3 Gennaio 2017 / / ChiccaCasa

Protagonista indiscusso degli styling del 2016 è stato, senza pari, l’eucalipto. Le sue foglie dai contorni sinuosi, il suo profumo (anche se in foto purtroppo non è percepibile) e il suo fascino romantico hanno conquistato tutti gli amanti dell’home decòr e del green living.

Io adoro il suo colore. Non è un verde “comune”. Tende quasi al bluastro. Trovo che sia una tinta molto rilassante. Quella tinta a cui non sapevo dare un nome. Non è verde menta, non è verde salvia nè verde smeraldo, ma verde eucalipto.

Perfetto per fare da sfondo ad una stanza arredata con mobili vintage grazie al suo colorito tenue che sembra essere stato sbiadito dal tempo.
Elegante e soft, si adatta sia alla zona giorno che alle stanze da letto.
Adoro la combinazione delle nuances rosate con il verde eucalipto. Creano un mood davvero glamour.
In realtà, non riesco a trovare un solo colore che possa farci a pugni.
Chi mi segue su IG avrà di certo notato qualche elemento verde eucalipto colorare la mia casetta nel mese di Dicembre. Ho scelto questa tinta per le palline del mio primo albero di Natale e compare anche sul cuscino a crochet che da poco è tornato sul divano.
Mi ha rubato il cuore e per far innamorare anche voi, ho selezionato una gallery di ispirazione. Buona visione!



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3 Gennaio 2017 / / Design

jeremy mann pittore

Jeremy Mann, giovane pittore americano rappresenta la bellezza degli scorci urbani con uno stile personale carico di espressività

Jeremy Mann è un giovane pittore statunitense, figura emergente nell’arte contemporanea e sempre più apprezzato dagli amanti dell’arte, dai collezionisti e dai critici. Si è laureato in Pittura all’Università dell’Ohio e successivamente ha conseguito un Master presso l’Academy of Art University di San Francisco, dove attualmente vive e lavora.
E’ conosciuto soprattutto per i suoi Cityscapes, una serie di dipinti in cui cerca di trovare il bello nei paesaggi urbani, rappresentando gli umori della città in modo espressivo, ispirandosi alle particolari qualità atmosferiche dei suoi scorci, con i lampioni che si riflettono sull’asfalto o le luci al neon che splendono nella pioggia.

Odio abbastanza le città per cercare di capirle. Divento claustrofobico quando sono circondato da troppe persone, una sindrome naturale per molti artisti di studio, e le città sono l’epicentro di “troppe persone.” A che punto la gente ha deciso di smettere di fare splendidi edifici ed erigere tombe rettangolari dai bordi squadrati ancora mi confonde. Così, nel tentativo di affrontare i miei demoni nella sicurezza del mio studio, dipingo paesaggi urbani, fingendo con il pubblico che siano studi artistici di prospettive, equilibrio, forme e valori.

jeremy mann impressionismo contemporaneo

Vedute urbane d’atmosfera

I suoi quadri sono dipinti su pannelli di legno spesso di grandi dimensioni, e questo gli consente di sperimentare coraggiosamente diverse tecniche pittoriche per ottenere effetti che esaltano la materia. L’utilizzo di rulli per creare ampie zone di colore, l’uso di solventi per ottenere effetti particolari, decise pennellate sulla superficie, veloci e astratte, che lasciano i dettagli indefiniti come nei quadri dei grandi maestri dell’impressionismo.

La bellezza dei suoi Cityscapes risiede principalmente nelle atmosfere che riesce a creare tramite il colore, che è allo stesso tempo vivido ed emozionante. Jeremy Mann spesso rappresenta lo stesso soggetto in diverse condizioni di luce, di clima e di orario (come fece Monet per esempio con la sua famosa serie di vedute della Cattedrale di Rouen). In questo modo l’artista riesce a coglierne l’essenza e il carattere attraverso palette di colore, a volte monocromatiche a volte vivide e ricche, ma sempre piene di atmosfera: il traffico, il bagliore dei fari nella notte, il riflesso delle vetrine nella pioggia, catturano non solo il dinamismo e la frenesia della vita nelle strade ma anche il cuore e l’anima delle città.

jeremy mann cityscapes mostra milano

Non solo Cityscapes

Jeremy Mann ama particolarmente dipingere paesaggi e scorci urbani di San Francisco e di altre città degli Stati Uniti, come New York o Chicago. Ma oltre alle sue famose vedute urbane, la sua produzione artistica è ricca anche di paesaggi naturali caratterizzati da suggestivi effetti di luce e di bellissimi ritratti di donne solitarie, spesso davanti a uno specchio, eleganti e seducenti nei loro abiti da sera come dame d’altri tempi. Quadri in cui l’artista riesce a fondere uno stile classico alla sua sensibilità contemporanea. Come spiega lui stesso:

Nella creazione della mia arte, si tratta di essere in grado di fondere i fondamenti con il mio stile in tutti i tipi di dipinti, non importa quale sia il soggetto. Le modalità con cui si dà vita alle proprie idee dovrebbero provenire dalla stessa voce che parla molte lingue.

