26 Aprile 2016 / / Design

ran ortner dipinti iperrealisti onde oceano

Ran Ortner, prima di essere un pittore iperrealista, è da sempre un appassionato di surf e ha un rapporto col mare intimo e profondo

Nato a San Francisco nel 1959, Ran Ortner per anni è stato un motociclista professionista e un surfista. Anche se sembra incredibile, come pittore è completamente autodidatta ed ora vive e lavora a Brooklyn (New York) dove dipinge il suo amato oceano, con una tecnica perfettamente fotorealistica.

ran ortner dipinti iperrealisti onde mare

Con una dedizione encomiabile Ran Ortner si è dedicato per oltre 20 anni a perfezionare la sua tecnica di pittura ad olio cercando di riprodurre l’intensità emotiva dei grandi pittori come William Turner, Velasquez, Rembrandt, attraverso la tecnica della stratificazione. Ma la sua pittura è incredibilmente potente e trova la sua forza nella rappresentazione di enormi masse d’acqua spezzate dal ritmo delle onde e nell’infinita ripetizione del movimento che annulla il passato, il presente e il futuro. Come racconta lui stesso:

Sono interessato a trasmettere il modo in cui l’oceano risuona pittosto che a raffigurarlo.
Muovendosi costantemente in una danza che rispecchia il ritmo del corpo umano, le onde si infrangono a tempo con i battiti del nostro cuore, il dentro e fuori del nostro respiro, come un metronomo che segna il momento presente: ora, ora. I miei dipinti sono immersi in questo presente. Per questo motivo l’orizzonte e ogni altro punto di riferimento sono scomparsi, una mossa che allontana il mio lavoro dalla tradizione della pittura marina, da Caspar David Friedrich, da Turner, dalla Scuola di Hudson River.
Ora non siamo un osservatore distante ma siamo un tutt’uno.

ran ortner dipinti iperrealisti mare onde

Ran Ortner – Element No.5, olio su tela, dittico, 460x200cm

I dipinti iperrealisti di Ran Ortner sono realizzati su tele di grandi dimensioni, a volte due o anche tre tele affiancate in un trittico, e rendono in maniera perfettamente fotorealistica l’incresparsi delle onde, la trasparenza dell’acqua, i riflessi del sole sulla superficie o il bianco della spuma. Dipinti che lasciano senza fiato e riportano su una tela bidimensionale la tridimensionalità e il movimento dell’oceano, risvegliando un rispetto e una soggezione ancestrali.
Nel 2009 Ran Ortner ha vinto l’ArtPrize, un prestigioso premio che gli ha cambiato la vita, facendo conoscere la sua arte in tutto il mondo. Le sue opere attualmente sono esposte in gallerie private e spazi pubblici come alle Nazioni Unite e al World Trade Center.

quadri mare pittura iperrealistica ran ortner

ran ortner quadri iperrealisti dell'oceano

ran ortner ocean paintings


Leggiamo su un blog dedicato al mondo dei tessuti(*): bouclè [buclè] è un termine francese che deriva dal verbo “boucler” che tra i molti significati ha quello di “arricciato“. Da questa definizione deriva l’associazione del termine con un particolare modello di tappeto.
Il tappeto bouclè è un tappeto con occhielli, anellini, riccioli, nodi in rilievo.

 

Il tappeto bouclè è caratterizzato da piccoli anellini e nodini arricchiati

Quest’immagine rappresenta un dettaglio del tappeto Bristol di HomePlaneur. La foto è stata scattata da una distanza molto ridotta e permette di vedere nitidamente come è fatta la superficie di un tappeto bouclè.

 

Scopriamo ora nel dettaglio le caratteristiche del tappeto bouclè Bristol in vendita online su ArredaClick.

Forma e Dimensioni: rettangolare cm 170 x 240, rettangolare cm 200 x 300
Colori: bronzo, argento, antracite
Materiali: poliestere
Tecnica di lavorazione: tessitura a telaio
Segni particolari: peso consistente

 

Per maggiori informazioni:
– i tappeti bouclè con anelli di dimensioni molto piccole si chiamano Frisè;
– i tappeti bouclè con anelli tagliati si chiamano Wilton.

