13 Ottobre 2017 / / Coffee Break

In questi giorni la Fiera di Roma ha ospitato la seconda edizione di Architect@work, un evento unico nel suo genere, rivolto esclusivamente agli architetti; la manifestazione ha un format efficente, che sarà replicato nelle manifestazioni in programma in molte altre città del mondo.

L’ingresso è su invito, in modo da consentire l’ingresso solo a professionisti del settore, l’ambiente è tranquillo e informale, il layout progettato dall’agenzia C4 – Creative Fo(u)r prevede stand uniformi, di dimensioni minime, uguali per tutti gli espositori dove possono essere presentati soltanto prodotti innovativi che abbiano passato la selezione di commissione tecnica di architetti ed interior designer.
Inoltre si tengono seminari di approfondimento.

La nostra esperienza è stata davvero piacevole e produttiva, abbiamo avuto modo di conosce tecnici molto preparati e prodotti eccezionali, in un ambiente tranquillo, senza la confusione e gli eccessi tipici delle grandi fiere del settore.
Non ultimo un piacevole diversivo per riprendersi dall’esplorazione degli stand: i corridoi sono stati trasformati in sale lounge con catering costantemente a disposizione per tutta la durata dell’evento hanno aggiunto quel tocco di comfort in più.

Il prossimo incontro sarà a Milano, il 29-30 Novembre, vi consigliamo di non perdervelo!

Architect@Work Rome

These days the Fiera di Roma hosted the second edition of Architect @ work, a unique event of its kind, exclusively dedicated to the architects; the event has an efficient format, which will be replicated in the demonstrations scheduled in many cities around the world.

The entrance is on invitation,
in order to allow entry only to professionals in the industry, the environment is quiet and informal, the layout designed by the agency C4 – Creative Fo (u) r provides uniform standings, of minimum size, equal for all exhibitors, where only innovative products that have passed the technical commission selection of architects and interior designers can be presented.
In addition, further training seminars are held.

Our experience was really enjoyable and productive, we got to know very well-trained technicians and exceptional products, in a quiet environment without the confusion and excesses typical of the great fairs in the industry,
Last but not least a pleasant diversion to recover from the exploration of the stands: the corridors have been transformed into lounge rooms and the catering constantly available for the entire event have added a touch of extra comfort.

The next event will be in Milan on November 29-30, you should not miss it!

_________________________
CAFElab | studio di architettura

13 Ottobre 2017 / / Coffee Break

Nei progetti di architettura che condividiamo con voi ci sono spesso grandi vetrate a tutta altezza con serramenti quasi invisibili, sedute di fronte alle finestre, o living interamente aperti grazie a sistemi di infissi scorrevoli.

In effetti quando il nostro studio di architettura progetta una ristrutturazione o una nuova costruzione pone particolare attenzione alla possibilità di creare spazi luminosi e aperti alla natura.
Quando la situazione lo consente e la privacy è garantita non c’è nulla di più bello di creare ambienti in comunicazione diretta con l’esterno inondati di luce naturale.

Gli infissi

Com’è normale ci sono una serie di fattori da tenere conto quando si progettano infissi molto grandi, più è grande un infisso e più è pesante, quindi serviranno infissi di buona qualità.
I serramenti possono essere in legno di varie essenze, abete, castagno, rovere, ma li abbiamo visti anche rivestiti in pelle, massello o lamellare, in alluminio, in ferro, in pvc o in combinazioni di questi, per esempio alluminio esterno e legno interno.
I moderni infissi hanno la cosiddetta microventilazione che aiuta ad evitare condense e muffe
Cosa da non sottovalutare, se si decide per una superficie vetrata senza persiane o avvolgibili bisogna avere infissi antieffrazione con vetri blindati

Vetrocamera

Tutti i serramenti che si trovano in commercio sono costituiti dalla cosiddetta vetrocamera:
un sistema costituito da due o tre lastre di vetro chiuse lungo il perimetro con all’interno una o più camere appunto che contengono un gas ad alto potere isolante.
Da un punto di vista fisico si crea un regime laminare che contribuisce all’isolamento termico

Esistono molti tipi di vetro utilizzabili che vanno scelti in base alle necessità:
Vetri basso-emissivi: trattengono fino al 90% del calore interno di un locale, evitando così la dispersione energetica.
Sono consigliati nelle zone a clima freddo.

Vetri riflettenti: il normale vetro è trasparente alla luce visibile ma opaco ai raggi infrarossi, quindi il calore una volta entrato non esce più e si crea il cosiddetto effetto serra, questi vetri sono dotati di una pellicola che riflette verso l’esterno l’energia del calore che colpisce la finestra.
Sono consigliati nelle finestre che ricevono molto sole come quelle a Sud o nelle finestre per tetti.

