6 Aprile 2017 / / Design

Arredamento e complementi moderni e di design

Immersa fra le suggestive colline del Chianti, l’azienda custodisce un rapporto esclusivo con il territorio, visibile nell’impiego di materiali nobili della tradizione fiorentina e nell’attivazione di processi di lavorazione che prestano particolare cura alla sostenibilità ambientale. 


Sin dai suoi esordi, Alivar racconta un’appassionante storia di successi lunga più di 30 anni, in cui il brand è riuscito a raggiungere l’ambizioso obiettivo di essere riconosciuto come uno dei maggiori attori nella produzione di arredi per la casa e il contract, in Italia e nel mondo.


La filosofia di Alivar ha come elementi cardine, praticità e funzionalità che si configurano nella purezza delle forme, prive di elementi decorativi eccessivi, creando uno stile contemporaneo, minimale e raffinato.  

Arredamento e complementi moderni e di design
Arredamenti e complementi moderni e di design

Le scelte stilistiche e progettuali di ogni singolo prodotto, l’accurata selezione dei materiali più pregiati e la qualità di un artigianato 100% Made in Italy rappresentano solo uno dei tanti motivi di un’eccellenza che continua ancora oggi e che raggiunge il suo apice nel coinvolgimento del brand nel contesto di importanti referenze internazionali.  



6 Aprile 2017 / / Case e Interni

fuorisalone-eventi-interni-milano-statale

Il 4 aprile Milano ha aperto le porte al Salone Internazionale del Mobile (dal 4 al 9 aprile). In concomitanza si terranno la Design Week 2017 e il FuoriSalone 2017.

Noi stiamo facendo le valige per partire per Milano! Qui di seguito vi lasciamo una piccola selezione delle cose da vedere in città questo week end…

 

Zona Lambrate/Ventura

via Ventura 1, allo spazio Logoatel, Post Human di Maria Yablonina un’installazione ecosostenibile robotica di 10 metri, racconta un nuovo processo di produzione di strutture a rete con l’aiuto e l’interazione di tre robot a muro.

via Ventura 6: presso il Simone Micheli Studio Gallery (ingresso da via Massimiano – 2° piano), verrà presentato al vasto pubblico della Design Week il concept di (3S) X THd = three suites for TownHouse Duomo.

via Ventura 14: Ikea Festival, ci porta ad esplorare le varie collaborazioni con designer ed artisti di successo, tra cui Tom Dixon, Faye Toogood, Kevin Lyons, HAY e molti altri.

via Ventura 15: lo Spazio Ventura, molti oggetti interessanti.

via Massimiano 6 / via Sbodio 9: all’interno del blocco @Din – Design In, prenderà forma HEART’S SERVICED APARTMENTS for Art – Business – Mountain – Sea, quattro modelli di serviced apartments per quattro diverse destinazioni (arte, business, mare, montagna) progettati da Simone Micheli.

via Oslavia 11, una concentrazione di mostre portoghesi, coreani, neozelandesi e tedeschi.

Da non perdere, i lavori dei talenti delle scuole di design più prestigiose del globo.

Info: venturaprojects.com.

 

Zona Ventura Centrale – NEW –

via Ferrante Aporti 15: novità di quest’anno è l’apertura dei magazzini della Stazione Centrale (collocati sotto i binari della stazione, sul lato destro della stazione): uno grande spazio rimasto inutilizzato ed abbandonato per decenni, dove un tempo c’erano i depositi delle ferrovie.

Qui tra le varie esposizioni, segnaliamo:

– l’installazione Time Machine di Lee Broom, designer britannico di lampade, ha creato una giostra luminosa all’interno di un immenso spazio a volta totalmente vuoto

– l’installazione di Lensvelt, intitolata “Posso avere la vostra attenzione, per favore”, con decine di campane che sussurrano poesie, storie, opinioni.

 

Zona Isola – NEW –

E’ il primo anno che la Zona Isola partecipa al FuoriSalone.

via Pastrengo 12: dieci designer olandesi.

via Pastrengo 14: designer da tutto il mondo, con un robot che produrrà oggetti in stampa 3D per tutta la settimana e un’esperienza olfattiva che si preannuncia senza precedenti.

via Carmagnola 8: Offi Milano, atelier di fiori, espone coprivasi di design.

via Pollaiuolo 3: nei locali del Frida, storico locale milanese, riflessione sugli ostacoli che i progettisti affrontano nel loro lavoro.

via Lambertenghi 18: Riva Viva con sculture vegetali (nell’ambito del progetto Botanik) e altri progetti di eco design.

