12 Gennaio 2017 / / Design

Link all’articolo originale: Presa Diretta e le Luci Sprecate, tanta confusione e zero progettazione.
articolo scritto da: Giacomo

Come certamente saprete lunedì scorso, durante la trasmissione di RAI3 Presa Diretta è andato in onda un serivzio intitolato LUCE SPRECATA e di inquinamento luminoso di Lisa Iotti. Un servizio che segue uno molto simile comparso su Venerdì di Repubblica qualche giorno prima, dal titolo “Ogni cosa è Male Illuminata”

Per maggiori info sul materiale andato in onda qua la replica della puntata. di Presa Diretta  Vedi da 1 ora e 19 min di serivzio in poi.

Foto in Header courtesy NASA: Italy from Space by night @ISS

Alcuni dei temi trattati nel servizio ricordano molto da vicino un dibattito sorto qualche mese fa in ambito internazionale, a seguito di un comunicato di AMA American Medical Association che aveva allertato all’uso di led in ambito stradale con CCT (correlate color temperature) maggiore di 3000K, che potrebbe (condizionale) causare problemi sulla salute dell’uomo o altri problemi sui flussi migratori degli uccelli.

Qua uno dei primi articoli pubblicati in merito, in cui sono aggiunte argomentazioni che nel documento originale di AMA non si trovano.

Qua sotto per approfondimenti, tra cui:

In particolare nei testi di IES e LRC si parla di disinformazione e non correttezza delle argomentazioni riportate dai media.

Che fine ha fatto la progettazione della luce?

Premetto che in questo articolo, non controbatterò i contenuti tecnici del servizio, che reputo tuttavia molto scarsi o molto confusi, in particolare in riferimento ad alcune argomentazioni sollevate da un paio di rappresentanti di Cielo Buio intervistati, che non si capisce a quale titolo si sono autoproclamati grandi esperti di progettazione della luce in ambito urbano.

Purtroppo durante il servizio non sono stati coinvolti attori che gravano direttamente attorno al settore della luce, ne’ Lighting Designers, ne’ produttori o, in generale, tecnici specializzati d’illuminazione.

Senza fare troppe polemiche, ma credo che ad ognuno aspetti il suo: c’è chi guarda le stelle (o si occupa di fisica ed inquinamento luminoso) e c’è chi si occupa invece di progettare la luce. Le cose sono ben distinte: la luce non è solo un fenomeno riportabile alla fisica, ma ben altro.

D’altronde basta ricordare quelle che sono state le argomentazioni dell’Anno Internazionale della Luce 2015, proclamato da UNESCO, dove la luce protagonista era intesa  sia come fenomeno fisico, che come materia di design volta a generare benessere.

Ricordo ad esempio questo pensiero di, Joseph Niemela, Senior Research Scientist presso l’Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics e coordinatore del Segretariato Globale dell’International Year of Light 2015, che affermava:

“L’Anno internazionale della luce è stato proclamato dall’UNESCO anche per suggerire delle soluzioni migliorative per il benessere di tutti. L’approccio Human Centric Lighting e la progettazione della luce in generale possono migliorare la qualità degli ambienti in cui viviamo. La luce può dare un contributo importante per rendere le nostre città più vivibili e migliorare la qualità della vita delle persone. La scienza non è sufficiente per affrontare le sfide globali di quest’epoca, è necessario un coinvolgimento e una collaborazione tra ricercatori, designer e industria per trovare insieme delle soluzioni efficaci. Bisogna continuare a lavorare in questa direzione, ampliare il raggio della ricerca e creare un sistema di collaborazione fra i protagonisti del settore. L’innovazione è la capacità di far dialogare la parte tecnologica con quella creativa.”

La posizione di AIDI ASSIL

Prima replica alla trasmissione e all’articolo di Repubblica è avvenuta già martedì sera da parte di AIDI Associazione Italiana di Illuminazione e ASSIL Associazione Nazionale dei Produttori di Illuminazione Con una lettera che potete leggere in versione integrale qua: Lettera congiunta AIDI ASSIL.

