23 Settembre 2014 / / Design

Ci sono luoghi che con il design sembrano avere poco a che fare e l’alta montagna potrebbe essere uno di questi. Mai come nelle condizioni estreme però il design deve mantenere le promesse di funzionalità, equilibrio tra uomo e Natura, sostenibilità e armonia.
Non c’è luogo più impervio della montagna, un universo parallelo comandato dalle regole della Natura da non sottovalurare né calpestare. Un mondo in cui i silenzi sono necessari per arrivare in cima e le parole sono poche, ben pensate e dove il fiato non va sprecato.
Nessun orpello superfluo. Nessun ego da imporre, solo tanta bellezza che ti entra dagli occhi e ti aiuta a percepire solo i limiti del proprio corpo da superare un passo per volta, un piede davanti all’altro.
Un bellissimo esempio di design montano è il Bivacco Luca Vuerich posizionato a quota 2531 m sulle Alpi Giulie sulla cresta del Foronon del Buinznel gruppo del Montasio.
Progettato dall’architetto Giovanni Pesamosca su commissione della famiglia dell’alpinista Luca Vuerich travolto da una valanga, il bivacco è un posto magico dedicato a tutti gli escursionisti che, arrivati in cima, hanno la necessità di un riparo per la notte.
La struttura è supportata da sei pilastri in calcestruzzo, costruita in abete rosso e larice con una copertura in x-lam, per un totale di 8 posti letto. Magistralmente pensato affinché la neve non si depositi in gran quantità sul tetto e con un ingresso a sud che, grazie all’azione giornaliera del sole, riesce a mantenersi libero.
Che dire? Io, N. e Ortica ci dobbiamo assolutamente andare.

 Emily

23 Settembre 2014 / / Design

dettagli home decor
Per trasformare l’ambiente bagno in uno spazio unico e ricco di originalità, 
My Bag è l’elemento giusto.
Si rinnova a Bologna l’appuntamento con il Cersaie che, proprio ieri ha inaugurato la nuova edizione dedicata al mondo del bagno e della ceramica che si concluderà venerdì 26 settembre 2014. Tra le novità presenti al Cersaie il nuovo sistema di lavabo richiudibile My Bag, un progetto del designer Gianluca Paludi per Olympia Ceramica.

Una valigia, un cavalletto sul quale appoggiarla ed ecco che il bagno di Olympia Ceramica si arricchisce di design e innovazione, grazie all’originale lavabo My Bag che all’occorrenza può essere chiuso, trasformandosi in un pratico e funzionale piano d’appoggio.

I rubinetti sono abbattibili per consentirne facilmente la chiusura; il lavabo può essere inoltre completato con il dispenser da bagno; il contenitore laterale in pelle diventa un comodo porta oggetti; il piccolo vano estraibile in legno, racchiude un pratico specchio da trucco.

​My Bag, caratterizzato dalle linee pulite e prevalentemente bicolore, è perfetto per valorizzare gli ambienti contract che si vogliono differenziare grazie ad un arredo creativo e di qualità.

dettagli home decor

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23 Settembre 2014 / / diotti.com - ArredaClick

BENVENUTO AUTUNNO!
Oggi, 23 settembre, è il primo giorno della nuova stagione e noi siamo pronti a presentarvi i colori dell’autunno 2014.

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In realtà è stato Pantone, autorità a livello mondiale in fatto di colori, a eleggerli; noi ci siamo divertiti ad arredare un’ipotetica casa utilizzando queste tonalità.
Ecco le nostre proposte:

RADIANT ORCHID: “…una tonalità accattivante e versatile, che incanta l’intero spettro di colori…”
È una deliziosa armonia che ispira ed emana gioia, amore e salute, attraendo irresistibilmente con il suo seducente charm.
È il colore dell’anno 2014 e merita una posizione di rilievo, anche in casa. Per dargli la giusta importanza abbiamo scelto di renderlo il protagonista del salotto e di lasciargli colorare il divano Tresor.

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ROYAL BLUE: “…evocativo e solenne, conferisce una complessità ed un’emozione maggiore del navy standard, rimanendo comunque una tonalità molto versatile”.
La libreria di design April May June ha un aspetto maestoso ed imponente, proprio come il colore che potrebbe essere tradotto in “Blu Reale”. Nonostante l’importante altezza e la forte personalità, la struttura risulta leggera, elegante e perfetta per molti ambienti della casa, proprio come è molto versatile questo colore.

