11 Gennaio 2017 / / Design

Di solito gli architetti sono come quelli della Scientifica: arrivano sul luogo del delitto quando il danno è già fatto.
“Architetto, dovrebbe venire per un sopralluogo nell’appartamento che abbiamo appena acquistato, abbiamo bisogno di aiuto per alcuni lavoretti da fare.”
Di solito la situazione è questa.
Capita a volte che, durante il sopralluogo il povero architetto si renda conto che il cliente non ha  ancora la  consapevolezza di quello che ha acquistato. Il nuovo proprietario ha, sulla nuova casa, un sacco di aspettative e pone nell’architetto tutte le sue speranze di trasformazione.
Insomma…per fare un paragone che rende l’idea è come se avesse comprato un maglioncino a V e volesse trasformarlo in un cardigan. 
Purtroppo modificare un’abitazione è un pochino più oneroso di un lavoro di sartoria e ci si può trovare nella spiacevole situazione di dover aggiungere una cospicua somma al prezzo di acquisto o peggio, a dover rinunciare agli spazi che si erano immaginati.

Il consiglio n. 0 sarebbe quello di richiedere la consulenza di un professionista, architetto o ingegnere civile, prima della firma del preliminare per valutare lo stato dell’immobile e la possibilità di adattarlo alle vostre esigenze.

Nel caso in cui decidiate di affidarvi esclusivamente all’agenzia, ecco un breve elenco di consigli da seguire se vi state avventurando nella ricerca della vostra abitazione ideale.

1. LA CASA NON HA LE RUOTE

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Avete trovato quella che sembra l’abitazione dei vostri sogni. Ha gli spazi giusti, la corretta distribuzione interna , ha incredibilmente anche un costo adeguato al vostro budget. Purtroppo ha anche un unico difetto: si trova in una posizione diversa da quella che inizialmente  avevate pensato come la zona adatta alle vostre necessità di vita e lavoro.
E’ importante anche valutare la vicinanza ai servizi di utilizzo frequente: mezzi di trasporto, scuole, supermercati, piccoli negozi, farmacie.
Se,dopo aver valutato con calma gli spostamenti casa/lavoro , casa/attività vi accorgete che la posizione non è ottimale, allora nel 90% dei casi conviene lasciar perdere. La location è uno degli aspetti più importanti di un’abitazione ed è una di quelle cose che non si possono cambiare.
Gli spostamenti quotidiani sono un costo fisso che incide notevolmente sul budget e non ha senso un risparmio sul prezzo di acquisto che poi viene spalmato negli anni sotto forma di benzina o abbonamento ai mezzi pubblici.

Studiate bene anche la tipologia di zona in cui si trova il vostro immobile.
Se state acquistando in un centro storico, difficilmente la zona intorno a voi subirà cambiamenti importanti nel lungo periodo.
I centri storici sono tutelati e gli interventi edilizi sono sottoposti a vincoli abbastanza restrittivi perciò quello che vedete dalle vostre finestre rimarrà sostanzialmente invariato negli anni.

Se invece state valutando una zona piuttosto periferica o di espansione , uno sguardo al Piano Regolatore e alle previsioni urbanistiche vi darà l’idea di cosa potrà succedere al vostro panorama di qui a qualche anno.
Quello che oggi è un bel campo aperto che vi fa propendere per l’acquisto,
domani potrebbe trasformarsi in un condominio o in un brutto edificio commerciale.

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2. IL MITO DEL BAGNO IN PIU’

State visitando la vostra futura nuova casa con il vostro agente immobiliare. Avevate chiesto un tre camere e doppi servizi ma questo spazioso appartamento in un condominio anni ’70 ha un solo bagno.
Pare che questo dettaglio non sia un problema perché, come vi fanno notare, le generosissime dimensioni della camera matrimoniale vi consentono  di realizzare un bellissimo bagno en suite, come si dice adesso.
Al solo suono “bagno en suite” pronunciato dall’agente immobiliare, già visualizzate la vostra stanza dei sogni, con un bagno dalle regali dimensioni che neanche a Buckingham Palace.

