15 Febbraio 2017 / / Architettura

Parliamo sempre delle micro case o abitazioni minime, ma chi sono stati i primi architetti ad affrontare la questione? Primo appuntamento con la storia.

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Ancora di micro-case, è un argomento che non smette mai di stupire. Ma avete mai pensato a chi ha cominciato ad affrontare la questione delle abitazioni minime?

Ad oggi il tema del poco spazio in cui vivere sembra quanto mai attuale; in realtà poche delle idee che vediamo in giro di questi tempi sono farina del sacco degli architetti.

Quasi tutte le idee applicate nelle micro-case derivano dalle sperimentazioni dei grandi architetti del passato, che hanno saputo vedere il futuro e dare risposte quanto mai all’avanguardia.

In questo primo appuntamento con la storia dell’architettura, vi voglio far vedere due degli esempi più incredibili: Le Cabanon di Le Corbusier e La Stanza per un uomo di Franco Albini.

ABITAZIONI MINIME #1: LE CABANON DI LE CORBUSIER

Tra il 1951 e il 1952 prende vita questa piccolissima casa per le vacanze, progettata in soli 45 minuti. Si trova tra il confine italiano e francese, su una collina che si affaccia sul mare di Roquebrune-Cap-Martin.

Occupa 3,6 metri per 3,6 metri, per un’altezza di 2,26 metri. Incredibile no? Cosa riuscireste a farci stare in così poco spazio?

Le Corbusier ci ha fatto stare tutto (o quasi): il letto, il tavolo, il bagno, l’armadio.

In fondo se ci pensate bene, in una casa di vacanza non serve molto per stare bene: il letto per dormire, il bagno, un tetto sotto cui ripararsi e la vista del mare.

abitazioni minime

Cabanon de Le Corbusier, Roquebrune-Cap-Martin
Photo : Olivier Martin-Gambier 2006
© FLC/ADAGP

abitazioni minime

Cabanon de Le Corbusier, Roquebrune-Cap-Martin
Photo : Olivier Martin-Gambier 2006
© FLC/ADAGP

abitazioni minime

Cabanon de Le Corbusier, Roquebrune-Cap-Martin
Photo : Olivier Martin-Gambier 2006
© FLC/ADAGP


L’architettura è il gioco sapiente, corretto e magnifico dei volumi sotto la luce. (Le Corbusier)
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La cucina non c’è perché Le Corbusier si faceva da mangiare in un bar nelle vicinanze, però il grande tavolo per lavorare non poteva mancare.

Concepita come il più bel regalo di compleanno per la moglie Yvonne, incarna la realizzazione dei sogni di semplicità e solitudine dell’architetto.

Ogni centimetro della casa si basa sul modulor, sistema di proporzioni basato sulla geometria della sezione aurea e sullo studio degli spazi necessari all’uomo per muoversi e vivere degnamente.

Il tocco finale? Le opere d’arte realizzate da Le Corbusier stesso.

abitazioni minime

Cabanon de Le Corbusier, Roquebrune-Cap-Martin
Photo : Olivier Martin-Gambier 2006
© FLC/ADAGP

abitazioni minime

Cabanon de Le Corbusier, Roquebrune-Cap-Martin
Photo : Olivier Martin-Gambier 2006
© FLC/ADAGP

abitazioni minime

Cabanon de Le Corbusier, Roquebrune-Cap-Martin
Photo : Olivier Martin-Gambier 2006
© FLC/ADAGP

ABITAZIONI MINIME #2: LA STANZA PER UN UOMO DI FRANCO ALBINI

Questa seconda abitazione ha ancor di più dell’incredibile, se pensiamo all’anno in cui è stata concepita. Siamo nel 1936, in occasione della VI Triennale, tema decorazione.

Tra le varie mostre dell’epoca, c’era la Mostra dell’Arredamento che proponeva soluzioni ai problemi dell’arredamento moderno; la serializzazione degli elementi d’arredo e all’organizzazione dello spazio. La trasformabilità degli arredi e l’esclusione di materiali da costruzione di pregio.

Tra i vari progetti, ne spiccava uno per la sua audacia e avanguardia: la stanza per un uomo di Franco Albini.

Una nuovissima idea di abitazione si affaccia in occasione di questa mostra. Uno spazio abitativo minimo, pensato per un uomo single (!) e cultore del corpo.

abitazioni minime

© Fondazione Franco Albini

abitazioni minime

© Fondazione Franco Albini

abitazioni minime

© Fondazione Franco Albini

Già in pianta si vede la perfezione dell’organizzazione dello spazio: linoleum a quadrati bianchi, sembra quasi una battaglia navale.

