1 Marzo 2017 / / Design

La progettazione della cucina è sempre un tasto dolente, figuriamoci se parliamo di micro-case. Paura che non ci stia nulla? Secondo me esagerate.

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La cucina: già normalmente quando si tratta di pensarla per una casa normo dotata, viene mal di testa. Figurarsi se bisogna progettarla per una casa che ha i cm contati.

Come sapete, la progettazione di una buona cucina si basa sul principio del triangolo, la cui somma dei lati non deve superare i 6 mt. Ai vertici del triangolo di lavoro, ci sono le tre aree di lavoro: la zona per cucinare, per conservare e per pulire.

Ovviamente se lo spazio a disposizione è tanto, è un gioco da ragazzi. Non Bisogna neanche star lì a capire cosa non potremo includere nella cucina dei nostri sogni.

Ma se lo spazio è così poco che forse non ci stanno nemmeno i 3 mt lineari? Che facciamo?

Vediamo come hanno risolto il problema alcuni architetti.

A SAN PIETROBURGO LA CUCINA AD L DI ZUKKINI

A San Pietroburgo lo studio di interior design Zukkiniha ristrutturato questa casa lunga e stretta di soli 25 mq.

Con una sola finestra a disposizione, la progettazione è stata ancora più difficile; i designer hanno diviso la zona giorno – notte da cucina e bagno tramite porte a vetro, così da non impedire il passaggio di luce e aria.

Come vedete però non manca nulla: grazie alla composizione ad angolo si sfrutta tutto lo spazio disponibile e tutto il necessario trova posto.

Ovviamente trattandosi di case per massimo due persone, alcuni dettagli sono ridotti al minimo: due fuochi invece di quattro, lavandino ad una vasca e niente lavastoviglie.

Però qualche compromesso si può fare no?

cucina

Image credits: zukkini.ru

cucina

Image credits: zukkini.ru

LA CASA PER GLI STUDENTI DI MARC BENOIT 

Chi sono i campioni indiscussi del vivere negli spazi microscopici? Ma gli studenti ovviamente!

Solo che quando si tratta di pensare spazi in cui vivere dedicati ai giovani, chissà perché vengono fuori dei progetti quasi orrendi…

Non è il caso del progetto di Marc Benoit: è vero, è solo un 3d, ma potrebbe tranquillamente essere vero e funzionante.

Lo spazio per cucinare qui è proprio minimal, ma per la gioventù è più che sufficiente. Si c’è anche il forno: super micro, sopra il frigo.

cucina

Image credits: https://www.behance.net/marcbenoit6ef6

MICRO E NORDICO

E per finire, rimaniamo sempre nel range dei 25 mq totali per una sola casa. Ciò vuol dire che in questo spazio devono convivere l’armadio per le scarpe e il bagno (oltre al resto).

I designer  Vyacheslav e Olga Zhugin in questo progetto sono veramente riusciti nell’incredibile: oltre a creare un progetto perfetto, sono riusciti a contenere il budget. Come hanno fatto? Scegliendo i mobili Ikea.

Non l’avreste mai detto, eppure i mobili sono quelli. Attraverso un uso sapiente dei colori e degli accessori, anche un arredo minimal cambia aspetto.

In questo caso la cucina è più grande delle altre, con qualche modulo da 60 in più e più spazio per riporre, ma i punti saldi sono sempre gli stessi: due  fuochi, un solo lavello e (di solito) niente lavastoviglie.

Dico di solito, perché in questo caso sono riusciti ad inserirla, per la gioia dei più tecnologici.

cucina

Image credits: Vyacheslav and Olga Zhugin

 

 

L’articolo Progettare la cucina: #3 progetti che troverete più irresistibili di un micino sembra essere il primo su VHD.

