8 Ottobre 2017 / / Nell'Essenziale

Una pegboard per la mia craft room

Ciao a tutte amiche! Oggi vi parlerò della PegBoard, di cos’è e degli usi che ne possiamo fare!

Una pegboard per la mia craft room

Fonte: frenchbydesignblog.com

Cos’è una PegBoard?

La Pegboard è un pannello tuttofare che aiuta a riordinare gli spazi di lavoro. E’ composta da un pannello forato al quale è possibile appendere con dei ganci qualsiasi cosa. Il pannello può essere in legno oppure in metallo, ma qualsiasi sia il materiale, deve avere un robusto sistema di aggancio soprattutto al muro.

Questi pannelli tempo fa erano impiegati solo per appendere attrezzi in garage e cantine, oggi invece la pegboard è utilizzata da designer, creative e  blogger per organizzare il loro spazio di lavoro, craft room o sewing room che sia..

Diciamo che una pegboard è un mezzo davvero utile per noi creative, inondate di materiale che vogliamo sempre a portata di mano (e soprattutto ben visibile!).

La mia Pegboard

La mia pegboard attualmente è in legno, ma non mi sono trovata molto bene con questo materiale. E vista l’imminente ristrutturazione con trasferimento della mia craft room ho deciso di realizzarla in metallo e cercando in internet mi sono imbattuta in questo SITO di prodotti interamente Made in Italy. Il sito si chiama Castellani Shop e vende articoli per esterni, uffici e magazzini. Questa Azienda produce principalmente scaffali metallici, armadietti per esterno, coprilavatrici ed è l’unica che offre pannelli forati metallici di tutte le dimensioni e made in Italy.

Il pregio del metallo rispetto al legno è che per appendere foto e biglietti si possono usare, oltre ai ganci, anche calamite.

Una pegboard per la mia craft room

Gli usi della PegBoard

La pegboard ormai è un complemento che non puo mancare in una casa creativa, ma vediamo tutti gli usi che ne possiamo fare:

  • Nella Sewing Room per appendere rotoli di cotone, forbici, cutter, blister di aghi, rotoli di nastri.
  • Nella Craft Room per appendere rotoli di carta, nastri, washi tape, utensili da taglio, pinzarici, perforatrici, tubi di colore e pennelli.
  • in bagno per appendere spazzole, creme, trucchi e pochette varie.
  • Nella camera da letto per appendere fotografie con calamite o gioielli con i ganci.
  • In ufficio, sopra la scrivania per organizzare tutti gli accessori necessari.
  • Nel garage per avere tutti gli attrezzi come cacciaviti martelli, cesoie ecc.. sempre a portata di mano.
  • In cucina per appendere mestoli e padelle ai ganci. Oppure come bacheca per le tue ricette da attaccate con delle calamite o tramite i ganci.
  • In veranda, terrazza o balcone per appendere vasi di piantine di tutte le dimensioni.
  • Nell’ingresso per appendere borse, giacche ombrelli e cappelli.

pegboard

Ecco di seguito tante idee da Pinterst per allestire una peg board in modo facile e veloce!

Ti è piaciuto questo articolo sulla peg board? è la prima volta che ne senti parlare??  Ne hai già una e stai pensando di riorganizzarla, oppure non ne hai ancora?

Io la realizzerò bianca in metallo, probabilmente la vedrai tra pochi mesi!

Per oggi è tutto e non dimenticare di iscriverti alla mia newsletter!

Ciao e a presto,

Rosa
Buzzoole

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8 Ottobre 2017 / / Dettagli Home Decor

Indoor vertical garden

As the season changes and the greenery quickly turns to the colors or fall, there is no wonder why you many people may be considering an indoor garden. Not only are indoor gardens beautiful to look at, but they also bring many great benefits indoors. From improved indoor air quality, to reduction of airborne toxins and microbes, to edible organics, setting up an indoor garden can benefit the entire family. Here are some of our best DIY indoor garden decoration ideas to get you started on your new garden today.

Vertical Gardens

Be creative with your available wall space by dedicating a portion or even an entire wall to hanging plants. Building a vertical garden is a creative way to grow cultivate plants indoors, especially in smaller urban spaces where there may not be a front or backyard to build a garden bed. For instance, a vertical garden can be built by installing a shelf that is totally dedicated to growing your plants. Simply take measurements, install your DIY shelf or assemble an inexpensive shelving unit, and then completely transform your space. You can also use variable size pots and a multitude of plant varieties to add dimension to the display. Also, remember that you can get your plants off to a good start by ensuring they have plenty of natural sunlight as some walls may not be window-facing.


