13 Settembre 2014 / / Hugs and Violence

Sono tornata dal matrimonio della mia amica M. con ancora il sole della Puglia sulle spalle e una cagnolina che ha una coda lunga come una canna da pesca che si chiama Ortica.
Sono tornata e ho trovato giornate meravigliose  e sole settembrino ma in fondo alle ossa sento l’arrivo dell’autunno con i suoi rossi e gialli e copertine che porta con se.
Divanate ufficiali si prospettano nel mio futuro, con aperitivi casalinghi a Cinarotto (Cinar e Chinotto, per chi non lo sapesse è la bibita dell’anno).
In virtù di questo oggi ho pensato di parlarvi dei Pillow Face di Pollaz, una ragazza strabravissima a realizzare, tra le tante cose, questi bellissimi cuscini personalizzabili.
Il vostro faccione o quello di Woody Allen o Frida non importa, basta avere un po’ di compagnia in più nelle serate di nebbia che fanno sembrare allegra una scarpata ferroviaria.
Et voilà!

E per finire quello che vorrei con tutte le mie forze:

Buon week end a tutti!

Emily

13 Settembre 2014 / / News

Sono già passati 6 mesi, come è volato via in fretta il tempo! Il piccolo cresce e fa dei progressi impressionanti ogni giorno. Oggi è rimasto seduto per parecchio tempo da solo e mi sembrava così strano!
Lunedì tornerò a lavoro per 6 h al giorno, spero di riuscire a saper gestire il mio tempo al meglio. C’è parecchio da pianificare, ed ogni minuto è prezioso.

Cerchiamo di recuperare un po’ di puntate perse qui nella blogosfera, ed intanto iniziamo con il ringraziare Claudia del fantastico blog Rooms per avermi nominato per il Liebster Awardun premio virtuale nato per far conoscere e far crescere blog interessanti e meritevoli di visibilità. Nel prossimo post risponderò alla nomination e vi spiegherò meglio di cosa si tratta.


Ora vado a preparare la pappa 🙂 A presto!

13 Settembre 2014 / / Case e Interni

case e interni - cameretta tre letti (4)

Iniziano le scuole, così forse è tempo di mettere mano alla vecchia cameretta, per ottimizzare lo spazio anche per lo studio.

Per le famiglie numerose è sempre difficile trovare un’idea che aiuti a progettare l’ambiente in modo da far entrare tutto il necessario. Così eccovi una bella soluzione per tre fratellini. Sono stati uniti due locali adiacenti, grazie ad una classica, ma ampia apertura ad arco, in stile con la casa d’epoca. La camera è diventata sicuramente spaziosa, ma tre letti avrebbero potuto ingombrare non poco, invece con un gioco di letti a castello, si è trovato lo spazio per un’ampia scrivania ad L.

I letti si incastrano come un tetris, con le protezioni necessarie per la sicurezza dei bambini. Il calorifero è stato rivestito ed affiancato da una comoda panca con cassetti e contenitori. Ma soprattutto la zona con i tavoli e la lavagna, fanno di questa camera, la cameretta ideale per i giochi e lo studio.

I materiali e le finiture sono in toni naturali: un caldo parquet a pavimento, un azzurro pallido alle pareti, mobili e boiserie laccati color panna.

Da notare le gambe della scrivania: sono le lettere delle iniziali dei tre maschietti!

 

case e interni - cameretta tre letti (5)

case e interni - cameretta tre letti (1)

case e interni - cameretta tre letti (2)

case e interni - cameretta tre letti (3)

fonte: El Meuble

12 Settembre 2014 / / Retrò and Design

È vero che l’estate sta volgendo al termine, ma come abbiamo visto nel post precedente (sulla serra bioclimatica) se si dispone di un portico, un balcone, un giardino o dello spazio sufficiente a ridosso delle pareti di casa (al piano terra o su una grande terrazza) è possibile prolungare il piacere di stare all’aperto -o qualcosa che gli somigli- ricavando una veranda o una serra bioclimatica.
Che sia l’una o l’altra, comunque un locale i cui confini con il mondo esterno non sono ben definiti, in quanto dotato di pareti e copertura in vetro.
Per chi si fosse perso la differenza tra serra bioclimatica e veranda, ne suggeriamo la rilettura.
Certamente non è cosa sempre possibile da realizzare, ma per i fortunati che ne abbiano lo spazio sufficiente, ecco una selezione di idee per rendere questo luogo “limbo” uno spazio rilassante dal quale guardare il mondo.
Queste soluzioni sono valide anche su un balcone, una terrazza, sotto un portico…o nella fantasia: quella non richiede grandi spazi!
Iniziamo da una gradevole panca in legno, trattata con effetto shabby chic e decorata da tessili dal tocco romantico. Accanto, sedia in paglia di Vienna, trattata con vernice bianca e rifinita con un cuscino fiorato sulla seduta. A chi non viene voglia di finire quel drink in giardino?

