10 Giugno 2017 / / Idee

Invece che spendere un sacco di soldi per detersivi chimici per pulire la cucina, perché non proviamo a farli noi? Vediamo alcune ricette per detergenti fai da te, anche per la cucina più sporca.

……….

Da un po’ di tempo a questa parte, mi sto interessando a nuovi modi (soprattutto economici) per pulire casa. C’è poco da fare, quando si va a fare la spesa i detersivi sono una voce che grava parecchio sul budget.

Sono molto costosi e oltretutto, dannosi per l’ambiente. Bisognerebbe davvero conoscere approfonditamente i componenti chimici, per evitarli e scegliere i detergenti più ecologici.

Ma ovviamente questi detergenti bio ed eco costano molto di più:  come facciamo quindi? Inquiniamo o risparmiamo?

Ormai lo sapete meglio di me, siamo tutti iperconnessi e basta digitare una domanda su google per trovare (giusta o meno che sia) la risposta.

Siccome sono curiosa come una scimmia e dobbiamo stare attenti al budget, ho cominciato a cercare in giro delle soluzioni fai da te per farmi in casa i detergenti. Un po’ di “ricette” le abbiamo provate per cui potete stare tranquilli che non vi si scioglierà la cucina.

Per le altre ci stiamo attrezzando, perché davvero si risparmia, oltre al fatto che i risultati non sono niente male  🙂

DETERGENTI FAI DA TE: COMINCIAMO CON LA CUCINA

Cominciamo con una delle aree della casa che richiede più attenzione: la cucina. Un sacco di punti a cui prestare attenzione, da pulire e disinfettare, anche tutti i giorni.

I prodotti per la cucina costano non poco e finiscono sempre troppo presto… Dite un po’: ci avreste mai pensato che questi detergenti potreste farveli a casa? Non vi serviranno molti ingredienti, principalmente bicarbonato, aceto di vino bianco, limone e oli essenziali. Ma andiamo per gradi.

1_ LE PASTIGLIE PER LA LAVASTOVIGLIE

Uno dei primi esperimenti che abbiamo fatto, sono state le pastiglie per la lavastoviglie. Cazzarola, costano una fortuna. O fate stalkeraggio all’iper nell’attesa dell’offerta del tipo “1000 pastiglie a €30”, oppure pensate ad una soluzione alternativa, come abbiamo fatto noi.

Questi gli ingredienti necessari per circa 25 pastiglie:

  • gr 300 di bicarbonato
  • 3 cucchiai di sapone di Aleppo o Marsiglia (puri)
  • 20 gocce di oli essenziali
  • acqua distillata

detergenti fai da te

Cominciate versando in una ciotola il bicarbonato, a cui aggiungerete il sapone di Aleppo o Marsiglia. Attenzione però: devono essere puri e non mischiati ad altri detergenti. Li trovate nei negozi bio o ancora meglio su Amazon. Io quello di Aleppo l’ho pagato € 6 ed è da 300 ml, ma ne ho ancora metà barattolo.

Aggiungete 15/20 gocce di oli essenziali: quello al limone sarebbe il top, io però avevo delle rimanenze da Natale di olio al pino e alla lavanda, per cui uso quelli.

Gli oli essenziali costano un po’ (circa € 20 a boccetta), ma durano molto, per cui il costo lo recupererete nel tempo.

detergenti fai da te

Aggiungete l’acqua distillata poco alla volta, fino a raggiungere un impasto non troppo liquido (altrimenti ci vorrà una vita a far asciugare le pastiglie). Una volta fatto questo, potete versare ‘impasto negli stampi del ghiaccio in silicone. Noi usiamo quelli di Ikea, gli ideali sono quelli a forma di cubetto. Le pastiglie sono più facili da tirare fuori  🙂

Aspettate 24 / 48 h prima di estrarle dallo stampo, ma avete finito!

Ovviamente vanno usate con il lavaggio ecologico della lavastoviglie, che utilizza temperature più basse.

