19 Dicembre 2016 / / Non Ditelo all'Architetto

Nascosto nelle forme di questo vaso ming c’è un intero servizio da tavola…meraviglioso! By Ibride

E’ destinato a cuochi mostruosi il divertentissimo mestolo Nessie che trovate QUI in diversi colori

Divertente, di design, ma anche facile da realizzare con un sapiente fai-da-te è la mensola “BOA” con striscia di feltro regolabile portaoggetti

Ad un amico un pò orso potreste regalare il simpatico guanto da cucina a forma di zampona che trovate QUI!

Per la colazione dei bimbi (ma non solo!) guardate che carino questo set a forma di barchetta che trovate QUI!

Un runner originale per la tovala delle feste e ad ognuno il proprio posto…al millimetro!

Manca una settimana a Natale e come al solito ci si ritrova sempre all’ultimo momento con i regali da fare!

L’unica cosa che ci consola è che siamo tutti nella stessa barca!

Il suggerimento, per i super ritardatari come me, è quello di acquistare un oggetto di design per la cucina, divertente, ironico, colorato e provocatorio, che con un piccolo prezzo lascierà a bocca aperta i vostri amici e parenti e potrà fare bella mostra di sè nella cucina o sulla tavola delle feste, meglio ancora se decorata in modo creativo!

Un’idea creativa e poetica per la tavola delle feste può essere quella di realizzare un runner con le pagine di un libro…

Tavola creativa con la vernice lavagna per scrivere menù e segnaposti.

Allegro e comodissimo il set di tazze Matrioska che possono essere utilizzate come comodi contenitori in svariate occasioni. Lo trovate QUI

Per gli amici cuochi particolarmente pignoli ecco il tagliere in faggio che già dal nome la dice lunga “Osessive chef” lo trovate QUI.

 

Un altro bellissimo tagliere realizzato in marmo naturale e legno di acacia da Tamume, formato rettangolare  o rotondo, così bello da poter essere utilizzato anche come piatto o vassoio da portata.

Una balenottera azzurra per scolare comodamente la pasta. Si chiama  Big Blue Whale e la trovate QUI
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The Winer is? Chi finisce tutto il pranzo! Un divertente regalo per i vostri nipotini può essere questo piatto/ gioco che trovateQUI; ve ne saranno grati anche i genitori!

La tavola e la cucina di chi riceverà i vostri regali sicuramente si rallegrerà ed acquisterà quel tocco in più di novità e freschezza che farà fare un figurone a loro e a voi. I complementi per la cucina e la tavola che vi propongo, io che non sono certamente una cuoca, sono così belli che anche chi è negato per la cucina proprio come me non potrà fare altro che apprezzarli e metterli in bella vista!

Questo tagliere di legno ne contiene altri quattro! Comodo, utile e perfetto per contenere gli spazi. Disponibile QUI.

Bottiglia in vetro che imita e riprende le fattezze e il design delle bottiglie in plastica. Proposta come gioco ironico da Seletti è disponibile in 4 varianti e ha tappo con guarnizione in silicone. La trovate QUI

Io non sapevo nemmeno che potesse avere una sua utilità ma a quanto pare il separatore di tuorlo è molto funzionale; meglio ancora se ha la simpatica forma di pesce. Realizzato in silicone è disponibile arancione, rosso o rosa.

L’idea della macchia sgocciolante è molto amata dai designer! In questo caso
la ritrovaiamo in un simpatico tagliere di silicone disponibile QUI a 20.00€

Sorprendente il porta bottiglia a forma di catena che crea l’illusione che essa sia sospesa…per stupire gli ospiti con effetti speciali! Lo trovate QUI
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Non è un semplice tappo ma un comodo spremiagrumi per spremere direttamente dentro alla bottiglia…magari un pò di limone che fa sempre bene! Si chiama Sombrero Juicer è distribuito da Umbra e lo trovate QUI.
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Divertente, ironica e bella come un soprammobile è la grattugia Staileggero, un pezzo di design che non dispiacerà agli amici gourmet. Chiaramente ispirata agli aeroplanini è un progetto di unibiz.it e Liviana Osti ma prodotto da Paola C.

Comodi e divertenti i taglieri puzzle di Archigiani, utili anche come vassoio mangia e bevi, per cene in piedi di design…chi lo ha detto che le cose di design debbano per forza essere scomode?!

