5 Ottobre 2017 / / Idee

Il mio 2017, fino ad ora, è stato un anno molto impegnativo e direi anche stressante, ricco di cambiamenti che mi hanno fatto vivere emozioni ballerine, un continuo effetto montagne russe, con discese mozzafiato e salite molto ripide, forse troppo per le persone emotive come me.

Ma tutti i grandi e importanti cambiamenti mettono in gioco energie talmente potenti che si devono saper governare, in un modo o nell’altro… e con i miei freschi 40 anni dovrei cominciare ad esser padrona di tutto ciò!
Uno di questi cambiamenti è stato il trasloco nella nuova casa:
ristrutturazione, operai e trasloco… e di nuovo operai! 
Tanto stress ma anche desiderio di progettare qualcosa per noi e la gioia di vederlo prender forma poco alla volta.

La piccola Kira, la nostra nuova coinquilina, all’ingresso della nostra nuova casa
Varie fasi dei lavori di ristrutturazione.
In senso orario, le nicchie in cartongesso, rispettivamente della libreria, della credenza della zona pranzo e della cabina armadio, che è più uno spogliatoio (di gran lunga preferibile per praticità). 
In basso, il placcaggio dei due bagni, il padronale e quello per gli ospiti, ricavati ex novo da piccoli spazi destinati in passato ad aree di servizio

E così, oggi, la nostra Maison Rock CouCou è una bella casa bianca, candida, con ancora pochi mobili che però, in parte (sarebbe più corretto dire “totalmente”), la loro funzione contenitiva è stata sostituita da nicchie in cartongesso. Insomma, una casa ancora vuota di ornamenti vari ma molto funzionale… pensate che sono riuscita a svuotare ogni scatolone e trovare posto a tutto!!
E questa, per noi donne, è una grande impresa!

La piccola Kira ai piedi della libreria nella zona living.
L’idea è stata quella di creare le pareti in cartongesso e far realizzare al falegname solo le mensole e le antine.
Per noi è stata una scelta molto utile per poter ottenere sia un mobile delle dimensione che preferivamo ma anche per contenere i costi di realizzazione.

Credenza in cartongesso nella zona pranzo.
Nella parte alta ho conservato piatti, bicchieri, ciotole che uso ogni giorno e altri oggetti che adoro come alzatine e bottiglie.
La parte bassa nasconde un termosifone e contiene provviste e pentole.

Questa è un’altra nicchia in cartongessodella zona pranzo ed è una delle mie preferite.
Nasce per nascondere climatizzatore e termosifone e per custodire gelosamente i miei amati libri di cucina.
A sinistra, la porta scorrevole nasconde un piccolo ripostiglio.
A destra, le doppie antine, specchiate e scorrevoli, separano la cabina armadio dalla restante parte della camera da letto.

La casa progettata in questo modo ci permette di poter scegliere e acquistare con calma gli arredi, che sono più una scelta decorativa che funzionale (a parte le sedie… da prendere con urgenza!),  e di poter scegliere le tonalità che preferiamo per decorarla.
Mi piace infatti immaginarla come una grande tela bianca su cui dipingere coi colori che preferiamo, una base neutra che cambia apparenza al variare delle stagioni, degli umori e delle mode, semplicemente cambiando lo stile e le tonalità degli accessori.

La casa aveva un bellissimo pavimento in cotto fatto a mano e si affaccia su un grazioso giardino con due grandi limoni sempre carichi dei frutti. Questi due elementi li ho voluti valorizzare nella ristrutturazione creando uno stile mediterraneo.
Così, nel piccolo bagno per gli ospiti, sono state scelte delle ceramiche dipinte a mano, una vecchia collezione di De Maio, mentre per il pavimento abbiamo scelto il cotto di Minturno. Cliccando qua trovate il sito in cui potete leggere la storia e la lavorazione di questa preziosa ceramica prodotta da artisti artigiani italiani.

In basso, dettagli del bagno padronale, decorato con piastrelle della fantastica CeraSarda, prodotte dalle mani di ceramisti sardi.

