28 Giugno 2017 / / Design

Caroline Walker, Birthday Party, 2017, olio su tela, 200x270

La pittrice scozzese Caroline Walker esplora il ruolo della donna nella società contemporanea con uno sguardo voyeuristico ma sempre distaccato

Tengo d’occhio la pittura di Caroline Walker ormai da qualche anno perchè è un’artista davvero interessante nel mondo della pittura figurativa contemporanea. Questa giovane pittrice scozzese ci ha abituato alle sue grandi tele in cui esplora il ruolo delle donne nella società contemporanea. Donne di tutte le età, posizione sociale e professioni diverse, che appaiono spesso da sole e raramente in piccoli gruppi, ma sembrano sempre isolate dal mondo, distaccate, completamente assorte nelle loro attività.

Un deciso voyeurismo e una forte componente narrativa pervadono i quadri di Caroline Walker.
Le protagoniste delle sue tele sono spiate da punti di osservazione particolari, attraverso un vetro, da dietro un albero…. e il formato dei quadri, molto grande, invoglia lo spettatore ad avvicinarsi come per entrare dentro la scena. L’obiettivo della Walker è quello di far sentire coinvolto lo spettatore, quasi partecipasse all’azione in modo indiscreto. Ma allo stesso tempo questa osservazione è frutto di uno sguardo distaccato, perchè l’artista in fondo sta semplicemente registrando un dato di fatto, sta fotografando una realtà che non ci appartiene.

Caroline Walker, Night Scenes, 2017, olio su tela, 210x270

Caroline Walker, Night Scenes, 2017, olio su tela, 210×270

Dal realismo fotografico all’espressionismo pittorico

In effetti quello di Caroline Walker è un processo di lavorazione che parte dall’effetto realistico tipico di una fotografia, ma mira a superarlo attraverso la tecnica pittorica e la materia del colore. Il processo di realizzazione dei suoi quadri è lungo e laborioso: dopo aver trovato la location adatta, l’artista progetta il servizio fotografico, scegliendo il cast, gli abiti, gli accessori… poi comincia a costruire una storia nella sua mente e a fotografare diversi momenti come fossero lo storyboard di un film. Può scattare centinaia di foto, ipotetici still frame di una pellicola.
Una volta nel suo studio comincia a disegnare facendo schizzi e bozzetti ad olio con veloci pennellate di colore, pensando a come accostare vari dipinti legandoli con un filo conduttore narrativo.

La sua ultima serie, Night Scenes (attualmente in mostra a Milano) è una serie di quadri notturni ambientati in diverse location, dalla California alla Repubblica Ceca, 10 tele dipinte ad olio, legate al tema della notte.
Colori cupi illuminati da sprazzi di colore e protagoniste che si muovono nella penombra, in casa, in negozio o in piscina, occupate in attività ordinarie che, attraverso il filtro della pittura, ci appaiono inquietanti e misteriose, facendoci immaginare storie o retroscena inaspettati.

Per le sue caratteristiche (il voyeurismo e la solitudine dei personaggi), la pittura di Caroline Walker ricorda moltissimo i quadri di Edward Hopper, anch’essi popolati da persone intimamente sole colte in un momento di assoluta normalità.

LEGGI ANCHE: Edward Hopper, il pittore della solitudine

Un quadro notturno della serie "Night Scenes" di Caterine Walker

Un quadro notturno della serie “Night Scenes” di Caterine Walker

Pittura notturna di Caterine Walker - Late Opening, 2017

Pittura notturna di Caterine Walker – Late Opening, 2017

Caroline Walker, Catered, 2017, olio su tela, 150x203 cm

Caroline Walker, Catered, 2017, olio su tela, 150×203 cm

Caterine Walker - Resort, 2017, olio su tela, 125x100

Caterine Walker – Resort, 2017, olio su tela, 125×100

28 Giugno 2017 / / Idee

Avete dieci minuti per sistemare e pulire casa? Potete comunque concludere qualcosa, senza avere la scusa di lasciare tutto com’è. Mai sentito parlare delle pulizie lampo?

……….

Mettiamo che sia una di quelle settimane atroci, in cui avete dovuto programmare tutto fino all’ultimo secondo. Quasi il pensiero di dormire e mangiare vi scoccia, perché sono minuti e ore rubate a tutte le preziosissime attività che avete in programma.

