22 Marzo 2016 / / +deco

Tornando a parlare di televisioni ancora (leggi il mio post “Serif TV: a pretty one for a change”), uno dei principali problemi nel piazzare degli schermi per casa, è che non stanno bene da nessuna parte (a parte i Mac). 
Se attacchi la TV al muro, ti ritroverai con una chiazza nera sul muro; se metti la televisione su un mobile, ti troverai con un blob nero su un mobile. Il miglior posto per televisioni è dove non si vedono, quindi dentro mobili appositamente fatti ma è una soluzione spesso logisticamente complicata.
L’altra alternativa fattibile è inserire lo schermo in una libreria o mobile attrezzato, dove l’attenzione non è solo sullo schermo.
Filip Janssens (scoperto su Tea.stylist) fa dei bellissimi mobili in legno dove qualsiasi televisione starebbe bene. Adoro come mette insieme volumi e alterna vuoti e pieni, adoro il legno che usa, riccamente venato. Mi piace il fatto che non abbia una formazione nel campo del design (ha studiato Francese e Latino) e ha lavorato per 20 anni come insegnante: è la prova che la creatività è viene alimentata da tante fonti e non ha confini.
 
22 Marzo 2016 / / Decor

Siamo entrati nella stagione della rinascita tutto attorno a noi è illuminato da una luce nuova; fiori, colori e profumi si susseguono nella danza della primavera.Perfino le nostre città sembrano meno grige e il rigore dell’inverno lascia il posto alla magia del colore. La natura ci chiama ed entra prepotentemente nelle nostre vite e nelle nostre case.

E’ quasi Pasqua, per questo ho pensato di proporvi alcune tavole “fiorite” dove allegria e colore si mescolano per la gioia dei nostri occhi. Non importa se pranzerete in giardino, in terrazzo  oppure in casa quello che conta è l’effetto finale, e, per chi di voi ama tessili colorati, suggerisco lo stile intramontabile di Lisa Corti,  raffinato e davvero unico!

 

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22 Marzo 2016 / / HomeRefreshing

Mancano poco meno di tre settimane all’apertura della Milano Design Week, i  cinque giorni dell’anno in cui Milano ferve di eventi creativi, manifestazioni, installazioni, tutto gravitante attorno al Salone del Mobile e al Fuori Salone.
Lo scorso anno il mio articolo sulla Settimana Milanese del Design aveva avuto come argomento la mostra a Palazzo Litta sull’Estetica della Miseria . 
Quest’anno ha attirato la mia attenzione l’apertura straordinaria al pubblico, dal 12 al 16 aprile , di uno spazio milanese nato lo scorso anno, sulla scia di Expo, e sul quale è importante mantenere accesi i riflettori.
 E’ il  Refettorio Ambrosiano,  che ospiterà, in occasione del Salone del Mobile,  l’installazione site-specific dell’architetto designer Anna Barbara, dal titolo UT UNUM che, contemporaneamente, regala una riflessione sul valore simbolico della luce e  offre uno spunto per la diffusione dei valori del Refettorio Ambrosiano.
Il Refettorio Ambrosiano non è semplicemente una mensa di Carità .
E’ un luogo in cui si offre, non solo un pasto, ma un momento di convivialità e di condivisione in uno spazio in cui convivono un’altissima arte culinaria, un buon progetto architettonico, dei buoni prodotti di design e delle belle opere d’arte. 
E’ uno spazio recuperato, è  la trasformazione di un vecchio teatro parrocchiale di periferia (il teatro parrocchiale di San Martino, quartiere Greco) in un luogo in cui l’arte e il design sono in grado di dare una risposta completa ad una necessità primaria.

Al semplice bisogno di un pasto, l’arte risponde trasformando delle eccedenze alimentari (di Expo prima, della grande distribuzione alimentare dopo) in eccellenze alimentari, grazie al sapiente lavoro volontario di Chef pluristellati  (durante il periodo di Expo e di cuochi e volontari appositamente formati, in seguito).