Indoor Vertical Plants

Grow Succulents in a Rolling Cart

Do you have an unused rollingcart in your home that needs new life? How about using that cart to grow a variety of beautiful succulents for your home? For older carts try spray painting them in a bold, beautiful color such as red, gold, teal, or any other color that best suits your taste. Next, fill your repurposed cart to the max with various succulents such as sempervivumtectorum, echeveria imbricate, and zwartkop. The great thing about a rolling cart garden is that you can easily move your plants to different locations within the home for an amazing indoor garden that can be enjoyed by everyone within the home. 


Grow Succulents in a Rolling Cart

Growing Herbs in See-Through Containers

Another excellent DIY project for an indoor garden is to grow various herbs in see-through containers. For this project choose decorative vases, decanters, jugs, mason jars, or other casings such as terrariums to show off your lovely plants. These see-through planters are an excellent way to start an indoor herb garden to help grow tasty additions for your next meal. You can even take pride in all your gardening efforts by watching your plants’ roots go from seedling to full-grown plants. For added impact, your containers can be wall mounted and labeled for a one-of-a-kind indoor growing experience.


Growing Herbs in See-Through Containers

Indoor Flower Boxes
Want to go a more traditional route with your garden? Bring flower boxes indoors and add them to your window ledges, window seats, or above benches throughout the home. These familiar, long flower boxes can be used to grow beautiful flowers or even vegetables for your personal delight. Build a box from wood pieces or use other stylish containers that are a true reflection of your home’s décor.


Indoor Flower Boxes DIY
Hanging Pallet Garden

Another great and creative DIY indoor garden project is building a pallet wood garden. An unused pallet can be hung on a wall or it can be used as a standalone design element within the home. You can paint the pallet or leave it in its natural wood state depending on your preference. To begin, add backing to the pallet and then nail landscaping fabric to the underside of each pallet section. This will create a pocket that can be filled with dirt to grow your plants. Once your pallet is fully prepared start your seedlings and you’ll now have an indoor garden that you can call your very own. This is sustainable green living at its very best!


Hanging Pallet Garden
Get started on your indoor garden today. It does not matter if you have extra space within your home or if you are in a small apartment, there are many options available when it comes to building a decorative DIY indoor garden. Try one of these fun projects today for an indoor gardening experience like no other.


autore Uma Campbell

8 Ottobre 2017 / / Coffee Break

JPA Antorini architetti ha progettato a Lugano in Svizzera, GAU, una casa su due livelli caratterizzata da forme lineari e decise con grandi finestre che aprono al paesaggio e utilizzando acciaio corten, cemento e legno in diverse sfumature.

Concrete, steel and corten for a home in Lugano

JPA Antorini architects has designed in Lugano in Switzerland, GAU, a two-level home characterized by linear and clean shapes with large windows that open to the landscape with the use of Corten steel, concrete and wood in different shades.

imamgini VIA

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CAFElab | studio di architettura

8 Ottobre 2017 / / Luxemozione

Link all’articolo originale: Cos’è successo al Workshop di Lighting Design Luci in Riviera
articolo scritto da: Giacomo

Dal 18 al 23 settembre scorsi si è svolta la prima edizione del Workshop Internazionale di Lighting Design Luci In Riviera tenutosi a Dolo, ridente cittadina della Riviera del Brenta, a pochi chilometri da Venezia.

Il Workshop Luci in Riviera, unico nel suo genere in Italia, si ispira ad altri più noti realizzati all’estero, tra cui il famosissimo Light in Alingsås . Il programma si articola in 6 giorni, durante i quali i partecipanti, divisi in gruppi  guidati da Workshop Heads (di solito lighting designers professionisti), sviluppano un’installazione di luce in ogni sito dato a disposizione, partendo dal concept fino alla realizzazione ed inaugurazione dell’opera.

Un percorso che pone in evidenza l’importanza dell’idea o concept che si nasconde dietro ogni progetto d’illuminazione: ogni progetto di luce senza un’idea e una storia forte perde di significato.

Quest’anno ho avuto il piacere di partecipare all’evento come Workshop Head, assieme ad altri 3 colleghi lighting designers professionisti: Marco Palandella (Italia), Andrea Hartranft (USA) e il prof. Zhang Lin dell’Università Cinese di Comunicazione di Pechino.

Un’esperienza che, oltre l’aspetto didattico, si è rivelata unica grazie allo spirito di collaborazione e coesione di tutti: organizzazione, workhsop heads e partecipanti che, durante la sei giorni di Dolo, sebbene divisi in gruppi, hanno lavorato spalla a spalla così da rendere possibile la buona riuscita dell’evento.