Insomma una di quelle settimane che vorreste saltare a piè pari, per arrivare dritti dritti a Natale. Ma va be, il tasto dell’avvolgimento in avanti non c’è per cui la settimana ve la dovete cuccare tutta.

Alla casa ci avete pensato? Cioè, quando avete in mente di sistemarla e pulirla, in tutto questo trambusto?

Il fine settimana, ovvio. Se vi dicessi pulizie lampo, che mi rispondereste?

UN NUOVO MODO DI PENSARE LE FACCENDE DOMESTICHE: LE PULIZIE LAMPO

La parola lampo ha acceso la vostra curiosità vero? Non vuol dire che in 30 secondi riuscirete a fare tutto, più che altro si tratta di un modo diverso di intendere le pulizie di casa.

Proviamo a stravolgere il modo in cui ci occupiamo di casa abitualmente: ore e ore dietro all’aspirapolvere, al mocio, allo swiffer.

Mezzore intere per finire un mestiere. Lo sfinimento a fine giornata, che anche solo l’idea di uscire o parlare con chicchessia scatena delle crisi isteriche.

 pulizie lampo

pulizie lampo

Se vi proponessi un nuovo modo di fare le pulizie, che prevede intervalli di dieci minuti di lavoro, alternati a dieci di svago, ci stareste?

Aiutatevi con un timer e posizionatelo a dieci minuti: appena il timer parte, dedicatevi ad un lavoro di casa, partendo da una stanza che volete. Cominciamo con la cucina, pulendo il top. Trascorsi i dieci minuti fermatevi e fate ripartire il timer per altri dieci minuti. Questa volta però dedicatevi a bere, mangiare frutta e riposarvi un po’.

Passati i dieci minuti, riposizionate il timer e ricominciate a lavorare. Continuate così, fin quando avrete esaurito le faccende in tutte le stanze e ricominciate il giro se non siete soddisfatte di come le avete lasciate.

In 2 o 3 giri dovreste aver finito. Vi ho preparato un programma da seguire, per le prime volte che vorrete provare questa tattica. Eccolo qui:

pulizie lampo

È un modo nuovo e diverso per curare la casa, senza diventare matte e accanirsi con attività che vanno bene, anche se fatte con meno ossessione. Provate e ditemi com’è andata  🙂

 

 

L’articolo Mai sentito parlare delle pulizie lampo? Ve le spiego qui sembra essere il primo su VHD.

28 Giugno 2017 / / Dettagli Home Decor

Il nuovo hotel 4 stelle in via Mecenate progettato da Piuarch

Progettato dallo studio Piuarch, M89 Hotel è il nuovo indirizzo dell’accoglienza business milanese 

Di fronte c’è la sequenza ritmata dei volumi in mattoni dell’ex fabbrica Caproni, con le loro coperture a shed e quel fascino di archeologia industriale: l’M89 Hotel, nuova destinazione quattro stelle situata al civico 89 di via Mecenate, si affaccia sui capannoni che un secolo fa ospitavano una delle più grandi realtà dell’aviazione e che ora sono divenuti sede di Gucci, a seguito di un meticoloso interevento di recupero e ampliamento elaborato da Piuarch.

A pochi mesi dall’inaugurazione del nuovo headquarters della maison, Piuarch torna dunque a lavorare sull’area della periferia est milanese, per rafforzarne il carattere di hub dinamico d’affari, aperto alla città. Il dialogo con il tessuto urbano circostante, fulcro del concept per gli oltre 35.000 mq del comparto occupato dall’azienda di moda, delinea anche il progetto per la struttura ricettiva, il cui impianto volumetrico si pone in sostanziale continuità con le preesistenze e rafforza l’identità architettonica del distretto.


Esternamente l’hotel rievoca infatti la sagoma dei capannoni: il piano terra, caratterizzato da un’ampia vetrata schermata da una griglia metallica, è impostato alla loro medesima quota e ne prosegue idealmente il fronte permeabile sulla strada. Il tetto, invece, riprende il sistema a shed di matrice industriale in chiave contemporanea: la copertura assume un profilo articolato di grande suggestione e arretra per lasciare spazio a una terrazza delimitata da vetrate a tutta altezza. È posizionato proprio qui il ristorante panoramico, che consente la visuale dello skyline di Milano ed è a disposizione sia degli ospiti dell’albergo sia dei fruitori esterni.

il nuovo hotel 4 stelle in via Mecenate progettato da Piuarch
Il nuovo hotel 4 stelle in via Mecenate progettato da Piuarch
Il nuovo hotel 4 stelle in via Mecenate progettato da Piuarch
Il nuovo hotel 4 stelle in via Mecenate progettato da Piuarch
Il nuovo hotel 4 stelle in via Mecenate progettato da Piuarch
Gli interni dell’hotel esprimono lo stesso carattere essenziale dell’involucro: la vocazione business ispira infatti un design lineare, impostato su un raffinato contrasto cromatico tra il grigio antracite, il bianco e il verde e sulla scelta di elementi di arredo contemporanei mescolati a icone anni ’50.

