29 Gennaio 2015 / / But in the Meantime

Il tema di questo mese per gli Urban  Jungle Bloggers è “piante e caffè” ed io ho deciso di contribuire con un mate. Questa bevanda tradizionale argentina è considerata un sostituto del caffè, per cui non sono uscita dalla carreggiata! Sullo sfondo appaiono nuovamente le piante grasse, il mio piccolo vivaio che curo con poche semplici attenzioni. La maggior parte di queste piantine le ho ricavate da quelle che ho sul balcone, erano microscopiche fino a pochi mesi fa, è incredibile quanto siano cresciute in così poco tempo!
29 Gennaio 2015 / / BlogArredamento Aziende

Come alcuni di voi sapranno (chi riceve la nostra newsletter settimanale ne è sicuramente al corrente!) da qualche mese invitiamo i nostri clienti ad inviarci scatti degli acquisti effettuati su ArredaClick.
Le foto vengono selezionate dal team marketing, pubblicate nelle schede prodotto ed i fotografi premiati con uno o più buoni Store Credit del valore di 20 €.

Il soggiorno di un cliente francese arredato con la parete attrezzata Matrix.

Il soggiorno di un cliente francese arredato con la parete attrezzata Matrix.

L’operazione “Condividi le tue Foto” ha lo scopo di mostrare i prodotti in vendita online in ambientazioni reali. I cataloghi fotografici sono favolosi e sognare non fa mai male, ma spesso le enormi ambientazioni patinate sono lontanissime dalla realtà: per questo le vostre foto sono importanti e possono diventare fonte di ispirazione per molte altre persone.

Cerchiamo sempre di pubblicare i contributi dei nostri clienti, ma dobbiamo confessare che a volte è proprio impossibile: immagini sfuocate, inquadrature che non descrivono le potenzialità di un prodotto, ambientazioni troppo scure o mal illuminate. Per questo motivo abbiamo pensato a questo breve ma chiaro vademecum di consigli per fotografare al meglio la vostra casa.

SOGGETTO:
1. trovate l’inquadratura migliore per rappresentare un articolo nella sua interezza. Inoltre, se presenti, cogliete anche particolari interessanti quali lavorazioni originali o dettagli di pregio, meccanismi o altre caratteristiche che sottolineino le potenzialità di un prodotto. Anche angolature fuori dai soliti schemi, ad esempio dall’alto, possono servire a mostrare lati significativi di un prodotto;
2. verificate che il soggetto principale sia a fuoco. Non serve essere un fotografo professionista, molte macchine fotografiche e smartphone sono dotati della funzionalità per la messa a fuoco automatica. Su dispositivi touch screen spesso basta toccare lo schermo nel punto che si vuole evidenziare per attivare la messa a fuoco. Su macchine fotografiche compatte è sufficiente attivare la modalità “AF” autofocus.

Un'inquadratura dall'alto evidenzia la superficie materica e l'unicità di questo tavolo in legno.

Un’inquadratura dall’alto evidenzia la superficie materica e l’unicità di questo tavolo in legno.

LUCE:
1. un’ambientazione correttamente illuminata risulta più chiara e piacevole, sia dal vero che in foto;
2. sfruttate la luce naturale. Attenzione però alla luce del sole diretta, in particolare su alcune finiture che potrebbero rifletterla senza trarne beneficio alcuno;
3. evitate il flash che rende le immagini fredde e poco sature.
In generale è meglio lasciarsi la fonte di luce alle spalle. Se nella foto è presente una fonte di illuminazione artificiale, il consiglio è smorzarla (se possibile) o dirigere il fascio di luce verso il muro.

RISOLUZIONE
Non vogliamo fissare dei requisiti tecnici, ma ricordarvi solo che una foto con una buona risoluzione verrà considerata più adatta alla pubblicazione in scheda prodotto ed avrà quindi maggiori possibilità di essere selezionata!

AMBIENTAZIONE
Calatevi nella parte e create ambientazioni studiate. A volte basta solo aggiungere o spostare qualche oggetto decorativo ed il vostro set è pronto per lo shooting. Bastano poche mosse per rendere un’ambientazione più accattivante: cuscini accuratamente disposti sul divano, un vaso di fiori per dare un tocco di colore ad un mobile dalle finiture neutre, un quadro spostato temporaneamente perché i suoi colori si abbinano perfettamente al mobile che volete fotografare. Prendete ispirazione dai cataloghi fotografici e date libero sfogo al fotografo che è in voi.

