7 Marzo 2016 / / Design

Ci pensate mai a quanto la nostra società sia cambiata soprattutto in questi ultimi 100 anni?

Tutta la tecnologia che ci semplifica la vita e molto spesso ci sostituisce nelle nostre attività di tutti i giorni, 60 anni fa in molti casi non esisteva.

Per lavare esiste la lavatrice, se abbiamo poco tempo e la casa umida c’è l’asciugatrice, in caso di cene multi-parentali c’è la lavastoviglie e per i pavimenti c’è la scopa elettrica.

Per ogni esigenza c’è uno strumento: tutti utensili pensati e costruiti per rispondere al sempre meno tempo a disposizione delle persone, sempre più occupate tra lavoro e famiglia.

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Da questa riflessione prende spunto la mostra “Cucine e ultracorpi”, ospitata presso la Triennale di Milano fino al 21 febbraio 2016, ideata proprio in occasione dell’Expo 2015.

La mostra è a cura di Germano Celant, con messa in scena a cura di Italo Rota e progetto grafico di Irma Boom e prende spunto dal libro di fantascienza “L’invasione degli Ultracorpi” scritto da Jack Finney nel ’55 e dall’omonimo film girato da Don Siegel.

Così come nel film e nel libro gli alieni si insinuano e confondono tra gli umani, diventando attuatori di una rivoluzione interna, così gli utensili da cucina si sono inesorabilmente trasformati in automi, sempre più diffusi e accettati nella società.

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L’esposizione mette in relazione gli utensili con i quattro elementi e i sensi: il viaggio comincia passando attraverso un tunnel in cui suoni e allarmi ci sorprendono e spaventano.

Questo a ricordarci quanto in realtà la sfera domestica sia pericolosa: tutti i giorni incidenti anche mortali avvengono tra le mura di casa e soprattutto in cucina.

Passato il tunnel, è il turno del freddo e dell’acqua affrontato con un sfilata di frigoriferi di ogni forma, età e colore: si passa dalla serie il Milione di Ignis del ’62 al prototipo di frigo-lavagna Chalk Chalk di Ardo.

La seconda parte è dedicata al fuoco e al caldo, con i blocchi cottura della cucina composti in un blocco astratto.

Si continua con la terra intesa come il bisogno sempre maggiore di smaltire e riciclare i rifiuti organici. Il 30% degli scarti domestici è rappresentato dall’umido e sempre più designer e aziende cercano soluzioni concrete a questo problema.

Un esempio sono le compostiere domestiche di Gabriele Fiocco e del Gruppo Sartori Ambiente, prodotte con materiali di riciclo.

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L’udito è attratto da un’orchestra che esegue una strana sinfonia: tutti suoni creati da piccoli elettrodomestici che troviamo tutti i giorni in cucina e di cui siamo talmente abituati da non renderci più conto di tutti i rumori che producono.

Nella sezione successiva si parla di aria: un groviglio di tubi pende sopra le teste, mentre si osservano cappe dalle forme minimal e moderne.

La parte del tatto è esaminata attraverso gli elettrodomestici a lama, nella loro interezza ma anche dissezionati.

Per l’olfatto cosa meglio del caffè: un’esposizione di oltre 100 macchine del caffè che faranno venire la lacrimuccia ai più nostalgici.

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© Gianluca Di Ioia - La Triennale-2

Una mostra sicuramente interessante dal punto di vista culturale ma soprattutto emozionante, coinvolgente e capace di ribaltare il punto di vista su oggetti così massicciamente presenti nelle nostre vite da non riuscire più a ricordare che si tratta di utensili inventati e sviluppati da noi.

