1 Marzo 2017 / / Easy Relooking

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Gli interni bianchi attirano spesso la mia attenzione, visto che è risaputo il mio amore per il bianco e le sue sfumature. Sono bianchi e neutri ma allo stesso tempo riescono a emanare calore. Il bianco ha delle sfumature o almeno a me piace declinare il bianco in varie sfumature e non consideralo un unico colore, da molti definito “piatto”. Il bianco non è assolutamente piatto e anonimo: ha carattere e dà carattere agli interni, che acquisiscono una nuova luce e un’insolita purezza. Il bianco rappresenta la semplicità, il sole, l’aria, l’eleganza e lo stile. Il bianco è luce vitalizzante che rigenera l’organismo e schiarisce la mente. Ricorda la Grecia e l’architettura mediterranea più in generale.

Gli interni bianchi

Bianchi sono gli interni ispirati al mio amato design nordico, uniti a elementi in legno e neri.
Esiste il bianco caldo, che si traduce in sfumature come bianco latte, bianco lino o bianco panna, che hanno dentro una punta di tortora. E punte di bianco freddo, mischiato con un tocco di nero, grigio o blu. Va quindi tenuto conto sicuramente dell’esposizione della stanza che si vuole arredare o pitturare di bianco: una stanza dove non batte il sole a mezzogiorno riceve una luce grigio-blu, ottimo se si vuole ottenere un effetto di freschezza. Le pareti bianche sono una buona scelta per raffreddare le stanze esposte a sud. Ad esempio, il grigio attenua le qualità riflettenti del bianco e aiuta a “calmare” lo spazio se ci sono grandi finestre che inondano il soggiorno di una luce forte. Quindi sarebbe importante dedicare ad ogni stanza la sua giusta sfumatura di bianco! Ritorniamo sul concetto di sfumature di bianco, so che qualcuno potrà fare una faccia allibita. Ma è così! Pensate che esiste la collezione Off-White di Benjamin Moore di 140 bianchi! quindi potete facilmente intuire che dietro al bianco in realtà c’è un mondo intero, di piccole e grandi sfumature!

White in the city alla Milano Design Week

White in the city è l’evento promosso da Oikos e curato da Giulio Cappellini, che racconterà il bianco attraverso i lavori di numerosi architetti e designer di fama internazionale durante la settimana del Design a Milano. Dopo questo approfondimento sul bianco, siete pronti per inoltrarvi nelle installazioni che verranno preparate in luoghi simbolo di Milano! Qui sotto le foto delle location, giudicate voi 🙂
    L'articolo Sfumature di bianco: white in the city proviene da easyrelooking.
1 Marzo 2017 / / Design

La progettazione della cucina è sempre un tasto dolente, figuriamoci se parliamo di micro-case. Paura che non ci stia nulla? Secondo me esagerate.

English version >> http://bit.ly/2lQrjz9

……….

La cucina: già normalmente quando si tratta di pensarla per una casa normo dotata, viene mal di testa. Figurarsi se bisogna progettarla per una casa che ha i cm contati.

Come sapete, la progettazione di una buona cucina si basa sul principio del triangolo, la cui somma dei lati non deve superare i 6 mt. Ai vertici del triangolo di lavoro, ci sono le tre aree di lavoro: la zona per cucinare, per conservare e per pulire.

Ovviamente se lo spazio a disposizione è tanto, è un gioco da ragazzi. Non Bisogna neanche star lì a capire cosa non potremo includere nella cucina dei nostri sogni.

Ma se lo spazio è così poco che forse non ci stanno nemmeno i 3 mt lineari? Che facciamo?

Vediamo come hanno risolto il problema alcuni architetti.

A SAN PIETROBURGO LA CUCINA AD L DI ZUKKINI

A San Pietroburgo lo studio di interior design Zukkiniha ristrutturato questa casa lunga e stretta di soli 25 mq.

Con una sola finestra a disposizione, la progettazione è stata ancora più difficile; i designer hanno diviso la zona giorno – notte da cucina e bagno tramite porte a vetro, così da non impedire il passaggio di luce e aria.

