17 Giugno 2014 / / Design

17 Giugno 2014 / / Design

17 Giugno 2014 / / Design

17 Giugno 2014 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor
L’architetto brasiliano Guilherme Torres  firma questo straordinario progetto reso unico da un perfetto mix&match di colori che diffonde calore e allegria in tutta la casa.

Creato per una coppia di Londra che ha deciso di tornare a vivere a San Paolo, il progetto in corso d’opera si è trasformato in una ristrutturazione su larga scala e non può un restyling degli  interni.    
Lo spazio, complessivamente 350mq di superficie, è stato completamente reinventato. Al piano terra sono state inserite le camere da letto dei bambini e un’area giochi dedicata a loro; nel piano interrato è stato creato un ampio living e la cucina. Il giardino con piscina sono stati aggiunti al piano seminterrato creando un gradevolissimo spazio di vita centrale ricco di verde.

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17 Giugno 2014 / / Design

 

Marcel Wandersè designer che non ha bisogno di presentazioni: il suo brand Moooi ha aggiunto una O alla parola olandese “mooi” che significa per l’appunto “bello”, con l’intento di gridare l’obiettivo che questo eclettico progettista si prefigge ogni volta che impugna la matita per creare.

La collezione Zio, di cui vi presentiamo questa poltroncina con sgabello poggiapiedi a comporre una longue chair, non è da meno, ed è pensata con cognizione di causa per “sparare” dei contorni netti fondendoli con morbide ed avvolgenti linee di design.
La struttura è in resistente legno di rovere, e su di essa sono installati i morbidissimi cuscini: lo stesso scenario viene proposto per lo sgabello abbinato, in un sistema che suscita il pensiero di un placido riposo solo a guardarlo.
Merito anche dello speciale tessuto “tartanic”, ideato dallo stesso Wanders che ha reinterpretato il classico tartan scozzese, il che va ad acuire quel forte sentore vintage che ammanta le forme fluide della seduta.

Non è certo un complemento d’arredo qualsiasi, perché è perfetto per stimolare la fantasia e l’immaginazione!

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17 Giugno 2014 / / Idee

A 19 anni, 
dopo aver fallito il test per entrare a scienze diplomatiche (mentre la mia amica, che l’aveva fatto tanto per fare, che quella facoltà le faceva schifo ed era disperata d’amore e intenzionata ad andare in Francia, lo ha passato alla grande, lei!),
 non sapevo davvero che direzione dare alla mia vita.
Di li a poco l’idea di andare via un anno.
Divento ragazza alla pari, un’au pair.
Vado a vivere a Londra, a Putney
la mia nuova famiglia ha tre bambini 
Ben di soli 6 mesi, Beth di 3 anni e Jenny di 5.
 

 

Solo una volta lì, scopro (non mi era stato negato, semplicemente l’info non mi era arrivata), 
che i due più piccoli sono, o meglio, saranno bimbi diversamente abili.
Li ho amati da morire i due più piccoli, Bethy col suo modo divertente di parlare mi faceva morire, era una bimba dolcissima
“I don’want to”, mi diceva battendo i piedi, poi faceva tutto lo stesso…
Conservo mille ricordi di questa famiglia, 
ricordo l’espressione di Isobel quando le hanno diagnosticato la grave malattia di Ben. 
Ricordo il suo sguardo triste, la sua disperazione composta. 
Anni dopo, in un bigliettino di Natale, dove accennava alla situazione di Ben, mi scrisse ” devo aver fatto proprio qualcosa di brutto in un’altra mia vita per vivere questo oggi”.
Ho provato una pena infinita.
 
In questa famiglia si è cercato con tanta forza, pazienza, buon umore, intelligenza e amore, 
di dare e di fare il meglio per questi bambini, 
per poter garantire loro  un futuro possibile.

Assieme a Isobel facevo mille giochi per stimolare e divertire i più piccoli e si,

in questa casa c’è sempre stata tanta allegria, tanti sorrisi, tanta pazienza.
In questa casa i genitori quando potevano partire per un we da soli, lo facevano senza pensarci due volte…
ora capisco il valore fondamentale di quelle uscite
era necessario per vivere, o sopravvivere, per rifare il pieno di energia, per affrontare con la giusta forza ogni singola giornata della vita di quei bambini. 
 