Divertentissimo e perfetto per gli aperitivi delle le feste il set per stuzzichini a forma di balena “Moby Pick” che trovate QUI

Molto grazioso il mattarello in ceramica made in England di Reiko Kaneko

Cherry pitter per snocciolare le ciliege, per fortuna non è stagione altrimenti l’indigestione era era assicurata!!

Ci fanno sognare l’estate queste graziose ciotoline porta gelato in ceramica a forma di cono della designer  Virginia Sin

Geniale il set di accessori per la cuciba Jar tops creato da Jorre Van Ast per Royal VKB, dove ogni barattolo, grazie all’aggiunta di pratici accessori, può trasformarsi in un utile attrezzo da cucina

Have you met miss Jones” non è una domanda ma un brand di design australiano di Jennifer Jones che realizza anche questa carinissima collezione di accessori per la cucina in porcellana

Di quanto possano essere belli e decorativi i piatti abbiamo già parlato in un altro articolo; se regalarete piatti di design potranno essere utilizzati per mangiare ma anche per arredare pareti ed essere messi in mostra!

Wheel of Nutrition è un set di piatti in ceramica con stampate sopra delle grafiche che ci ricordano molto i diagrammi a fette di torta, ogni piatto rappresenta una dieta differente…forse non è il tipo di piatto più adatto ai pasti delle feste!

Palace Stacking serie di piatti in porcellana ideata dal designer Alessandro Zambelli costituito da quattro blocchi modulari che montati formano un palazzo e smontati diventano un set di piatti prodotti da Seletti li trovate QUI.

Divertentissimi i piatti del designer Boguslaw Sliwiński che possono aiutarci ad invogliare i bimbi a mangiare o semplicemente divertirci!

Tutti diversi, semplici, ma molto belli i piatti proposti da Tokyo design, Studio Kotobuki, in porcellana blu o nero. Perfetti per decorare le pareti o come servizio per chi ha le mani di pastafrolla…se se ne dovesse rompere uno nessuno se ne accorgerà!

Dalla mente creativa del designer londinese Parul, il quale si fa conoscere con il suo brand Just Noey, eccovi una collezione di piatti in ceramica “Alphabet plates” con una marcia in più in fatto di cura grafica.

La designer Isabelle Foirest ha realizzato questi piatti prodotti da Fitzsu. Si chiamano Psychoplates sono un set di quattro piatti in ceramica con 4 illustrazioni differenti raffiguranti immagini presenti nel test di Rorscharch.

Affascinanti piatti by Thomas Paul sono i “portland dinner plate” su allmodern.com

Un gioco ed un piatto per le prime pappe,  prima del primo design di Emanuele Magini.

L’interior designer olandese Nina recupera piatti spaiati portandoli a nuova vita.

Non potremmo mai dire economico ma davvero bello, carico del fascino dei servizi di un tempo e della verve della modernità, assolutamente si!C E’ il set di piatti della collezione di Hybride di Seletti che trovate QUI. Non solo un servizio di piatti ma una vera poesia; 18 pezzi Oriente/Occidente Est/ovest 6 piani/ 6 fondi / 6 frutta.

Più decorativi che altro (sarebbe anche un pò inquientate mangiarci a mio parere!) i piatti di Toiletpaper che costano molto di meno di quello che ho visto nel bookshop della biennale di Venezia!  trovate QUI I love you a sinistra, QUI Plungher al centro e QUI Toad a destra.

Siete amanti dell’astronomia? Seletti in collaborazione con Diesel ha realizzato una collezione di piatti che si chiama “Cosmic Dinner” che comprende tra gli altri il piatto venere , il piatto  Urano e il piatto Sole.

Sempre in tema astronomico i piatti Constellation di Noneutral

In un altro precedente articolo abbiamo parlato anche a fondo di tazze, teiere e di tutti gli accessori per gli amanti di tea e tisane. Di seguito qualche proposta divertente, utile e interessante che, sopratutto di inverno, non guasta mai.

Allegro e fresco l’ infusore bocca di rosa di Brandani completato da un coperchio in silicone per tenere in caldo la bevanda. Lo trovate QUI

Grazioso porta tazze da asporto semplice da realizzare anche con un hande made

Servizio da tea Kings Road Redux su http://www.rosannainc.com

Per gli amanti del caffè ecco la tazza Tini di ZO_loft, una vera e propria MOKAZZINA!

