3 Giugno 2014 / / Filò

Quante volte vi sarete trovati chiusi in casa, la pioggia fuori e i bimbi dentro irrequieti e scontenti?
Quest’idea l’ho rubata dal web un po’ per passione mia personale, un po’ per risolvere momenti come quello appena descritto.
Il progetto è facilissimo, servono:
– stoffe, ad esempio vecchie lenzuola;
– forbici, ago e filo;
– passamaneria per i più ardimentosi;
– due chiodini.

Sfruttando il passaggio di una porta sarà sufficiente realizzare un foro da decorare come più ci piace e la scenografia del piccolo teatro casalingo è pronta!!!

3 Giugno 2014 / / Architettarte

occorrente:
nastri adesivi colorati – (Washi tape)
tea light
bicchieri di vetro

Oggi un’idea semplicissima per decorare la tavola e non solo… 
…perfette da coordinare con i dettagli delle nostre “mise en place”.

3 Giugno 2014 / / Design

Hello! Sono Elisabetta del blog Italian Bark e oggi sono felice di venire ad abbaiare un po’ qui da Alessia, nel suo blog che tanto mi piace. Immagino che anche voi, come la padrona di casa, siate appassionati di stile nordico e atmosfere scandinave, di linee pulite, ambienti luminosi e case calde e confortevoli (la casa dei sogni di Alessia infatti, ci ha rivelato in Italian Bark, è proprio cosi!).

Quale luogo più adatto, quindi, se non questo per mostrarvi qualcosa dal mio ultimo viaggio a Copenhagen, capitale del design che tanto ci piace? E per un piccolo riassunto dei luoghi di design da visitare in questa città, dove, tra l’altro, Alessia e altre blogger avranno la fortuna di andare a breve proprio grazie a quel concorso IKEA Blog-in che ci ha fatto incontrare?

Bene, ecco una piccola mappa del design fatta dal cagnetto rosa apposta per voi. Una mappa di quei locali che a mio avviso sono un “must”, anche se vi devo confessare che io per mancanza di tempo non sono riuscita a vederli tutti… Ma mi tengo questo post come promemoria per il mio prossimo viaggio a Copenhagen, perché, questo è certo, ci devo tornare!

Hello! I’m Elisabetta from Italian Bark blog, and today I’m happy to bark a little bit here in Alessia’s blog, that I like so much. Probably you, as Alessia does, love Nordic style interiors and Scandinavian mood, clean lines, bright spaces and cosy houses…

So, what’s better than a blog like this for sharing some design places I’ve visited in my last travel in Copenhagen? And for a short guide about those places that in my opinion are a “must” for design addicted? Here some interiors (shops, restaurants and hotel) I’ve selected for you… and for Alessia, who will have the chance to travel to Copenhagen with some other bloggers in few days:)

1. VIPP flagship store (Ny Østergade, Copenhagen)

Questo brand danese è diventato una icona grazie a un noto cestino!

Nei giorni in cui mi trovavo a Copenhagen, Vipp ospitava anche un temporary store di Bodie and Fou e un contest di styling fra blogger europei. Ecco alcune immagini!

This Danish brand has become a design icon with its well known bins!

During the days I was in Copenhagen, it has also hosted a beautiful concept store by Bodie and Fou and a styling contest among some European design bloggers. Here some pics!

via BODIE and FOU

2. Muuto Showroom (Østergade 36-38)

Ho avuto il piacere di visitare lo showroom e gli uffici del noto marchio scandinavo Muuto… Che dire, sarebbe un sogno lavorare qui!

I have been the chance and pleasure of visiting Muuto showroom and offices… Such an inspiring place for working in!

Images by ©italianbark

3. HAY House (61 Østergade)

Collocato in una bellissima zona pedonale e molto vicino allo showroom di Muuto (2), Hay è un must per gli amanti del design scandinavo e degli articoli di cancelleria. Pieno di oggetti speciali per la casa e l’ufficio!

Located in a lovely pedestrian square, very close to Muuto (2), this is a must for design addicted and stationary lovers. Full of special objects for home and office.

Image 1: ©italianbark. Images 2-3: via hipshops.