Esempio di griglia su iPhone

Fonte: www.spider-mac.com

PICCOLI ACCORGIMENTI:
1. la stabilità è importante per un buono scatto. Se avete un cavalletto usatelo, oppure cercate un piano d’appoggio stabile e dell’altezza che vi permetta di inquadrare l’oggetto completo o il dettaglio che volete cogliere;
2. in bolla è meglio. L’inquadratura dritta è importante. In base alla marca molte macchine fotografiche hanno la funzionalità “griglia” o “livella”: la prima disegna una vera a e propria griglia che vi aiuta a rispettare le linee architettoniche dell’ambiente e a fotografarle correttamente; la seconda si adatta ai vostri movimenti e diventa verde quando la macchina fotografica è in bolla; 3. i dettagli, le texture e i materiali possono essere fotografati attivando la funzionalità “macro” che mette automaticamente a fuoco i dettagli inquadrati da molto vicino.

L'opzione "macro" presente in molte macchine fotografiche può aiutare a scattare immagini da vicino come questa.

L’opzione “macro” presente in molte macchine fotografiche può aiutare a scattare immagini da vicino come questa.

Ultima nota pratica: se nello stesso scatto riuscite a mostrare più prodotti ArredaClick le vostre foto potrebbero essere pubblicate in più schede, permettendovi di accumulare più buoni Store Credits per il vostro prossimo acquisto.

29 Gennaio 2015 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor
Il black and white, all’interno delle nostre case,  rappresenta sempre una particolare classicità, ma allo stesso tempo conferisce all’ambiente un “ tocco” di design minimale  con il quale l’arredamento appare subito armonioso, piacevole e leggiadro.

Sudoku è un esempio di questo stile minimale! 

dettagli home decor
dettagli home decor
E’ un enigma compositivo di elementi irregolari che, assemblati orizzontalmente e verticalmente, creano un volume di grande originalità.
Grazie ai fianchi accostabili senza raddoppio con più moduli si può creare un sistema a parete continuo.
Nella versione in alluminio e legno nerobianco, le superfici specchianti e zebrate della libreria creano un gioco di pieni e di vuoti dal sorprendente effetto scenografico.
Libreria in MDF laccato oppure impiallacciato in essenza di legno e alluminio in finitura specchiata. Zoccolo in MDF laccato con  piedini regolabili. Il fianco accordabile, di mezza profondità rispetto alle mensole, permette di affiancare più moduli senza raddoppiare lo spessore dei fianchi.Per il modulo finale, è possibile chiudere il fianco con l’altra metà opzionale.


dettagli home decor
Design Elegante e piacevole in alluminio e legno nerobianco (edizione limitata), laccato bianco e nero, laccato bianco
DIMENSIONI (LxPxH)
cm 95x26x197
cm 189x26x197
La libreria in alluminio e legno, design by Mario Bellini (2007) è prodotta da HORM.IT 


Camilla Ricotti



Ci svegliamo alle 7:30 pronti e carichi per andare a visitare le meraviglie della città..ma fuori è ancora buio (non l’avevo considerato) e dopo una classica colazione internazionale che di francese non aveva un bel niente, andiamo alla recepion per chiedere i biglietti del Louvre e del Musèe de L’armèe.  Mentre aspettiamo che una persona non ben identificata, ci porti i biglietti, ci facciamo un’altra passeggiata nei dintorni, volevamo tenere le energie per il Louvre.

Sulla mappa, la Basilica del Sacro cuore non sembrava lontana, ma poi scopriamo che non solo è mooolto lontana, ma anche (credo) l’unica zona in salita della città.
Desistiamo e arrivati a Saint Georges, facciamo dietro front. Nel tornare in Hotel noto che nella via che stiamo attraversando, non c’è una sola vetrina, portone, finestra che non abbia la scritta “je suis Charlie”. Mi è sembrato strano perchè nei Grand boulevard non l’ho vista proprio da nessuna parte.
Mi sono subito irrigidita e ho chiesto a G. di allungare il passo. Poco più avanti davanti ad un palazzo, il tipico palazzo Haussmaniano che trovi in tutta la città, ecco appostata la Gendarmerie ben armata. 
Ecco, quella parte di Parigi che temevo e speravo che, da turista, non avrei visto.
L’orgoglio, il terrore, la vigilanza, la realtà attuale Parigina.
L’istinto era di andare lontano….sono pazza lo so.
Finalmente prendiamo i nostri biglietti e andiamo al Louvre.
La strada che avevamo fatto la sera prima era, ovviamente, sbagliata ma con le giuste indicazioni in 10-15 minuti aravamo davanti alla piramide. (di nuovo)
Avendo già il biglietto non abbiamo fatto fila, ma ecco che di nuovo ripiombo nella realtà.