Alla  necessità primaria di un luogo riparato in cui soddisfare il bisogno fondamentale del nutrimento, l’arte risponde con uno spazio luminoso e accogliente, con arredi progettati da grandi nomi del Design internazionale e opere di artisti di fama mondiale .

La Caritas Ambrosiana ha immaginato questo spazio come un simbolo contro la cultura moderna  dello scarto. In un teatro abbandonato di periferia trasformato in luogo accogliente, materie prime destinate ad essere gettate via vengono trasformate in pietanze prelibate offerte a persone che, per colpa di eventi avversi, sono state messe ai margini della società. 
 Il Refettorio Ambrosiano è nato dall’iniziativa di Massimo Bottura (chef Modenese da tre stelle Michelin) e Davide Rampello ( ex Presidente della Triennale di Milano , direttore artistico del carnevale di Venezia, curatore del Padiglione Zero di Expo Milano 2015).
A questo progetto di solidarietà , supportato dalla Caritas Ambrosiana e dalla Diocesi di Milano hanno aderito  Chef pluristellati (sia italiani che stranieri) , artisti , designer di fama internazionale e sponsor  che, con un intento collettivo, hanno portato a termine la trasformazione di un vecchio teatro in un luogo in cui, al gesto di offrire un pasto a chi ha bisogno, si aggiunge il regalo di un cibo preparato con arte , di un luogo accogliente e di opere d’arte  e di design che ristorano l’anima e fanno sentire a casa (come i 13 tavoli  per ospitare fino a 90 persone) .
Perché il Refettorio è proprio questo, un luogo in cui il consumo del pasto è strettamente legato al conforto dello spirito.
Il refettorio nasce con il monastero ed è la sala in cui, una sola volta al giorno, veniva servito il pasto. Erano sale lunghe nelle quali i tavoli erano disposti lungo le pareti, con le panche da un solo lato,  in modo da lasciare libero il centro della stanza, sia per il servizio delle pietanze, sia per poter guardare il monaco che, durante il pranzo, leggeva testi sacri. 
La parola refettorio deriva dal latino Refectus, participio passato di Reficere che significa  riconfortare, ristabilire, guarire, ristorare. 
Ma reficere significa anche ricostruire, riparare, restaurare, ricuperare.
Un unico verbo per riassumere tutto quello che è si è riusciti a fare con questo progetto. 
Restaurare un edificio dismesso, recuperare del cibo destinato alla discarica e ristorare le persone più bisognose della città.
E’ la conferma di quello che ho scritto nel post dell’anno scorso :
forse non esiste un’estetica della miseria ma è sicuramente vero che la miseria possiede al suo interno, nei suoi bisogni basilari, una grandissima spinta progettuale.
Ed è a questi bisogni che il design ha la capacità ed il dovere di dare una risposta. 
L’apertura straordinaria in occasione della Milano Design Week, permetterà di ammirare da vicino la collezione di tavoli esclusiva,  disegnata  per Refettorio Ambrosiano da Piero LissoniItalo Rota,  Alessandro MendiniFabio NovembreOrigoni Steiner Architetti AssociatiMario BelliniPierluigi CerriAldo CibicMichele De LucchiTerry DwanGiulio IacchettiMatteo Thun e Patricia Urquiola.
 Inoltre Si potranno inoltre ammirare  opere d’arte dei maestri Enzo CucchiMaurizio NannucciMimmo PaladinoCarlo Benvenuto e Gaetano Pesce realizzate appositamente per questi spazi .
Apertura straordinaria per il pubblico:
da Martedì 12 Aprile a Sabato 16 Aprile 2016
Orari visite:
tutti i giorni dalle ore 15.00 alle 18.00
Una felice Pasqua a tutti.
Enjoy Your Home!
22 Marzo 2016 / / Decor


Welcome Home!


Legno, intonaco, colori e fiori.

Sono gli ingredienti semplici e al contempo unici che caratterizzano 
questi meravigliosi  ingressi!
Dai mille stili e dalle infinite forme queste porte affascinano e 
rapiscono lo sguardo facendoci domandare 
“cosa ci sarà all’interno?”.