 

Zona Tortona

via Tortona 27: al Superstudio Più, ecco SuperDesignShow 2017, tema Time to Color!, con molte installazioni spettacolari, tra cui LG con il lavori di Takujin Yoshioka.

via Tortona 33: la mostra della rivista Domus dedicata alla città di Milano.

via Tortona 58: Padiglione Visconti, Club Corian, un giro del mondo attraverso sette capanne, ognuna ideata da un designer o da uno stilista diverso, ma tutte accomunate dall’ uso del Corian tra materiali e rivestimenti.

via Bergognone: allo spazio Base, Design Nomade, con le idee dei designer per architetture pensate per essere spostate.

via Savona 56: Moooi, un ricco allestimento su 1700 mq dedicato all’ospitalità e le foto di insetti giganti firmate Levon Biss per la nuova collezione del marchio olandese.

Info: www.tortonadesignweek.com.

Zona Centro

Il centro di Milano è la zona dove si trovano gli showroom più noti e bellissimi palazzi storici usati come location d’eccezione per mettere in mostra il design.

via Durini 3: Salvioni, un intero palazzo è stato trasformato in cinque appartamenti a tema.

via Durini 15: Porro, una bella installazione firmata da Lissoni.

via Durini 24: Lo storico brand del tessile Bonotto crea un nuovo percorso verde con Miniwiz, leader nella tecnologia del riciclaggio post-consumer

corso Venezia 51: palazzo Bovara, allestimenti di Elle Decor.

corso Venezia 20: palazzo Crespi, collezioni di Swarovski.

corso Venezia 4: palazzo Serbelloni, installazione di Caesarstone;

via Vivaio 7: Istituto dei Ciechi, con gli incredibili lampadari di Wonderglass.

via Festa del Perdono: cortile dell’Università Statale, dove la rivista di design Interni invita designer da tutto il mondo a inventarsi un modo per interagire con gli spazi dell’Università.

Via Manzoni 42: Teatro e Galleria Manzoni, il designer inglese Tom Dixon, porta il suo format espositivo per presentare le novità 2017, ma anche alcune riedizioni di pezzi storici e la tanto chiacchierata collaborazione con IKEA che vedrà la luce nel 2018.

 

Zona Brera

Progettare è un gioco, giocare un progetto. Questo il tema per il 2017 di questa zona. La notte bianca del quartiere è prevista per venerdì 7 aprile.

via Palermo 1: un intero palazzo dove ad ogni piano c’è qualcosa da visitare.

via Palermo 10: alla Pelota creazioni di Hermès.

via Solferino 14: Casa Facile Design Lab, un calendario fitto di eventi, workshop e incontri.
 
via Solferino 19: alla sede dell’Ordine degli architetti c’è una mostra dedicata ad Aldo Rossi.

via Brera 13-15: Palazzo Cusani, l’evento White in the city, progetto di Oikos, racconta il bianco in tutte le sue forme.

via Brera 28: evento Panasonic curato dagli studenti dell’Accademia.

via San Carpoforo 9: installazione Fritz Hotel un immaginario hotel di Miami in stile liberty.

Piazza Paolo VI 6: Chiostri San Simpliciano, 18 tra i migliori designer e artigiani danesi espongono (ceramica, arredo, moda, grafica) nella suggestiva location.

Non dimenticare di affacciarsi anche alla Pinacoteca di Brera e all’ex chiesa di San Carpoforo.

Info: www.breradesigndistrict.it.

5 Vie

via Santa Marta 21: Studio Nerino e il laboratorio Paravicini, che crea piatti decorati a mano.

via Gorani/via Brisa: Foyer Gorani, piazza con torre medievale e un nuovo edificio che vede esposti i progetti di vari designer.

via Santa Marta 18: il cortile fascinoso della Siam.

via Luini 12: il giardino di Santa Valeria, dove AlmaRes mette in mostra materiali recuperati che acquistano nuove identità.

via Matteo Bandello 14/16: spazio di Rossana Orlandi, installazione di NLXL, è un divertente caleodoscopio nel quale potrete entrare e farvi un selfie che darà modo di partecipare al concorso e vincere metri e metri di rivestimenti per le vostre pareti.

via Meravigli 7: da vedere il bellissimo Palazzo Turati, con design, arte, moda olandese, comprese le mitiche sedie Thonet.

corso Magenta 24: Palazzo Litta, con il cortile trasformato grazie ad un soffitto di blue jeans.

via De Amicis 19: studio di Martina Gamboni.

