24 Ottobre 2014 / / +deco

Che meraviglia, questo è il mio primo post da Urban Jungle Blogger! Il tema del mese è “My plant shelfie” e casca a fagioulo perchè ho appena preso una sensualissima primula (in realtà è della famiglia delle primule) da piantare vicino al mio amato ciclamino. Come potete vedere, amo i libri e ho parecchi cataloghi o libri da tavolino. Li amo perchè sono belli da vedere, hanno un buon odore, ogni volta che li sfoglio vedo qualcosa che non avevo visto prima, sono fonte d’ispirazione e sono per sempre
Spero che vi piacciano le mie immagini, è veramente difficile fare delle foto decenti ad interni, le cose sembrano molto più noiose e banali attraverso una lente inesperta!
24 Ottobre 2014 / / Mommo Design

24 Ottobre 2014 / / Design

Viene direttamente dagli anni ’60 la Egg Hanging Chair della designer danese Nanna Ditzel, un progetto che ha ancora oggi grandi influenze: basti pensare che anche Patricia Urquiola si è ispirata a questa sedia a sospensione per la sua coloratissima Tropicalia.

Il progetto nasce per un’applicazione in esterni, ed infatti ha una struttura in acciaio resistente alle intemperie ed è composto di midollino naturale intrecciato; a rendere confortevole la seduta ci pensa un cuscino a prova di pioggia.
Proposto con l’apposito supporto in acciaio per tenere la seduta sospesa, col tempo ha saputo farsi largo anche in casa, grazie alla catena con moschettone, ed ha mantenuto il suo status di icona tra le sedute di pari genere.

Non è un’altalena, non è un gioco poco serio sul quale sedersi in bilico, perché la posizione che permette di assumere è davvero confortevole, ideale per momenti di relax e dedicati alla lettura.

La Egg Hanging Chair è prodotta da Pierantonio Bonacina, azienda che la sa molto lunga nell’arredo in intreccio di midollino e che in questo “guscio” a sospensione trova un punto cardine dell’intero suo catalogo!

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24 Ottobre 2014 / / BlogArredamento Aziende

L’impiego di materie plastiche nel campo dell’arredamento può essere fatto risalire intorno agli anni ’60. In questo periodo, parallelamente al legno e al metallo, viene sperimentato l’utilizzo di questo materiale per realizzare modelli di sedute che soddisfassero estetica, funzionalità e praticità.
La prima sedia in plastica è Selene, prodotta nel 1967 dal designer Vico Magistretti; a seguire vi sono state altre sedie che hanno segnato la storia come ad esempio la Panton Chair del designer Verner Panton, fino ad arrivare alle sedute in plastica colorata di Kartell.
Un’azienda che negli ultimi anni si è distinta nella produzione di sedie in plastica è Infiniti Design. I modelli proposti sono di design, ispirati dalla voglia di osare e di sorprendere con forme strane e colori accesi senza sottovalutare comodità e praticità d’utilizzo.

Sedie di design in plastica: FORME STRANE

Sedia di design in plastica Callita Chair

Callita Chair riesce ad attirare a sè tutti gli sguardi mostrando semplicemente la sua sinuosa e serpeggiante forma. Anche le gambe a razza sembrano seguire l’andamento curvilineo della monoscocca non poggiando completamente a terra.
Callita Chair ha un’unica scocca, ovvero seduta e schienale sono formati da un unico “pezzo” di materiale plastico, nello specifico poliuretano rigido. È proprio la plastica a permettere la realizzazione di una forma così particolare e robusta; la lavorazione a cui è sottoposta garantisce infatti massima tenuta e resistenza.

Anche le sedie mostrate qui sotto hanno una forma originale. Cookie ha un particolare taglio laterale che crea dei comodi braccioli, Glossy ha uno schienale curvato e Next traforato. La plastica è facilmente lavorabile e se trattata può assumere ogni forma desiderata.

Sedia di design in plastica CookieSedia di design in plastica GlossySedia di design in plastica Next

Sedie di design in plastica: IMPILABILI

Sedia di design in plastica My Way

La plastica è resistente e duratura e la sedia My Way ne è l’esempio. Il polipropilene caricato in fibra di vetro trattato con una particolare lavorazione permette di produrre una sedia dalle ottime prestazioni tra cui l’impilabilità. La possibilità di riporre le sedie una sopra all’altra garantisce un notevole risparmio di spazio in casa. Quando le sedute non sono utilizzate si può decidere di impilarle in un angolo della stanza senza nessun rischio di danno o rottura.