Eccovi una prima carrellata di immagini!

 - VIA -





Al prossimo Post!

22 Marzo 2016 / / Coffee Break

Questo appartamento a Barcellona, su richiesta dei giovani proprietari, è stato ristrutturato da Drom Living in stile loft newyorkese.
La zona giorno è stata progettata come un open space, con accesso diretto alla terrazza, con toni scuri e materiali grezzi, come legno e ferro per le travi della struttura e ferrofinestra per i serramenti; nella zona notte, nella camera da letto, come già nel soggiorno, per sottolineare lo stile industriale dell’appartamento, è stata riportata a vista la parete in mattoni dietro il letto.


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CAFElab | studio di architettura


22 Marzo 2016 / / Decor

dettagli home decor

I colori della tavolozza Pantone per la primavera – estate 2016 puntano quasi tutti verso la calma e la serentità con nuance delicate e leggere. Fa eccezione il buttercup 12-0752, un giallo vivace e vitaminico che riflette gioia e buon umore.

Buttercup è il nome inglese del ranuncolo – il fiore giallo per eccellenza – ed è anche uno dei fiori di Bach, impiegato per migliorare l’autostima e renderci più felici.

Buttercup è la sfumatura di giallo da scegliere per la nuova stagione! Luminosa e positiva, inonda di luce l’ambiente; basta un solo complemento e la stanza cambierà volto. Perfetto l’accostamento con il grigio, il bianco ed il legno chiaro.

dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
immagini via Pinterest


22 Marzo 2016 / / ChiccaCasa

Uno dei posti più belli che io abbia visitato negli ultimi anni è un’osteria vegana, a Montesilvano. L’ho scovata insieme a Nodi d’Autore, durante uno dei nostri famigerati tour (durante i quali siamo sempre affamate).

Atipico è un piccolo luogo magico, che mi ha ricordato moltissimo la mia casetta. C’è un’archetto, identico a quello di casa mia! Arredato con mobili vintage e colori pastello, con gusto e proporzioni perfette. 
La cura dei dettagli, l’amore per la cucina sana e per la tradizione fanno di questo locale una vera chicca.
Il cibo? Delizioso. Prodotti cruelty-free, a km0, di alta qualità incontrano la cucina tradizionale per creare piatti dal sapore autentico.
Lo stile nordico e retrò si armonizzano nell’arredamento e la scelta di mobili di recupero è coerente con la filosofia vegan. La grande vetrata permette il passaggio di molta luce naturale creando un’atmosfera fresca ed accogliente.



 Due dei tavoli, le credenze ed il piccolo frigo ancora in funzione provengono da mercatini dell’usato e rigattieri. è stato proprio Gianni, il proprietario ad occuparsi del loro restyling  “Alcuni erano messi molto male, ma avevano potenziale!”. I tavoli sono stati decapati per rendere onore alla loro età.

I progettini  di riciclo creativo spiccano nell’allestimento della sala. Delle cassette della frutta sono usate come mensole ed un tubo idraulico è il braccio di una lampada da parete.

 Il verde menta fa da padrone, con giochi geometrici sulle pareti e sul soffitto che spezzano il candore della tinteggiatura.

 

1000 punti per la porta che separa sala e cucina, una basculante shabby, anch’essa verde menta.

 

Alla mia domanda: “Quali motivi vi hanno spinto ad aprire un ristorante vegano?”, Gianni risponde: “Inizialmente, il progetto che avevo in mente era diverso in realtà: avrei voluto realizzare un vero e proprio agriturismo completamente vegan sui miei terreni. Poi vari fattori mi hanno fatto cambiare direzione ed ho scelto di aprire in città, portando un po’ di cucina di campagna non crudele a chi non ne ha mai provata. La scelta di fare solo cucina vegana è una conseguenza delle scelte di vita fatte negli ultimi anni,e di un percorso di cambiamento di abitudini che spero coinvolga sempre più persone.”.

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