10 Maggio 2017 / / Design

Link all’articolo originale: Workshop in Lighting Design al Bauhaus
articolo scritto da: Giacomo

La luce è materia di design dell’architettura. Quale luogo migliore imparare i fondamenti della progettazione della luce, se non presso il  Bauhaus di Weimar, sì proprio la Scuola fondata nel 1919 da Walter Gropius e che ancora oggi mantiene vivi i principi su cui venne costitutita. Qua maggiori info sulla storia della Scuola, oggi Bauhaus-Universität Weimar.

Il corso, che sarà tenuto in lingua inglese, si svolgerà dal 6 a l 8 agosto 2017, è parte del programma di Summer School dell’ Università Bauhaus di Weimar, si propone di esplorare la tensione che esiste tra luce visione, spazio e come la nostra percezione spaziale è influenzata dalla luce.

Termine ultimo per inviare l’applicazione per partecipare al corso è il 14 di maggio, quindi affrettatevi, i posti sono limitati.

Qua per mandare la richiesta

La partecipazione al corso prevede il versamento di un importo di:

  • 700 EURO
  • 500 EURO per studenti
  • 300 EURO per studenti della BUW (Bauhaus-Universität Weimar)  

Il docente e programma del corso

Docente del workshop sarà la Lighting Designer di origine belga Sabine De Schutter,  titolare dello studio di progettazione con base a Berlino  Studio De Schutter 

Per maggiori info sulla docente e altre info vi rimando al sito ufficiale della Scuola

Durante il corso introduttivo all’architectural lighting design verranno esplorate scienze e estetica della luce, oltra che analizzati gli effetti che la luce ha sulla percezione e il comportamento umano.

Summer School Lighting Bauhaus

Summer School Lighting Bauhaus

Verranno esplorati i canoni estetici dello spazio architettonico e analizzati i modi in cui il lighting design può aggiungere emozione e generare senso di benessere.

Il corso prevede sia una parte teorica, che una parte di progettazione pratica. I partecipanti verranno introdotti al metodo di progettazione della luce, analizzando lo spazio architettonico e comunicando l’idea d’illuminazione. Le esercitazioni saranno svolte in piccoli gruppi e individualmente, le giornate di workshop verranno suddivise in 3: lavoro, condivisione ed apprendimento.

Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione e verranno assegnati 3 crediti ECTS.

Per info aggiuntive, oltre a quelle che potete trovare sul sito, potete contattate direttamente la scuola.

Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all’articolo originale.
Link al post originale: Workshop in Lighting Design al Bauhaus pubblicato su Luxemozione Luxemozione – News dal mondo della luce

Copyright © Giacomo Rossi.

10 Maggio 2017 / / Interiors

Voglio farvi cambiare idea sugli ostelli, perché noi italiani siamo duri da convincere del contrario, quando abbiamo le nostre idee. Vi parlo del Bed One Block Hostel a Bangok. Fatte le valigie?

………..

Qualche settimana fa vi ho portato a Valencia, alla scoperta del Valencia Lounge Hostel (niente ansia, qui il link al post). Perché davvero è tempo che noi italiani ci scrostiamo di dosso le nostre idee vecchie e stantie: gli ostelli in giro per il mondo (ma anche qui da noi) sono una figata.

Dovete smetterla di pensare che ostello = sporcizia, perché non è più così. Ormai ostello è sinonimo di prezzi bassi, progetti di interni innovativi e socialità. Ad essere sincera, mi è capitato di andare in alberghi di gran lunga più scarsi di quelli delle foto che vi faccio vedere.

Se ancora non siete convinti, allora facciamo le valigie e andiamo a Bangok.

BED ONE BLOCK HOSTEL: POCO SPAZIO, TANTA CREATIVITÀ

Siamo a Bangok come vi dicevo, in un lotto piccolissimo: in un’area di mt di larghezza per 16 mt di profondità sorgerà l’ostello Bed One Block. Il nome stesso richiama la forma dell’edificio, un blocco unico appunto.

Lo spazio è poco, ma le richieste sono le stesse di un progetto con i metri quadrati standard, niente sconti. Gli architetti dello studio A Millimetre devono trovare il modo di farci stare quanti più posti letto possibile, tutte le comodità di una struttura ricettiva e un buon equilibrio tra pubblico e privato.

Impossibile direte voi. E qui viene il bello. Una zona comune è stata progettata sulle scale che collegano il piano terra col mezzanino: un luogo in cui riposarsi ma anche ritrovarsi per lavorare.

Bed One Block

Photographer: Jirayu Rattanawong

Bed One Block

Photographer: Jirayu Rattanawong

Bed One Block

Photographer: Jirayu Rattanawong

Bed One Block

Photographer: Jirayu Rattanawong

Bed One Block

Photographer: Jirayu Rattanawong

Oltre a questa zona comune, in tutti dormitori c’è una piccola zona relax dove fermarsi, chiacchierare o sistemare i bagagli. Il contrasto tra rovere naturale e toni del bianco, grigio e nero rende l’ostello moderno ed accogliente.

