24 Ottobre 2014 / / +deco

Che meraviglia, questo è il mio primo post da Urban Jungle Blogger! Il tema del mese è “My plant shelfie” e casca a fagioulo perchè ho appena preso una sensualissima primula (in realtà è della famiglia delle primule) da piantare vicino al mio amato ciclamino. Come potete vedere, amo i libri e ho parecchi cataloghi o libri da tavolino. Li amo perchè sono belli da vedere, hanno un buon odore, ogni volta che li sfoglio vedo qualcosa che non avevo visto prima, sono fonte d’ispirazione e sono per sempre
Spero che vi piacciano le mie immagini, è veramente difficile fare delle foto decenti ad interni, le cose sembrano molto più noiose e banali attraverso una lente inesperta!
24 Ottobre 2014 / / Mommo Design


Ho finalmente finito un progettino su cui ho lavorato negli ultimi tempi e ho deciso di farvi vedere il risultato: la richiesta era una consulenza su come arredare un soggiorno di 3,5 m per 5 m, che presenta un camino incassato. 


La mi proposta è quella di creare la zona relax attorno al camino con la scelta di ampi divani (visto che la metratura lo permette) posizionati in modo da non interrompere la visuale verso la finestra. La mancanza di “ostacoli” visivi orizzontali evita la sensazione di rimpicciolimento, che era una richiesta della cliente, ma allo stesso tempo ho suggerito di tinteggiare la parete di fondo con un colore che si armonizzasse col parquet in modo da fermare lo sguardo e non enfatizzare il senso della lunghezza. 

La parete opposta a uno dei due divani presenta il camino incassato: realizzando una sorta di mensola alla sua base si ottiene una superficie utile come piano d’appoggio per la tv, e sotto di essa uno spazio per riporre la legna. In questo caso è necessario che il camino abbia uno sportello in vetro ceramico per evitare disastri col fuoco, e di conseguenza il materiale con cui viene realizzato il ripiano va scelto opportunamente (io qui ho pensato ad una finitura in pietra grigia). 


I mobili contenitori sono lineari e sospesi; lo stesso criterio di leggerezza è stato adottato per la scelta dei tavolini. 

Anche i punti luce seguono la stessa logica: i lampadari sono di medie dimensioni e possono essere accostati per movimentare la zona relax, mentre le applique su uno dei due divani funzionano come luci da lettura poiché sono rivolti verso il basso. Una lampada da terra completa il set, e può essere utilizzata come fonte di luce soft all’occorrenza. 

Che dite, può funzionare? 

P.S. La pagina del servizio Your Room sarà pronta a breve. Stay tuned!

Arredi inseriti:
  • divani Remedy di Versus, design Antonio Scaffidi (da due e tre posti)
  • tavolini Twist Tables di 8000c, design Morten Flensted
  • lampadari a sospensione Haggas di Ikea
  • applique Kryssbo di Ikea
  • lampada da terra Biconica di Martinelli Luce, design Elio Martinelli
  • tenda a rullo
24 Ottobre 2014 / / Design

Viene direttamente dagli anni ’60 la Egg Hanging Chair della designer danese Nanna Ditzel, un progetto che ha ancora oggi grandi influenze: basti pensare che anche Patricia Urquiola si è ispirata a questa sedia a sospensione per la sua coloratissima Tropicalia.

Il progetto nasce per un’applicazione in esterni, ed infatti ha una struttura in acciaio resistente alle intemperie ed è composto di midollino naturale intrecciato; a rendere confortevole la seduta ci pensa un cuscino a prova di pioggia.
Proposto con l’apposito supporto in acciaio per tenere la seduta sospesa, col tempo ha saputo farsi largo anche in casa, grazie alla catena con moschettone, ed ha mantenuto il suo status di icona tra le sedute di pari genere.

Non è un’altalena, non è un gioco poco serio sul quale sedersi in bilico, perché la posizione che permette di assumere è davvero confortevole, ideale per momenti di relax e dedicati alla lettura.

La Egg Hanging Chair è prodotta da Pierantonio Bonacina, azienda che la sa molto lunga nell’arredo in intreccio di midollino e che in questo “guscio” a sospensione trova un punto cardine dell’intero suo catalogo!

