21 Marzo 2017 / / Design

Each year, Stockholm Furniture Fair asks a prominent designer or design team to create their Design Bar. In 2017, the choice fell upon Stockholm-based Note Design Studio.

Their intention for this year’s pop-up restaurant ’Sulla Bocca di Tutti’ was to merge Scandinavian and Italian aesthetics. They aimed to provide visitors with the sensation of a warm embrace in the coldest month of the year. Note Design Studio chose MUUTO to be their furniture partner for the project.

muuto - note design studio - sulla bocca di tutti - nook twelve

“The fair is in February, and Stockholm is super cold, a hostile environment! We wanted to create something that was soft and warm – a place that you really want to go to.”
Johannes Carlström
– Interior architect & Founder of Note

muuto - note design studio - sulla bocca di tutti - nook twelve

On Everybody’s Lips

The name of the restaurant ‘Sulla Bocca di Tutti’ translates into ‘On Everybody’s Lips’. It was chosen to complement the restaurant’s Italian menu but also referst to how the Design Bar often becomes the center of the fair: The go-to place to meet, eat, and catch up with clients, friends and colleagues.

”We wanted to do something generous – generous in how everything would taste, but also aesthetically.”
Susanna Wåhlin
– Interior architect at Note

muuto - note design studio - sulla bocca di tutti - nook twelve

The Design Bar area being a completely open space inspired Note Design Studio to work with different levels, layers and volume. Small screens and greenery were inserted between the different areas to make the various dining settings more secluded, almost private. To add warmth and a feeling of comfort, Note chose to work with warm hues of dusty pink and red in combination with soft, curvy lines and plush furniture. Generosity at its best!

muuto - note design studio - sulla bocca di tutti - nook twelve

”We always end up working with pink tones in our concepts. I guess we all like the warm glow of the color. Colors can be a nice way of keeping a big area together, and can make it more visible and clear from afar.”
Susanna Wåhlin
– Interior architect at Note

muuto - note design studio - sulla bocca di tutti - nook twelve

Something Bitter

Johannes Carlström, co-founder of Note Design Studio, explains how they deliberately decided not to aim for a ‘perfect match’ when choosing the color combinations: A mix of dusty pinks, terracotta hues, bright reds and darker, more brownish reds. When looking at the different color swatches, some of the tones seemed to clash, but when combined altogether the setting became coherent, and even more vibrant and interesting.

muuto - note design studio - sulla bocca di tutti - nook twelve

Watch the video below to hear more of the concept.

 

Potos Benjamin Lund, Teklan & Mathias Nero | Info MUUTO

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Siamo ormai a marzo inoltrato, e il sole tiepido e l’aria frizzantina non annuncia solo l’arrivo della primavera, ma anche l’avvicinarsi dell’evento più importante nel mondo del design: la Milano Design Week, che renderà la città un laboratorio creativo a cielo aperto dal 4 al 9 Aprile. 
Tra i tantissimi eventi in programma il più interessante è sicuramente White in the City, che vede la collaborazione di Giulio Cappellini, in qualità di art director, e Claudio Balestreri, fondatore e presidente di Oikos, main sponsor dell’evento.

White in the City è un progetto diffuso che coinvolge ben quattro location di eccezione all’interno del Brera Design District (La Pinacoteca e l’Accademia di Belle Arti di Brera, la ex chiesa di San Carpoforo e Palazzo Cusani) più una in Corso Italia (il loft di Class editori Space, che farà da sfondo alla mostra White Young), in cui il bianco verrà raccontato in un itinerario tematico che comprenderà le sue mille sfaccettature cromatiche e simboliche. 

Il bianco è infatti il (non) colore che più degli altri ha retaggi antichi e trasversali in tutte le culture del mondo, e che è riuscito a mantenere nei secoli il significato, radicato nell’immaginario comune, di benessere e di serenità. Questo a causa di una caratteristica fisica che lo contraddistingue: contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico, non ha nessuna tinta, e quel che resta è solo luce. 
La cover di Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, avete presente?
Via

Il bianco è anche una tinta molto amata da architetti e designer d’interni poiché riesce a dare un carattere scultoreo agli edifici e a conferire luminosità e ampiezza agli spazi. Ci sono numerosi esempi di architetture bianche che sono diventate icone, il più famoso dei quali è Ville Savoy di Le Corbusier, ma molta del”architettura tradizionale del sud europa è bianca, segno di una propensione a questo colore che ci portiamo dietro da tempo. 