Info: 5vie.it.

 

Zona Porta Venezia

piazza Oberdan: The Essential Taste of Design, evento sviluppato in collaborazione con Matteo Ragni Studio.

piazza Oberdan: Albergo Diurno Venezia, Senso 80, un progetto espositivo a cura di Flavio Favelli

via Melzo 7: Jannelli&Volpi, l’azienda di carte da parati e rivestimenti murali presenterà Wallpaper Rhapsody, un percorso caleidoscopico di installazioni tridimensionali a cura dello studio Martinelli Venezia

viale Piave 27: Spotti, nuova collezione di arredi.

via Giorgio Jan 5: Casa Museo Boschi Di Stefano, mostra Gio Ponti/Roberto Sambonet.

via Morgagni 20: Centro Culturale Ceco, Mini Wonders, un’esposizione di sette creativi della Repubblica Ceca sul design per l’infanzia.

via Palestro 16: GAM-Galleria d’Arte Moderna, seconda edizione di Doppia Firma.

via Melzo 36, ang. Via Spallanzani: Brompton Junction Milano, presenta tre nuove biciclette in edizione limitata per il 2017.

via Paisiello 6: palazzina Liberty FuturDome, mostra collettiva Outer Space, a cura di Ginevra Bria con la direzione artistica di Atto Belloli Ardessi.

Come ogni anno, infatti, la manifestazione grazie al supporto di FAI-Fondo Ambiente Italiano, apre le porte di 16 bellissimi palazzi Art Déco della zona, dalla Biblioteca Venezia (ex Cinema Dumont) a Palazzo Castiglioni, dal Santuario del Sacro Cuore di Gesù all’hotel Sheraton Diana Majestic.

Info: portaveneziaindesign.com.

 

Fonte/foto: https://fuorisalone.it/2017/

 

Anna e Marco – CASE E INTERNI

6 Aprile 2017 / / Easy Relooking

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Se la casa è lo specchio di quello che siamo, il luogo che rappresenta la trasposizione fisica della nostra anima, l’atto di visitare un’abitazione non è altro che il modo più autentico di conoscere l’altro, di entrare in contatto con la dimensione altrui.

E’ questo il messaggio dietro al progetto The Visit in Brera, che ho avuto il piacere di visitare (è richiesto l’appuntamento).

Sicuramente colpisce la posizione dell’appartamento, in Via Palermo 1, a cui si accede dopo una seria di scale strette strette come quelle di una volta. All’ultimo piano si accede all’ appartamento milanese del primo Ottocento, caratterizzato da finestre ampie e luminose, stucchi e parquet a spina di pesce.  Le finestre si affacciano su un cortile e su un’altra bella terrazza.

Le stanze sono unite da grandi varchi incorniciati dagli stipiti bianchi, proseguio degli zoccolini. Alla destra delle 3 stanze pricinpali, un lungo corridoio separato da tendaggi, che sinceramente avrei preferito che fossero sul bianco lino, ma l’utilizzo del velluto caratterizza tutta la casa.

the_visit

In The Visit in Brera ho apprezzato i disegni particolari e gli abbinamenti cromatici alle pareti, che spero di proporre presto in nuovi progetti, se i clienti apprezzeranno!

Ho apprezzato anche la qualità degli arredi, come ad esempio Molteni&C, Astep (le luci che vedete nelle foto), Vitra, Agapecasa ma anche per il bagno, Bitossi.

Di Molteni, qui sotto nella foto il tavolino “Panna Cotta“: il colore è molto bello e si chiama panna cotta perché se si muove il piano ondeggia proprio come una panna cotta! Provateci 🙂

the_visit

L’articolo Geometrie e riflessi metallici a The Visit in Brera proviene da easyrelooking.