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In fondo basta tirar su un bel cartongesso  qua, mettere la doccia in quell’angolo là…e. perché no, forse ci sta anche una vasca free standing!
Ed ecco che, in poche mosse, il trilocale con un unico servizio si è trasformato in un trilocale con un bagno in zona giorno e un magnifico bagno privato.

Peccato che in quella parte di casa non ci sia nemmeno una colonna di scarico…e che l’acqua calda e fredda ci tocchi farcele arrivare in qualche modo non proprio economico.
Peccato che, per realizzare quel bagno in più, tra tracce che hanno solcato metà appartamento, nuovi tramezzi, scalini per consentire la pendenza degli scarichi e altri vari miracoli impiantistici e tecnologici, ci sia toccato spendere molto più che per un trilocale già accessoriato con doppi servizi.
E alla fine la vasca nemmeno ci è stata…

4.  Immagine di repertorio di HomeRefreshing (niente paura…non era un secondo bagno)


3. DEMOLIAMO TUTTO E  CREIAMO UN OPEN SPACE…

E’ sempre stato il vostro sogno: un appartamento tutto aperto in stile loft newyorkese. Soggiorno e cucina in un unico spazio. Una grandiosa isola centrale e un gigantesco tavolo per 12 persone sempre pronto ad accogliere gli ospiti.
L’appartamento che avete visto ovviamente ha cucina e soggiorno separati ma nessun problema perchè toc-toc, le vostre nocche vi fanno capire che quel muro, unico ostacolo all’open space da sogno, non è per niente portante. Quindi un colpo di mazza e uno di piccone  e quelle due stanze dall’aria così antica si trasformeranno in un lampo e senza troppa fatica in uno spazio tutto aperto, luminoso e moderno.

Peccato che, proprio dove sarebbe dovuto stare il tavolo da 12, salti fuori un bel pilastro strutturale…

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Certo, alla fine siete riusciti a farci stare il tavolo e il trucchetto estetico del cemento a vista su quel pilastro fa tanto loft…
Ma le 12 sedie tutte intorno le avete dovute lasciare nel cassetto dei sogni.
Per la cronaca, oltre al pilastro poteva saltare fuori una canna fumaria oppure un cavedio per il passaggio di un impianto condominiale. Il risultato sarebbe stato lo stesso.

4.  E QUI  RICAVIAMO UNA BELLA CAMERETTA!

Classico annuncio da agenzia immobiliare: “appartamento con due camere da letto di cui una enoooooooooorme dalla quale è possibile ricavare la terza camera.”.
Problema numero 1: Avete valutato come accedere alla terza camera? C’è la possibilità di realizzare un varco di accesso  direttamente dal disimpegno della zona notte?
Problema numero 2: la posizione e la dimensione delle finestre (diamo per scontato che di finestre ce ne siano almeno 2) vi permette di realizzare due camere da letto singole a norma ( minimo 9 mq e una superficie finestrata che sia almeno 1/8 della superficie di pavimento)?

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Anche se nessuno vi può vietare di dormire in uno sgabuzzino, sappiate che per presentare un progetto agli uffici tecnici del Comune è obbligatorio rispettare determinati parametri. La vostra terza camera, se di metratura non sufficiente, sarà accatastata come studio e come studio verrà valutata dai futuri acquirenti in caso in cui vogliate rivenderla.
Ma prima dei futuri acquirenti, potrebbe essere vostro figlio ad avere qualcosa da ridire. sulla vivibilità della sua cameretta.

5. ALTEZZA MEZZA BELLEZZA…

L’affare si presenta interessante: un appartamento duplex con zona giorno e bagno al primo piano e  con le camere e un secondo bagno al secondo e ultimo.
Il prezzo è il più allettante che abbiate visto per un appartamento di quella metratura.
Metratura… quasi calpestabile, però.
Infatti, il secondo piano mansardato dall’irresistibile fascino parigino che a voi sembra un valore aggiunto, in realtà è uno spazio tecnicamente “non abitabile”  per tutta la sua superficie, che voi invece state acquistando come “3 camere da letto e secondo bagno”.
I locali abitabili devono avere un’altezza minima di 2,70 m (a parte le deroghe previste per preesistenze e comunità montane) .
 Nel caso dei sottotetti si tiene conto dell’altezza media. Il sopralluogo effettuato con un tecnico vi metterà al riparo da brutte sorprese.