Un grazioso set per la colazione comprensivo di teiera piattini e portauova proposto da Donna Wilson

Tazze, teiere, brocche e bricchetti fanno parte del meraviglioso servizio da tea che imita il tessuto della designer israeliana Rachel Boxnboim che ha creato speciali stampi in tessuto, in cui ha colato la ceramica sulla quale rimane impressa la texture in maniera particolarmente realistica.

Simpaticissimi i supporti per le bustine delle tisane ed ad ognuno il proprio gusto ed il proprio colore . Il set di 6 pezzi lo trovate QUI

Il designer francese Pierre Lescop  ha trovato un modo molto ingegnoso e spiritoso al tempo stesso per proporre un set di tazze da cucina chiamato on the road.

Se siete amanti del fai da te ecco un modo semplice per rendere speciale un servizio da tea da regalare. Tutorial su shopsweetthings.com

 

L’articolo Idea last minute per i regali di Natale. proviene da Architettura e design a Roma.

19 Dicembre 2016 / / Rooms Interior Design Lab

Dopo l’invito a rilassarsi suggerito dalla coppia Blu Serenity – Rose Quartz dello scorso anno, non poteva che essere il colore di una rinnovata energia quello decretato come re del 2017: Greenery!

via Adweek

Il nome suggerisce atmosfere bucoliche e distese verdeggianti, quelle di una natura nel pieno della sua freschezza primaverile.

via Creative Review

La caratteristica principale di Greenery è un riflesso dorato, una punta di giallo energizzante che lo rende adatto per dare un tocco di luminosità e positività all’ambiante.

Vi piace?

via The Zoe Report
19 Dicembre 2016 / / Coffee Break

Quest’attico a Sunny Hills in Australia, è stato rinnovato dallo studio Josephine Hurley Architecture Designs; molto luminoso, grazie alle ampie finestre semicircolari, l’attico è praticamente inondato di luce naturale.

 

Via


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CAFElab | studio di architettura


19 Dicembre 2016 / / BlogArredamento Aziende

Una nuova missione per i nostri arredatori: arredare una cabina armadio piccola e stretta, interamente dedicata ad una lei. La cabina deve contenere delle cassettiere, ripiani e tubi appendiabiti necessari per collocare abiti, cappotti e camicie su più livelli. Avendo una superficie ridotta a disposizione si rende infatti necessario lavorare in altezza, sfruttando le pareti in verticale fino all’ultimo centimetro.

La parete di 203 cm è tutt’altro che piccola, ci si può lavorare molto bene sfruttandola per l’inserimento di almeno 2 cassettiere capienti. L’ostacolo nella progettazione di questa cabina è la profondità limitata (il lato corto della stanza misura 151 cm) e la presenza di una porta battente che si apre verso l’interno rendendo praticamente inutilizzabile la parete di sinistra. La parete a destra dell’entrata misura 120 cm.
Le  misure però possono trarre in inganno: vi sembrerà di avere molto spazio a disposizione, ma dovrete sempre tenere in conto che un sistema di arredo per cabine avrà ripiani con una profondità minima di cm 45 cm (meno profondi non vi consentirebbero di sistemare abbigliamento e accessori). Oltre a ciò, essendo una cabina armadio, bisogna poterci entrare e muoversi agevolmente, sia per scegliere i capi che intendete indossare, sia per fare cambi di stagione e pulizie.

Vediamo insieme alcune idee e consigli utili per progettare ed arredare questo ambiente.

Che tipo di sistema per cabina armadio è ideale per arredare piccoli spazi?

Per arredare una cabina armadio piccola ci sono due opzioni ideali:

cabina armadio a moduli componibili: consente di abbinare moduli di dimensioni ridotte collocandoli liberamente sulle pareti a disposizione, qualsiasi sia la loro altezza e configurazione (lineari o sottotetto, ad esempio). Possono incastrarsi e sovrapporsi come preferite, su pareti lineari, ad angolo o a ferro di cavallo. Ci sono varie dimensioni, sia in larghezza che in altezza, e vari modelli che permettono di ricoprire anche l’intera parete con pannelli boiserie.

cabina armadio a pali terra-soffitto:  un sistema free standing a pali permette di regolare l’altezza e l’inclinazione a seconda delle esigenze, oltre a sfruttare nel migliore dei modi tutta l’altezza a disposizione. I pali possono essere attrezzati con ripiani e cassettiere, mentre i moduli componibili offrono una vastissima gamma di opzioni, dai normali ripiani ai portacamicie, passando per cassettiere e molti altri utilissimi accessori.

