12 Giugno 2016 / / But in the Meantime

hayxikeabagbutinthemeantime hayxikeachairbutinthemeantimeThe news of the week is that HAY designed a few pieces for IKEA to be released in 2017. Among them I’m excited to see the blue shopping bag in forest green and white. I think it looks much better with the new colors, I’m particularly fond of this item, it’s useful to carry around all the stuff you need, especially for stylists and photographers!! I actually thought more than once to make it in a different color and fabric, but I guess now I’ll just have to wait a few more months.

The green chair was also designed by HAY along with other light furniture such as a bench, a wood table and a lamp.

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I’ll defenitly go for a couple of shopping bags and the lamp!

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12 Giugno 2016 / / Coffee Break

Dalla rivista olandese VTWONEN, per chi non ama il bianco e nero, o semplicemente vuole ambiare tonalità, alcune ispirazioni di colore!

Per chi cerca un’idea o un accostamento cromatico, COLORE e ARREDAMENTO di cafelab studio,
Guida alla scelta delle tonalità per arredare la casa, con 290 differenti sfumature di colore e 33 tavolozze.


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CAFElab | studio di architettura


12 Giugno 2016 / / +deco

Mi è balenata più volte l’idea di produrre degli arredi disegnati da me. Ho già una lista di design che farei. 
Il problema è che avrei bisogno di giorni più lunghi e/o di una grassa eredità che mi permetta di dedicarmi ai miei progetti senza pressioni. 
Potrei recuperare tempo dormendo meno o cercando di essere più efficiente ma mi sembra di fare già abbastanza, fra il lavoro, il blog, la famiglia e una dose di vita culturale e sociale, èer me vitale.
Forse potrei ridurre il tempo speso a chiacchierare -faccia a faccia, al telefono, su Whatsapp (verso cui nutro astio al momento, leggi qui). E’ diventato un mondo di persone che parlano troppo senza dire niente (di necessario? di interessante? a voi l’ardua sentenza).
Mi sa che la soluzione migliore è la grassa grossa eredità. 
Apro ufficialmente le candidature per la mia adozione previa presentazione dichiarazione dei redditi; astenersi perditempo.
Nel frattempo, godiamoci questi interessanti design di Witamina D
un duo polacco che crea oggetti semplici e solidi, usando bei legni. 
12 Giugno 2016 / / Design

Link all’articolo originale: Simulazione della luce: i formati fotometrici IES e LDT
articolo scritto da: Giacomo

Visto l’interesse sempre maggiore sulla simulazione della luce, a cui qua su luxemozione è dedicato un intera sezione, ho pensato di restaurare ed integrare un vecchio articolo sui formati fotometrici (Immagine in header courtesy AEC). Sulla simulazione della luce in generale, invece vi rimando alla categoria specifica: Simulazione della luce

Nell’articolo qua sotto vengono descritte i 2 principali  formati , normalmente utilizzati dai vari software di simulazione della luce per simulare il comportamento dei corpi illuminanti: i formati fotometrici IES e LDT.

Le curve fotomeriche

Prima di tutto una breve introduzione sulla rappresentazione dell’emissione luminosa di una sorgente o di un apparecchio luminoso, che solitamente avviene attraverso l’utilizzo di curve fotometriche, che altro non sono che la rappresentazione  bidimensionale dell’emissione luminosa di questi, espressa in candele.

Un altro articolo a cui rimando, sempre in tema di fotometrie è:

Ciascun corpo illuminante o sorgente, per ogni angolo spaziale emette un intensità luminosa: la rappresentazione tridimensionale delle intensità è detto solido fotometrico.

solido fotometrico formati fotometrici

Intersecando il solido fotometrico con dei piani, ottengo una rappresentazione bidimensionale di questo, per ogni piano ho una differente curva fotometrica.

fotometria diagramma polare formati fotometrici

Nell’immagine qua sopra si può notare che le intensità in un dato piano (0-180 e 90-270) sono descritte da una curva, il luogo dei punti delle intensità luminose. Per ogni angolo di  posso conoscere l’intensità luminosa emessa in una specifica direzione.
Normalmente per gli apparecchi d’illuminazione dotati di sorgente tradizionale l’intensità è espressa in cd/klm, cioè in intensità espresse in candele relative al flusso di lampada emesso dalla sorgente che montano, espresso in klumen (flusso/1000lm).

In questo modo modo si rende indipendente l’apparecchio d’illuminazione dalla sorgente che è montata all’interno.

Curva fotometrica polare di un corpo illuminante per sorgente tradizionale con distribuzione rotosimmetrica:
Il sistema di riferimeno è polare, l’origine è nel centro del cerchio, i raggi che partono dal centro rappresentano gli angoli di distribuzione nello spazio rispetto l’origine, mentre i cerchi concentrici descrivono quantitativamente le diverese intensità.

fotometria polare formati fotometrici

Stesso corpo illuminate, ma diverso sistema di rappresentazione: rappresentazione cartesiana della fotometria.