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Romanticissima la mansarda ma perché i locali siano abitabili devono rispettare tutti i criteri di superfici ed altezze minime e corretti rapporti aeroilluminanti. Quello che a prima vista vi sembra un posticino bohemienne, potrebbe trasformarsi in un locale scomodissimo da arredare e da vivere.


6. ULTIMO MA PIU’ IMPORTANTE DI TUTTI…

State per investire la cifra più esorbitante della vostra vita. Pagherete la vostra casa per i prossimi 25 anni e … lo fate senza leggere l’etichetta?
Viviamo in un paese con uno splendido quanto datato patrimonio immobiliare, non è raro posare lo sguardo su un edificio da ristrutturare.
In questo caso il consiglio è banale quanto d’obbligo: un sopralluogo con uno strutturista potrà permettervi di portare alla luce problemi che ad uno sguardo non esperto possono risultare trascurabili.
Stato di conservazione delle strutture, sia verticali che orizzontali, presenza di umidità, eventuale possibilità di un ampliamento ma anche eventuale presenza di amianto, in particolare su tettoie o coperture. Fino all’inizio degli anni ’90 l’amianto (eternit) è stato un  materiale ampiamente usato in edilizia in diverse forme (anche pavimentazioni in linoleum e isolamenti) . La sua rimozione e smaltimento richiede la presenza di personale specializzato ed è abbastanza onerosa.
Ristrutturare un immobile e portarlo allo splendore di un tempo è sicuramente un’esperienza emozionante.

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Ma l’esperienza, senza le giuste accortezza potrebbe trasformarsi in un indimenticabile racconto horror dal quale si rischia di uscire spossati e con il portafoglio vuoto.

Pertanto…valutare sempre con calma e abbondare in verifiche preliminari, anche a costo di perdere “l’affare”.

Enjoy Your Home!

11 Gennaio 2017 / / Design

Lucas Museum of Narrative Art Los Angeles

Come un’astronave uscita da un film di Star Wars, il Lucas Museum of Narrative Art, è atterrato virtualmente a Los Angeles, dopo una lunga contesa con la città di San Francisco

Fin dallo scorso ottobre Los Angeles e San Francisco si sono contese la possibilità di realizzare il nuovo Lucas Museum of Narrative Art, uno spazio espositivo completamente finanziato dal regista George Lucas per ospitare le sue collezioni d’arte e memorabilia cinematografici.
Entrambe le città hanno fatto grandi promesse e hanno messo a disposizione le migliori location nella speranza di realizzare il Lucas Museum: a Los Angeles l’Exposition Park e San Francisco la Treasure Island a ridosso della baia.
A firmare entrambi i progetti, l’architetto cinese Ma Yansong a capo del famoso studio di architettura cinese MAD Architects, che ha realizzato in passato opere incredibilmente ambiziose come l’Ordos Museum nel deserto cinese o la Harbin Opera House. Due distinte ipotesi progettuali, una per ogni città, entrambe dalle forme scultoree, fluide e avveniristiche.

Lucas Museum of Narrative Art Los Angeles

Il progetto di MAD Architects per il Lucas Museum di Los Angeles

Finalmente George Lucas ha preso la sua decisione, assegnando la vittoria a Los Angeles.
La città del cinema sembra la destinazione naturale per questo innovativo museo. Il Lucas Museum of Narrative Art sorgerà nell’Exposition Park, una zona della città facilmente accessibile da ogni direzione, vicino ai servizi di trasporto pubblico, al Memorial Coliseum e all’Università, e occuperà un’area di circa 25.000 mq.  La struttura allungata e futuristica, sarà sollevata da terra e sulla copertura si svilupperanno dei giardini pensili panoramici.