Chi è interessato ad altri modelli di tappeto per la casa può dare un’occhiata al nostro catalogo Complementi > Tappeti.

 

(*)fonte: Trama e ordito – il blog della moda

26 Aprile 2016 / / Case e Interni

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-12

Come saprete durante la Milano Design Week, oltre al Salone del Mobile, c’è il Fuorisalone. Nato (grazie alla rivista Interni) come manifestazione “non istituzionale”, negli anni è stato largamente riconosciuto come un percorso vitale ed indispensabile per la settimana del design. Anche quest’anno, nei pochi giorni a disposizione nella nostra visita nella città meneghina, non potevamo non fare un salto nelle zone che da sempre richiamano tantissimi visitatori.

Partiamo dal distretto di Lambrate, ormai alla sua 7a edizione. Questa fetta di città, in rapida mutazione dal 2000, quando le strutture di un ex-fabbrica hanno iniziato a riconvertirsi in "distretto creativo" è la zona più giovane, internazionale e cool del Fuorisalone. Comprende le vie Ventura, Massimiano ed Oslavia. È il luogo scelto dalle scuole ed accademie di design, dove si va ad ammirare progetti innovativi, ricerca dei materiali, sperimentazioni.

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-2

Qui colpiscono anche le location: ex fabbriche, laboratori, magazzini soprattutto, ma anche officine, elettrauti, studi di design/architettura e insolite case private.

Quest’anno, infatti, ha aperto le porte ai visitatori del Fuorisalone, la “Casa sul tetto”, un incredibile loft privato con terrazza panoramica, giardino e piscina, progettato da Mutti & Architetti.

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-14b

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-13

Incuranti (o meglio incoscienti) dei 5 piani di scale, abbiamo varcato la soglia di una casa, davvero fuori dall’ordinario per Milano, con una vista a 360° su questa parte di città. Nelle stanze le installazioni dell’Accademia olandese Royal Academy of Art the Hague. Ma siamo rimasti affascinati dalla terrazza…

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-14

Al 4° Piano la coloratissima esposizione del design peruviano e messicano, divertente anche da fotografare…

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-3

INCONTRO sotto il sole degli dei – Grazie a due designer e al MINCETUR, 23 artigiani hanno presentato creazioni in tessuto realizzate a mano con le tecniche antiche, per rinnovare e non spegnere la tradizione.

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-4

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-5

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-6

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-7

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-8

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-9

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-10

Al 1° piano sempre del n 15, Poetry – 21 words for… mostra dal tema poesia+design, organizzata da Logotel e curata da Susanna Legrenzi e Stefano Maffei.

Ecco un innovativa macchina che stampa parole sulla sabbia:

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-19

Blackout Poetry hanno invitato i visitatori ad usare la tecnica, che già conoscevamo, quella del caviardage, che consiste nel creare poesie partendo da una pagina di un vecchio libro. Si deve cercare di comporre una poesia evidenziando le parole prescelte, tra le tante della pagina o cancellando le altre parole, frasi. Inoltre si possono creare disegni, suggestioni grafiche, stimolando la fantasia. Per questo scopo erano messi a disposizione di tutti libri, pennarelli e timbri handmade.

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-20milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-21

Altro in zona Ventura…

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-1

Money, Meat & Plastic Surgery, tre giovani designer impegnati contro lo spreco alimentare,  hanno trasformato lo scarto in materiale per costruire oggetti di design.

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-18

Giochi di luce firmati dalla designer Pieke Bergmans.

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-15

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-16

Studio Brieditis & Evans

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-17

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-22

In our office: laboratorio creativo della Lund University in collaborazione con HAY

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-23

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-24

L’Accademia di Arte e Design di Ginevra in via Sbodio 30 con tantissime interpretazioni dell’orologio a cucù…

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-25

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-26

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-27

The Big Bubble di Alex De Witte – serie di lampade in vetro soffiato, colorate o di colore neutro.

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-28

Kassiewijle – un collettivo di giovani designer ed artisti affermati, con ‘Kiss my Name’ hanno presentato un allestimento colorato che sfida i visitatori a non limitarsi a guardare i prodotto ma ad interagire con essi.