Come vedete però non manca nulla: grazie alla composizione ad angolo si sfrutta tutto lo spazio disponibile e tutto il necessario trova posto.

Ovviamente trattandosi di case per massimo due persone, alcuni dettagli sono ridotti al minimo: due fuochi invece di quattro, lavandino ad una vasca e niente lavastoviglie.

Però qualche compromesso si può fare no?

cucina

Image credits: zukkini.ru

cucina

Image credits: zukkini.ru

LA CASA PER GLI STUDENTI DI MARC BENOIT 

Chi sono i campioni indiscussi del vivere negli spazi microscopici? Ma gli studenti ovviamente!

Solo che quando si tratta di pensare spazi in cui vivere dedicati ai giovani, chissà perché vengono fuori dei progetti quasi orrendi…

Non è il caso del progetto di Marc Benoit: è vero, è solo un 3d, ma potrebbe tranquillamente essere vero e funzionante.

Lo spazio per cucinare qui è proprio minimal, ma per la gioventù è più che sufficiente. Si c’è anche il forno: super micro, sopra il frigo.

cucina

Image credits: https://www.behance.net/marcbenoit6ef6

MICRO E NORDICO

E per finire, rimaniamo sempre nel range dei 25 mq totali per una sola casa. Ciò vuol dire che in questo spazio devono convivere l’armadio per le scarpe e il bagno (oltre al resto).

I designer  Vyacheslav e Olga Zhugin in questo progetto sono veramente riusciti nell’incredibile: oltre a creare un progetto perfetto, sono riusciti a contenere il budget. Come hanno fatto? Scegliendo i mobili Ikea.

Non l’avreste mai detto, eppure i mobili sono quelli. Attraverso un uso sapiente dei colori e degli accessori, anche un arredo minimal cambia aspetto.

In questo caso la cucina è più grande delle altre, con qualche modulo da 60 in più e più spazio per riporre, ma i punti saldi sono sempre gli stessi: due  fuochi, un solo lavello e (di solito) niente lavastoviglie.

Dico di solito, perché in questo caso sono riusciti ad inserirla, per la gioia dei più tecnologici.

cucina

Image credits: Vyacheslav and Olga Zhugin

 

 

L’articolo Progettare la cucina: #3 progetti che troverete più irresistibili di un micino sembra essere il primo su VHD.

1 Marzo 2017 / / Design

I consigli dell’esperto per garantire soggiorni da sogno

I consigli dell’esperto per garantire soggiorni da sogno  

L’aspetto estetico di un alloggio turistico può avere un peso determinante nella scelta di chi sta cercando una sistemazione per le proprie vacanze. C’è chi ama lo stile vintage e chi quello contemporaneo, meglio ancora se perfettamente incastonato in una cornice cittadina moderna. C’è poi chi preferisce rilassarsi in mete di montagna, trovando rifugio in alloggi dalle pareti in legno, che danno l’impressione di una continuità ininterrotta col mondo della natura.
Per questo Hundredrooms ha intervistato Diego Mulfari, curatore del sito mulfarimbianchino.com, dedicato al tema della tinteggiatura e verniciatura delle pareti, che si è messo a disposizione per dare dei consigli utili a chi possiede e affitta alloggi turistici. Ecco qui i suoi suggerimenti:

Esiste, secondo te, una differenza tra lo stile di un appartamento privato e quello di un alloggio turistico? Per un esperto del mestiere, insomma, questa differenza ha un peso determinante nella scelta della decorazione delle pareti? 
Credo che la sostanziale differenza sia nell’atmosfera che si vuole creare: in un appartamento privato c’è una scelta del colore più legata allo stile del mobilio mentre in un alloggio turistico la scelta è più legata al contesto: in un appartamento al mare si opta di più per colori molto vivi, come il bianco, l’azzurro o l’arancione e uno stile decorativo a “strisce”. Diversamente, per un appartamento in un contesto montuoso si scelgono colori più caldi e rustici (come il marroncino, il tortora e perché no, anche colori pastello).