La lettera di APIL alla Redazione di Presa Diretta

Vorrei adesso riportarvi per intero la bella lettera inviata da APIL Associazione dei Professionisti della Luce , firmata da Susanna Antico, presidente dell’Associazione. Nel testo viene descritto in modo chiaro il perchè, quando si parla di luce, inquinamento luminoso e sprechi energetici,  è importante parlare anche  di progettazione della luce, realizzata da professionisti qualificati.

Durante trasmissione, come dicevo, non si è mai parlato di Progettazione della luce.

Gentile Redazione,  in qualità di Presidente APIL, Associazione dei Professionisti di Illuminazione  che operano nel campo della luce, a seguito del servizio “Luce sprecata”, andato in ondata lunedì 9 gennaio  durante la trasmissione Presa Diretta, desidero ringraziarvi a nome di tutta l’associazione per aver trattato un tema controverso di grande attualità. La luce artificiale è sotto gli occhi di tutti ma argomento ancora sconosciuto per molti. Per questo è importante che il pubblico sappia che nel Mondo esistono figure professionali indipendenti, specializzate nella Progettazione della Luce. Il servizio ha messo a fuoco gli aspetti peculiari dell’illuminazione urbana Italiana, centrando gli obiettivi, l’unico anello mancante è l’informazione che gli spazi urbani devono essere progettati, pensati su misura da professionisti che ne abbiano le competenze. In Italia non esiste obbligatorietà di progetto illuminotecnico, esiste una norma, peraltro recente, la UNI11630 2016 che descrive i criteri di stesura del progetto di illuminazione, ma non definisce la figura professionale competente. In Italia il progettista della luce, libero professionista, raramente viene coinvolto nella progettazione degli spazi urbani. Il risultato è quanto emerso in modo chiaro nel vostro servizio, tanto spreco di luce e di potenza assorbita. Città illuminate con la semplice sostituzione delle vecchie lampade con i led, non serve ad aiutare i Comuni a risparmiare e non fa parte della corretta illuminazione degli spazi urbani.

La luce è materia complessa, capace di influenzare a livello biologico il benessere fisico e psicologico dell’uomo legato all’ambiente in cui viviamo. La tecnologia, è uno strumento, non si può sostituire al progetto; è il modo in cui viene applicata la tecnologia che fa la differenza, che permette di ottenere un buon risultato. Oggi assistiamo a interventi frammentari, ad un uso e abuso della tecnologia, senza la cultura del progetto qualsiasi discorso risulta vano. 

Una piccola nota sull’argomento nuova luce di Milano. A suo tempo la nostra associazione si è confrontata con il Comune di Milano e con i responsabili dell’intervento di sostituzione degli apparecchi illuminanti  purtroppo, con scarsi risultati, la logica di risparmio energetico immediato ha prevalso su qualunque aspetto sopra citato, Apil si era resa disponibile ad analizzare e verificare il nuovo progetto di Milano al fine di non cadere negli errori da Voi evidenziati nel servizio andato in onda. 

Apil rimane fin da subito a disposizione per eventuali approfondimenti. Anzi ci farebbe molto piacere incontrarvi al fine di approfondire l’argomento in modo costruttivo nell’ottica di una corretta informazione.

Susanna Antico, Presidente APIL

Che ne pensate? Fatemi sapere nei commenti.

Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all’articolo originale.
Link al post originale: Presa Diretta e le Luci Sprecate, tanta confusione e zero progettazione. pubblicato su Luxemozione Luxemozione – News dal mondo della luce

Copyright © Giacomo Rossi.

12 Gennaio 2017 / / Design

dettagli home decor

Laboratorio di design, stile e nuove tendenze, Florim, con Spazio CEDIT conferma la volontà di rafforzare il legame con i professionisti del progetto orientati all’Interior Design d’alta gamma

CEDIT – Ceramiche d’Italia ha aperto, in Foro Buonaparte 14 a Milano, il nuovo showroom; il concept rievoca i valori cardine del marchio (materia, superficie, ambiente, componente umana, artigianalità e italianità) e unisce design, innovazione e funzionalità per rispondere alle esigenze dei professionisti del progetto.