In corrispondenza dell’ingresso, un ampio spazio fluido accoglie il bancone della reception, la lobby con comodi divani disposti su tappeti dal pattern geometrico e un bar: il soffitto bianco, costellato da corpi illuminanti di forma cilindrica, si contrappone alla pavimentazione di piastrelle esagonali, creando un suggestivo effetto decorativo; le pareti antracite, invece, sono arricchite da stampe che riproducono il patrimonio architettonico della fabbrica ex Caproni, impiegate anche per l’area ristorante all’ultimo livello.

Dal primo al quinto piano, sono distribuite le 50 stanze e le 5 suite, al cui interno viene invertita la disposizione dei colori scelta per le aree pubbliche: le pareti sono ora intonacate di bianco e il soffitto è invece antracite, garantendo così una maggiore luminosità agli ambienti privati. Dotate rispettivamente di una superficie di 24 mq e 42 mq, le camere si differenziano nelle finiture, maggiormente curate nelle suite che risultano impreziosite da un pavimento in parquet di rovere e da eleganti boiserie in essenza di noce.

Il nuovo hotel 4 stelle in via Mecenate progettato da Piuarch
Il nuovo hotel 4 stelle in via Mecenate progettato da Piuarch
Il nuovo hotel 4 stelle in via Mecenate progettato da Piuarch
Il nuovo hotel 4 stelle in via Mecenate progettato da Piuarch

Non c’è nulla di superfluo e la decorazione è assicurata dal sapiente accostamento dei materiali e dalla funzionalità distributiva, per un progetto che crea una corrispondenza perfetta tra interno ed esterno e che assegna al coronamento e alla sua sagoma sfaccettata il vero ruolo di protagonista dell’intervento. 

Immagini: Andrea Martiradonna



28 Giugno 2017 / / Design

Buon mercoledì carissimi, la mia lista degli argomenti è stata stravolta da una passione che volevo condividere con voi.. quindi, per oggi, nessun articolo su carte da parati, nessun home tour, la mia testa è solo per lei e per le sue illustrazioni ( tra l’altro sto aspettando un pacchettino con due suoi libri!!..non vedo l’ora 😁) sto parlando di ELISE GRAVEL, come avete intuito dal titolo.
E’ un’illustratrice nata a Montreal nel 1977, potete seguirla su instagram, basta cercare elise_gravel, è autrice di numerosi libri per bambini, prende ispirazione dal mondo che la circonda,e attraverso la sua mano, lo trasforma in simpatici animaletti e personaggi. La cosa che mi piace dello stile di Elise, è che attraverso la semplicità del tratto e i pochi elementi che creano un suo personaggio, riesce a trasmettere stati d’animo, umori, azioni…solo con pochi segni.



ovviamente queste immagini sono solo una piccolissimissima parte del suo lavoro.. se volete vedere altro, potete andare sul suo sito cliccando qui oppure seguirla sui vari canali social…
ed ora prometto che nel prossimo articolo si parlerà di interni ( classico articolo per far fuggire i lettori ahaha ma il marketing non fa proprio parte di me 😂😅)
Buon proseguimento di giornata.. a presto.. 
Musica: Penny & The Quarters – You and Me


28 Giugno 2017 / / Dettagli Home Decor

Nuovo sistema di filtrazione dell’acqua GROHE

La aspettavamo da tempo e ora eccola qui: l’estate! Giornate più lunghe, tanta voglia di stare all’aperto, sole e soprattutto caldo. Ed è proprio il caldo che spesso può portare anche problemi di idratazione, ecco perché gli esperti raccomandano in questo periodo di bere almeno due litri di acqua al giorno e di aumentare il consumo di frutta e verdura. È così che GROHE Blue Home diventa il migliore alleato del nostro benessere: acqua fresca filtrata, naturale, leggermente frizzante o frizzante in qualsiasi momento, con un semplice tocco di pulsante.