Il Vigipirate è attivo al Louvre. E’ solo il secondo giorno e non mi sono ancora tranquillizzata del tutto, ho già visto passare passare 18-20 camioncini/cellulari o che sia,  della polizia con altrettanto corteo di moto e macchine, la gente immobilizzata e i soliti “turisti” a far le foto con il sorriso. E mi chiedo : ma che te ridi??  Controllo, metal detector, cellulare, giacchetto, togli il cappello ecc..è assurdo ma il fatto che facciano controlli e ci siano pattuglie armate ti fa sentire sicuro e insicuro. Siamo abituati a sentirle a tg certe cose, e vedere il triangolo rosso e nero e  i controlli lo rende troppo reale. Vabbè, lasciamo stare le ansie e torniamo al Louvre.

Il Louvre è quasi terrificante. Un labirinto d’arte infinito..e un brack ci vuole ogni tanto.
Sapevate che si può uscire e poi rientrare con lo stesso biglietto? Noi l’abbiamo fatto, per una pausa tra il primo e secondo round, e siamo andati da Angelina ad assaggiare i macarons. Eh no, non si può non fare anche perchè una delle sale da tè si trova proprio su Rue dei Rivoli, a poche (centinaia) di metri dal Louvre. 
una delle decisioni più difficili della giornata
Come già detto, non avevo programmato niente, nessuna visita, vista l’intenzione di non partire, ma converrebbe farlo e sul sito del Louvre ci sono alcuni percorsi tematici da poter seguire per entrare e uscire in 2-3 ore. 
Una cosa da non perdere secondo me, sono gli appartamenti di Napoleone III , i fossati del Louvre del medioevo , la mummia e ovviamente la nostra Gioconda..ma non vi aspettate che sia un granchè..non ci si può nemmeno avvicinare, ma un salutino è d’obbligo!
Sua altezza la Gioconda e le stanze di Napoleone
Usciti dal museo, decidiamo di andare sulla rive Gauche, perchè il Musèe de l’Armèe (o Hotel des Invalides) non sembra essere troppo distante. Sulla guida Lonely avevo letto che chiudeva alle 18:00..eravamo assolutamente in tempo.
A piedi invece non s’arrivava mai. strade e stradine, poco traffico e solo camioncini della Polizia con tanto di teste di cuoio che passano a tutta velocità. 
Insomma il Louvre di spiezza in due e questa scampagnata non ci voleva proprio.
Arriviamo all’Hotel des Invalises, questo magnifico palazzo, imponente e snello, l’occhio non lo prende tutto, è impossibile. 
Entriamo, controlli (ma questa volta ce li fa direttamente la gendarmerie) ci perdiamo anche qua perchè è davvero immenso e troviamo l’entrata del museo.
Un baldo giovincello in divisa da vigilante, ci spiega in francese/inglese/ mimo che è chiuso.
Cosa mi stai raccontando scusa? vuoi dire che ho fatto 1000miglia a piedi per senza niente? 
Il museo chiude alle 17:00 quindi dalle 16:30 non fanno più entrare nessuno. Sapete che ora era? le 16:31. 
Stanchi, piedi e gambe a pezzi, roba che se per sbaglio ti siedi per più di 45secondi non ti rialzi più..e adesso? 
Sempre dell’idea di non prendere la Metro, mannaggia a me mannaggia!
Sorridi: 
Gambe in spalla e torniamo indietro, ma ovviamente non passando per la strada già fatta, facciamone una nuova  che non conosciamo e che potrebbe essere più lunga. Ok, sarà fatto.
Dopo una giornata così…così…Così, dopo un aperitivo, e una bella doccia, mi sono messa a cercare i ristoranti/bistrot e quant’altro vicino all’hotel. Ho scoperto che il Aux Lyonnais, uno dei ristoranti di Alain Ducasse era proprio dietro l’angolo.
Atmosfera parigina, tavoli minuscoli, tutti ti chiedono se parli francese, gli dici che più o meno ti arrangi e ti parlano in inglese, bè vabbè..fai tu. Poi ti dicono tre cose veloci in francese e tu hai solo capito di aver accettato un bicchiere di Champagne. Ah, bene.
Leggere il menù non è stato facilissimo, ma alla fine è andata meglio di quanto pensassi..abbiamo mangiato divinamente, dei piatti abbondanti di carne serviti direttamente in pentola o in cocotte..meraviglioso!
Gran finale con un soufflè alla vaniglia e un dolce al cioccolato che non so proprio come si chiami.
si, la cocotte del souffle potevano anche pulirla.
Mappa Google Secondo giorno
TOT 10km a piedi + Louvre 
Silvia
29 Gennaio 2015 / / Coffee Break

Questa casa è l’abitazione di una food designer, Claire, ed è stata pubblicata sulla rivista online Covet Garden. Si trova a Toronto, in Canada, ed è caratterizzata dalla presenza di arredi realizzati in opera con finitura di cemento a vista,


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CAFElab | studio di architettura