2_ BRILLANTANTE, SGRASSATORE E LIQUIDO LAVAPIATTI

Pensate al brillantante: anche qui, un salasso. Quando ho scoperto come si fa a farlo in casa, non ci potevo credere. Bastano acido citrico (in soluzione al 15%, lo trovate su Amazon) e acqua distillata, 1 litro.

Mischiate 150 gr di acido citrico con acqua q.b., per ottenere un composto ben amalgamato (l’acido si deve sciogliere completamente). Se volete, potete aggiungere qualche goccia di olio essenziale, per dare profumo.

Continuiamo con il migliore amico delle pulizie in casa: lo sgrassatore. Proprio non si può fare, di pulire senza lo sgrassatore. Quali ingredienti servono?

  • 120 gr di bicarbonato di sodio
  • 80 ml di succo di limone
  • 60 ml di aceto
  • 1,5 lt di acqua (meglio se distillata)

Mescolate il bicarbonato con il succo di limone e l’aceto ed emulsionate con l’acqua, finché il composto risulta ben amalgamato e il bicarbonato sciolto. Filtrate il succo di limone in precedenza, per eliminare i semi e i residui di polpa. Versate in una bottiglia spray, spruzzate e lasciate agire 5-10 minuti prima di pulire.

detergenti fai da te

E finiamo col liquido lavapiatti: una ricetta prevede di mischiare un cucchiaino di bicarbonato con due tazze di acqua calda e mezza tazza di sapone di Aleppo o Marsiglia. Aggiungete 10 gocce di oli essenziali e ci siete!

Ne ho trovata un’altra sul sito tuttogreen che è fighissima, perché vi permette di ottenere un detergente che va bene sia per la lavastoviglie che per lavare i piatti a mano. Trovate qui tutte le info. 

Pronti per cominciare a impastare?

 

L’articolo Detergenti fai da te: cominciamo con la cucina sembra essere il primo su VHD.

10 Giugno 2017 / / Design

Digital Painting by Yuumei Art

Ambientalista e attivista convinta Yuumei Art utilizza la pittura digitale per sensibilizzare le persone a un maggior rispetto della natura e del mondo in cui viviamo

Wenqing Yan è una digital artist e fumettista della manga art meglio conosciuta in rete come Yuumei Art.
E’ cresciuta un Cina dove ha vissuto fino a 10 anni prima di trasferirsi negli Stati Uniti. Ha imparato a disegnare da bambina e poi a scuola ha seguito diversi corsi che le hanno insegnato i fondamenti dell’anatomia e del disegno realistico. Anche durante i suoi studi di Arte all’Università della Califoria Berkley ha continuato a studiare da autodidatta seguendo il lavoro di altri digital artist su DeviantArt ed esercitandosi sui tutorial di arte online per imparare la digital painting e la modellazione 3D.

Yuumei Art digital painting

Wenqing Yan prende ispirazione dalla natura, da esperienze personali e dalla complessità della vita e si definisce “un’idealista disillusa” perchè non è solo un’artista ma anche un’attivista. Ha partecipato al movimento Occupy, si batte contro la crudeltà sugli animali e lotta per contrastare l’inquinamento ambientale.
Con la sua pittura digitale Yuumei Art vuole sensibilizzare le persone su questi temi di grande attualità.

“Se prendi ispirazione da opere d’arte o da storie già esistenti finirai per non essere troppo originale ma se ti ispiri alla realtà c’è sempre qualcosa di nuovo e fresco da cui prendere spunto.”

Le sue bellissime immagini a un primo impatto colpiscono per i colori vivaci e per la poesia dei personaggi e delle situazioni ma a ben guardare nascondono sempre un messaggio che fa riflettere e pone anche sulle nostre spalle la responsabilità del nostro pianeta.
L’opera Black Black Heart per esempio ha come tema principale l’inquinamento e la necessità di un passaggio più urgente possibile dai combustibili fossili all’energia verde, per ridurre gli effetti del cambiamento climatico. Su questi temi Wenqing Yan ha pubblicato anche tre graphic novel di successo: Knite, 1000 Words, e Fisheye Placebo.