Non ci siamo mai lasciati.
Sono tornata da loro tutte le estati fino alla fine dell’università, 
per un po’ li ho potuti vedere crescere.
Poi gli incontri si son fatti più radi e mi sono 
accontentata delle news annuali che mi mandavano a Natale
 
 
Due settimane fa ho rivisto Isobel e Neil a Venezia, da folli che sono hanno voluto partecipare alla Vogalonga. E’ stato così bello tornare a parlarci, ascoltare il loro modo divertente di raccontare la loro vita e quella dei miei, ora, ragazzi. 
Sia Beth che Ben vivono in piccole strutture dove persone competenti e capaci li aiutano a gestire al meglio le loro necessità, 
sono felici, stanno bene. Jenny, la più grande è una giovane donna in carriera.
Ammiro profondamente questa coppia, che ha saputo guardare avanti sempre, che ha studiato e si è battuta per dare ai figli il giusto sostegno.
Penso davvero che non ci sia strumento più potente dell’amore, 
è stato un incontro fortunato il mio, 
uno di quelli che porto nel cuore e che ho voluto condividere qui con voi oggi.
 
credits: the last pic “Beth and me” is my own as well as the greeting card one
all the others are my pinterest
 
Ciao

17 Giugno 2014 / / Coffee Break

Questa casa particolarissima si trova a Sao Paulo, in Brasile, ed è stata realizzata dall’architetto Felipe Hess, ispirandosi, pare, alle abitazioni europee, portoghesi nello specifico.
La casa appartiene ad una coppia di avvocati, appassionati collezionisti di opere d’arte e pezzi di design, che sapientemente qui hanno trovato posto e contribuiscono a caratterizzare gli ambienti.
Nonostante comunque arredi con tanto di nome e cognome, la casa appare comunque spoglia, il rigore progettuale è stato mantenuto, ed emerge in ogni ambiente.

  

Via Casa Vogue


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CAFElab | studio di architettura


17 Giugno 2014 / / Design

Servono spiegazioni? Semplicemente un’idea davvero originale… una vecchia valigia ridipinta a cui applicare dei piedini in tinta!
Che ci sia d’ispirazione! Buon viaggio a tutti i vacanzieri! Noi oggi emigriamo al mare!

16 Giugno 2014 / / Ecce Home

Finalmente sono andata a vedere la mostra “Frida Kahlo” alle Scuderie del Quirinale da cui sono tornata entusiasta e con tanta di voglia di Messico e di colori intensi.
Così ho deciso di  mostrare questa casa, realizzata su progetto degli architetti Steven e Cathi House di San Francisco, nel centro storico di San Miguel de Allende, in Messico.
Ciò che la caratterizza è il tipico patio che abbraccia un albero di melograno, su cui si aprono  soggiorno cucina e sala da pranzo, ed i colori intensi delle pareti interne ed esterne: color mango, blu cobalto, e verde tenue.
Altri elementi interessanti sono  la pavimentazione del giardino interno in ciottoli colorati (il resto della casa ha un pavimento in pietra grigia posata ad opus incertum), il mosaico nella doccia, la scala sinuosa e le ampie finestre da pavimento a soffitto che creano continuità tra gli spazi interni ed esterni.
Per concludere una casa solare che realizza un felice connubio tra tradizione messicana e stile contemporaneo.

Contemporary style and Mexican tradition in San Miguel de Allende

Finally I went to see the exhibition “Frida Kahlo” at the Quirinal Stables from which I came back excited and with so much desire to Mexico and intense colors. 
So I decided to show this house, built by the architects Steven and Cathi House in San Francisco in the historic center of San Miguel de Allende, Mexico. 
What characterizes the house is the typical patio  embracing a pomegranate tree, on which they open kitchen, living room and dining room, and the intense colors of the interior and exterior walls: mango, cobalt blue, and light green. 
Other interesting elements are the paving of the courtyard garden in colored pebbles (the rest of the house has a stone floor laid to “opus incertum”), the mosaic in the wall of the shower, the winding staircase and large windows from floor to ceiling, to create  continuity between the spaces internal and external. 
Finally, a home solar energy that reaches a happy blend of traditional Mexican and contemporary.