Altra soluzione, dai toni vagamente etnici (nella scelta di colori e accessori), più adatta ad un luogo coperto (es. portico o veranda) per la scelta di utilizzare un imbottito per la seduta della panca/divano.
Come prima, una nuvola di cuscini dietro la schiena…
Vecchio lettino in ferro che vi avanza?
Magari non si accorda più con il nuovo look che avete dato alla cameretta.
Allora perché non portarlo fuori, o sul balcone, rivestendo con un tessuto colorato il materasso (va ebbe anche un materasso ikea, per contenere la spesa) e sbizzarrendosi con cuscini e plaid?
Anche l’autunno sarà godibile nelle ore più calde.
E se vi avanza anche un pallet? Fortunati: rimediate anche il tavolino da caffè.
Se i pallet sono due, si crea anche un ripiano per libri e riviste…

Ecco ancora un lettino primi ‘900 perfetto per il riuso “da divanetto”; va solo un po’ ammorbidito!

Oppure, volendo proprio stare comodi (e disponendo anche dello spazio necessario) un vecchio letto a barchetta, persino matrimoniale, diventa un maxi divano per quattro chiacchiere in compagnia!
E se ancora vi sentite soli, cassetta della frutta e cuscino per ospitare un amico…a dormire…
    kokoro88.blogspot.com
…e buon relax!

P.S.
Beh, forse il letto sospeso è un po’ troppo, ma almeno il concetto è chiaro: la fantasia non ha limiti!
La nostra è a vostra disposizione!
12 Settembre 2014 / / Retrò and Design

Prendiamo come spunto un lavoro di progetto, lo studio di un sottotetto con finiture a vista: copertura inclinata in legno a vista e muro portante in pietra, anche quello lasciato esposto, senza finiture di alcun genere.
Questa la “scenografia” nella quale inserire gli elementi d’arredo.
La scelta è quella di un arredo contemporaneo, che concorra a valorizzare la parete con pietre a vista e che abbia da fondale una muratura in rosso indiano (anche conosciuto come rosso castagno), ovvero un rosso di tonalità brunastra che prende il nome da un tipo di terreno che si trova in India.
In questo scenario si inseriscono degli arredi moderni e “da vivere”, con qualche tocco di design e…la traccia della presenza dei cuccioli di casa!
La poltrona bassa Tropicalia, di Morellato, sembra rubata alla stanza dei bambini, con il suo patchwork colorato in fili di polimero; un design firmato Patricia Urquiola che unisce lavoro artigianale, moda e tecnologia.
Basta un elemento di “rottura” come questo per rompere la seriosità di un salotto tradizionale, uscire dagli schemi e rendere interessante anche un ambiente dai toni neutri.
Oppure lo scultoreo Big Bang di Foscarini, il lampadario a sospensione che fa bella mostra di sè, indiscusso protagonista dell’ambiente.
Attorno ad esso sembra ruotare tutto il resto, in primis la parete rosso indiano che si presta a far emergere le geometrie del corpo illuminante.
Sicuramente un pezzo esuberante, dalle linee geometriche, come quelle delineate dai fili di Tropicalia, ma che vi si contrappone con la sua morigeratezza cromatica.
Una vera “esplosione”, di nome e di fatto, dei piani in metalacrilato traslucido bianco, che generano luci e ombre nonché effetti di luce differenti a seconda dell’angolazione. 
Insomma, qualcosa di quasi “vivente”, che dialoga con lo spazio circostante.
Una casa da vivere, dove non mancano le tracce di quotidianità (giochi dei bimbi, una pila di libri in terra), lo spazio per le passioni (libri e arte), ma dove il design riesca a inserirsi, in modo discreto, senza le prepotenze di uno spazio “da rivista”.
E a voi piace l’idea di accostare degli arredi “tradizionali” a un paio di pezzi di design? Oppure prediligete la tradizione?
Per saperne di più:  retroanddesign@tiscali.it
Per seguirci: www.facebook.com/retroanddesign

12 Settembre 2014 / / Retrò and Design

Con il termine “sideboard” si usa definire un pezzo di arredo solitamente usato nella zona pranzo, con funzione contenitiva e non solo.
La sideboard, infatti, non solo funge da contenitore per stoviglie o, in generale, per tutto ciò che “arreda” la tavola, ma ha anche la peculiarità di essere quasi uno spazio espositivo.
Infatti, a differenza di quella che siamo soliti chiamare “credenza” e che, nell’immaginario comune, è costituita da un mobile di altezza considerevole (esempio 180 cm), il piano della sideboard misura tra gli 80 e i 90 cm.