I consigli dell’esperto per garantire soggiorni da sogno

Perché è importante curare l’aspetto estetico di un alloggio turistico? A cosa potrebbe portare una mancata attenzione del proprietario verso questo aspetto? 
La scelta di un appartamento online passa dalle fotografie: ovviamente quanto più è curata la location turistica, tanto più sarà percepita positivamente dall’utente del Web, aumentando le possibilità di convertirlo in cliente. Ovvio che poi la percezione deve corrispondere alla realtà, non vale barare con la cura dell’appartamento (con fotoritocchi dell’ultima ora) e la percezione degli spazi. Il web è un palazzo di vetro e le recensioni negative vi faranno chiudere presto.


Per le pareti di un appartamento, ci sono colori che sconsiglieresti in ogni caso? Con che criterio è possibile scegliere il colore giusto per un alloggio turistico? 
Come dicevo sopra, dipende dal contesto. Il colore giusto dipende dalle sensazioni che vogliamo far vivere al nostro cliente, e il contesto in cui ci si trova ha un peso determinante.

Qui può venirci incontro la cromoterapia: l’utilizzo dei colori è normalmente regolato da principi comuni, analoghi a quelli che portano a scegliere la tinta delle pareti di casa per abbinarli a una determinata personalità e favorire o contrastare un certo stato d’animo. Secondo la cromoterapia – teoria ad oggi contestata dalla comunità scientifica, in quanto nessuna pratica cromoterapica è mai stata in grado di superare uno studio clinico controllato – i colori aiuterebbero il corpo e la psiche a ritrovare il loro naturale equilibrio, e avrebbero effetti fisici e psichici in grado di stimolare il corpo e calmare certi sintomi.
I consigli dell’esperto per garantire soggiorni da sogno

Quali sono le tecniche di verniciatura che consiglieresti a un proprietario per rendere il suo alloggio più appetibile agli occhi di un turista? 
Consiglierei sicuramente la tecnica decorativa della velatura per abbellire le pareti di un alloggio turistico oppure la tinteggiatura a strisce con colori alternati.

È possibile fare dei lavori low cost e al tempo stesso di qualità? In che modo? 
Io credo che la verità stia nel mezzo: lavori di qualità al giusto prezzo. Idropitture e vernici professionali hanno il loro costo, così come la manodopera specializzata che cura le pareti a regola d’arte. Il risultato però è garantito per almeno cinque anni.

In questo mercato ci sono molti “professionisti” che però lavorano sottocosto, a discapito del cliente che poi deve spendere molti più soldi per chiamare una ditta specializzata per contenere i danni.


I consigli dell’esperto per garantire soggiorni da sogno


Cos’è Hundredrooms

Hundredrooms (www.hundredrooms.it) è un comparatore online di alloggi turistici. La start up è nata agli inizi del 2014 come risposta all’aumento esponenziale della domanda di questo tipo di alloggi alternativi alle strutture tradizionali. L’obiettivo è di rendere la vita più facile ai consumatori, che con un’unica ricerca possono accedere a tutte le offerte disponibili e vedere i diversi prezzi di una stessa proprietà che compare in differenti piattaforme.