Trulli ad Alberobello                                                      Chiesa a Santorini 

Con la nascita dell’ International Style a cavallo delle due guerre mondiali, poi, il bianco è diventato la base su cui pensare la forma degli edifici moderni.

Adolf Loos, Casa Müller, 1928 (foto di Chiara Quinzii)
Jørn Utzon, Opera House, 1973
Santiago Calatrava, Museo delle Scienze, 1996

Interior decor in bianco in diversi contesti: antico e moderno

Curioso, perché il bianco è anche il colore dei capelli degli anziani, che quindi ci rimanda alla vecchiaia, ma anche alla saggezza. Bianca è la purezza, sia quella dei bambini appena nati che quella di un manto di neve non calpestata, e per estensione di significato è anche diventato sinonimo di pulizia (la biancheria si chiama così proprio per questo).

Personalmente il bianco è un colore che amo molto perché è quello che più di tutti riesce a far risaltare quello che gli sta intorno, e soprattutto ciò a cui fa da sfondo: le persone. È una caratteristica molto evidente nelle arti visive:

Arancia Meccanica
Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante
Parsifal in scena al Teatro Regio di Torino nel 2011
Jack Vettriano, Dance me to the end of Love, 1998

E infine una delle mie canzoni preferite, che mi rimette in pace col mondo e che ovviamente vanta una bella dose di bianco:


Stay white, ci vediamo al salone!
21 Marzo 2017 / / Design d' Ingegno

Un lavoro di architettura è sempre qualcosa di livello sartoriale: è generalmente misurato nel gusto secondo le richieste del cliente, strutturato in modo da assecondare il budget previsto ed impreziosito dalla competenza dell’architetto attraverso la scelta di determinati materiali e di specifiche soluzioni.

Quando poi tutto questo sposa una bella dose di libertà e creatività, ne esce un edificio notevole come quello della Preston House, in California, progettato dall’architetto Mario Romano.

La casa è un raffinato progetto che trae ispirazione da un’opera antica dell’arte giapponese e si integra ottimamente con il luogo in cui è stata edificata.
La California, ricca di luce e di colori, diventa così la sede più adatta per accogliere questo progetto architettonico e lo fa diventando parte del progetto stesso in un rimando di forme e tonalità che contribuiscono a rendere questa abitazione un vero e proprio ibrido tra arte e architettura.

La nascita del progetto

L’ispirazione per il design di questa casa nasce da un’antica e famosa xilografia del pittore giapponese Hokusai (1760-1849) dal titolo “La Grande Onda di Kanagawa” ( Kanagawa oki nami ura ).

È la prima e la più celebre stampa tra quelle che compongono la serie intitolata “Trentasei vedute del Monte Fuji” ( Fugaku sanjūrokkei ) e raffigura una grande onda tempestosa che minaccia alcune imbarcazioni nel mare al largo di una zona corrispondente all’odierna prefettura di Kanagawa. Sullo sfondo della stampa si vede il Monte Fuji e nella composizione della xilografia viene appunto catturato l’istante in cui l’onda forma una spirale quasi perfetta il cui centro passa per quello dell’immagine, dando la possibilità di scorgere la montagna sacra del Giappone.

Il mare è naturalmente l’elemento predominante dell’opera e si estende per tutta la scena. Allo stesso tempo, la forma del Monte Fuji viene riproposta all’interno delle varie onde e la ripetizione delle forme è ancora più evidente nella superficie dell’acqua, la quale presenta una fitta trama di piccoli riccioli (uguali all’increspatura della grande onda principale).
Un’altra caratteristica che salta subito agli occhi è poi la scelta di usare solo i colori bianco e blu sia per la grande onda che per la montagna sacra.

È possibile rileggere tutto questo nella Preston House, dalla scelta di creare un tetto che riflette il cielo, con l sua luminosità (bianca) e le sue gradazioni di blu, frazionandolo attraverso le onde metalliche proprio come accade nella modularità della stampa.

Naturalmente anche gli interni sono pensati per riflettere la poesia e la simbologia della casa, dando forma ad un edificio con un forte carattere artistico.