1 Marzo 2017 / / Design

I consigli dell’esperto per garantire soggiorni da sogno

I consigli dell’esperto per garantire soggiorni da sogno  

L’aspetto estetico di un alloggio turistico può avere un peso determinante nella scelta di chi sta cercando una sistemazione per le proprie vacanze. C’è chi ama lo stile vintage e chi quello contemporaneo, meglio ancora se perfettamente incastonato in una cornice cittadina moderna. C’è poi chi preferisce rilassarsi in mete di montagna, trovando rifugio in alloggi dalle pareti in legno, che danno l’impressione di una continuità ininterrotta col mondo della natura.
Per questo Hundredrooms ha intervistato Diego Mulfari, curatore del sito mulfarimbianchino.com, dedicato al tema della tinteggiatura e verniciatura delle pareti, che si è messo a disposizione per dare dei consigli utili a chi possiede e affitta alloggi turistici. Ecco qui i suoi suggerimenti:

Esiste, secondo te, una differenza tra lo stile di un appartamento privato e quello di un alloggio turistico? Per un esperto del mestiere, insomma, questa differenza ha un peso determinante nella scelta della decorazione delle pareti? 
Credo che la sostanziale differenza sia nell’atmosfera che si vuole creare: in un appartamento privato c’è una scelta del colore più legata allo stile del mobilio mentre in un alloggio turistico la scelta è più legata al contesto: in un appartamento al mare si opta di più per colori molto vivi, come il bianco, l’azzurro o l’arancione e uno stile decorativo a “strisce”. Diversamente, per un appartamento in un contesto montuoso si scelgono colori più caldi e rustici (come il marroncino, il tortora e perché no, anche colori pastello).


I consigli dell’esperto per garantire soggiorni da sogno

Perché è importante curare l’aspetto estetico di un alloggio turistico? A cosa potrebbe portare una mancata attenzione del proprietario verso questo aspetto? 
La scelta di un appartamento online passa dalle fotografie: ovviamente quanto più è curata la location turistica, tanto più sarà percepita positivamente dall’utente del Web, aumentando le possibilità di convertirlo in cliente. Ovvio che poi la percezione deve corrispondere alla realtà, non vale barare con la cura dell’appartamento (con fotoritocchi dell’ultima ora) e la percezione degli spazi. Il web è un palazzo di vetro e le recensioni negative vi faranno chiudere presto.


Per le pareti di un appartamento, ci sono colori che sconsiglieresti in ogni caso? Con che criterio è possibile scegliere il colore giusto per un alloggio turistico? 
Come dicevo sopra, dipende dal contesto. Il colore giusto dipende dalle sensazioni che vogliamo far vivere al nostro cliente, e il contesto in cui ci si trova ha un peso determinante.

Qui può venirci incontro la cromoterapia: l’utilizzo dei colori è normalmente regolato da principi comuni, analoghi a quelli che portano a scegliere la tinta delle pareti di casa per abbinarli a una determinata personalità e favorire o contrastare un certo stato d’animo. Secondo la cromoterapia – teoria ad oggi contestata dalla comunità scientifica, in quanto nessuna pratica cromoterapica è mai stata in grado di superare uno studio clinico controllato – i colori aiuterebbero il corpo e la psiche a ritrovare il loro naturale equilibrio, e avrebbero effetti fisici e psichici in grado di stimolare il corpo e calmare certi sintomi.
I consigli dell’esperto per garantire soggiorni da sogno

Quali sono le tecniche di verniciatura che consiglieresti a un proprietario per rendere il suo alloggio più appetibile agli occhi di un turista? 
Consiglierei sicuramente la tecnica decorativa della velatura per abbellire le pareti di un alloggio turistico oppure la tinteggiatura a strisce con colori alternati.

È possibile fare dei lavori low cost e al tempo stesso di qualità? In che modo? 
Io credo che la verità stia nel mezzo: lavori di qualità al giusto prezzo. Idropitture e vernici professionali hanno il loro costo, così come la manodopera specializzata che cura le pareti a regola d’arte. Il risultato però è garantito per almeno cinque anni.

In questo mercato ci sono molti “professionisti” che però lavorano sottocosto, a discapito del cliente che poi deve spendere molti più soldi per chiamare una ditta specializzata per contenere i danni.


I consigli dell’esperto per garantire soggiorni da sogno


Cos’è Hundredrooms

Hundredrooms (www.hundredrooms.it) è un comparatore online di alloggi turistici. La start up è nata agli inizi del 2014 come risposta all’aumento esponenziale della domanda di questo tipo di alloggi alternativi alle strutture tradizionali. L’obiettivo è di rendere la vita più facile ai consumatori, che con un’unica ricerca possono accedere a tutte le offerte disponibili e vedere i diversi prezzi di una stessa proprietà che compare in differenti piattaforme.



