15 Dicembre 2016 / / Design

dettagli home decor

French Metal Rack è il nome del progetto di ristrutturazione di questo affascinante appartamento parigino che porta la firma di Andrea Marcante,fondatore di UdA architetti, ed Adelaide Testa.


Situato in un edificio anni ’30, ai confini con Saint Germain, l’appartamento ha una superficie complessiva di 180 mq e prima della ristrutturazione, l’interno si presentava ricco di importanti pezzi della storia del design e una divisone degli ambienti in linea con l’epoca dell’immobile.

Le richieste dei clienti sono state chiare e precise:  rifunzionalizzare l’appartamento minimizzando le opere murarie e i tempi di realizzazione, ripensare le zone della convivialità come la cucina  e lo studio  e quelle più intime delle camere/ bagni in modo che ogni componente possa usufruire di aree autonome.
Sin dall’inizio ai progettisti risulta evidente, in accordo totale con il cliente, la necessità di introdurre un nuovo linguaggio architettonico in grado di riconfigurare lo  spazio sovrapponendosi a quello esistente, alterando le relazioni percettive tra gli ambienti .
A parte minime modifiche murarie il progetto si delinea  attraverso  un sistema a telaio di profili metallici e lamiera forata che rende omaggio, per i materiali portati alla scala architettonica, al lavoro del designer  francese Mathiew Matégot, precursore nelle  sperimentazioni volte a combinare insieme proprio questi due materiali.

Nell’idea di Andrea Marcante ed Adelaide Testa i tubi metallici, liberi nello spazio, sfiorano gli elementi tipicamente decorativi delle case francesi quali le cornici e gli stucchi a parete, formando nuove direttrici visive, ma anche nuovi volumi in lamiera metallica forata per vedere senza essere visti, separatori tra zone di passaggio e zone di sosta capaci di trasformarsi in sostegni per nuovi arredi contenitivi .

dettagli home decor
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Il  bagno padronale diventa così una micro architettura forata che senza alterare il volume e la luce naturale della camera, la rifunzionalizza;  la zona studio condivisa con i figli si ri-configura come palcoscenico popolato da forme e materiali sospesi tra essere manifestazione dell’ironia degli adulti e divertimento dei bambini, e ancora la nuova cucina su misura che dilata  lo spazio esiguo e, attraverso geometrie stereometriche che occupano anche il soffitto, ricompone  il rapporto visivo con il giardino condominiale sottostante.
dettagli home decor
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Fotografie di Karel Balas

Uno stimolante e sinergico  scambio di suggestioni e di ricerche sulla storia del design francese ed italiano con i clienti  ha guidato la scelta degli arredi  di produzione e il disegno degli arredi su misura che, al fine di rispondere ai requisiti di tempi, finiture e budget sono stati interamente realizzati  in Italia e montati in loco in due settimane. Tutti gli elementi di progetto, nelle loro diverse scale, tendono a creare ambienti che sono al tempo stesso architettura ed interior design in grado di riflettere e mettere in armonia  gli aspetti più razionali e quelli più emotivi degli abitanti attraverso un linguaggio contemporaneo che non nasconde,  ma mette in evidenza, il carattere originario dell’immobile.


15 Dicembre 2016 / / Design

Il 2016 è stato un anno ricco di novità ed eventi per l’interior design, ma è stato contrassegnato anche da un triste evento: lo scorso marzo ci ha infatti lasciati Zaha Hadid, architetto, designer e progettista di origine irachena che è stata definita da molti “la donna che ha disegnato il futuro”.

La sua figura è un indelebile simbolo non solo dell’architettura e del design, ma della cultura contemporanea nel suo insieme: basti pensare che è stata la prima donna a ricevere il Premio Pritzker, e che la rivista Time l’ha inserita nel 2010 tra le 100 personalità più influenti al mondo.
La sua interpretazione dell’architettura è stata poliedrica e multiforme, in virtù delle sue idee molto poco convenzionali ed in aperta rivolta contro l’ortogonalità e gli schemi prefissati e precostituiti, che le derivavano dalla profonda convinzione che “l’architettura deve offrire piacere”: noi di NonSoloArredo non abbiamo mai nascosto la nostra predilezione per una filosofia più improntata al “Form Follows Function“, tuttavia nel caso di Zaha Hadid, per le emozioni che ha sempre suscitato e saputo comunicare con i suoi progetti, è doveroso fare un’eccezione.

