Una casa che cresce per la popolazione del Messico

Forse tanti non lo sanno, ma si è conclusa da poco la primissima biennale di architettura a Chicago: un evento molto importante e che ha riscosso un gran successo di pubblico e critica, considerando che mai nel nord America era stata organizzata una panoramica del genere.

Tantissimi studi di architettura provenienti da tutto il globo, molti anche gli studi Italiani che si sono cimentati in progetti innovativi e riflessivi.

Uno in particolare affronta un tema quanto mai attuale: il sovrappopolamento e la scarsità di risposte adeguate da parte dei governanti chiamati in causa.

 

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L’architetto Messicano Tatiana Bilbao ha presentato un modulo abitabile flessibile, capace di ingrandirsi nel tempo in base alle esigenze familiari ma anche adattabile in base alle diverse caratteristiche climatiche.

In Messico il problema delle abitazioni sociali è davvero sentito, a causa della scarsità di alloggi per circa nove milioni di case.

L’architetto ha voluto dedicarsi alla progettazione di dimore che rispondessero non solo a bisogni numerici, ma anche a requisiti minimi più accettabili per la popolazione messicana.

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Il progetto è stato commissionato dal governo Messicano come parte di un programma di aiuto per le persone con scarsi introiti, al fine di rendere possibile anche per loro l’acquisto di una casa: metà del costo sovvenzionato e l’altra metà a credito.

In occasione della Biennale, Tatiana e il suo team hanno costruito un prototipo a scala reale: un cuore composto da blocchi di cemento espandibile tramite moduli costituiti da materiali più leggeri, come i pallet in legno.

Questo proprio per permettere alle unità di espandersi e prendere forma con diversi layout: da questo punto di partenza i moduli hanno una pianta più grande della maggior parte delle case sociali presenti in Messico, che hanno in genere un’area di 43 m² (il minimo di legge).

TatianaBilbaoSC_BotanicalGardenCuliacan_creditIwanBaan

TatianaBilbaoSC_SustainableHousing_creditTatianaBilbao

In questa prima fase i moduli sono composti da una cucina con una zona giorno a doppia altezza (5 mt in altezza), un bagno e due camere a cui se ne possono aggiungere altre 5 in caso di necessità.

Tatiana con questo progetto ha davvero voluto dare più spazio alla sua gente, senza però tradurre questo bisogno di più ampiezza in costi eccessivi.

Non tutto è rifinito, il che contribuisce a contenere i costi e al contempo da all’abitazione un aspetto semplice ma decoroso per le persone che ci dovranno vivere.

Al momento sono state realizzate 23 unità, con l’obiettivo di arrivarne a costruire 3.000 in un anno.

Perché la casa è un diritto e non un privilegio.

http://chicagoarchitecturebiennial.org/

http://www.tatianabilbao.com/

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