Spazio CEDIT è ideato e realizzato per coinvolgere il visitatore in un’atmosfera densa di rimandi alla storia di questa realtà produttiva e ai segni mediante i quali questa si è connotata e resa significativa; nel nuovo showroom prende consistenza la rinnovata identità del progetto, raccontata mediante le prime sei collezioniceramiche ideate dalle più prestigiose firme dell’arte, dell’architettura e del design italiano contemporaneo.

dettagli home decor

Strutturato su due livelli per una superficie complessiva di oltre 200 mq, il nuovo Spazio CEDIT è stato realizzato in continuità stilistica con quello di Fiorano Modenese, entrambi definiti da un progetto architettonico firmato dallo studio torinese BRH+.

dettagli home decor
dettagli home decor

Il piano strada è dedicato ad accogliere specifiche installazioni che si alterneranno nel tempo, attraverso le quali si rappresenteranno in chiave inedita i diversi contenuti delle ricerche CEDIT. Al piano interratol’esposizione delle lastre ceramiche appartenenti alle distinte collezioni è resa secondo un’originale proposta ambientale dal forte carattere espressivo, organizzata in una sequenza di spazi dotati di contributi multimediali che possono essere fedelmente replicati in differenti contesti.

dettagli home decor




12 Gennaio 2017 / / Interiors

Un appartamento ricco di sorprese.

Una planimetria particolare, irregolare con molti angoli e nessuna partizione interna. Una superficie di 74 mq dove zona giorno e zona notte si combinano e diventano un tutt’uno pur mantenendo le proprie caratteristiche. L’atmosfera diventa magica al calar della notte, quando tutte le luci della città sono accese e in lontananza si intravede lo scintillio del mare.

Una casa “verycool” dotata di semplicità nella scelta dei colori, ricercatezza nei complementi d’arredo ed eleganza nella loro disposizione.

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12 Gennaio 2017 / / Il Sottomarino a Pois

BUON ANNO!

Amici del sottomarino, volevo iniziare questo nuovo anno con un post esplosivo, sorprendente, divertente ed illuminante ma non lo farò 🙂 quello che invece farò, e che non ho mai fatto fino ad ora, è aprirmi con voi, aprire le porte della mia casa, il mio sottomarino e parlare di ciò che voglio migliorare e cambiare…
Nel 2016, i discorsi fatti con il mio compagno (mio marito..ma la parola compagno mi è sempre piaciuta di più), mi hanno fatto capire che la cosa più importante da fare è PRENDERSI CURA, di se stessi, ovviamente, ma soprattutto di tutto ciò che ci circonda, degli affetti più cari, degli amici, della persona con cui si è scelto di affronare la vita di ogni giorno, dei figli, ma anche della propria professione, dei propri sogni, curare le proprie passioni, la creatività…il blog… eheheh …tutto
Ed ecco che vi racconto allora un pò della mia vita attuale, facendovi entrare nella mia casa… 
Ho progettato questa casa quando aspettavo il primo figlio, l’ho finita quando era nato il secondo…ricordo ancora le visite in cantiere con il pancione, le arrabbiature, le mille scelte da dover prendere e farle coincidere con lavoro, visite mediche, asilo nido, malattie, prima, allattamaneto, sonno, asilo nido, malattie e bisogni vari poi. E’ stato un periodo frenetico, dove ho lasciato a malincuore lo studio dove lavoravo, quasi una famiglia per me, e mi sono ritrovata nella stanza adibita a pluriuso a casa dei miei genitori a dovermi reinventare un lavoro, casa dove tra l’altro ho vissuto dopo 2 anni dal sisma perchè prima lesionata, passando per quasi 6 mesi in roulotte e per un paio di anni in affitto da uno ….. (lasciamo perdere)… Questo per dire che la casa dove vivo e che adoro, anzi adoriamo, ha delle cose scelte in fretta, fatte non proprio benissimo e con qualcosa da finire e rifinire…


La cosa che assolutamente doveva esserci nella nuova casa era il camino, uno perchè abitiamo all’Aquila (a Pizzoli per la precisione ) e in questi giorni temperature come -10 gradi sono nella norma, due perchè il camino, il focolare domestico, è il punto in cui si concentra la vita di una famiglia, c’è chi passa per mettere un legnetto, chi si siede con un bel libro da leggere per sé o ai bimbi sempre contenti quando è acceso, chi come me ama fare l’uncinetto riscaldata dal calore del fuoco..per questo l’ho posizionato al centro della sala tra la zona dedicata alla convivialità e la zona del divano.