Yuumei Art - Black Black Heart

Yuumei Art – Black Black Heart

Yuumei Art per disegnare utilizza una tavoletta grafica Wacom Intuos e il software Paint Tool SAI, un programma di grafica progettato appositamente per la realizzazione di disegni manga. Dopo aver realizzato le sue tavole, le passa in Photoshop per l’editing finale, la rifiniture dei colori e le texture. A volte integra le sue immagini con elementi realizzati in 3D con Sketchup o Esri City Generator, soprattutto per realizzare gli sfondi nelle tavole delle sue graphic novel.

Pur essendo specializzata nella digital art, quando non si dedica alla pittura digitale, Yuumei Art ama creare altre opere d’arte “sporcandosi le mani“: disegnando a inchiostro oppure dipingendo con acquerelli o con colori acrilici ma anche creando sculture con la creta.
Sul suo sito web oltre alla gallery di tutte le opere, trovate moltissimi tutorial di digital painting per imparare a disegnare sfondi, cieli stellati o paesaggi urbani con il suo inconfondibile stile.

LEGGI ANCHE: Digital painting iridescente di Yanjun Cheng

Yuumei Art - Better Tomorrow

Better Tomorrow (particolare)

Yuumei Art digital painting per l'ambiente

Digital painting di Yuumei Art

Digital painting di Yuumei Art - Dream Escape

Digital painting di Yuumei Art – Dream Escape

Digital painting di Yuumei Art - Said the Stars

Said the Stars

10 Giugno 2017 / / Non Solo Arredo

Vestire il letto esattamente come se si dovesse cucire un abito sartoriale è l’ispirazione di Tiziano, Wilma, Luisella e Simone: 4 fratelli che dalle loro iniziali sono partiti per dar vita al progetto Twils, una realtà che da 20 anni è sinonimo non solo di materiali tessili ma soprattutto di letti tessili imbottiti e che corrispondono, collezione dopo collezione, a tutte le più attuali evoluzioni del design applicato all’arredo della zona notte.

Creatività Made in Italy

I letti imbottiti Twils sono strumenti che nascono con l’intento di personalizzare e dare valore agli spazi con creatività, competenza e con grande entusiasmo.
Lo spirito imprenditoriale non è mai stato perso di vista, tuttavia l’impegno costante è sempre stato conoscere e spesso anticipare il lifestyle del letto e di tutto ciò che gli fa da cornice, attraverso collezioni flessibili e progettate per la quotidianità ma senza mai mettere in secondo piano il sogno, il colore, le forme sempre nuove: tutto ciò insomma che “insaporisce” la vita.

Sotto il profilo prettamente aziendale, Twils persegue una politica votata alla piena soddisfazione del cliente anche più esigente garantendogli un prodotto di qualità certificata, strettamente legato non solo al concetto di Made in Italy – che per l’arredamento in genere è già di per sé il miglior punto di partenza – ma anche a quelli ancora più virtuosi di un accorciamento della filiera, di un approvvigionamento di materie prime provenienti da fonti certificate, naturali e riciclabili, e per finire di una lavorazione strettamente manuale che mantenga vivo il rapporto con l’artigianalità.
Tra configurazioni possibili, diversi tessuti, finiture ed accessori, costruire il proprio letto Twils diventa un gioco creativo stimolante nel quale ci si sente al centro di un progetto al quale dare corpo per poi viverlo fino in fondo. Sta qui la “sartorialità” cui accennavamo in apertura, con il confezionamento naturale ed attento riservato a ciascun singolo ordine.

La qualità dei letti Twils

La produttività degli stabilimenti Twils si rivela così scandita da precisi passaggi che rendono la creazione di un letto un processo dinamico nel quale gli errori o le omissioni sono azzerati, non contemplati. Alla qualità esteriore e ben visibile fa da supporto una qualità “nascosta” e non immediatamente visibile che tuttavia c’è eccome, e si fa sentire a breve, a medio ed a lungo termine.