La Grande Onda di Kanagawa di Hokusai

La Preston House

Quasi tutti gli edifici progettati da Mario Romano hanno tra loro dei punti in comune che si possono evidenziare nell’attenzione per gli elementi modulari, nella forte presenza del segno e delle linee, nella chiara fascinazione per la forma dell’onda e della curva in generale.

La sua è una sensibilità che deriva dall’essere sia un architetto che un artista. Per questa ragione la casa ha molti punti in comune con un’opera pittorica, con elementi e materiali che accolgono le innovazioni ed aprono nuove prospettive e possibilità all’architettura.

Il tetto

Il tetto curvo della Preston House si increspa per tutta la facciata con tante onde e le numerose strisce di metallo curvato rendono l’illusione di tante pennellate di colore. Queste centinaia di strisce di alluminio sono state tagliate su misura e riflettono l’ambiente circostante creando anche un effetto di distorsione.

La facciata in alluminio è tuttavia posta a pochi centimetri dalla superficie impermeabile della reale struttura del tetto. Ciò permette di avere due importanti vantaggi: anzitutto la ventilazione tra uno strato e l’altro delle strisce di metallo consente di evitare l’accumulo di umidità e la formazione di muffa, mentre dall’altro contribuisce alla dispersione del calore in eccesso dalla casa favorendo la ventilazione anche per la casa stessa.

L’abitazione

L’edificio è di circa 530 mq e la sua costruzione si basa anche su algoritmi che hanno reso le forme complesse del progetto una struttura funzionale. La casa conta 6 camere da letto (al secondo piano), 5 bagni, la zona living con i salotti e la sala da pranzo, ma la cucina è posta al centro della casa, come fulcro dell’abitazione.
Questa villa così unica è in vendita per oltre 4 milioni di dollari e grazie alle nuove start up di successo sorte nella zona, il prezzo non è affatto fuori mercato. Lo stesso Romano, parlando di questa sua realizzazione, ha detto:

“È davvero un incrocio fra arte e scienza. Niente di tutto questo poteva essere fatto senza la potenza di elaborazione del computer che aiutasse a costruire e ricostruire.”

Un’altra specifica caratteristica della Preston House è l’uso di materiali innovativi come il Simowood, un materiale che esteticamente appare simile al legno, ma che possiede la flessibilità della plastica.
Il Simowood è fatto con buccia di riso pressata unita ad una specifica termoplastica ed è stato utilizzato sia all’ingresso esterno che nelle rifiniture interne come alcuni pavimenti e le scale che richiamano di nuovo il motivo dell’onda e del tratto pittorico allo stesso tempo.

Interni della Preston House

Curiosità

Il suo design così fortemente legato alle tecnologie e ai software è in realtà pensato per interpretare e dare una perfetta collocazione a quelli che Mario Romano considera i fruitori ideali di questa casa: le famiglie.

La casa tenta quindi di inserirsi in maniera armoniosa con l’ambiente, pur essendo un’abitazione all’avanguardia, e forse è questa sua dualità fra la tradizione e la sperimentazione che riesce davvero a renderla un perfetto trait-d’union fra arte ed architettura.

Retro con piscina della Preston House

21 Marzo 2017 / / Design

Elegante guest house dallo stile urban chic

Nella città simbolo del design è stata da poco inaugurata un’elegante guest house dallo stile urban chic: Conti Guest House. 

Per il progetto di restauro, progettazione ed interior design è stato scelto l’Arch. Nicola Gisonda che, attraverso scelte mirate ha permesso alla struttura di essere in perfetta sintonia con le esigenze di una clientela cosmopolita che viaggia per lavoro, turismo, ecc.

La volontà della proprietà, da cui la struttura prende il nome,  è quella di promuovere la guest house come “residenza” di lusso, un luogo che fa sentire l’ospite come a casa e gli permette di vivere / lavorare, durante il soggiorno, in un’atmosfera rilassata e familiare. L’ospitalità fornita ruota intorno al concetto di eleganza degli ambienti e ad un’accoglienza meno formale rispetto alle grandi strutture, pur donando grande attenzione a tutti i dettagli.

Situato a ridosso del centro città, in un tranquillo quartiere residenziale costruito nei primi del Novecento, seguendo la concezione degli english village, Conti Guest House è stata realizzata all’interno di una palazzina sviluppata su tre piani. La chiave interpretativa del progetto segue la volontà di un cambiamento dei luoghi ma senza snaturare l’identità morfologica preesistente.