Tutti i prodotti artigianali hanno costi più sostenuti di quelli prodotti in serie nelle industrie e, se non si ha intenzione di spendere un capitale, si possono scegliere dei punti strategici dove collocarli, come un’unica striscia tra il ripiano superiore del lavabo e lo specchio. Oppure decorare solo la parte superiore di un placcaggio realizzato con semplici piastrelle bianche 10×10.
Basta usare un pò di fantasia!

Inoltre, in questa nuova casa, abbiamo trovato una piacevole e curiosa coinquilina: Kira.
Lei è un bel pastore tedesco di un anno e mezzo, molto intelligente, affettuoso e giocherellone, e con una grande voglia di stare in compagnia.

E’ un cane che ha sempre vissuto in giardino ma le piacerebbe tanto fare il cane da salotto anche se ha la grazia di un ippopotamo;
le piace (forse è più azzeccato dire “le  piacerebbe”) stare sui divani e letti ma vi plana sopra come se fossero materassi elastici, senza alcun interesse che ci possa esser qualcuno o qualcosa, come la mia pancia o la mia faccia sul cuscino.
Le piace da morire uscire al guinzaglio, ma si dimentica della sua esistenza non appena vede un cane, facendo salti talmente alti che hanno comportato un mio quasi scontro con un palo, una slogatura al braccio e una caduta a terra di mio marito.
In effetti, dopo il grande entusiasmo iniziale e l’inverosimile che ha distrutto (come divano della terrazza, 5 pompe, staccionata, cuscini…), ci stiamo rendendo conto che nella sua scala gerarchica siamo abbastanza dietro, penso agli ultimi posti, e forse dovremmo attuare qualche cambiamento…
per il momento, un grande sollievo è che il suo capobranco è il nostro cagnolone Bomber, molto educato, un vero “secchione” e lei tende ad imitare tutto quello che fa lui…
Ironia a parte, appena capisce che un suo comportamento ci dispiace, lo corregge all’istante… è un tesoro e sarebbe difficile non amarla!

La piccola Kira… ha uno sguardo abbastanza discolo, no?

A presto

Elena

5 Ottobre 2017 / / Design

André Kertész "Flowers For Elizabeth", New York 1976

Pioniere della fotografia contemporanea, fra sperimentazioni e street photography, André Kertész fu un maestro nel comporre con luci ed ombre

“Tutto quello che abbiamo fatto, Kertész l’ha fatto prima”. Nelle parole di Cartier-Bresson c’è la sintesi di quello che ha rappresentato André Kertész per la fotografia contemporanea del ‘900. Il fotografo ungherese è considerato uno dei padri della fotografia contemporanea e del fotogiornalismo e la sua opera ha influenzato diversi fotografi delle generazioni a venire.

André Kertész fu un maestro della composizione formale, capace di elevare oggetti banali trasformandoli immagini evocative e poetiche. Dimostrò per la prima volta che anche le cose più insignificanti e comuni potevano trovare una loro dignità nella fotografia. Sapeva trovare la bellezza intorno a sè con la sola capacità di guardare oltre il visibile, cogliendo la semplicità della vita.
La luce è l’elemento principale attorno a cui Kertész costruisce le sue fotografie: “Io scrivo con la luce” amava dire di sè. La purezza grafica del bianco e nero esalta i giochi di luci e di ombre regalando profondità e significato alle sue immagini. La perfezione formale delle sue composizioni, attentamente studiate, pone le sue foto fuori dal tempo, trasmettendo un senso di intimità e nostalgia.

"Pipa e occhiali di Mondrian" (1926)

“Pipa e occhiali di Mondrian” (1926) di André Kertész. Questa foto nel 1997 fu aggiudicata per 376.500 dollari a un’asta di Christie’s.

Settant’anni di fotografia

Kertész nacque a Budapest da una famiglia di origini ebraiche e a 18 anni acquistò la sua prima fotocamera. Durante la prima guerra mondiale, sul fronte russo polacco, come volontario, documentò con le sue foto la vita in trincea.
Trasferitosi a Parigi nel 1925, entrò in contatto col movimento dadaista prima e surrealista poi , frequentando Man Ray, Robert Capa, Berenice Abbott e diventando grande amico del collega Brassaï e di Cartier-Bresson. Nel 1927 fu organizzata una delle prime mostre fotografiche a lui dedicata.
Nel 1933 realizzò la serie delle “Distorsioni” in cui il fotografo, ispirandosi al surrealismo, sperimentò le deformazioni sul corpo umano con l’uso di luci e specchi: circa 200 fotografie delle modelle Najinskaya Verackhatz e Nadia Kasine, ritratte nude in varie pose e trasformate attraverso una serie di specchi deformanti.