Chi pensa che la qualità “non a vista” di un elemento o di un complemento di arredo sia un costo da tagliare o eludere non potrà mai raggiungere veri ed elevati standard qualitativi su tutti i fronti. L’obiettivo dichiarato dei letti Twils è raggiungere la perfezione, attraverso linee guida che non sono solo risposte a principi estetici, sicuramente la prima molla motivazionale che orienta verso la scelta di un determinato letto; gli standard dei letti Twils devono saper anche rispondere ad esigenze di comfort, di praticità, di funzionalità, caratteristiche che compongono il vero valore intrinseco di un progetto/letto!

 

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10 Giugno 2017 / / Design

Ristrutturare casa è un passo importante, sia che si tratti di piccoli interventi che di ristrutturazioni totali. Quando si decide di ristrutturare un ambiente o un’intera abitazione, si interviene su parti ed elementi che rimarranno nel lungo (e si spera nel lunghissimo) termine, apportando modifiche e migliorie alle strutture portanti, alla distribuzione degli spazi, all’efficienza energetica e – non da ultimo – all’estetica della casa.

La ristrutturazione, oltre ad una valutazione delle spese, implica la necessità di prendere delle decisioni importanti e definitive riguardo alla casa, decisioni che vanno ponderate e misurate per ottenere il maggior beneficio possibile e rendere migliore la vostra abitazione.

Ogni cambiamento è comunque un evento entusiasmante e – a seconda dell’entità della ristrutturazione – può diventare un’occasione per dare più luce ad una stanza, per realizzare nuovi ambienti, per avere prestazioni energetiche migliori, per sfruttare al meglio lo spazio a disposizione e per dare nuova vita a strutture obsolete. Piccola o grande che sia, una ristrutturazione andrà quindi a modificare inevitabilmente la nostra percezione della vivibilità della casa.

La giusta “forma mentis” per affrontare una ristrutturazione

Una ristrutturazione può trasformare una cucina angusta in un open-space moderno, può creare uno studio, una palestra o una stanza giochi per bambini nella soffitta che non stavamo usando, può rivitalizzare gli ambienti esterni o ancora rendere chic la taverna che prima non riuscivamo ad utilizzare al meglio.

Progettare di ristrutturare

Da un punto di vista funzionale, si può pensare di ristrutturare per rendere più autonoma la casa con l’ausilio di pannelli e finestre solari, si può coibentare l’intero edificio con un cappotto esterno oppure si può fare un intervento per ottenere una struttura antisismica più efficiente e moderna. Questi, naturalmente, sono soltanto alcuni degli esempi possibili ed è proprio questa la ragione per cui “fare bene” deve essere la parola d’ordine ad ogni fase del progetto.

Una ristrutturazione può portarci verso la casa dei nostri sogni più facilmente di quanto crediamo. Tuttavia, una modifica importante può diventare fonte di stress e tra costi e tempistiche non sempre ci appare come una piacevole avventura. Come si fa ad affrontare serenamente un intervento di ristrutturazione?

Mettiamo da parte la fretta

Se pensate di trovare una soluzione veloce, state probabilmente rischiando di pentirvene. Qualunque sia il tipo di intervento, grande o piccolo, la fretta è sempre cattiva consigliera. State dando una seconda opportunità alla vostra abitazione, attraverso modifiche su cui – idealmente – non dovrete più mettere mano.
Non vale la pena di avviare procedure sbrigative solo per togliervi il pensiero: organizzatevi invece in modo da avere la situazione sotto controllo, affidandovi a professionisti validi.

Prendetevi il giusto tempo per valutare con cura prima di decidere, perché si parla della vostra casa e si rischia di incorrere in spiacevoli sanzioni o in tecnologie e materiali obsoleti, non adatti al tipo di ristrutturazione che serve a voi.
Inoltre, avere un quadro dettagliato degli adempimenti burocratici da svolgere e di come sarà davvero il risultato finale, vi darà un’idea più definita delle tempistiche a cui potrete andare incontro, aiutandovi nella gestione degli impegni per la messa in opera del progetto.

