28 Luglio 2017 / / ArtigianaMente

La Sicilia terra d’ispirazione. Per Dolce&Gabbana da sempre, dalle origini del loro marchio fino alla sfilata ambientata a Palermo lo scorso luglio che è stata un inno al folclore e all’artigianato siciliani, come il famosissimo carretto, le teste di moro, le ceramiche e il teatro dei pupi. Ecco cosa dovrebbero fare le grandi aziende e le griffe. Promuovere la propria terra, con le sue tradizioni e peculiarità. E così la Sicilia è diventata fonte di ispirazione per tante idee per la casa. Che io apprezzo molto. 

A cominciare dagli elettrodomestici Smeg: chi non ama il loro design anni ’50? Il frigorifero bombato, il frullatore, il tostapane? Proprio dalla collaborazione con Dolce&Gabbana è nata la linea Sicily is my love. 

idee per la casa

idee casa

Anche gli elettrodomestici servono per arredare casa.


Made a Mano è un’azienda che adoro e seguo su Instagram, perché parte dalla tradizione del territorio distinguendosi per il design contemporaneo. Fondata nel 2001 dall’imprenditore nelle arti ceramiche Rosario Pirrinello, detto “il sarto della pietra lavica”, Made a Mano realizza ceramiche con argille da pietra lavica dell’Etna. Le piastre poi vengono decorate dai maestri della ceramica di Caltagirone.

Ho selezionato i decori che mi piacciono di più.

Le contemporanee

idee per la casa

Le tradizionali

idee regalo per casa

Immagini Made a Mano

Della Sicilia adoro i vasi antropomorfi. Cambiano a seconda dalle mani dell’artigiano che crea questi meravigliosi vasi: questo è il bello dell’artigianato, non è mai uguale a se stesso. Accanto alla linea comune della tradizione si innesta il carattere e l’unicità della persona.. I più radicati sono le teste di moro, nati da una bellissima leggenda.

Si narra che nel quartiere arabo di Palermo, la Kalsa, durante la dominazione araba, vi abitasse una bellissima fanciulla che trascorreva le giornate a curare i fiori del suo balcone. Un giorno, un giovane moro, passando sotto il balcone della fanciulla, la notò mentre accudiva le sue piante e se ne invaghì perdutamente.

Le dichiarò subito il suo amore e la bella ragazza ricambiò il sentimento. Purtroppo il giovane moro era già sposato e aveva figli e quando la fanciulla seppe che sarebbe tornato alla sua famiglia, lo uccise la notte precedente la partenza in pieno sonno.

Gli tagliò la testa e la utilizzò come vaso piantandovi del basilico, pianta regale, pianta anche dell’amore e della passione. Il giovane rimase per sempre con lei e il bellissimo vaso destò l’invidia dei vicini che così decisero di fabbricare dei vasi a forma di testa di moro.

Nelle immagine sotto, sullo sfondo {in alto a sinistra} le teste di moro sulle mensole.


Accanto ai vasi antropomorfi, ci sono anfore e altri oggetti di ceramica, che raccontano la quotidianità di un luogo sia nella forma sia nei disegni.

Anticamente quest’oggetto {sopra} era usato soprattutto come contenitore di vino, il quale era bevuto direttamente dalla fiasca, adagiando la bocca al beccuccio. E’ stato foggiato al tornio e decorato a mano, con motivi tipici del Settecento.

Il il fico d’india è una pianta tipica siciliana {del Sud in genere}, proposta sin dagli anni cinquanta dai ceramisti calatini, producendo diversi souvenir: porta candela, posacenere e piccoli vasetti.

In quest’opera il ceramista ha prodotto una cesta con l’uso di otto pale con frutti, adatta per essere usata come centrotavola, svuota tasche o portafrutta.

Ceramiche da Ceramicart


Poi ci sono i pupi che affondano le radici nelle rughe del tempo.

I pupi sono legati al teatro. L’Opera dei Pupi è un tipo di teatro delle marionette, i cui protagonisti sono Carlo Magno e i suoi paladini. Le gesta di questi personaggi sono trattate attraverso la rielaborazione del materiale contenuto nei romanzi e nei poemi del ciclo carolingio, della Storia dei Paladini di Francia e dell’Orlando furioso. Le marionette sono appunto dette pupi {dal latino “pupus” che significa bambino}.