Il regista di Star Wars ha dichiarato che per la realizzazione del suo museo spenderà circa un miliardo di dollari mentre il valore delle opere d’arte ospitate sarà di almeno 400 milioni.
La sede espositiva conterrà infatti la sterminata collezione privata del regista dedicate all’arte narrativa ovvero ogni forma d’arte che racconta una storia: scritta, illustrata o rappresentata in qualunque modo. Si tratta di circa 10.000 fra illustrazioni, dipinti, e preziosi cimeli del mondo del cinema. Ci sono le illustrazioni originali di Norman Rockwell, dipinti di Degas, Renoir e Keith Haring, insieme a fumetti e fotografie di molti periodi e culture.
Nel museo di Los Angeles non mancherà ovviamente un’intera sezione dedicata al Cinema che ospiterà bozzetti, storyboard, costumi di scena originali (compresi quelli di Star Wars), modellini, effetti speciali e digital art. Oltre a proiezioni giornaliere e incontri con i protagonisti del cinema.
Il Lucas Museum è ancora lontano dall’essere realizzato e la sua inaugurazione è prevista non prima del 2020.
Ma l’obiettivo dichiarato dal regista è quello di far sentire i visitatori come se fossero trasportati in un altro mondo, pieno di storie da esplorare. E se lo dice lui, possiamo fidarci!

La proposta di MAD Architects per il Lucas Museum sulla baia di San Francisco

Lucas Museum of Narrative Art San Francisco

Lucas Museum of Narrative Art - San Francisco

Alcune opere che saranno ospitate nel Lucas Museum

Lucas Museum of Narrative Art - Norman Rockwell

Norman Rockwell – Couple in Rumbleseat c. 1935

Lucas Museum of Narrative Art - Avatar

Avatar – Zoë Saldana as Neytiri (2009)

Lucas Museum of Narrative Art - Star Wars

Otoh Gunga City STAR WARS™: Episode I The Phantom Menace

Lucas Museum of Narrative Art

11 Gennaio 2017 / / Design

English version >> http://bit.ly/2jAxVl4

La parola nomadi recentemente si sente sempre più spesso. Non solo nella sua accezione negativa, legata al flusso di immigrati e quant’altro.

Proprio come aggettivo che si usa per descrivere soprattutto il nuovo modo di vivere dei giovani.

Ormai si sa che i confini geografici non esistono quasi più, la casa è il mondo stesso e si è cittadini del pianeta intero. Si cresce in Italia, si lavora negli Usa e magari si passa la vecchiaia chi lo sa, in Polinesia…

Con un contesto del genere, la casa come e dove si pone?


Che aspetto avrà la casa di questi nuovi migranti?
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A VARSAVIA UNA MICRO-CASA PER GIOVANI NOMADI

A Varsavia, Piotr Matuszek e Monika Mrozowska dello studio Matuszek Architecture, hanno provato a dare una risposta, in questo progetto realizzato con One Design.

A disposizione 41 mq, da ristrutturare e arredare per una coppia in continuo movimento.

La domanda è lecita: come si arreda una casa per persone mai fisse in solo posto, costrette a spostarsi sempre?

nomadi microcase

http://www.piotrmatuszek.pl/

nomadi microcase

http://www.piotrmatuszek.pl/

Partendo dal presupposto che questa casa non sarebbe stata un posto in cui i due avrebbero passato tantissimi anni, le scelte progettuali hanno virato verso la creazione di pezzi d’arredo quanto più possibile in pezzi unici (sia come forma che come firma d’arredo).

Elementi di altissima qualità, facilmente spostabili nella casa futura e soprattutto adattabili ai nuovi spazi.

Gli arredi sono ridotti ai pezzi essenziali, così come gli accessori.

Il legno chiaro insieme ai colori nelle tinte pastello rendono la casa leggera alla vista e piacevolissima da vivere.

nomadi microcase

http://www.piotrmatuszek.pl/

nomadi microcase

http://www.piotrmatuszek.pl/

nomadi microcase

http://www.piotrmatuszek.pl/

Anche se gli arredi scelti sono modulari e magari dalle forme non troppo ricercate o strane (anche nei materiali di produzione), sono i dettagli e le rifiniture contribuiranno sempre a trasformare ogni nuova dimora in una casa vera e propria.