Le camere, tutte dotate di bagno privato interno, si suddividono in quattro matrimoniali e due singole, per un totale di dieci ospiti. Originale la scelta del nome che, pur riprendendo una nomenclatura numerica si affida al numero campionario colore assegnando ad ogni camera una tonalità: viola (camera 42), rubino (camera 10), rosa (camera 4), cipria (camera 58),  ruggine (camera 45) e azzurro (camera 25). Filo conduttore cromatico è costituito dal nero e dal grigio declinati costantemente su materiali diversi. A caratterizzare le camere internamente un design contemporaneo che punta allo studio dei volumi e alla conformazione degli ambienti valorizzando comfort e funzionalità.


Elegante guest house dallo stile urban chic

Nulla è lasciato al caso e anche i complementi di arredo sono pezzi unici disegnati su misura per la struttura e valorizzano l’artigianalità dell’autentico Made in Italy curando nel dettaglio materiali e finiture.

Inoltre, la presenza di materiali naturali, come legno e marmo, accanto ad un attento studio dei colori, rendono gli ambienti caldi ed accoglienti, dalle atmosfere rilassanti;  ideali dopo una giornata nella dinamica Milano.


Elegante guest house dallo stile urban chic

Per ampliare il concetto di ospitalità della struttura è stata ideata una zona living attrezzata con cucina e accessibile in ogni momento della giornata, che rende lo spazio funzionale a momenti di incontro. Per rilassarsi, invece, è stato pensato un dehor ed un giardino privato che rendono quest’area una piacevole oasi di pace.


Elegante guest house dallo stile urban chic

Volendo essere un “vero e proprio mondo” per i viaggiatori, luogo vivo da abitare, Conti Guest House offre una vasta gamma di servizi. Oltre ad una totale copertura wifi delle camere e di tutte le zone comuni ed un accesso alla struttura con codice privato, su richiesta è possibile richiedere transfer da e per aeroporto / stazione, noleggio auto, prenotazione biglietti per musei / teatri, ecc. La colazione, disponibile tutte le mattine dalle 7.30 alle 9.30 presso l’area living, è stata pensata anche per coloro che dovranno lasciare la struttura di primissima mattina. A loro è dedicato l’Early breakfast box, un vassoio completo per non rinunciare al primo pasto della giornata.

A disposizione, inoltre, alcune biciclette per chi ama visitare la città spostandosi velocemente su due ruote.


Conti Guest House, unendo design, eleganza, buon gusto, modernità e funzionalità percorre i tempi, adattandone la propria essenza e si proietta verso il futuro, verso un concetto di lusso contemporaneo che coccola il cliente permettendo di essere a casa pur lontano da essa.


Conti Guest House

Via G.B.Tiepolo, 38 – 20129 Milano
Tel. +39-02.83536547

E-mail:info@contiguesthouse.it



21 Marzo 2017 / / Decor

5 idee originali per creare un giardino originale e fai da te

5 idee originali per realizzare giardini e orti creativi rigorosamente fai da te  riutilizzando qualche complemento d’arredo

Non occorre disporre di un grande spazio esterno per creare un giardino creativo dove piantare fiori, piante verdure e ortaggi. Con un po’ di fantasia e creatività anche in poco spazio si può creare un orto e giardino fai da te!
5 idee originali per creare un giardino originale e fai da te
Se siete a corto di spazio, utilizzate le pareti per creare un giardino verticale fai da te


5 idee originali per creare un giardino originale e fai da te
I contenitori di plastica IKEA sono perfetti per coltivare un piccolo orto domestico. Sono facili da trasportare e riorganizzare ma ricordatevi di  creare qualche foro nella parte inferiore per permettere all’acqua di defluire


5 idee originali per creare un giardino originale e fai da te
Anche il carrello Rasgok di IKEA può risultare utile per realizzare un piccolo giardino. Ogni ripiano può essere sfruttato in base alle proprie esigenze. Naturalmente nella parte superiore andranno piantati i semi, il ripiano centrale può ospitare vasi e attrezzi, mentre il sacchetto di terra può andare nel ripiano in basso.  

Le cassette di legno sono perfette se si hanno tante piante. Rinnovatele nel look con il colore che preferite, riempitele di terra e piantate tutto ciò che desiderate!


immagini via Pinteres