André Kertész – Distorsions, 1933

Kertész  era sempre molto curioso portava la sua macchina fotografica sempre con sè. Questo gli permetteva di trovare soggetti interessanti da fotografare in qualunque situazione. Ed è per per la sua capacità di cogliere punti di vista originali e inquadrature inaspettate che è considerato uno dei pionieri della street photography.

A 42 anni André Kertész volò a New York con la moglie per collaborare con l’agenzia Keystone e pochi anni dopo ottenne la cittadinanza americana. Negli Stati Uniti, dove rimase fino alla morte, Kertész era immerso in una cultura diversa da quella europea e fu difficile per lui esprimersi attraverso la fotografia perchè le sue immagini non erano comprese e apprezzate. La rivista Life le rifiutò giudicandole troppo espressive!
Fu costretto ad adeguarsi al gusto corrente per poter collaborare con i magazine più importanti del tempo come Harpeer’s Bazaar e Vogue e tutto ciò lo rese frustrato per il mancato riconoscimento da parte della critica e l’impossibilità di veder riconosciuto il proprio valore. Nonostante questo, continuò a fotografare anche quando, malato, non poteva più muoversi da casa. Forse prendendo spunto dal celebre film di Hitchcock “La finestra sul cortile” scattò una serie di foto dalla sua finestra, pubblicandole poi nel libro “From my Window” del 1981.

Kertész oggi è riconosciuto come uno dei grandi fotografi del ‘900. Non fotografava per creare belle immagini, fotografava per esprimere se stesso. E infatti di lui Cartier-Bresson disse: “Ogni volta che l’otturatore di André Kertész scatta, io sento il suo cuore battere.”

• LEGGI ANCHE: Henri Cartier Bresson, da Parigi a Roma

L’interesse per le distorsioni di Kertész nasce nel 1917 mentre osserva un nuotatore e gli effetti deformanti dell’acqua e della luce

Chez Mondrian, Paris, 1929

Chez Mondrian, Paris, 1929

André Kertész "Shadows of the Eiffel Tower", Paris, 1929

André Kertész “Shadows of the Eiffel Tower”, Paris, 1929

André Kertész "Arm and Ventilator", New York 1937

André Kertész “Arm and Ventilator”, New York 1937

 - André Kertész Ballet, New York City, 1938

André Kertész – Ballet, New York City, 1938

5 Ottobre 2017 / / Idee

 

CAMERETTELaura ha due fantastici figli, Rebecca di 11 anni e Giacomo di 7. Condividevano la stanza,ancora arredata con i mobili della mamma, di quando era ragazza e loro non erano neppure nei sogni. Poi un giorno Laura mi chiama e mi chiede aiuto. Perchè insomma, diciamocelo, lei non ne può più di vedere sempre gli stessi mobili, e poi  i ragazzi iniziano a crescere ed hanno bisogno ognuno del suo spazio. Allora perchè non utilizzare la stanza in più e finalmente dividerli creando ad ognuno la sua cameretta ideale?

Detto, fatto! Un pò d’ingegno e quattro chiacchiere con mamma e Rebecca ed il gioco è fatto. Rebecca ha le idee chiarissime sulla sua cameretta. Poco cose, femminili, colori tenui e dettagli in risalto da far schiantare d’invidia le amiche! La sua stanza è grande ma con un taglio “particolare”. Così l’abbiamo stravolta. Là, dove vi erano i due lettini ora c’è una bella cabina armadio, tutta sua. La parte più scura e bassa della camera era proprio questa, inserendovi la cabina la si è resa più utile e soprattutto si è chiuso quell’effetto cupo che non ci piaceva vedere.