1 Marzo 2017 / / Coffee Break

Questo suggestivo casale si trova in Umbria ed è stato recuperato dallo studio di architettura SpecialUmbria. Alla suggestiva muratura in pietra a vista, alla struttura del tetto e ai pavimenti di cotto originale, sono stati affiancati resina e arredi di design in un meltin pot molto intrigante.

Via

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CAFElab | studio di architettura
1 Marzo 2017 / / Design

Ci sono mille modi per raccontare il Bianco. Ci sono tantissime simbologie nel mondo che vi associano sensazioni ed eventi anche diametralmente opposti tra di loro eppure sono in un certo senso complementari, perché pochi colori hanno così tante sfumature emozionali come il bianco.

L’incredibile versatilità e potere del bianco fa sempre parlare di sè e questo che per anni è stato erroneamente definito un “colore non colore” è ancora oggetto di dibattiti e bizzarramente conteso tra chi lo acclama come baluardo di purezza e chi ne addita il senso di vuoto latente.

Cenni simbolici legati al colore bianco

Dimenticate solo per un attimo la grafica e il design, dimenticate codici e pantoni. Nella vita reale il bianco ci comunica tante cose: nel mondo occidentale esso annuncia la purezza di una sposa, l’animo immacolato di un bambino, mentre in alcune culture orientali, come in quelle induiste ad esempio, questo colore è sinonimo di lutto e di morte, ma il bianco è in alcuni casi anche l’assenza di colore.

Ha sempre un ruolo estremo e la sua forza è anche legata alla quotidianità. Qualche esempio banale? Quante volte guardando una parete bianca ci è venuta voglia di ridipingerla di un altro colore, di arricchirla con mensole, mobili o anche solo qualche foto o dipinto. Il bianco viene spesso inteso come uno spazio vuoto da riempire e da valorizzare, eppure non è solo questo.

White in The City, white living

Creatività e libertà

Pensate infine a quando, ad esempio, qualcuno vi dice: “ti lascio carta bianca”. Chi vi offre questa possibilità intende farvi capire che siete liberi di scegliere, fare, cambiare, elaborare, costruire e creare secondo le vostre capacità, competenze ed inclinazioni. Il bianco diventa in questo modo anche il colore della libertà e della creatività.

Ti lascio carta bianca”: immaginate cosa ha significato questa frase nella vostra vita. Non vi si lasciano mille strumenti a disposizione, ma infinite possibilità da scoprire e plasmare a vostro piacimento.
È il delirio della fantasia e dell’euforia per un nuovo momento totalmente creativo (in qualunque ambito) ed ecco perché credo che questa frase basti per riassumere in pieno il significato più intimo del bianco e tutta la sua energia in netto contrasto con il senso di purezza, di tranquillità e benessere che è in grado di trasmetterci.

Per me quello del bianco è il senso delle opportunità da definire, cesellare e sfumare sulla base di noi stessi e della realtà. Lasciare una “carta in bianco” però (e c’è sempre un forte dualismo nel bianco, come vedete!) lasciare un foglio non scritto, non completato, non utilizzato è un’assenza. Fortissima.

Il bianco è allo stesso tempo creazione e nulla. È forza vitale, luce e modernità. È tante cose insieme ed ogni sua declinazione cromatica e simbolica verrà approfondita durante il prestigioso evento di White in The City.

White in The City

Questo progetto avrà luogo durante uno degli eventi più importanti dell’anno: la Milano Design Week 2017 che si tiene dal 4 al 9 Aprile. White in The City coinvolge vari ambiti della creatività, che vanno dal design all’architettura, dalle arti visive alla moda, perciò la sua collocazione non può che essere quella del “quartiere di Brera”, ovvero uno dei punti focali della settimana del design.

Distribuito in diverse importanti location della città di Milano, si parlerà del bianco applicato al vivere, all’abitare, al contemplare alla scoperta di tutti i modi in cui questo colore può trasformare un ambiente quotidiano regalandoci benessere.

White in The City occuperà quindi la Pinacoteca di Brera, l’Accademia di Belle Arti di Brera, Class Editori Space, la ex chiesa di San Carpoforo e Palazzo Cusani. In queste meravigliose sedi si troveranno le installazioni architettoniche, gli ambienti, piccoli accessori, ma anche oggetti di uso quotidiano realizzati dai maestri del design e da grandi architetti, tutto dedicato ed ispirato all’uso del bianco in equilibrio tra arte e design.

