21 Aprile 2016 / / Design

 Come voi tutti appassionati di interior design saprete, la scorsa settimana si è svolto a Milano il 55° Salone del Mobile. Ovviamente non potevo mancare, quindi mi sono fatta i miei sei giorni di camminate devastanti e spossatezze alcoliche fisiche (c’era un caldo incredibile) ma ho visto tante cose interessanti. Ammetto candidamente di non aver messo piede in fiera, mi sono concentrata sul Fuorisalone che mi piace molto di più perché mi dà modo di vedere come la città interagisce con gli oggetti e le installazioni.
E poi volete mettere Milano in primavera?

Detto ciò, pensando a come impostare questo post sono giunta alla conclusione che fare un elenco di brand e cose superfighe è in tutta onestà 1) noioso e 2) inutile, anche perché potete trovare tutto su altri siti e blog, perciò farò una breve considerazione sui trend per il prossimo anno e vi farò vedere qualche foto.

Come avevo anticipato nella breve intervista pre-salone che ho fatto per Arrecasa c’è un ritorno del decò declinato in chiave contemporanea. Questo si traduce in linee molto pulite per gli arredi e preziosità dei materiali, non ultimo l’ottone che dà quel tocco gold che Anna Dello Russo approverebbe. Ma anche superfici decorate che danno valore alla geometria delle forme: le cementine ne sono l’esempio lampante, ma qua e là ho visto spuntare anche mobili intarsiati/decorati in modo molto raffinato.

Collezione di Nika Zupanc
Spazio Rossana Orlandi
Collezione di Nika Zupanc
Spazio Rossana Orlandi
Spazio Rossana Orlandi

Showroom Salvatori

Matteo Cibic per Scarlet Splendour
Spazio Rossana Orlandi

Madia intarsiata penso olandese
Palazzo Clerici

Hemiole di Matì
Chiostri di San Simpliciano

Sempre come detto nell’intervista, ma non ci voleva la sfera di cristallo, le cucine diventano degne di uno chef professionista. L’attenzione sempre crescente per una corretta alimentazione e i modi di consumare il cibo stanno cambiando, e questo importantissimo ambiente della casa cambia di conseguenza. La cosa che mi ha colpito di più è stata nello showroom di Boffi: sono riusciti ad integrare il piano ad induzione con il piano di lavoro in modo da far scomparire i fornelli quando non servono. Credo che sia ancora un prototipo ma comunque occhi a cuore.

Non si vede ma qui ci sono i fornelli
Showroom Boffi

Prese integrate
Showroom Boffi
Fornelli montati sul piano in pietra
Showroom Boffi

Nel prossimo post vi farò vedere altre cose che mi sono piaciute, stay tuned!

21 Aprile 2016 / / Design

irving penn ritratti in bianco e nero

Irving Penn è famoso per i suoi ritratti autentici e espressivi di personaggi famosi e celebrità, ma in particolare per i suoi Corner Portraits in cui metteva letteralmente all’angolo i suoi soggetti…

Irving Penn (1917-2009) è stato uno dei più grandi fotografi del ‘900, famoso per le sue fotografie di moda, per i ritratti estremamente espressivi e per le nature morte.
Inizialmente il sogno di Irving Penn era di diventare un artista; aveva frequentato la scuola d’arte per studiare disegno, pittura e grafica e iniziò a lavorare come designer per Harper’s Bazaar prima e per Vogue poi. Nel 1943 pubblicò la sua prima copertina fotografica su Vogue e nel 1950 aprì il suo studio fotografico, spaziando fra la fotografia commerciale, la fotografia di moda e la fotografia artistica.

irving penn nadja auermann portrait 1994Irving Penn – Nadja Auermann for VOGUE, 1994

Nell’arco della sua carriera Irving Penn ha avuto la fortuna di fotografare le più importanti personalità e celebrità del suo tempo (ma forse sono stati più fortunati loro ad avere un suo ritratto). Sono tutti lì, nei suoi scatti in bianco e nero, i nomi più famosi nel campo della letteratura, della musica, dell’arte o del cinema: Marcel Duchamp, Pablo Picasso, Georgia O’Keeffe, Igor Stravinsky, John F. Kennedy, Truman Capote, Salvador Dali, Christian Dior, T.S. Eliot, Duke Ellington, Alfred Hitchcock, Grace Kelly, Spencer Tracy, Rudolf Nureyev, Al Pacino, Edith Piaf, Harold Pinter e decine di altri…

Il suo obiettivo era quello di fotografare la personalità dietro la celebrità e per questo Irving Penn è stato fra i primi a ritrarre i suoi soggetti in posa contro un semplice sfondo grigio, isolandoli dal contesto e senza ulteriori distrazioni, per dare risalto alla sola presenza umana. Un approccio innovativo e non ortodosso ma sempre basato sulla semplicità e l’eleganza. Pur essendo foto in posa realizzate in studio, i ritratti in bianco e nero di Irving Penn sembrano rubare l’anima alle persone: giocando sui chiaroscuri e su forti contrasti, sperimentando pose originali e lasciando spazio all’espressività dei soggetti, il fotografo americano riusciva a cogliere il vero io dietro la maschera artefatta della celebrità.