Vetri assorbenti: assorbono il calore nelle stagioni calde e a poco a poco la rilasciano verso l’esterno, non permettendone l’ingresso all’interno, son indicati quando non si può o non si vuole utilizzare persiane o avvolgibili

Vetri fonoassorbenti: il pacchetto stesso del vetrocamera ha già un elevato potere isolante dal punto di vista acustico
ma in situazioni particolari si possono usare vetri specifici.
   
O ancora i vetri stessi possono essere riflettenti, stratificati, infrangibili e così via se ci si trova in situazioni che lo richiedono, ad esempio i vetri per le scuole devono essere stratificati antiurto

Open to light: the glass walls

The architecture projects we share with you often have large, full-height glazing with
window frames almost invisible, or seating in front of the windows, or living entirely open thanks to sliding window systems.

Indeed, when our architectural studio designs a renovation or a new construction, it pays special attention to the possibility of creating bright and open spaces for nature.
When the situation allows and privacy is guaranteed, there is nothing more beautiful to create environments in direct communication with the outside with plenty of natural light.

The frames

As usual there are a number of factors to take into account when designing very large frames, the more the window is bigger, the more it is heavy, so it will be good quality fixtures.
The frames can be made of various wood essences: spruce, chestnut, oak, but we also saw them in leather, solid or lamellar, aluminum, iron, pvc or in combinations of these, for example external aluminum and interior wood.
Modern fixtures have the so-called microventilation that helps to avoid condensation and molds
What should not be underestimated, if you decide for a glass surface without blinds or shutters you must have anti-theft windows.

Insulated Glass

All the fixtures that are on the market are the so-called glass-frame:
a system consisting of two or three glasses closed along the perimeter, with one or more chambers containing a high insulating gas.
From a physical point of view, it creates a laminar flow which contributes to the thermal insulation.

There are many types of usable glass that should be chosen as needed:
Low-emission glasses hold up to 90% of the internal heat of a room, thus avoiding energy dispersion.
They are recommended in cold climates.

Reflective glasses:
the normal glass is transparent to visible light but opaque to infrared rays,
so the heat when it comes comes out no more and creates the so-called greenhouse effect, these glasses come with a film that reflects outward the heat energy that strikes the window.
They are recommended for windows that receive very sunshine like those in the south or in the roof windows.

Absorbent glasses:
they absorb the heat in the hot seasons and gradually release it to the outside, not allowing it to enter the interior, are indicated when you can not or do not want to use shutters or roller shutters.

Sound absorbing windows:
the same package of glassware already has a high insulating power from the acoustic point of view, but in specific situations you can use specific glasses.
   
Even the same glasses can be reflective, laminated, unbreakable, and so on if there is in situations that require it, for example, glasses for schools must be laminated shockproof

immagini VIA

*post sponsorizzato*
_________________________
CAFElab | studio di architettura

13 Ottobre 2017 / / Interiors

Anche nell’arredamento come nella moda ora tutto è concesso, tutto può essere riutilizzato, assemblato e mixato per uno stile wow! Questo consente a ciascuno di noi di valorizzare i pezzi di arredamento a noi più cari anche quelli recuperati nella casa della nonna. L’importante e dare sfogo alla fantasia, provare e riprovare, fare accostamenti audaci sia di stile che di colore senza dimenticare il proprio stile personale. Meglio partire dagli arredi per poi concentrarsi su pareti e pavimenti, ma ricordate se siete indecisi non osate con rivestimenti audaci altrimenti sarete troppo vincolati dalla strada intrapresa.

Se proprio non ci riuscite, il mio suggerimento wow è scoprite l’interior designer Carla Pellizzari  dal cui sito cito le seguenti foto. Il suo motto è:

La bellezza odia le regole. L’unica regola dell’arte è non avere regole per dare vita alla bellezza.

SERGE LUTENS

pelli2jpgpelli1pellipelli3pelli4pelli7pelli6pelli8pelli5

Archiviato in:Arredamento

13 Ottobre 2017 / / Dettagli Home Decor

Soluzioni per superare le barriere architettoniche

Alcuni dei primi diritti relativi all’accessibilità dei luoghi pubblici, come cinema, teatri e biblioteche, per le persone disabili stanno per compiere 30 anni. Tuttavia a oggi esistono ancora molte limitazioni a riguardo.