Vitra Fire Station Germania

Per Zaha l’architettura è sempre stato un ambito nel quale proporre progetti innovativi e spettacolari, ricercando lo stupore, con pochissimi angoli retti e molte pareti oblique, come la Vitra Fire Station in Germania, oggi uno spazio espositivo, o il meraviglioso Aquatic Center progettato per le Olimpiadi di Londra del 2012.

London Aquatics Center

Questi sono solo due delle sue creazioni che hanno stupito il mondo, ma per il nostro omaggio alla donna che ha cambiato il modo di concepire lo spazio ci vogliamo dilungare sulla più importante delle due opere italiane, il MAXXI. Museo delle Arti del Ventunesimo Secolo. La sua realizzazione l’ha tenuta impegnata tra il 1999 ed il 2010, data dell’inaugurazione di questo campus urbano polifunzionale nel quartiere Flaminio di Roma che comprende un museo d’arte ed il primo museo italiano espressamente dedicato all’architettura. Il suo progetto è stato in grado di inserirsi ed integrarsi nel tessuto urbano circostante, ed è sbalorditivo per i suoi volumi monumentali ed innovativi.

Museo MAXXI, Quartiere Flaminio, Roma

Le idee di Zaha Hadid non sono state mai pura apparenza senza canoni, o manierismi di un architetto che ambisse solo andare contro corrente: ha rischiato con i suoi codici condivisi da ben pochi colleghi, ed ha vinto, lasciando indelebili tracce di sé ed una grande eredità fatta di segni forti a tutto il XXI secolo.

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15 Dicembre 2016 / / Idee

Il natale è alle porte e la corsa ai regali è già partita.
Il tempo da dedicare per i regali ai tuoi cari è sempre meno e per chi si ritrova a dover acquistare tutto all’ultimo momento, abbiamo creato una lista dei desideri con pezzi iconici e piccole chicche.
Room by Room corre in tuo soccorso proponendoti una serie di idee speciali, con un occhio di riguardo per il design. Pezzi unici nel loro genere ideali per rendere speciale un piccolo grande pensiero.

Un’icona del design si veste di oro per le feste. La lampada vincitrice di un compasso d’oro è ora proposta in una limited edition, super brillante e accattivante, così come il packaging.

Un labirinto scarlatto rigorosamente definito arricchito con finiture oro, per una pausa tè raffinata. Apprezzata da chi riconosce lo stile di Gio Ponti, che ha disegnato un’intera collezione da sfoggiare non solo durante le feste.

Per chi oltre a mangiar bene si gode anche un buon aperitivo, consigliamo di farlo con un occhio anche al design. Un set per creare cocktail da bere con gli amici durante queste festività, sarà sicuramente apprezzato.

Ricevere un buon libro fa sempre piacere, e per i design addict quelli di Phaidon sono perfetti. Bisogna solo scegliere in base

Un carillon non proprio convenzione quello disegnato da Cattelan, la copia esatta della scultura situata in Piazza Affari a Milano. C’è chi apprezzerà, chi invece un po’ meno.

Sono piccole opere d’arte questi vasi nati da una sperimentazione dell’artista con i smalti cristallini e diversi metodi di applicazione.

La lampada pensata per accompagnarti dalla mattina alla sera, si ricarica con un cavetto usb e può essere portata ovunque. Disponibile in diverse finiture, ha un paralume che può essere sostituito e adattato a ogni ambiente.

MIDORI | PENCIL
Per chi con le matite ci lavora o per chi semplicemente ama dilettarsi nel disegnare, proponiamo la matita Midori. In ottone laccata bianca o marrone è leggerissima e dal design compatto.

Il natale arriva anche per i piccoli animali di casa. Una ciotola firmata Miriam Mirri dalla semplicità ludica formale potrebbe essere il giusto pensiero anche per loro.

Si può risparmiare anche con stile. Il classico salvadanaio rivisitato in chiave black and gold.

Stampe eccentriche per parenti o amici altrettanto eccentrici. Ritratti che non passano inosservati.