1 Marzo 2017 / / Design

WHITE IN THE CITY, il bianco in città… e che città Milano!
Ilsalone del mobilesta per iniziare e come ogni anno porta con sé eventi, novità e naturalmente nuovi progetti idee e ispirazioni.
Quest’anno in particolare la città si tingerà di bianco, grazie alla collaborazione con numerosi architetti di fama internazionale, Giulio Cappellini curatore del progetto e Oiikos (main partner), Milano diventerà una grande vetrina a cielo aperto ideale per mettere in scena i più svariati eventi, pronta ad attirare tra le sue infinite strade una moltitudine di persone alla scoperta delle novità più curiose!
Il progetto evento che ci accompagnerà durante tutto il salone è ilwhite in the cityche coinvolgerà le location più suggestive di Milano: Accademia di Belle Arti di Brera, Pinacoteca di Brera, Palazzo Cusani, l’ex chiesa di San Carpoforo e il Class Editori Space.
Anche noi abbiamo deciso di parlare a modo nostro di questo evento portando il bianco all’interno del nostro blog.
All’interno del bianco sono compresi tutti i colori dello spettro luminoso, rappresenta la purezza, la semplicità e l’eleganza senza tempo, per questo viene utilizzato per creare ambienti minimal e raffinati, facilmente personalizzabili attraverso l’inserimento di componenti colorati o pezzi unici.
Abbiamo quindi fatto una raccolta di elementi e suggestioni date dall’applicazione di questo colore che esalta l’eleganza e la semplicità delle forme, qualsiasi sia il materiale usato, passando dall’arte all’architettura al design.
La serie Achrome di Piero Manzoni
La serie di opere Achrome di Manzoni si basano tutte su l’assenza di colore, in questo modo qualsiasi oggetto poteva parlare di se attraverso la materia. Prodotte tra il il 1957 e il 1963 sono un lavoro di ricerca critica ed emozionale.

L’architettura di Aires Mateus
Architetture scultoree, fatti di vuoti e di pieni, dove la perfezione grafica sulla carta prende forma nella realtà esaltata dal colore BIANCO.La predilezione dei due architetti per il monometrico è cosa nota, i volumi monolitici enfatizzano giochi di luce e il rapporto sempre presente tra vuoto e pieno forma spazi abitativi ben definiti.

Le sculture di Antonio Lupi
Una scelta quasi filosofica quella di usare il bianco per esaltare le forme sinuose e morbide dei suoi arredi da sala da bagno, creati per essere ammirati in tutta la loro essenza.

Il Bianco non si mostra sempre da solo, ma spesso viene esaltato da accostamenti con forte tinte cromatiche per dare carattere ad ogni forma e per rendere il più possibile personalizzabile ogni ambiente.

Superfici di design con la magia del Corian
Materiale inventato e prodotto dalla DuPont dal 1967. La sua forza è stata la rivoluzione del settore industriale per la produzione dei piani cucina e piani bagno, rappresentando il primo prodotto con gli stessi pregi dei piani in pietra senza i tipici difetti dei piani in truciolare o materiale sintetico o semisintetico e con il vantaggio della possibilità di essere prodotto in qualsiasi forma ed essere lavorabile al tornio come il legno.

Kiasmo e la forza delle sue ceramiche
La ceramica continua, come è accaduto nel passato, ad incarnare un foglio di carta bianco ideale sul quale proseguire a scrivere una storia dell’arte avvincente e affascinante.

La pittura su ceramica diventa un modo immediato per mettere in relazione l’arte, lo spazio e la gastronomia costruendo un’pera d’arte totale in grado di far confluire al suo interno esperienze e linguaggi differenti.

Disegni di colore nero e non solo, che prendono forma su superfici bianche attraverso immagine di libera interpretazione che fanno viaggiare con la mente verso luoghi lontani e sconosciuti.
1 Marzo 2017 / / Voglia Casa

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ELISABETTA LUMINOSO

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Estetica e garage non sembrano un binomio perfetto, eppure oggi scopriremo, grazie a Gianpiero Spelozzo, come le caratteristiche tecniche di un pavimento per garage possono sposare in modo perfetto la sua resa estetica, creando ambienti gradevoli e funzionali.

Pavimento industriale? Che noia!

Certo, entrando in un capannone, in un deposito merci o peggio in un’autorimessa, difficilmente saremo colpiti da ordine e design di una pavimentazione. L’immagine che abbiamo un po’ tutti è quella della superficie grigiastra, possibilmente macchiata d’olio, con qualche crepa qua e là, ovviamente afflitta da umidità e condense.

La situazione non cambia se si  parla di garage o box auto. Segni di pneumatici, gas di scarico sulle pareti, e ancora macchie d’olio, graffi e imperfezioni di tutti i tipi.

Parliamo d’altronde di luoghi che con stile e design hanno ben poco a che fare. Parcheggereste la vostra auto su un pregiato parquet in legno massello? Muovereste muletti e carrelli elevatori su un laminato effetto legno o della fine ceramica?

