22 Gennaio 2015 / / +deco

from blog Kelly Green Interiors
Quindi cosa c’è di veramente nuovo nel mondo dei tessuti d’interni quest’anno? Diamo uno sguardo d’insieme.  
Le righe resistono e tutto sommato non passano mai di moda. L’iktat era ovunque l’anno scorso ma è sulla via del tramonto recentemente, per fortuna. L’etnico antico o di qualità rivisitato è su tutti i giornali al momento. Vi consiglio di investire in bei cuscini o copriletti etnici, perchè troverete sempre il giusto spazio e momento per ritirarli fuori; i tessuti etnici tornano sempre di moda. Se dai un’occhiata ai marchi più famosi di tessuti per interni, troverai anche motivi geometrici, tropicali, fiori, tutti  presenti anche nelle collezioni dell’anno passato.
L’unica vera novità è il motivo cachemire. Il suo nome originale è ‘paisley‘ da un villaggio in Scozia dove, nell’Ottocento, producevano per l’Europa stoffe con questa fantasia a forma di lacrima, di origini perse. A me è sempre piaciuta, indosso spesso una pashima con motivo cachemere o paisley che ho comprato a Rishikesch, in India, qualche anno fa. In questo caso la moda dei tessuti d’interni è stata influenzata dalla moda dell’abbigliamento.
Se guardi bene, nel senso che non li trovi quasi mai (ancora) nelle pubblicità, puoi trovare delle proposte ‘paisley‘ nelle collezioni di maggiori marchi di tessuti per interni. 
Questa è sola una piccola selezione, giusto per mostrarvi come il concetto può essere ampiamente declinato.  
From the top left/dall’alto a sinistra: 
Ralph Lauren, Haddington Paisley
Ralph Lauren, Boudin Paisley
Ralph Lauren, Belgrave Paisley
Kaffe Fasset, Pialsey Jungle Green 
Osborne & Little, Nizam
Liberty, Paisley, Cascade
22 Gennaio 2015 / / Decor

Oggi tocca a un post veloce veloce, per uno di quei piccoli oggettini che vedi, rivedi e stravedi e per i quali finisce che ti innamori.
Un dettaglio che a molti di voi non dirà niente ma che a me piace talmente tanto da violare il copyright. Sto parlando di una stampa, una print art che in nome delle restrittezze economiche vigenti in casa non ho potuto acquistare e che ho stampato della dimensione di una vecchia cornice bianca.

L’avevate già notata a zonzo per il web vero? È una piccola Batgirl metropolitana e in una composizione di quadretti eterogenei trovo che stia benissimo!
Controllate domani sulla mia pagina Facebook come l’ho sitemata!
Se la cercate la trovate qui.

Emily

22 Gennaio 2015 / / Idee

Avete mai avuto in casa un tappeto fatto di stracci? No, non sto scherzando!
Oggi sono felice perchè ho ritrovato un oggetto che avevo messo in uno di quei cassettini della memoria che ogni tanto si aprono.
Già, perchè è il classico oggetto che più o meno tutti abbiamo visto almeno una volta, magari a casa delle nostre nonne.
Di solito lo si trovava come stuoietta in cucina, o messo sopra lo zerbino.
Ecco, nel mio girovagare sul Web la mia attenzione è stata catturata da questo pezzettino della mia infanzia (e ho scoperto anche come si realizza, per le appassionate di DIY)…riproposto, però, in una chiave molto accattivante e un po’ bohemien.
Con belle combinazioni cromatiche, nel formato rettangolare da lunga stuoia: perfetto ai piedi del letto, come stuoia in cucina, in corridoio o, perchè no, abbinato ad altri uguali.
Tra loro sovrapposti sono perfetti per creare un effetto “tappetone”, magari per coprire il pavimento di una casa in affitto che non ci convince del tutto.
Tappeti scandinavi in stracci: in terra e sulle panche
Sopra, l’immagine di sinistra propone questi simpatici tappeti anche come rivestimenti per panche o cassapanche. Perchè no?
www.husohem.se
Spulciando nella Rete ne ho scoperti in vendita su www.etsy.com che, essendo il regno del “fatto a mano”, non poteva deludermi. Infatti ho scovato dei tappeti in stracci anni ’70-’80, di fattura scandinava, in splendide tinte.
Insomma, come coniugare vintage e upcycling.