Perché come qualcuno diceva:


La casa si trova dove c’è il cuore
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L’articolo I nomadi del nuovo millennio e la loro casa in movimento sembra essere il primo su VHD.

11 Gennaio 2017 / / Design

Disegnare a matita: le illustrazioni di Morgan Davidson

Disegnare a matita con i pastelli colorati e ottenere questi risultati non è da tutti: Morgan Davidson stupisce con le sue illustrazioni coloratissime e iperrealistiche

Morgan Davidson è una bravissima illustratice freelance che vive e lavora in FLorida. Ha imparato a disegnare a matita da piccola, come tutti i bambini, dimostrando subito un eccezionale talento. Da allora utilizza principalmente le matite colorate con le quali riesce a realizzare effetti stupefacenti, spesso aiutandosi con acquerelli, pennarelli, colori a cera, o colori acrilici.

Le sue illustrazioni spesso prendono spunto da immagini fotografiche ma l’attenzione maniacale ai particolari e il perfezionismo di Morgan creano un risultato estremamente realistico. Morgan riesce a trasformare una foto in disegno, tanto che i suoi disegni a pastello sembrano quasi a uscire dal foglio!

Morgan Davidson disegnare a matita

Oltre a tanti bellissimi ritratti, Morgan disegna animali, uccelli, fiori, farfalle… Cresciuta a contatto con la natura, questa sua grande passione si riflette nelle sue illustrazioni, ricchissime di dettagli e caratterizzate da colori accesi e vibranti.  La sua capacità narrativa si basa moltissimo su un sapiente uso dei colori che creano atmosfere magiche e suggeriscono stati d’animo particolari. I colori abbracciano ogni cosa e così le sue illustrazioni sono sempre molto luminose e trasmettono gioia e allegria.

“Sono molto ispirata dal colore e dal potere che ha su un’immagine. In funzione del colore che usi e da come lo usi, puoi raccontare storie completamente diverse, rappresentando un’emozione specifica, un’atmosfera o un momento nel tempo.”

Morgan Davidson ha studiato al Ringling College of Art and Design a Sarasota, Florida dove si è laureata nel 2014 e ha iniziato a farsi conoscere pubblicando i suoi lavori su Instagram, dove adesso ha più di 320.000 follower.
Il suo talento ovviamente non è passato inosservato e i suoi disegni sono regolarmente commissionati da grosse aziende internazionali come Nestlé Waters o Disney World per le quali Morgan realizza illustrazioni editoriali o immagini destinate a campagne pubblicitarie. Tutto con le sue inseparabili matite colorate!

Sul canale YouTube di Morgan Davidson ci sono questo e tanti altri tutorial per imparare a disegnare a matita…

Morgan Davidson illustrazioni pastelli colorati

Disegnare a matita: Morgan Davidson

Morgan Davidson usa sia i pastelli colorati, sia pennarelli, acquerelli ed altri tipi di colori per ottenere l’incredibile effetto realistico dei suoi disegni a matita

Disegnare a matita: studio di labbra

Disegnare a matita: studio di occhio

Disegnare a matita: Morgan Davidson illustratrice

11 Gennaio 2017 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Una ristrutturazione totale in stile anni 60 in cui l’oro e il verde petrolio si mescolano con il bianco e nero optical delle finiture.

Una bottega, un bar e un piccolo ristorantino nel cuore di una cittadina che vive ancora con ritmi umani la quotidianità dei punti di ritrovo e i sapori dei vecchi fabbricati che ospitano le attività commerciali.
MARGstudio ha progettato l’intero spazio su misura, dai banchi alle lampade passando per le grafiche rigorosamente fatte a mano, proprio come una volta.

dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
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dettagli home decor
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dettagli home decor
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10 Gennaio 2017 / / Idee

Suggestivo e ispirato dai grandi spazi aperti e uno stile di vita sano.

KALE è un colore verde-base che evoca il nostro desiderio di connettersi con la natura. Una lussureggiante e vegetazione che evoca una tonalità di verde che fornisce lo sfondo perfetto complementare ai toni più vivaci della tavolozza Pantone 2017.

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