Assolutamente no. Eppure, perché lasciare tali location nel completo anonimato estetico? E’ vero, la scelta di un rivestimento industriale deve essere soppesata più su un discorso tecnico che estetico, ma non è vietato, anzi è più che raccomandato, dare un po’ di colore anche al box auto più atavico e scolorito. Soprattutto se dando colore, si guadagna di resistenza e robustezza.

Come? E’ il momento di parlare di piastrelle in pvc!

Le piastrelle in pvc ad uso industriale

Partiamo da una premessa, questa sì un po’ noiosa. Come si pavimenta un capannone industriale o un garage? La tradizione ci propone il buon vecchio calcestruzzo, granitico e robusto, magari trattato in vernice epossidica (epo che?) o resina protettiva. Ottime soluzioni, certamente. Resistenti, carrabili, affidabili quel che basta, ma noiose appunto, e neanche chissà quanto performanti.

Il cemento, si sa, è il rivestimento “grigio” per antonomasia. Vernici e resine, invece, aggiungono colore quel che basta finché tempo, usura, calpestio e umidità non rovinano tutto, facendo rimpiangere perfino il grigio del calcestruzzo.

Ecco spiegata l’innovazione del pvc: dar colore resistendo nel tempo. Tradotto: conciliare la resa estetica con quella tecnico-meccanica, fondamentale quando si parla di pavimentazione industriale.

Ma di cosa parliamo esattamente?

Di piastrelle, ovviamente, di forma quadrata. Tali quadrotte sono realizzate  in pvc (ai più noti come vinile) che è un materiale termoplastico particolarmente resiliente, già utilizzato in ambito domestico per la realizzazione dei più popolari pavimenti effetto legno.

Quadrotta in pvc per pavimento industriale

Queste piastrelle hanno dei “superpoteri” o, per non esagerare, tre notevoli proprietà che le contraddistinguono, rendendole un’idea bella, efficace e conveniente di rivestimento.

Si installano come un puzzle

Sottili, ma comunque non leggerissime, le piastrelle in pvc ad uso industriale somigliano a tutti gli effetti a grandi tasselli di un puzzle, da assemblare a terra, magari con l’aiutino di un martelletto in gomma (che tenga ben salde le giunture). Il sistema di installazione ad incastro è veramente ingegnoso e consente una posa semplice, rapida ed indolore. Ciò, nella pratica, sis traduce in tre importanti aspetti:

  • Non sono previste spese di installazione (a meno che non si è troppo pigri).
  • Non occorre fermare le attività per giorni e mesi come succedeva con il cemento e vernici.
  • Il risultato finale è un pavimento omogeneo e senza scomode giunture, da sempre ricettacolo di sporco e batteri.

    Sono colorati e personalizzabili

    Come detto, un pavimento industriale o per garage non deve essere per forza grigio e noioso. Le piastrelle sono disponibili in diverse tonalità le quali, combinate tra di loro, conferiscono al luogo di lavoro maggior personalità e luminosità. Ricordiamo la forma quadrangolare delle piastrelle. Perché allora non alternare quadrotte bianche a quadrotte nere per un eccellente effetto scacchiera?

    Quadrotte realizzate in pvc per pavimento industriale

    Perché, invece, non distinguere le corsie di transito dei muletti dalle diverse aree di produzione con colori differenti?

    Corsia muletto realizzata con quadrotte in pvc per pavimento industriale

    Questi rivestimenti hanno sicuramente un quid in più rispetto alle soluzioni più tradizionali. Ed è anche una questione di design. Le piastrelle in pvc non ci fanno mancare niente e presentano diversi stili, da declinare in base ai gusti e soprattutto alle esigenze professionali. Segnaliamo in tal senso due diverse tipologie stilistiche:

    • superficie liscia, effetto pelle, ideale in palestre, showroom, garage e passatoie carrabili;
    • superficie diamantata, con la finitura cosiddetta a “chicco di riso” che offre prestazioni antiscivolo più elevate, perché più ruvida e goffrata, e si presta alla perfezione in quegli ambienti più “hard” dove il lavoro si fa duro.