Vietato fare da se

Informarsi aiuta ad orientarsi tra le varie scadenze e ad essere anche più consapevoli di ciò che succede. Affrontate quindi un passo alla volta e non abbiate fretta di bruciare le tappe, il risultato finale vi ripagherà della vostra pazienza. Sappiamo benissimo che si tratta di un’attività che comporta un gran dispendio di risorse economiche e di energie personali, ma niente paura: basta sapere come muoversi.

Esperti per la ristrutturazione della casa

Le normative e le esigenze di oggi possono richiedere il coinvolgimento di diversi professionisti anche per un intervento che ci appare “piccolo”. La soluzione è perciò quella di investire anzitutto il vostro tempo alla ricerca di uno studio tecnico che abbia al proprio interno un team di ingegneri, architetti e geometri su cui contare: sarà poi il capo commessa a fungere da vostro interlocutore, come tecnico referente responsabile, coordinando i lavori.

Pronti all’azione!

Come procedere? Anche se non avete competenze tecniche avete di certo in mente cosa volete ottenere. I dettagli, i materiali e le tecnologie vi verranno consigliati da un esperto che vi guiderà nella scelta.

Ad oggi è possibile scegliere tra molti materiali e molte opzioni diverse, da valutare anche in base al vostro budget e al tipo di intervento che intendete fare. Informatevi sui pro e i contro di ogni scelta, tenendo presente i vantaggi o gli svantaggi a lungo termine. In questo modo potrete decidere che tipo di investimento fare e – con un progetto definito – avrete anche un quadro abbastanza chiaro delle tempistiche di consegna del lavoro finito.

In corso d’opera potreste imbattervi in piccoli o grandi imprevisti, ma niente panico: avere un progetto ben definito ed un team di professionisti a cui affidarsi consente di apporre facilmente e velocemente le (eventuali) modifiche necessarie.

Cosa aspettarsi

Noi di Design D’Ingegno ci rendiamo conto che il mondo dell’edilizia e della progettazione si rinnova più velocemente che in passato, generando confusione e perplessità nei non addetti ai lavori. Per questa ragione i nostri clienti vengono supportati e seguiti dal nostro team di esperti dalla stesura del progetto alla fine dell’intervento.

Ristrutturazione di un'abitazione

Attraverso una comunicazione continua, il cliente è consapevole delle varie opportunità, viene aggiornato sulle novità e può trovare la soluzione giusta per plasmare il suo progetto sul proprio budget, traendone il maggior beneficio.
Comprendere il valore dei materiali e delle competenze che si andranno ad utilizzare, vi garantisce una maggiore serenità nell’affrontare la ristrutturazione come una piacevole avventura.

Informarsi su quali siano i vari passaggi da seguire e le documentazioni richieste per l’intervento che vi riguarda è fondamentale per non perdersi negli iter burocratici. È anche vero che la parte cartacea può essere un grattacapo e se uno studio o una società di professionisti di settore è in grado di occuparsi anche delle questioni che riguardano i documenti e i permessi necessari per voi sarà un prezioso aiuto, giusto?

Una squadra vincente

Come si riconosce un team di esperti quando si parla di edilizia? Si tratta di un gruppo di professionisti le cui competenze consentono di elaborare e realizzare un progetto di intervento o di ristrutturazione edile. Ogni esperto partecipa al progetto collaborando attivamente e mettendo a disposizione le sue conoscenze e la sua esperienza. I settori possono essere molti, perché numerosi possono essere gli interventi di ristrutturazione possibili.

Ecco una lista delle tipologie di esperti che possono essere richiesti per una ristrutturazione.

Per la fase progettuale:

  • un geometra per l’ottenimento dei permessi necessari allo svolgimento dei lavori
  • un architetto per la redazione del progetto architettonico sia della parte esterna dell’edificio sia degli interni
  • un interior designer per la scelta della distribuzione interna degli spazi e delle finiture interne
  • un light designer per la progettazione illuminotecnica
  • un ingegnere edile per la progettazione strutturale
  • un direttore dei lavori che controlla la qualità delle opere eseguite
  • un coordinatore della sicurezza che redige il piano di sicurezza nei cantieri
  • tecnici specializzati per l’analisi energetica, la progettazione termotecnica di riscaldamento e climatizzazione, l’efficientamento energetico e la progettazione acustica.