Il Cifra 5 vincitore di un compasso d’oro, è il regalo ideale per i nostalgici. Disegnato negli anni ’50 è ancora oggi un classico del design italiano.

UN omaggio alla fantasia e all’iconica figura di Topolino. Design essenziale per una lampada tutt’altro che convenzionale.

L’ultima collezione di Alessi è firmata da Marcel Wanders. Ispirata al mondo del circo è formata da piccoli pezzi preziosissimi come questo schiaccianoci.

15 Dicembre 2016 / / Creative & Ordinette

L’outfit di quest’anno sarà il tubino nero o il piccolo vestito nero come dicono gli inglese. La sigle LBD è entrata oramai nel linguaggio modaiolo di ogni giorno. Insomma, avete capito bene: è quel vestito lanciato da Audrey Hepburn, senza tempo e che dovrebbe costituire il pezzo essenziale nell’armadio di ogni donna), ma rivisitato e reso un po’ più femminile con l’aggiunta di pezzi in tulle.
Eccovi la mia idea del vestito nero romantico. Lasciatevi ispirare!

15 Dicembre 2016 / / Design

Link all’articolo originale: Simulazione della luce artificiale con 3DS Max: Final Gather o Photon Map?
articolo scritto da: Luca

In questo ultimo articolo dedicato al confronto tra gli algoritmi di calcolo di 3Dstudio Max e Mental RayFinal Gather e Photon Map , prenderemo in considerazione simulazione di un ambiente in condizione di luce artificiale. Viene dato seguito a quanto già trattato negli articoli precedenti, in particolare sugli aspetti legati al tipo di cofronto e quali sono i reali obbiettivi di tale comparazione.

Nella immagine in header, courtesy LDT Lighting Design Team, una simulazione di luce artificiale che abbiamo realizzato per un cliente.

Naturalmente, prima di proseguire vi rimando a agli articoli precedenti su questo tema: 

e alla serie di articoli di approfondimento sul tema Simulazione Fotorealistica della luce secondo parametri fisicamente corretti con 3ds Max e Mental Ray:

  1. La simulazione fotorealistica della luce con 3dsmaxDesign
  2. Simulazione fotorealistica della luce, introduzione a Mental Ray
  3. Simulazione fotorealistica della luce, la Global Illumination
  4. Simulazione fotorealistica della luce, lighting analysis
  5. Simulare le sorgenti artificiali con 3d Studio Max Design
  6. La simulazione della luce naturale con 3ds Studio Max Design
  7. Simulazione fotorealistica della luce, il Work Flow fisicamente corretto
  8. Simulazione fotorealistica della luce, gestire al meglio l’output di calcolo

La simulazione della luce artificiale

In assenza di luce naturale, l’apporto luminoso è totalmente legato ai corpi illuinanti inseriti in scena e dunque dalle Photometric Light con relativi file fotometrici IES associati, ovviamente è fondamentale poter contare su fotometrie affidabili, per poter garantire una determinata attendibilità dei dati ottenuti, sia in termini qualitativi ma soprattutto quantitativi.

Nell’articlo dedicato alla “global illumination” avevamo visto come la Photon Map fosse fondamentale per una netta riduzione dei tempi di render, mantenendo quasi inalterato il risultato qualitativo, ma in termini quantitativi, ovvero valori di illuminamneto o luminanza?

Dalle seguenti immagini è possibile trarre alcune considerazioni su tale aspetto, che come abbiamo ampiamente specificato anche negli scorsi articoli, è il vero obbiettivo di tale trattazione, ovvero il comportamento dei due algoritmi  di calcolo in ambito simulativo, e solo in seconda battuta in ambito fotorealistico.

