3 Giugno 2014 / / Architettura

dettagli home decor
L’architetto italiano Luca Zanaroli  ha dato nuova vita ad un piccolo trullo saraceno immerso nella campagna di Ostuni, in Puglia.  Un progetto davvero interessante che vede la ristrutturazione e l’ampliamento di una costruzione rurale di soli 40 metri quadrati che ora ha raggiunto una superficie complessiva di 120 metri quadrati.
L’atmosfera rustica tipica della casa è stata mantenuta intatta ed è stata resa ancora più particolare grazie a un rinnovamento unico e studiato con estrema cura, inserendo anche diversi elementi dal design decisamente moderno.
La casa esternamente è stata dotata di pavimenti in legno e di una base in cemento spazzolato che corre lungo tutto il perimetro dell’abitazione, dove purtroppo non è stato possibile recuperare la pavimentazione esistente.
Internamente la nuova costruzione è accogliente e risalta il forte contrasto fra le originarie pareti in pietra e l’intonaco utilizzato per ricoprire i nuovi spazi, il tutto si combina in perfetta armonia. Internamente lo spazio è caratterizzato da una piacevole palette di toni naturali, pochi elementi d’arredo e una ricca selezione di oggetti artigianali di provenienza locale. La cucina è fantastica, dotata di ampie vetrate che si affacciano direttamente su un ponte di legno che ospita la zona pranzo all’aperto. Immerso nel vicino uliveto un piacevolissimo patio a bordo piscina completo di divani e complementi.
Ora la casa è diventata un’oasi moderna immersa in una struttura tradizionale, un perfetto esempio di come l’architettura contemporanea possa convivere con l’architettura e le tradizioni passate.

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3 Giugno 2014 / / Design

Ha davvero ancora senso oggi parlare di design come se fosse qualcosa di vivo e soprattutto? Se lo è chiesto Chiara Alessi nel suo saggio edito da Laterza, che in 160 pagine si propone come guida ai limiti della tassonomia su tutto il design italiano dei cosiddetti Anni Zero, giungendo ad una risposta totalmente affermativa.

Appassionati ed addetti ai lavori non potranno fare a meno di leggerlo, perché la presenza culturale del nuovo design italiano di tutti gli ultimi 20 anni è indiscutibile ed articolatissima, anche se attraversa al tempo stesso una fase di crisi di identità proprio per le innumerevoli facce che ha assunto.
L’autrice le ha categorizzate, suddividendo le tendenze in altrettante scuole, tra le quali spiccano quella dei Retro Chic e dei Soft Pop, che applicano ed adattano un codice stilistico che affonda le radici negli anni ’90 e caratterizzato da firme riconoscibili; abbastanza affini sono i Neopost, che esaltano e proseguono l’attività di grandi maestri del passato; oppure ancora gli Empiristi, coloro che badano più alla materia utilizzata che all’oggetto in sé, ed al tempo stesso esaltano l’importanza della serie rispetto al singolo oggetto in essa contenuto.

Queste sono solo alcune delle scuole individuate, ma vi suggeriamo davvero di scoprirle tutte immergendovi in questo breve saggio in grado di fornire uno schema preciso della progettazione e del design industriale Made in Italy più recente e di tutta la sua vivace eterogeneità.

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3 Giugno 2014 / / Architettura

Ecco il recupero di un’antica fattoria catalana a cura di ZEST Architecture. naturalmente materiali e arredi sono prettamente moderni e ben si sposano con la matericità delle murature antiche riportate a vista e con la struttura del tetto in legno.

Via HomeAdore


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CAFElab | studio di architettura