Su Etsy, by LittleRetronome

La bellezza di questi tappeti sta anche nel fatto che sono dei complementi realizzati a mano e in modo intelligente, poichè sono frutto del riciclo di stracci, canovacci o scampoli di tessuto.
Quindi un bellissimo esempio di riuso creativo…delle nostre nonne!
Su Etsy, by LittleRetronome

Ma il recupero dell’oggetto del passato che tanto mi piace riletto in chiave moderna, ha assunto ancora maggior valenza quando mi sono imbattuta nella pagina Web di un fantastico progetto, promosso dalla struttura La Spona, in Valle Pusteria.
Si tratta di una comunità alloggio nella quale gli ospiti sono impegnati in diversi laboratori creativi (tessitura, sartoria, falegnameria e legatoria), uno dei quali prevede proprio la realizzazione di tappeti, anche quelli in stracci.
Potevo non pubblicarli?! Sono fantastici, di riciclo e realizzati da ragazzi pieni di creatività.
Vi invito a visitare la pagina di La Spona per apprezzare i loro prodotti artigianali.
Alla prossima,
Federica
Tappeto di stracci, by La Spona Laboratorio

Tappeto di stracci by La Spona Laboratorio
22 Gennaio 2015 / / Design

dettagli home decor
Inaugurato lo scorso dicembre a Roma, il Romeow Cat Bistrot è un nuovo locale specializzato in cucina vegana ispirato ai famosi Neko Cafè giapponesi: caffetterie in cui vivono colonie di gatti .
Il bistrot, progettato in collaborazione con il designer Tommaso Guerra, è stato concepito come una vera e propria casa abitata da 6 gatti che condividono in modo molto naturale lo spazio con le persone.
La sala principale ospita tavoli, sedute, cuscini, un pianoforte, oltre a diverse decorazioni a parete, scelte mirate per trasmettere una sensazione di familiarità, proprio come se fosse la sala da pranzo di una casa privata. In prossimità della cucina una scala a chioccola in legno conduce al soppalco. Qui lo spazio è suddiviso in due ambienti: la zona lounge, caratterizzata da un soffitto alto,  destinata ad accogliere le persone e dove vengono serviti i drink; una zona a soffitto basso, arredata con poltrone vintage in velluto, vecchie valigie, dedicata al riposo dei gatti.
Il Romeow Cat Bistrò non è certo un semplice locale che ospita gatti ma è un bistrot raffinato e ricco di design, dove recarsi per gustare cibi freschi e sani, dalla prima colazione alla cena.

dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
via Francesco Negri 15 
Roma

22 Gennaio 2015 / / Design

Avete mai sentito parlare di Formabilio? Se amate quanto noi l’interior design siamo sicuri di sì, ed è per questo che vogliamo analizzare più da vicino e più a fondo questo fenomeno online che è partito da una idea già battuta e sperimentata da altri, ovvero quella dell’atelier e-commerce su “commissione” (qualche tempo fa vi abbiamo ad esempio parlato di Made.com).

Il sistema Formabilio ha però una sua peculiarità che lo distingue da altri, la trasparenza. Attraverso il sito si viene a sapere immediatamente chi ha progettato un dato elemento di arredo, chi lo ha prodotto, dove lo ha fatto e con quali materiali: il tutto all’interno dei confini italiani, per una virtuosa salvaguardia del design e dell’artigianato Made in Italy.
I fondatori, Andrea Carbone e Maria Grazia Andali, fanno coppia fissa anche nella vita ed hanno voluto rendere concreta una loro idea di sistema sostenibile, in cui i guadagni siano equi per tutti e derivino da oggetti intelligenti, realizzati assecondando reali richieste collettive.

Il meccanismo è più semplice di quanto si pensi: vengono indetti dei concorsi a tema, ovviamente attraverso il web: tutti i progetti candidati vengono sottoposti a votazione online, e la top ten passa all’analisi della fattibilità da parte di una commissione tecnica. A questo punto nasce il prototipo, di cui è poi possibile ordinare la produzione.

Ci sembra un’idea a dir poco illuminata, per tutta una serie di fattori: in primis, l’originalità degli elementi di arredo che non derivano da progetti “standard”. A ciò si aggiunge la sostenibilità del processo produttivo, secondo criteri altamente ecologici, ed anche un pizzico di orgoglio per un atelier di design che dimostra come anche in Italia si possa essere assolutamente smart, anche grazie ai livelli di eccellenza del nostro artigianato.