Un docufilm dedicato all’artista Jeremy Mann

Nel 2015 è uscito “A Solitary Mann” un docufilm di 40 minuti diretto da Loic Zimmermann che ci regala uno sguardo privilegiato sulla figura di questo interessantissimo pittore americano.

jeremy mann pittore impressionista contemporaneo

impressionismo contemporaneo di jeremy mann

jeremy mann pittura contemporanea

3 Gennaio 2017 / / Coffee Break

E’ stata approvata in extremis alla Regione Lazio Mini una mini proroga per il Piano Casa Lazio (Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modi cata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12).
I termini, che scadevano a fine gennaio 2017, sono stati prorogati di quattro mesi, fino al 31 maggio 2017.

Ricordiamo che il Piano Casa si applica agli edifici:

  • legittimamente realizzati ed ultimati (art. 2, comma 1, lett. a)
  • non ultimati, sempreché vi sia il titolo abilitativo (art. 2, comma 1, lett. a)
  • ultimati con titolo abilitativo in sanatoria (art. 2, comma 1, lett. b)1
  • situati in aree vincolate, previa acquisizione del nullaosta (art. 2, comma 3)
Le tipologie  di intervento ammesse sono:

  • Ampliamento degli edifici (art. 3)
  • Cambio di destinazione d’uso da non residenziale a residenziale finalizzato al reperimento di alloggi a canone calmierato (art. 3 ter)
  • Sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione degli edifici (art. 4)
  • Recupero dei volumi accessori e pertinenziali degli edifici esistenti
  • Adeguamento Sismico.

1. Ampliamento degli edifici 

E’ possibile ampliare gli edifici residenziali fino al 20% in più della volumetria o della superficie, con un max di 70 mq. Questa percentuale si incrementa di un ulteriore 10% ove si utilizzino tecnologie con potenza non inferiore ad 1 Kw di energia rinnovabile. La nuova costruzione dovrà essere realizzata in adiacenza, in aderenza o attraverso la costruzione di un corpo edilizio separato accessorio e pertinenziale.

2. Cambio di destinazione d’uso da non residenziale a residenziale

Applicabile ed edifici non residenziali, che al 30/09/2010 risultino dismessi o mai utilizzati, in corso di realizzazione e non siano ultimati e/o per i quali sia scaduto il titolo abilitativo, in via di dismissione limitamente agli edifici direzionali. Gli edifici, per i quali è permesso il cambio di destinazione d’uso della sup. lorda esistente fino ad un max di 15.000 mq di SUL +30% della stessa, devono essere oggetto di interventi di demolizione e ricostruzione, nuova costruzione o ristrutturazione.

3. Sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione degli edifici

Per gli edifici da demolire e ricostruire, si prevede la possibilità di ampliamento pari al 35% e del 20% per edifici a destinazione agricola; sono esclusi gli edifi ci ricadenti nelle zone di espansione (zona omogenea C) realizzati da meno di 20 anni.

4. Recupero dei volumi accessori e pertinenziali degli edifici esistenti

Infine è previsto il recupero del 20% della volumetria di edifici pertinenziali ed accessori degli edifici, o comunque fino ad un massimo di 70 mq.

5. Adeguamento Sismico

Inoltre il Piano Casa prevede l’ adeguamento sismico, con incentivi per gli edifi ci esistenti
(art. 3 bis.), e precisamente fino al 35% della volumetria o della superficie utile esistente, fino ad un massimo di 90 metri quadrati, per gli edifici di cui all’art. 3, comma 1, lett. a) e b), ricadenti nella zona sismica 1 o nella sottozona sismica 2a o 2b e fino al 25% della volumetria o della superficie utile esistente, fino ad un massimo di 80 metri quadrati, per gli edifici di cui all’art. 3, comma 1, lett. a) e b), ricadenti in sottozona sismica 3a o nella sottozona sismica 3b.


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CAFElab | studio di architettura