Lo stile è minimale ma contemporaneo, al passo coi tempi.

La facciata è progettata per rispondere a diverse esigenze; da una parte serviva uno schermo alle apparecchiature tecniche, come i condizionatori. Dall’altro però doveva attirare l’attenzione ed essere l’anima del progetto già dall’esterno.

Gli architetti hanno quindi pensato a lastre d’acciaio perforate con fori di diversi diametri, che creano un pattern leggero ma distintivo. In questo modo la struttura rimane protetta dai curiosi, permettendo a luce e aria di entrare.

Ecco l’obiettivo del Bed One Block Hostel: un buon servizio e un gran progetto di design per accogliere i turisti.

Bed One Block

Project: A MILLIMETRE | Photographer: Jirayu Rattanawong

Bed One Blcok

Project: A MILLIMETRE | Photographer: Jirayu Rattanawong

Bed One Block

Project: A MILLIMETRE | Photographer: Jirayu Rattanawong

Bed One Block

Project: A MILLIMETRE | Photographer: Jirayu Rattanawong

 

 

L’articolo Bed One Block: un ostello, poco spazio e gran design sembra essere il primo su VHD.

10 Maggio 2017 / / Design

Il resort tailandese progettato da Paola Navone

Appartenente al gruppo Como Hotels and Resort, Point Yamu è un piccolo paradiso situato sulla punta di Cape Yamu che si affaccia sul Mare delle Andamane.


Gli interni, progettati dalla bravissima designer italiana Paola Navone, sono allegri e colorati, scanditi da un piacevole mix di materiali e texture differenti: dal turchese delle piastrelle in ceramica, all’arancio di tavoli e poltrone, al bianco e grigio delle cementine, alle lampade sospese realizzate artigianalmente in loco. Il risultato è un fantastico connubio tra design italiano e tradizione tailandese nel pieno rispetto dell’ambiente naturale che lo circonda.


Il resort dispone di ampi spazi, lussuose camere, suite e ville private dotate di ogni comfort, due ristoranti, uno con cucina italiana e l’altro con specialità thai, una piscina lunga 100 metri, bellissimi giardini tropicali e vie d’acqua, ampie terrazze da cui si gode di viste spettacolari sulla baia o sull’ambiente naturale circostante.


Il resort tailandese progettato da Paola Navone
Il resort tailandese progettato da Paola Navone
Il resort tailandese progettato da Paola Navone
Il resort tailandese progettato da Paola Navone
Il resort tailandese progettato da Paola Navone
Il resort tailandese progettato da Paola Navone
Il resort tailandese progettato da Paola Navone
Il resort tailandese progettato da Paola Navone
Il resort tailandese progettato da Paola Navone
Il resort tailandese progettato d Paola Navone
Il resort tailandese progettato da Paola Navone

Per maggiori informazioni www.comohotels.com

10 Maggio 2017 / / Decor

Buongiorno! che giornate uggiose, almeno qui da noi.. il tempo non aiuta l’umore ma spero almeno che le immagini che posterò, possano aiutare qualcuno di voi ad arredare l’ingresso di casa. Tra tanti mobili che possiamo inserire in questo ambiente (armadi, attaccapanni, illuminazione di vari tipi, consolle…) ho preso di mira le PANCHE! Attualmente ne ho una anch’io, proprio come apri la porta sulla destra e devo dire che è utilissima per appoggiarci borse, cappotti, sciarpe, figli (ovviamente prima di metterli a posto) 😊😁, o usata per mettermi le scarpe o per togliermele ( parlo solo di me perchè per quanto riguarda i bimbi li devo rincorrere per tutta casa e per toglierle invece le lanciano dove capita…disperazione) 
via
Questa è una delle mie panche preferite, è una panca della ercol, come ne vorrei una…
ce ne sono di diversi colori, questi ne sono solo alcuni se volete vedere l’ampia scelta che c’è cliccate sul sito: 

via
Panca Harpin, formata da un ripiano di legno massiccio e quattro gambe dalla forma a forcina.
ikea



Anche le panche di quest’immagine sono dell’ikea.

