2 Settembre 2014 / / Luxemozione

Link all’articolo originale: PLDC 2015 a Roma, non possiamo mancare!

articolo scritto da: Giacomo

Il 2015 sarà un anno ricco di appuntamenti importanti per il mondo dell’illuminazione, non dimenticate infatti che quello che verrà sarà l’anno internazionale della luce, International Year of Light 2015, vi rimando in merito ai vari articoli pubblicati su Luxemozione. Un anno importante per noi italiani, il 2015 sarà anche l’anno dell’Expo di Milano, che però, ad oggi, poco ha coinvolto il mondo della luce, ma siamo fiduciosi per i mesi che verranno, ma soprattutto sarà l’anno di PLDC 2015 che la prossima edizione avrà sede a Roma.

Speriamo il 2015 sia dunque l’anno della svolta per noi Italian Lighting Designer!

PLD-C Professional Lighting Convention è un evento a cadenza biennale, ha raggiunto la sua 5° edizione ed è organizzata da VIA-Verlag editore della rivista PLD. E’ un appuntamento imperdibile sia per i professionisti che altri attori di settore illuminotecnico, rappresenta un’opportunità di incontro, aggiornamento e scambio unica per progettisti, lighting designer, ricercatori, università, aziende e committenti internazionali. Per maggiori dettagli vi rimando ad un articolo pubblicato qualche mese fa sulla scorsa versione di PLDC 2013 a Copenhagen.

Qua di seguito un video che spiega nel dettaglio cos’è PLDC.

PLDC 2011 from VIA-Verlag on Vimeo.

Un appuntamento assolutamente da non perdere, soprattutto quest’anno che, come dicevo, avrà sede in terra italica. Quindi nessuna scusa (ed il commento mi riguarda in prima persona), questa volta imperativo è esserci, anche solo a seguire le varie conferenze.

Per chi fosse invece intenzionato a partecipare attivamente come relatore, dovete sapere che da ieri, primo settembre, fino al 14 novembre 2014 , è aperto il call for paper per PLDC 2015 , questo significa che è possibile inviare una proposta su un argomento legato all’illuminazione o alla progettazione della luce che sta particolarmente a cuore e che verrà esposto, appunto, durante l’evento internazionale.

Maggiori informazioni sul call for paper per PLDC 2015 sono disponibili sul sito dell’evento, mentre la sottoscrizione del tema da trattare è possibile sempre dal sito ufficiale nella sezione submission form

Come in passato anche l’edizione prossima di PLDC 2015 sarà costruita attorno a 4 tracce cardine riguardanti la luce:

I primi 3 argomenti sono generalmente fissi

1 Casi studio

2 Ricerca

3 Professione lighting designer

Il quarto tema cambia a seconda dell’edizione, nell’edizione romana di PLDC  il quarto argomento chiave sarà Luce e cultura.

La traccia riguarderà progetti d’illuminazione di recente realizzazione in grado di mostrare come il fare illuminazione all’interno di musei, gallerie d’arte, beni culturali, ecc, si è evoluto, come diverse culture percepiscono la luce e di conseguenza come questo influenza il lighting design.

Per maggiori dettagli sulla quarta traccia di PLDC 2015 date un occhio nella sezione dedicata sul sito ufficiale dell’evento

Tutti i temi trattati saranno visionati da 3 lighting designer indipendenti, esperti e professionali, selezionati dalla comunità internazionale di lighting; la lista finale dei relatori sarà pubblicata all’inizio del 2015.

Mi raccomando non mancate!

 

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Link al post originale:PLDC 2015 a Roma, non possiamo mancare!

Copyright © Giacomo Rossi.

2 Settembre 2014 / / La Tazzina Blu

Come sapete quest’anno le ferie le ho dedicate ad alcune città del Belgio, Paese molto spesso snobbato dal turismo di massa senza alcuna ragione.
Non fraintendetemi, i turisti c’erano eccome, ma non si sente parlare molto spesso di questo Paese come una meta dove trascorrere le vacanze o passare un weekend romantico. Bruxelles è stata la nostra “base” e da lì abbiamo deciso di muoverci giornalmente per esplorare anche Bruges e Gent, due “bomboniere” dall’architettura affascinante, un mix di medioevo, art nouveau e contemporaneità! Il genere di mix che rende una città degna di essere visitata….E fotografata 🙂

Bruxelles

Come ogni capitale che si rispetti a Bruxelles ogni quartiere è diverso, quasi come fossero tante città distinte con caratteristiche a sé stanti. Noi abbiamo tentato di visitarla per intero ma credetemi, Bruxelles è veramente enorme e si può trovare veramente di tutto: dal gotico delle cattedrali al neoclassico della sede della Borsa, passando per grattacieli ed edifici modernissimi.
La piazza principale è qualcosa di maestoso ed ogni giorno è brulicante di turisti (e di carrozze con i cavalli che portano in giro i sopracitati) ma è come se si respirasse l’aria di un’altra epoca. Per un soffio ci siamo persi un evento che si svolge ogni due anni (uno dei tanti motivi per tornarci) proprio in questa piazza: il Brussels Flower Carpet.