Confronto qualitativo: il rendering

Vi ricordo che questi sono i componenti rilevanti, inseriti nella work station utilizzata per la verifica:

  • Processore : Intel Core i7 4930K – 3,4GHz (OK – 4,15 GHz)
  • Ram : 30 Gb – 1333 MHz

La seguene immagine propone a sinistra il risultato ottenuto  utilizzando l’algoritmo di alcolo Final Gather, con i seguenti valori :

  • FG Point Density : 0,8
  • Rays per FG Point : 400
  • Interpolate : 100
  • Diffuse Bounces : 7
  • Render Time : 35 minuti circa

Mente a destra il risultato ottenuto attivando la Photon Map con valori di Final Gather  :

  • FG Point Density : 0,4
  • Rays per FG Point : 200
  • Interpolate : 60
  • Diffuse Bounces : 1

E Photon Map :

  • Maximum Num. Photons per Sample : 1000
  • Maximum Sampling Radius : 60 cm
  • Average GI Photons per Light : 25000
  • Render Time : 6 minuti circa

Simulazione della luce artificiale con 3DsMax

La prima considerazione sull’aspetto puramente qualitativo è che, come pevisto, le due immaini sono pressochè identiche, salvo un leggero e quasi impercetibile aumento di luminosità sulla versione ottenuta con l’ausilio della Photon Map, ed è corretto che questo accada in quanto l’ausilio dei fotoni permette di ottimizzare il calcolo nelle zone più critiche da processare ed analizzare.

Confronto quantitativo: vista in falsi colori e griglia di calcolo

L’immagine seguente in falsi colori dei livelli di illuminamento, che in qualche modo conferma tale comportamento , è riferita a sinistra all’utilizzo del Final Gather e a destra con la Photon Map.

Simulazione della luce artificiale con 3DsMax falsi colori

L’ultimo comparativo è dedicato alla griglia di punti sul piano posto a 20 cm dal suolo con valori di illuminamento, ed è l’aspetto fose più interessante, come nelle immagini precedenti a sinistra il risultato ottenuto con il Final Gather e a destra con la Photon Map.

Simulazione della luce artificiale con 3DsMax griglia di calcolo

Come potete osservare , la differenza fra le due versioni varia di pochi Lux, a parte un punto in particolare in alto a sinistra.

Questo tipo di variazione, in questo caso specifico,  può essere considerata irrilevante in termini analitici e dunque conferma l’attendibilità della Photon Map abbinata al Final Gather in condizione luminosa artificiale in un ambiente eserno.

Va comunque considerato, che ogni ambientazione ha determinate e specifiche caratteristiche strutturali ed ambientali che possono determinare variazioni (in alcuni casi anche rilevanti) sul comportamento delle due soluzioni prese in esame, quindi in linea di principio se quanto affermato sopra può essere considerato corretto è altrettanto vero che devono essere effettuati , almeno in fase preliminare (clay render con un unico materiale assegnato ad ogni superfice e forma) test con enrambe le soluzioni, in modo tale da escludere ogni tipo di eventuale errore.

Solo dopo tale test, è possibile scegliere quale soluzione adottare per poter ottenere il miglior compromesso fra attendibilità dei dai, qualità grafica e tempi di calcolo.

Qualora dovesso risultare differenze tali da diver essere considerate rilevanti, il Final Gather è comunque considerato il risultato più attendibile.

In una ambientazione interna abbiamo riscontrato i medesimi risultati sopra descritti, dunque non ha senso dilungarci oltre, tranne nel caso di utilizzo di luce naturale o mista (naturale+artificiale) . Questo caso specifico è il più oneroso e complicato da calcolare ed analizzare, per la natura stessa delle fonti luminose (sole e cielo fisico su tutti).

L’utilizzo delle Sky Portal: pro e contro

Per motivo di cui si diceva, una soluzione normalmente adottata da chi vuole ottenere un risultato (solo) qualitativamente elevato  mantenendo tempi di calcolo contenuti,  è affiancare  al mrSun e mrSky un altro tipo di Photometric Light ovvero le Sky Portal.

Le Sky Portal  sono state inrodotte proprio per velocizzare ed ottimizzare il calcolo della luce naturale negli ambienti interni, ed hanno il compito specifico di concentrare il numero dei fotoni (se si utilizza la Photon Map) nella direzione desiderata. Posizionate in prossimità delle aperture (porte , finestre o lcernai) , concentrano i fotoni prodotti dal sole e dal cielo fisico, ma se in ambito fotorealistico forniscono un contributo decisamente utile e performante, ovvero garantiscono qualità grafica in tempi ragionevoli, in ambito simulativo come si conportano?