Un ringraziamento dunque a tutti, oltre ai sopra citati colleghi, a tutti i partecipanti, provenienti da Italia, Cina, Cile, Iran e Russia: Floriana Imperiale (Italia) , Zhihong Suna aka Jack Sun (Cina), Maurizio Mora (ITA); Ines Olea Sierralta (Cile), Zahra Ebrahimi (Iran), Maria Klochkova (Russia), Kaili Xu (Cina); Armaghan Rahimi (Iran) , Francesca Dematteis (Italia), Yang He Qi (Cina); Wei Qiu (Cina), Xiao Sun (Cina), Davide Rostellato (Italia), Yansong Chen (Cina); Giulia Lucatello (Italia), Andrea Furlanetto (Italia), Patrizia Margioni (Italia) e  Sergio Felleti (Italia).

Naturalmente un ringraziamento all’organizzazione dell’evento: Roberto Corradini , Giuseppe Barruzzo, Patrizia Callegari e Federico Schiavo ; a tutte le strutture che ci hanno ospitato in questi giorni e agli sponsor e partner che hanno reso possibile la realizzazione del Workshop.

Qua un’immagine con sponsor, enti patrocinanti, e partner vari.

Luci in Riviera sponsor e partner

Cosa è successo durante il Workshop

Come dicevo più sopra il workshop si è dipanato in sei giorni, attraverso un denso programma di attività: da lunedì 18 settembre giorno delle presentazioni, introduzione e visita ai siti oggetto di progetto, fino a sabato 23 settembre, giorno in cui sono state presentate ufficialmente le installazioni alla comunità di Dolo.

Giorno 1: presentazione e visita ai siti. Dopo l’incontro alla mattina di confronto e presentazione abbiamo fatto un primo sopralluogo assieme ai partecipanti per conoscere i siti su cui intervenire.

Noi workshop heads durante la presentazione e a seguire uno scatto durante i sopralluoghi.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN
Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN 016
I primi sopralluoghi sui siti.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Giorno 2: si inizia a lavorare. I worhshop heads decidono su quali siti intervenire e i partecipanti si dividono in gruppi e iniziano a sviluppare  i concept alla base delle installazioni su ciascun sito.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Giorno 3:una prima presentazione dei concept e poi si inizia a testare. Ciascun gruppo, dopo una breve presentazione in cui vengono messe in evidenza le idee salienti del concept ideato, si passa all’azione: si selezionano i  coprpi illuminanti e la sera si svolgono i primi test d’illuminazione.

Una breve presentazione.
Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN
E poi si inizia a fare i primi tests…

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Giorno 4 e 5 Si Presentazione delle idee alla comunità di Dolo e poi si inizia ad installare e provare. Grazie alla condivisione di risorse è stato possibile risolvere alcune criticità impreviste.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN
Durante la presentazione alla comunità di Dolo
Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGNLuci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Giorno 6 l’inaugurazione.  Ultimo giorno durante il quale si è svolta l’inaugurazione e presentazione delle installazioni alla comunità di Dolo.

Durante la serata d’inaugurazione sono stati consegnati i diplomi ai partecipanti e workshop heads.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN diplomi

Qua il video con i momenti salienti del Workshop di Dolo, realizzato da Davide Ultini, che ci ha seguito con la sua preziosa camera, per immortalare ogni istante dell’evento.

Le installazioni nel dettaglio

Sito numero 1 Squero Monumentale e ponte sulla Conca.

MEMORY TRIP

Workshop Head Zhang Lin; Partecipanti: Wei Qiu, Xiao Sun, Davide Rostellato, Yansong Chen

Persone famose hanno compiuto un viaggio memorabile dalla città natale di Marco Polo fino in Cina. Due diverse culture sono state collegate da questo viaggio straordinario. In ricordo di questa gente audace e coraggiosa ha avuto inizio il nostro viaggio speciale a Dolo. Qui è stata creata l’illusione di grandi navi che entreranno in Dolo e che evocheranno nelle persone memorie intense del passato della cittadina sulle rive del Brenta.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Sito numero 2 Giardino Case Popolari

WELCOME HOME

Workshop Head Andrea Hartranft; Partecipanti: Ines Olea Sierralta, Maria Klochkova, Kaili Xu, Zahra Ebrahimi

Vogliamo creare uno spazio caloroso e accogliente per gli orgogliosi residenti del giardino case popolari e dei passanti occasionali. Abbiamo usato il potere della luce per trasformare lo spazio in un salotto e portarlo alla vita di notte. Godetevi i colori ed i dettagli colorati del giardino. Scoprite questo piccolo gioiello di Dolo.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Sito numero 3 Area verde via Guolo 

WALKING IN THE WAY OF MEMORY 

Workshop Head Marco Palandella; Partecipanti: Floriana Imperiale, Zhihong Sun, Maurizio Mora. 