4. Stay Apartment Hotel (Islands Brygge 79)

Stay è molto più di un semplice hotel. Infatti è un complesso che mette insieme 180 appartamenti con 12 stili diversi per andare incontro alle necessità di ogni tipo di ospite, prediligendo comunque il minimalismo scandinavo. Rifatevi gli occhi con una visita al loro sito!

Stay is more than just a hotel. It actually brings together 180 hotel/apartments in 12 different styles, all rooted in comfortable Scandinavian minimalism. 

via The Designer Pad

5. The Standard Copenhagen (Havnegade 44)

The Standard Copenhagen è un ristorante e locale jazz che si sviluppa su tre livelli. È stato progettato dal duo italo-danese GamFratesi e si trova in un particolare palazzo storico con interni dallo stile contemporaneo.

The Standard Copenhagen is a three level restaurant and jazz club designed by Danish-Italian design duo GamFratesi, located in a historical building but with a very contemporary interior design.

via Trendland

6. Restaurant Radio (Julius Thomsens Gade 12)

Restaurant Radio prende il suo nome dalla vecchia Radio House della città, ed è stato disegnato dal giovane studio danese HolmbäckNordentof che afferma di aver portato qui dentro l’essenza dei materiali nordici, combinandoli tra loro in un modo originale per dare all’ambiente un carattere unico.

The Restaurant Radio takes its name from the city’s old Radio House, and its interior was designed by young Danish design firm HolmbäckNordentof: “We have taken the essence of Nordic materials, and combined them in a distinct way to give the place its character”.

via Yellowtrace

7. Höst Copenhagen (Nørre Farimagsgade 41)

Questo bellissimo ristorante è stato progettato dallo studio Norm Architects che ha creato un ambiente accogliente e minimale al tempo stesso, in un mood rustico tipicamente scandinavo.

This beautiful restaurant has been designed by Norm Architects, who have created a very cosy yet minimalistic space in a rustic Scandinavian mood.

via dezeen

Ora non mi resta che augurarvi buon viaggio!

So, what else to say… enjoy your Scandinavian travel!

Foto in alto: Society6. 

Ti potrebbero anche interessare:

L’articolo Guest post by Elisabetta from Italian Bark: Copenhagen Design guide sembra essere il primo su Interior Break.

3 Giugno 2014 / / Architettura

dettagli home decor
L’architetto italiano Luca Zanaroli  ha dato nuova vita ad un piccolo trullo saraceno immerso nella campagna di Ostuni, in Puglia.  Un progetto davvero interessante che vede la ristrutturazione e l’ampliamento di una costruzione rurale di soli 40 metri quadrati che ora ha raggiunto una superficie complessiva di 120 metri quadrati.
L’atmosfera rustica tipica della casa è stata mantenuta intatta ed è stata resa ancora più particolare grazie a un rinnovamento unico e studiato con estrema cura, inserendo anche diversi elementi dal design decisamente moderno.
La casa esternamente è stata dotata di pavimenti in legno e di una base in cemento spazzolato che corre lungo tutto il perimetro dell’abitazione, dove purtroppo non è stato possibile recuperare la pavimentazione esistente.
Internamente la nuova costruzione è accogliente e risalta il forte contrasto fra le originarie pareti in pietra e l’intonaco utilizzato per ricoprire i nuovi spazi, il tutto si combina in perfetta armonia. Internamente lo spazio è caratterizzato da una piacevole palette di toni naturali, pochi elementi d’arredo e una ricca selezione di oggetti artigianali di provenienza locale. La cucina è fantastica, dotata di ampie vetrate che si affacciano direttamente su un ponte di legno che ospita la zona pranzo all’aperto. Immerso nel vicino uliveto un piacevolissimo patio a bordo piscina completo di divani e complementi.
Ora la casa è diventata un’oasi moderna immersa in una struttura tradizionale, un perfetto esempio di come l’architettura contemporanea possa convivere con l’architettura e le tradizioni passate.