Naturalmente non posso non accennare all’esperienza vissuta nel negozio Dille&Kamille. A parte il nome semplicemente bellissimo (grazie al quale mi sono sentita moralmente obbligata ad entrare e a spendere i miei soldi) questo posto è il paradiso delle home-shoppers compulsive perchè:
  1. c’è di tutto per l’ambiente casa: dal pentolame agli attrezzi da giardinaggio, dalle ciotoline in bambù per la salsa di soia alle spazzole per lavare i piatti, dagli asciugamani alle confetture biologiche.
  2. costa tutto pochissimo.
  3. bastano i primi due punti, no?
Dille&Kamille è una catena, e come tale ha molti negozi (purtroppo tutti concentrati in Belgio e Olanda), ma l’atmosfera che si respira dentro è quella che si troverebbe in una bottega di altri tempi. Musica classica, personale che indossa il grembiule, profumo di legno. Ahhhhh, sarebbe da passarci un’intera giornata (e credetemi, l’ho fatto eheheh).

Bruges

Città molto poetica e “coccolosa”, Bruges è diventata molto turistica grazie al film In Bruges (che consiglio caldamente) e di conseguenza ha perso un po’ di genuinità rispetto a molti anni fa, quando l’ho visitata per la prima volta. Per godersela fino in fondo consiglio di spostarsi dal centro per esplorare le zone meno frequentate ed assaporare un waffle al cioccolato o una birra belga lontano dalla ressa dei turisti. Appena ci si allontana dal centro infatti si ha la possibilità di starsene col naso all’insù per osservare le casette (colorate e non) che caratterizzano Bruges. Inutile dire che sono semplicemente adorabili e apprezzo la cura degli abitanti nel decorare le facciate con piante rampicanti e fiori a cascata 🙂

Gent

Nonostante il cielo grigio e la pioggia costante, credetemi, questa città è una delle più romantiche del mondo. Sarà per le sue cattedrali disposte tutte in fila, i suoi corsi d’acqua o il castello medievale, fatto sta che noi ce ne siamo innamorati e speriamo di tornarci anche in futuro.

Spero che il resoconto vi sia piaciuto 😉 Ci vediamo al prossimo post!
Stay tuned 😉
2 Settembre 2014 / / diotti.com - ArredaClick

Se è vero che i dettagli fanno la differenza allora le diverse venature del legno rendono unici i piani dei tavoli di Miniforms.
Più volte abbiamo sottolineato come sia proprio il legno il protagonista della collezione di quest’azienda e ve ne abbiamo già parlato in questo articolo. Quando ultimamente Miniforms ci ha inviato nuove foto dei loro prodotti abbiamo notato con piacere la presenza di immagini e dettagli che possono aiutarci ad esprimere al meglio questo concetto.

Il moderno tavolo Gustave è disponibile in diversi modelli, dimensioni e finiture. È l’originale e minimalista struttura a gambe incrociate a catturare subito l’attenzione ma è il legno a caratterizzare l’arredo.
L’importante spessore e il bordo irregolare del piano sono elementi distintivi di questo modello di tavolo ed è la scelta del legno a determinarne l’aspetto finale. Un materiale così antico riesce sempre a sorprendere e a farsi apprezzare in tutte le sue varianti.

Il legno nella finitura rovere termotrattato ha un aspetto caldo e deciso, addolcito da venature in una sfumatura più chiara. Un colore così scuro, unito ad un bordo lavorato ma non regolare e ad uno spessore di 3 cm, è un importante dettaglio da non sottovalutare nella scelta di un arredo simile.

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Tavolo Gustave con piano in legno rovere termotrattato

Il legno nella finitura abete antico ha una superificie semigrezza apprezzabile sia alla vista sia al tatto. Guardando il piano si possono notare irregolarità, venature e nodi propri del legno, ancor più evidenti passando dolcemente la mano sulla superficie. L’aspetto finale è rustico e grezzo e suggerisce l’atmosfera tipica delle case di montagna.

