16 Giugno 2017 / / Idee

Soluzioni architettoniche e progettazione d’interni usando listelli doghe di 
legno, sia come elemento decorativo che per l’isolamento termico e la ventila-
zione. Ideali come rivestimento esterno, possono essere applicati su qualsiasi 
superfice, oppure utilizzati per pareti divisorie o per ombreggiare terrazzi e 
giardini. Le pareti ventilate creano una transizione tra interno ed esterno,fa-
vorendo il mantenimento di temperature costanti durante tutto l’anno. Privacy 
assicurata e protezione dai raggi solari, ma anche giochi ottici che accentuano 
la profondità degli spazi. Tra le varie tipologie di legno utilizzate, il cedro 
nei rivestimenti esterni,assume col tempo una colorazione grigia, molto elegante 
e che non richiede manutenzione. 


1 Olanda – Zecc Architecten www.zecc.nl
2 Maison L2 Saint Tropez – www.vincentcoste.com
www.archzine.fr
www.technowood.it

www.vincentcoste.com
www.estliving.com
3 Steffen Welsch Arch. www.archdaily.com
www.dezeen.com

www.archdaily.com
2 villa La Madone – Roquebrune-Cap Martin-France/Cechia e Mentil arch.www.archilovers.com
www.pinterest.com
www.fubiz.net

16 Giugno 2017 / / Idee

Camere con vista…grandi finestre aperte sul paesaggio per sentirsi in 
sintonia con la natura. Stanze inondate di luce e spazi moltiplicati dalla 
profondità del panorama, e poi…una piccola citazione di Daniel Pennac: 
“E’vero ancora che Yasmin Melaouah, Manuel Serrat Crespo, Evelyne Passet 
alcuni altri dei miei amici traduttori dubitano che “la finestra”, “a 
janela”, “das Fenster, “the window” o “la fenetre” indichino esattamente 
la stessa cosa, poiché nessuna si affaccia su gli stessi rumori né si 
richiude sulle stesse musiche”

www.pinterest.com


www.frenchbydesignblog.com
www.sfgirlbybay.com
www.cotemaison.fr
www.garnier.be

www.pinterest.com
www.lunchboxarchitect.com
www.trombe.co.uk
www.homify.de

16 Giugno 2017 / / Idee

Belli e versatili i pannelli in compensato marino dalle venature in 
evidenza. Un materiale semplice, ma particolarmente adatto a soluzioni 
di design low-cost. Caldo e avvolgente,riveste anche le pareti di casa 
evitando l’effetto baita:di facile applicazione é perfetto per il DIY! 

www.behance.com
www.indulgy.com
www.boligliv.dk
www.pinterest.com


www.archdaily.com – Arch.Paul de Ruiter
kinarino.jp
www.upinteriors.com
www.insideout.com.au

1/2 www.ikea.it
3 www.revistaad.es 

16 Giugno 2017 / / ArtigianaMente

Se fossimo a una delle mie lezioni dal vivo, saremmo seduti intorno a un tavolo in silenzio, con una musica rilassante in sottofondo, concentrati nel fare le textures. Dopo qualche minuto, certamente qualcuno farebbe la domanda: “E adesso come chiudo?”

Infatti arrivati a questo punto delle lezioni, per poter terminare lo scampolo delle textures che abbiamo iniziato nella precedente lezione, è necessario “chiudere il lavoro”. La chiusura dei punti è un passaggio tecnico obbligatorio per terminare un lavoro a maglia: consiglio ai principianti di prestare particolare attenzione ad esso, soprattutto durante le prime esperienze.

Chiusura del lavoro {bind off} e Campione {gauce}

Come per l’avvio dei punti, esistono diversi tipi di chiusure che determinano diversi tipi di bordi: ad esempio, per terminare un lavoro può essere necessaria una chiusura che generi un bordo elastico, o decorativo, o tubolare…

Quello delle chiusure e degli avvivi dei punti è un argomento molto vasto e si possono trovare in commercio libri di maglia dedicati esclusivamente a queste due tecniche.