dettagli home decor

dettagli home decor

dettagli home decor

dettagli home decor

dettagli home decor

dettagli home decor

dettagli home decor

dettagli home decor

dettagli home decor

dettagli home decor

dettagli home decor

dettagli home decor


dettagli


3 Giugno 2014 / / News

Ieri riflettevo sul fatto che da più o meno Aprile sono un po’ latitante, ma sto avendo un po’ di cose da fare off-line e mio malgrado non riesco a dedicarmi al blog come vorrei. Ho ancora un sacco di foto di case fighe che campeggiano sole e abbandonate sul mio pc, per dire. Povere. Però ho qualcosa di molto interessante che bolle in pentole e che in realtà non c’entra con l’interior. Visto che se non faccio trecento cose non sono contenta, ho deciso qualche tempo fa di dedicarmi anche all’altra mia grande passione: le scarpe. Avanguardia pura, lo so, ma molte di voi capiranno il legame intrinseco tra le parole “passione” e “scarpe”, vero? 🙂
Per ora comincerò con un modello di sneakers, e avrò bisogno di almeno 7 persone che ne ordinano un paio, ma vi racconterò i dettagli quando tutto sarà pronto. 
Stay tuned!


English text

Yesterday I was reflecting on the fact that more or less from April I’m a bit ‘on the run, but I’m having lots of things to do off-line and against my will I can not dedicate myself to the blog as I would like to. I still have a lot of pictures of cool houses that stand alone and abandoned on my pc. Poor things. But I have something very interesting that bubbles in pots, even if it has nothing to do with interior design. If I don’t do three hundred things I’m not happy, so I decided to dedicate some time to my other great passion: shoes. Pure vanguard, I know, but many of you will understand the intrinsic link between the words “passion” and “shoes”, right? 🙂 
For now I will begin with a model of sneakers, and I’ll need at least 7 people who order a pair, but I will tell you the details when everything is ready. 
Stay tuned!


3 Giugno 2014 / / Decor

La carta da parati vi sembra troppo invasiva, ma non potete resistere al richiamo della foresta? Accessoriatevi. O meglio, accessoriate la vostra casa 🙂 Per i meno coraggiosi anche qualche piccolo dettaglio può bastare perchè, si sa, è quello che fa la differenza. Il tema della giungla e della natura è molto versatile e si sposa con vari stili, dall’etnico al boho chic. Ma attenzione, la moda non ammette tutto! Io credo che la scelta migliore sia accostare dettagli verdi ed esotici a uno stile un po’ eclettico, con qualche tocco vintage, ma pulito ed essenziale. Ovviamente il tutto va infarcito di piante e piantine! Ecco la mia top 3:
1. Legno e vimini
Per i mobili, mid-century style in legno non troppo scuro, per non sfociare nello stile etnico. Vimini a tutto andare per sedie, poltroncine e pouf!


Fonti immagini: (1), (2), (3)

2. Ori e ottoni
Da bravi esploratori del deserto di inizio secolo. L’ideale per l’effetto wow secondo me è puntare sulle lampade. Se volete dettagli meno evidenti, vanno bene anche la finitura di uno specchio, le maniglie delle porte, o angolini ancora più nascosti come piedini di mobili e sedie. Ma la prima soluzione è la mia preferita, soprattutto se si sceglie un design retrò di primo novecento 🙂


Fonti immagini: (1), (2), (3)

3. Stampe tropicali
Ovviamente le irrinunciabili palme e foglie di banano, possibilmente senza troppi fronzoli, ma con qualche finitura fluo. Un altro protagonista di cui non si può fare a meno è il fenicottero, che è tornato in auge e per cui io ho un debole da sempre, e che in qualche modo ci voglio ficcare in mezzo <3

Fonti immagini: (1)(2)(3)
3 Giugno 2014 / / Decor

Che il mondo dei rivestimenti si stesse evolvendo molto in fretta già lo sapevamo… Ma io e le altre blogger invitate a questo evento/inaugurazione -Emily di Hugs and Violence e Alice di The Peppermint Land– abbiamo avuto modo di “toccare con mano” (nel senso letterale del termine) le novità del settore.

Superfici Evolutive gioca molto sulla materia, facendo in modo di soddisfare sia il senso della vista che quello del tatto: basta toccare una superficie tessile (tessuto + resina) o una parete dipinta con un composto d’argilla (materia organica) per capire che non si tratta di un semplice rivestimento o di banale colore.
Un effetto molto raw, come piace a me, come se la natura fosse entrata in casa e si fosse accomodata sui pavimenti, le pareti e persino sui mobili. La cucina dello showroom ne era l’esempio perfetto: sembrava un monolite di pietra, quando in realtà è stata rivestita con essa solo di un sottilissimo film, con le venature originali ben visibili.