L’immagine seguente riporta dall’alto verso il basso i risultati ottenuti su una griglia di punti con valori di illuinamento utilizzando solo il Final Gather nel primo caso,  a seguire Final Gather  abbinato alla  Photon Map con l’ausilio della  Sky Portal  , ed in fine Final Gather abbinato ad una Sky Portal con le due configurazioni  possibili , Scene Environment ed Existing Skylight.

Simulazione della luce artificiale con 3DsMax risultati a confronto

Se prendiamo come riferimento corretto  i risultati ottenuti sulla griglia del Final Gather (prima griglia in alto) , vediamo che l’utilizzo delle Sky portal stravolge completamente i dati di illuminamento , sia in termini numerici che di distribuzione.

Questo aspetto delegittima in linea di massima il loro utilizzo in ambio puramente simulativo e di conseguenza riduce all’utilizzo del solo Final Gaher nel caso in cui si debba prendere in considerazione una condizione luminosa naturale (o mista).

Purtroppo non è un aspetto di poco conto anzi, se vogliamo è il maggiore limite del sistema, perchè il Final Gather in questi casi diventa molto molto lento e soprattutto impone valori di interpolazione elevati, determinando la perdita di alcuni dettagli.

Anche in questo caso comunque, è consigliato di volta in volta verificare tale comportamento, in quanto in alcuni determinati e circoscritti casi , le Sky portal influenzano in modo minore il risultato in termini quantitativi e dunque potrebbero essere prese in considerazione.

In conclusione

In conclusione , possiamo dire che il Final Gather è la soluzione ideale e forse imposta, se viene presa in considerazione una condizione luminosa naturale o mista, sia in ambienti interni che esterni, mentre la Photon Map abbinata al Final Gather può e deve essere presa in considerazione solo nel caso in cui venga utilizzata una condizione luminosa artificiale, subordinata in ogni caso a test comparativi onde evitare spiacevoli inconvenienti.

Come abbiamo più volte affermato, e confermo il sistema non può essere definito “perfetto” in ogni sua parte, presenta delle criticità , dei limiti , pregi e difetti, come ogni sistema del resto, la cosa fondamentale a mio avviso è conoscere fino in fondo tali limiti e difetti, in modo tale da poter ottenere risultati , sia in ermini quantitativi che qualitativi , affidabili ed in linea con le esigenze progettuali.

Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all’articolo originale.
Link al post originale: Simulazione della luce artificiale con 3DS Max: Final Gather o Photon Map? pubblicato su Luxemozione Luxemozione – News dal mondo della luce

Copyright © Giacomo Rossi.

15 Dicembre 2016 / / Design

E’ a Porta Volta la sede della Fondazione Feltrinelli, che ha aperto da pochissimi giorni a Milano!

Non posso che essere orgogliosa di una Milano che è al passo con i tempi, che guarda al futuro capendo l’importanza di creare spazi sociali come questo. All’interno si trova infatti un bookshop, una caffetteria, uno spazio eventi uniti ad un archivio con 250.000 volumi.  Ha tutto l’aria di diventare un centro culturale, fulcro di una città in continua evoluzione.

Inoltre, da amante di architettura oltre che di interni, ne sono rimasta affascinata. Due sono le piramidi di vetro che creano la nuova Fondazione Feltrinelli e che hanno attratto subito moltissimi visitatori.

Gli interni ricordano lo stile nordico

Diamo anche un’occhiata agli interni! Negli interni della Fondazione Feltrinelli prevale il nero, il bianco e il legno a pavimento. tutto questo vi ricorda qualcosa? A me ricorda molto lo stile nordico, sia per la forma piramidale che per i colori e materiali scelti!  Per non parlare delle lampade che pendono dal soffitto e delle scritte luminose appese.

Un ambiente che promette davvero bene, non credi?

Apertura al pubblico fino al 17 Dicembre

Le due cattedrali di vetro che si stagliano tra viale Pasubio e viale Crispi saranno aperte al pubblico fino al 17 Dicembre, con diversi eventi che ti invito a leggere nell’articolo che troverai seguendo il link!

L’ingresso è libero (fino a esaurimento posti), per informazioni: segreteria@fondazionefeltrinelli.it

L’articolo A Milano apre la Fondazione Feltrinelli: tra libri e design proviene da easyrelooking.