Vogliamo ricreare l’idea del tempo che passa, in contrasto con l’atmosfera cupa del cimitero vicino. Abbiamo quindi scelto di ricreare un passaggio pedonale che collega diversi scenari, rappresentanti le diverse fasi del giorno, cosi come le fasi della vita dell’uomo. Ogni scenario è rappresentato da un colore. Quindi, l’alba simboleggia l’infanzia, il mattino l’adolescenza, il tramonto la mezza età e la notte stellata la vecchiaia.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Sito numero 4 Piazzetta Aldo Moro

TRAVERSAL SEASON

Workshop Head Giacomo Rossi; Partecipanti: Armaghan Rahimi, Francesca Dematteis, Yang He Qi

Vogliamo riportare attenzione al centro della piazzetta, che oggi è esclusivamente un’area di passaggio:  I 4 alberi si trasformano nei simboli delle stagioni, ognuno è caratterizzato da una soluzione di illuminazione diversa per colori e tecnica, che riporta alla mente l’idea delle 4 stagioni: luce colorata rossa e gialla per l’autunno, Luce fredda che richiama fili di ghiaccio tra i rami per l’inverno, colori gioiosi che vengono riflessi da farfalle che si muovono tra i rami, che ricordano la primavera, e luce calda ed avvolgente come un raggio di sole, per l’estate.

Inoltre i passanti potranno giocare con le ombre colorate, proiettate sulle superfici circostanti e sul terreno, ad enfatizzare il passaggio che ogni giorno avviene in quest’area, durante l’anno, attraverso le stagioni.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

Sito numero 5 Largo Pinelli

STREET ART FESTIVAL

Team Giulia Lucatello, Andrea Furlanetto, Patrizia Margioni, Sergio Felleti, partecipanti all’evento Luci in Riviera 2016 Desideriamo riempire questa strada conuna festa di luci e colori. Il circo come metafora del gioco della vita trova nel funambolo il suo attore protagonista. L’altalena, rappresentata nel vicino murale diventa simbolo di equilibrio in un passaggio continuo dal bambino all’adulto, in una festa di emozioni.

Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN Luci in riviera WORKSHOP LIGHTING DESIGN

In conclusione

Come dicevo un’esperienza unica, sia dal punto di vista didattico, che personale e professionale, che mancava davvero in Italia. Sono certo l’organizzazione, per la prossima edizione, saprà migliorare e risolvere alcuni aspetti critici, dati inevitabilmente dalla “giovane età” dell’evento. Non vedo l’ora della prossima edizione del Workshop di Lighting Design Luci in Riviera 2018! A presto.

Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all’articolo originale.
Link al post originale: Cos’è successo al Workshop di Lighting Design Luci in Riviera pubblicato su Luxemozione Luxemozione – News dal mondo della luce

Copyright © Giacomo Rossi.

8 Ottobre 2017 / / Coffee Break

Questa settimana è uscito in sala Blade Runner 2049, quando si è saputo della messa in produzione di un sequel sequel dell’ormai iconica pellicola di Ridley Scott confesso che anche io come molti ho avuto grossi dubbi e sono andato al cinema temendo di vedere un altro desolante sequel.
Mi sono dovuto ricredere, la storia è ineccepibile e le atmosfere e l’ambientazione rimangono quelle del 1982 filtrate dai romanzi di William Gibson e di Ghost in the Shell, località termali al confronto della Los Angeles di Blade Runner

Dal momento che questo è un blog di architettura e design non potevamo non parlare di un film che probabilmente, grazie alla fotografia di Roger Deakins diventerà un punto di riferimento nella estetica dei prossimi anni.

Una curiosità(noi architetti facciamo attenzione a strani particolari)
Nell’originale Blade Runner del 1982 le riprese per l’appartamento di Rick Deckar (Harrison Ford) erano girate nella Ennis House, icona dell’architettura moderna progettata da F.L. Wright nel 1923, sono caratteristiche le piastrelle in cemento di ispirazione Maya
(che si trovano ormai in vendita ovunque in rete, come potete pensare di realizzare la vostra tana per l’home theater senza le piastrelle alla BladeRunner?)
La casa è stata utilizzata in molti altri film e telefilm, da Il giorno della locusta a Black Rain – Pioggia sporca; se volete vedere in piena luce una replica del salone potete recuperare un film del 1991 The Rocketeer, è la casa del villain di turno, Neville Sinclair (Timothy Dalton)