L’Opera dei Pupi si affermò nell’Italia meridionale: nella prima metà del XIX secolo a Napoli, grazie a Giuseppina d’Errico, chiamata “Donna Peppa” e in Sicilia, tra la seconda metà del XIX e la prima metà del XX secolo.

Nel 2008 l’UNESCO ha iscritto l’Opera dei Pupi tra i Patrimoni Orali e Immateriali dell’Umanità, dopo averla originariamente proclamata nel 2001. È stato il primo Patrimonio italiano a esser inserito in questa lista.

Il puparo curava lo spettacolo, le sceneggiature, i pupi, e con un timbro di voce particolare riusciva a dare suggestioni, ardore e pathos alle scene epiche rappresentate. I pupari, pur essendo molto spesso analfabeti, conoscevano a memoria opere come la Chanson de Roland, la Gerusalemme liberata e l’Orlando furioso.

Pupi Francesco Salamanca

Trovo che siano molto belli per arredare la propria casa. Mia cugina – dopo un viaggio in Sicilia – li ha portati nella sua casa sulle Dolomiti e ne ha messi tre su una porta di legno che usa di rado. Ci stanno benissimo. Mi piacciono anche a parete. Si abbinano bene allo stile rustico e sono capaci di riscaldare e personalizzare ambienti moderni.


Nell’immaginario collettivo, e nel mio, dire Sicilia vuol dire anche coffa. Indossarla d’estate è un must e usarla come porta riviste è un’idea originale. Per una casa in stile boho chic.

Coffe Tizzini

 

 

 

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28 Luglio 2017 / / Dettagli Home Decor

Vuoi ricreare lo stile industriale nel tuo living senza necessariamente vivere in un loft? Scegliere un divano Chesterfield in pelle invecchiata è sicuramente la mossa giusta da cui partire.

Il divano è il protagonista indiscusso dell’ambiente living, indispensabile per la zona dedicata alla convivialità e al relax, e con il suo design determina lo stile dell’ambiente.

Elegante e dal sapore retrò, il divano Chesterfield è un vero e proprio must per chi predilige lo stile industriale e un po’ vintage, inoltre il suo particolare design ricco di fascino lo rende un complemento d’arredo sempre alla moda.

Nato in europa nel XVII secolo, l’originale Chesterfield viene realizzato artigianalmente in Inghilterra ma il suo costo non è certo alla portata di tutti. In commercio si trovano molte rivisitazioni, alcune realizzate in chiave contemporanea e altre proposte nella versione classica, proprio come il divano Chesterfield Saint Paul commercializzato da PIB home, e-commerce specializzato nella vendita di mobili e complementi in stile vintage, industriale e scandinavo, di cui vi abbiamo parlato lo scorso anno e che potete trovare qui.

divano Chesterfield Saint Paul di PIB home


Il divano Chesterfield Saint Paul viene rigorosamente realizzato artigianalmente seguendo la medesima tecnica inglese e questo lo si nota dalle finiture impeccabili che lo contraddistinguono e che lo rendono un prodotto di qualità.

In fase di realizzazione la pelle utilizzata viene appositamente invecchiata per conferirgli un look vintage dal grande fascino. I suoi braccioli arrotondati, lo schienale imbottito e la morbida seduta, rendono il divano Chesterfiled Saint Paul un complemento d’arredo comodissimo.


divano Chesterfield Saint Paul di PIB home
divano Chesterfield Saint Paul di PIB home

I cuscini della seduta, lo schienale, così come i braccioli sono imbottiti di fibra e schiuma. Per facilitarne il trasporto le gambe si possono facilmente rimuovere. Proposto nel colore Marrone caprioloRAL 8007 – il divano Chesterfield Saint Paul è disponibile in diverse dimensioni, compresa la poltrona che può essere abbinata per completare le sedute del living.
Il divano Chesterfield è una vera e propria icona del design ma per ricreare l’atmosfera industriale e un po’ retrò, occorre abbinarlo a finiture, elementi d’arredo e accessori nel giusto stile.

Se il vostro living dispone di una o più pareti in mattoni a vista, un pavimento in legno o in cemento, è già un’ottima base di partenza per ambientare al meglio il vostro divano Chesterfied.