Il progetto per la cabina armadio di lei

Per arredare la cabina armadio dedicata a lei abbiamo creato una composizione modulare con elementi Easy dotati di ripiani e tubi appendiabiti. Il vantaggio è che si possono collocare dove si preferisce, si possono spostare ed eventualmente integrare in futuro con altri moduli. Per biancheria e capi delicati abbiamo inserito due cassettiere, per maglieria e abiti lunghi abbiamo alternato e mescolato moduli a parete dotati di piani di appoggio e appenderia. Sulla parete più corta abbiamo unito e sovrapposto alcuni moduli per creare una parete di contenimento per maglie oppure per scatole, borse e scarpe.

Le dimensioni degli elementi che abbiamo scelto per la cabina armadio sono:
– moduli a parete: cm 66 p.46,4 h.48
– cassettiere 4 cassetti: cm 66 p.48,5 h.76,6

3. consigli utili per sfruttare al meglio una cabina armadio piccola

1. Partiamo dall’ingresso: l’ideale sarebbe recuperare spazio all’interno della cabina eliminando le porte a battente sostituendole con una porta a scrigno. Se non volete intraprendere lavori di muratura, optate per una porta scorrevole esterno muro. Per dare un tocco in più e distinguere l’ingresso alla cabina dalle normali porte di casa, scegliete una porta decorata o colorata.

2. Fate una lista di tutto quello che volete riporre nella cabina armadio e basatevi su questa per decidere di quali attrezzature avete bisogno. Avete tanti abiti, tailleur e vestiti? Non fatevi mancare tubi appendiabiti e lasciate il giusto spazio per appendere tutto senza spiegazzare. Siete dei tipi sportivi tutti jeans e t-shirts, con una collezione di caldi maglioni multicolore per l’inverno? Riempite la cabina di ripiani su cui disporre tutto ben piegato, magari diviso per colore. Dipendenti da sneakers o tacco 12? Non dimenticate di attrezzare uno spazio per le scarpe, con una scarpiera a ribalta o una panca a terra su cui ordinare le vostre décolleté.

3. Anche se lo spazio è ridotto il desiderio è sempre quello di sfruttarlo fino all’ultimo millimetro. Ricordate però di lasciare lo spazio necessario per muovervi all’interno della cabina ed effettuare anche operazioni di pulizia o di cambio di stagione, magari con l’ausilio di una scaletta. Lo spazio minimo per un agevole passaggio è di 60 cm, ma naturalmente dovete tenete in considerazione la vostra corporatura.

Dovete arredare una cabina armadio e non sapete come fare? I modelli che avete visto in questo articolo non fanno per voi?
Cliccate qui sotto per chiedere un consiglio ai nostri arredatori.

19 Dicembre 2016 / / Idee

English version >> http://bit.ly/2hvNSqP

I libri: molte persone non li leggono o fanno molta fatica a farlo, hanno quasi un rapporto conflittuale. Io non posso farne a meno, le più grandi idee e ispirazioni sono proprio venute grazie ai libri stampati.

Sono una fonte continua di conoscenza e crescita personale, oltre che contribuire ad arredare casa e darle un tocco profondamente personale.

Ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le età, bisogna solo trovare quello che fa per noi!

Quale momento migliore quindi per fare un regalo intelligente e donare un buon libro?

Voglio farvene conoscere tre usciti da poco che possono essere un regalo perfetto per gli appassionati di design & arredo.

Recupero creativo. Oltre 120 soluzioni originali e sostenibili

libri

di Dubois Petroff Marie-Pierre
ed. Logos

Mai come in questi ultimi tempi le parole riuso, riciclo e recupero sono diventate protagoniste dello scenario del design. Hanno però tre significati diversi: il riuso presuppone di re-impiegare un oggetto con le stesse finalità per cui era stato inizialmente concepito, mentre il riciclo gli dà una nuova funzione; il recupero racchiude in sé gli altri due.