Nel nuovo film l’appartamento dell’agente K è molto più modesto ma se osservate le scene in cucina noterete un piccolo richiamo alle famose piastrelle.

alla faccia del cartellone pubblicitario
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CAFElab | studio di architettura

8 Ottobre 2017 / / Things I Like Today

Paesaggi spettrali e architetture immaginarie e alienanti, sono i protagonisti delle illustrazioni distopiche di Marcin Wolski

Marcin Wolski è un graphic designer e illustratore polacco specializzato in illustrazioni editoriali per numerosi clienti internazionali. Ha iniziato a disegnare e dipingere quando ancora andava a scuola, dedicandosi soprattutto agli acquerelli ma, appena scoperte le potenzialità di Photoshop, ha iniziato a cimentarsi con la digital painting.
Quando crea un nuovo soggetto, disegna sempre alcuni schizzi a matita e fa un paio di prove colore in Photoshop prima di realizzare l’illustrazione finale utilizzando una tavoletta Wacom.

Le illustrazioni distopiche di Marcin Wolski rappresentano scene immaginarie ispirate all’epoca comunista nell’Europa dell’est. Il suo stile rigido e uniforme si ispira a quello della propaganda in voga a quel tempo e i soggetti si concentrano su monotoni paesaggi urbani, enormi strutture industriali, gru e ciminiere. Le atmosfere rarefatte e sospese sono rese così suggestive grazie a un’uso dei colori molto particolare con sfumature soffuse e transizioni tonali.

Illustrazioni distopiche: Moonrise - dalla serie "Habitat 316/D, A Socialist Dystopia"

Moonrise – dalla serie “Habitat 316/D, A Socialist Dystopia”

Come racconta lui stesso in un’intervista, molte delle sue illustrazioni sono ispirate ai profondi cambiamenti politici e sociali che hanno attraversato la Polonia negli ultimi 30 anni, cambiamenti di cui Marcin, crescendo, è stato testimone. Habitat 316/D per esempio è un progetto personale in cui immagina una società distopica ispirata al periodo della Polonia comunista. Immagini caratterizzate da palette quasi monocromatiche, che trasmettono tutta la tristezza, l’assenza di vitalità e l’alienazione di una società senza libertà, che non lascia spazio all’individuo e ai suoi sogni.

Eastern Bloc - Tram (Illustrazioni distopiche)

Eastern Bloc, Tram

“In Tram volevo mostrare un lavoratore che sta per iniziare il suo turno in una specie di imponente struttura e provare ad evocare una sensazione di solitudine e di essere solo una piccola parte di quelle enormi strutture industriali. I tempi sovietici erano pieni di manifesti colorati di propaganda, quindi ho pensato di provare a contrastare i colori e la luce con una narrazione un po’ più cupa.”

Illustrazioni distopiche di Marcin Wolski - Eastern Block, Tower Crane

Marcin Wolski – Eastern Block, Tower Crane

Altre immagini di Marcin Wolski sono ispirate al disastro di Chernobil del 1986, illustrazioni che rappresentano paesaggi spettrali popolati da strane creature. Un day after in cui la presenza umana è quasi un’utopia e le atmosfere ricordano tanto quelle del film Stalker di Andrej Tarkovskij (1979) ambientato in un mondo post-apocalittico cupo e misterioso. Le illustrazioni editoriali realizzate su commissione accompagnano invece articoli sulla distruzione degli ecosistemi naturali, cospirazioni internazionali, o sono concepite per un’antologia di fantascienza ispirata ai romanzo 1984 di George Orwell.

• LEGGI ANCHE: Il paesaggio giapponese nelle illustrazioni di Ryo Takemasa

Night Train, 2014 - Arte digitale, Illustrazione, Pittura

Night Train, 2014 – Arte digitale, Illustrazione, Pittura

“Ci chiamiamo Eremiti. Dopo la guerra abbiamo scelto di vivere una vita solitaria in tutto ciò che è abitabile.  Nessuno ricorda davvero i dettagli del conflitto dal momento che fu sostanzialmente una guerra biologica che ha spazzato via la maggior parte della popolazione inclusi politici, soldati e civili. Questa strana arma tuttavia ha fatto più bene all’ecositema di secoli della nostra vecchia civilizzazione. La natura si è risvegliata e ogni sopravvissuto lo può sentire!”

Kombinat - Illustrazioni distopiche di Marcin Wolski

Illustrazioni distopiche di Marcin Wolski – Kombinat

New Day - Illustrazioni distopiche di Marcin Wolski

New Day

Illustrazioni distopiche di Marcin Wolski

Illustrazioni distopiche di Marcin Wolski