Con il nuovo sistema di filtrazione dell’acqua GROHE, affrontare il caldo estivo sarà un gioco da ragazzi e inoltre la vita sarà più semplice: mai più corse al supermercato per comprare pesantissime casse d’acqua ma, acqua fresca e filtrata senza attese ogni volta che desideri, direttamente dal miscelatore della tua cucina. La disponibilità del filtro al magnesio inoltre dà un tocco di energia in più alla tua estate, permettendoti di integrare i sali minerali persi durante le giornate più calde.


nuovo sistema di filtrazione dell’acqua GROHE
Il design di GROHE Blue Home e le dimensioni compatte del refrigeratore lo rendono perfettamente adattabile agli ambienti domestici di oggi. Può essere sistemato direttamente sotto il lavello o entro un raggio di 4 metri anche in uno spazio di soli 30 cm di larghezza. Inoltre, sia il filtro che l’addizionatore di anidride carbonica possono essere facilmente sostituiti.

GROHE Blue Home, inoltre, è un prodotto amico della salute e dell’ambiente. È stato dimostrato, infatti, che chi può accedere direttamente all’acqua dal miscelatore di casa propria, arrivi a bere fino al 35% in più rispetto a chi utilizza l’acqua in bottiglia: un vero e proprio toccasana per il benessere quotidiano. Il nuovo sistema di filtrazione dell’acqua GROHE rappresenta una scelta eco-friendly perché evita la produzione, il trasporto e lo smaltimento di bottiglie d’acqua.

GROHE Blue Home la scelta ideale per la tua estate da bere! 
www.grohe.it

28 Giugno 2017 / / La Gatta Sul Tetto

Icone del design: la mitica poltrona Sacco

Ebbene si, ci sono dei pezzi d’arredo che ormai fanno parte dell’immaginario comune: la mitica poltrona sacco, protagonista dell’esilarante gag di Paolo Villaggio nei panni di Fracchia, è uno di questi.

Chi non si ricorda la scena in cui il vessato ragioniere tenta, senza successo, di sedersi sull’”orrido pouf” senza scivolare o sprofondare? In realtà questa poltrona, disegnata nel 1968 da tre giovani designer, Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro, all’epoca del film era già entrata nell’olimpo delle icone del design, vincendo nel 1970 l’ambito Compasso d’oro ed entrando due anni dopo nella collezione del MoMa di NewYork.

Icone del design: la mitica poltrona Sacco gatto
Il mio gatto Silver si gode la “sua” poltrona

Priva di struttura fissa, anticonvenzionale e versatile, la poltrona Sacco non è mai uguale a se stessa, ma cambia forma a seconda delle esigenze di chi si siede, o meglio, di chi vi sprofonda comodamente, grazie all’imbottitura di palline di polistirolo.

Oltre all’originale, prodotta da Zanotta, esistono in commercio riproduzioni più o meno fedeli a prezzi accessibili: oggi ho la possibilità di testarla per voi grazie a modaedesign.com, che commercializza una riproduzione di alta qualità prodotta da Avalon.

Il test

Il prodotto che ho ricevuto è il modello grande, dalle dimensioni di circa 70 cm di diametro in posizione verticale e di 120 cm x 80 cm in posizione orizzontale. La poltrona è leggera e facilmente trasportabile, cosi da poterla spostare a piacimento, anche in esterno.

Il rivestimento è in tessuto tecnico Jive antistrappo, non si sgualcisce ed è completamente sfoderatile e lavabile, sia con acqua e sapone, sia in lavatrice.

Ho fatto una prova con una macchia di cioccolato, lavando la superficie con una spugnetta imbevuta di acqua e sapone di Marsiglia, come potete vedere nelle immagini: la macchia è scomparsa senza problemi.

Icone del design: la mitica poltrona Sacco test macchia

Ho utilizzato la poltrona in questi giorni d’inizio estate, caldi e umidi, e devo dire che questo tessuto non scalda e non si appiccica alla pelle, tanto che anche il mio gatto, che istintivamente sceglie i posti più confortevoli per le sue pennichelle, ha gradito molto!

Il maggiore punto di forza di questo prodotto è rappresentato, secondo me, dalla sua capacità ergonomica di adattarsi alla forma del corpo e alle esigenze del momento: basta decidere, per esempio, a che altezza vogliamo la seduta, creare un piccolo avvallamento nel sacco e sedersi, o sdraiarsi se si vuole riposare.