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22 Gennaio 2015 / / Cappello a Bombetta

Non mi sono dimenticata di questa rubrica, sto raccogliendo per voi le interviste più belle!
Oggi vi presento Lana Red: se ancora non la conoscete dovete assolutamente recuperare. Il mondo di Lana è colorato, creativo e raffinato e parla di DIY ( uno più bello dell’altro!), ma anche di food, viaggi e styling: insomma una creativa a 360°, proprio come piace a me. Non potevamo non sentirci in sintonia… poi ha i capelli rossi, come me ora 😉
Ecco la sua intervista per la Bombetta.




1) Come è nata la tua passione per l’interior design e la creatività in generale?
Sono sempre stata interessata alla creatività sin da quando ho memoria. Quando ero più giovane ridecoravo la mia stanza ogni volta che potevo, e sono sempre stata affascinata dal mondo dei tessuti e del fashion in generale.

2) Cosa ti aspettavi quando hai aperto il blog? 
Ho aperto il blog durante la mia laurea in Design Teatrale. Durante gli studi ho realizzato che era difficile creare cose che avessero sempre un significato per i miei studi, ma che amavo creare anche solo per la gioia di farlo, sul blog tutto era decisamente più aperto e semplice. Ho deciso che non volevo scegliere tra questi due mondi così ho cominciato a gestire il mio blog la notte mentre di giorno studiavo.
3) Cosa non hai realizzato ancora e perchè?
Non ho mai pensato di diventare una blogger. Ho iniziato per me stessa, per dare a me stessa la scusa di poter creare cose che mi piacevano. Ma le cose hanno cominciato a diventare veloci, interessanti e mi sono accorta che tante persone mi seguivano, erano interessate alla mia storia e a quello che creavo. Così avevo tutti questi lettori che che mi seguivano e che cercavano ispirazioni da me.
4) Cosa ti ispira?
Tutto. So che non è la risposta migliore, ma posso sentirmi ispirata dalle cose più strane. Posso passeggiare in casa di qualcuno e innamorarmi del colore delle piastrelle e decidere così di farci qualcosa.  O, per essere più pratici, avere bisogno di un cappotto o di spazio per organizzare. Il mio luogo d’elezione per ispirarmi resta comunque camminare, viaggiare. Anche i musei, la fotografia, i designers tessili mi sono di grande stimolo.
5) Immaginati a fare quacos’altro…
Questo è difficile, e ci penso spesso perchè davvero amo quello che faccio. Significa anche che il lavoro e i miei interessi personali spesso si mescolano e fondono così rapidamente che posso lavorare tutto il giorno, da quando mi sveglio a quando vado a dormire… e quando ho questi pensieri, e sento il bisogno di una pausa, proprio allora realizzo che anche mentre viaggio,  mi manca tanto creare cose! Così so di non avere molta scelta: la verità è che non riesco proprio a immaginarmi fare qualcos’altro!
 
22 Gennaio 2015 / / Coffee Break

Finalmente hai deciso che sei pronto per ristrutturare e stai cominciando a muoverti cercando risposte e certezze ai tuoi dubbi, soprattutto in fatto di budget…
cercando sul web sei arrivato per caso sul nostro blog o forse ci conoscevi già.
In ogni caso è già qualche tempo che abbiamo cominciato a condividere con i nostri lettori alcuni spunti – dettati dall’esperienza sul campo – raccolti in piccole Guide dedicate a chi ristruttura,
se ancora non le hai scaricate puoi trovarle QUI GRATUITAMENTE!

Oggi parliamo di BUDGET!

Iscrivendoti al nostro form, questa volta riceverai un piccolo aiuto per cominciare ad avere un’idea approssimativa di quanto andrai a spendere con i lavori!
Non immaginare calcoli complessi ed analisi comparative… il nostro tool è quasi gioco, ma è calibrato sui prezzi di mercato e siamo sicuri che il risultato che otterrai alla fine non sarà molto distante da quanto andrai a spendere!

Che aspetti a provare?

Compila il contact form e in pochi minuti riceverai nella casella di posta indicata il link al file pdf da scaricare.

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CAFElab | studio di architettura


22 Gennaio 2015 / / But in the Meantime

 

Oggi ho letteralmente perso la testa per questo favoloso servizio di piatti ideato da Fabrica per Atipico. Il progetto è stato sviluppato da un gruppo di giovani designer di diversi Paesi, ciascuno dei quali ha contribuito ispirandosi alla propria tradizione culinaria e alle proprie necessità al momento di sedersi a tavola. Il risultato è una bellissima collezione di oggetti versatili che rispondono alle esigenza della cucina multietnica contemporanea.