Questa misura è motivata dal fatto che questo pezzo di arredo, che fece la sua comparsa nel 1700 e si diffuse ampiamente nel 1800 per divenire poi una fornitura imprescindibile della zona pranzo, nacque con lo scopo di fungere d’appoggio per i piatti da servire, piuttosto che per elementi di illuminazione.

Nella sideboard di oggi, il piano d’appoggio continua a giocare un ruolo fondamentale, costituendo spazio espositivo per complementi d’arredo (vasi, lampade da tavolo, portafotografie, candelabri, contenitori, piatti…).
Tuttavia nel tempo questo pezzo di arredo è stato capace di rinnovare se stesso, di trovare nuove forme d’uso: ad esempio è un ottimo elemento sul quale posizionare complementi tecnologici (TV) e, con i suoi cassetti e vani contenitori, è anche ottimo spazio ove tenere in ordine tutte le diavolerie che la modernità offre (Wii, Play Station & co.).

Forse alcuni tra i più famosi designer nordici (Alvar Aalto, Arne Jacobsen per citarne un paio), che a metà del secolo scorso posero le basi dello stile minimalista, lineare e pulito che fece spopolare (fino ai giorni nostri) la “credenza bassa, in stile scandinavo”, storcerebbero il naso se sapessero…ma ogni era ha la sua produzione, calata nel proprio tempo. Anche se pare che le produzioni di design nordico anni ’50-’60 siano senza tempo.
Ovviamente l’influsso del design dei paesi freddi giunse anche in Italia e la sideboard negli anni ’60 fu un pezzo d’arredo importante e di pregio.
Specie per il fatto che, tra le prodotte in Italia, ne esistono di davvero splendide non solo nel design e nella fattura, ma anche nella qualità: la scelta di legnami pregiati le ha rese dei pezzi difficili da trovare, specie se in ottime condizioni vintage.

Ma potevamo non scovarne una a dir poco meravigliosa?!


Sideboard italiana in palissandro. Anni ’60









Non è stato facile, ma da qualche parte doveva pur esserci quello che cercavamo per un nostro caro Cliente: in ottime condizioni vintage, italiana, in pregiato legno di palissandro, molto pesante e solida, con piedini e raccordi in metallo.
Insomma, qualità eccellente per una sideboard pronta ad essere davvero la protagonista del salotto.
Così versatile e senza tempo, che tutto il resto cambierà…ma lei resterà!


Siamo in grado di offrirvi non solo consulenze interiors, ma anche di sostenervi nella fase di ricerca e realizzativa, grazie a una rete di fornitori di fiducia ai quali ci appoggiamo, per trovare qualità e il giusto prezzo che sia in linea con i nostri desideri.
Effettuiamo anche consulenze di restyling/rinnovo di vecchi mobili (vostri o d’acquisto).

12 Settembre 2014 / / Retrò and Design

Un evento particolare, un catering a tema, l’inaugurazione di un’attività, una festa, una serata da rendere indimenticabile o semplicemente la voglia di stupire?

Il vintage è anche questo!
La nostra consulenza si presta, infatti, anche allo studio e alla realizzazione di contesti temporanei, per un’ora, un giorno o un mese.
Questo grazie ad alcuni dei nostri fornitori, che mettono a nostra disposizione anche il servizio “noleggio”.
L’opzione perfetta per chi non è interessato all’acquisto, ma al solo allestimento di ambientazioni che prevedano l’inserimento di arredi e complementi vintage, nonché opere d’arte, oggettistica da collezione, elementi di design industriale o…ciò che la fantasia suggerisce.
Tra le varie opzioni, può rivelarsi curioso attingere al vintage industriale/artigianale, che propone arredi capaci di stupire.
Come il tavolo da lavoro, da orafo, con piano e cassetti in formica, la cui struttura sembra fatta apposta per fungere da cornice. Ideale come spazio espositivo, anche in casa.
Per un tocco “industrial” di sicuro effetto.
Oppure, sempre dal mondo delle lavorazioni orafe, il piccolo banco da lavoro: 90 cm di originalità in legno e formica.
Tutti arredi attinti al mondo del lavoro (anni ’50 e ’60) e che, in quanto in via di scomparsa, costituiscono un elemento di sicura attrattiva, sia per un contesto espositivo che casalingo.

