15 Settembre 2017 / / Design

Il ritorno di un classico del design scandinavo

Il 2017 segna il 60° anniversario della famosa sedia Grand Prix™ di Arne Jacobsen, un design che prende il nome dalla vittoria del prestigioso premio Grand Prix presso la Triennale di Milano nel 1957. Unitmente alla sedia, Arne Jacobsen progettò anche un tavolo Grand Prix che fu disponibile al pubblico solo per un breve periodo di tempo a causa delle difficoltà nella produzione. Ora, per celebrare la sedia Grand Prix, Republic of Fritz Hansen™ rilancia il tavolo Grand Prix

In maniera analoga alla sedia Grand Prix, Arne Jacobsen progettò in origine anche il tavolo Grand Prix™ con solide gambe in faggio e una superficie con impiallacciatura laccata. Tuttavia, la struttura aveva poca stabilità e il tavolo usci di produzione. Il team al design di Fritz Hansen ha intrapreso di recente il compito di modificare la struttura del tavolo senza alterarne il design. La versione del 2017 presenta gambe in legno massello leggermente più ampie e un binario in acciaio sotto la superficie con impiallacciatura laccata, per offrire una stabilità ottimizzata. Questo semplice tavolo moderno è ora disponibile in quercia in tre dimensioni e presenta orli lisci e arrotondati, che contribuiscono alla sua espressione morbida. 


Il ritorno di un grande classico del design scandinavo
Il ritorno di un grande classico  del design scandinavo
Il ritorno di un grande classico del design scandinavo
Il tavolo sarà disponibile presso i concept store Fritz Hansen, oltre che in negozi selezionati in tutto il mondo, a partire da settembre 2017.


15 Settembre 2017 / / Design

Se siete in procinto di acquistare una nuova cucina, sicuramente vi sarà balzata in mente l’idea di acquistare una cucina in legno. Ovviamente, come ogni cosa, una cucina in legno ha i suoi vantaggi e svantaggi; andiamo ad analizzarli.

I vantaggi di una cucina in legno

1. Naturalezza
Sicuramente una cucina in legno ha quella semplicità che gli amanti della natura apprezzeranno sicuramente. Inoltre, contrariamente agli altri tipi di materiali, dà un tocco di unicità alla vostra cucina.

2. Varietà
Diversamente a quanto si possa pensare, scegliere una cucina in legno significa anche andare incontro alla scelta di una serie di caratteristiche della cucina. È possibile scegliere lo stile, il colore, le finiture ed altre caratteristiche dei mobili, ma anche del tavolo e delle sedie.

3. Resistenza e facilità di riparazione
I mobili in legno sono sicuramente tra i più resistenti. Ovviamente la loro resistenza dipende anche dal tipo di legno (dalla quercia si ricavano i mobili più resistenti ma ci sono anche altre qualità molto resistenti). Inoltre, è possibile riparare facilmente mobili in legno in quanto grazie a semplici rifiniture possiamo nascondere graffi e segni di usura.

Svantaggi di una cucina in legno

1. Manutenzione ordinaria
Se si ha una cucina in legno, bisogna prestare attenzione a tutta una serie di cose. Ad esempio, occorre evitare di esporre troppo la cucina ai raggi solari (per evitare cambi di tonalità) e di sovraccaricare tanto i mobili, per non incorrere nella deformazione delle mensole. Anche l’umidità è un nemico delle cucine in legno.

2. Costo
Le cucine in legno hanno in media un costo più alto rispetto agli altri tipi di cucine. Tuttavia, ci sono delle qualità di legno più economiche che consentono di avere una buona cucina spendendo poco. Ad esempio, il legno frassino è uno dei più economici e gode di una buona resistenza meccanica (si flette senza spaccarsi).

3. Pulizia
Pulire una cucina in legno è sicuramente più difficile degli altri casi. Il legno non puó essere trattato con tutti i tipi di detergenti. Ad esempio, occorre evitare assolutamente di usare candeggina e solventi sui mobili in legno.

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15 Settembre 2017 / / Design

Una giovane coppia svedese ha chiesto a GoPillar(Ex CoContest) – piattaforma di crowdsourcing per l’architettura e l’interior design che mette in contatto i clienti con oltre 54mila professionisti di tutto il mondo – di rinnovare il proprio nido d’amore a Londra, con lo scopo di poter accogliere la nascita di un figlio.