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ALUMINUM: “…è una colorazione inox futuristica, rappresenta una tinta neutra ma al contempo complessa…”
È il colore associato al metallo, valorizzato ancor di più da giochi di riflessi e sfumature. È una tonalità fredda e neutra che noi abbiamo voluto scaldare scegliendo la lampada Calimero come rappresentante. Il calore emanato dalla lampadina e la luce d’atmosfera prodotta sanno valorizzare al meglio questa tinta.

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AURORA RED: “…una tonalità ancora più sofisticata che aggiunge vivacità e scintille…”
È un rosso caldo e brillante, una sfumatura stimolante e coinvolgente capace di ravvivare qualsiasi ambiente.
Le gambe sottili e slanciate dello sgabello Milk sembrano riprendere alla perfezione i significati nascosti dietro a questo colore: un brivido, un salto impetuoso ed entusiasmante, una scarica di adrenalina.

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MISTED YELLOW: “…un raggio di sole e calore, l’ottimista giallo allude alla promessa della primavera che verrà…”
È un tocco di colore inaspettato e improvviso nella stagione autunnale. È acceso, brillante, lucente e raggiante e porta con sè l’ottimismo che la stagione più calda e soleggiata arriverà.
Per riproporre questo colore in casa abbiamo scelto il tavolino Icaro, arredo che può essere visto come una macchia inattesa che fa capolino tra il resto dell’arredamento del salotto.

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SANGRIA: “…un rosso esotico che evoca un senso di avventura dal fascino irresistibile e destinazioni lontane…”
Una tonalità di rosso scuro che ricorda quasi la vinaccia, sia per le sfumature sia per il nome. Colore brioso, attraente e quasi ammaliante, proprio come un buon bicchiere di sangria.
Noi abbiamo scelto la sedia Yeats con rivestimento in ecopelle, ideale per donare tocchi di questo colore in cucina, in soggiorno o addirittura in camera da letto.

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MAUVE MIST: “…una sfumatura romantica ed elegante del viola, ricorda l’epoca decò e stimola un senso di femminilità e potere…”
Il colore è un chiaro richiamo al mondo femminile e a qualcosa di tenue e delicato. Quale luogo migliore del bagno per dedicarsi a dolcezze e cure personali?! Ed è proprio il mobile bagno Dixi Aquna 103 il nostro portavoce.

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COGNAC: “…il nome da solo induce ad illusioni glamour. Un marrone colto ed elegante che trasforma un colore tipicamente autunnale in un regno sontuoso, una tonalità inaspettatamente perfetta per la sera…”.
Di grande fascino e charme è anche la poltroncina Carmen dalla forma avvolgente e fasciante. Il colore Cognac è l’ulteriore dettaglio di stile che la elegge regina del regno-casa durante la stagione autunnale.

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BRIGHT COBALT: “…è un’originale alternativa al blu cobalto tradizionale, trait d’union dei blu di questa stagione…”.
Sembra essere una tonalità fredda e distaccata ma in realtà è un colore che subito colpisce.
In questo caso abbiamo scelto di far sfilare la credenza Code e la sedia Tina per dimostrare come un colore simile possa diventare il tocco insolito e inaspettato che tanto ci vuole in casa.

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CYPRESS: “…un maestoso e forte verde; come il nome suggerisce, questa tonalità ha la presenza imponente di uno splendido sempreverde…”.
Il nome non è certo stato scelto a caso: come il cipresso è un albero sempreverde, così il colore cipresso è una tonalità che non stanca mai.
La parete attrezzata Igea ha alcuni pensili sospesi in questa sfumatura e arreda con autorevolezza il soggiorno, senza mai risultare pesante.

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Ora tocca a voi! Come avete intenzione di inserire questi colori nella vostra casa?

23 Settembre 2014 / / News

interno B-N copia

Bello! Un altro film che si racconta attraverso la lettura degli interni delle case.

Case abitate, ma non vissute.

I due fratelli le abitano con le rispettive famiglie. Due famiglie molto simili, ma che si presentano con scelte di vita, apparentemente, diverse.