6 Aprile 2017 / / GiCiArch

Da oggi GiCiArch farà parte del network di BlogArredamento!

BlogArredamento

BlogArredamento nasce nel 2009, è il primo network Italiano dedicato al settore arredo e interior design.

Si tratta di una raccolta,  una community che riunisce tutti i migliori blog dedicati all’arredo, al design, all’architettura e a tutti i temi che ruotano attorno al mondo della progettazione e della casa.

I vari blogger condividono su BlogArredamento i propri articoli , diffondendo idee, ispirazioni e opinioni.

Buona lettura a tutti!!!

GiCiArch su BlogArredamento

fonte:

http://www.blogarredamento.com

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6 Aprile 2017 / / Coffee Break

Questa casa di pietra di modeste dimensioni, in Croazia, era stata completamente rasa al suolo durante la guerra; recuperata dall’artista e designer Boris Kajmak, è divenuta ora lo studio/abitazione del fotografo Nikica Karavida. Lo stile predominante è quello neorustico, con innesti moderni soprattutto in ferro nero sulla base tradizionale di pietra a vista e legno.

A renoved stone house in Croatia

This modest-sized stone house in Croatia, was completely destroyed during the last war; recovered by the artist and designer Boris Kajmak, now it has become the studio / home of the photographer Nikica Karavida. The predominant style is neo-rustic, with modern grafts – mainly in black iron – on the traditional structures of exposed stone and wood.

Via

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CAFElab | studio di architettura
6 Aprile 2017 / / Idee

Secondo appuntamento con oggetti versatili che si possono trasformare in utili elementi di complementi di home decor.

Le riviste. Una volta acquistate, sfogliate e lette vengono decisamente archiviate (per chi ama conservare) o direttamente riciclate nel contenitore della carta.

VogliaCasa.it ha trovato per voi degli esempi in cui gli è stata data una seconda vita con risultati eccezionali. DIY di gran stile!

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6 Aprile 2017 / / Design

Progettare su un tessuto urbano complesso come quello di Matera non è sempre semplice. Proprio per questo, un cliente di Pillar, la prima piattaforma 2.0 di crowdsourcing per l’Architettura e l’Interior Design, si è rivolto al sito per la progettazione del suo hotel in vista dell’evento “Matera Capitale europea della Cultura 2019”

Il cliente richiede una proposta progettuale dell’hotel “Palazzo del Duca”, composto di una stanza e la reception, tenendo conto dei vincoli imposti dal territorioe della valorizzazione dei materiali.

Uno dei migliori progetti ricevuti è di Mario Crisci, il quale definisce la sua proposta come una “visione di uno spazio fluido e continuo: una spazialità liquida”.


Il designer ha pensato di fondere i due ambienti destinati alla stanza degli ospiti dell’hotel in un’unica soluzione con un invaso spaziale accentuato dai conci regolari della volta a botte. In aggiunta, l’effetto è ampliato dalle pareti irregolari del banco tufaceo.

Tra gli arredamenti ritroviamo il letto a baldacchino e un bagno con lavabo scultura a vista e box doccia con soffione a pioggia.

Per quanto riguarda i colori, il progetto prevede una duplice scelta in giallo ocra e bianco per riprendere i colori del tufo e creare una sensazione di spazi ampli. Quest’ultima è stata accentuata dai pannelli specchiati, definiti dal progettista “vere e proprie installazioni artistiche che lambiscono soltanto in alcuni tratti i punti e le pareti del grande e del piccolo invaso spaziale”.
Infine, è prevista una zona relax con vasca idromassaggio e chaise longue.

La reception riprende in pieno l’arredamento della stanza sia nei colori sia negli arredi moderni e minimali.


Altro progetto degno di nota è di Renee Soleti

Il progetto prevede una reception che include in una soluzione open space sia il bar sia la sala colazioni. Il pavimento è in graniglia di cemento rosa lucido e tutte le rifiniture riprendono le sfumature dei toni caldi del beige, marrone e bianco, come ad esempio nella parete bassa.

Il progetto si rapporta alla storia e alla natura del Contest soprattutto nella parete bassa che presenta la roccia a vista e sfrutta le nicchie del tufo, inserendo arredi su misura in legno. 

In ultimo, gli arredi sono stati pensati in uno stile contemporaneo e tondeggiante, con poltrone rosse, tavoli e sedie di legno.