I clienti hanno posto una sola condizione: abbandonare il freddo stile inglese e utilizzare il design Nordico della loro madrepatria, integrando un bellissimo divano blu, unico elemento d’arredo da non sostituire.

A livello strutturale l’appartamento ha una pecca, ovvero l’esposizione solo su due lati. I progettisti hanno dovuto studiare la suddivisione dei diversi ambienti domestici, living, cucina, zona pranzo e una piccola camera da letto matrimoniale, in uno spazio con solo due finestre.


La sfida è stata comunque accolta con grande entusiasmo. 12 i progetti ricevuti da diversi parti del mondo, 12 proposte tra cui poter scegliere l’idea vincente, e come sempre tutte hanno soddisfatto le aspettative dei committenti.


I designers SignUp architects si sono aggiudicati il primo premio

Un colore deve dominare nello stile scandinavo ed è il bianco. Riflettente e luminoso questo colore è il filo conduttore del progetto: scelto per le pareti della casa, per le ante della cucina abbinate a un delicatissimo  acqua marina, per i mobili collocati tra l’ingresso e il soggiorno, oltre che per tutto l’arredamento della camera da letto. Ovviamente non poteva mancare il contrasto con il nero in tutte le sue tonalità: i tessuti dei cuscini, le lenzuola della camera, il tappeto posto vicino al divano, la libreria situata con grande astuzia nella sala pranzo, pensata per creare una zona lettura sfruttabile all’occorrenza.
Altro elemento cardine dello stile scandinavo è il legno: caldo e vivo questo materiale ha la caratteristica di illuminare tutto lo spazio che lo circonda, condizione essenziale per questo appartamento.

Molti designer hanno scelto proprio il legno come filo conduttore del progetto. Annie Yakimova ha impiegato un’essenza particolare, la quercia, un legno che tende quasi al giallo e in grado di regalare maggiore senso di calore all’intero appartamento. La strategia è stata quella di utilizzarlo solo come un piano. Guardando il progetto si può infatti notare il legno di quercia che parte dal fianco della cucina, prosegue come piano di lavoro e come mensole, si trasforma in un piccolo tavolo bar dotato di due sgabelli, per poi riscendere e trasformarsi in una comoda seduta per la zona pranzo.


Un’idea simile  è presente anche nel progetto proposto realizzato dal designer Diego Schiavi  che, a differenza della collega, lo ha impiegato nella parete destinata alla TV. In questo caso il legno, presente in tutto l’appartamento, è stato abbinato a elementi in metallo che richiamano lo stile industriale e regalano allo spazio un tocco decisamente inusuale e caratteristico. Le porte che separano gli ambienti (ingresso/cucina – zona living/zona notte) hanno una struttura in acciaio verniciato nero, finitura che ritroviamo nelle lampade a sospensione poste nella zona pranzo e nella camera.
pendenti sulla zona pranzo e sul letto.

A cura di GoPillar

15 Settembre 2017 / / Design

Con la sua ultima serie “Happy Never Ending”, lo street artist D*Face ridicolizza il consumismo dilagante che ha trasformato in merce persino l’amore e il romanticismo

D*Face è uno degli street artist più conosciuti al mondo. L’artista, il cui vero nome è Dean Stockton è uno dei più prolifici della sua generazione e si dedica alla street art dal 2005. Lavora con mezzi e tecniche diverse (spray, vernice, stencil, stickers, collage…) ma quello che lo contraddistingue sono i suoi personaggi disfunzionali e bizzarri che mettono in ridicolo i comportamenti della cultura di massa e il consumismo.

Dal 21 settembre al 23 ottobre 2017, D*Face terrà una nuova mostra personale alla Corey Helford Gallery di Los Angeles, intitolata “Happy Never Ending“, un omaggio al romanticismo dei tempi moderni.