Non sempre quindi la creatività viaggia di pari passo con questi termini. Il recupero è quindi il protagonista del libro: unendo il riuso al riciclo nostalgia e creatività viaggiano insieme, portando a risultati inaspettati.

120 idee originali di recupero sono esposte nel libro, che strizza l’occhio così anche all’aspetto ecologico dell’abbattimento della produzione di rifiuti.

 DECLUTTERING – IL SEGRETO DEL RIORDINO

LIBRI

Geralin Thomas
ED. Hoepli

Dopo il travolgente successo del libro di Marie Kondo, continua il trend dei libri dedicati al riordino.

Siamo così abituati ad essere circondati da oggetti di tutti i tipi, che non sappiamo più distinguere quello che ci serve davvero da quello che possiamo eliminare. Quasi che l’essere sommersi dagli oggetti esorcizzi la solitudine che ci accompagna sempre più.

Se anche voi siete appassionati di riordino, allora questo libro fa per voi. Una guida al decluttering (l’arte di eliminare quello che non serve più) con suggerimenti e tecniche divertenti per risparmiare tempo e denaro nel riorganizzare casa.

Dentro l’edificio. Brevi considerazioni sull’architettura d’interni

libri

Riccardo Salvi
Ed. Franco Angeli

In questo libro dedicato a tutti gli studenti e professionisti dell’architettura d’interni, ma anche a tutte le persone che passano tanto tempo all’interno di un edificio, si affrontano i temi e gli strumenti utilizzati nel campo.

Attraverso sette brevi saggi ci si focalizza sui temi dell’architettura d’interni: attenzione al dettaglio, alla luce, al suono, alla qualità dell’aria, ai materiali, agli arredi, alla sostenibilità.

Una disciplina flessibile e disponibile nell’accogliere il cambiamento della società e della cultura dell’abitare, raccontato a tutti.

 

 

L’articolo E se a Natale ci regalassimo dei libri? sembra essere il primo su VHD.

19 Dicembre 2016 / / Design

La settimana più magica dell’anno è cominciata e qui l’atmosfera è particolarmente frizzante e diversamente natalizia rispetto agli altri anni, perché l’ometto di casa (3 anni e mezzo) ormai ha davvero scoperto lo Spirito del Natale e non fa che portarlo in giro per casa cantando e proponendo come passare i pomeriggi!!!
Comincio quindi carica di positività e meraviglia questo Lunedì presentandovi subito l’illustratore speciale che oggi passerà un po’ di tempo con noi.
Lui è Patrik, detto Kino, illustratore dal tratto leggero, che riesce a raccontare con parole gentili e sincere anche le cose poco belle che accadono intorno a tutti noi, rendendole ricordi unici e speciali che ci fanno crescere e diventare più consapevoli di chi siamo davvero. 

Ho scoperto il suo Blog/Portfolio per caso e subito mi sono innamorata del suo averlo chiamato “Il lato fresco del cuscino” che secondo me è davvero una delle cose più belle nella vita 😉 !!!
Sono sicura che amerete anche voi da subito il suo stile Fresco, minimale ma anche pieno di tantissime emozioni tutte diverse e meravigliose.
Buona lettura Pazzerelli e soprattutto non perdete l’occasione di fare un giro nel suo Shop carico di tantissime bellezze da regalare o regalarsi per riempire anche casa propria di leggerezza e parole gentili che tanto fanno bene al cuore.


1. Quando ti sei avvicinato al mondo dell’ illustrazione?
Il mondo dell’illustrazione mi affascina da sempre, ma ha cominciato ad interessarmi di più da adulto. Da bambino mi piaceva disegnare, ma non possedevo particolari velleità artistiche, né aspiravo a conquistarle. Crescendo ho sentito sempre di più l’esigenza di trovare un canale comunicativo che mi permettesse di esprimere il mio mondo interiore. Non ho mai voluto rinunciare al contatto con il bambino che sono stato e che sento ancora di essere; un bambino con il cuore pieno di gentilezza e di poesia. Guardando le illustrazioni di altri artisti, ho avuto la sensazione che quello avrebbe potuto essere anche il mio canale. Davanti ad alcune opere sentivo vibrare qualcosa, mi emozionavo. Ed ho cominciato a pensare che fosse giusto provare a tenere tra le mani quell’emozione per farla scorrere attraverso la punta di una matita su un foglio bianco. Volevo lasciare una traccia di me su quel foglio, avevo bisogno di riempirlo. Non troppo, per la verità. Dentro di me non c’è un esplosione chiassosa di colori, c’è delicatezza. A rappresentarmi è un tratto gentile. 