ShareThis

24 Ottobre 2014 / / News

Un paio di settimane fa mi è stato recapitato un pacchetto sulla porta di casa: conteneva un nuovo prodotto che la BOSCH, nota azienda di elettrodomestici, mi ha fornito da testare e recensire in collaborazione con Blog Arredamento. Ve lo ricordate? Vi avevo dato un’anteprima su Facebook:
 
A couple of weeks ago I received a package at my house’s door: it was a new product that the well-known appliances company BOSCH sent me to test and review, in partnership with Blog Arredamento. Do you remember it? I showed you a preview on Facebook:
Si tratta del distanziometro laser PLR 15, un nuovo strumento per “DIY enthusiasts”, come recita il loro sito. A sentirlo nominare mi sembrava qualcosa di enorme e difficile da maneggiare (o me ingenua), per veri esperti del brigolage… ma in realtà si è rivelato un oggettino compatto e semplicissimo, intuitivo da usare anche per la crafter in erba come me, o per chiunque abbia bisogno di prendere una qualsiasi banale misura per la propria casa. Spesso i metri tradizionali sono poco precisi, non coprono grandi distanze o sono ingombranti da portare con sè per i propri acquisti. Con questo dispositivo invece basta puntare e… leggere! 
 
It’s the PLR 15 laser rangefinder, a new tool for “DIY enthusiasts”, as their website says. When I red its name I felt like it was something huge and hard to handle (me naive), something for real bricolage experts… but then it turned out to be something small, compact and simple, intuitive to use even for novice crafters like me, or for anyone else who needs to take any trivial measure in his own home. Traditional meters are usually inaccurate, they don’t cover great distances or are bulky to carry with you during your home-shopping. But with this device instead… you just point it and read!
 
 
Sul display comparirà la misura che vi serve, che ha un range di 15 metri. Per questo è particolarmente utile non tanto per gli spazi domestici, quanto secondo me per gli esterni, oppure per misurare le altezze. Ad averlo ricevuto prima l’avrei sicuramente sfruttato per il mio ultimo progetto in giardino (qui), ma ora che lo possiedo lo ficco in borsetta, pronto per la mia prossima gita all’Ikea. E poi in casa l’hanno apprezzato proprio tutti!
 
The display will show you the measure you need to know, which can cover till 15 meters. This is why this little object is useful not only for homely spaces, but in my opinion also for the exteriors and to measure heights. If I had received it before I would have definitely used it of for my last garden project (here), but now that I own it I’ll put it in my bag, ready for my next trip to Ikea. And then, everyone in my family enjoyed it!
 
Se volete farvi un’idea più precisa del prodotto, guardate questo simpatico video realizzato dall’azienda 🙂
 
If you want to get a better idea of the product, look at this smart video made by BOSCH 🙂
 

Photos by T h e P e p p e r m i n t L a n d
 
24 Ottobre 2014 / / Idee

Apple mania: idee, immagini e ricette per gli appassionati del frutto autunnale 
per eccellenza!Mele profumate e deliziose soprattutto se avrete l’occasione di 
coglierle direttamente dall’albero e trasformarle in torte e tortine!

2 cesto di mele e meline appena raccolte www.purevege.com
3/4 apple and honey galette www.theforestfeast.com
1 porta aghi e spilli in panno www.familleringeval.canalblog.com
2 composizione floreale con meline e cannella www.pinterest.com
3 la raccolta delle mele www.pinterest.com
1 albero di mele a spalliera www.clivenichols.com
2 tortine di mele www.williams-sonoma.com
3 dolci alla marmellata a forma di mela www.pinterest.com
4 sangria con mele www.kirantarun.com
1/2 la raccolta delle mele www.pinterest.com jayniejellybelly
3 crostata di mele con decori a cuore www.onceved.com
4 asciugapiatti  stesi al sole  www.pinterest.com jayniejellybelly

concept & graphic layout by Marzia
24 Ottobre 2014 / / BlogArredamento Aziende

L’impiego di materie plastiche nel campo dell’arredamento può essere fatto risalire intorno agli anni ’60. In questo periodo, parallelamente al legno e al metallo, viene sperimentato l’utilizzo di questo materiale per realizzare modelli di sedute che soddisfassero estetica, funzionalità e praticità.
La prima sedia in plastica è Selene, prodotta nel 1967 dal designer Vico Magistretti; a seguire vi sono state altre sedie che hanno segnato la storia come ad esempio la Panton Chair del designer Verner Panton, fino ad arrivare alle sedute in plastica colorata di Kartell.
Un’azienda che negli ultimi anni si è distinta nella produzione di sedie in plastica è Infiniti Design. I modelli proposti sono di design, ispirati dalla voglia di osare e di sorprendere con forme strane e colori accesi senza sottovalutare comodità e praticità d’utilizzo.