Per la fase di svolgimento dei lavori:

  • muratori per le opere murarie
  • piastrellisti per la realizzazione di pavimenti e posa dei rivestimenti
  • cartongessisti per la realizzazione di pareti e controsoffitti in cartongesso
  • imbianchini per il tinteggio e la rasatura delle pareti
  • parquettisti per la posa di pavimenti in parquet
  • elettricisti per la realizzazione dell’impianto elettrico
  • idraulici per l’installazione dell’impianto termico ed idraulico

Lavori di ristrutturazione

Conclusione

I lavori di ristrutturazione vanno ben orchestrati per procedere senza intoppi e, come avete visto, scegliere dei professionisti con le giuste capacità è l’unico modo di ottenere il risultato sperato. Immaginate la vostra casa e fidatevi di tecnici ed esperti che sappiano guidarvi passo passo nelle scelte, realizzando per voi il lavoro migliore. Noi di Design D’Ingegno abbiamo validi collaboratori, competenze, creatività ed energia per aiutarvi a rendere la vostra casa come l’avete sempre sognata.

10 Giugno 2017 / / Case e Interni

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Il mese scorso siamo stati ospiti di Vitra, che ha organizzato un press tour al Campus, in occasione della mostra “Project Vitra – Design, Architecture, Communications (1950–2017)” e dell’installazione della VitraHaus creata dalla designer francese Dorothée Meilichzon.

Per gli amanti dell’architettura e del design (e non solo!) il Campus Vitra, piuttosto che una semplice fabbrica di mobili, è un vero e proprio museo a cielo aperto da cui lasciarsi affascinare.

Per noi che ci occupiamo di arredamento e architettura, visitare il Campus Vitra è stato come per un bambino entrare in una fabbrica di cioccolato! Una bellissima esperienza che vi racconteremo in questo post.

Al confine tra Svizzera e Germania, è qui che hanno sede le attività produttive della storica e celeberrima azienda svizzera. Le sedie Vitra sono fondamentali per il design del mobile moderno dal 1800 fino a oggi. Il nome dell’azienda, infatti, è legato a doppio filo a quello di grandi designer, come Charles e Ray Eames, Verner Panton e Alexander Girard.

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Non solo design, dagli anni ’80 il Vitra Campus è stato un luogo di sperimentazione per diversi architetti di fama mondiale. È qui che Frank Gehry ha realizzato il suo primo edificio (Vitra Design Museum) fuori dagli USA. La stazione dei vigili del fuoco (Fire Station) è stata la primissima opera edificata da Zaha Hadid. Il giapponese Tadao Ando non aveva mai lavorato al di fuori dal suo Paese prima di realizzare qui il suo Padiglione per conferenze. E ancora, qui si trovano una rarissima stazione di rifornimento (Petrol Station) progettata da Jean Prouvé e l’iconica VitraHaus, un assemblaggio di dodici elementi a forma di casa tra loro impilati, ideato dagli architetti Herzog & de Meuron di Basilea. Nemmeno le pensiline per gli autobus sono improvvisate, perchè disegnate da Jasper Morrison.

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Al Vitra Design Museum, nell’edificio principale, si tengono ogni anno, in alternanza, due grandi mostre. In parallelo, la Vitra Design Museum Gallery ospita mostre e progetti sperimentali. A questo proposito, avete tempo fino al 3 settembre 2017 per visitare la mostra “Project Vitra – Design, Architecture, Communications (1950–2017)” una panoramica delle varie attività culturali e commerciali del produttore di mobili svizzero, la mostra propone interessanti approfondimenti sulla storia dell’azienda. Questa rassegna è una versione ampliata dell’esposizione tenutasi presso il Philadelphia Museum of Art (Stati Uniti) nel 2014.