Nonostante ciò, posso garantire, che sarà sufficiente imparare una sola chiusura (la Chiusura Semplice descritta in questo video) per riuscire a terminare qualsiasi tipo di lavoro, rendendola più duttile attraverso alcuni semplici consigli, come descritto nelle dispense.

A questo punto, quindi, potete chiudere il lavoro e il nostro scampolo delle tessiture è terminato.

lavorare a maglia

Come avviene nei miei corsi, da questo momento in poi inizieremo la produzione di un manufatto su misura, un collo/cappello, senza seguire uno schema predefinito, partendo dalla lavorazione del campione.

lavorare a maglia

Il campione è uno scampolo di maglia che si usa come calibro del manufatto da realizzare; si produce seguendo le istruzioni date dallo schema {pattern} del progetto che abbiamo scelto di realizzare, oppure, per realizzare un capo su misura senza seguire uno schema predefinito, si deve lavorare uno scampolo di maglia con lo stesso calibro di ferri e lo stesso filato scelti per il manufatto, avendo l’accortezza di farlo abbastanza grande. Generalmente il campione {gauge} si misura contando quante maglie e quanti ferri entrano in 10 cm, quindi più sarà grande il campione, più sarà agevole la sua misurazione.

Dopo aver stabilito che il nostro campione produce per 10 cm, in orizzontale, un certo numero di punti, e per 10 cm, in verticale, un certo numero di giri/ferri, sarà necessaria una semplice equazione per stabilire quanti punti e quanti giri/ferri siano necessari per la costruzione del manufatto.

Affinché la misurazione sia efficace, lo scampolo deve essere bloccato, cioè lavato: l’acqua distende le fibre dei filati e l’asciugatura le porta al loro aspetto definitivo, quindi il campione dovrà essere misurato, lavato e misurato di nuovo.

Fare il lavaggio del campione è molto importante, perché quello che succede al campione accadrà poi, in scala, al manufatto finito. Alcuni campioni, dopo essere stati lavati, possono crescere o diminuire di diversi centimetri, mentre altri restano pressoché invariati; tutto ciò può dipendere sia dal tipo di filato usato ma, anche, dal tipo di texture lavorata.

Con l’esperienza ho capito, mio malgrado, che fare il campione non è mai una perdita di tempo, anzi è fondamentale per riuscire a lavorare in maniera autonoma e serena, e che non bisogna mai lesinare sul numero di punti da avviare per un campione.

Nota bene: Il lavaggio dei campioni deve corrispondere al lavaggio che poi si applicherà al manufatto.

Consiglio di lavare il capo a mano, in acqua a temperatura ambiente, con poco di detersivo per lana, sciacquare e togliere l’acqua in eccesso senza MAI torcere il manufatto. Per strizzarlo avvolgerlo a in un asciugamano di spugna a “salsicciotto”. Stendere orizzontalmente, possibilmente su superficie piana e lontano da fonti di calore dirette.

Per prima cosa avviare 30 punti. Scegliere la texture preferita dallo scampolo appena terminato e lavorarla per 20 cm di lunghezza circa, quindi chiudere i punti, misurare come descritto sopra e annotare la misurazione; lavare il campione e, quando sarà asciutto, ripetere e annotare di nuovo la misurazione.

Nella prossima lezione inizieremo Il collo/cappello e “Chiudiamo il Cerchio”.

Troverete file più esaustivi su questo argomento nel gruppo chiuso di Facebook Riprendiamo il Filo; le lettrici di Benedetta saranno le benvenute inviando una richiesta d’iscrizione e rispondendo alla domanda per l’ammissione con la frase: “Leggo Artigianamente”

Oppure, per approfondimenti, lezioni dal vero o in Chat, contattatemi privatamente annagreco@me.com


DISPENSE

 

 

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16 Giugno 2017 / / Design

                                                                                                                                           

Novità di punta di quest’anno del noto brand brasialiano specializzato in arredi di design, è la nuova collezione di poltrone CELINE, design by Jader Almeida.