Sedie di design in plastica: FORME STRANE

Sedia di design in plastica Callita Chair

Callita Chair riesce ad attirare a sè tutti gli sguardi mostrando semplicemente la sua sinuosa e serpeggiante forma. Anche le gambe a razza sembrano seguire l’andamento curvilineo della monoscocca non poggiando completamente a terra.
Callita Chair ha un’unica scocca, ovvero seduta e schienale sono formati da un unico “pezzo” di materiale plastico, nello specifico poliuretano rigido. È proprio la plastica a permettere la realizzazione di una forma così particolare e robusta; la lavorazione a cui è sottoposta garantisce infatti massima tenuta e resistenza.

Anche le sedie mostrate qui sotto hanno una forma originale. Cookie ha un particolare taglio laterale che crea dei comodi braccioli, Glossy ha uno schienale curvato e Next traforato. La plastica è facilmente lavorabile e se trattata può assumere ogni forma desiderata.

Sedia di design in plastica CookieSedia di design in plastica GlossySedia di design in plastica Next

Sedie di design in plastica: IMPILABILI

Sedia di design in plastica My Way

La plastica è resistente e duratura e la sedia My Way ne è l’esempio. Il polipropilene caricato in fibra di vetro trattato con una particolare lavorazione permette di produrre una sedia dalle ottime prestazioni tra cui l’impilabilità. La possibilità di riporre le sedie una sopra all’altra garantisce un notevole risparmio di spazio in casa. Quando le sedute non sono utilizzate si può decidere di impilarle in un angolo della stanza senza nessun rischio di danno o rottura.

La comodità di una sedia di design in plastica impilabile è ben espressa anche nelle immagini proposte qui di seguito. Le sedie Drop e Margot possono essere impilate fino ad un massimo di 6 modelli, Loop addirittura 7.

Sedia di design in plastica Drop impilabileSedia di design in plastica Margot impilabileSedia di design in plastica Loop

Sedie di design in plastica: COLORATE

Sedia di design in plastica colorata Fiorellina

Le materie plastiche risultano facilmente trattabili e colorabili a piacere ed è per questo che sono il modello di sedute disponibile nella più grande varietà di colori e tonalità.
La sedia Fiorellina è infatti realizzata in polipropilene bianco, rosso, giallo, sabbia e antracite, ma le sedie Drop, Pure Loop e Next offrono una più vasta gamma che tocca, per esempio, anche l’arancione, il verde e il viola.
La scelta di una sedia in plastica permette quindi di giocare con i colori e adattare facilmente la seduta all’ambiente in cui viene inserita per creare continuità visiva o macchie inaspettate.

Sedia di design in plastica colorata DropSedia di design in plastica colorate NextSedia di design in plastica Pure Loop

Dopo aver visto queste immagini è facile capire come plastica e design possano andare molto d’accordo, sposandosi perfettamente con anche altre caratteristiche fondamentali: ergonomia, funzionalità, praticità, valori estetici.

Per scoprire tutte le sedie firmate Infiniti Design in vendita su ArredaClick cliccare qui.
Per scoprire tutte le sedie in plastica in vendita su ArredaClick cliccare qui.

24 Ottobre 2014 / / Coffee Break

C’era una volta un vecchio fienile a Durbuy, in Belgio; lo studio brix-architecture, con pochi ed azzeccati interventi lo ha trasformato in un’affascinante casa.
I volumi non sono stati toccati, come la vecchia struttura in legno del tetto, adeguatamente recuperata. Si è intervenuto focalizzando l’intervento soprattutto sul fronte energetico dell’edificio, isolando e attualizzando impianti e murature.


_________________________

CAFElab | studio di architettura


24 Ottobre 2014 / / Design

dettagli home decor
Il design di Philippe Starck e l’esperienza di Riko nel campo delle costruzioni in legno sostenibili hanno dato vita alla seconda generazione di edifici a energia positiva, P.A.T.H., acronimo di “Prefabricated Accessible Technological Homes”.