In ogni quadro c’è il posto di un elemento ben preciso, che delimita lo spazio abitativo. Tantissimi elementi innovativi per l’epoca: la doccia trasparente, la grande libreria a tutta altezza in cristallo, il letto a soppalco…

Ma guardate anche gli attrezzi sportivi o l’armadio progettato al millimetro: c’è lo spazio per gli abiti lunghi, per i soprabiti, per le giacche, per le scarpe col tacco e senza… insomma, nulla è lasciato al caso.

E che mi dite della lastra di vetro con gli esercizi ginnici? Scommetto che tanti uomini di oggi potrebbero vivere senza problemi in una casa così!

abitazioni minime

© Fondazione Franco Albini

abitazioni minime

© Fondazione Franco Albini

abitazioni minime

© Fondazione Franco Albini

abitazioni minime

© Fondazione Franco Albini

 

 

 

L’articolo Abitazioni minime: 2 esempi storici ma assolutamente attuali sembra essere il primo su VHD.

15 Febbraio 2017 / / Design

Il recupero edilizio incentrato sul riutilizzo di materiali locali

I resti di un vecchio rustico danno vita ad un progetto di recupero edilizio incentrato sul riutilizzo di materiali locali e sull’impiego di tecniche costruttive tipiche dell’architettura tradizionale della media fascia alpina.

La profonda relazione che esiste tra l’architettura rurale valtellinese e il suo paesaggio viene interpretata in chiave contemporanea dal progetto di Rocco Borromini per la SV House, un edificio moderno costruito sui resti di un vecchio rustico ad Albosaggia, sulla costa Orobica delle Alpi Valtellinesi.

Il recupero edilizio incentrato sul riutilizzo di materiali locali
Il recupero edilizio incentrato sul riutilizzo di materiali locali
La forma lineare e l’impiego di materiali tradizionali, come la pietra ed il legno, sottolineano la grande attenzione al contesto in cui la casa si inserisce. Le tecniche costruttive scelte dall’architetto sono semplici e di rapida esecuzione: due setti portanti in pietra a vista, sapientemente lavorata e posata, collegati da un solaio in cemento armato, mentre il secondo solaio, il tetto e la facciata sono in larice spazzolato, a richiamare gli elementi costruttivi caratteristici della zona. Per la pavimentazione esterna e per quella del piano terra è stata impiegata la Pietra di Luserna, così da enfatizzare la continuità tra dentro e fuori.

Il recupero edilizio incentrato sul riutilizzo di materiali locali

La superficie dell’abitazione è ridotta: solo 22 mq su tre livelli che ospitano zona camino e cucina al piano terra, cameretta e bagno al primo piano e camera matrimoniale all’ultimo piano. Questa è la stanza più sorprendente di tutta la casa, con la sua grande finestra da cui si ammirano le montagne e il paesaggio alpino. I tre livelli sono collegati da una scala in legno con pianerottoli in vetro trasparente che lasciano percepire la notevole altezza interna.

Il recupero edilizio incentrato sul riutilizzo di materiali locali
Il recupero edilizio incentrato sul riutilizzo di materiali locali
Il recupero edilizio incentrato sul riutilizzo di materiali locali
Il recupero edilizio incentrato sul riutilizzo di materiali locali
Il recupero edilizio incentrato sul riutilizzo di materiali locali
Il recupero edilizio incentrato sul riutilizzo di materiali locali
Il recupero edilizio incentrato sul riutilizzo di materiali locali
Il recupero edilizio incentrato sul riutilizzo di materiali locali
Il recupero edilizio incentrato sul riutilizzo di materiali locali
Fotografie di Marcello Mariana

15 Febbraio 2017 / / Tea Stylist


Un verde fresco e luminoso che simboleggia il nostro legame con la natura e il nostro desiderio di ringiovanire e trovare nuove energie. 

Perfetto per chi vuole ridefinire un nuovo look per la propria casa con arredi e tocchi decor freschi, energizzanti e soprattutto… greenery!