Icone del design: la mitica poltrona SaccoIcone del design: la mitica poltrona Sacco

Icone del design: la mitica poltrona Sacco


Punti di debolezza francamente non ne ho trovati, dopo un mese intero di test: va detto che bisogna “prendere confidenza” con l’oggetto, sperimentando varie posizioni per trovare quelle che per noi sono più comode. 

Icone del design: la mitica poltrona Sacco

Sul modaedesign trovate la poltrona sacco anche con il rivestimento in eco pelle classica o “coccodrillo”, nelle misure grande o più piccola, adatta ai bambini.

Ringrazio la mia amica Eriko Hirahara e il mio gatto Silver per aver dedicato il loro tempo al test. 

Scopri altre icone del design

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28 Giugno 2017 / / ChiccaCasa

Il mio camino, d’estate, diventa una sorta di ripostiglio. Ci metto le scorte delle bottiglie dell’acqua e i carboni per gli arrosti.
Molto comodo, ma altrettanto brutto da vedere.
Il camino si trova nella cucina, la quale è arredata con pezzi vintage e moderni. Allora ho pensato di creare una tenda per coprire e, allo stesso tempo, vestire l’apertura del camino.
Ho scelto la stessa stoffa rigata che avevo utilizzato per un cuscino da divano. Un cotone leggero in tonalità neutre.

Se ti piace l’idea, sappi che realizzare la tendina è superfacile e soprattutto, non è necessario saper cucire.
Io, infatti, non ho una macchina da cucire, e anche se ne disponessi, probabilmente non saprei usarla.
Per rifinire il tessuto, al posto di ago e filo ho utilizzato (e qui le sarte in ascolto sobbalzeranno!) la colla a caldo!
Se non hai la pistola della colla a caldo, puoi acquistare una colla per tessuti.

Quello che ti occorre per questo DIY è:
– un tessuto a tuo piacimento
– forbici da stoffa
– colla a caldo o colla per tessuti
– un’asta regolabile per tende che raggiunga la larghezza del tuo camino
– 10-15 minuti di tempo libero (puoi approfittarne, mentre aspetti che la pasta cuocia!)
– spilli

Passo dopo passo, ecco come ho realizzato la mia tendina:

1. Ho tagliato un rettangolo delle stesse dimensioni dell’apertura del camino. Se tu preferisci che la tenda abbia un effetto ondulato puoi tagliare il tessuto tenendo la lunghezza maggiore di quella del camino. 
2. Ho creato una piega (verso l’interno) di 2 cm su ciascuno dei due lati paralleli e l’ho messa in evidenza con il ferro da stiro. Puoi tenere la piega ferma, in modo che resti dritta con degli spilli, che toglierai dopo passato il ferro da stiro sulla piega.
3. Ho steso la colla a caldo sulle alette, ripiegandole poi, nello stesso modo del punto 2.
4. Ho creato una piega verso l’interno, di 2 cm, sulla base del rettangolo e l’ho evidenziata con il ferro da stiro.
5. Ho incollato l’aletta così formata e l’ho piegata verso l’interno per fissarla al resto del tessuto.
6. Sulla parte superiore del rettangolo, ho realizzato un’asola a tutta lunghezza. Ho piegato il bordo verso l’interno ‘per circa 3 cm e ho incollato solo il bordo al resto del tessuto.  Nella figura, ho chiamato A il bordo del rettangolo di stoffa e B, la linea immaginaria, 3 cm più in basso rispetto ad A, che deve andare a coincidere con A per formare l’asola.

Infine, ho inserito il bastone nell’asola e l’ho fissato alle pareti del camino. In commercio esistono diversi tipi di bastoni regolabili. Alcuni (come il mio) comportano la necessità di bucare il muro per inserire dei ganci a cui fissare le estremità, altri si incastrano soltanto tra una parete e l’altra.

Il risultato mi piace perchè conferisce un senso di ordine ed uniformità all’ambiente.

  

Se non hai un camino, puoi utilizzare questo tutorial per creare una tenda che sostituisca delle ante oppure una porta, o, magari, puoi realizzare la tenda per la tua finestra (d’altronde è quello il loro utilizzo più diffuso! 😉 ).

Ora dimmi, che ne pensi della new entry della casetta?

Illustrazioni, foto e tutorial di Federica Del Borrello, Chiccacasa


 

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27 Giugno 2017 / / Idee