i-nostri-ragazzi-poster copiaPaolo e Clara, con il loro figlio Michele, abitano un appartamento signorile nel quartiere Prati, a Roma. La casa è molto accogliente, quasi una evoluzione spontanea degli arredi e degli oggetti, ma tutto molto misurato e pensato da qualcun altro, dalla mente del progettista, che ha lasciato spazio all’arbitrio della famiglia di orientarsi nella scelta degli arredi nel solco da lui tracciato. Ikea, democratica e funzionale, si confronta spontaneamente con librerie di design e arte. La famiglia è felice in questa casa molto accogliente e “calda”, quasi un nido dove tutto scorre con spensierata allegria e vitalità. Una casa abitata, ma non vissuta, segna il disagio che vive latente nei suoi abitanti. La cucina, focolare domestico, non è il cuore della casa: Paolo, sempre di corsa, è votato per la sua missione di pediatra che lo allontana dalla necessaria presenza di padre; Clara prepara la cena di corsa per consumarla distrattamente, seduta sul divano, in ansia per l’inizio della nuova puntata di “Chi l’ha visto?” davanti all’enorme schermo della televisione. Michele… mangia nella sua camera, con la porta sempre chiusa, che lo isola dal resto della casa e una tazza vuota sulla scrivania comunica che tutti i pasti importanti della giornata vengono presi in solitudine, davanti allo schermo del computer “dove i ragazzi non dovrebbero stare soli perché finiranno col diventare dei delinquenti”.

Paolo, solo quando vuole capire cosa sta accadendo al figlio, lo attende seduto in poltrona, e tutti e tre dialogano, come una famiglia, per un momento autentica, prima dello scatenarsi della furia covata. Dopo una scena violenta il figlio confessa la verità.

Massimo è un affermato avvocato della Capitale. Vive con Sofia, il neonato bimbo, e con la figlia Benedetta in un bellissimo appartamento in viale Bruno Buozzi, nel quartiere Parioli. L’incessante incedere dei passi di Sofia misura la dimensione dei grandi spazi della casa. E’ quasi stancante vederla camminare al punto che si comprende bene perché, quando lascia il suo piccolo bambino a dormire in camera, e, finalmente si può fumare una sigaretta in poltrona, al pianto del bimbo manda la cameriera a controllare. I protagonisti vivono la loro casa come gli abitanti di una città, distanti tra loro che hanno occasione di incontro in piazza dove, Salotto piazza copiaconvenzionalmente, dialogano. Un bellissimo ed elegantissimo interno, “freddo” quanto basta per comunicare lo status di chi vi abita. Uno spazio alieno nel quale la famiglia si muove come fosse uno spazio urbano: qualcosa che ti appartiene ma non è pienamente tuo. Un interessante segno corre e attraversa gli ambienti quasi fosse il filo rosso della coerenza del padrone di casa. Un interno quasi in bianco e nero che viene tenuto in relazione dal colore rosso. Bellissima la fotografia di Zorini che riesce a inquadrare questa  linea relazionandola con i fatti, fino ad arrivare ad annullare la prospettiva  nel momento in cui Benedetta esce di casa, disegnando un rettangolo: lo spazio dell’agire dei protagonisti viene annullato. Massimo è coerente. Così come difende un delinquente è pronto a denunciare la figlia per quello che ha commesso, proprio perché il suo ruolo è quello di applicare la Legge. Benedetta farà la sua confessione al padre nell’elegante studio professionale,  luogo giusto per chiedere di risolvere il problema, mentre Massimo prende coscienza del prodotto della sua educazione.

Altra casa, di non minore importanza, è quella dove si svolge la festa alla quale partecipano Benedetta e Michele: autentico Paese dei Balocchi, dove tra stupidi giochi e facili intrattenimenti, i giovani si incontrano nell’illusione di una vita comoda e vissuta in modo superficiale, metafora dei messaggi che, ai nostri giorni, assillano continuamente la gioventù. Michele e Benedetta sono il prodotto dei nostri tempi: prendono ciò che serve, con un istinto primitivo, senza riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni.

In queste case, è completamente assente quello che dovrebbe essere il momento forte della giornata. Non si cena mai insieme. Non c’è quell’ora più intima della famiglia, dedicata al confronto e al dialogo per raccogliere il vissuto quotidiano.

Convenzionalmente, per mantenere i rapporti, i due fratelli si incontrano a scadenze regolari in un elegante ristorante dove, anche in questo caso, la puntualità non è rispettata e si inizia a cenare da soli, con pietanze tanto raffinate quanto ridicole. A tavola si parla del nulla: del cibo ricercato, dell’ultimo film visto, dell’odore fruttato del vino bianco… solo nella cena rivelatrice le belve, che vivono nascoste nel recondito dei protagonisti, si scatenano con reazioni incontrollate che vogliono risolvere, in tempi brevi, qualsiasi problema e rimuovere letteralmente ciò che rischia di rappresentare un pericolo.  Cosa ne pensate?

23 Settembre 2014 / / Coffee Break

Ennesimo progetto elegante e rigoroso di Remy Meijers per un’abitazione del secolo scorso a Le Hage, Netherlands. Ogni tonalità di colore è estremamente calibrata, così come ogni arredo inserito, per evitare eccessi e raggiungere un risultato minimale.


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CAFElab | studio di architettura