Immagina e ispirati 😉

Chiara





Via delle foto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 
15 Febbraio 2017 / / Design

"The dream of realizing a space in which you can feel at home.
The dream to create magic and sensual atmospheres in which everything has its proper place, the right sensation like in a symphony of suggestions blended together between objects, containers and frames of mind."
Gio Pagani

Scoprire GIO PAGANI per chi ha a che fare con il mondo del design e della moda è abbastanza facile, ma una realtà così giovane e ben costruita è difficile da trovare sopratutto se si pensa al lavoro di comunicazione che spesso viene a mancare ad oggi invece fondamentale per far conoscere idee pensieri e ambizioni. Abbiamo visitato l’atelier di GIO PAGANI in via Montebello a Milano, ad accoglierci è stata la gentilissima Judith che ci ha raccontato la storia di questo Architetto, ormai diventato anche un brand. ​

​Un racconto fatto di passioni storia e cinema, un mix di arti che si completano a vicenda e convivono nelle creazioni di Gio Pagani. Le esperienze e le emozioni vissute dall’architetto si rileggono tutte nelle sue ambientazioni create per farci viaggiare con l’immaginazione. Basti pensare all’ultimo evento organizzato dall’Architetto con la proiezione nel suo showroom del short movie di Susy Laude “Madame”, la scenografia si presta ad essere sfondo e allo stesso tempo protagonista. La collezione couture presentata all’evento si ispira al mondo della moda da cui pende spunto nella ricerca dei tessuti delle finiture, dei tagli e delle cuciture. Vi mostriamo questo spazio così come si presenta un susseguirsi di scenografie, uno spazio di vita.
SARTORIA
Sartoria da vita ad abiti di Haute Couture dove il gusto per la materia per la cura dei dettagli sono gli elementi principali di questa collezione. Punto di partenza di una filosofia ispirata dal mondo della moda e reinterpretata in quello del design, Sartoria veste i propri oggetti con abiti donandogli un’anima forte e definita.

FLEURS DU MAL
“Ma i veri viaggiatori sono quelli soltanto che partono per partire […] e senza sapere il perché, dicono sempre: Andiamo!” cita Baudelaire. Come “I Fiori del Male”, questa collezione propone una reinterpretazione estetica della bellezza racchiusa in cornici di metallo che portano i segni del tempo ricercando l’eternità. La durezza dei materiali è un simbolo dell’avanguardia stilistica che concorre nel processo creativo.

ESPRIT NOIR
Lo spirito contemporaneo delle Capsule Collection trova la sua massima espressione in Esprit Noir. Una quotidianità senza tempo. Oggetti che dialogano con atmosfere diverse. Una trasversalità che reinterpreta lo spirito nuovo del design.

SAINT OUEN
Come una Madeleine de Proust, le parole “Saint-Ouen” evocano un viaggio nel cuore della Memoria. Domenica mattina, i primi raggi di sole sui tetti Parigini si risvegliano. Le vie svelano tesori come una ricerca del tempo passato. Ricordi che sgorgano e creano emozioni, simbolo di una storia che ci appartiene. Un momento di vita che ci ha ispirato SAINT OUEN.

CLAIR DE LUNE
La capacità di essere semplice e di rendere all’oggetto la sua funzione pura: l’essenzialità. La purezza dello stile che da una leggerezza all’impalpabile. L’essenza colta nel chiaro della luna ci porta ad un monocromatismo delle forme. La delicatezza di un sogno incontra l’assoluta finezza del design.
CHAT NOIR
Punto d’incontro della Parigi della Belle Epoque, Chat Noir riflette lo spirito artistico dell’iconico periodo del Art Nouveau. Un’anima caratterizzata dal perfetto equilibrio tra forza e delicatezza delle materie che plasmano questa collezione.

15 Febbraio 2017 / / Design d' Ingegno

1Il giardino d’inverno nasce da una combinazione di piante perenni che possono rendere vivo e brillante il vostro spazio esterno durante tutto l’anno. Molte delle piante più adatte a creare questo tipo di giardino hanno infatti una doppia fioritura e quindi renderanno più piacevole il vostro giardino. Scoprite come fare il vostro!

15 Febbraio 2017 / / Idee

bagno-progettoSignori e Signore, bentornati!

Non mi sono dimenticata di voi nè di questo piccolo spazio. E’ che ho tante cose per la testa, tante idee e al tempo stesso tanto bisogno di conferme. Scrivere è un pò passato in secondo piano ultimamente!

Iniziamo dicendo una cosa: l’arredamento non è tutto! Un buon arredo se non è accompagnato da un buon progetto diventa un arredo scontato e già visto, oltre che darci il risultato di una casa incompleta, non finita e non studiata in quelle che sono le sue potenzialità. E tutte le case finirebbero con l’essere uguali. E noi NON vogliamo case uguali!