Volevo raccontare un altro modo di fare poesia. E così, qualche anno fa, raggiunta questa consapevolezza, ho preso coraggio ed ho iniziato a raccontarmi attraverso “Il lato fresco del cuscino”.


2. Cosa ami di più del tuo lavoro?

Quello che più amo del mio lavoro è l’avere la possibilità di esprimermi, di raccontare il mio punto di vista. Amo che tante persone colgano nel mio lavoro esattamente quello che cerco di trasmettere. Ho ricevuto tanto affetto da parte di chi trova nelle mie illustrazioni la sensazione di una carezza, di un sorriso gentile, del guardare le nuvole. Inoltre mi piace avere la possibilità di conoscere tanti artisti, attraverso i canali social o alle fiere a cui partecipo, e arricchirmi del loro punto di vista. E’ come respirare aria fresca. E a volte nascono meravigliose collaborazioni.



3. Quali sono le tre parole che meglio descrivono i tuoi lavori?

Il senso delle mie illustrazione credo si racchiuda in queste tre parole: gentilezza, poesia, leggerezza.
Soprattutto leggerezza che, citando Italo Calvino, “non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.” Se potessi aggiungerne un’altra, sarebbe “emozioni buone”. E’ un concetto che mi sta molto a cuore e che cerco di trasmettere con le mie illustrazioni: l’accoglienza delle emozioni, tutte. Sin da bambini ci viene insegnato che ci sono emozioni che è giusto manifestare liberamente, mentre altre, più scomode, vanno tenute nascoste perché rivelano le nostre fragilità. E così finiamo col diventare vittime di un’inibizione tossica, di un autocontrollo soffocante. Io credo fortemente che ogni emozione abbia il diritto di essere espressa. Le emozioni non dovrebbero fare paura, si può imparare a sentirsi a proprio agio anche nella tristezza, a canalizzare in modo creativo la rabbia. Da ogni emozione può germogliare qualcosa di buono. Basta saperle abbracciare.



4. Puoi descriverci la tua giornata tipo?
Mi alzo verso le nove del mattino e preparo una moka di caffè da quattro tazze che consumo da solo. Faccio colazione con la brioches al burro che mio marito scende a prendermi nel bar sotto casa prima di andare al lavoro, e poi inizio a rispondere alle email e ai messaggi che ricevo sui social. Quando finisco, mi dedico al packaging degli articoli che vengono acquistati nel mio shop online. Cerco di metterci tutta la cura possibile; mi piace l’idea di trasmettere il senso de “Il lato fresco del cuscino” attraverso l’attenzione per i dettagli. Alle 11.30 passa il corriere a ritirarli. Nel pomeriggio disegno, mi occupo dei lavori su commissione, mi tengo in contatto con i rivenditori con cui collaboro. Poi ci sono le fiere, sempre molto impegnative, che richiedono tanta organizzazione. Devo tenere monitorate le vendite per sapere quando effettuare un nuovo ordine, fare inventari, scattare le fotografie da pubblicare sui social. Cerco di ritagliarmi del tempo ogni giorno per esplorare le pagine o i siti di altri artisti. E’ nutrimento; se ne ricavano stimoli creativi attraverso cui realizzare qualcosa di nuovo. E magari anche delle nuove collaborazioni. Mi piace sentirmi parte di una comunità, quella dell’handmade italiano, in cui ci si sostene e incoraggia a vicenda. Faccio anche delle pause per coccolare il mio gatto, Alfeo, che reclama la sua dose giornaliera di grattini. E verso sera rientra mio marito dal lavoro. Chiacchieriamo di com’è andata la giornata, prepariamo inseme la cena, e se c’è ancora del lavoro da fare mi aiuta, spesso anche fin dopo la mezzanotte, altrimenti guardiamo qualche puntata di una serie tv sul divano con Alfeo.