È del 1989, infatti, la Legge che regola l’accessibilità e la visitabilità di questi edifici, siano essi pubblici o privati. In particolare questa Legge stabilisce che gli edifici di nuova costruzione o in fase di ristrutturazione, convenzionati, agevolati e sovvenzionati, e i relativi spazi interni, debbano essere privi di barriere architettoniche. Per barriere architettoniche si intendono gli ostacoli che risultano difficili o impossibili da superare da chiunque sia in condizione di avere una mobilità ridotta, temporanea o permanente. Queste barriere possono essere esterne o interne all’edificio e sono molteplici le soluzioni che è possibile adottare per il loro abbattimento. In quest’articolo parleremo, in particolare, dei sistemi più frequentemente utilizzati per eliminare le barriere esterne, mettendoli a confronto e cercando di capire quale prodotto è consigliabile scegliere se, ad esempio, anche tu vuoi adeguare la tua attività e non sai se scegliere fra le rampe o i più nuovi modelli di montascale a piattaforma.

RAMPE

Le rampe sono strutture rigide che nascono per collegare due piani disposti ad altezze diverse e, nel caso delle persone disabili, hanno la funzione di rendere possibile il loro accesso all’edificio tramite sedia a rotelle. Fondamentale è che le rampe siano progettate in base all’effettiva capacità di chi sta sulla carrozzina di superarle senza affaticarsi. In caso di rampe particolarmente lunghe è necessario prevedere anche dei piani orizzontali intermedi sui quali sostare in sicurezza per riposarsi.


Soluzioni per superare le barriere architettoniche

Fra gli aspetti negativi legati all’uso delle rampe ricordiamo la loro non facile adattabilità all’edificio. Non sempre, infatti, è possibile accostare all’ingresso principale una struttura di ampie dimensioni. Da questo deriva la necessità di posizionarla, se possibile, presso un ingresso secondario, aumentando il senso di disagio da parte del disabile. Anche a livello estetico, una rampa potrebbe risultare poco piacevole.

Fra gli aspetti positivi troviamo i costi, piuttosto contenuti, e il fatto che, una volta posizionata, la rampa risulta piacevole, utile e pratica da utilizzare non solo per i portatori di handicap, ma anche per le mamme con passeggino e per tutte le persone affette da patologie meno gravi ma comunque invalidanti. Una bella comodità per la propria clientela!

ASCENSORE

L’ascensore per disabili deve obbligatoriamente avere fra le sue caratteristiche una dimensione sufficiente da consentire l’accesso nella cabina anche alle persone sedute su una sedia a rotelle e, sul pianerottolo, gli spazi adatti a rendere possibili le manovre necessarie; le porte devono essere automatiche, sia per l’apertura che per la chiusura, e provviste di fotocellula; i tempi di apertura delle porte devono essere adeguati; la posizione della pulsantiera deve consentire il suo utilizzo anche a chi sta seduto ed emettere impulsi sonori corrispondenti ai comandi selezionati; all’interno della cabina deve essere previsto un citofono attraverso il quale chiedere assistenza.


Soluzioni per superare le barriere architettoniche

Come è facile immaginare, fra gli aspetti negativi legati all’installazione di un ascensore troviamo il costo, spesso piuttosto elevato ma, soprattutto, la reale impossibilità di posizionarlo quando non esistono gli spazi necessari per creare la fossa e la colonna portante.

Gli aspetti positivi, invece, sono molteplici e vanno dalla facilità e comodità di utilizzo, alla versatilità (un ascensore è utile in molteplici occasioni), fino alla possibilità di rendere l’ascensore un elemento decorativo centralizzante per la propria attività.

MONTASCALE A PIATTAFORMA

Attualmente i montascale a piattaforma risultano l’opzione più selezionata dalle strutture ricettive. Coniugano alcune delle caratteristiche descritte sopra, in modo pratico, compatto ed efficiente. Sono composti da un servoscala, sul quale si sposta la piattaforma elevatrice, da una pedana antiscivolo, da una pulsantiera e da due o più postazioni di richiamata. Rispetto al passato, i moderni montascale a piattaforma sono più compatti ed esteticamente piacevoli, per questo risolvono anche il problema dello spiacevole impatto estetico descritto nel paragrafo dedicato alle rampe.


Soluzioni per superare le barriere architettoniche

Gli aspetti negativi legati a queste macchine sono rilevabili esclusivamente quando parliamo di modelli datati. Fino a poco tempo fa, infatti, per utilizzare un montascale era necessaria e vincolante la presenza di una seconda persona, disponibile a dare assistenza al disabile. Attualmente non è più così.

Nonostante le dimensioni dei montascale si siano ridotte, una rampa di scale piuttosto ampia rimane un requisito necessario. Fino a poco tempo fa erano, inoltre, indispensabili invasive opere murarie per l’installazione della macchina (non sempre gradite).