Per ricreare lo stile industriale nel living di casa occorre innanzitutto partire dalla giusta scelta cromatica che in questo caso predilige tonalità che vanno dal marrone al beige, dal grigio al nero e un caldo arancio ruggine. Una gamma di colori che prende ispirazione proprio dai materiali che caratterizzano questo stile: ferro, legno, metallo, cemento e mattoni. Per quanto riguarda mobili e complementi d’arredo optate per soluzioni funzionali e resistenti caratterizzati da linee essenziali e realizzati con materiali grezzi come legno, ferro e metallo, aggiungendo alcuni oggetti decorativi ispirati allo stile industriale e vintage.

mobili e complementi d'arredoin stile industriale PIB home

Sopra una selezione di prodotti che abbiamo scelto nel sito PIB home che si sposano perfettamente al divano Chesterfield Saint Paul valorizzandolo al meglio e ideali per ricreare lo stile industriale nel vostro living.


28 Luglio 2017 / / +deco

Il futuro del design vedrà da un lato uno sforzo sempre più raffinato e creativo di presentare nuove forme, dall’altro sarà concentrato a  migliorare la performance di arredi e  spazi.

Nell’ultima metà di secolo, la produzione e vendita di oggetti è aumentata enormemente e la sete di nuove idee si è  intensificata in maniera vertiginosa.

Le immagini circolano velocemente e diffusamente, con l’inevitabile conseguenza che diventano vecchie in breve tempo.

Mentre in passato, lo sviluppo e la popolarizzazione di un nuovo design avveniva in anni, adesso un nuovo prodotto è davanti agli occhi di tutti e pronto per essere acquistato in pochi secondi o, meglio, in pochi click. I trend vanno e vengono così rapidamente che essere trendy è un lavoro a tempo pieno e costoso.

Visto che negli ultimi anni siamo stati sommersi da immagini ed oggetti e che viviamo in una società ingorda, essere originali sta diventando difficile.

In campi dove l’estetica deve incontrare la funzionalità, come nell’interior design e nella moda, farsi venire in mente un nuovo concetto o idea è impegnativo.

Design, moda e architettura non sono come la musica che offre un’infinita combinazione di note; devono prendere in considerazione l’uso di un oggetto e perseguire standard di comodità e performance.

Cosa ha quindi in serbo per noi il futuro del design?

Secondo me, nei prossimi anni, i designer si concentreranno nell’inventare nuove forme o stili e si focalizzeranno nel dotare arredi e spazi di nuove funzioni.

I designer forzeranno i limiti della funzionalità al fine di presentare look freschi e prodotti più efficienti.

Vedremo case che assomiglieranno solo lontanamente a quelle classiche, arredate con tavoli con touch screen incorporati o letti che reagiscono alle necessità dei nostri corpi. Compreremo tessuti che non hanno bisogno di essere stirati, che non prendono fuoco e che non si stringono e sarà normale accendere il forno dal telefonino.

Elementi naturali e oggetti vintage compenseranno questa pulsione ad avere o sperimentare continuamente cose nuove.

Nelle nostre case avremo pavimenti in legno, piante e pezzi di arredamento dal passato per ricordarci chi eravamo, in una società che muove troppo veloce e produce troppo.

Il futuro del design porterà agli estremi il concetto di evoluzione e contemporaneamente rifletterà sul fatto che troppa evoluzione può trasformarsi in devoluzione.

 

Questo post è parte delle  Design Blogger Competition organizzata da CGTrader, clicca su questa pagina per maggiori informazioni.

Se vuoi leggere la mia intervista sui trend  2017 nell’Interior Design, click qui invece.

La Frame di Samsung, una televisione che sembra un quadro.

La Frame di Samsung, una televisione che sembra un quadro.

Il nuovo look di Bonnemazou Cambus di un oggetto di un uso quotidiano.

Il nuovo look di Bonnemazou Cambus di un oggetto di un uso quotidiano.

La Origami house dello studio AGi Architects in Kuwait, un edificio che supera il concetto della casa presente.

La casa Origami dello studio AGi Architects in Kuwait, un edificio che supera il concetto della casa presente.