5. Come hai sistemato la tua zona di lavoro? 
Il mio laboratorio è drammaticamente piccolo! Cerco di tenerlo il più ordinato possibile, ma ho sempre la sensazione sia appena esplosa una bomba. Ci sono due scrivanie, una accanto all’altra. Su una disegno, lavoro al pc, mi occupo del packaging. L’altra è allestita in moda da consentirmi di scattare delle foto quantomeno dignitose ai prodotti che pubblico sui social. C’è un grosso armadio di ciliegio che ho recuperato in un mercatino vintage; portarlo in casa è stata un’impresa e sembra sempre sul punto di esplodere. Vorrei trovare il tempo di ridipingerlo prima o poi. Il resto sono montagne di scatoloni sparsi ovunque.


6. Pensi un illustratore abbia bisogno di uno stile personale? e quali sono i tuoi suggerimenti per svilupparne uno?

Credo che essere un’illustratore dia l’opportunità di raccontarsi. Non si tratta solo di saper disegnare, ma di offrire un nuovo punto di vista. Attraverso le mie illustrazioni cerco di trasmettere il mio approccio alla vita, di comunicare ciò che per me ha valore. Poi penso sia giusto che ognuno attribuisca il proprio senso a quello che fa. Io non mi sento a mio agio a dare suggerimenti perché so di avere ancora tantissimo da imparare. Sono ben disposto ad accoglierne invece. Mi sento solo di incoraggiare chi vuole imboccare un percorso artistico di qualsiasi tipo a liberarsi dalle inibizioni e sperimentarsi in ciò che lo fa sentire bene. E’ importante assecondare il proprio modo di esprimersi, quello che ci risulta più naturale.  Essere onesti con se stessi, aprire il cuore a chi ha voglia di ascoltare, ripaga sempre di tutta la fatica. Non ci si libera mai del tutto delle insicurezze, ma si impara a conviverci; diventano un’opportunità per continuare a crescere. A me pare di avere ancora tanta strada da fare; ci sarà sempre un nuovo obiettivo, un nuovo progetto. Ma quando si sente di aver trovato il modo giusto per esprimersi, giusto per se stessi, il cuore diventa leggero e vola sempre più in alto.


19 Dicembre 2016 / / Design

Elbphilharmonie Hamburg New Landmark

La Elbphilharmonie di Herzog & De Meuron, come una nave di cristallo approdata nel porto di Amburgo, è ormai diventata il simbolo della città

Già tre anni fa avevo parlato della Elbphilharmonie, mentre la costruzione del nuovo auditorium era ancora in corso, fra mille polemiche per ritardi vari e per i costi più che decuplicati. Finalmente a 10 anni dall’inizio dei lavori è arrivato il momento dell’inaugurazione, prevista per metà gennaio 2017.
L’ambizioso progetto nel porto di Amburgo porta la firma di Herzog & De Meuron, lo studio svizzero famoso per aver realizzato alcune delle opere di architettura contemporanea più significative al mondo: dalla New Tate Modern, allo stadio di Pechino, fino alla nuova sede della Fondazione Feltrinelli a Milano, appena inaugurata.

Elbphilharmonie di Herzog & De Meuron Amburgo

La Elbphilharmonie si trova in una posizione privilegiata proprio all’imbocco del porto ed è circondata dall’acqua su tre lati. Il nuovo auditorium dalle pareti di vetro è costruito su un magazzino in disuso del vecchio porto, che è stato completamente svuotato, lasciando solo le pareti esterne in mattoni. L’elemento di cristallo si posa come una corona sulla vecchia struttura, giocando sul forte contrasto fra la massiccia base geometrica in mattoni rossi e la leggerezza del vetro, e sembra sorgere direttamente dalla base innalzandosi poi verso il cielo fino a 110 metri, per trasformarsi in una forma libera e irregolare che tanto ricorda la silhouette di un’antica nave con le vele spiegate.

elbphilharmonie hamburg infographics

La Plaza, uno spazio pubblico con vista a 360°

Una una rampa di scale mobili lunga ben 82 metri, detta Tube, attraversa tutto il basamento dell’edificio e costituisce l’entrata principale alla Elbphilharmonie conducendo i visitatori fino al piano di intersezione delle due strutture dove è stato ricavato un ampio spazio pubblico e polifunzionale, chiamato Plaza. La Elbphilharmonie Plaza funge da giunzione tra il vecchio magazzino portuale e la moderna struttura di cristallo che lo sovrasta. Posta a 37 metri dal livello del suolo, è una piazza pubblica aperta a tutti e offre una vista a 360° sul porto e sulla città. Da qui i visitatori potranno accedere alle sale da concerto, ai negozi e all’area ristoro.