D*Face "Happy Never Ending" - Corey Helford Gallery, Los Angeles

D*Face – Locandina della mostra personale “Happy Never Ending” alla Corey Helford Gallery di Los Angeles

Alla ricerca del romanticismo perduto

Nella sua critica al consumismo, infatti, D*Face ritiene che al giorno d’oggi anche l’amore sia una merce e, a proposito delle nuove opere in mostra, ha dichiarato:

“Per me queste opere riguardano la tragedia di perdere qualcuno che si ama. Non solo nel senso fisico della morte ma anche in senso metaforico, nel momento in cui il romanticismo diventa qualcosa di artificiale, come accade negli ultimi anni.
Il corteggiamento era un’arte, qualcosa di prezioso e tenuto in considerazione; il matrimonio era un legame eterno di fiducia e impegno. Invece oggi il romanticismo è paragonabile a una merce che si acquista in negozio, che si può ottenere col tocco di un pulsante o un click sullo schermo. Alla ricerca costante di qualcuno e di qualcosa di meglio, le persone si trattano reciprocamente come fossero degli oggetti, completamente accessibili e imediatamente disponibili.
Con questa nuova serie di lavori volevo riaccendere il romanticismo di un’era passata, in un’epoca in cui anche dopo la morte, il ricordo di una persona amata poteva durare per sempre e un matrimonio andava oltre i gesti simbolici. Se il romanticismo è davvero morto, io voglio risuscitarlo per i tempi moderni.”

D*Face "Happy Never Ending"

D*Face al lavoro su una tela della serie “Happy Never Ending”

La pop art in versione dark “apocalittica”…

La sua estetica pop è inconfondibile, così come l’evidente riferimento alle opere di Roy Lichtenstein.
D*Face però descrive il suo lavoro come POP-Apocalittico perchè si inserisce nel punto in cui i maestri della pop art anni ’80 si sono fermati, per stabilire una critica forte e ironica al mondo dominato dal consumismo attraverso immagini macabre e dark di teschi, morti viventi e dolore.

“L’influenza che ho preso dai maestri della pop art come Roy Lichtenstein fanno si che il mio lavoro sia chiaramente narrativo. Allo stesso tempo offre qualcosa di più: un lato oscuro che si intona alla società di oggi.”

Cresciuto per le strade di Londra, D*Face da ragazzo ha frequentato corsi di illustrazione e di design prima di iniziare a lavorare come artista freelance, utilizzando i muri della città come tele per le sue opere, immerso nell’estetica anarchica e punk dell’epoca.
Attualmente D*Face continua a realizzare grandi murales sulle facciate dei palazzi ma si dedica anche alla pittura su tela ed espone nelle gallerie di tutto il mondo. Collabora anche con brand internazionali e istituzioni: ha creato la copertina dell’album California dei Blink 182 e Bionic di Christina Aguilera ma ha anche lavorato per la Casa Reale Inglese e per il Vaticano!

D*Face "Dark Secret", Collage 2014

D*Face “Dark Secret”, Collage 2014

D*Face - Going Everywhere Fast

D*Face – Going Everywhere Fast

15 Settembre 2017 / / ArtigianaMente

Hai mai provato un trasloco? Io ben 5: quattro legati alla mia vita universitaria, l’ultimo legato alla mia vita di coppia. Sono stati tutti dei momenti faticosi, sia fisicamente ma anche emotivamente. Cambiare casa rappresenta un momento di svolta, un nuovo inizio. Di solito è accompagnato da sentimenti contrastanti e soprattutto da un iniziale smarrimento. Che mi ha preso ad ogni trasloco, insieme all’eccitazione di cambiare. Di vivere in una casa nuova.

La prospettiva di una casa da arredare, renderla mia, mi ha sempre aiutata a superare il trasloco che di per sé non è sicuramente il passatempo preferito di nessuno. Credo però che, mantenendo un atteggiamento positivo, possa diventare più divertente.

traloco

trasloco consigli

Trasloco senza stress

Ecco cinque consigli per attraversare indenni tutte le fasi del trasloco.

1.In primo luogo è fondamentale evitare di farsi prendere dall’ansia. Il modo migliore per evitarlo è l’organizzazione {secondo me vale per ogni aspetto della vita, dalla gestione familiare al lavoro}. La migliore alleata nei traslochi sarà la tua “tabella di marcia”. Ti consentirà di suddividere i vari compiti tra i membri della famiglia giorno  per giorno.

Non dimenticare però la flessibilità, in modo che non diventi un’ossessione rispettare ad ogni costo quello che hai pianificato. Per alcune operazioni, magari, ci potrà volere più tempo del previsto e mantenere un atteggiamento zen può aiutare.

