6 Febbraio 2017 / / Luxemozione

Link all’articolo originale: Illuminazione urbana: con i LED più o meno inquinamento luminoso?
articolo scritto da: Giacomo

Circa un mesetto fa ho pubblicato un articolo in cui riportavo alcuni commenti personali e la posizione presa da APIL, AIDI e Assil, a seguito della trasmissione Presa Diretta, dedicata all‘illuminazione urbana. Durante la trasmissione sono stati trattati parecchie tematiche, legate all’illuminazione delle Città, alcune devo dire  parecchio complesse, che probabilmente sarebbero potute essere (ognuna) oggetto di approfondimento di un’intera puntata di Super Quark.
Sono certo che il buon vecchio Piero Angela avrebbe di certo fatto un lavoro migliore di quello che,  a tutti gli effetti, è stato condotto da chi ha costruito il servizio “Luci Sprecate”.

Durante la puntata, vi ricordo, ogni tematica è stata tratta in modo superificiale o poco corretto; non è stato  intervistato nessun attore che gravita realmente attorno al settore dell’illuminazione: ne’ lighting designer, ma nemmeno nessun produttore o altri specialisti d’illuminazione o rappresentanti di laboratori di misurazione.

Esistono persone che passano un’intera vita a studiare solo una piccola parte di ogni singolo argomento trattato! L’inquinamento Luminoso, il Danno Fotobiologico, lo Human Centric Lighting, i LED, la Luce in generale, tutti argomenti che meritano decisamente di più.

In ogni caso qualcosa in questo mese si è mosso: APIL Associazione dei Professionisti dell’Illuminazione, a seguito dell’accaduto, ha deciso di organizzare un primo incontro di approfondimento sul tema, intitolato illuminazione urbana: con i LED più o meno inquinamento luminoso?

L’evento si terrà a Milano il prossimo 21 febbraio dalle 18 alle 20 presso la sede di APIL in Foro Bonaparte 65 e seguirà la formula del Light Talk, una chiacchierata informale dove gli ospiti risponderanno alle domande poste da un moderatore. Al termine è previsto un confronto con i presenti in sala.

Si discuterà con l’avv. Mario Di Sora, Presidente dell’Unione Astrofili Italiani, l’ing. Pietro Palladino, lighting designer e membro di APIL, e il dott. Andrea Bertolo di ARPA Veneto. A moderare l’incontro sarà Susanna Antico, Presidente di APIL.

La scelta del tema dell’illuminazione urbana, con un particolare focus sull’inquinamento luminoso, nasce dalle numerose richieste di spiegazione ricevute a seguito della puntata del 9 gennaio “Luci Sprecate”.

La luce è materia complessa, capace di influenzare a livello biologico il benessere fisico e psicologico dell’uomo legato all’ambiente in cui viviamo. Nello specifico dell’inquinamento luminoso e delle modalità con cui costruire la scenografia luminosa delle nostre città, il punto non risiede solo nel confinare la luce verso il basso, o almeno non in tutti i contesti urbani, ma, piuttosto, nel realizzare un progetto generale della scenografia notturna che si intende realizzare.

La scenografia, appunto, dipende dalle strategie della città o della regione, dal piano regolatore, dal modo di vivere, dal tipo di ambiente, dalle risorse a disposizione e così via. La tecnologia non si può sostituire al progetto: è il modo in cui viene applicata la tecnologia che fa la differenza, che permette di ottenere un buon risultato.

L’evento è a partecipazione gratuita previa iscrizione obbligatoria inviando la richiesta di partecipazione all’indirizzo apil@federlegnoarredo.it con oggetto Partecipazione al Light Talk. L’evento sarà erogato anche in streaming, da verificare al momento dell’iscrizione.

Assolutamente da non perdere!!

Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all’articolo originale.
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6 Febbraio 2017 / / Dettagli Home Decor

Arredare casa in modo creativo e low cost

Gli armadietti spogliatoio nascono per essere utilizzati all’interno di centri sportivi, scuole e ambienti lavorativi, ma in realtà possono diventare un’ottima soluzione d’arredo anche per la casa.

