Rinnovare una stanza per ritrovare l’energia

Sono una persona pigra. Tanto, troppo. Spesso faccio fatica persino a fare le cose che mi piacciono, come scrivere per il blog, e qualsiasi cosa io faccia sono estremamente lenta. Hai presente un bradipo?
Non credo che esista una cura per la mia pigrizia, però c’è una cosa che mi aiuta a racimolare un po’ di energia: rinnovare l’ambiente che mi circonda. Mi fa sentire rigenerata e mi aiuta a concentrarmi.

Per me rinnovare una stanza non significa spendere dei soldi e sostituire tutto, ma piuttosto cambiare colore, dipingere alcuni oggetti, aggiungere delle piante, riempire una parete che era rimasta vuota per l’indecisione, cambiare le tende, alleggerire un mobile troppo pieno, eliminare le cianfrusaglie che si sono accumulate nel tempo, collocare gli oggetti in modo diverso.

Puoi provare anche tu. E se non sai come fare puoi seguire questa guida.

L’ultima volta che l’ho fatto è stato circa un mese fa, quando la mia camera da letto ha iniziato a trasmettermi sensazioni come disordine (pur essendo ordinata), incompletezza e sciatteria.
Avevo accumulato un sacco di oggetti carini e colorati per ottenere un risultato come questo e invece il risultato è stato questo. Beh, almeno ho capito quale stile NON mi appartiene.

Così ho deciso che la nuova palette di colori sarebbe stata più elegante, minimalista e naturale: bianco, nero, grigio, marrone e verde.
                                                                                       

Avendo poco spazio accanto al letto, ho costruito un comodino da parete con un quadro dei cinesi che non mi piaceva più, due stecche di legno, un pezzo di stoffa, della colla a caldo e della vernice nera.

L’interno della mensolina di Tiger era verde acqua e l’ho rivestito con della carta adesiva nera; Ho lasciato in vista solo i washi tapes che riprendevano i colori scelti e ho riposto gli altri in una scatola; stessa cosa per penne e matite.

Con la stoffa che mi era avanzata dall’orlo fatto alle tende della zona giorno ho fatto un vestiletto e una testata per abbellire la mia povera branda. Ho appeso alle pareti una antica mappa di Parigi e delle cartoline vintage in bianco e nero e ho riesumato la tenda che mia madre aveva messo via dalla cucina quando avevo sei anni.

Ho dipinto lo specchio e inserito un appendiabiti dove lasciare in vista solo le cose che uso di più (che tra l’altro ci stanno benissimo perché sono in fase black&white anche nell’abbigliamento).

Ho dipinto anche le bandierine di Tiger e la scatolina di latta e ho raccolto un po’ di rami da una pianta selvatica di un verde bellissimo che ho trovato in giardino.

La scarpiera fatta con le cassette era già lì, mentre la sedia l’ho trovata a casa dei miei nonni e, indovina un po’, l’ho dipinta di nero.

Ho dipinto anche la scrivania, ma di bianco; ho trapiantato il mio cactus in un vaso trasparente e ho creato una bacheca con un pezzo di rete di metallo, anche questa recuperata.

E tu? L’aspetto della tua casa influenza il tuo umore o è solo una mia fissa?

(Una volta ho spostato un armadio in legno a tre ante da sola, ma non so ancora se dovrei vantarmi o vergognarmene.)

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