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L’edificio rosso Vitra Schaudepot, magazzino-museo, progettato dagli architetti Herzog & de Meuron, ospita da un anno, una selezione di sedie e lampade della vasta collezione del museo. Finalmente, la stupenda collezione privata di mobili e prototipi del Vitra Design Museum è stata resa accessibile al grande pubblico. Ed è così che abbiamo potuto ammirare dal vivo icone di design di Le Corbusier, Gerrit Rietveld, Alvar Aalto, Charles & Ray Eames o Ettore Sottsass.

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Gli appassionati di design e architettura troveranno di che divertirsi, del resto questo è un posto unico al mondo.

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Programmare una gita qui è d’obbligo. Il Campus Vitra si trova a Weil am Rhein, una città tedesca, vicino al punto d’incontro tra i confini tedesco, francese e svizzero, a pochi passi da Basilea. Grazie all’immenso spazio, alle architetture, allo spazio verde, diventa una meta anche per molti “non addetti” che, dopo una visita al Museo e alle mostre temporanee, si godono bei momenti di relax nella caffetteria o al ristorante. I ragazzi più giovani, ma non solo loro, potranno divertirsi con la Torre Vitra a scivolo di Höller, un concentrato di architettura ludica. Da provare se non soffrite di vertigini!

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Le mostre sono accompagnate da un variegato programma di visite guidate, discussioni, workshop ed altri eventi.

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Qui di seguito trovate qualche info e link di approfondimento.

Buona visita al Campus Vitra!

Mostre in corso:

– Project Vitra – in mostra fino al 03.09.2017

– Mudun مدن Urban Cultures in Transit – in mostra fino al 20.08.2017

Vitra Design Museum

Charles-Eames-Str. 2 – Weil am Rhein

Credit photo: Anna e MarcoCASE E INTERNI

10 Giugno 2017 / / Design

Tre progetti per la ristrutturazione di una villa a due piani

Una giovane coppia ha deciso di rivolgersi a Pillar (ex CoContest) – prima piattaforma al mondo di crowdsourcing per l’architettura e l’interior design che mette in contatto i clienti con oltre cinquantaquattromila professionisti di tutto il mondo – per ristrutturare la loro villa a due piani. Hanno le idee ben chiare e chiedono a quanti parteciperanno di creare un ambiente accogliente e caldo per poter ospitare i loro futuri figli.


Tre progetti per la ristrutturazione di una villa a due piani

La proposta progettuale dell’architetto Matteo Panciatici è quella di far ricorso al minor numero di interventi sulle murature per contenere i costi e utilizzare il budget nell’acquisto degli arredamenti e creare così il clima avvolgente richiesto dalla coppia. La nuova disposizione presenta un arrivo su disimpegno adibito a zona relax/lettura con la presenza di una “Chaise Longue” e di basse librerie che accoglie gli ospiti in un arredamento tipico delle case di montagna.
Tre progetti per la ristrutturazione di una villa a due piani
La soluzione proposta dall’architetto Greta Solari prevede la ridistribuzione degli spazi al fine di ricavare un’ampia zona giorno. La proposta progettuale pone il focus sulla zona giorno situata al secondo piano. Le due aree, living e sala da pranzo, ruotano intorno all’elemento del camino bifacciale che posizionato al centro del salone doppio divide gli spazi.


Tre progetti per la ristrutturazione di una villa a due piani
A vincere è stato lo studio AM Architettura di Sassari, che ha saputo meglio interpretare le esigenze del cliente ridefinendo gli spazi in modo sapiente. Anche in questo caso al piano inferiore è stato creato l’ingresso e lo studio ma i due spazi risultano separati da un sistema di pannellature scorrevoli, al piano superiore invece si viene accolti da un foyer che distribuisce i flussi verso zona giorno e zona notte. Lungo tutto il corridoio che porta alle stanze e collega tutti gli ambienti è realizzato un armadiatura a muro schermata da un sistema di pannelli in rovere chiaro naturale. Questo elemento che solitamente viene considerato un semplice luogo di transizione acquista così continuità e qualità spaziale.