La stella appesa è ancora un rimasuglio natalizio e penso che rimarrà lì ancora per molto 🙂
Ho aprofittato per fare le foto in una mattinata senza bimbi e con la tavola apperecchiata per un pranzo con amici.. (la tovaglia non è altro che una stoffa ikea tagliata e mai rifinita )

Quando l’ho progettata ho pensato che volevo una casa dove ci fossero pochi punti per rintanarsi e rinchiudersi, quindi un luogo aperto dove la comunicazione, lo scontro o il divertimento conivolgesse tutti. Solo la cucina non è del tutto unita al soggiorno anche se una maxi porta scorrevole vetrata dà la possibilità di creare quasi un unico ambiente.
Il soggiorno è a doppia altezza, al primo piano, dove ci sono le camere, c’è un corridoio molto ampio che si affaccia al piano terra, adibito in questo momento alla musica, alla lettura, al relax.

E poi c’è il delirio del mio studio.Spero a breve di riuscire a trasferirmi in un altro posto, ma per il momento lavoro da casa e in questa stanza c’è lo studio professionale, lo studio di pittura ma anche la scrivania per gli esperimenti dei bimbi,  e per i miei 🙂

Mancano ancora molte cose del “sottomarino”, ma un po’ alla volta ve le mostrerò e vi dirò dei cambiamenti che ho in mente, delle camerette da fare e da cambiare, dei rivestimenti e delle pitture che voglio inserire e modificare.
A presto…. 

Per quanto rifìguarda la musica non posterò ” La cura” di Battiato, sarebbe troppo scontato ( c’è un modo per raffigurare con le faccine il ghigno?!  ahaha) ma beccatevi questa 😉

Ciaooooooo



12 Gennaio 2017 / / Arredamento Perfetto

Non sempre scegliere un arredatore è la cosa migliore.
Cosa ti consiglia allora Arredamento Perfetto?
Ti fornisce 5 motivi per non scegliere un arredatore!

1. Vado in un negozio di mobili: progetto e consulenza sono gratuite!

Il tuo ragionemento non fa una piega! Progetto e consulenza sono gratuite!

Il mobiliere realizza una progettazione d'interni trascurando i suoi interessi

Ma tu con esattezza perché hai scelto quel negozio di mobili invece che un altro?
Forse perché ti è piaciuto il mobile esposto in vetrina o l’ambientazione? Ma nella tua casa puoi ricreare la stessa ambientazione? Oppure pensi ad un adattamento? E quale sarà il risultato finale? Lo scoprirai a consegna avvenuta!

Il negozio ha una buona reputazione?
Il negozio ha personale qualificato?
Il negozio ha prezzi bassi e arredi di qualità?
Il consulente d’arredo sta progettando in funzione delle tue esigenze estetiche e funzionali o sta riproducendo graficamente ciò che tu stai dettando verbalmente?
Il consulente d’arredo ha ben compreso le tue esigenze?

Hai mai pensato che se il modello o la qualità che cerchi non è tra gli arredi presenti in negozio, il consulente/venditore di mobili ti guiderà a scegliere il prodotto che vende e non quello di cui hai bisogno?

2. Ho buon gusto! So cosa voglio!

Scegliere l'arredamento perfetto con l'aiuto dell'arredatore non è solo una questione di buon gusto

Anch’io ho buon gusto in tema di automobili. So quale mi piace: posso decidere il colore, il modello, gli interni, la comodità della guida.
Ma le prestazioni in funzione delle mie esigenze?
Eh! Lì mi devo affidare ad un professionista che conosce le automobili e che mi sappia consigliare bene per avere il giusto rapporto tra prestazioni, consumi, esigenze personali e prezzo!

3. Non metterei mai casa mia nelle mani di uno sconosciuto che decide per me!

Sono daccordo con te! La mia casa deve parlare di me!