15 Dicembre 2016 / / Arredamento Perfetto

Se avete deciso di fare il grande passo, ossia acquistare un appartamento tutto vostro, dovete tenere presente quelle che sono le problematiche e gli errori da non commettere, per evitare di ritrovarvi in una casa che non sentite realmente vostra.
Realizzare l’arredamento della casa, significa rinnovare in maniera più o meno importante lo spazio abitativo, un’attività sicuramente stimolante ed affascinante, ma al tempo stesso rischiosa se non vengono prese le giuste precauzioni.

Arredamento Perfetto consiglia Etoile di Cesar: Cucina dalle linee classiche e dal design moderno

Cominciamo dall’aspetto più importante? Occhio alla spesa!

Avere un’idea chiara di cosa può servire effettivamente per l’arredo casa delle varie stanze può sicuramente fare la differenza!
Non dover correggere continuamente il piano originario, permette di incorrere in imprevisti di minor entità, che si possono presentare durante la fase di lavorazione.
La coerenza, in questo caso, è quanto mai fondamentale e permette una gestione oculata della scelta dei prodotti e del budget.
Ripartire le spese per ogni stanza è sicuramente una buona pratica! Concentrarsi su una o due nello specifico, per poi scoprire di non avere più niente a disposizione per l’arredo della zona notte o del living-soggiorno, può essere un errore gravissimo (cosa che non capita di rado).
Quando si parla di spesa non dobbiamo solo pensare all’acquisto di ciò che è visibile, ma bisogna considerare anche altri aspetti, come l’eventuale rinnovo delle tubature per la cucina o per il bagno, oltre che all’impiantistica elettrica; una perizia in questo caso è quanto mai buona pratica, che ci permetterà di non dover intervenire nuovamente, magari a lavori di ristrutturazione e arredo terminati!

Arredamento della cucina: come gestire una delle stanze più problematiche

Se vi può sembrare una delle stanze più facili nella ristrutturazione del vostro appartamento, sbagliate sicuramente!

La linearità caratterizza lo stile minimalista contemporaneo

Lo stile di una cucina non è mai scontato e rappresenta una scelta che andrà ad influire anche sul resto della casa; si può optare per uno stile sobrio e classico, oppure puntare su un tocco di modernità con soluzioni che comprendano l’utilizzo di differenti articoli di design.
Si può propendere per la classica cucina lineare, con una distribuzione regolare dei mobili ed elettrodomestici, come per la scelta di un look moderno; una cucina con isola centrale, ad esempio, permette di collegare la stanza ad un’altra area cone quella del living-soggiorno (in questo caso la realizzazione di un arco di collegamento tra due stanze sarebbe perfetto), rendendo l’ambiente spazioso e moderno al tempo stesso.
Altro aspetto di cui tenere conto è la corretta illuminazione della cucina.

Cucina tranché tabacco e laccata lucido bianca con cappa estetica illuminante

Scegliendo il modello che più ci piace, è possibile fare la collocazione dei punti luce, per venire incontro a due esigenze importanti, come estetica e funzionalità della stanza.
Un punto  luce ha la funzione principale di dare la corretta illuminazione a determinate aree, come il piano cottura e nella varie zone in cui è necessario avere una luminosità adeguata.
Se vogliamo scegliere una soluzione a prezzo conveniente e che porti risultati soddisfacenti in termini di illuminazione, possiamo utilizzare delle luci a LED, che prevedono un consumo energetico contenuto e rendono l’ambiente ben illuminato.
A queste luci si possono abbinare dei lampadari di differente tipologia e stile. Il mercato propone oggi soluzioni di design che vengono incontro a differenti gusti.

Se desiderate realizzare la scelta migliore tra gli elementi di arredamento cucine e per le altre stanze della vostra casa, vi consigliamo di affidarvi a punti vendita che non lascino nulla al caso, con scelta di modelli e stili differenti, che vi permattano di capire in anticipo come potrebbe risultare la stanza completa. Un caso positivo da portare ad esempio, è senza dubbio quello proposto da Bassi Design, azienda leader nel settore dell’arredamento a Piacenza, che propone differenti soluzioni di design per l’arredo delle camerette per bambini, esterni ed ufficio, arredamento cucine e soggiorno, con la possibilità di vedere in anteprima i modelli proposti, sia nel rinnovato sito web, sia nell’ampio showroom visitabile nella sede di San Nicolò di Rottofreno.