Sono diversi i punti da considerare quando si parte con un progetto:

  • Necessità, quindi cosa ci deve per forza essere nel contesto
  • Composizione del locale e studio dello spazio
  • Soluzioni alternative

Perchè vi scrivo “soluzioni alternative”?

Perchè spesso, e capita anche a noi arredatori, ci fossilizziamo sulla stessa soluzione. Consideriamo come unico appoggio una determinata parete x. Non usciamo dagli schemi e finiamo con il proporre sempre lo stesso piatto di pasta, seppur condito diversamente.

Alle volte invece bisogna dare un colpo di gomma. Cancellare tutto e CAMBIARE PUNTO DI VISTA. Ribaltare gli schemi ci permetterà di vedere e di conseguenza vivere diversamente la casa. In fondo il fatto che una stanza sia composta da 4 pareti non ci obbliga ad arredare necessariamente quelle pareti, spesso la parete giusta è quella che non pensiamo!

Allo stesso modo, più volte vi ho diffidato dal credere a chi insiste a volervi vendere un prodotto – che sia una cucina, un divano o altro- senza considerare tutte le  REALI possibilità offerte dalla metratura e soprattutto dalle vostre esisgenze.

 S.cameretta-project cameretta-progetto

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15 Febbraio 2017 / / Design

Tre nuove proposte d'arredo Ethimo per l'outdoor

In anteprima dal Salone del Mobile di Milano tre nuove proposte d’arredo che si aggiungono alle collezioni Ethimo. 


Una delle peculiarità del design contemporaneo è la capacità di fondere bellezza e funzionalità in complementi d’arredo di grande semplicità.  
Kilt, la seduta ideata da Marcello Ziliani per Ethimo, nasce dalla volontà di racchiudere in un solo prodotto le migliori qualità richieste a un progetto destinato a vivere all’esterno. Solidità, leggerezza e versatilità sono infatti le caratteristiche che lo rendono il complemento ideale per valorizzare gli spazi outdoor dei più diversi contesti residenziali e contract contemporanei.

Tre nuove proposte d'arredo  per l'outdoor

Kilt, con struttura in acciaio inossidabile, è impilabile e soddisfa tutte le esigenze di comfort: l’utilizzo di una fitta trama di corda tesa a formare lo schienale e la seduta, assicura la necessaria comodità e al tempo stesso la resistenza agli agenti atmosferici. Kiltè un prodotto versatile, in grado di interpretare lo spazio che la accoglie con unicità e senza alterarne l’equilibrio cromatico o estetico.

Dalla collaborazione tra Ethimo e Mattia Albicini nasce Agave, una collezione di tavoli e sedute le cui linee traggono ispirazione dalle forme sinuose delle foglie dell’omonima pianta.

Tre nuove proposte d'arredo Ethimo per l'outdoor

Agave nasce da uno studio progettuale pensato per assicurare l’ergonomia e il massimo comfort, oltre che una grande longevità, come la pianta che l’ha ispirata. Agave reinterpreta con una rinnovata sensibilità le forme organiche tipiche degli anni ’50 e invita a una nuova esperienza di relax.

Una nuova finitura per la poltroncina dal design fresco e dinamico Stitch. Una poltroncina leggera nelle linee e robusta nell’uso, realizzata in alluminio, caratterizzata dal movimento dinamico della rete della seduta e dello schienale che crea un piacevole gioco di geometrie. 

Tre nuove proposte d'arredo Ethimo per l'outdoor

Nella sua nuova versione, Stitch unisce la leggerezza della struttura metallica al ‘calore’ delle doghe in teak naturale. Il risultato è una seduta dal look contemporaneo che fa del contrasto tra i materiali l’elemento protagonista del suo design. Confortevole, facile da impilare e adattabile a ogni tavolo della collezione Ethimo, Stitch è ideale per arredare sia gli spazi privati sia gli ambienti contract e può essere completata con un cuscino in tessuto tecnico.

Il Salone Internazionale del Mobile si svolgerà dal 4 al 9 aprile 2017, nell’attesa vi sveleremo tante novità per la casa e il giardino!


14 Febbraio 2017 / / Design

Le tipiche vasche da bagno con piedini hanno da sempre avuto un grande fascino.

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Cadute negli anni passati nel dimenticatoio, trovano oggigiorno grande impiego poiché si è riscoperto sia il loro stile che valore.

Se ne trovano in commercio di nuove ma anche di antiche risistemate e riverniciate in nero, bianco o colori pastello.

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Adattabili sia in bagni più moderni, con mattoni a vista, che tradizionali, con inclinazioni shabby e country chic, trova il giusto compromesso tra praticità e bellezza.

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