Presentata per la prima volta al mercato internazionale, la collezione di poltrone Celine si caratterizza per la struttura e lo schienale realizzati in legno massello, noce o quercia color nero, ma su richiesta possono essere realizzate anche in altre essenze come il faggio, e per la seduta imbottita rivestita in pelle nera opaca o tessuto. 
Il concetto della lounge chair Celine è basato sulla metafora delle “braccia aperte”. Celine stabilisce un rapporto immediato con le persone, sia esso visivo o tattile. Le sue forme organiche modellate nel legno riescono ad adattarsi naturalmente al corpo umano. La seduta segue un design scultoreo, presentando una convergenza precisa della struttura in legno con il rivestimento della seduta.  La caratteristica fondamentale del progetto è la sua eleganza, risultato di proporzioni adeguate. Osservandone il design si possono percepire le linee continue che si estendono dallo schienale alla base, con le intersezioni e soluzioni comunicanti in perfetta armonia.  Il risultato è una combinazione poetica di linee organiche e fluide che catturano l’attenzione e continuano a generare nuove scoperte di luce e ombra e soprattutto invitano ad un’esperienza di comfort totale.



Jader Almeida commenta la nuova collezione Celine con queste parole: ”Abbiamo creato la nostra nuova collezione basandoci sull’idea della continuità. In ogni nuova collezione proponiamo l’accenno di un elemento che non era stato ancora affrontato; tuttavia, manteniamo una linea di pensiero formale sempre molto coerente. I nostri prodotti sono portatori di valori duraturi, senza frivolezze estetiche fini a sé stesse. Sopportano naturalmente il passare del tempo, in modo che il rilievo che possono avere oggi nel dettare alcune tendenze di stile e gusto, possa comunque essere riconosciuta anche un domani e restare sempre attuale”.  



Tutti i prodotti Sollos, come Celine, si distinguono per l’alto contenuto di design e l’utilizzo di materiali di primissima qualità.


16 Giugno 2017 / / Dettagli Home Decor

un giardino elegante e minimale dedicato alla convivialità e al relax

In un microquartiere milanese di villette a schiera risalenti agli anni trenta, la paesaggista Cristina Mazzucchelli si è occupata della progettazione e realizzazione del giardino di una casa completamente ristrutturata con un’impronta contemporanea.


Il progetto ha dato vita ad una vera e propria giungla urbana intima e accogliente, dedicata principalmente alla convivialità ed al relax, in cui la vegetazione lussureggiante dialoga, dilatandosi, con le oasi verdi circostanti.
Il giardino di 50 mq è stato suddiviso in diversi spazi, ognuno con una propria funzione, ma uniti da un’accurata selezione delle piante più adatte al luogo, inoltre, ogni spazio è caratterizzato da elementi d’arredo e materiali differenti.
La zona pranzo è stata attrezzata con un grande tavolo con struttura di metallo e piano in listoni di legno, completato con un angolo barbecue e un comodo lavandino in pietra che richiama la pavimentazione.


un giardino elegante e minimale dedicato alla convivialità e al relax
un giardino elegante e minimale dedicato alla convivialità e al relax
un giardino elegante e minimale dedicato alla convivialità e al relax
un giardino elegante e minimale dedicato alla convivialità e al relax

Oltre al giardino, la paesaggista ha curato anche il restyling del piccolo terrazzo al primo piano con vista sui giardini circostanti. Lo spazio è caratterizzato da un pavimento in doghe di legno e da una fitta vegetazione mediterranea, arredato con tavolino e sedie in metallo colorato, mentre per la zona relax due poltrone in cemento alleggerito.

un giardino elegante e minimale dedicato alla convivialità e al relax
un giardino elegante e minimale dedicato alla convivialità e al relax
un giardino elegante e minimale dedicato alla convivialità e al relax

Fotografie di Mattedo Carassale
Progetto Cristina Mazzucchelli green design 
www.cristinamazzucchelli.com

16 Giugno 2017 / / Design

architettura del futuro vincent callebaut

L’architetto belga Vincent Callebaut immagina l’architettura del futuro attraverso la tecnologia più innovativa e pulita, i materiali di ultima generazione e un design visionario che fa apparire possibile l’impossibile

Il riscaldamento globale è un dato di fatto e i cambiamenti climatici sono destinati a cambiare il volto delle nostre città. Le aree urbanizzate non sono solo le più popolose ma anche quelle più responsabili delle emissioni nocive nell’atmosfera. Per questo è necessario che l’architettura del futuro ripensi al concetto di città in ottica green.

