23 Settembre 2017 / / Non Ditelo all'Architetto

letto a castello cameretta principessa

Abbiamo realizzato il sogno di un’altra bambina, grazie alla progettazione di un letto a castello che rappresenta un castello delle principesse, con scala contenitore e scivolo.

Una vera meraviglia per qualsiasi bambina, un letto che non è soltanto bello ma anche divertente grazie allo scivolo, vera attrazione per la cameretta dei piccoli.

letto a castello cameretta principessaletto a castello cameretta principessa

La struttura è lunga 3 metri, si adatta dunque a riempire un’intera parete in modo compatto, assolve alla funzione di letto, di contenitore (ha infatti dei vani interni, la scala contenitore e la possibilità di utilizzare la parte sottostante del letto coperta da tendine) e di libreria, dunque una vera e propria cameretta completa in soli 3×1.50mt.

letto a castello cameretta principessa

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Il progetto è stato realizzato grazie alla preziosissima collaborazione di Federica Raddi di Restyling mobili, che ha lavorato partendo da una base di mobili ikea (letto Mydal e scala) trasformandoli completamente non con un semplice hacker ikea fai-da-te, come siamo soliti vedere ultimamente, ma con sapiente maestria e conoscenza artigianale, curando con attenzione  professionalità ogni dettaglio e regalando anche qualche piccola raffinata sorpresa come le perline in vetro e i nastrini che coprono le viti.

 letto a castello cameretta principessa

Da così…a così!

letto a castello cameretta principessaletto a castello cameretta principessaletto a castello cameretta principessa

Questo letto può esser personalizzato nel colore, nei tessuti, nelle dimensioni e nei dettagli, come la forma della libreria, dei merli, dei cuscini che in questo caso rappresentano le punte delle torri.

Se il sogno dei vostri bambini però non è quello di vivere in un castello fatato, ma magari in una nave dei pirati o nella tana del Bianconiglio, noi siamo qui per far diventare realtà anche le loro fantasie e progettare insieme a voi il letto che i vostri bambini hanno sempre desiderato.

L’articolo Un’altra cameretta giunge a destinazione per realizzare un sogno… proviene da Architettura e design a Roma.

23 Settembre 2017 / / Case e Interni

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L’hometour di oggi ha come protagonisti i colori bianco. grigio e nero con alcuni spunti interessanti.
Questi abbinamenti di colore, rischiano di rendere gli ambienti troppo freddi, se non si aggiungono altri elementi che aiutano a fornire il calore necessario per sentirsi a proprio agio.

Gli elementi aggiunti in questo appartamento dai tratti nordici e scandinavi, in grado di rendere gli ambienti più accoglienti sono:
– oggetti e mobili in legno naturale, invecchiato o decapato.
– coperte e cuscini lavorati a maglia extra large
piante verdi, piantine, cactus e succulente

Altre idee da copiare, se vi piace questo stile, è quello di dipingere oggetti e mobili acquistati a buon mercato con la palette grigio-nero.
Ad esempio, il tavolo da pranzo, anche se non sembra, ha il piano in legno: è stato dipinto con una vernice che imita la consistenza del cemento, che gli conferisce un aspetto nuovo e moderno.
E che dire di quella parete, nella camera del ragazzo, con la “colata” di vernice bianca sulla parte nera effetto lavagna? Davvero rock!

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dove: Tilburg, Olanda
proprietari: Anne Marie e Matthijs
tipo di casa: appartamento anni 30
superficie: 130 m²
fonte vtwonen.nl

Anna e Marco – CASE E INTERNI

23 Settembre 2017 / / Things I Like Today

Pittore paesaggista fra i più grandi esponenti del realismo contemporaneo, Andrew Wyeth per tutta la vita dipinse il mondo rurale e domestico della classe media sempre lontano dalle mode e dalle correnti artistiche

E’ un’atmosfera decisamente autunnale quella in cui ci porta il pittore americano Andrew Wyeth (1917-2009) fatta di colori terrosi, bruni, neutri. Una pittura realista che fotografa la vita rurale attraverso immagini di case spettrali, campi aridi, fienili e spiagge deserte.
Wyeth dipinse principalmente paesaggi, soprattutto i luoghi dove viveva in Pennsylvania o dove passava l’estate lungo le coste del Maine, luoghi apparentemente abbandonati, con occasionali e isolate figure umane. Prima fra tutte Helga Testrof, un’immigrata prussiana che per oltre 15 anni fu la sua ossessione segreta e che ritrasse per ben 247 volte. Ma l’essenza della sua pittura risiede principalmente nelle atmosfere aspre e austere, cupe ed enigmatiche, quasi postapocalittiche, che trasmettono un senso di solitudine e di silenzio.