La stanza degli ospiti, infine, richiama lo stile della reception e include una sala relax dedicata alla cura del corpo con lavabo, vasca e panca.


In ultimo, altra proposta interessante è quella di Valeria Fauceglia
Il punto comune del progetto è la semplicità degli ambienti. La stanza è divisa in due spazi separati da una parete di vetro. L’ambiente è pensato come una suite, con vista bagno composto di una vasca termale e un bagno con una doccia; mentre il secondo ambiente, un salotto, può essere adibito a camera dei bambini.

I mobili di legno rovere sono stati progettati su misura e richiamano lo stile della reception-bar. Infine, i pavimenti sono di resina con effetto marmo chiaro striato.

Gli elementi dell’arredo richiamano la semplicità del progetto e sono proposti in legno chiaro e nei toni caldi quali il beige, tortora e sabbia



6 Aprile 2017 / / Design

light paintings di stephen knapp l'artista che dipinge con la luce

Stephen Knapp è un artista americano famoso per i suoi Light Paintings, installazioni luminose in grande scala realizzate “dipingendo” con la luce

I Light Paintings di Stephen Knapp sono opere d’arte intangibili e temporanee che esplorano il concetto di spazio, luce e colore agendo sulla nostra percezione e sul modo in cui guardiamo il mondo che ci circonda.
La luce è uno dei mezzi di espressione più interessanti ed esplorati nell’arte contemporanea e con questa originale forma di arte astratta Stephen Knapp sposta i limiti della creatività utilizzando la luce come materiale per  creare composizioni dinamiche ed esplosioni di colori.

Nato professionalmente come fotografo, Stephen Knapp è sempre stato interessato alle caratteristiche dei materiali e al modo in cui riflettono la luce modificando la percezione dei colori. Dopo anni di sperimentazioni, nel 2002 ha dato vita ai suoi primi Light Paintings utilizzando elementi di vetro fissati alla parete per direzionare e dar forma alla luce proveniente da piccoli faretti alogeni, proiettandola sul muro.

Arte e tecnologia

Le sue installazioni luminose tuttavia non sono solo una meravigliosa forma d’arte ma hanno anche una forte componente tecnologica. I Light Paintings infatti sono realizzati utilizzando speciali vetri dicroici trattati con un rivestimento metallico che conferisce loro le capacità rifrangenti di un prisma di Newton.
In questo modo il vetro separa selettivamente i colori dello spettro luminoso in base alle loro lunghezze d’onda e la luce, che ai nostri occhi appare bianca, viene scomposta in fasci colorati! Grazie al fenomeno della rifrazione, l’artista può così utilizzare questi fasci di luce come pennellate di colore con cui comporre la sua “tela”.
Knapp sagoma e prepara personalmente questi vetri nel suo studio per per ottenere le giuste tonalità e sfumature e creare palette di colore diverse per ogni opera.

La luce come materiale per dipingere

Questa originale forma di arte astratta creata con la luce è totalmente intangibile ma può essere accostata alla pittura, alla scultura o all’architettura per la sua capacità di trasformare lo spazio e la percezione degli osservatori. Proiettando i suoi fasci luminosi sulla superficie della parete e nello spazio circostante, l’artista dà al visitatore la sensazione di trovarsi immerso in un meraviglioso arcobaleno di colori.

Le installazioni luminose di Stephen Knapp sono esposte nei musei, gallerie e collezioni pubbliche e private.
Possono essere accostate a quelle degli artisti del movimento California Light and Space come Robert Irwin o James Turrell ma a differenza loro, Knapp si distingue per il suo uso della luce come materiale nella sua purezza e non come complemento di altri elementi o di strutture architettoniche. Lui stesso ha dichiarato:

Osservando i dipinti degli ultimi secoli si può vedere l’importanza della luce. Il modo di catturarla è cambiato, rispecchiando la storia dell’arte. La differenza per me è che invece di usare la pittura per catturare la luce, io sto effettivamente dipingendo con la luce, facendo un enorme passo avanti.

LEGGI ANCHE: Aisthesis: Robert Irwin e James Turrell a Varese

Light Paintings Stephen Knapp - Into the Narrows

Stephen Knapp – Into the Narrows (Luce, vetro, acciaio)