E’ dallo studio studio parigino di Vincent Callebaut che escono i progetti di architettura futuristica più incredibili! Idee che affondano le radici nell’utopia e nell’immaginazione più sfrenata con l’ambizione di ridurre le emissioni inquinanti sfruttando l’energia del sole, del vento o delle correnti marine. L’architetto belga infatti è particolarmente interessato al rapporto uomo ambiente che è il tema centrale di tutti i suoi progetti visionari.

Dal Belgio, all’India, alla Cina, le idee dell’architetto ecologista modellano veri e propri ecosistemi innovativi a impatto energetico zero sempre ispirati alle forme della natura e degli organismi viventi.

Manta Ray, Seoul - Architettura del futuro green e sostenibile

Manta Ray, Seoul 2017 – Architettura del futuro green e sostenibile

MANTA RAY architettura ecosostenibile

L’ultimo progetto di Vincent Callebaut è MANTA RAY un terminal per traghetti sul fiume Han a Seoul ispirato, come dice il nome, alla forma della manta, un gigantesco pesce piatto. Presentato nell’ambito di un concorso internazionale, si pone l’obiettivo di rinaturalizzare le sponde del fiume riqualificando allo stesso tempo il parco urbano alle sue spalle.
In accordo col pensiero ecologista di Vincent Callebaut, la progettazione considerati tutti gli aspetti legati alla sostenibilità ambientale ed energetica: riduzione dei rifiuti, riuso delle risorse, riciclo dei materiali.
Tutti i materiali utilizzati provengono da fonti biosostenibili, riciclabili o di origine riciclata e tutte le fonti di energia utilizzate sono al 100% naturali, pannelli solari, turbine eoliche, turbine idrauliche e biomasse combustibili.

Questa assoluta attenzione verso l’ambiente si ritrova in tutti i progetti di Vincent Callebaut che ha un’immaginazione visionaria davvero incredibile e spazia da grattacieli coltivabili stile “Bosco Verticale” a vere e proprie città galleggianti stampate in 3D.
Per definire il suo lavoro, l’architetto nel 2008 ha coniato il termine Archibiotect.

Archibiotect è una parola che combina i prefissi delle parole architettura, biotecnologie e tecnologia dell’informazione e della comunicazione. Sebbene lo scopo primario dell’architettura sia stato quello di proteggere l’uomo dalla natura, la città contemporanea si sforza di riconciliare gli esseri umani e l’ecosistema naturale.
Il giardino non è più collocato affianco all’edificio, è l’edificio. L’architettura diventa coltivabile, commestibile e sostenibile…

LEGGI ANCHE: Bosco Verticale, il grattacielo più bello del mondo

ASIAN CAIRNS - architettura del futuro

ASIAN CAIRNS – architettura del futuro: grattacieli-fattoria in Cina, 2013

Architettura del futuro - città galleggiante

AEQUOREA la città galleggiante per “rifugiati climatici”

La città del futuro galleggia sull’acqua

La sua più grade preoccupazione è il global warming. Con il progressivo l’innalzamento della temperatura e del livello dei mari, in alcune aree della terra la sopravvivenza umana sarà presto impossibile. La risposta dell’architetto ecologista è una città galleggiante!
Vincent Callebaut ne ha progettate diverse versioni, una più bella dell’altra: Lilypad, ispirata alla forma del fiore di loto e Aequorea che ricorda una medusa con i suoi tentacoli subaquei.
A metà strada fra architettura e urbanistica, queste città galleggianti sono appositamente studiate per ospitare da 20.000 a 50.000 persone, i cosiddetti “rifugiati climatici“. Sono completamente autosufficienti dal punto di vista energetico e della sussistenza alimentare, senza dimenticare tutti i comfort e ogni tipo di attività ricreativa.
Sarà davvero questa l’architettura del futuro?