• LEGGI ANCHE: Edward Hopper il pittore della solitudine

Andrew Wyeth "Woodshed", 1944

“Woodshed”, 1944

Il quadro più famoso di Andrew Wyeth, “Christina’s World“, è diventato un’icona americana al pari di “American Gothic” di Grant Wood. Realizzato nel 1948 in stile realista, il dipinto raffigura Christina Olson, una vicina di casa del pittore, colpita dalla poliomelite fin da piccola, ritratta distesa tra i campi deserti e protesa verso la sua casa lontana. Il quadro ebbe un enorme successo e la fama di Wyeth, all’epoca appena trentenne, decollò definitivamente, continuando a crescere negli anni. Winston Churchill gli commissionò alcuni acquerelli per decorare le sue stanze al Ritz-Carlton di Boston e in seguito fu chiamato a ritrarre i presidenti Eisenhower e Nixon.
Wyeth è stato anche il primo artista visivo a comparire sulla copertina della rivista Time e il primo artista vivente americano ad avere una mostra personale al Metropolitan Museum of Art di New York nel 1976.

Andrew Wyeth "Wind from the Sea" 1947

“Wind from the Sea”, 1947

Andrew Wyeth, era soprannominato “il pittore della gente“, per la sua enorme popolarità fra il pubblico, perchè rappresentava i valori e gli ideali della middle class americana. La sua infatti era una pittura immediata e semplice, adatta ad essere apprezzata dal popolo più che dalla critica. Con la sua grande capacità di cogliere l’essenza della materia, le luci, le trasparenze, la forza del vento o i fili d’erba, fu un pittore paesaggista fra i più grandi esponenti del realismo contemporaneo e incarnava un’estetica antitetica rispetto alle avanguardie che si svilupparono negli Stati Uniti nel dopoguerra: l’espressionismo astratto di Pollock prima e la pop art di Warhol poi.

Come artista fu amato ma anche bistrattato dalla critica: la pittura realista stava diventando fuori moda e lui fu addirittura accusato di essere anti modernista e reazionario. Ma per tutta la vita Wyeth continuò a dipingere il mondo rurale e domestico della classe media, presentando un confronto diretto con la realtà.
Fu sempre controcorrente rispetto ai movimenti artistici del momento e, coerente con se stesso, non si piegò mai alle mode.

Andrew Wyeth "Trodden Weed", 1951

“Trodden Weed”, 1951

Andrew Wyeth "Frostbitten", (1962)

“Frostbitten”, (1962)

 Andrew Wyeth "Lovers", 1981

“Lovers”, 1981

Andrew Wyeth "Squall", 1986

“Squall”, 1986

Andrew Wyeth "Pentecost" 1989

“Pentecost”, 1989

23 Settembre 2017 / / Coffee Break

Barnhouse è una delle case contemporanee più importanti in Gran Bretagna; vincitrice del prestigioso premio AJ First Building nel 2002, è stato progettata da Charlie Sutherland, architetto responsabile Lo scopo del progetto era di unire la nuova casa con gli edifici preesistenti, per creare un ambiente di vita e di lavoro integrato; infatti oltre all’edificio principale, la casa è composta anche da un originale fienile in legno, precedentemente utilizzato come studio d’artista. 

The house and the old barn

Barnhouse is one of the most important contemporary homes in Great Britain; winner of the prestigious AJ First Building Award in 2002, was designed by Charlie Sutherland, responsible architect The purpose of the project was to unite the new home with the existing buildings to create an integrated living and working environment; in addition to the main building, the house is also made up of an original wooden barn, previously used as an artist studio.

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