Ora la forte adattabilità dei montascale a ogni tipo di rampa e la praticità della loro installazione, rientrano fra gli aspetti positivi. Così come la semplicità di utilizzo, in assoluta autonomia, i sistemi di sicurezza integrati (capaci, ad esempio, di arrestare la corsa in caso di ostacoli sulla rampa o di continuarla anche in caso di interruzione elettrica), la pedana antiscivolo, le barre di protezione laterali e il migliorato impatto estetico.

Per l’acquisto e l’installazione di tutti i supporti elencati è possibile usufruire delle agevolazioni previste dallo Stato italiano, come quella che permette di detrarre il 19% del costo sostenuto dalla propria dichiarazione dei redditi. Clicca quise desideri ricevere maggiori informazioni e sapere come fare. 

13 Ottobre 2017 / / Idee

Iniziamo subito con un “disclaimer”: questo post è a prova di imbranati.
Perchè se ce l’ho fatta io ce la potete fare anche voi.
In questa calda estate ho pensato di osare, di provare a superare i limiti che la mia scarsa manualità mi impone e…buttarmi sì in un progetto, ma stavolta di faidate.
Il fatto che non vi siano fotografie dettagliate delle fasi di lavoro la dice lunga su quanto contassi davvero di poter pubblicare un simile intervento.
Francamente mi davo chance Z E R O.
Curiosi di sapere di cosa si tratta?
Buona lettura!
Capita a volte di visitare una casa e guardarsi attorno, ma di rendersi conto che quello che si sta vedendo…non è veramente davanti agli occhi!
È ciò che mi è accaduto quando ho visto questa veranda: se sulla mia retina si rifrangevano uno spazio trascurato, un vecchio ripostiglio malandato, pieno zeppo di cianfrusaglie da buttare, muffa e ruggine…al mio cervello arrivavano altri input…

La veranda prima dei lavori

Veranda in fase di rimozione muffe e vernici al parapetto

Io ci vedevo un divanetto o una poltroncina, del verde, la luce perfetta, un buon libro o un angolo per fare quei lavoretti che in casa non sai mai dove.
C’è voluto un po’ per trovare il tempo e…sì…anche il coraggio, ma alla fine posso dirlo: l’ho fatto io!
Già, perchè quando stai troppo sulle scartoffie la voglia di sporcarti le mani ogni tanto ce l’hai.
Presa da questa insana voglia, mi sono recata nel mio colorificio di fiducia, uno di quelli dove trovi i prodotti giusti e una pacca sulla spalla.
Il negoziante mi ha congedato con “è un lavoretto facilissimo, che può fare anche una casalinga!”.
Con un guizzo d’autostima mi sono detta “se lo fa una casalinga, lo può fare anche una progettista dalla manualità zero…che ci vuole?!”.
Appunto.
Diciamo che nella stesura della prima mano della vernice epossidica (ligiamente miscelata con diluente e catalizzatore – insomma, l’indurente- come “prescritto” dal mio solerte negoziante di fiducia) ho proprio pensato che forse come casalinga aveva in mente tipo “Barbara di Paint Your Life” [che poi gli devo spiegare che QUELLA non è una casalinga, ma una   d e c o r a t r i c e].
La vernice si presentava estremamente liquida e per nulla coprente. Qualche schizzo qua e là già aveva sporcato il parapetto della veranda, che avevo con fatica liberato da varie insistenti muffe, scrostato e ritinteggiato con antimuffa bianca (ben due mani di fondo – primer- previe).
Trascorse 3 ore di asciugatura mi sono detta, poco convinta, “O la va o la spacca”; ormai a metà lavoro non potevo sottrarmi, anche se sarei scappata volentieri persino per discutere con il più pedante dei tecnici comunali dello sportello edilizia. E invece è successo. Il miracolo.
A volte capitano.
Mentre stendevo la seconda mano, diversa diluizione, tutto ha iniziato a prendere forma: la vernice ad indurirsi, le macchie a coprirsi, il colore si è fatto pieno e la consistenza quasi plastica.
Ho toccato il cielo con un dito: ce l’avevo fatta!
Veranda dopo la stesura della vernice epossidica

Il resto è stato facile: il divanetto di sempre, un po’ di verde che chissà quanto durerà, tendine filtranti di battaglia (perchè si tratta di uno spazio di confine indoor-outdoor) una candela profumata di quelle che ti sembra di stare al mare (immancabile Yankee Candle).

La veranda: angolo di pace e relax
La veranda: vernice epossidica a pavimento…e un po’ di verde
Dettagli
Dettagli

Ecco, morale della favola? Più d’una, a mio parere. 