“Le persone sensibili di fronte alla prospettiva di un ritratto fotografico atteggiano un volto che pensano sia quello da mostrare al mondo… Molto spesso ciò che sta dietro la facciata è più raro e meraviglioso di quanto il soggetto sa o osa credere.”

irving penn isabella rossellini vogue 1997Irving Penn – Isabella Rossellini for VOGUE, 1997

A partire dal 1948 Irving Penn fece un ulteriore passo avanti: decise di mettere letteralmente all’angolo i suoi protagonisti, dando vita alla sua serie “Corner Portraits“. Inventò un set angolare, che diventerà il suo marchio di fabbrica, formando un angolo acuto con due pannelli vicini e iniziò a fotografare le persone chiuse in quello stretto spazio! Inaspettatamente questa idea, piuttosto che essere vissuta come una costrizione, era piacevole per i soggetti fotografati. Come racconta lui stesso:

“Durante il 1948 ho iniziato a fotografare ritratti in un piccolo spazio d’angolo realizzato con due pannelli messi insieme e il pavimento coperto con un pezzo di moquette vecchia… questo confinamento, sorprendentemente sembrava dare conforto alle persone, calmandole. Le pareti erano una superficie su cui appoggiarsi o spingere contro. Per me le possibilità dell’immagine erano interessanti; limitare i movimenti del soggetto sembrava  sollevarmi di una parte del problema di occuparmi di loro.”

Il risultato è sempre sorprendente e trasmette in modo vibrante la personalità dei soggetti. Guardando i suoi ritratti sembra quasi possibile entrare in comunicazione con i personaggi fotografati, leggergli nella mente e scoprire che in fondo sono persone eccezionali, come tutti noi.

irving penn portrait spencer tracy

irving penn corner portraits charles james

irving penn corner portrait salvador dali

irving penn ballet society 1948 corner portait


Questo articolo è dedicato a chi si trova a dover arredare un soggiorno con colonne e pilastri portanti al centro e desidera ricevere idee e consigli per trasformare l’ostacolo in un punto di forza. A seconda dell’effettiva posizione dell’elemento all’interno della zona living è possibile escogitare soluzioni differenti. In questo articolo troverete 4 progetti che il nostro team di architetti ha realizzato per 4 nostri Clienti, da questi potete prendere spunto ed arredare il vostro soggiorno con pilastro.

Caso #1: pilastro nel muro – progetto 18654

– Richiesta: arredare il salotto nascondendo il pilastro che sporge dal muro.
– Parole d’ordine: mimetizzare e nascondere.
– Analisi dell’ambiente: il soggiorno è grande 28 mq, il pilastro in questione sporge dalla parete di circa 45 cm, il pilastro divide la parete in due parti non uguali.
– Soluzione: nello spazio a sinistra del pilastro abbiamo previsto una libreria componibile con ripiani a giorno ed ante battenti disposte in modo irregolare. Abbiamo poi posizionato sul pilastro un pannello di copertura dello stesso colore e della stessa finitura delle ante della libreria. In questo modo abbiamo coperto la colonna mascherandola totalmente e facendola sembrare parte integrante della libreria.

Il pilastro nel muro è nascosto da un pannello di copertura.

Caso #2: pilastro a centro stanza – progetto 1854

Richiesta: scegliere e disporre l’arredamento del salotto tenendo conto della posizione del pilastro.
Parole d’ordine: circondare l’ostacolo.
Analisi dell’ambiente: il soggiorno misura circa 40 mq, il pilastro è portante e si presenta come un vincolo strutturale di grande presenza.
Soluzione: abbiamo cercato di “aggirare” il volume del pilastro inserendo un divano angolare con panchetta di raccordo nell’angolo. ll modello di divano scelto prevede una panchetta ad uso tavolino realizzabile in diverse dimensioni; dettaglio da non sottovalutare per sfruttare lo spazio in modo intelligente e funzionale.

Il volume del pilastro diventato un punto di forza grazie alla disposizione dei divani.