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Tavolo Gustave con piano in legno abete antico

Il legno nella finitura rovere naturale ha al contrario un aspetto fine ed elegante che rende il tavolo discreto ed equilibrato. La superficie liscia al tatto è impreziosita da leggere striature notabili solo alla vista.

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Tavolo Gustave con piano in legno rovere naturale

Questi tre esempi fanno capire come le diverse finiture di un materiale possono cambiare totalmente l’aspetto e le sembianze di un arredo. Scegliendo il piano del tavolo in un determinato legno rispetto ad un altro si possono creare ambientazioni totalmente differenti e arredare case dallo stile più diverso.

2 Settembre 2014 / / Detail of Us

Altra novità: Details of Us è sul Magazine di Ikea di Settembre… Felici!
In più, per chi volesse seguirci, abbiamo anche attivato Instagram… sempre più social 😉 Buona giornata a tutti!

2 Settembre 2014 / / News

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Girare nel modo migliore: senza metodo.

Quando ci prepariamo per una vacanza cerchiamo sempre  di essere precisi, organizzare un viaggetto  progettando quanto si vuole vedere e quanto si vuole fare… ma, puntualmente,  la nostra partenza è istantanea, possiamo dire, irrazionale e, apparentemente immotivata. Non importa la distanza o quanto tempo abbiamo a disposizione; possiamo percorrere anche solo pochi chilometri di tragitto perché ovunque troviamo un  buon motivo per fermarci. A noi piace spremere le città o i piccoli borghi che visitiamo: li consumiamo, saliamo e scendiamo strade e scale, tra luoghi abbandonati e edifici in restauro dove affiorano affreschi ricoperti, stucchi, architetture sepolte. Finestre medievali spezzate da aggiornamenti neoclassici… in una sequenza interminabile. Nel momento della scoperta è bello realizzare di quanto si sa, di quanto si è già visto, tanto che nella memoria tutto diventa un solo luogo, recuperando l’emozione di quanto si è visto la prima volta.

Ci è accaduto anche quest’anno per la nostra breve vacanza.

Pontone  1-2014-108L’idea iniziale era: Parigi! Trascorrere ancora una volta giornate interminabili in questa città che amiamo.  Invece lo spirito inseguiva con ossessione paesaggi che permettessero all’occhio di spaziare e alla mente di immaginare.

Navigando in rete la nostra attenzione è stata catturata dalle piccole immagini di un Room & Breakfast che comunicavano DSC_2855 copiaricercatezza e amore nel recupero di una antica struttura. Le ceramiche, con la freschezza dei loro colori, la luce riflessa sui muri di calce che incorniciavano il paesaggio blu di cielo e di mare. Ecco cosa stavamo cercando!  Inseriti i dati, c’era una stanza disponibile e così, come ci suggeriva la prenotazione, abbiamo fatto la valigia e siamo partiti.

DSC_2848 copiaLa macchina è stata parcheggiata, per non essere più presa, se non per il ritorno. Carichi dei bagagli, assistiti dal canto delle cicale, ci arrampichiamo per le ripide scalette che ci portano nella  piazza di Pontone, in Costiera Amalfitana. La chiesetta si affaccia sulla piccola piazza e, sotto l’arco, alcune persone riposano al fresco. Ancora scale per arrivare al cancello dell’Antico Episcopio, Room & Breakfast, nel quale avremmo trascorso, serenamente, alcuni giorni che si apre sul sagrato della chiesa di S.Filippo Neri.

Non è uno degli innumerevoli B&B dai discutibili interni spersonalizzati o desiderosi di darsi  una autenticità. L’Antico Episcopio è all’interno della struttura medievale situata nel piccolo borgo, adagiato sul costone, che domina Atrani ed Amalfi. La nostra attenzione è stata catturata dal rispetto del recupero di questa struttura, e dalla cura nella scelta dei materiali e della loro posa in opera. Nulla è dato al caso, e traspare una attenzione ed un amore che va al di là della logica del guadagno. Una ospitalità delicata, che privilegia il senso di una autentica accoglienza.