1) Crederci sempre, volere è potere: superare i propri limiti fa sentire davvero vivi.
2) La vernice epossidica è strepitosa: continua, plastica nella consistenza, piacevole al tatto, tutto sommato facile da stendere con un semplice rullo, impermeabilizzante.
Soprattutto…
3) Ad ognuno il proprio mestiere…ma se proprio insistete io posso darvi l’indirizzo del famoso buon colorificio…e anche la mia personale pacca sulla spalla! 😉
13 Ottobre 2017 / / Interiors

Tempo di scuola!
Sicuramente tra voi c’è chi si accinge a pensare come organizzare o ri-organizzare la cameretta dei bimbi per far spazio alle nuove incombenze (i tanto temuti e plurinominati C O M P I T I !).
Così, quando mi sono imbattuta in questa deliziosa cameretta non ho potuto fare a meno di notarla.
Anzitutto mi piace il fatto che non sia la classica cameretta “precostituita”; insomma, da mobilificio.
Non perché non si tratti di prodotti validi e con buon design (tutt’altro!), ma quelle si possono trovare facilmente su qualsiasi webpage dei principali produttori.
Ciò che mi piace di questa cameretta è il dosato mix di vintage ed elementi funzionali.
Il lettino, ad esempio, è di recupero: si tratta di un vecchio letto anni ’80 in ferro, in origine rosso, che è stato riverniciato in bianco.

Il vecchio baule è l’ideale per riporre i travestimenti o i giochi dei bimbi: a portata di mano, ma lontano dagli occhi.
Carina l’idea di utilizzare come comodino uno sgabello in vimini; ben si accosta al cesto dei peluche, anch’esso in fibre naturali, e ai dettagli legno/maniglie in pelle (un upgrade facile facile) della baby-cucina Ikea. Il tappeto kilim aggiunge il tocco di colore che manca.
Ed eccoci all’angolo studio. In realtà è ben più di una zona lavoro, perchè è affiancata da un’area lettura/relax dove vien voglia di sedersi subito!
La sedia girevole industrial vintage spicca nel candore degli altri arredi e richiama il legno del baule. La scrivania è stata realizzata semplicemente con una mensola profonda, sostenuta a parete da dei reggimensola adeguati.
E che dire dell’angolo relax?
Una semplice panca con vano, a cui sono state applicate maniglie in cuoio come quelle della cucina gioco, resa accogliente da un bel cuscinone rosa polvere. Lo spazio lettura si completa con una libreria sapientemente disposta in modo trasversale rispetto alla panca, in modo da essere ben visibile da seduti.
Accanto alla panca c’è il mobile a misura di bimba, con le già viste maniglie in cuoio: un’idea da Ikea hackers, come tanto va di moda.
Il vecchio armadio ad ante con cassetto, smaltato di bianco, è stato scovato in un mercatino. È bastato sostituire i pomoli con due in legno naturale per “legarlo” al resto degli accessori presenti nella stanza.
Deliziosa anche l’idea di spezzare l’altezza degli ambienti dipingendo con uno smalto ad acqua (facilmente lavabile) la prima fascia delle murature: decora e mantiene i muri bianchi puliti (qualsiasi genitore sa che quelle manine…).
Insomma, anche con risorse limitate questa cameretta dimostra come si possa far tanto e bene: un pizzico di gusto, voglia di impegnarsi in piccoli restyling, il giusto mix con prodotti commerciali (Ikea o simili) e le fotografie giuste al momento giusto (dopo una bella sessione di riordino stanza!).
Ecco, forse l’ultima è la più difficile 😉
Alla prossima!
Photo credits: Avenuelifestyle

13 Ottobre 2017 / / Le Cose Semplici

La mia più grande passione è scoprire nuovi brands da proporvi.

aw17 18 lenthe 1 hr.jpg

Sarà perchè sono una tipa curiosa, sarà perchè amo le novità ma quando ci riesco , sono sempre al settimo cielo.

aw17 18 ebe 1 hraw17 18 rocco 3 hrmalou 1

Ovviamente questi pseudo-nuovi brands di cui vi scrivo sono per l’appunto nuovi, innanzitutto per me: forse molti di voi già li conoscono, ma io sono sempre speranzosa di stupire qualcuno.

logo_kidscase.png

Oggi vi presento Kidscase, fondata nel 2000  dal designer Jacqueline van Nieuwkerk e dal marketing Merel Verbrugge.Disegnano e creano abiti per bambini, fino agli 11 anni, dal design contemporaneo,versatile e dallo stile semplice e lineare.

3007-n3-f3025-h-f3027-a-f_kidscase jpg

Hanno subito attirato la mia attenzione, perchè per l’appunto un po’ fuori dai classici schemi.