Sono case prefabbricate concepite per integrare la tecnologia verde (solare, termica, fotovoltaico solare e turbine eoliche) con soluzioni ecologiche all’avanguardia in termini di isolamento, impermeabilità e recupero dell’acqua piovana.
Tutto questo permette alla casa non solo di consumare molta meno energia rispetto ad un’abitazione tradizionale ma di produrre più energia di quanta ne consuma.
Il legno è stato scelto come materiale principale perché è una risorsa naturale, rinnovabile e riciclabile; oltre ad essere piacevole esteticamente, aiuta a mantenere un clima interno ottimale, bilanciando l’umidità nell’aria e assorbendo vapori nocivi, gas o odori sgradevoli.
Il suo abbinamento con le grandi vetrate e i soffitti in alluminio riducono ulteriormente l’impatto sull’ambiente.
Pensate per un pubblico eterogeneo, non rinunciano al design con la possibilità di una personalizzazione totale per colori, formati e materiali di finitura per una casa davvero su misura.
A ottobre sono stati presentati due modelli: Formentera (a un solo piano) e Montfort (a uno o due piani, aperto verso l’esterno) oltre ad un modello supplementare che può essere utilizzato come camera per gli ospiti, garage o studio. Tutte le case sono disponibili in diverse soluzioni planimetriche che variano dai 140 ai 350 mq.
Costruite con metodi di prefabbricazione industriale, permettono di risparmiare tempo e denaro; infatti, una volta ordinato il modello, ci vogliono meno di 6 mesi per la consegna. Assemblaggio e lavori di finitura richiedono circa due/tre mesi. I costi variano dai 2.500 ai 4.500 euro al metro quadro in base alle opzioni di finitura e alle dotazioni.

dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor

dettagli home decor
Immagini: StarckwithRiko
dettagli

23 Ottobre 2014 / / Ecce Home

Stili e spunti differenti si fondono in questo interno progettato dallo studio Whiting Architects di Melbourne, Australia, dando vita ad un insieme elegante e sobrio ma allo stesso tempo interessante.
La semplicità ed i toni neutri  propri delle case scandinave si uniscono  qui ai dettagli tipici degli eleganti appartamenti parigini come le cornici, le boiserie, i battiscopa ed il bel camino della camera matrimoniale.
Elementi romantici, come quelli della camera nella mansarda con l’armadio shabby chic ed il letto bianco in ferro battuto, si mescolano a pezzi di design, come il mobile componibile di  Anna Castelli, la lampada  a parete di Flos  e le sedie Panton intorno al tavolo da pranzo.
C’è anche una nota dissonante, il tocco pop, un po’ anni settanta,  della carta da parati a grandi fiori neri dell’atrio.
Ricorda invece le tipiche case inglesi la scala che conduce ai piani superiori e i loft newyorkesi la parete in mattoni non intonacata del living.

Tutto è dosato in maniera efficace, come in una ricetta in cui  i vari ingredienti si amalgamano  tra loro  rimanendo  però riconoscibili.

A cosa mi ha fatto pensare  tutto questo? All’Australia in cui gente dalle origini più varie ha dato vita ad  una nazione unica ed originale.
In sostanza una casa ma anche una metafora.


L’utilizzo delle  foto realizzate da Sharyn Cairns  mi è stato gentilmente concesso da Whiting Architects

A house that is a metaphor

Styles and different ideas come together in this interior designed by Whiting Architects of Melbourne, Australia, giving rise to a set elegant and simple but at the same time interesting. 
The simplicity and neutral tones of the Scandinavian houses are united here with the typical detail of the elegant Parisian apartments such as frames, wainscoting, baseboards and the beautiful fireplace in the master bedroom. 
Romantic elements, like the shabby chic wardrobe and the white bed  wrought iron of  the room in the attic, are mixed with pieces of design as the modular furniture of Anna Castelli, the wall lamp by Flos and  the Panton chairs around the table. 
There is also a dissonant note, the pop touch, a bit ‘seventies, like the  wallpaper with big flowers blacks in the atrium. 
The staircase, leading to the upper floors, remember the typical English houses and the not plastered brick wall of the living remembers a newyorker loft. 
Everything is dosed in an effective manner, as in a recipe where the ingredients are all mixed up but remained recognizable.
What made ​​me think this house? Australia, in which people from different origins gave birth to a nation unique and original. 
Essentially a home but also a metaphor. 


The use of the photos taken by Sharyn Cairns was kindly granted by Whiting Architects