Gli armadietti spogliatoio si basano su un principio puro di praticità, declinabile in differenti funzioni grazie alle diverse forme e misure proposte.  I modelli più diffusi di armadietti spogliatoio sono realizzati in lamiera d’acciaio verniciata, un materiale relativamente povero e poco utilizzato ma che consente di creare prodotti decisamente low cost
Un altro materiale con cui vengono realizzati, meno diffuso ma più resistente e anche più igienico, è l’acciaio inox,proposto nella colorazione tipica dell’acciaio, nella versione lucida e satinata. 
Arredare casa in modo creativo e low cost

A seconda dello spazio a disposizione, su Armadietti Spogliatoio è possibile scegliere tra il modello a 1 posto, a 2 o 3 posti, tutti dotati di ganci appendiabiti o di aste porta grucce. Esiste anche un modello multiplo, caratterizzato da 6 armadietti spogliatoio sovrappostima senza dotazione di alcun tipo di appendiabiti per via della ridotta altezza interna.
Molti li utilizzano nella propria casa per arredare cantine, garage e sgabuzzini ma si possono facilmente inserire in qualsiasi ambiente della casa. Se desiderate aggiungere un tocco industriale alla vostra abitazione, con un elemento d’arredo insolito, gli armadietti spogliatoio sono la scelta giusta.  
In base allo stile della stanza in cui andrà inserito, l’armadietto spogliatoio può essere lasciato nella versione base, proposta nel tradizionale colore grigio, oppure lo si può personalizzare attraverso il colore e renderlo più particolare e d’effetto.  
Arredare casa in modo creativo e low cost
Arredare casa in modo creativo e low cost

Un elemento d’arredo versatile, estremamente utile per chi è alla ricerca di una soluzione per contenere sfruttando anche un piccolo spazio. Oggi gli spazi abitativi sono sempre più piccoli e questo rende indispensabile la scelta di mobili contenitivi salvaspazio che permettono di sfruttare ogni centimetro a disposizione.
Arredare casa in modo creativo e low cost

L’utilizzo di questi elementi d’arredo all’interno della casa si sta sempre più diffondendo e non solo per una questione legata allo spazio, ma anche per poter creare ambientazioni particolari e dal sapore un po’ retrò. Gli armadietti spogliatoio si possono trasformare in un piccolo guardaroba da collocare nell’ingresso di casa, un armadio per la cameretta dei bambini e molto altro ancora, basta solo la giusta dose di creatività.
Arredare casa in modo creativo e low cost

Considerando la richiesta sempre più crescente da parte di privati per un uso domestico, aziende e designer hanno creato veri e propri armadietti spogliatoio di design e dai colori vivaci, pensati per rispondere alle diverse esigenze di stile.
Naturalmente il prezzo contenuto di questi arredi contribuisce ad incentivarne l’utilizzo per sperimentare nuove soluzioni d’arredo all’insegna della creatività e senza spendere molto.


6 Febbraio 2017 / / Dettagli Home Decor

I rifugi di montagna più belli e panoramici

Amanti della montagna? Ecco otto rifugi dove fermarsi dopo una lunga passeggiata, o una scalata, per riposare, gustare un pasto unico godendo di una vista mozzafiato.

Dalla Italia alla Svizzera, dalla Francia fino alla Slovenia, questi bellissimi rifugi alpini, dall’aspetto innovativo e altri dall’architettura più tradizionale, riservano tutti scenari davvero unici…naturalmente se riuscirete a raggiungerli!

I rifugi di montagna più belli e panoramici

Caratterizzato da una forma che ricorda una navicella spaziale, il Bivacco Gervasutti è decisamente più piccolo di un normale rifugio alpino. Situato sul Monte Bianco, sotto le pareti delle Grandes e Petites Jorasses nel comune di Courmayeur in Valle d’Aosta, a 2.835 metri di altezza, Il Bivacco Gervasutti è poggiato su uno spuntone di roccia. Grazie alla sua particolare collocazione offre un impatto scenico notevole e naturalmente una vista mozzafiato. Un progetto nato dall’azienda Leap Factory, che si occupa di sviluppare particolari costruzioni ad alta quota, per sostituire il vecchio rifugio in legno del 1948 intitolato all’alpinista torinese Giusto Gervasutti.

I rifugi di montagna più belli e panoramici

Sempre sul Monte Bianco ma sul versante francese, troviamo il Rifugio del Goûtersituato nel comune di Saint-Gervais-les-Bains,  Alpi Graie, a 3.817 mt. È la base di partenza per la via normale francese di ascesa al Monte Bianco e sorge 200 mt più in basso del vecchio rifugio del Gouter. Ribattezzato l’uovo di metallo, è costruito in acciaio e offre 120 posti letto. È provvisto di finestre capaci di sostenere la forza del vento (che può raggiungere i 300 km/h), ed è alimentato da turbine eoliche e da pannelli solari posti sul tetto. L’impianto idrico si avvale della neve circostante: sciolta e usata sia come acqua per la cottura dei cibi che per gli scarichi dei servizi igienici. Ogni anno sono in 20mila a tentare la salita al ghiacciaio del Monte Bianco