3059-f-m.jpg

Molto attenti ai dettagli e ai colori propongono capi moderni e di design.

aw17 18 novi 4 hr (1).jpg

Le loro collezioni si ispirano ad abiti sportivi di alta moda, super comodi da indossare e con tessuti di altissima qualità.

highresjpegkidscaseaw1718-finn&joshua branches

highresjpegkidscaseaw1718-novi portraithighresjpegkidscaseaw1718-otis hand

Fin dalla sua nascita Kidscase ha fortemente cercato di creare qualcosa rispettando l’ambiente. Ecco perchè i tessuti utilizzati sono tutti biologici( il 70 % del cotone in uso è biologico e il 50% ha una certificazione etica che attesta che le condizioni di lavoro nelle piantagioni sono avvenute in modo umano ed equo.)

3012-n4-f3014-c-fstill sand-black-blue

Il successo di Kidscase è stato immediato, prima nei Paesi Bassi e in Belgio, e ora nei grandi magazzini di tutto il mondo.

highresjpegkidscaseaw1718-micha

L’articolo Kidscase proviene da le cose semplici.

13 Ottobre 2017 / / Dettagli Home Decor

The 72 Hour Cabin

Una piccola casetta, un’isola svedese dalla natura incontaminata, cinque persone che conducono una vita stressante, 72 ore, sono la base dell’esperimento condotto da Visit Sweden ideato per dimostrare i benefici di vivere a contatto con la natura.

Dal 7 al 10 settembre, cinque fortunati provenienti da diverse parti de mondo, hanno avuto l’occasione di vivere un’esperienza unica alloggiando all’interno di una serie di cabine in legno e vetro progettate da Jeanna Berge, situate tra i laghi e le foreste dell’isola di Henriksholm, a nord di Göteborg.

Allo studio hanno partecipato Ben Fogle, giornalista britannico, Chris Leadbeater, giornalista londinese, Marilyne Didier, tassista parigino, Baqer Keshwani, organizzatore di eventi newyorchese e  Steffi Tauscher, ufficiale di polizia di Monaco.
The 72 Hour Cabin
The 72 Hour Cabin

I cinque partecipanti hanno staccato completamente la spina con l’obiettivo di entrare in perfetta sintonia con la natura, con escursioni, passeggiate nel bosco e bagni nei laghi. In queste 72 ore i partecipanti sono sempre stati monitorati attraverso braccialetti elettronici per controllare il livello di stress.

The 72 Hour Cabin

Il progetto sperimentale «The 72 Hour Cabin è stato concepita per far conoscere il legame speciale che gli svedesi hanno con la natura e invitare il resto del mondo a sperimentarlo», spiega Jennie Skogsborn Missuna, responsabile di Visit Sweden.

I risultati dell’esperimento, condotto da Walter Osika e Cecilia Stenfors del Karolinska Institute rivelano che il livello di stress dei singoli partecipanti è sceso di ben un 70%. La pressione sanguigna e la frequenza cardiaca dei partecipanti sono diminuiti. Anche l’ansia è diminuita significativamente e c’è stato un aumento sostanziale del benessere, misurato su una scala di punti 1-4, da una media di 3,2 a 3,8. I partecipanti hanno riferito una maggiore connessione con la natura; misurata su una scala di 1-7 punti, da una media di 2,6 a 5,6, che è davvero notevole. I partecipanti hanno inoltre mostrato un notevole aumento della creatività.


The 72 Hour Cabin
The 72 Hour Cabin
The 72 Hour Cabin

Nel complesso, i risultati confermano che uno stile di vita “vicino alla natura” porta senza alcun dubbio dei benefici.  Con questo esperimento la Svezia desidera condividere le proprie conoscenze legate al modo di vivere svedese a stretto contatto con la natura.
Speriamo che questo studio possa ispirare ulteriori approfondimenti sull’importanza del rapporto tra uomo e natura, un legame importante e spesso sottovalutato.

Fotografie © Maja Flink e Visit Sweden

13 Ottobre 2017 / / Design

Cersaie le tendenze 2018 per sanitari e arredo bagno dogma ideagroup

Collezione Dolcevita by Idea in Laccato Verde Bluastro Opaco Soft Touch Ph. Archiproducts

Come promesso ecco il secondo articolo dedicato al Cersaie 2017.

Dopo aver esplorato le tendenze 2018 per i rivestimenti, vediamo, a grandi linee, quali sono i trend principali per sanitari e arredo bagno. Anche qui, come per i rivestimenti, non si segnalano grandi novità. Prima di entrare nel dettaglio, si possono individuare i temi che accomunano quasi tutte le proposte: la possibilità di personalizzare sanitari e arredi (tendenza che riguarda anche i rivestimenti); la natura protagonista, sia come fonte di ispirazione per il design, sia come soggetto da salvaguardare nei processi di produzione; l’innovazione tecnologica per materiali e domotica; il bagno come luogo privilegiato per il relax e il benessere.