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-29

Di Marta Bordes la lampada Satellite, in ceramica che si muove ruotando attorno alla sua base.

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-30

milano-design-week-2016-fuorisalone-ventura-31

Anna e Marco – CASE E INTERNI

26 Aprile 2016 / / Design

Come vi avevo anticipato nello scorso post, oggi vi faccio vedere altre cose che mi sono piaciute del Fuorisalone di Milano. Non sono oggetti ma installazioni, a mio parere la cosa più interessante delle design week degli ultimi anni.

“A matter of perception:tradition and technology”,
Palazzo Litta
“A matter of perception:tradition and technology”,
Palazzo Litta
“A matter of perception:tradition and technology”,
Palazzo Litta
“Labirinti e fili”,
Circolo Marras
“Labirinti e fili”,
Circolo Marras
“Labirinti e fili”,
Circolo Marras
“Temporary restaurant”,
Circolo Marras
“Mooi & Mooi Carpets”,
Spazio Savona 56
“Mooi & Mooi Carpets”,
Spazio Savona 56
“50 Manga Chairs” by Nendo,
Chiostri di San Simpliciano
Gebrüder Thonet Vienna,
Chiostri di San Simpliciano

Università degli Studi di Milano
Università degli Studi di Milano
Università degli Studi di Milano

26 Aprile 2016 / / Coffee Break

In questa casa australiana, chiamata Pavilion House, la cucina è divenuta punto focale della zona giorno; l’uso del marmo, per il piano di lavoro, l’isola e il backsplash, insieme al metallo dorato dei lampadari, gli conferisce un carattere decisamente moderno.


_________________________

CAFElab | studio di architettura


26 Aprile 2016 / / ChiccaCasa

Per il mio centesimo post voglio portarvi in un posto speciale. Siamo in Francia, a casa di Aurélie Lécuyer, fotografa freelance e blogger di Le dans la.
Il suo spazio virtuale è fonte di ispirazione per home stylists e designers. Nelle sue foto immortala oggetti di home decòr e ambienti perfettamente arredati con una spiccata cura per i dettagli.
Il suo nido fa pensare ai paesi del Nord Europa. Pareti bianche interrotte dall’azzurro polvere delle porte e dell’alto battiscopa.

In sala da pranzo, il punto focale è il monumentale camino in marmo scuro, sovrastato da un grande specchio rettangolare che riflette la luce proveniente dalla ampia finestra ed allarga l’ambiente. Al posto di uno chandelier (che nel mio immaginario è l’appendice naturale di un camino così), un lungo cavo di lampadine (da esterni) che taglia in diagonale la stanza, più ironico e easy.

I mobili vintage si fondono a quelli di design. Lo scrittoio consolle in sala è una vera chicca. Piano in marmo bianco e quel romantico cassettino, tipico dei tavolini anni ’20.

In salotto il color miele del parquet fa da padrone ripetendosi in tutti i complementi d’arredo, divano compreso (si tratta di Togo di Ligne Roset).
Idea di styling da cui prendere ispirazione, la decorazione alla base del camino (anche questo maestoso ed elegante) composta da candele dello stesso colore ma di dimensioni differenti.

La palette miele+azzurro polvere si ripete anche nella zona notte. Nella matrimoniale emerge un pezzo di design: è la sedia J110 di Hay
Sulla parete diagonale una composizione di fogli A4 su cui sono attaccate fotografie spezza il candore delle mura.

Nella stanza dei più piccoli sembra essere negli anni 50′, ma lo stile nordico è ancora fortemente evidente. I mobili color noce sono alleggeriti da STOCKHOLM, il tappeto IKEA (lo adoro!) in giallo.
Un daybed al posto del lettino consente ai piccoli “abitanti” della stanza di avere un salottino privato.
Il progettino fai da te che rallegra la stanza? Il festone realizzato con triangoli di pannolenci!

Come avrai capito ho evidenziato in rosa le chicche fai da te da “copiare”. Qual è la tua preferita?

Pics via/by photographer Jonas Ingerstedt
http://chiccacasa.blogspot.com/feeds/posts/default?alt=rss