Il consulente d'interni personalizza la casa del cliente secondo le sue necessità

Non voglio che la mia casa sia arredata come quella di altri cento clienti dell’arredatore e sia quindi spersonalizzata!
Adesso ti chiedo:”Sai qual è la prima caratteristica di un arredatore?”
Ascoltare il cliente, capire le sue necessità e ragionare come lui, aggiungendo, però, l’esperienza del professionista e mettendo a sua disposizione i fornitori con i quali ha accordi particolari per offrirti prezzo e qualità.
Nessuna casa deve somigliare ad un’altra, non ci sono standard da seguire, non esistono colori di tendenza da imporre, non esistono budget prestabiliti.
L’arredatore è come il sarto che deve cucire il vestito a misura del cliente e non a misura del modello che sfila sulle passarelle!

4. Devo spendere soldi per acquistare i mobili e devo anche pagare per sapere cosa devo acquistare?

Facciamo alcune considerazioni.

Quando decidi di acquistare una sedia, la prima cosa che fai è visitare almeno un paio di negozi per farti un’idea di prezzo e nello stesso tempo capire se quello che cerchi per stile e colore riesci a trovarlo.
Se sei un tipo poco esigente e ti accontenti più o meno di quello che trovi, alla visita del terzo negozio realizzi l’acquisto.
Se sei molto esigente visiterai almeno una decina di negozi nell’arco di un mese. Se sarai fortunato troverai la sedia che cercavi; avrai speso la cifra che desideravi; la sedia si abbinerà bene al tuo arredamento.

Faccciamo due conti.

Quanto hai speso in termini di tempo per trovare la tua sedia?
Quanto hai speso in termini economici per girare e girare per visitare più negozi possibili per trovare la tua sedia?
Quanta certezza hai di avere effettuato un buon acquisto in termini economici e qualità?

E tutto questo per una sedia!
Prova ad immaginare se dovessi arredare un soggiorno o una cucina, oppure scegliere l’illuminazione della casa o le tende!

E se accanto a te ci fosse un professionista che ti indicherebbe marchi, modelli, artigiani e negozi dove effettuare l’acquisto?
Non pensi che risparmieresti tempo e denaro e avresti la certezza di avere fatto un buon acquisto in termini economici e qualità?

5. Mi faccio aiutare dalla mia amica che ha arredato la sua casa in modo perfetto!

Rendere una la propria abitazione con l'aiuto di un consulente d'arredo

Attenzione, la tua amica ha arredato la sua casa secondo il suo gusto personale!
Sarà capace di calarsi nei tuoi panni e capire le tue esigenze di stile, di funzionalità ed economiche?
La tua amica è disposta a seguirti come farebbe un professionista e con la stessa preaparazione?

Lascia la tua opinione sull’importanza o meno dell’intervento dell’arredatore.

12 Gennaio 2017 / / Design

In virtù del fatto che, al giorno d’oggi, siamo sicuramente più propensi a dare un’importanza elevata alla stanza da bagno – di cui apprezziamo la funzionalità ma anche la caratteristica d’arredo – è molto importante determinare nella maniera giusta gli elementi che lo compongono come, ad esempio, il box doccia. A Torino, così come in molte altre metropoli d’Italia, gli spazi delle case e degli appartamenti non sono poi così benevoli: motivo per cui è consigliato studiare bene le possibilità di spazio e capire in che modo agire per ottenere una stanza davvero vivibile, funzionale, ma anche completa.

E ciò non riguarda solo l’arredamento, ma anche gli elementi che compongono un bagno, come appunto il box doccia, di cui dobbiamo studiare bene le misure, la funzionalità, ma anche la parte estetica e quindi il design, tutti elementi considerati davvero utili e necessari a rendere unico il nostro bagno.

Il primo aspetto da considerare, sia nelle offerte di acquisto colonne o piatti doccia a Torino che in generale nell’installazione di un box doccia in un bagno, è lo spazio: pertanto, prima di agire bisogna prendere le misure del bagno e capire quanto spazio serve per l’installazione della colonna doccia, e se ci sono i giusti margini per inserire, ad esempio, delle ante più o meno ingombranti, quali sono le dimensioni richieste per gli elementi, e quali le giuste misure da considerare. In alcuni casi, per esempio, è possibile optare per forme standard, che sono per i piatti doccia quadrati 70×70 oppure 80×80, e per quelli rettangolari 120×80, 80×100 e 70×90.