Per quanto riguarda il design, forme scultoree e organiche per i sanitari, in contrasto con i volumi squadrati dei mobili, mentre i materiali tendono a coinvolgere, oltre alla vista, anche il tatto, grazie a superfici “soft touch” o textures materiche.

Cominciando dai sanitari, la prima cosa che colpisce è il ritorno del colore, sia per i prodotti in ceramica tradizionale che per quelli in materiali compositi.  Questa tendenza si ispira ai bagni color pastello degli anni Cinquanta, Sessanta e Ottanta, anche se i colori attuali sono per lo più opachi e naturali: fango, grigio, nero, verde e blu.

Tra i lavabi integrati, grande risalto al fiore all’occhiello di Ideagroup, Dògma by Aqua, una collezione declinata in 4 stili diversi, caratterizzati da design minimalista, linee geometriche, giochi d’incastri tra volumi vuoti e pieni, contrasti cromatici di forte impatto. Il legno è il protagonista assoluto, in tutte le sue declinazioni, dal massello all’impiallacciato, e si coniuga armoniosamente con elementi in alluminio nel modello in versione industrial, o al grès effetto marmo nella versione più ricercata. Da segnalare, sempre di Ideagroup, anche la collezione Dolcevita by Idea, presentata in anteprima assoluta e premiata durante la manifestazione, insieme al suo ideatore Riccardo Gava, con l’ADI Ceramics & Bathroom Design Award 2017.

Cersaie: le tendenze 2018 per sanitari e arredo bagno Dògma Ideagroup

Collezione Dògma by Aqua in Rovere Naturale e Gres effetto marmo “Statuario Opaco” Ph. Davide Buscaglia

Resistono i lavabi da appoggio, tra i quali emerge la collezione Outline dell’azienda turca VitrA Global: dal design accattivante, sono realizzati in Cerafine, un materiale che permette di ottenere bordi molto sottili, e sono disponibili in cinque forme (asimmetrico, ovale, quadrato, a goccia, rotondo) e in 5 colori.

Cersaie le tendenze 2018 per sanitari e arredo bagno lavabi outline VitrA Global

Collezione Outline by VitrA Global

Prendono sempre più piede i lavabi a colonna, un trend che potrebbe consolidarsi ulteriormente negli anni a venire: qui i progettisti, anche grazie ai materiali compositi che permettono grande libertà espressiva, si sono sbizzarriti con la fantasia; personalmente preferisco le forme essenziali e le linee pulite, come quelle della collezione Nude di Ceramica Flaminia, che si arricchisce di nuovi modelli, tra i quali Nude Slim.

Cersaie le tendenze 2018 per sanitari e arredo bagno lavabo a colonna ceramiche flaminia

Collezione Nude, modello Slim by Ceramica Flaminia

Ceramica Flaminia sta cavalcando il trend del WC senza brida (per chi non lo sapesse, è l’incavo nel bordo da cui esce l’acqua dello sciacquone) con il sistema goclean® brevettato dall’azienda e applicato alle collezioni App, MiniApp, Link PLUS, Pinch e Bonola.

Cersaie le tendenze 2018 per sanitari e arredo bagno wc senza brida ceramiche flaminia

wc collezione Link con sistema goclean® by Ceramica Flaminia

Il mio personale “premio simpatia” va a R Studio, di cui ho visitato lo stand al Fuorisalone di Milano lo scorso aprile. Al loro debutto al Cersaie, hanno presentato una proposta sartoriale molto “easy”, con il mobile da bagno B’52 made in Milano, progettato a due mani (o a due menti) dall’architetto Aladino Carabelli e dal falegname Christian Ragone. Estetica vintage e produzione artigianale di qualità per un prodotto personalizzabile anche on line grazie a un configuratore. Disponibile solo su ordinazione.

Cersaie le tendenze 2018 per sanitari e arredo bagno mobile bagno vintage R Studio

mobile da bagno B’52 made in Milano by R Studio

Nella zona doccia, stupiscono sempre le proposte di Fiora, azienda spagnola specializzata nella produzione di piatti doccia sintetici, come il super sottile Essential: antiscivolo e “soft touch”, può essere installato a filo pavimento o appoggiato, è prodotto in 15 misure diverse ed è abbinabile ai pannelli della serie Skin, per sostituire la vasca o la vecchia doccia in modo semplice e veloce.

Cersaie le tendenze 2018 per sanitari e arredo bagno piatti doccia fiora

Collezione Essential by Fiora

Tra i box, mi ha colpita il modello della collezione Blondecrazy di BluBleu: leggero ed essenziale, dai profili in acciaio sottilissimi, lastre di cristallo trasparente e chiusura scorrevole praticamente invisibile. Bella anche la vasca della medesima collezione, una freestanding ovale in solid surface bianco con i fianchi in pannelli di legno laccato (colori RAL a scelta).