Tre sale da concerti, per ogni occasione

Il cuore della Elbphilharmonie è la Grand Hall, la grande sala da concerti, con una capienza di 2.100 posti.
Il palco, per gli artisti o l’orchestra, è situato al centro della sala e tutt’intorno si affacciano le balconate con i posti a sedere. Sospeso al centro, proprio sopra il palco, un enorme elemento circolare ha lo scopo di riflettere il suono per assicurare un’acustica perfetta. La Recital Hall è una sala più intima progettato per musica da camera, recital o concerti jazz, con una configurazione variabile che può ospitare fino a 550 persone. Kaistudios invece è uno spazio-studio, adibito a seminari, workshop o musica sperimentale per soli 150 posti.
Completano il progetto un Hotel a 5 stelle con 244 camere e suite, un ristorante e 45 appartamenti residenziali molto esclusivi, che godranno della spettacolare vista sul fiume Elba e sul porto.

Le pareti vetrate sono suddivise in una griglia di pannelli rettangolari, ciascuno dei quali può essere illuminato individualmente. Alcuni pannelli sono curvi e alcuni apribili, trasformando l’edificio in un gioiello scintillante, sensibile e reattivo al mutare delle condizioni di luce. Le pareti di cristallo, riflettono l’acqua del porto e le nuvole nel cielo mutando costantemente; la forma originalissima della copertura richiama le onde del mare e ricorda le vele di una nave, rimanendo subito impressa. Un elemento teatrale visibile anche a grande distanza, dalla città.
La Elbphilharmonie è una vera opera d’arte e non sarà soltanto il nuovo landmark urbano di Amburgo ma anche un catalizzatore della vita culturale della città e un’opera in grado di attirare migliaia di turisti per ammirarla.
Se siete curiosi di saperne di più, su Google Arts & Culture è possibile vivere un’esperienza immersiva della Elbphilharmonie, con video e immagini interattive a 360°.

elbphilharmonie auditrium amburgo

herzog de meuron elbphilharmonie di amburgo

elbphilharmonie - herzog de meuron - amburgo

amburgo - herzog de meuron - elbphilharmonie

amburgo - elbphilharmonie di herzog de meuron

elbphilharmonie di amburgo di herzog de meuron

ad amburgo la elbphilharmonie di herzog e de meuron

elbphilharmonie copertura

19 Dicembre 2016 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Un meraviglioso appartamento di soli 55 metri quadrati che coniuga affascinanti dettagli classici splendidamente combinati a particolari elementi dal sapore decisamente moderno.

Progettato dallo studio INT2Architettura, questo appartamento è situato a Mosca all’interno di un vecchio edificio costruito prima della rivoluzione. Un piccolo spazio scandito da particolari elementi neoclassici francesi, come le pareti bianche, alti soffitti, un bellissimo pavimento in parquet posato a spina di pesce, cornici in gesso e persiane in legno bianco. 
Uno spazio molto luminoso e grazie alle pareti bianche la luce si riflette rendendo visivamente più ampio l’ambiente. 
Per suddividere lo spazio è stato inserito al centro della stanza un “cubo nero” dal design minimalista e nel quale sono stati inseriti alcuni locali di servizio, quali il bagno, la cabina armadio e una piccola ma funzionale lavanderia.
Intorno al cubo si sviluppa la zona giorno con una moderna cucina open space dotata di una penisola lunga ben 4 metri che funge da tavolo da pranzo, un angolo bar, un ampio soggiorno arredato con  fantastiche poltrone in pelle, un camino bio e il proiettore, nonché la camera da letto con un piccolo angolo studio-lavoro.

dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
I moderni elementi d’arredo inseriti creano un piacevole contrasto con i dettagli classici dell’appartamento e nell’insieme donano carattere e personalità allo spazio.