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28 Luglio 2017 / / Tea Stylist


Gentili architetti Chiara e Giuseppe, sono Daria di Teramo e leggo sempre il vostro blog di stili e arredamento, adoro le cucine in muratura e vi chiedo se avete in mente di proporre un post su questo tema che possa ispirare la ristrutturazione della mia cucina.

Ciao Daria, accogliamo volentieri il tuo suggerimento. Con te lanciamo la nostra rubrica “Lo Stylist risponde” per chi intende rinnovare gli spazi della sua casa e cerca un consiglio di stile o semplicemente ispirazione.

Le cucine in murature rappresentano delle soluzioni di arredamento in cui tradizione e innovazione sono in perfetto equilibrio e, se ben progettate, sono senz’altro ottimi esempi di stile ed eleganza. E poi, aggiungo, danno immediatamente un’idea forte di accoglienza esaltando la convivialità.
Le cucine in muratura sono perfette per qualsiasi stile e quindi l’idea, sempre vaga, che vada associata alla sola tipologia rustica dell’arredo la trovo oramai fuori tempo. Stile moderno, contemporaneo, minimal, shabby, nordico, country, mediterraneo, provenzale, dipende solo dal tuo stile preferito e dalle tue abitudini nel vivere la cucina.  La scelta di materiali e finiture partecipano alla definizione dello stile, ma è la tua personalità che determinerà la linea e l’anima della tua cucina.
Ecco una galleria di immagini che senza dubbio ti ispireranno e magari ti aiuteranno a determinare con sicurezza lo stile che fa per te. Con le idee chiare avrai modo di guidare il tuo progettista verso la realizzazione della cucina dei tuoi sogni.

A presto, Chiara



Via delle foto: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13

Ti è mai capitato di leggere nella descrizione della camera di un albergo “letto alla francese” e non conoscere modello e caratteristiche?
Facciamo un po’ di chiarezza su questo termine e sulle dimensioni di questo letto così da aiutarti a capire se fa al caso tuo.

Devi sapere che: il letto alla francese è più grande di un letto singolo e più grande di un letto ad una piazza e mezza ma più piccolo di un letto matrimoniale.

Letto alla francese: quali misure

Le misure standard di un letto alla francese sono cm 140 x 190. A seconda del produttore queste dimensioni indicative possono variare leggermente. In generale, le misure dei letti alla francese in commercio online e in vendita in quasi tutti i negozi d’arredamento possono essere le seguenti:

  • cm 138 x 198
  • cm 140 x 190 (la più diffusa quando si parla di letto francese)
  • cm 140 x 195
  • cm 140 x 200
  • cm 142 x 200
  • cm 142 x 205

È bene specificare che tutte queste dimensioni sono espresse in centimetri e si riferiscono alle misure della rete letto, in pratica alle dimensioni del materasso. Le misure del letto nella sua interezza, ovvero il suo ingombro totale, non coincidono necessariamente con le misure del materasso e non influenzano la classificazione di un letto in letto alla francese.

Chi dovrebbe scegliere un letto alla francese

Questo tipo di letto è la scelta ideale se:

  • dormi da solo: ami avere tanto spazio a disposizione, ti muovi molto durante il sonno, hai una camera da letto singola di dimensioni generose;
  • dormi in coppia: siete affiatati e amate dormire uno molto vicino all’altro, siete freddolosi e volete scaldarvi a vicenda.

Il letto alla francese è molto diffuso anche:

  • nelle camere d’albergo, spesso sia in quelle singole sia in quelle matrimoniali, in hotel internazionali e non.
  • tra le coppie che preferiscono dormire in camere separate per i motivi più vari: uno dei due russa molto forte, uno preferisce addormentarsi con la luce l’altro al buio, uno ama dormire con la finestra aperta e il condizionatore accesso l’altro non si separa dal lenzuolo nemmeno in piena estate.
  • in camere da letto matrimoniali piccole nelle quali un letto matrimoniale di dimensioni standard cm 160 occuperebbe troppo spazio e non garantirebbe agevoli spostamenti.

Il consiglio dell’arredatore: chi sceglie un letto alla francese per problemi di spazio e di ambienti di piccole dimensioni dovrebbe valutare un modello con box contenitore che aiuta ad organizzare e ordinare la camera.