Cersaie le tendenze 2018 per sanitari e arredo bagno box doccia cristallo chiusura scorrevole blublue

Collezione Blondecrazy by BluBleu box doccia

Cersaie le tendenze 2018 per sanitari e arredo bagno vasca freestanding blublue

Collezione Blondecrazy by BluBleu vasca freestanding

Il ritorno del colore riguarda anche la rubinetteria, proposta, oltre che nei già visti rose gold e oro, in nero, forse il colore più gettonato. Tuttavia , la proposta forse più innovativa arriva da Treemme Rubinetterie con la sua linea 5MM: realizzata in acciaio inox satinato, dall’incredibile spessore di soli 5mm, è disponibile nelle versioni a muro e a incasso, per lavabo, bidet, doccia e cucina. Vincitrice del Compasso d’oro ADI, è una serie elegantissima e innovativa, capace di arredare da sola il bagno.

Cersaie le tendenze 2018 per sanitari e arredo bagno rubinetteria sottile treemme

Collezione 5MM by Treemme Rubinetterie

Interessante anche la soluzione proposta da Aquealite per i soffioni doccia multifunzione della collezione Ninfea, un sistema modulabile composto da elementi diversi per dimensione e funzione: getti d’acqua a cascata, a pioggia, nebulizzatore, combinati a casse musicali attivabili via bluetooth e a luci led colorate o bianche, per un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Cersaie le tendenze 2018 per sanitari e arredo bagno soffioni doccia multifunzione acquaelite

Collezione Ninfea by Aquaelite

Infine, il design arriva anche nel locale lavanderia, con il lavabo-lavatoio Tino, disegnato da Alessandro Paolelli per Colavene. Ispirato alle tinozze di una volta, è profondo 30 cm ed è dotato di strofinatoio inclinato:  può essere installato a muro o appoggiato, con possibilità di abbinamento con gli altri elementi della collezione, come il mobile d’appoggio e gli accessori coordinati in frassino. Proposto in 7 colori, è talmente bello che non sfigurerebbe nel bagno principale!

Cersaie le tendenze 2018 per sanitari e arredo bagno lavabo lavatoio design

Collezione Tino by Colavene

The post Cersaie: le tendenze 2018 per sanitari e arredo bagno appeared first on La gatta sul tetto.

13 Ottobre 2017 / / Design

Dito Von Tease Melting Pop - Hello Killy

In Melting Pop Dito Von Tease gioca ancora una volta col tema dell’identità, rielaborando e trasformando le icone pop che hanno accompagnato la nostra infanzia

Dopo averci fatto sorridere con Ditology e iDollz, il misterioso grafico bolognese Dito Von Tease torna a far parlare di sè con un nuovo progetto grafico intitolato Melting Pop. Il titolo dice già tutto perchè quello che ci propone stavolta è una galleria di 24 tavole in cui personaggi a noi ben noti della cultura pop contemporanea, assumono nuove identità ambigue e fuorvianti.
Fra giochi di parole e assonanze visive, Dito Von Tease attinge a piene mani nell’immaginario pop alla ricerca di personaggi-icona e oggetti quotidiani da rielaborare e trasformare: star del cinema, supereroi, cartoni animati…

• LEGGI ANCHE: Ditology l’impronta della celebrità

"Melting Pop" il nuovo progetto grafico di Dito Von Tease

“Melting Pop” il nuovo progetto grafico di Dito Von Tease

Il progetto si sviluppa in due fasi, come in un gioco di squadra, fra parole e immagini che si sostengono a vicenda: il primo passo è quello di accostare due parole o nomi già esistenti per creare un portmanteau (parola macedonia), nella seconda fase questo neologismo viene reso visivamente mescolando le immagini dei personaggi – apparentemente diversissimi e inconciliabili – per creare nuove identità immaginarie.
Ecco quindi “Marionymous“, un audace mix fra Mario Bros e Anonymous oppure l’improbabile “Bart Vader“, un frullato fra il simpatico Bart dei Simpson’s e il malvagio Darth Vader! Ma ce ne sono tanti altri uno più divertente dell’altro.
Per il progetto Melting Pop Dito Von Tease ha creato 24 nuovi personaggi giocando ancora una volta col tema dell’identità, rielaborando e trasformando in modo spiritoso e geniale le icone pop che hanno accompagnato la nostra infanzia.

• LEGGI ANCHE: iDollz le bambole icona di Dito Von Tease

Dito Von Tease Melting Pop - Pikachups

Dito Von Tease Melting Pop - Ice Scream