    Le piastrelle non perdono di tono, come accadeva ad esempio con le vernici per cemento. I pigmenti cromatici sono già iniettati nel pvc, nè si scalfiscono, nè sbiadiscono con l’usura e l’azione delle fonti luminose.

    Durano a lungo

    Non c’eravamo dimenticati delle virtù tecniche, che sono quelle che più contano in un pavimento industriale. Non ci dilungheremo fin troppo su quelle che sono le proprietà meccaniche e gli standard resistivi, perché non è questa la sede.

    Ci basti pensare come queste piastrelle siano resistenti un po’ a tutto: macchie ed umidità, carichi pesanti, agenti chimici ed usura. Un pavimento di “spessore”, spesso soltanto 8 mm. E a seconda degli spessori è possibile definire il campo di applicazione. Andiamo da ambienti più “soft” come palestre e showroom, a quelli più “pesanti” come box auto, grandi depositi e capannoni industriali.

    Una scelta versatile, oltre che conveniente, capace di rendere anche il garage più avulso, un ambiente colorato, pulito e integro. Queste pavimentazioni sono destinate a durare a lungo. Quando il traffico si fa intenso, il pvc è garantito più di 10 anni, il doppio rispetto alle normali soluzioni.

    1 Marzo 2017 / / Architettura

    MAXXI, the National Museum of 21st Century Arts, is the first Italian national institution devoted to contemporary creativity.

    Located in the former Montello army barracks in the Flaminio district, the museum was designed by Zaha Hadid. A complex developing horizontally conceived as a “delta of various rivers”: eight longitudinal spaces, intertwined and bowing onto each other. Although the clear and organized in plan, flexibility of use was the main goal of the project. Open spaces with concrete curved walls, suspended black staircases, open ceiling catching natural light – a suitable place for any kind of moving and temporary exhibition, without redundant wall divisions or interruptions. A new fluid kind of spatiality designed to embody the chaotic modern life.

    MAXXI Roma Nook Twelve

    ‘An interesting thing about the museum in Rome is that it is no longer an object, but rather a field, which implies that many programs could be attached to the museum. It’s no longer a museum, but a center. Here we are weaving a dense texture of interior and exterior spaces. It’s an intriguing mixture of permanent, temporary and commercial galleries, irrigating a large urban field with linear display surfaces. It could be a library; there are so many buildings that are not standing next to, but are intertwined and superimposed over one another. This means that, through the organizational diagram, you could weave other programs into the whole idea of gallery spaces. You can make connections between architecture and art – the bridges can connect them and make them into one exhibition. That gives you the interesting possibility of having an exhibition across the field. You can walk through a whole segment of a city to view spaces. In Rome, the organization will allow you to have exhibitions across the field, but they can also be very compressed, so you have a great variety.’

    – Zaha Hadid

    MAXXI Roma Nook Twelve

    Black and white photos from the current exhibitions by Carlo Scarpa, Alvaro Siza, Letizia Battaglia and more by Nook Twelve.

    MAXXI Roma Nook Twelve

    MAXXI Roma Nook Twelve

    MAXXI Roma Nook Twelve

    MAXXI Roma Nook Twelve

    MAXXI Roma Nook Twelve

    MAXXI Roma Nook Twelve

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    MAXXI Roma Nook Twelve

    MAXXI Roma Nook Twelve

    MAXXI Roma Nook Twelve

    MAXXI Roma Nook Twelve

    MAXXI Roma Nook Twelve

    MAXXI Roma Nook Twelve

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    1 Marzo 2017 / / Coffee Break

    Questo suggestivo casale si trova in Umbria ed è stato recuperato dallo studio di architettura SpecialUmbria. Alla suggestiva muratura in pietra a vista, alla struttura del tetto e ai pavimenti di cotto originale, sono stati affiancati resina e arredi di design in un meltin pot molto intrigante.