I rifugi di montagna più belli e panoramici

Sul Monte Rosa, nel territorio di Zermatt, a 2883 metri di altezza, si trova invece il rifugio Monte Rosa Hutte, probabilmente la più complessa costruzione in legno realizzata in Svizzera. Scandito da una forma davvero unica e caratterizzata da un rivestimento di lastre di alluminio che lo fa apparire come un cristallo. La realizzazione è stata fatta mediante elementi modulari pre-costruiti in fabbrica e portati in loco in elicottero, tali pezzi sono di precisione millimetrica grazie all’ utilizzo di macchinari al taglio laser durante la loro realizzazione. Grazie alla facciata sud ricoperta di collettori solari fotovoltaici e altri sensori termici, il rifugio copre il 90 per cento del suo fabbisogno energetico. La neve garantisce l’acqua solo per alcuni mesi all’anno, mentre per il restante fabbisogno occorre scavare una grande cavità nella roccia al fine di poter immagazzinare l’acqua. Un sistema di filtraggio complesso pulisce le acque reflue che vengono poi riutilizzate per i servizi igienici. 

I rifugi di montagna più belli e panoramici

Al confine tra Slovacchia e Polonia, precisamente ad High Tatras, si trova una costruzione che somiglia a un cubo gigante di ghiaccio in bilico. Un suggestivo rifugio che si confonde nel paesaggio, tra rocce e montagne, formato da cinque piani con al primo livello un ristorante mentre ai superiori si trovano i posti letto. Realizzato di alluminio, fotovoltaico e vetro, la posizione inclinata con una punta infilata nel terreno, fa in modo che arrivi più luce naturale diretta per un numero maggiore di ore al giorno. In questo modo, soprattutto le facciate più esposte al sole consentono, grazie al fotovoltaico, la produzione autonoma di energia.

I rifugi di montagna più belli e panoramici

La Cabane des Vignettes è un rifugio situato nel comune di Evolène (Canton Vallese  Svizzera), in Val d’Herens, nelle Alpi Pennine, a 3.160 metri di altezza. Il rifugio può ospitare fino a 120 persone e in alta stagione è più simile a un hotel. Per arrivarci occorre attraversare un ghiacciaio e bisogna seguire il percorso alpinistico che collega Chamonix con Zermatt.

I rifugi di montagna più belli e panoramici
Se riuscite a raggiungere questo bellissimo rifugio potrete dormire gratis! Il rifugio è situato sulle Alpi Giulie, a 2500 metri, sul Foronon del Buniz. Da qui potrete godere di una vista mozzafiato. Lo si raggiunge grazie ad un percorso in quota adatto ad alpinisti ed escursionisti, ma anche a tutti gli amanti della montagna che siano comunque abbastanza esperti per quanto riguarda le gite in alta quota. Il rifugio dispone di 9 posti letto ed è caratterizzato da unastruttura realizzata interamente con legno di abete rosso locale. Costruito secondo il progetto dell’architetto Giovanni Pesamosca, la sua forma è stata appositamente studiata per sopportare il peso della neve che vi si deposita durante l’inverno. 
I rifugi di montagna più belli e panoramici
Uno dei rifugi più impressionante situati sulle Alpi, il Grand Mulets si trova sul massiccio del Monte Bianco a 2700 metri. È in gran parte utilizzato in inverno da quanti amano sciare sulla montagna più alta dell’Europa occidentale.
I rifugi di montagna più belli e panoramici
Sulla vetta della Punta Gnifetti, la punta più alta della Valsesia, si trova il rifugio dedicato alla Regina Margherita. Si raggiunge dal Monte Rosa Hutte, Zermatt, per il ghiacciaio del Grenz, in circa cinque ore di cammino tutto su ghiaccio. Il rifugio Regina Margherita dispone di camere con letti a castello, bar, ristorante, spazi riservati ai laboratori scientifici e ai ricercatori. Infatti l’itinerario ha caratteri alpinistico ed è un importante osservatorio  fisico-meteorologico.


6 Febbraio 2017 / / Coffee Break

Questo rifugio è stato progettato nel 2017 da Bjurfors Home ed è situato a Stuga, in Svezia.
Lo stile rustico e quello contemporaneo convivono in questa casa senza particolari attriti, anzi caratterizzandone gli interni in maniera decisa.

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CAFElab | studio di architettura