La comodità di una sedia di design in plastica impilabile è ben espressa anche nelle immagini proposte qui di seguito. Le sedie Drop e Margot possono essere impilate fino ad un massimo di 6 modelli, Loop addirittura 7.

Sedia di design in plastica Drop impilabileSedia di design in plastica Margot impilabileSedia di design in plastica Loop

Sedie di design in plastica: COLORATE

Sedia di design in plastica colorata Fiorellina

Le materie plastiche risultano facilmente trattabili e colorabili a piacere ed è per questo che sono il modello di sedute disponibile nella più grande varietà di colori e tonalità.
La sedia Fiorellina è infatti realizzata in polipropilene bianco, rosso, giallo, sabbia e antracite, ma le sedie Drop, Pure Loop e Next offrono una più vasta gamma che tocca, per esempio, anche l’arancione, il verde e il viola.
La scelta di una sedia in plastica permette quindi di giocare con i colori e adattare facilmente la seduta all’ambiente in cui viene inserita per creare continuità visiva o macchie inaspettate.

Sedia di design in plastica colorata DropSedia di design in plastica colorate NextSedia di design in plastica Pure Loop

Dopo aver visto queste immagini è facile capire come plastica e design possano andare molto d’accordo, sposandosi perfettamente con anche altre caratteristiche fondamentali: ergonomia, funzionalità, praticità, valori estetici.

Per scoprire tutte le sedie firmate Infiniti Design in vendita su ArredaClick cliccare qui.
Per scoprire tutte le sedie in plastica in vendita su ArredaClick cliccare qui.

24 Ottobre 2014 / / Coffee Break

C’era una volta un vecchio fienile a Durbuy, in Belgio; lo studio brix-architecture, con pochi ed azzeccati interventi lo ha trasformato in un’affascinante casa.
I volumi non sono stati toccati, come la vecchia struttura in legno del tetto, adeguatamente recuperata. Si è intervenuto focalizzando l’intervento soprattutto sul fronte energetico dell’edificio, isolando e attualizzando impianti e murature.


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CAFElab | studio di architettura


24 Ottobre 2014 / / Design

dettagli home decor
Il design di Philippe Starck e l’esperienza di Riko nel campo delle costruzioni in legno sostenibili hanno dato vita alla seconda generazione di edifici a energia positiva, P.A.T.H., acronimo di “Prefabricated Accessible Technological Homes”.

Sono case prefabbricate concepite per integrare la tecnologia verde (solare, termica, fotovoltaico solare e turbine eoliche) con soluzioni ecologiche all’avanguardia in termini di isolamento, impermeabilità e recupero dell’acqua piovana.
Tutto questo permette alla casa non solo di consumare molta meno energia rispetto ad un’abitazione tradizionale ma di produrre più energia di quanta ne consuma.
Il legno è stato scelto come materiale principale perché è una risorsa naturale, rinnovabile e riciclabile; oltre ad essere piacevole esteticamente, aiuta a mantenere un clima interno ottimale, bilanciando l’umidità nell’aria e assorbendo vapori nocivi, gas o odori sgradevoli.
Il suo abbinamento con le grandi vetrate e i soffitti in alluminio riducono ulteriormente l’impatto sull’ambiente.
Pensate per un pubblico eterogeneo, non rinunciano al design con la possibilità di una personalizzazione totale per colori, formati e materiali di finitura per una casa davvero su misura.
A ottobre sono stati presentati due modelli: Formentera (a un solo piano) e Montfort (a uno o due piani, aperto verso l’esterno) oltre ad un modello supplementare che può essere utilizzato come camera per gli ospiti, garage o studio. Tutte le case sono disponibili in diverse soluzioni planimetriche che variano dai 140 ai 350 mq.
Costruite con metodi di prefabbricazione industriale, permettono di risparmiare tempo e denaro; infatti, una volta ordinato il modello, ci vogliono meno di 6 mesi per la consegna. Assemblaggio e lavori di finitura richiedono circa due/tre mesi. I costi variano dai 2.500 ai 4.500 euro al metro quadro in base alle opzioni di finitura e alle dotazioni.

dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor

dettagli home decor
Immagini: StarckwithRiko
dettagli