Per un evento, un bar o una zona pranzo che non stanca mai si può attingere al mondo “industrial” acquistando o noleggiando un mito, ovvero la prima sedia impilabile della storia: la magnifica “A Chair”,  ideata nel 1934 da Xavier Pauchard per l’azienda francese Tolix.

La prima sedia il cui processo fu industrializzato, realizzata in acciao galvanizzato, e che invase la Francia.
In questo caso, attenzione alle imitazioni!
Il fascino di una Tolix “in patina”, ovvero con la conservazione della patina di colore originale, non ha eguali!

 

 

Dunque, molte sono le facce del vintage…che è in grado di soddisfare tutti i gusti, di adattarsi a molteplici contesti e di inserirsi con discrezione (ma non troppa…si farà notare per la sua beltà!) in ambienti di ogni genere.
A guidarvi ci siamo noi. Seguiteci!
www.facebook.com/retroanddesign
retroanddesign@tiscali.it
12 Settembre 2014 / / Retrò and Design

Quando si pensa alla Francia, le associazioni di idee sono certamente moltissime…una di queste è il tipico “bistrot” parigino con le sue sedute all’aperto, dove godersi il tepore del primo sole primaverile guardando il movimentato viavai della quotidianità d’oltralpe.

La tipica seduta all’aperto da bistrot è quasi un’icona…esattamente quel tipo di sedia metallica la cui sagoma leggiadra, ma allo stesso tempo robusta, rimanda alla Francia.
Non stiamo parlando della nobile Thonet n. 14, nata nel 1859, e più diffusa come seduta da interno, essendo in legno incurvato, ma di una sedia dalle umili origini…
In effetti questa pratica sedia pieghevole vide ampia diffusione, da quando fu prodotta all’inizio del XIX secolo, tra i venditori “ambulanti” di limonate che necessitavano, per l’esercizio della loro attività, di una comoda seduta facilmente trasportabile a fine giornata.
In tal modo, potendola velocemente richiudere, questi evitavano di pagare una postazione fissa, che non si sarebbero potuti permettere!
Il brevetto di questa sedia risale al 1889, anno in cui fu registrata con il nome “Simplex”; ad oggi il brevetto è stato acquisito dall’azienda Fermob che, negli anni, ne ha curato il restyling nonché la produzione di un’ampia gamma di tavoli ad essa abbinabili. Le colorazioni attuali sono vivaci e fantasiose, come dimostrano le immagini che seguono.

Noi non potevamo che amare la storia di questa simpatica sedia “da limonata” e, naturalmente, possiamo proporvene, grazie ai nostri fornitori, di variegate e dal sapore autentico!
Certamente le nuove edizioni tutte in metallo sono molto pratiche, ma per un giardino, un portico o una veranda, il gusto un po’ retrò della versione con doghette in legno è certamente più “caldo”, autentico e, mantenendo la patina degli anni, anche un po’ “shabby chic”…che fa tanto Francia!
Contattateci per farvi seguire nella progettazione o nell’arredo del vostro portico, veranda, insomma…del vostro angolo di pace.
Email: retroanddesign@tiscali.it
www.facebook.com/retroanddesign 
For our foreign followers, please contact us via email. You are welcome.

12 Settembre 2014 / / Retrò and Design

Le rigeneranti vacanze hanno portato belle novità!

Nel nostro girovagare abbiamo infatti stretto nuove collaborazioni, per quanto riguarda la fornitura di vintage, anche all’estero.
Nella ricerca di fornitori, stavolta l’interesse è stato dedicato a piccoli complementi di decoro e arredo vintage che, con un ridotto investimento in termini economici, sono un modo divertente, curioso e interessante di abbellire, decorare e colorare casa.

  Un’inaspettata e originale insegna luminosa (1948)

  
Tanti sono gli oggetti curiosi che abbiamo individuato: vecchie insegne pubblicitarie in latta originali e ottimamente conservate; cassette in legno degli anni ’50; bottiglie da latte, in vetro, anni ’60; macchine Polaroid dai colori pazzi; vecchie scatole in latta e molto, moltissimo altro ancora…
Descrivere tutta l’oggettistica curiosa (resa ancor più tale per la provenienza estera, in questo caso francese) in cui ci siamo imbattuti sarebbe cosa impossibile.


Vi basti, allora, un piccolo rimando a uno dei tanti oggetti citati: le scatole in latta!
Queste preferite (fra i tanti) per la loro versatilità domestica (porta oggetti, porta alimenti, per far ordine sulla scrivania, svuotatasche, porta preziosi, saponette o potpourri ecc.), che, con poco, sono un bel piccolo elemento decorativo che si fa notare e che catalizza la curiosità!