fotometria cartesiana formati fotometrici

Curve fotometriche diverse per i LED

Diversa è la trattazione dei corpi illuminanti a LED dove, viste le nuverose variabili e criticità legate al funzionamento del LED stesso, il flusso è indicato in fotometria è uscente, ovvero al lordo del sistema ottico (lenti, riflettori, ecc) e del vetro di chiusura. L’indicazione di efficienza luminosa (efficacy) considera in questo caso il rapporto tra flusso uscente ed assorbimento elettrico misurato al cavo, sempre espresso in lm/W (lumen/watt)

Questa diversa modalità di rappresentazione tra sorgenti tradizionali e LED nasce da una criticità della tecnologia allo stato solido (SSL): il flusso luminoso nominale, dichiarato dal fornitore del LED è solitamente espresso in condizioni che non sono mai quelle reali: il flusso luminoso di un LED può subire delle variazioni anche sensibili a seconda delle condizioni di funzionamento in apparecchio.
Quindi attenzione quando si leggono i dati a catalogo di un corpo illuminante LED, può accadere che l’azienda fornitrice, per una mera esigenza commerciale, dichiari dei dati non reali, che possono portare ad errori, anche sensibili.

Per maggiori dettagli rimando all’approfondimento sulla UNI11356 2010, Caratterizzazione fotometrica degli apparecchi di illuminazione a LED:

I file fotometrici

I file fotometrici sono file di testo, editabili con qualsiasi text editor,  che contengono i dati necessari a descrivere il solido fotometrico di un corpo illuminante o sorgente. I dati sono elencati all’interno del file secondo diversi standard, che vengono interpretati dal software di simulazione ed utilizzati nella verifica.

visualizzazione 3d solido fotometrico formati fotometrici

Esistono diversi formati fotometrici, i più conosciuti e più diffusi sono il formato EULUMDAT LDT e il formato IESNA -IES

Il formato LDT

Il formato LDT o EULUMDAT , è di fatto lo standard industriale di formato di file fotometrico per i paesi europei, è un formato fotometrico che risale ai primi anni ’90 , che descrive i dati di un apparecchio in modo estermamente completo: Simmetria, tipologia di apparecchio , tipo di lampada, temperatura di colore della sorgente, resa cromatica della sorgente, geometria, rendimenti e matrice fotometrica. E’ attualmente il formato più diffuso in europa.

LDT file format
Tabella che descrive il contenuto del file fotometrico LDT Eulumdat. Clicca sull’immagine per allargare.

Per maggiori dettagli rimando a questo documento pubblicato su Helios32

Più nel dettaglio, quali dati sono contenuti (normalmente) all’interno di un file Eulumdat.

Formato LDT formati fotometrici

 

Formato LDT formati fotometrici

 

Formato LDT formati fotometrici

Formato LDT formati fotometrici

Il formato IES

Il formato IES LM-63-2000 o IESNA è il formato ufficiale nord americano. Utilizzato comunemente da software di calcolo come Lightscape (non più in commercio), 3dsMaxAgi32, ecc.

Il formato IES contiente dati differenti rispetto al formato LDT qua un datasheet contenente le specifiche dello standard LM-63-95
Esistono software di conversione di formato, il piu completo il modulo Photoview interno a Litestar 4D di Oxytech. Che in realtà è anche molto altro. Ad oggi, a mio avviso, è  il miglior software di gestione fotometrico in commercio.

Differenze principali tra LDT e IES

Nel file EULUMDAT – LDT i dati sono definiti dalla posizione della riga all’nterno del file, perciò è necessario che tutti i dati siano inseriti per permettere all’interprete di ricavare i dati corretti. Nello IESNA – IES , invece, all’inizio di ogni riga esiste una etichetta il cui nome è racchiuso tra due parentesi quadre che definiscono il tipo di dato, quindi in alcuni file IESNA circolanti non sono stati inseriti tutti i dati possibili ma solo quelli che sono obbligatori.

Il file IESNA permette di definire alcuni parametri e informazioni che il file ELUMUDAT non consente. Ad esempio il tipo misura fotometrica fatta, in campo lontano o campo vicino. La forma della superficie luminosa che può essere anche di forma sferica o di forma ellissoidale, o cilindrica orientata nei vari modi (questo non è permesso dall’EULUMDAT). Inoltre permette di definire vari angoli di inclinazione (TILT) dell’apparecchio in fase di progetto diverso dall’orientamento della fotometria e inserire per ogni angolo dei fattori correttivi che tengano conto della variazione del flusso luminoso della lampada per i vari orientamenti.

Eventuali altre differenze è possibile verificarle leggendo il documento IESNA LM 63 2002

Attenzione a quello che si utilizza!

Concludendo, entrambi i formati fotometrici presentati, sebbene differenti per caratteristiche,  consentono di realizzare una simulazione del sistema d’illuminazione accurato.Non è possibile affermare se un fomato è meglio di un altro.

Tuttavia, è bene sottolineare che, proprio a seguito della larga diffusione della teconologia LED nel mercato dell’illuminazione, la metodologia con cui deve essere costruito il dato fotometrico è differente da quello che avveniva con sorgenti tradizionali.

Alcuni produttori purtroppo forniscono ancora oggi dati non corretti, è opportuno quindi fare molta attenzione ai contenuti dei file fotometrici forniti. Il rischio è di commettere errori anche grossolani.

Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all’articolo originale.
Link al post originale:Simulazione della luce: i formati fotometrici IES e LDT
Copyright © Giacomo Rossi.