Best seller: i letti alla francese più amati

1.
Per chi vuole andare sul sicuro un letto alla francese imbottito è sempre la soluzione migliore. Tessuto, pelle, ecopelle sono disponibili in una grande varietà di colori e offrono l’imbarazzo della scelta, per un letto tessile da personalizzare secondo i propri gusti.

Letto Dundee: imbottito e rivestito, anche con box contenitore

2.
Tutto in ordine nel letto alla francese contenitore: il box può essere utilizzato per riporre lenzuola, coperte e cuscini.
Per il massimo dell’igiene e per evitare il contatto con la polvere è consigliato riporre la biancheria in sacche e custodie ben chiuse.

Letto Karisma: con rete letto cm 140, senza contenitore o con box ad alzata semplice o doppia

3.
Chi aspira al massimo dell’eleganza e non è disposto a cedere a compromessi può valutare un letto alla francese in vera pelle con testiera capitonnè. Materiali di prima scelta, dettagli finemente realizzati e preziose lavorazioni non si fanno togliere gli occhi di dosso.

Letto Lauderdale: in pelle, ecopelle, tessuto con testiera alta con lavorazione capitonnè

4.
Il letto alla francese classico in ferro battuto o laccato arreda da tempi immemori le camere da letto. Linee dalla forte ispirazione classica, materiali di qualità sapientemente lavorati e dettagli rubati alla tradizione continuano ad affascinare e a farsi amare.

Letto Oliver: letto con struttura in ferro pieno, arco e pomoli in ottone

5.
Il letto alla francese non si fa mancare nulla e tra i modelli più richiesti balza ai primi posti un letto moderno con piedini alti, cuscini di testiera reclinabili e box contenitore.  Complici del successo l’alta personalizzazione, un design accattivante e un meccanismo alzaletto manuale (comodo per sollevare e spostare tutta la struttura per pulire il pavimento sottostante) e soprattutto un prezzo vantaggioso.

Letto Winnipeg: letto contenitore con piedini alti sottili e testiera con due cuscini reclinabili

6.
Un altro intramontabile best seller è il letto alla francese sommier, il salvaspazio per eccellenza se scelto nella versione con contenitore. La mancanza della testiera è un dettaglio particolarmente vantaggioso in camere piccole: i centimetri guadagnati possono essere destinati ad altri arredi o sfruttati per spostarsi agevolmente nella stanza.

Letto Cinnamon: sommier con rete letto cm 140 e giroletto slim, medium, large

7.
Il materiale ancestrale per eccellenza non manca (e non stanca) mai. Il letto alla francese in legno è un modello sempre attuale che colpisce per linee essenziali e forme semplici, particolarmente consigliato a chi soffre di allergie alla polvere poiché è facile e veloce da pulire con un panno antistatico. Le stesse caratteristiche sono proposte in un letto alla francese in laccato.

Letto Marlin: letto in legno essenza, rovere laccato, laccato opaco o nobilitato

8.
Il letto alla francese a scomparsa, una soluzione intelligente e salvaspazio per monolocali, case di villeggiatura, piccole abitazioni per studenti. Quando il mobile è chiuso sembra un semplice armadio, da aperto svela un comodo letto con materasso.

Letto Poker: letto abbattibile, a scomparsa, nascosto in un mobile trasformabile

 

Il consiglio in più: rendi accogliente questo letto, scegli un materasso alla francese e della biancheria per letto alla francese.

Hai trovato il letto alla francese che fa per te o vuoi scoprire altri modelli? Vuoi conoscere le dimensioni esatte e tutti i colori disponibili? Non sai quale materasso scegliere? Vuoi conoscere il prezzo compreso di spedizione? Clicca qui sotto e chiedi aiuto ai nostri arredatori.

 

Vuoi conoscere di più sugli altri modelli di letto e le loro dimensioni? Leggi gli approfondimenti su:

28 Luglio 2017 / / Dettagli Home Decor

Rinnovare l'ufficio per favorire il coworking

Il contest di cui si parla oggi riguarda un cliente indiano che ha chiesto alla comunità di GoPillar (Ex CoContest) – prima piattaforma al mondo di crowdsourcing per l’architettura e l’interior design che mette in contatto i clienti con oltre cinquantaquattromila professionisti di tutto il mondo – di rinnovare il loro ufficio per creare un ambiente di lavoro giovane che favorisca il coworking..