White in the City, white patio

Cos’è White in The City?

Lo scopo di questo progetto è quello di creare una nuova consapevolezza che permetta di scegliere il bianco in virtù di tutte le sue qualità. Il direttore artistico e curatore di White in The city è Giulio Cappellini, supportato dai Oikos Srl che sponsorizza l’evento.

Il fondatore e presidente di “Oikos il colore del benessere” è Claudio Balestri e grazie al suo spiccato interesse per le innovazioni e l’arte nasce la sua proposta di dedicare al Bianco un meritato approfondimento, con una visione sviluppata su più ambiti. L’idea è stata perciò maturata e sviluppata con collaboratori quali Cappellini, noto e stimato designer di fama mondiale.

Gli architetti e designer coinvolti nel progetto – oltre a Giulio Cappellini – saranno: Stefano Boeri, David Chipperfield, Daniel Libeskind, Aires Mateus Associados, Marco Piva, Patricia Urquiola, Studio Zaha Hadid – Patrick Schumacher, 5+1AA, Alfonso Femia Gianluca Peluffo, Alberto Apostoli, Carla Baratelli – Studio Asia, Caberlon Caroppi Italian Touch Architects, Raffaella Laezza Underarchitecture, Studio Mamo, Jasper Morrison, Studio Rotella, Studio Svetti e Vicky Syriopoulou.

Grazie a questa iniziativa il visitatore potrà incontrare diverse visioni, culture, artisti, architetti e designer in un contesto in cui conoscere e riconoscere la forza e le qualità del bianco.

1 Marzo 2017 / / Picsilli

Un soggiorno con colori decisi e decisamente d’ispirazione vintage.

E’ adatto a te se ti piacciono i colori forti ma che non stancano, riposanti e che aiutano la concentrazione, se ami le trasparenze e i materiali plastici e se vuoi ritrovare quel gusto retrò a tinte decise.

Ho scelto un tavolo allungabile dal design scandinavo con legno teak di Karpenter (così ti puoi fare un giro anche sul loro sito, io l’ho scoperto da poco, ci sono delle ispirazioni interessanti).

L’ho abbinato a sedie trasparenti di Kartell che richiamano il paralume di Ikea, che con la sua fascia diamantata ricorda i bicchieri e le caraffe anni ’50.

 

 

 

 

 

 

 

 

Poi, ho abbinato dei colori decisi, sia per il filo il tessuto rosso che sostiene il paralume e regge la lampadina, sia per il set bicchieri giallo limone che ti propongo di Zara.

 

 

 

 

 

 

 

 

Per la parete di sfondo ho scelto un verde Foglia di tè, profondo, compatto, ideale per la convivialità della sala da pranzo, ma non sgargiante. Elegante sia con un arredamento vintage sia con uno dalle forme più moderne.

 

 

Il pavimento è in parquet di rovere ed è posato a spina di pesce, e quella porzione che vedi nell’immagine della moodboard è di una foto che ho scattato in una #vintagemodernhome. 

L’idea in più?

  • Se devi scegliere anche le porte, sceglile bianche come lo zoccolino che correrà lungo tutte le pareti.
  • Il tavolo lo puoi trovare anche dei mille negozi di vintage della tua zona, nei mercatini oppure online;
  • per un effetto più vintage puoi usare la variante del filo del paralume bianca e nera 
  • se non abiti in una casa del ‘900 ma  vuoi ricreare la pavimentazione “a spina di pesce”, puoi chiedere quel tipo di posa al tuo parquettista! Certo, non sarà originale, ma se ti piace quel tipo di atmosfera, perchè no?

Link utili

1. filo sospensione, 2. paralume, 3. bicchieri e calice, 4. tavolo, 5. sedie, 6. parquet, qualche ispirazione in più

Ricorda che anche tu puoi ricevere la mia consulenza personalizzata.  Scegli l soluzione che più si rifà alle tue esigenze, per ristrutturare oppure per ricevere nuove idee e proposte di arredamento e colori per la tua casa.

L’articolo SALA DA PRANZO | TRASPARENZE E COLORI DECISI proviene da serena barison.