Foto di Gianluca Di Ioia, courtesy Triennale Design Museum, Milano

7 Marzo 2016 / / Design

Molti di voi si saranno scontrati con l’esigenza di spazi sempre maggiori da parte dei figli che crescono. Io ne so qualcosa , ho due maschietti in casa in rampa di lancio verso l’adolescenza. I genitori erronemente pensano che I figli piccoli abbiano maggior necessità di spazio per giocare e pensano che crescendo il problema si ridimensionerà. Nulla di più falso la fisicità dei ragazzi  si fa sempre più sentire, e, se a questo si aggiunge il fatto che ci sono sempre amici per casa, urge una soluzione. Ecco allora che tra le mie scorribande sulla rete mi sono imbattutta in un progetto interessante che propone una sala con elementi di arredo modulari che si prestano a configurazioni sempre diverse a seconda dei momenti e delle necessità. L’appartamento del servizio ha una superficie di 80 mq. Ci avreste creduto? E’ un progetto davvero  interessante, io sto già riflettendo sulla soluzione più adatta per casa mia. Lasciamoci ispirare!

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7 Marzo 2016 / / Interiors

Se avete una mezza idea di andare a Budapest per le vacanze pasquali vi ho trovato l’appoggio. Questo piccolo appartamento, progettato dal collettivo ungherese Position e destinato a brevi vacanze (non a caso è stato soprannominato Air B N’P), presenta delle soluzioni di design molto interessanti che integrano la funzionalità ad interni dal gusto contemporaneo.

La parete attrezzata, composta da pannelli di compensato, presenta dei fori all’interno dei quali è possibile incastrare i supporti per le mensole. Questo significa che i piani d’appoggio possono cambiare posizione in base alle necessità e al gusto. Inoltre il letto si trova su una specie di podio-contenitore che compensa l’assenza di un armadio (sostituito da un’appenderia, si vede nelle prossime immagini). 
Applausi.
In bagno, più precisamente nella doccia, è stata inserita una vetrata opalina per permettere l’ingresso della luce naturale. Insomma, gli spunti per chi deve organizzarsi in un piccolo spazio non mancano!
Immagini via Design Milk
7 Marzo 2016 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Questa ristrutturazione, curata dalla designer francese Margaux Beja nel cuore del Marais a Parigi, rappresenta un sapiente mix di vecchio e nuovo. Nell’appartamento, che risale al XVIII secolo, è la struttura originaria del tetto a catturare subito l’attenzione, con quel suo fascino rustico.

Le bellissime ed antiche travi in legno sono valorizzate dalla luce naturale che filtra dalle finestre e dal bianco scelto per le pareti. Nella zona giorno, una parete in vetro e ferro molto minimal lascia filtrare la luce nella camera da letto, caratterizzata da linee semplici ed essenziali.

Per schermare gli ambienti di servizio (lavanderia e bagno) è stato utilizzato un setto in legno di noce scuro; la stessa essenza viene ripresa nei piani di lavoro della cucina. Ed è proprio nella cucina che antico e contemporaneo trovano il perfetto equilibrio: le travi del soffitto e il calore della parete in legno si fondono con la modernità delle lampade a sospensione e con le cromature degli elettrodomestici sulle quali si riflette la luce. 

Materiali grezzi e colori neutri evidenziano i volumi dell’abitazione e definiscono uno spazio caldo ed accogliente, tradizionale e contemporaneo allo stesso tempo.

dettagli home decor
dettagli home decor
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dettagli home decor
dettagli home decor
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fotografie Julien Fernandez


7 Marzo 2016 / / ChiccaCasa

Quante volte vi siete trovati ad un incrocio. Da un lato il blu, da un altro il marrone, dall’altro i toni del verde. Scegliere non è mai facile, se si tratta della vostra casa: quella che vivete ogni giorno, in cui vi svegliate, vi arrabbiate, vi affrettate ad uscire, vi rilassate.

Le tinte andranno ad influenzare il vostro mood per anni.
Io sono una di quelle che non sa scegliere, almeno per me. Allora tendo ad andare sul neutro. Il neutro se ben combinato, è meraviglioso.
 
Nei paesi del nord, a causa delle scarse ore di luce, le pareti sono di colori chiari, perlopiù bianche. Gli arredi sono pochi e spesso “riciclati”. Per bilanciare il freddo delle tinte chiare, si usa molto legno, che rende accogliente gli ambienti e li scalda.
Bianco e legno rappresentano una coppia ben equilibrata. Si enfatizzano l’un l’altro senza mai cadere nella banalità.
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