    Via

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    CAFElab | studio di architettura
    1 Marzo 2017 / / Design

    Ci sono mille modi per raccontare il Bianco. Ci sono tantissime simbologie nel mondo che vi associano sensazioni ed eventi anche diametralmente opposti tra di loro eppure sono in un certo senso complementari, perché pochi colori hanno così tante sfumature emozionali come il bianco.

    L’incredibile versatilità e potere del bianco fa sempre parlare di sè e questo che per anni è stato erroneamente definito un “colore non colore” è ancora oggetto di dibattiti e bizzarramente conteso tra chi lo acclama come baluardo di purezza e chi ne addita il senso di vuoto latente.

    Cenni simbolici legati al colore bianco

    Dimenticate solo per un attimo la grafica e il design, dimenticate codici e pantoni. Nella vita reale il bianco ci comunica tante cose: nel mondo occidentale esso annuncia la purezza di una sposa, l’animo immacolato di un bambino, mentre in alcune culture orientali, come in quelle induiste ad esempio, questo colore è sinonimo di lutto e di morte, ma il bianco è in alcuni casi anche l’assenza di colore.

    Ha sempre un ruolo estremo e la sua forza è anche legata alla quotidianità. Qualche esempio banale? Quante volte guardando una parete bianca ci è venuta voglia di ridipingerla di un altro colore, di arricchirla con mensole, mobili o anche solo qualche foto o dipinto. Il bianco viene spesso inteso come uno spazio vuoto da riempire e da valorizzare, eppure non è solo questo.

    White in The City, white living

    Creatività e libertà

    Pensate infine a quando, ad esempio, qualcuno vi dice: “ti lascio carta bianca”. Chi vi offre questa possibilità intende farvi capire che siete liberi di scegliere, fare, cambiare, elaborare, costruire e creare secondo le vostre capacità, competenze ed inclinazioni. Il bianco diventa in questo modo anche il colore della libertà e della creatività.

    Ti lascio carta bianca”: immaginate cosa ha significato questa frase nella vostra vita. Non vi si lasciano mille strumenti a disposizione, ma infinite possibilità da scoprire e plasmare a vostro piacimento.
    È il delirio della fantasia e dell’euforia per un nuovo momento totalmente creativo (in qualunque ambito) ed ecco perché credo che questa frase basti per riassumere in pieno il significato più intimo del bianco e tutta la sua energia in netto contrasto con il senso di purezza, di tranquillità e benessere che è in grado di trasmetterci.

    Per me quello del bianco è il senso delle opportunità da definire, cesellare e sfumare sulla base di noi stessi e della realtà. Lasciare una “carta in bianco” però (e c’è sempre un forte dualismo nel bianco, come vedete!) lasciare un foglio non scritto, non completato, non utilizzato è un’assenza. Fortissima.

    Il bianco è allo stesso tempo creazione e nulla. È forza vitale, luce e modernità. È tante cose insieme ed ogni sua declinazione cromatica e simbolica verrà approfondita durante il prestigioso evento di White in The City.

    White in The City

    Questo progetto avrà luogo durante uno degli eventi più importanti dell’anno: la Milano Design Week 2017 che si tiene dal 4 al 9 Aprile. White in The City coinvolge vari ambiti della creatività, che vanno dal design all’architettura, dalle arti visive alla moda, perciò la sua collocazione non può che essere quella del “quartiere di Brera”, ovvero uno dei punti focali della settimana del design.

    Distribuito in diverse importanti location della città di Milano, si parlerà del bianco applicato al vivere, all’abitare, al contemplare alla scoperta di tutti i modi in cui questo colore può trasformare un ambiente quotidiano regalandoci benessere.

    White in The City occuperà quindi la Pinacoteca di Brera, l’Accademia di Belle Arti di Brera, Class Editori Space, la ex chiesa di San Carpoforo e Palazzo Cusani. In queste meravigliose sedi si troveranno le installazioni architettoniche, gli ambienti, piccoli accessori, ma anche oggetti di uso quotidiano realizzati dai maestri del design e da grandi architetti, tutto dedicato ed ispirato all’uso del bianco in equilibrio tra arte e design.

    White in the City, white patio

    Cos’è White in The City?

