto, essenziale e pratico, poco celebrale e molto materiale, in legno di abete senza nodi, lo stesso utilizzato dai liutai per costruire i violini, tinto con colori ad acqua.

Il prossimo passo sarà quello di creare tutta una collezione con lo stesso spirito” dice Stefano “cuscini, lampade, ma anche tinte, carte da parati, un modo (e un nuovo mondo) di arredare la casa. Bababuà è nata nel 2011 dall’azienda di famiglia, ma oggi è pronta a seguire la propria strada autonomamente”.

Metti la passione per il teatro, per la ricerca di un impatto scenico ironico e comunicativo, di progetti che raccontino una storia molto personale e coerente, quella di un nuovo personaggio che si presenta al suo pubblico. “Qui entra in gioco la formazione di attore” racconta Stefano “quando è partito il nostro progetto mi sono immaginato di essere sul palco e di dover interpretare un imprenditore. Bisognava scegliere tutto. Chi era, come era fatto, cosa volevamo dire con quel personaggio. La similitudine è importante. Ma soprattutto la coerenza del personaggio, cosa doveva comunicare, il suo valore aggiunto, il suo carattere, il suo aspetto esteriore. Ecco, un arredo doveva essere assemblato nello stesso modo in cui poteva essere costruita una personalità da mettere in scena”. E la collezione Bababuà è nata con precisi bagagli letterari e teatrali “Tra i molti” dice Barbara “il primo riferimento è Natalia Ginzburg per la concretezza e la semplicità del suo stile. Ma se fosse un regista sarebbe Woody Allen o François Truffaut per il loro stile raffinato, romantico e ironico. Se fosse un poeta sarebbe Walt Withman o Achille Campanile. Autori con una poetica delle cose comuni, semplici e dirette”.

Come nelle sceneggiature più coinvolgenti, l’avventura di Bababuà si intreccia con decine di storie, persone, luoghi, paesaggi, che le danno carattere attraverso le loro azioni e suggestioni. “Per trovare le vernici, le maniglie e i produttori di qualsiasi di tutti gli elementi costruttivi internet è stato indispensabile, per non parlare dell’ispirazione che mi dà gironzolare per i blog” racconta Barbara “la cosa più appagante è il rapporto con le persone che ci scrivono e che comprano i nostri mobili online. È sorprendente come con una email o una telefonata si crei un rapporto di vicinanza. Sono proprio gli incontri che ogni giorno ci aiutano a scrivere la meravigliosa storia di Bababuà. Un giorno sono andata a cercare un ferramenta in mezzo alle montagne perché era l’unico che aveva ciò che stavo cercando ed è stato un incontro molto umano”.

Quando dietro ad un progetto c’è un pensiero, che nasce dalla mente di un designer, di un artista o, come in questo caso, di attori, l’oggetto non può non emanare una forte carica emotiva. E questa forza si recepisce in ogni dettaglio degli arredi di Bababuà.

27 Maggio 2014 / / Coffee Break

Allure metropolitano e design essenziale. Nuove dimensioni e modularità. Sono i tratti che caratterizzano il nuovo concept della cucina Minà, ridisegnata in versione Mini, e pensata per poter essere collocata in tutti gli spazi, anche all’interno degli appartamenti di città.
Un oggetto di design unico e originale, ma allo stesso tempo pratico e funzionale. Lavaggio, piano cottura ed elettrodomestici possono essere integrati in questa mini-cucina che renderà unici anche  spazi più modesti. Le singolari manopole Tomato vengono recuperate con audacia a richiamo del design proto-industriale che contraddistingue la linea Minà, in grado di inserirsi e fondersi con ogni tipo di ambiente: moderno, tradizionale, classico.

Le nuove dimensioni sono concepite per poter collocare Mini Minà in spazi contemporanei, dal più ampio al più ridotto, con la possibilità di accessoriare la cucina con diverse tipologie di elettrodomestici. Materiali tecnologici rendono la cucina un ibrido fra design e innovazione.
Dai pannelli in agglomerato ligneo ad alta densità che conferiscono solidità e durevolezza, ma anche praticità, all’esclusivo work-top realizzato in resina termoplastica ottenuta con l’ausilio di nanotecnologie di ultima generazione, in grado di racchiudere in sé raffinate soluzioni estetiche e prestazioni tecnologiche all’avanguardia.

Soluzioni tecnicamente evolute ed elementi dal design essenziale che garantiscono, anche in spazi contenuti, risultati compositivi originali dove il colore e la versatilità diventano un valore aggiunto al suo stile già inconfondibile, che oggi si apre alle esigenze quotidiane degli appartamenti delle nostre città.

Immagini e info: Minacciolo

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CAFElab | studio di architettura


27 Maggio 2014 / / Design

Quando l’ho vista non ho potuto trattenermi dal salvarla…
Alzi la mano chi non si è mai seduto in una di quelle sedie di plastica dura, generalmente rosse o nere con le gambe in ferro. Quante sale d’attesa o meglio ancora aule di scuole e università ne sono costellate!
Verissimo!
Ma in questa veste io non le avevo mai viste!
Un’idea originale per riportare in vita vecchie sedie semplicemente riassemblandone seduta e gambe SOPRATTUTTO se non centrano nulla l’una con le altre!

Bella la scelta del colore della seduta abbinata al legno della struttura!