LEGGI ANCHE: Floating Seahorse, la villa sottomarina con giardino di coralli

Vincent Callebaut, classe 1977, si è laureato in Belgio e si è formato a Parigi negli studi di architettura di Odile Decq, Benoit Cornette e Massimiliano Fuksas. Ha progettato interventi in tutto il mondo a cavallo fra architettura e urbanistica e ha vinto moltissimi premi internazionali per il suo impegno nei confronti dell’ambiente e dell’architettura ecosostenibile e innovativa.
Sul suo sito personale presenta tutti  suoi progetti e cerca di sensibilizzare le persone al rispetto dell’ambiente e all’idea che uno stile di vita più green sia ormai necessario.
Ma soprattutto con tutta questa bellezza, vuole dare speranza per un mondo migliore.

HYDROGENASE, astronavi abitabili per il riciclo della CO2

HYDROGENASE, architettura innovativa: astronavi abitabili per il riciclo della CO2, 2010

VIncent Callebaut Architettura del futuro FLAVOURS ORCHARD

FLAVOURS ORCHARD ville energeticamente autosufficienti in Cina, 2014

Vincent Callebaut architettura visionaria

HYPERIONS, grattacieli ecologici in legno per la coltivazione e la produzione sostenibile di cibo, 2014

Architettura del futuro sostenibile e green

KINGS FOREST complesso residenziale, architettura ecosostenibile in Marocco, 2012

16 Giugno 2017 / / ChiccaCasa

C’è un posto bellissimo nel mio mondo immaginario. È un posto dal profumo fruttato, pieno di fiori rosa, in uno sfondo tenue, verde eucalipto. Ci sono cactus e nuvole soffici e c’è tanta luce.

Il verde è il mio colore del cuore. L’unico con cui posso vivere, senza mai stancarmi.

È il colore delle piante, di cui sto imparando a prendermi cura. Le stesse in grado di aggiungere movimento e brio a qualunque ambiente.
Il verde è una tinta magica e viva, piena di energia positiva.

Il verde ha bussato alla mia porta nelle vesti di una scatola firmata Wilson & Morris.
All’interno, una latta azzurro polvere che dice “Emozionati con il colore”. Curiosa, la apro con l’entusiasmo di una bambina davanti ad un barattolo di caramelle.


Cinque carinissime mini-latte, in altrettante sfumature di verde, ad aspettarmi.
Senza esitare le ho aperte tutte ed ho lasciato fantasia e colore viaggiare liberamente.

Quelle tinte così belle da meritare di stare in prima fila nel coro dei colori, sono ora nella Casetta, sulla prima porzione di parete che si vede aprendo la porta d’ingresso.

Ma cosa è successo nel frattempo?
Ho pensato che avrei voluto vedere quelle tinte ogni giorno, quindi ho deciso di che dovevano stare all’ingresso, vicino al divano.

Ho scelto di realizzare dei disegni geometrici, nitidi in nuances differenti.
Ho fatto uno schizzo del mio progetto immaginario e poi ho disegnato sulla parete con lo scotch di carta. Per il cerchio, ho ricalcato la sagoma del mio tavolino da caffè sulla parete e, poi, ne ho ricavato uno stencil di carta da forno, con il quale mi sono aiutata per dipingere i bordi con precisione.
Le figure geometriche sembrano sovrapposte. In realtà ho pitturato prima quelle visivamente esterne e poi le parti in vista di quelle che sembrano essere poste dietro le prime.


L’ingresso ora è più fresco, ricco di carattere e accogliente. Inoltre, sono finalmente riuscita a mascherare il quadro elettrico che proprio non mandavo giù.

Le emozioni legate al verde sono la tenacia e l’equilibrio. Le cinque sfumature sulla parete, mi ricorderanno ogni giorno di lasciare che facciano parte del mio lifestyle.




Ti piacciono queste nuances di verde? Sono Le Pitture di Wilson & Morris. Sono facili da stendere e disponibili in più di 100 tonalità!


Ecco i codici di quelle che ho usato per trasformare il mio ingresso.
P.s. Mi sono lasciata prendere la mano e le ho utilizzate anche sui vasetti! Un perfetto DIY per conferire un mood estivo alle piantine!
#emozionaticonilcolore #pitturedecorative #wilsonmorris
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