DSC_2871 copiaLa nostra camera, è una delle poche presenti nella struttura. Un ampio spazio a doppia altezza è stato adattato a camera con un bagno interno e il letto sistemato sul soppalco. DSC_2880 copiaUna soluzione intelligente, questa, per risolvere il problema tecnico della superficie del bagno, la cui altezza occupa anche il volume del sotto-letto. Intanto, sul soppalco, si più girare intorno al letto percorrendo il passaggio sospeso alla trave che taglia la stanza nella sua larghezza, soluzione che permette di liberare lo spazio sottostante dall’ingombro di fastidiosi pilastri.DSC_2885 copia La cura del dettaglio e la precisione nella posa in opera dei sanitari nel bagno, in relazione perfetta con le mattonelle di rivestimento, è l’espressione di un pensiero attento. DSC_2988 copiaLa volontà di non creare una semplice camera da letto, ma uno spazio che permetta anche un momento di relax sul comodo divano, è il segno di un pensiero di chi sa viaggiare e desidera anche un momento di soggiorno nella propria camera, dove non ci si debba necessariamente sedere sul letto e dove si possa essere autonomi nel prepararsi un caffè, per cominciare bene la giornata.

RIMG0576 copiaAl mattino la colazione è servita in una sala luminosa, ariosa e accogliente, che predispone l’anima a belle escursioni e lunghi bagni al mare. Buone cose fatte in casa si possono consumare al tavolo apparecchiato con gusto dove Ikea si relaziona con le belleRIMG0577 copia ceramiche di Vietri, che fanno sempre da padrone. Dalla simpatica scala rivestita in mattonelle di Vietri, si accede al solarium da dove la vista sul mare è incantevole e dove si possono trascorrere ore immersi in una bella lettura; oppure si scende alla scoperta del piccolo chiostro.DSC_2858 copia

La curiosità non si può arrestare, e così non possiamo fare a meno di fare gli sfacciati: chi è che si è occupato del recupero? Il velo è subito caduto: Anna Finiani è un architetto che ha curato il recupero della struttura ed ora gestisce questo suo business. Non poteva essere altrimenti!

Era come se avessimo percepito qualcosa di speciale che, in effetti, si è andato via via esplicitando nel corso dei giorni. Con Anna è nata una simpatica confidenza, e così lei si è espressa molto liberamente.DSC_2861 copia L’impianto architettonico faceva parte dell’Episcopio ed era la residenza estiva del Vescovo di Amalfi. Il tempo ha fatto cadere nell’oblio l’intera struttura che diventava un deposito di materiali di risulta dei lavori che si svolgevano a Pontone. Anna racconta dell’emozione che provava nell’infilarsi in questi spazi che, percorrendoli, “le dicevano che cosa doveva fare”. Nulla dell’impianto è stato stravolto: la scalinata di DSC_2845 copiaaccesso, liberata dai detriti, era come tutte le scalinatelle, lunghe lunghe,che sono presenti nei paesi amalfitani. Per rispondere alla sicurezza, l’architetto li ha rivestiti utilizzando la pietra del posto, regolarizzandoli. Una antica cisterna sarà recuperata per realizzare una piccola piscina riscaldata per i mesi più freddi e garantire un’accoglienza oltre “la Stagione”. E poi… aperta una piccola porta in metallo ci fa entrare nella cripta che è proprio sotto la chiesa di S.Filippo Neri. DSC_3006 copia 1Muri bianchi pieni di luce invitano a pensare ad uno spazio ottimo per eventi culturali o mostre.DSC_3016 copia

Il tutto in un clima sereno e riservato.DSC_3007 copia

Anna, grazie alla sua curiosità e alla sua professione ha potuto indagare, scoprire il suo Territorio. A Minuta, dalla piccola piazzetta si possono vedere i resti della Basilica di S.Eustachio e la Torre dei Ziri, Nella chiesetta dell’Annunziata è conservata una cripta con degli affreschi interessanti che, come quello della Madonna col Bambino sulla lunetta della porta centrale, riportano al gusto giottesco. E così via: con lo scooter ci si muove velocemente tra Ravello, Scala dove nella cattedrale di S.Lorenzo si rimane affascinati dal delicato pavimento in ceramica, Santa Maria dei Monti, Santa Caterina, San Giovanni dell’acqua… e la via dell’Acqua e la valle delle Ferriere. Scendendo la scalinatella da Pontone entrando ad Atrani sembra di attraversare un disegno di Escher, mentre scendendo ad Amalfi, tra gli odori di limoni e menta, si riscopre la grandezza della Repubblica marinara. Gioielli che fanno apprezzare il nostro Paese che è senza fine, così come è senza fine il desiderio di scoprire. Ogni piccolo borgo nasconde tanto altro, distinto per secoli e civiltà; persino negli interventi urbanistici abusivi. Noi siamo questo: civiltà che muore per poi continuare a vivere nei monumenti che, come fossili, conservano per sempre quello che è stato.