15 Dicembre 2016 / / Design

dettagli home decor

All’interno di una vecchia macelleria nel centro storico di Chianciano Terme, l’azienda Toscana Sestini&Cortiha curato l’allestimento di un particolare negozio di prodotti tipici di alta qualità dove oltre ad acquistare è possibile mangiare e degustare gli stessi prodotti.
 

Nello spazio, un tempo adibito a macelleria, è stato mantenuto il caratteristico marmo a terra e a parete,  esaltato dal legno di recupero utilizzato per i tavoli, il bancone ed una parte delle pareti, aggiungendo così un tocco di calore all’ambiente e mantenendo vivi i dettagli originali.
Gli scaffali in ferro sono stati lasciati al naturale con smerigliature a vista mentre sul retro del bancone, per tutta la sua lunghezza, è stato inserito un grande pannello in legno sul quale è stato inciso a laser il nome del locale ed il prodotto principe dell’attività, la cinta senese.
Per rispondere alle diverse esigenze, l’illuminazione a soffitto è composta da diverse tipologie di luci, lampade più tecniche per esaltare i prodotti esposti e lampade più classiche per creare la giusta atmosfera nella zona ristorante.
Un progetto curato in ogni dettaglio che gioca con differenti stili, da quello industriale rappresentato dai tavoli e gli scaffali in ferro, a quello più vintage con le classiche sedie in legno, ma il tutto rivisitato in chiave contemporanea.

dettagli home decor
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dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
immagini Sestini&Corti


14 Dicembre 2016 / / Idee

Il brand NORD PIUMINI, propone all’ interno della sua vastissima gamma di prodotti, una nicchia di accessori per la casa e la persona davvero unici.

Il comfort del piumino d’oca vi avvolgerà anche con pantofole, sciarpe, moffole e cappotti. Idee utili ed originali anche da regalare per l’ imminente festa del Natale!

pantofole

guanti

Per la casa una delle proposte è lo sgabello FAR SVART, con struttura in legno di betulla e rivestimento 100% in lana d’Abruzzo naturale. Disponibile in bianco e in grigio.

sgabello

www.nordpiumini.it

 

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14 Dicembre 2016 / / Design

Ho più volte parlato di quanto secondo me la luce sia fondamentale per la realizzazione di ambienti piacevoli e confortevoli e della mia predilezione per una serie di punti luce per illuminare  dove occorre i vari angoli della stanza, piuttosto che una fonte luminosa centrale, seppure d’intensità adeguata e ben posizionata.
Tanto più che nella maggior parte delle nostre case, all’interno di un’unica stanza come il living si svolgono varie funzioni (da quelle proprie di un soggiorno, a quelle di uno studio, fino a quelle  di una stanza da pranzo o addirittura di una cucina) ed ognuna con una necessità specifica dal punto di vista dell’illuminazione.
Inoltre questa opzione risulta vincente nel tempo perché non solo più flessibile ma anche  più facilmente adattabile ai nuovi bisogni che inevitabilmente sopraggiungono.
Ad esempio nel mio appartamento era nata l’esigenza di illuminare una zona del soggiorno in cui di recente ho collocato una poltrona per creare una zona dedicata alla lettura dove, qualche anno fa, quando ho progettato l’impianto elettrico della casa, non avevo previsto un punto luce, per cui la questione non era di semplice soluzione.
Ora ho finalmente risolto il problema installando un apparecchio a sospensione; ho optato per una Pendulum della serie Edition 1906 di Ledvance (società nata dalla divisione lampade di OSRAM, marchio registrato appunto nel 1906) che grazie al suo cavo rivestito in tessuto nero da lasciare a vista può essere posizionata in qualunque punto della stanza e con il suo tirante “intelligente” consente di portare la luce proprio dove ce n’è bisogno. Ho scelto la versione oro che ben si adatta allo stile vagamente “nostalgico” del mio angolo e che dona all’alluminio, ed al design industriale dell’apparecchio, un aspetto sofisticato.
La lampada a led “Edison” con finitura ambrata diffonde una luce calda veramente piacevole, ed ovviamente a basso consumo. 
Ma ora passiamo dalle parole alle immagini…