Ai curiosi risponderete che fin dalla fine del 1800 le scatole di latta furono usate come imballo, in quanto solide ma allo stesso tempo leggere e in grado di non alterare i sapori. Le scatole furono un modo per raggiungere mercati non più solo locali, grazie alla garanzia di una buona conservazione del prodotto. Ciò valse per le grandi ditte fiorite in quei tempi (si pensi a Saiwa – anno 1900), ma anche per le piccole pasticcerie che, ampliando il loro raggio di diffusione, si trovarono a raggiungere mercati non più solo locali.


Le scatole di latta si rivelarono ben presto l’ideale anche per la possibilità di essere personalizzate con stampe litografiche.
Erano anni in cui quasi tutti i prodotti venivano venduti “sfusi” e nei negozi erano conservati con “vuoto a rendere” nei negozi: una scatola di latta poteva così durare anche qualche anno ammortizzando gli ingenti costi iniziali. Il fornitore, infatti, ritirava le scatole ormai vuote dai negozi, le lavava e le rei metteva sul mercato, che avrebbe venduto il prodotto “sfuso”.
L’utilizzo della latta in campo alimentare ha in realtà origini ben più lontane, che affondano le loro radici nella Germania del XIII secolo…ma per chi volesse approfondire ciò, rimandiamo a un’istruttiva e completa lettura del sito www.casadellescatole.org dal quale abbiamo desunto quanto sopra riportato.

Affascinante storia, che vi invitiamo a leggere!

Conoscerla ci fa amare ancor più un oggetto del passato, che appartiene alla memoria di tanti di noi che l’hanno avuto sott’occhio, magari a casa delle nonne, senza aver pensato a quanto potesse essere un’idea simpatica conservarne una tra le più decorative.

Se ve le siete perse, ci siamo noi ad aiutarvi a ritrovare queste e tanta altra oggettistica d’annata: non vorrete che i vostri arredi restino spogli?

Alla prossima,
anche su www.facebook.com/retroanddesign.

Per contatti: retroanddesign@tiscali.it

Our foreign followers are invited to contact us via email. You are welcome.
12 Settembre 2014 / / Retrò and Design

Questo articolo non vuole avere carattere tecnico. Per informazioni tecniche o più specifiche lasciate il vostro commento o contattateci tramite email: retroanddesign@tiscali.it

A chi non piacerebbe avere uno spazio in più, in casa, in cui poter coltivare i propri hobby: un angolo per la lettura in tranquillità, per godere del verde delle piante, dipingere o semplicemente ritirarsi indisturbati a riflettere?

Per chi ha un terrazzo o, se al piano terra, dello spazio a ridosso delle pareti perimetrali di casa, questo è possibile!
Già, perché esiste la possibilità di costruire come vano tecnico (che quindi non incrementa le cubature della casa) quella che si dice una “serra bioclimatica”.

Si tratta di una serra, ovvero uno spazio delimitato da delle vetrate, che “lavora” in sinergia con gli spazi abitativi a livello energetico, in quanto funge da captatore di calore e migliora il comfort della casa, collaborando alla riduzione delle spese legate al riscaldamento.

A differenza della “veranda” la serra deve proprio assolvere a queste funzioni: ecco perché la sua progettazione deve essere accurata e richiede una serie di accorgimenti e verifiche tecniche che diano la certezza della sua efficacia, in primis la verifica della sua esposizione che deve essere ottimale.
Questo “posto speciale” in estate si può aprire, diventando parte degli spazi esterni, e in inverno si mantiene chiuso.
Un limbo, non dotato di impianto di riscaldamento, ma intiepidito dai raggi del sole che esso è in grado di ottimizzare, consentendo una temporanea permanenza nelle ore più calde.

Nelle stagioni intermedie, poi, la serra diventa un’area aggiuntiva ampiamente godibile; anche se è importante ricordare che la serra non può essere abitata in modo permanente (es. area pranzo permanente), a differenza di una veranda.
Per realizzare una serra non è necessario disporre di grandi spazi, in alcuni casi la si può creare persino chiudendo un balcone, se ricorrono i giusti requisiti perché funga da “serra”.

In caso contrario, la chiusura con le vetrate non sarà una “serra” ma una normale “veranda”.
Per entrambe le casistiche è importante fare delle verifiche circa la loro fattibilità.

Una volta superati gli scogli tecnici, non resta che iniziare a sognare come decorare il nostro spazio “bonus” o la nostra veranda…
Di questo parleremo nel nostro prossimo post!
Non scordate di seguirci alla pagina facebook:  www.facebook.com/retroanddesign