    Lo scopo di questo progetto è quello di creare una nuova consapevolezza che permetta di scegliere il bianco in virtù di tutte le sue qualità. Il direttore artistico e curatore di White in The city è Giulio Cappellini, supportato dai Oikos Srl che sponsorizza l’evento.

    Il fondatore e presidente di “Oikos il colore del benessere” è Claudio Balestri e grazie al suo spiccato interesse per le innovazioni e l’arte nasce la sua proposta di dedicare al Bianco un meritato approfondimento, con una visione sviluppata su più ambiti. L’idea è stata perciò maturata e sviluppata con collaboratori quali Cappellini, noto e stimato designer di fama mondiale.

    Gli architetti e designer coinvolti nel progetto – oltre a Giulio Cappellini – saranno: Stefano Boeri, David Chipperfield, Daniel Libeskind, Aires Mateus Associados, Marco Piva, Patricia Urquiola, Studio Zaha Hadid – Patrick Schumacher, 5+1AA, Alfonso Femia Gianluca Peluffo, Alberto Apostoli, Carla Baratelli – Studio Asia, Caberlon Caroppi Italian Touch Architects, Raffaella Laezza Underarchitecture, Studio Mamo, Jasper Morrison, Studio Rotella, Studio Svetti e Vicky Syriopoulou.

    Grazie a questa iniziativa il visitatore potrà incontrare diverse visioni, culture, artisti, architetti e designer in un contesto in cui conoscere e riconoscere la forza e le qualità del bianco.

    1 Marzo 2017 / / Picsilli

    Un soggiorno con colori decisi e decisamente d’ispirazione vintage.

    E’ adatto a te se ti piacciono i colori forti ma che non stancano, riposanti e che aiutano la concentrazione, se ami le trasparenze e i materiali plastici e se vuoi ritrovare quel gusto retrò a tinte decise.

    Ho scelto un tavolo allungabile dal design scandinavo con legno teak di Karpenter (così ti puoi fare un giro anche sul loro sito, io l’ho scoperto da poco, ci sono delle ispirazioni interessanti).

    L’ho abbinato a sedie trasparenti di Kartell che richiamano il paralume di Ikea, che con la sua fascia diamantata ricorda i bicchieri e le caraffe anni ’50.

     

     

     

     

     

     

     

     

    Poi, ho abbinato dei colori decisi, sia per il filo il tessuto rosso che sostiene il paralume e regge la lampadina, sia per il set bicchieri giallo limone che ti propongo di Zara.

     

     

     

     

     

     

     

     

    Per la parete di sfondo ho scelto un verde Foglia di tè, profondo, compatto, ideale per la convivialità della sala da pranzo, ma non sgargiante. Elegante sia con un arredamento vintage sia con uno dalle forme più moderne.

     

     

    Il pavimento è in parquet di rovere ed è posato a spina di pesce, e quella porzione che vedi nell’immagine della moodboard è di una foto che ho scattato in una #vintagemodernhome. 

    L’idea in più?

    • Se devi scegliere anche le porte, sceglile bianche come lo zoccolino che correrà lungo tutte le pareti.
    • Il tavolo lo puoi trovare anche dei mille negozi di vintage della tua zona, nei mercatini oppure online;
    • per un effetto più vintage puoi usare la variante del filo del paralume bianca e nera 
    • se non abiti in una casa del ‘900 ma  vuoi ricreare la pavimentazione “a spina di pesce”, puoi chiedere quel tipo di posa al tuo parquettista! Certo, non sarà originale, ma se ti piace quel tipo di atmosfera, perchè no?

    Link utili

    1. filo sospensione, 2. paralume, 3. bicchieri e calice, 4. tavolo, 5. sedie, 6. parquet, qualche ispirazione in più

    Ricorda che anche tu puoi ricevere la mia consulenza personalizzata.  Scegli l soluzione che più si rifà alle tue esigenze, per ristrutturare oppure per ricevere nuove idee e proposte di arredamento e colori per la tua casa.

    L’articolo SALA DA PRANZO | TRASPARENZE E COLORI DECISI proviene da serena barison.