Sotto un soffitto a volta blu

Questo edificio di Lucca è stato oratorio dell’antico ospedale della Compagnia della Croce  nel XIV secolo, chiesa  dal XVI  al XX secolo, palestra in epoca fascista (su una parete c’è ancora la scritta “Credere, obbedire, combattere”, lasciata dall’attuale proprietario come testimonianza storica), poi magazzino per sanitari ed ora casa-studio del fotografo Massimo Vitali e della sua famiglia.

Il progetto di restauro e di adattamento alla nuova funzione porta la firma di Paola Sousa e dello studio Momus Architetti ; l’idea di base è stata consolidare l’edificio nel massimo rispetto per la struttura originaria, delle volte tinteggiate di azzurro,  delle decorazioni e degli affreschi, ripristinando anche l’antico collegamento diretto con la sacrestia.

La navata oggi accoglie una struttura in ferro (scala e ballatoio) e due volumi realizzati in legno in cui sono raggruppati i servizi e le camera da letto.

Per l’arredo si è optato per un mix di arredi contemporanei (in gran parte Edra), mobili di recupero e pezzi e quadri di famiglia, che creano un piacevole contrasto con i muri delabré e con la muratura che riaffiora sotto gli strati di intonaco non ricostruiti.

Ma sapete secondo  Vitali quello che fa la differenza? La luce (che arriva prevalentemente dall’alto) e l’acustica.

E a voi piacerebbe vivere in una casa in cui è protagonista la storia?

Under a vaulted ceiling in blue

This building in Lucca was in the fourteenth century an old hospital chapel of the Società della Croce, it was a church from the sixteenth to the twentieth century, a gym during the Fascist period (on a wall is still the word “Believe, obey, fight”,  left  from the current owner as historical evidence), then storage for health and now home-studio of the photographer Massimo Vitali and his family.

The project of restoration and adaptation to the new function is signed by Paola Sousa and study Momus Architetti; the basic idea was to consolidate the building with the utmost respect for the original structure, his vaulted ceiling painted in blue, the decorations and frescoes, restoring also the old direct connection to the sacristy.

The nave today welcomes an iron structure (scale and gallery) and two volumes in timber in which the services and bedroom are grouped.
About the furniture They have opted for a mix of contemporary furnishings (largely Edra),  pieces of recovery and furniture and  paintings from family, which create a pleasant contrast to the “delabré” walls and with masonry that resurfaces under layers of plaster not rebuilt.

But do you know Vitali is the second most important thing? The light (which comes mainly from the top) and the acoustics.

Would you like to live in a house in which the story is the protagonist?

The Socialite FamilyNew York TimesMomus Architetti,  Il Tirreno,

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