Dove invece si trovava l’armadio abbiamo inserito lo scrittoio, grande, lungo e ben sfruttabile anche quando Rebecca sarà più grande. Così potrà godere della luce della porta finestra in fianco. La libreria invece nasce sospesa, mamma Laura è stata chiara: “non fatemi una libreria classica!”, e sia! Niente libreria a spalla portante ma una libreria mossa e sospesa, con gli schienali colorati dei colori rigorosamente scelti da Rebecca. Sopra al letto, in contrasto con i grandi pois viola, dei cubotti a giorno arredano la parete e consentono di inserire le città Lego che i ragazzi ad oggi hanno realizzato.

Giacomo invece è un super fan di Capitan America. Ed è proprio da lì che siamo partite. Anche in questa nuova stanza (fino a prima adibita ad armadi e zona stiro) i vecchi armadi in legno scuro lasciano il posto a colori neutri e chiari ed alla leggerezza. Ai quali abbiamo scelto di abbinare i colori caratteristici proprio del super eroe preferito da Giacomo. Rosso e blu.

E proprio un grande stencil raffigurante l’eroe sovrasta il letto contenitore blu. Sull’armadio, i grandi pomoli rossi di misura diversa creano un felice movimento e lo scrittoio è anche qui già pensato per essere utilizzato quando Giacomo sarà grande e avrà bisogno di spazio. Lo spazio per la libreria invece è ora utilizzato dalle mensole con pannello a lato delle quali si può vedere una parte di parete in pietra che aveva fatto il nonno e che con Laura abbiamo deciso di ricordare.

DSC_0552DSC_0551DSC_0529DSC_0581

Archiviato in:ARMADI, ARREDAMENTO, CAMERE RAGAZZI, COMPLEMENTI, DECORAZIONE, INTERNI, LACCATO, LAMINATO, LIBRERIE, MATERIA, MATERIALI, RISTRUTTURARE, TRAVI A VISTA

5 Ottobre 2017 / / Dettagli Home Decor

Ex conceria trasformata in un ampio loft per una famiglia

Un edificio anni’20 che un tempo ospitava una conceria è stato completamente rinnovato e trasformato in un ampio loft per una famiglia

Il risultato di questo progetto di ristrutturazione e trasformazione è più che un successo: una maggiore valorizzazione dell’elevata altezza del soffitto grazie all’inserimento dell’ampia parete vetrata in stile industriale che separa la zona living dal resto della casa, uno spazio ben distribuito e luminoso.  Le travi a vista e le pareti in mattoni rafforzano lo stile industriale, mentre l’arredamento in stile scandinavo e la presenza di qualche tocco di colore regalano allo spazio il giusto calore. 
Materiali naturali, semplicità e freschezza rendono questo ampio loft la casa perfetta per una famiglia!


Ex conceria trasformata in un ampio loft per una famiglia
Ex conceria trasformata in un ampio loft per una famiglia
Ex conceria trasformata in un ampio loft per una famiglia
Ex conceria trasformata in un ampio loft per una famiglia
Ex conceria trasformata in un ampio loft per una famiglia
Ex conceria trasformata in un ampio loft per una famiglia
Ex conceria trasformata in un ampio loft per una famiglia
Ex conceria trasformata in un ampio loft per una famiglia
Ex conceria trasformata in un ampio loft per una famiglia
Ex conceria trasformata in un ampio loft per una famiglia

fotografie di Jansje Klazinga – styling Emmy van Danzig

5 Ottobre 2017 / / Coffee Break

I colori del bosco e delle brume autunnali caratterizzano gli interni di questa casa svedese; sviluppata in soli 67 mq, ha nel soffitto a voltine un interessante contrappunto al pavimento in legno chiaro.
La zona giorno è aperta, con zona pranzo e soggiorno comunicanti, in un unico luminoso ambiente; il colore Pantone Fall 2017 Neutral Grey riveste ogni superficie.

Autumn colors for a home in Sweden

The colors of autumn fog and woods characterize the interior of this Swedish house; developed in only 67 square meters, has a particular vaulted ceiling on the light wood floor.
The living area is open, with a dining area connected with the living room, in a bright and unique setting; the color Pantone Fall 2017 Neutral Gray dresses every surface.

Via

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CAFElab | studio di architettura