Chiaramente ho apprezzato molto anche lo styling, totalmente in linea con lo stile grezzo e materico, un vero tocco di classe!

Grazie ad Eleonora del network Blog Arredamento per questa bella opportunità! 😉

3 Giugno 2014 / / Design

Ha davvero ancora senso oggi parlare di design come se fosse qualcosa di vivo e soprattutto? Se lo è chiesto Chiara Alessi nel suo saggio edito da Laterza, che in 160 pagine si propone come guida ai limiti della tassonomia su tutto il design italiano dei cosiddetti Anni Zero, giungendo ad una risposta totalmente affermativa.

Appassionati ed addetti ai lavori non potranno fare a meno di leggerlo, perché la presenza culturale del nuovo design italiano di tutti gli ultimi 20 anni è indiscutibile ed articolatissima, anche se attraversa al tempo stesso una fase di crisi di identità proprio per le innumerevoli facce che ha assunto.
L’autrice le ha categorizzate, suddividendo le tendenze in altrettante scuole, tra le quali spiccano quella dei Retro Chic e dei Soft Pop, che applicano ed adattano un codice stilistico che affonda le radici negli anni ’90 e caratterizzato da firme riconoscibili; abbastanza affini sono i Neopost, che esaltano e proseguono l’attività di grandi maestri del passato; oppure ancora gli Empiristi, coloro che badano più alla materia utilizzata che all’oggetto in sé, ed al tempo stesso esaltano l’importanza della serie rispetto al singolo oggetto in essa contenuto.

Queste sono solo alcune delle scuole individuate, ma vi suggeriamo davvero di scoprirle tutte immergendovi in questo breve saggio in grado di fornire uno schema preciso della progettazione e del design industriale Made in Italy più recente e di tutta la sua vivace eterogeneità.

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3 Giugno 2014 / / Decor

Ciao!
oggi vi porto nel mondo VAIOLET 
-progetti d’arte variabile-
Vaiolet è “paragonabile ad un piede di bambina che si ciondola dentro una scarpa da sera. Li, nascosta, cura i suoi fiori”
La prima volta che incontro Vaiolet  é a Orsobosco a Bolzano, 
resto a bocca aperta perché quello che vedo è un mondo perfetto, un mondo fatto come lo immagino io, piedo di colori, di forme divertenti, immagino personaggi meravigliosi popolare il villaggio di casine e mulini a vento…
si, io nel mondo di Vaiolet ci starei proprio bene!

Ogni casina è un pezzo unico, realizzato a mano e decorato con terre naturali.
Ogni particolare, come le finestre e le porte sono disegnati e pensati uno ad uno.

Le piccole casine sono poi provviste di un piccolo foro posteriore
che consente l’inserimento di una piccola luce.
Ho reincontrato di genitori di Vaiolet nelle due manifestazioni – autunnale e primaverile – di Strassoldo, ho ammirato nuovi pezzi, di nuovo son rimasta incantata dalla bravura, daslla fantasia, dalla semplicità del mondo di Vaiolet.

Una delle ultime novità di Vaiolet è stata la TVSTORIE!
Eccola, boh che dire, è troppo bella,
e si può acquistabile in kit, completo di tutti gli elementi!

Vaiolet recupera vecchi legni, vecchi pallet, li tratta poi con olio di lino cotto e li trasforma in progetti d’arte geniali e di straordinaria bellezza

come questo “antico albero”, la cui storia la potete leggere QUI

Potevo tornarmene a casa a mani vuote?
Eccerto che no!
ho comprato il mio piccolo mulino,
lo devo ancora costruire, ma il piccolo kit è provvisto di tutto e la cosa bella è che sarà proprio come piace a me

Il mio mulino diventerà una lucina. Peccato i miei ragazzi siano ormai grandi, avrei adorato mettere nella loro stanza una casina-lucina così… e ditemi, che colori mi suggerite di fare?

Passate a trovare VAIOLET,
vi piacerà un sacco!
Un abbraccio,

3 Giugno 2014 / / Architettura

Ecco il recupero di un’antica fattoria catalana a cura di ZEST Architecture. naturalmente materiali e arredi sono prettamente moderni e ben si sposano con la matericità delle murature antiche riportate a vista e con la struttura del tetto in legno.

Via HomeAdore


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CAFElab | studio di architettura