Vediamo nel dettaglio i tre progetti di maggior successo.

Rinnovare l'ufficio per favorire il coworking

Frida Vokshi ha presentato un progetto ispirato alle moderne aree industriali. Gli spazi aperti permettono a tutti i dipendenti di comunicare e lavorare favorendo il coworking. Per l’arredo sono stati scelti degli scaffali che consentono di ottimizzare al meglio lo spazio.

Rinnovare l'ufficio per favorire il coworking
L’architetto statunitense Fausa Gosselin ha proposto un progetto scandito dal design semplice, pulito e funzionale, organizzando l’ufficio su due livelli. Il piano terra è stato organizzato con cabine e uffici, mentre il secondo piano ruota intorno alla stanza della direzione posizionata al centro, con facile accesso a tutti i servizi.


Rinnovare l'ufficio per favorire il coworking
L’architetto Aedea di Jakarta, vincitore del contest, ha proposto un ufficio al cui centro si trova l’area comune. In questo modo la zona relax crea uno spazio aperto che favorisce la condivisione di idee e la risoluzione dei problemi tra i colleghi.


28 Luglio 2017 / / Baliz Room

Ammettiamolo, da quando gli elettrodomestici anni ’50 di SMEG hanno fatto capolino nelle riviste e negli styling più di tendenza, anche i “non addetti ai lavori” sentono il sottile bisogno di stringere tra le mani qualcosa che abbia sopra quella scritta così ermetica e seducente. A proposito, non sapete per cosa sta SMEG? Portate pazienza e ve lo svelerò alla fine del post 😉

Tornando a noi…la semplicità di questa affascinante linea anni ’50, e la sua versatilità, l’hanno resa sempre più presente nel paesaggio domestico, tanto da rappresentare il made in Italy anche oltreoceano.

L’azienda SMEG è stata fondata a Guastalla da Vittorio Bertazzoni nel lontano 1948. Fin dai suoi inizi è stata un’azienda pioniera nel campo degli elettrodomestici: è di SMEG una delle prime cucine a gas con accensione automatica, e la prima lavastoviglie da 60 cm con una capienza di 14 coperti.

smeg-elettrodomestici-balizroom

 

Accanto al frigorifero, ormai un oggetto di culto, l’offerta di SMEG è molto varia. Spazia dai piccoli elettrodomestici ai minibar, fino alle lavastoviglie e alle lavatrici ( anche in rosa, giusto per informare le pink addicted!).

Insomma, la scelta è molto ampia, per accontentare tutti i bisogni e i gusti della casa contemporanea. Che preferiate lo stile moderno, vintage o country, SMEG è l’azienda giusta per dare quel tocco di personalità di cui ogni spazio ha bisogno.

Per rifarci un po’ gli occhi, ecco una gallery di cucine molto diverse tra loro, ma che hanno in comune SMEG. 

smeg-cucina-bianco-balizroom

smeg-cucina-contemporanea-balizroom

smeg-cucina-giallo-balizroom

smeg-cucina-grigia-balizroom

smeg-cucina-legno-balizroom

 

smeg-cucina-moderna-balizroom

smeg-cucina-vintage-balizroom

smeg-cucina-scacchi-balizroom

Ed eccoci arrivati alla fine…pensavate mi fossi dimenticata?? Sveliamo il mistero: SMEG è l’acronimo di Smalterie Metallurgiche Emiliane Guastalla, lasciato inalterato in ricordo dell’iniziale attività di smalteria e lavorazione di metalli.

Soddisfatta la vostra curiosità, spero vi sia anche piaciuta questa selezione di cucine dagli stili più disparati. Per me è sempre bello navigare su Pinterest e farmi sorprendere dalle diversità che offre il mondo dell’interior design, ma quello che mi piace di più è stupire poi voi che mi seguite 🙂

Qual è la vostra preferita? Quale si avvicina di più al vostro stile? Io non so decidermi perché tutte hanno il loro fascino!

P.s. dopo questo post, è inevitabile: vado a controllare i costi dei frullatori per vedere se sono compatibili con i miei risparmi 😀

Baci,

Baliz