2.Un’idea che funziona, soprattutto con i bambini, ma anche in generale, è rendere tutto un gioco e approfittarne per passare del tempo insieme. Scegli una playlist divertente da mettere in sottofondo e impacchetta a ritmo di musica. Approfitta della confusione per improvvisare pic-nic domestici, magari con una tovaglia particolare.

Quando ho traslocato con mio marito abbiamo mangiato in mezzo ai cartoni, con un tovagliolo ciascuno per tovaglia e ci siamo messi a ridere per il disordine e per tutto il lavoro che ancora ci aspettava.

3.Non farti trascinare troppo dai ricordi, ma agisci in maniera pratica. Approfitta per fare un bel decluttering {io lo faccio spesso… forse esagero?!}. Il termine indica tutte le operazioni per “togliere tutto quello che ingombra ed eliminare la confusione” ovvero “fare piazza pulita” di tutto quello che è inutile, per aprirsi alle novità. Per iniziare, concentrati su una stanza e procedi da lì senza strafare. Questa tecnica ci può aiutare anche a definire quale sia il nostro concetto di “casa”, che cosa vogliamo intorno e lo stile di vita che vorremmo avere.

4.Il momento più creativo arriva quando è necessario sistemare la nuova casa per renderla perfetta per le tue esigenze. Se non è la prima casa dovrai scegliere quali mobili portare con te, un consiglio: non sentirti in colpa nel voler eliminare determinati pezzi soprattutto se ti sei reso conto che non fanno più per te. Questo non significa che li devi buttare, ci sono molte altre possibilità, dai mercatini dell’usato alla beneficenza. Se hai poco tempo preferisci le opzioni con il ritiro a carico del nuovo proprietario. Ti regalerà anche una nuova sensazione di libertà.

5. Per scegliere come arredare la nuova casa ognuno dovrebbe essere libero di seguire il proprio istinto e gusto personale. Nel caso tu abbia portato con te una parte dei mobili, può essere una buona occasione per riscoprire il mix and matching. Sono in molti ad essere ancora spaventati da queste possibilità, soprattutto perché abbinamenti azzardati possono creare disastri estetici. Però il contrasto è importante, una casa con tutte le superfici coperte dallo stesso tipo di materiale sarebbe noioso. Non aver paura di accostare un mobile antico ad altri più moderni, ad esempio una scrivania in legno antico con una sedia moderna. Il trasloco è anche un’occasione per rivisitare alcuni mobili, a volte basta solamente un bel restauro o cambiare le rifiniture per trasformare totalmente un elemento.

E soprattutto non avere paura di sognare la tua casa futura. Bisogna sognare. E soprattutto sognare in grande!

Immagini Design*Sponge

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15 Settembre 2017 / / ChiccaCasa

Akzo Nobel ha appena decretato il colore del 2018. 

Una tinta tenue chiamata Heartwood.
Per il quindicesimo anno gli esperti del colore si sono dedicati alla ColorFutures: la ricerca che ha l’obiettivo di stilare ogni anno una lista di top-colors in base ai trend ed alle esigenze dei consumatori.



La scelta di Heartwood come colore dell’anno 2018 deriva dall’esigenza di mettere in pausa la frenesia delle nostre vite tornando a casa.
La casa dovrebbe essere un ambiente rilassante e caldo, che ci faccia sentire al sicuro. 
In un mondo imprevedibile che si aspetta da noi sempre di più, c’è bisogno di un rifugio, un luogo in cui ritrovare energia e vitalità insieme alle persone che amiamo.


Heartwood è la versione femminile del tortora. Nonostante abbia una chiara nota di rosa, risulta molto neutrale, quindi semplice da abbinare.

Si armonizza perfettamente con tante tonalità! A tal proposito, Akzo Nobel ha pensato a 4 palette abbinando materiali e tinte seguendo quattro mood emozionali.

In combinazione con colori caldi come il terracotta, il cuoio o le sfumature violacee ha un effetto sofisticato e molto chic.
Abbinato alle tonalità più fredde, invece, risulta easy, ma allo stesso tempo molto intrigante.






Heartwood sarà di certo il protagonista indiscusso delle pareti di Pinterest per tutto il 2018. Ci piace già! 

E tu, in che veste lo preferisci?

Pics via AkzoNobel

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