Un box doccia per ogni esigenza

Poi, vi sono le docce su misura, che se però da un lato garantiscono l’opportunità di sfruttare al meglio gli spazi anche laddove non ve ne sia effettiva possibilità, dall’altro lato possono avere un costo sicuramente maggiore, motivo per cui bisogna prestare la dovuta attenzione se abbiamo dei budget limitati. Un altro elemento che può essere determinante in piccoli bagni può essere l’apertura della doccia: in base allo spazio possibile, l’apertura può essere a soffietto oppure con anta scorrevole, oppure la classica apertura che si apre verso l’esterno.

Una delle più interessanti per spazi molto limitati è quella con apertura semicircolare, ovvero il box doccia angolare, che ben si adatta a piccoli ambienti. Se, invece, l’ambiente è molto grande, si ha una maggior flessibilità di movimento, e pertanto si possono scegliere box doccia senza profili oppure molto grandi, magari con all’interno delle colonne relax, come ad esempio l’idromassaggio e la cromoterapia.

In ogni caso, la scelta deve essere determinata da alcuni fattori nello specifico, che oltre allo spazio a disposizione tengano anche in considerazione il tipo di ambiente e di arredamento, ed il costo del box doccia, che deve essere rispettoso delle esigenze di budget specifiche.

 

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12 Gennaio 2017 / / Coffee Break

Quest’appartamento mansardato, grazie alle geometrie particolari delle falde del tetto con struttura in legno a vista, gode di un’atmosfera davvero particolare. Lo stile è scandinavo, tipico dei paesi nordici, con pavimento in legno chiaro, bianco ottico ovunque, dettagli in nero e rame e marmo di Carrara.
Particolare il camino con rivestimento effetto cemento.

Via


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CAFElab | studio di architettura


12 Gennaio 2017 / / Design

dettagli home decor


Il 2017 riconferma il legno, con texture che ne esaltano venature e contrasti lasciando alla superficie la sua originale sensazione tattile

In sintonia con le tendenze del 2017 che vedono il legno tra i materiali protagonisti, Bertolotto amplia la gamma di finiture di Fashion, una collezione di porte moderne che abbina all’alta qualità del prodotto un forte contenuto estetico. Porte lineari ed essenziali ma realizzate con essenze pregiate e curate nei minimi dettagli.
I modelli Doga e Doga Hori si arricchiscono di una nuova finitura: rovere ad olio, disponibile in quattro tonalità. Olivo, Naturale, Cuoio e Antracitesono le sfumature scelte per valorizzare i modelli dogati, evidenziando le venature e i contrasti dei tranci in legno.
dettagli home decor
Rovere ad olio Antracite

dettagli home decor
dettagli home decor
Rovere ad olio Naturale

dettagli home decor
dettagli home decor
Rovere ad olio spazzolato Olivo

dettagli home decor
dettagli home decor
Rovere ad olio Cuoio

L’effetto materico della superficie trattata ad olio rende queste porte ideali per ambienti dallo stile contemporaneo e ricercato.



12 Gennaio 2017 / / Idee

I prodotti della linea INFOR sono imbottiti con fibra Tencel ricavata dal legno.

Attraverso il principio botanico della fotosintesi si ricava la cellulosa e quindi la fibra. Il processo di lavorazione è estremamente Eco Sostenibile ed è stato riconosciuto dall Comunità Europea con lo ” European Award for the Environment “.

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Le piante utilizzate si riproducono autonomamente secondo il processo di ringiovamento. Il patrimonio forestale è autonomo pertanto non sono necessarie irrigazioni o coltivazioni artificiali.

La fibra ottenuta è morbida come la seta, resistente come il poliestere, fresca come il lino, calda come la lana e assorbente più del cotone.

Garantisce le migliori proprietà termiche grazie all’ottimale assorbimento dell’umidità che viene poi rilasciata in modo naturale. In questo modo si riduce la formazione di batteri senza l’utilizzo di componenti chimici.

I capi della linea INFOR si raffreddano e si scaldano in base alle temperature esterne contribuendo a creare un ambiente piacevole e asciutto adattabile a ogni situazione climatica.

www.nordpiumini.it