Altra idea è quella di mettere le mensole al posto della solita panca…e qui ce ne sono mille, di legno, laccate, verniciate…
ed ecco quella che ho io, un giorno metterò anche uno specchio, ma conoscendo i miei tempi biblici..un giorno mooolto lontano 😄


A presto e buona giornata a tutti 😉 




10 Maggio 2017 / / Picsilli

“ essenziale agg. e s. m. [dal lat. tardo essentialis, der. di essentia «essenza»]. – 1. agg. a. Che costituisce o contiene l’essenza di una cosa; sostanziale, indispensabile (contrapp. a accidentale, accessorio)”

Lo stile contemporary vintage è quello che tanto ci piace, che tanto attira la nostra attenzione quando sfogliamo riviste o cerchiamo ispirazione tra i siti di arredamento o all’interno di quel favoloso mondo che è Pinterest.

E’ lo stile che si crea mescolando arredi vintage e contemporanei, oppure arredi di design contemporaneo ma che ricordano fortemente quelli di modernariato.

Che mescola atmosfere moderne con colori pastello e linee pulite a colori che creano atmosfere più intense e profonde.

Ma sempre con raffinatezza, bellezza ed eleganza.

Alcuni pezzi di arredamento sono fondamentali per creare questo stile perchè evocano subito le atmosfere di un tempo. I questo post ho scelto di raccontartene tre, quelli che più amo e che sono pezzi basilari.

SIDEBOARD

E’ quel pezzo che comunemente chiamiamo credenza. Ha varie lunghezze e dimensioni ma è un must  per creare l’atmosfera vintage modern.

In SOGGIORNO lo possiamo usare come mobile di appoggio per la tv, come ripiano per bellissimi vasi, soggetti o stampe incorniciate.


In CUCINA, anche se poco usata, la possiamo usare per riporre utensili. Oppure se le dimensioni dell’ambiente lo consentono, lo possiamo usare come semplice piano d’appoggio. Anche in CAMERA DA LETTO può essere usata come cassettiera o come appoggio per lampade dall’atmosfera soffusa.

1,  2,  3, 4, 5, 6

LAMPADE

I lampadari a soffitto, da terra o le lampade da muro, oltre che a svolgere la funzione di illuminazione delle stanze, riescono a dare l’atmosfera giusta agli ambienti non solo in base alla luce che desideriamo, ma grazie alle loro caratteristiche.

Sono composti da dettagli preziosi e trasparenze e la loro eleganza rende tutto più sofisticato e pulito.

In SOGGIORNO possono essere posizionati a soffitto al centro del tavolo se presente, oppure al centro della stanza, in modo tale da illuminare il divano e l’ambiente intero. Idem per la CUCINA, posto al centro della stanza illuminerà l’ambiente oppure il tavolo da pranzo. Installato a muro, illuminerà il piano di lavoro regalando un gusto retrò. In CAMERA da LETTO, dove la luce dovrà essere più soffusa, è possibile scegliere una lampada da terra o piccole applique ai lati del letto.

1, 2, 3

LIBRERIA

La libreria a tutta altezza può benissimo inserirsi in un ambiente dedicato come il soggiorno o uno studio. Perché se le dimensioni lo consentono può caratterizzare un’intera parete, quindi è un pezzo che arreda da sola e valorizza l’intero soggiorno ad esempio.

Possono essere di varie dimensioni e altezze oppure invece di appoggiare a terra, è possibile scegliere una tipologia a muro dal design scandinavo.

1, 2, 3, 4 e 5

Questa era quella di Vanessa ricordi?

Sei pronta per iniziare ad arredare casa? Prendi spunto dalle immagini e comincia a navigare tra siti che vendono pezzi vintage e negozi della tua città. Ma prima, come consiglio sempre, chiedi a parenti ed amici, potrebbero avere in soffitta qualcosa che invece a te interessa molto (la mia libreria anni ’60 arriva da una vecchia soffitta, era lì, abbandonata!). 

L’articolo STILE CONTEMPORARY VINTAGE – I TRE PEZZI ESSENZIALI proviene da serena barison.

9 Maggio 2017 / / Design

Originariamente costruita nel 1970, questa casa sulla scogliera nella parte nord di Vancouver necessitava di un miglioramento della disposizione degli spazi. I proprietari, entrambi direttori artistici e con una mentalità aperta ad ogni tipo di innovazione, decidono di intraprendere un progetto di ristrutturazione a più stadi per aggiungere un tocco di estetica moderna e tagliente dove i volumi e gli spazi risultano più semplici e puliti.

deep_cove_renovation_full_kitchenLa zona della cucina è la prima ad essere rinnovata e il progettista D’ Arcy Jones ha realizzato davvero un capolavoro. Attrezzature contemporanee, essenziali e lineari. Due colori, il bianco e il nero che ben si adattano alle pareti, al soffitto e alla pavimentazione in legno della casa.deep_cove_renovation_kitchen_countertop_patiodeep_cove_renovation_kitchen_dining_room

Un’isola che accoglie parenti e amici e permette alla padrona di casa di cucinare insieme agli ospiti, mentre il tavolo da pranzo è inserito nel soggiorno con una meravigliosa vista sulla natura.

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