Caso #3: pilastro decentrato – progetto 13681

Richiesta: arredare il salotto mettendo in risalto il pilastro e facendolo diventare un punto di forza.
Parole d’ordine: importanza e valore
Analisi dell’ambiente: il salotto misura 70 mq, la colonna è decentrata ma è messa in risalto da un ribassamento parziale del soffitto in cartongesso.
Soluzione: in questo progetto il pilastro è stato sfruttato per dividere idealmente l’ambiente. La sua posizione ha infatti permesso di creare uno spazio raccolto in cui trionfano una libreria con scala scorrevole su binario e una poltroncina in tessuto. Complice di questo effetto l’alto porta tv bifacciale girevole ed orientabile che contribuisce a delimitare l’ambiente. La colonna e gli arredi inseriti in questo spazio si integrano perfettamente con i restanti arredi presenti nel salotto.

La disposizione del pilastro non ostacola la percorribilità dell'ambiente.

Caso #4: due colonne portanti a centro stanza – progetto 8426

Richiesta: realizzare il progetto per arredare un salotto con due colonne portanti.
Parole d’ordine: dividere senza separare
Analisi dell’ambiente: la stanza è grande circa 40 mq, ci sono due pilastri portanti identici.
Soluzione: i pilastri dividono idealmente l’ambiente in due zone d’utilizzo: da una parte zona pranzo, dall’altra zona relax. Nella pratica abbiamo scelto di inserire da una parte tavolo con sedie, dall’altra divano, tavolino e parete attrezzata. Nonostante si tratti di un unico open space è stato facile individuare diversi spazi d’interesse da destinare a diversi impieghi e utilizzi.

Le due colonne portanti divisono idealmente l'ambiente in due zone d'utilizzo.

 

Se anche il vostro salotto è caratterizzato da pilastri e colonne e desiderate ricevere un progetto personalizzato contattate il nostro team di esperti architetti ed arredatori. Sviluppiamo progetti su misura per tutti gli ambienti della casa e forniamo il modello 3D originale del progetto, navigabile e modificabile.

 

21 Aprile 2016 / / Architettura

Un edificio risalente ai primi del novecento che unisce presente e passato, grazie al prezioso intervento di recupero che ha lasciato inalterato il fabbricato e le sue finiture interne ed esterne.

I materiali sono stati mantenuti nella condizione reale in cui si trovano, con l’idea di dare forma ad un concetto astratto come il tempo. Le uniche modifiche apportate all’edificio in fase di ristrutturazione, consistono nel rifacimento del manto di copertura con coppi bianchi, e la trasformazione di uno spazio accessorio in cucina.

Il grande tavolo di 6,50 metri di lunghezza, diventa luogo in cui si preparano i cibi, in cui si consumano i pasti e sul quale si fanno i compiti, recuperando e rinnovando una tradizione domestica dell’abitare italiano.

dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
Fotografie di archiplanstudio

21 Aprile 2016 / / Interiors

 

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Casa Fayette is the newest hotel memeber of Grupo HABITA aka. Carlos Couturier and Moisés Micha. Located in the Lafayette neighborhood of Guadalajara, Mexico, the recently opened Casa Fayette seamlessly blends a newly designed tower space with an early 1940s mansion to become a 37-room hotel that blends tradition with classical European details. Estudio5 transformed the original Art Deco structure, which houses the hotel’s common spaces, including the library, restaurant, and upper level pool and bar. The brand-new tower holds the guest rooms, patio, and multi-purpose event spaces. Helping to integrate the new construction with the original facade, Estudio5 used a mix of concrete, steel, and drywall, along with finishes in iron, marble, wood, brass, various types of glass, and cement tiles for the floors. The Milan-based firm Dimorestudio took over the interior where they used both warm and cool color palettes that featured burgundy, salmon, and artichoke, which reference the colorful aesthetics of its location. The Art Deco-inspired spaces offer a “global eclecticism” meant to represent the ongoing changes in the hotel’s neighborhood. The rooms are defined by a soothing color palette of greens and blues, with panels of Mackintosh-inspired glass screens, polished marble floors, and highly polished wood, all paying homage to the Art Deco style. Objects created by historical design masters live together with reclaimed materials and other “bespoke” objects—such as the green wicker chairs on the patio, which were inspired by traditional Mexican “equipales”—to create and forge a timeless visual and emotional pathway throughout Casa Fayette.

If you are heading to Mexico be sure to check this place out and stay a night or two!

The hotel is also a member of  Design Hotels™.

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I did not stayed at this hotel and I can’t speak from my personal experience but I highly reccomend it!

Copyright: Design Hotels™, Design Milk and Grupo HABITA

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